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6 programmi elettorali M5S 2009-2019

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Marco Morosini
SNATURATI
Dalla social-ecologia al populismo
(auto)Biografia non autorizzata
del Movimento 5 Stelle
Commento dei sei programmi elettorali
del Movimento 5 Stelle dal 2009 al 2019
2009 – “Carta di Firenze. Comuni a Cinque St...
La scomparsa di “nuovi stili di vita” è significativa perché segna l’ab-
bandono dell’obiettivo perseguito dai Comuni virt...
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6 programmi elettorali M5S 2009-2019

  1. 1. Marco Morosini SNATURATI Dalla social-ecologia al populismo (auto)Biografia non autorizzata del Movimento 5 Stelle
  2. 2. Commento dei sei programmi elettorali del Movimento 5 Stelle dal 2009 al 2019 2009 – “Carta di Firenze. Comuni a Cinque Stelle”1 per varie elezioni comunali Il primo programma elettorale del Movimento fu la Carta di Firenze dell’8 marzo 2009: 130 parole, una pagina. Essa fu adottata a Firenze l’8 marzo da un’assemblea di iscritti di diverse regioni al movimento de- gli Amici di Beppe Grillo organizzati nei Meetup. Il documento servì da programma elettorale per le Liste civiche a 5 Stelle per diverse elezioni comunali. La dizione “5 Stelle” fu copiata da quella del Premio Comuni a Cinque Stelle, organizzato nel 2005 dalla Associazione Comuni Vir- tuosi. Le 5 Stelle del Movimento, però, sono in parte diverse. Quelle originarie dei Comuni virtuosi sono: nuovi stili di vita, mobilità soste- nibile, rifiuti, gestione del territorio, macchina comunale ecologica. Quelle del Movimento sono: acqua, ambiente, energia (poi sostituita da connettività con internet), sviluppo, trasporti. Va notato che nella seconda versione sono scomparsi “nuovi stili di vita” e “energia”, ossia le due voci più importanti per uno sviluppo so- stenibile, perché esse mirano a ridurre le quantità di materiali e di ener- gia consumati, ossia i due principali fattori di degrado dell’ambiente globale2 . La sostituzione postuma della stella originaria “energia” con la stella “connettività” è indicativa della svolta del Movimento e della nuova dominanza dei tecnici informatici. Ridurre l’uso di energia sgra- va il carico umano sull’ambiente. Aumentare la connettività in internet, invece, aggrava il carico umano sull’ambiente, perché significa aumen- tare le infrastrutture e i dispositivi digitali, nonché l’uso d’energia. Il si- stema digitale mondiale usa più energia del trasporto aereo mondiale. 1 http://www.livorno5stelle.it/programmi/carta-di-firenze/ 2 V. l’articolo Perché non voto firmato da Beppe in «Internazionale», numero 739, 11 aprile 2008, https://bit.ly/2lzizzx.
  3. 3. La scomparsa di “nuovi stili di vita” è significativa perché segna l’ab- bandono dell’obiettivo perseguito dai Comuni virtuosi, da me e da Bep- pe di rendere più sostenibili i nostri stili di vita, ossia di riformare il no- stro rapporto col consumo, di ridurre l’acquisto di merci e l’abuso della natura. «Qual è l’orologio più ecologico?». Avevo scritto per lo spetta- colo di Beppe del 1992. «Quello che hai già!». I dodici punti della carta di Firenze sono a orientamento social-ecolo- gico e sono molto simili a quelli dei programmi comunali dei partiti verdi in Europa. La Carta di Firenze è il primo e ultimo programma del Movi- mento a orientamento social-ecologico. I programmi successivi ridussero o tolsero i riferimenti ecologici e non implicarono assemblee di iscritti. Un Blog si candida alle elezioni Il ruolo di Beppe nel partito digitale fu minore di quello che sembra – anche di quello che sembra a lui stesso. La scritta www.beppegrillo.it nel simbolo delle Liste civiche a 5 Stelle è fondamentale nella storia del digitalismo politico. Nel 2009, per la pri- ma volta, un partito presenta alle elezioni non un persona con un nome e una faccia, ma un Blog, come se un Blog fosse un attore politico. Ciò significa due cose: primo, l’elettorato è indotto fidarsi di un’entità tra- scendente, sospesa nello spazio digitale, percepita come moderna e amichevole. Secondo, presentare un blog come attore politico permette ai veri attori politici di agire senza esporsi. Molti percepirono il simbolo con la scritta www.beppegrillo.it come garanzia data da Beppe Grillo in persona. Forse costoro non prestarono attenzione alla differenza tra la scritta Beppe Grillo e la scritta www.bep- pegrillo.it. Questa differenza è fondamentale per capire la natura del Movimento. Secondo i suoi avvocati, infatti «Grillo non è responsabile, né gestore, né moderatore, né direttore, né provider, né titolare del do- minio, del Blog, né degli account Twitter, né dei tweet e non ha alcun po- tere di direzione né di controllo sul Blog, né sugli account Twitter, né sui tweet e tanto meno su ciò che ivi viene postato»3 . Chi conosce gli am- bienti 5 Stelle sa che il ruolo di Beppe nel partito digitale fu minore di quello che sembra – anche di quello che sembra a lui stesso. 3 https://bit.ly/2YkQygW. 194 SNATURATI
  4. 4. 195 2009 – “Programma 2009” fondazione del Movimento 5 Stelle, Teatro Smeraldo, Milano, 4 ottobre Il discorso fu furioso, come se volesse incitare alla presa della Bastiglia. Sette mesi dopo la Carta di Firenze, Beppe presentò a Milano in un comizio-spettacolo il Programma del Movimento un testo in sette capi- toli e settanta obiettivi: stato e cittadini, salute, energia, trasporti, eco- nomia, informazione, istruzione. Una parte di esso fu letta da Beppe dal palco del Teatro Smeraldo di Milano il 4 ottobre 2009 durante la fon- dazione del Movimento: circa 3mila parole, comprese battute e impre- cazioni. Su internet si trova il video di 25 minuti e la trascrizione del te- sto4 del discorso di Beppe, ma non il testo del solo programma. Ildiscorsofufurioso,comesedovesseincitarelafollaaprenderelaBa- stiglia. Il tono era esagerato perché il programma “dello Smeraldo” pro- pugna riforme legislative coraggiose ma non eroiche. Come tutti i pro- grammi del Movimento, il testo fu redatto dalla centrale e messo online anonimo. Forse fu in parte ispirato da una selezione delle decine di mi- 4 https://bit.ly/2GsmRjZ. COMMENTO DEI SEI PROGRAMMI ELETTORALI I Comuni decidono della vita quoti- diana di ognuno di noi. Possono avvele- narci con un inceneritore o avviare la rac- colta differenziata. Fare parchi per i bam- bini o porti per gli speculatori. Costruire parcheggi o asili. Privatizzare l’acqua o mantenerla sotto il loro controllo. Dai Comuni a Cinque Stelle si deve ripartire a fare politica con le liste civiche per Acqua, Ambiente, Trasporti, Sviluppo e Energia. 1. Acqua pubblica 2. Impianti di depurazione obbligatori per ogni abitazione non collegabile a un impianto fognario, contributi/finanzia- menti comunali per impianti di depura- zione privati 3. Espansione del verde urbano 4. Concessioni di licenze edilizie solo per demolizioni e ricostruzioni di edifici civi- li o per cambi di destinazioni d’uso di aree industriali dismesse 5. Piano di trasporti pubblici non inqui- nanti e rete di piste ciclabili cittadine 6. Piano di mobilità per i disabili 7. Connettività gratuita per i residenti nel Comune 8. Creazione di punti pubblici di telelavoro 9. Rifiuti zero 10. Sviluppo delle fonti rinnovabili come il fotovoltaico e l’eolico con contributi/fi- nanziamenti comunali 11. Efficienza energetica 12. Favorire le produzioni locali 2009 – “CARTA DI FIRENZE COMUNI A CINQUE STELLE” VARIE ELEZIONI COMUNALI
  5. 5. gliaia di proposte formulate dagli utenti nel Forum delle liste civiche5 . Il Programmahaunacomponentepopulistacontro“ipolitici”eunapicco- lacomponenteambientalista.Qualchetemaambientalecompareinalcu- ni dei sette capitoli, ma non c’è un capitolo sull’ambiente. Il programma contiene anche molte proposte piuttosto stravaganti, per esempio quella già citata che tutti i consolati siano chiusi e «sostituiti con un software». Diseguaglianza economica ignorata La lacuna maggiore di tutti i programmi del Movimento dal 2009 al 2019 è l’ignorare e quindi non affrontare la maggiore malattia sociale italiana, ossia l’eccessiva diseguaglianza di reddito tra i più poveri e i più ricchi, che pone l’Italia tra i Paesi meno egalitari d’Europa6 . Questa alta diseguaglianza ha un impatto negativo su quasi tutti gli aspetti della qualità della vita e della performance sociale, come hanno ben indicato Picket e Wilkinson nel loro studio Perché le diseguaglianze rendono le società più infelici (2009). Urge quindi una politica di ridistribuzione dei redditi e dei patrimoni, specialmente con il sistema fiscale, così come Thomas Piketty e altri eco- nomisti raccomandano7 per i Paesi ricchi con maggiori diseguaglianze. Le politiche dei redditi del Movimento purtroppo non intaccano i red- diti più alti, non innalzano quelli più bassi e si limitato a distribuire un’e- lemosina, per quanto sacrosanta (reddito di cittadinanza), agli ultimi de- gli ultimi, sulla falsariga del «capitalismo compassionevole» e delle «leg- gi sui poveri»8 . Il problema strutturale resta così invariato. 5 https://bit.ly/2SwpZQF. 6 https://bit.ly/1mVicdp. 7 T. Piketty, Capital et ideologie, Seuil, 2019, https://bit.ly/2kRrvAn. 8 https://bit.ly/2khmnoK. 196 SNATURATI Stato e cittadini. Abolizione delle Pro- vince immediatamente: abolizione delle Prefetture. Riduzione a due mandati per i parlamentariperqualunquecaricapubbli- ca e eliminazione di ogni privilegio […]. Salute. Accesso alle prestazioni essen- ziali del Servizio Sanitario Nazionale uni- versale e gratuito; separare le carriere dei medici pubblici e privati […]. Energia. Energia, incentivazione della produzione distribuita di energia elettri- ca, estensione della possibilità di riversare 2009 – “PROGRAMMA 2009”, FONDAZIONE DEL MOVIMENTO 5 STELLE, TEATRO SMERALDO, MILANO, 4 OTTOBRE
  6. 6. 197 2013 – “Programma 2013” elezioni politiche del 24 febbraio Il Programma 2013 detto anche Programma giallo fu messo in inter- net tra il 2009 e il 2012. Con lievi modifiche è in sostanza lo stesso pro- gramma presentato da Beppe il 4 ottobre 2009 alla fondazione del Mo- vimento al Teatro Smeraldo di Milano. Il testo consta di sette capitoli: stato e cittadini, salute, energia, trasporti, economia, informazione, istruzione. Si tratta di un fascicolo anonimo di 2.500 parole in sedici pa- gine, con copertina gialla, disponibile solo in pdf. Scaricai la mia copia in pdf a inizio 2013. Forse il Programma 2013 è stato modificato nel corso degli anni ma è impossibile saperlo perché, come gli altri programmi, non reca infor- mazioni sulla data, gli autori, la versione, e il luogo di pubblicazione. Anche di questo programma non è noto il metodo di redazione. Ve- rosimilmente fu scritto dalla centrale, forse recependo alcune delle mi- gliaia di proposte degli iscritti nella piattaforma Forum delle liste civi- che. Se così fu, lo strumento digitale offrì una novità positiva, perché forse permise di raccogliere proposte dalla base. Il numero delle pro- poste, decine di migliaia, e la loro varietà di contenuti e di qualità mi COMMENTO DEI SEI PROGRAMMI ELETTORALI in rete e di vendere energia elettrica, di- vieto di costruzioni di centrali nucleari in Italia […]. Trasporti. Trasporti, disincentivo dell’u- so dei mezzi privati. Disincentivo e incen- tivo, sono i bonus e i malus: riformare tut- to il sistema fiscale, caricare di tasse chi se lo merita e scaricare di tasse chi non se lo merita, togliere le tasse dal lavoro e metter- le su chi fa dei danni all’ambiente. Blocco immediato del ponte sullo Stretto di Mes- sina, blocco della Tav di Val di Susa. Proi- bizione di costruzione di nuovi parcheggi nelle aree urbane. Sviluppo di tratte ferro- viarie legate al pendolarismo […]. Economia. Introduzione della class ac- tion. Abolizione della Legge Biagi. rap- presentanza dei piccoli azionisti nei Con- sigli di Amministrazione delle società quotate in borsa. Allineamento delle tarif- fe di energia, connettività, telefonia, elet- tricità e trasporti agli altri Paesi europei. Riduzione del debito pubblico […]. Informazione. Cittadinanza digitale per nascita, accesso alla rete gratuito per ogni cittadino italiano, questo è fondamentale. Eliminazione dei contributi ai giornali, nessun canale televisivo con copertura nazionale può essere posseduto a mag- gioranza da alcun soggetto privato. L’a- zionariato deve essere diffuso, con pro- prietà massima del 10%. abolire il cano- ne Rai […]. Istruzione. Abolizione della Legge Gel- mini. Diffusione obbligatoria di internet nelle scuole. Graduale abolizione dei libri di scuola stampati e quindi la loro gratuità con l’accessibilità via internet. Insegna- mento obbligatorio della lingua inglese al- l’asilo. Insegnamento gratuito della lingua italiana per gli stranieri, obbligatorio in caso di richiesta di cittadinanza; investi- menti nella ricerca universitaria, insegna- mento a distanza via internet, integrazio- ne università/azienda […].
  7. 7. fanno però dubitare che esse siano state utili per redigere il programma. Se esse furono considerate, non si conoscono i criteri né la procedura per scrivere e selezionare le migliori. Sebbene alcuni capitoli contenga- no temi ambientali, anche nel Programma 2013 non c’è un capitolo sull’ambiente. 198 SNATURATI Stato e cittadini • Abolizione delle Province abolizione delle Prefetture. Riduzione a due mandati per i parlamentari per qualunque carica pubblica e eliminazione di ogni privilegio. • Divieto di cumulo delle cariche per i par- lamentari (esempio: sindaco e deputato). • Non eleggibilita a cariche pubbliche per i cittadini condannati. • Introduzione di una vera class action. • Referendum sia abrogativi che proposi- tivi senza quorum. • Obbligatorieta della discussione parla- mentare e del voto nominale per le leggi di iniziativa popolare. Salute • Accesso alle prestazioni essenziali del Servizio Sanitario Nazionale universale e gratuito. • Ticket proporzionali al reddito per le prestazioni non essenziali. • Promuovere l’uso di farmaci generici e fuori brevetto. • Prescrizione medica dei principi attivi in- vece delle marche delle singole specialità. • Separare le carriere dei medici pubblici e privati. • Politica sanitaria nazionale di tipo cultu- rale per promuovere stili di vita salutari e scelte di consumo consapevoli. • Informare sulla prevenzione primaria. • Criteri di trasparenza e di merito nella promozione dei primari. • Allineare l’Italia agli altri Paesi europei e alle direttive dell’Organizzazione Mon- diale della Sanita (OMS) nella lotta al do- lore. In particolare per l’uso degli oppia- cei (morfina e simili). • Promuovere e finanziare ricerche sugli effetti sulla salute, in particolare legate al- le disuguaglianze sociali e all’inquinamen- to ambientale. • Eliminazione degli inceneritori. Energia • Una politica energetica finalizzata alla ri- duzione delle emissioni di CO2. • Certificazione energetica degli edifici. • Incentivazione della produzione distri- buita di energia elettrica, estensione della possibilità di riversare in rete e di vendere energia elettrica, divieto di costruzioni di centrali nucleari in Italia […]. • Riduzione di almeno il 10 per cento in cinque anni dei consumi energetici del patrimonio edilizio degli enti pubblici. • Pagamento a consumo dell’energia ter- mica nei condomini. • La co-generazione diffusa di energia elettrica e calore. • Riduzione dell’impatto ambientale delle centrali termoelettriche esistenti. • Estensione della possibilità di riversare in rete e di vendere l’energia elettrica an- che agli impianti di micro-cogenerazione di taglia inferiore ai 20 kW. Legalizzazio- ne e incentivazione della produzione di biocombustibili Incentivazione della pro- duzione di biogas dalla fermentazione anaerobica dei rifiuti organici. Trasporti • Disincentivo dell’uso dei mezzi privati motorizzati nelle aree urbane. • Sviluppo di reti di piste ciclabili protette esteseatuttal’areaurbanaedextraurbana. • Istituzione di spazi condominiali per il parcheggio delle biciclette. 2013 – “PROGRAMMA 2013”, ELEZIONI POLITICHE DEL 24 FEBBRAIO
  8. 8. 199COMMENTO DEI SEI PROGRAMMI ELETTORALI • Istituzione dei parcheggi per le biciclette nelle aree urbane. • Introduzione di una forte tassazione per l’ingresso nei centri storici di automobili private con un solo occupante a bordo. • Disincentivo dell’uso dei mezzi privati motorizzati nelle aree urbane. • Sviluppo di reti di piste ciclabili protette esteseatuttal’areaurbanaedextraurbana. • Istituzione di spazi condominiali per il parcheggio delle biciclette. • Istituzione dei parcheggi per le biciclette nelle aree urbane. • Introduzione di una forte tassazione per l’ingresso nei centri storici di automobili private con un solo occupante a bordo. • Potenziamento dei mezzi pubblici a uso collettivo e dei mezzi pubblici a uso indivi- duale (car sharing) con motori elettrici ali- mentati da reti. • BloccoimmediatodelPontesulloStretto. • BloccoimmediatodellaTavinValdiSusa. • Proibizione di costruzione di nuovi par- cheggi nelle aree urbane. • Sviluppo delle tratte ferroviarie legate al pendolarismo. Economia • Introduzione della class action. • Abolizione della Legge Biagi. • Abolizione delle scatole cinesi in Borsa rappresentanza dei piccoli azionisti nei Consigli di Amministrazione delle società quotate in borsa. • Allineamento delle tariffe di energia, connettività, telefonia, elettricità e traspor- ti agli altri Paesi europei. Riduzione del debito pubblico. • Vietare gli incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale. • Abolizione dei monopoli di fatto, in par- ticolare Telecom Italia, Autostrade, ENI, ENEL, Mediaset, Ferrovie dello Stato. • Allineamento delle tariffe di energia, connettività, telefonia, elettricità, traspor- ti agli altri Paesi europei. • Riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato con il taglio degli sprechi. • Sussidio di disoccupazione garantito. • Disincentivi alle aziende che generano un danno sociale (es.distributori di acqua in bottiglia). Informazione • Cittadinanza digitale per nascita, acces- so alla rete gratuito per ogni cittadino ita- liano. • Eliminazione dei contributi ai giornali, nessun canale televisivo con copertura na- zionale può essere posseduto a maggio- ranza da alcun soggetto privato. L’aziona- riato deve essere diffuso, con proprietà massima del 10%. abolire il canone Rai […]. • Abolizione dell’Ordine dei giornalisti. • Statalizzazione della dorsale telefonica. • Introduzione dei ripetitori Wimax. • Allineamento immediato delle tariffe di connessione a internet e telefoniche a quelle europee. • Divieto della partecipazione azionaria da parte delle banche e di enti pubblici o para pubblici a società editoriali. Istruzione • Diffusione obbligatoria di internet nelle scuole. • Graduale abolizione dei libri di scuola stampati e quindi la loro gratuità con l’ac- cessibilità via internet. • Insegnamento obbligatorio della lingua inglese all’asilo. • Insegnamento gratuito della lingua ita- liana per gli stranieri, obbligatorio in caso di richiesta di cittadinanza; investimenti nella ricerca universitaria, insegnamento a distanza via internet, integrazione uni- versità /azienda […]. • Accesso pubblico via internet alle lezio- ni universitarie.
  9. 9. 2013 – “Venti punti per uscire dal buio” sintesi del Programma 2013, elezioni politiche del 24 febbraio9 Un breve testo di una pagina e 140 parole intitolato Venti punti per usciredalbuiofulostrumentoufficialedellacampagnaperleelezionipo- litiche del febbraio 2013. Anche se si presenta come una sintesi del Pro- gramma 2013 di 2500 parole, i contenuti dei due testi sono diversi. Tra questi venti punti alcuni non erano nel programma, per esempio la ridu- zione del servizio pubblico televisivo a una sola rete, il referendum senza quorum, il referendum sulla permanenza nell’euro, l’abolizione dell’Imu sulla prima casa, l’abolizione di Equitalia, il reddito di cittadinanza, il “politometro” (un sistema per misurare la ricchezza dei politici). La mia impressione è che i redattori del Programma giallo e quelli dei venti punti siano diversi, e abbiano diversi orientamenti politici. I re- dattori del Programma giallo sembrano più competenti di politica, quel- li dei venti punti più competenti di comunicazione di massa. Il Program- ma giallo mi sembra più appetibile per gli elettori di sinistra, i 20 punti per quelli di destra. 9 https://bit.ly/2KbfT3J. 200 SNATURATI • Reddito di cittadinanza. • Misure immediate per il rilancio della piccola e media impresa. • Legge anticorruzione. • Informatizzazione e semplificazione del- lo Stato. • Abolizione dei contributi pubblici ai partiti. • Istituzione di un “politometro” per veri- ficare arricchimenti illeciti dei politici ne- gli ultimi 20 anni. • Referendum propositivo e senza quo- rum. • Referendum sulla permanenza nell’euro. • Obbligo di discussione di ogni legge di iniziativa popolare in Parlamento con vo- to palese. • Una sola rete televisiva pubblica, senza pubblicità, indipendente dai partiti. • Elezione diretta dei parlamentari alla Camera e al Senato. • Massimo di due mandati elettivi. • Legge sul conflitto di interessi. • Ripristino dei fondi tagliati alla Sanita e alla Scuola pubblica. • Abolizione dei finanziamenti diretti e in- diretti ai giornali. • Accesso gratuito alla rete per cittadinan- za. • Abolizione dell’IMU sulla prima casa. • Non pignorabilita della prima casa. • Eliminazione delle province. • Abolizione di Equitalia. 2013 – “VENTI PUNTI PER USCIRE DAL BUIO”, SINTESI DEL PROGRAMMA, ELEZIONI POLITICHE DEL 24 FEBBRAIO
  10. 10. 201 2014 – “Programma 2014” elezione del Parlamento europeo del 22 maggio10 Per l’elezione del Parlamento europeo del 22 maggio 2014 la centrale del Movimento presentò un programma brevissimo: 400 parole, una pa- gina, 7 punti: abolizione del fiscal compact, adozione degli eurobond, alleanza tra Paesi mediterranei, investimenti in innovazione, finanzia- menti per attività agricole e allevamento, abolizione pareggio di bilancio, referendum euro. Questo programma è estremamente succinto, nomina alcuni campi d’azione ma non dice quali azioni si vogliono fare. L’intero programma è ridotto a denaro e finanza, una restrizione sorprendente se si pensa che Beppe ha sempre fustigato l’economia di carta. La grande maggioranza dei temi per una politica europea è assente, non ci sono obiettivi social-ecologici, di ambiente o di sostenibilità, né una visione o un disegno di società. I testi dei sette punti non dettagliano gli argomenti ma sono piuttosto esortazioni e affermazioni critiche verso i nemici po- litici. Termini in inglese incomprensibili alla maggioranza della popola- zione non sono spiegati (es. fiscal compact, eurobond). La mia impressione è che questo scarno programma sia stato redatto in fretta da una persona acquisita da breve al Movimento, forse passata in qualche business school americana, o più modestamente in una scuo- la per ragionieri, e che essa non sia a conoscenza dei valori social-eco- logici del Movimento. È importante osservare, però, che nel Parlamen- to europeo i 17 europarlamentari eletti nel 2014 con questo programma hanno votato, come abbiamo già ricordato, in prevalenza per una delle più decise politiche social-ecologiche tra tutti i gruppi del Parlamento europeo. Anche questo caso conferma il principio: a destra nelle elezio- ni, a sinistra nei parlamenti. 10 https://bit.ly/2JZ7NfN. COMMENTO DEI SEI PROGRAMMI ELETTORALI 1 – Abolizione del fiscal compact È un patto di bilancio europeo che con- segna paesi come l’Italia alla miseria, con tagli che vanno dalla scuola alla sanità e nuove tasse, che uccidono ogni possibilità di ripresa. Monti, Berlusconi e tutto il PD hanno impegnato l’Italia a versare 50 mi- liardi di Euro all’anno all’Unione Euro- pea. Un massacro per il nostro Paese. Va abolito immediatamente. 2 – Adozione degli eurobond Gli eurobond sono titoli di debito pub- blicoemessidall’UnioneEuropea,lacuiso- vranità è garantita da tutti i Paesi. Servono acreareunacomunitàeconomica,dovecia- scun Paese aiuta l’altro. Oggi invece l’Eu- 2014 – “PROGRAMMA 2014”, ELEZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO DEL 22 MAGGIO
  11. 11. 2018 – “Programma 2018” elezioni politiche, 4 marzo Il programma elettorale del 2018 è molto diverso dai precedenti, sia nel metodo sia nei contenuti. Per la prima volta, infatti, c’è stata una massiccia consultazione digitale degli iscritti. Il testo è imponente: 320 pagine, 24 capitoli, 120mila parole11 . Per confronto, il programma per le elezioni politiche del 2013 constava di 12 pagine e 2.500 parole. Non conosco partiti che abbiano un programma elettorale così dettagliato. Il programma è suddiviso in 24 capitoli (24 file pdf in internet): ener- gia, esteri, lavoro, trasporti, agricoltura, difesa, turismo, scuola, sicurez- za, salute, banche, ambiente, fisco, telecomunicazioni, immigrazione, giustizia, università e ricerca, affari costituzionali, beni culturali, svilup- po economico, smart nation, sport, editoria, Unione europea, Digital- PA (Pubblica amministrazione digitale). 11 I 24 capitoli del Programma 2018 del Movimento sono accessibili in internet in fascicoli separati. Il 24esimo capitolo, Digital-PA, è stato aggiunto dopo la consulta- zione in internet. https://movimento5stelle.it/programma/. 202 SNATURATI ropa è schiava di Germania e Francia, che hanno abbandonato gli stati in difficoltà al lorodestino,comeèsuccessoperlaGrecia. 3 – Alleanza tra paesi mediterranei per una politica comune Italia, Spagna, Grecia e Portogallo subi- scono gli effetti di un’economia a rilento e una crisi dilagante. Proponiamo un’Al- leanza fra Paesi Mediterranei con l’obbiet- tivo di una “Politica Comune” per supera- re insieme le difficoltà. 4 – Investimenti in innovazione e nuove attività produttive esclusi dal limite del 3% annuo di deficit di bilancio I governanti italiani, quando non rie- scono a finanziare i giovani e le nuove im- prese, danno la colpa al vincolo del 3% sul rapporto deficit/Pil. Dobbiamo to- gliere tale vincolo, dando slancio alla ri- cerca, all’innovazione e alla messa in sicu- rezza del nostro territorio. 5 – Finanziamenti per attività agricole e di allevamento finalizzate ai consumi na- zionali interni Il basso costo della manodopera di al- cuni Paesi fuori dall’Unione Europea sta massacrando l’agricoltura italiana, che non può competere con i prezzi dei pro- dotti provenienti dagli altri paesi. Servo- no dei vantaggi fiscali per i nostri prodot- ti, e incentivi che rendano merito alla loro eccellente qualità. 6 – Abolizione del pareggio di bilancio Il pareggio di bilancio non è una neces- sità economica. Se lo sono inventati per ideologia. Esso obbliga l’Italia a chiudersi in nella morsa di dover far quadrare i con- ti, pareggiando costi e ricavi. In un perio- do di crisi come il nostro significa togliere soldi a settori come le pensioni, la sanità e l’istruzione. 7 – Referendum per la permanenza nel- l’euro Se l’Europa non applicherà le misure necessarie affinché diventi davvero una Comunità in cui tutti si aiutano a vicenda, chiederemo agli italiani di valutare le ra- gioni del SÌ e del NO all’Euro esprimen- dosi con un voto. Decideremo NOI, tutti insieme, il nostro futuro in Europa.
  12. 12. 203 Metodo per la redazione del Programma 2018 con votazioni online La procedura del Movimento per realizzare il Programma 2018 è sta- ta diversa dalle precedenti del Movimento e da quelle dei partiti tradi- zionali. In questi partiti, infatti, i programmi sono redatti da una com- missione pubblicamente legittimata. Spesso questa è integrata da dele- gati eletti da congressi locali o nazionali che possono proporre emendamenti e votare sì o no alla ratifica del programma. In alcuni par- titi un’assemblea dei delegati degli iscritti discute e vota diversi articoli o mozioni concorrenti. Infine i programmi sono stampati su carta e pubblicati anche in internet. Del Programma elettorale 2018, invece, non si conoscono i redattori né la procedura di redazione. Probabilmente fu compilata una prima versione ma senza renderla pubblica. Poi si svolsero le votazioni degli iscritti. In seguito, fu redatta una versione finale. Non è possibile accer- tare fino a che punto le risposte degli iscritti siano state considerate, per- ché le circa 400 domande agli iscritti e il numero di voti espressi su ogni domanda non sono più online nella piattaforma Rousseau. Agli iscritti sono state formulate in sei mesi circa 400 domande in 23 sessioni di voto online. Per ognuno dei 23 capitoli sono state poste circa 20 domande. Hanno risposto alle domande in media 20mila iscritti su presunti 100mila. In genere è stata richiesta una risposta sì o no, oppure di sce- gliere tra due o più opzioni. Un senatore del Movimento mi ha detto che alla redazione dei 23 capitoli parteciparono parlamentari compe- tenti nei rispettivi temi. Ma anche costoro non sono menzionati. Pregi e limiti del Programma 2018 Il difetto principale del Programma 2018 è di non presentare una vi- sione d’insieme del tipo di società che vogliamo nei prossimi decenni (v. il capitolo Una lista, non un sistema). I 24 capitoli sono scritti da tec- nici per tecnici, il che può anche essere utile per certi scopi, ma non in- vita il grande pubblico alla lettura. I programmi dei partiti in genere ini- ziano con le loro visioni di società. Alcuni partiti hanno un programma o uno statuto permanente che descrive la visione strategica del partito, ossia un specie di “Costituzione”. Per ogni elezione sono poi formulati programmi a più breve scadenza. La prospettiva di lungo termine è in- dispensabile in un epoca nella quale i grandi problemi ecologici e de- mografici e la transizione necessaria per farvi fronte si estendono sui de- COMMENTO DEI SEI PROGRAMMI ELETTORALI
  13. 13. cenni. Come si dice spesso: un politico pensa alle prossime elezioni, uno statista pensa alle prossime generazioni. Ognuno dei 24 capitoli del Programma 2018 inizia con una breve in- troduzione, generalmente di buona qualità. Ma anche queste introdu- zioni considerano di solito un breve orizzonte temporale e guardano so- lo al settore specifico, con pochi nessi con gli altri capitoli. Un buon esempio in cui, invece, c’è nesso tra due capitoli sono le due pagine de- dicate alla tassazione ecologica nel capitolo dedicato al Fisco. Questo ca- pitolo però non ha un’introduzione. Inoltre la prima riga promette «mi- nore tassazione a tutti i contribuenti». Questa è la promessa di tutte le destre e in genere non è mantenibile, se non a scapito dei servizi pubblici e dei cittadini più deboli. Sarebbe stato opportuno, inoltre, realizzare un capitolo “Finanze”, invece che semplicemente “Fisco”. Le finanze, in- fatti, sono un tema più vasto ed importante che non il solo fisco, perché riguardano anche altre entrate dello Stato, diverse dal fisco, e soprattutto le spese, gli investimenti e i trasferimenti sociali dello Stato. Altri difetti del Programma 2018 sono gli stessi dei programmi prece- denti: sono sconosciuti la data e il luogo d’edizione, gli autori, i criteri delle loro nomine e delle loro scelte, la procedura di realizzazione. Beppe e molti nel Movimento direbbero che il luogo d’edizione “è la rete”. In- fine, non è spiegato con che logica siano stati scelti quei 24 temi. La for- mulazione delle domande sui 24 temi riflette il punto di vista dei redat- tori e non è il frutto di contributi dalla base. Comunque, checché si possa pensare del contenuto e del metodo, è certo che un gran numero di per- sone, anche competenti, ha dedicato molto lavoro a questo programma. La messa a disposizione solo in internet di un programma elettorale di 320 pagine risparmia molta carta. La sua suddivisione in 24 fascicoli permette inoltre un accesso più facile a chi volesse approfondire solo al- cuni temi. Sarebbe stato utile, però, un testo intermedio di trenta o qua- ranta pagine che dia una visione d’insieme del programma e del progetto di società che vogliamo, che parli tanto al cuore quanto alla mente, che disegni scenari attraenti, che sia facilmente leggibile da molte persone e che si presti ad essere discusso pubblicamente e nei media. Mi chiedo quante persone, e in particolare quanti giornalisti, abbiano davvero scaricato uno o più dei 24 file in pdf molto tecnici del program- ma elettorale del 2018. La centrale lo sa, e sarebbe utile che rendesse pubblica questa informazione. Oggi, ai tempi di Google Analytics, un computer ci mette un attimo a raccogliere e rendere accessibile questi dati. Mi chiedo anche se sia stato davvero utile chiedere agli iscritti di vo- 204 SNATURATI
  14. 14. tare 23 volte per i capitoli di questo programma. La mia impressione, in- fatti, è che l’influenza dei circa 20mila iscritti che hanno votato i 23 ca- pitoli del programma sia marginale rispetto all’influenza di coloro che hanno redatto i testi del programma prima e dopo le votazioni. La centrale del Movimento ha presentato il Programma 2018 con lo slogan «Il programma per l’Italia scritto dagli italiani». Questo però mi sembra un po’ esagerato perché i 20mila votanti, non hanno “scritto il programma”mahannosolorispostoaunabatteriadidomande.Definire “gli italiani” i 20mila che “hanno scritto” il Programma 2018, inoltre, non getta una buona luce sulla serietà dei comunicatori del Movimento. Energia a 5 Stelle Ridurremo l’uso d’energia grazie ad auto che consumano la metà? Oppure percorrendo in automobile metà chilometeri? Tra i 24 capitoli del Programma 2018 ho analizzato con più attenzio- ne quelli sull’energia e sul lavoro perché questi sono i due fattori più im- portanti per il benessere umano e per una transizione social-ecologica. Mi sono rallegrato quando ho visto che l’energia e il lavoro sono stati i due primi temi trattati e votati online per preparare il Programma 2018. Non conosco altri partiti che mettano l’energia e il lavoro all’inizio del loro programma. Energia e lavoro furono proprio i primi due dei tre te- mi strategici di un programma lungimirante di governo che indicai nel 2008 nel mio articolo per Beppe Perché non voto12 . Il Programma energia è il migliore e più dettagliato all’interno del Programma 2018. Non conosco programmi sull’energia di altri partiti altrettanto estesi né con obiettivi altrettanto ambiziosi. La gestione dell’energia è il più importante intervento umano sull’am- biente e, indirettamente, sulla società. Per questo dedico i miei studi alla transizione energetica. Anche in passato ho messo in grande rilievo il te- ma dell’energia nei miei testi e nelle mie scene per Grillo e nei due docu- mentariconBeppecomegueststarchescrissiperlatelevisionesvizzera13 . 12 Perché non voto, Beppe Grillo, «Internazionale», numero 739, 11 aprile 2008, https://bit.ly/2lzizzx. 13 Un futuro sostenibile con meno, di più e meglio. Una speranza per il nuovo millen- nio, Rsi, 1998, 53 minuti, https://bit.ly/2K28PWX. Un grillo per la testa. Lo “zaino 205COMMENTO DEI SEI PROGRAMMI ELETTORALI
  15. 15. Nel testo del Programma energia gli autori si definiscono «parlamentari del gruppo PEM5S», ma purtroppo restano anonimi. Sarebbe utile co- noscere i loro nomi e il modo di contattarli per domande o per migliorie. Il Programma energia è molto dettagliato. I suoi redattori sembrano competenti. Alcuni mesi prima delle elezioni ho ricevuto, su mia richie- sta, una prima versione interna senza data, denominata “Programma parziale”, di 89 pagine, delle quali 60 di analisi e 30 di proposte. La ver- sione definitiva di 22 pagine, è scaricabile in internet14 . Contiene una breve analisi e 18 pagine di proposte. I due obiettivi del programma energetico sono la sostenibilità e l’indipendenza energetica, da ottenere entro il 2050 con una forte riduzione dell’uso di energia finale (meno 37%), con il passaggio al 100% di energie rinnovabili, e con l’aumento della quota elettrica di tutta l’energia usata dall’attuale 22% al 65%. Purtroppo il Programma energia non spiega come raggiungere gli obiet- tivi fissati e quali conseguenze una strategia così radicale possa avere sull’economia e sugli stili di vita. Il testo è scritto da tecnici per tecnici. Non ci sono frasi per educare e ispirare persone che non siano tecnici dell’energia15 . Soprattutto non c’è una rappresentazione di come potrebbe essere la vita delle persone in una società che usi solo due terzi dell’energia finale che usiamo oggi, quando invece i principali scenari prevedono che nel 2050 in Europa useremo molta più energia di oggi. Quanta parte di riduzione del 37% potremo ottenere grazie a tecniche d’efficienza, per esempio con auto- mobili che consumano metà energia? E quanta parte con comporta- menti di sufficienza, per esempio riducendo a metà i chilometri percorsi in automobile? Ho studiato le circa 400 domande per i 23 capitoli del Programma 2018 e ho risposto a molte di esse. Ad alcune non ho risposto perché erano troppo tecniche o perché mancava il contesto. Per esempio si chiedeva se siano da preferire sistemi di stoccaggio dell’energia piccoli o grandi. Non lo so. Dipende. Cosa sono i «sistemi di stoccaggio dell’e- nergia»? Un serbatoio di gas? Una batteria? Una diga grande? Una diga piccola? A tante domande non si può rispondere senza una cognizione ecologico” e il “punto di non ritorno”, Rsi, 1995, 50 minuti, https://bit.ly/2Ojw0BN. 14 https://bit.ly/2TmPFPc. 15 Un buon esempio di spiegazione semplice ed evocativa della strategia svizzera per una «Società a 2000 watt» si trova nel fascicolo Vivere più leggermente, https:// bit.ly/2GsouOG. 206 SNATURATI
  16. 16. 207 di come è costituito il sistema elettrico italiano e europeo, né delle sue componenti tecniche, né del suo contesto geopolitico per i prossimi de- cenni. Come votare “entrambi”? Perché la risposta di un campione di votanti probabilmente distorto dalle modalità di voto, dovrebbe essere preferibile alla risposta di esperti di politiche energetiche? Se gli esperti di energia dovessero in maggioranza arrivare a una conclusione diversa da quella scelta dai votanti, gli esperti d’energia dovrebbero sottostare ai voti di 10mila iscritti sconosciuti? Se per la redazione del programma energia occorsero competenze professionali, a cosa serve domandare a decine di migliaia di iscritti, di cui non si conosce la competenza, di ri- spondere a domande spesso molto tecniche su materie nelle quali pro- babilmente essi – come me – non hanno cognizione? Lavoro a 5 Stelle Oltre al Programma energia ho analizzato il Programma Lavoro. Ener- gia e lavoro – lo ripeto – sono i due temi più importanti indicati da me e da Beppe per una transizione social-ecologica16 . Agli iscritti sono state sottoposte circa venti domande, suddivise in cinque aree: Libera rappresentanza sindacale; Stop ai privilegi dei sindacalisti; Partecipazione dei lavoratori alle decisioni aziendali; Riduzione dell’orario di lavoro; Una pensione pensata per le esigenze dei cittadini. Lo spazio e la priorità dedicati all’ostilità verso i sindacati sorprendono. L’Agenda 21 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile concordata a Rio nel 1992 e l’obiettivo numero 8 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite perseguono il rafforzamento dei diritti dei lavoratori e delle loro organizzazioni. L’importanza data all’ostilità al sindacalismo è spropor- zionata rispetto all’importanza di altri grandi temi del lavoro, come per esempio la prevenzione degli incidenti e delle morti sul lavoro. Forse il primato attribuito al lavoro digitale da così tanti dirigenti e quadri del Movimento gli fa quasi dimenticare che decine di milioni di italiani svolgono ancora lavori manuali e non stanno tutto il giorno davanti a un computer. L’avversione ai sindacati è una costante della comunica- 16 «Internazionale», numero 739, 11 aprile 2008, https://bit.ly/2lzizzx. COMMENTO DEI SEI PROGRAMMI ELETTORALI
  17. 17. zione 5 Stelle ed è stata più volte espressa nel Blog, condannando il sin- dacato come istituzione, e deridendone o insultandone i dirigenti e i mi- litanti. Quest’avversione verso il sindacalismo è comune alle destre li- beriste che mirano a ridurre il potere del lavoratore organizzato, la- sciandolo a fronteggiare da solo il potere del datore di lavoro, del padronato e delle sue organizzazioni. Anche questo è un esempio di quella “disintermediazione” cara all’ideologia 5 Stelle: tra te e il padro- ne, nessuno di mezzo. Vinca il migliore. È significativo che il Movimento non abbia creato un sindacato op- pure appoggiato sindacati esistenti. Forse si crede che bastino internet e un mouse per difendere gli interessi dei lavoratori sedendo «sul diva- no» (espressione usata dai 5 Stelle per indicare molti giovani disoccu- pati). Questa ostilità al sindacalismo è congeniale a quella del piccolo padronato che è molto rappresentato nella centrale, tra i quadri e tra gli elettori 5 Stelle. Nel Programma 2018 il tema della riduzione del tempo di lavoro ha avuto un esito infelice. Nel Programma lavoro (parziale) di sei pagine, del 24 luglio 2017 si legge: «Il MoVimento 5 Stelle favorirà processi di rior- ganizzazione produttiva, riducendo l’orario di lavoro al di sotto delle 40 ore settimanali». Questa riduzione è titubante, se pensiamo alle 35 ore settimanali vigenti da vent’anni in Francia e per i metalmeccanici tede- schi,ealle32o28oresettimanaliperalcunecategorieinEuropa.Eppure anche questo proposito minimale fu tolto dal programma finale 2018. Nelle votazioni del 2017 sul tema lavoro la Riduzione del tempo di lavoro fu uno dei cinque temi proposti e votati. 24.050 iscritti votarono per una tra dieci proposte per la riduzione del tempo di lavoro. Ma inutilmente. Nel Programma 2018 di 120mila parole neppure una fu dedicata alla ri- duzione del tempo di lavoro (vedi anche il capitolo Il lavoro intero). 2018 – “20 punti per la qualità della vita degli italiani”. Sintesi del programma, elezioni politiche, 4 marzo Nonostante i suoi meriti, il Programma 2018 di 320 pagine è stato po- co pubblicizzato. Il programma presentato ai media e in campagna elet- torale fu invece una breve lista in due pagine e 640 parole intitolata 20 punti per la qualità della vita degli italiani. Lo stesso era avvenuto nel 2013, quando furono approntati un “programma lungo” in 16 pagine e 2.500 parole e un “programma corto” di due pagine e 140 parole: 20 punti per uscire dal buio di 140 parole in due pagine. 208 SNATURATI
  18. 18. 209 Questi due testi brevi in 20 punti del 2013 e del 2018 possono sem- brare due sintesi dei rispettivi programmi elettorali lunghi. Invece essi hanno poco a che fare con quei programmi ed hanno un’impronta più populista. I titoli dei 20 punti per la qualità della vita degli italiani del 2018 sono i seguenti: Via subito 400 leggi inutili; Smart nation: nuovo lavoro e lavori nuovi; Reddito di cittadinanza: rimettiamo l’Italia al lavoro; Pensione di cittadinanza: mai più sotto i 780 euro; Meno tasse, più qualità della vita; Tagli agli sprechi e ai costi della politica: 50 miliardi che tornano ai cittadini; Sicurezza e legalità; Stop al business dell’immigrazione; Tutela dei risparmi dei cittadini; La sanità si prende cura di te; 17 miliardi per aiutare le famiglie con figli; Banca pubblica per gli investimenti; Lotta a corruzione, mafie e conflitti d’interesse; Una giustizia rapida, equa ed efficiente: Green economy: Italia 100% rinnovabile; Riduzione del rapporto debito pubblico/Pil di 40 punti in 10 anni; Superamento della cosiddetta buona scuola; Valorizzazione e tutela del made in Italy; Investimenti produttivi: 50 miliardi nei settori strategici; Superamento della legge Fornero. Alcuni di questi 20 punti enunciano slogan generici ed echeggiano temi che sono propri delle destre nazionaliste e liberiste. E questi sono i temi messi più in rilievo nella campagna elettorale del Movimento. Per esem- pio il primo punto dice: «Via subito 400 leggi inutili». Dopo un anno di governo, dovrebbe esserci un contatore online che indica le centinaia o almeno le decine di leggi cancellate “subito”. Interrogati, alcuni par- lamentari 5 Stelle mi hanno detto che il numero di leggi cancellate al maggio 2019 era zero. Un altro dei 20 punti recita: «Pensione di citta- dinanza: mai più sotto i 780 euro. Pensione minima di 780 euro netti al mese a tutti i pensionati». Dopo un anno di governo le pensioni minime non sono state aumentate a 780 euro «a tutti i pensionati». Eppure ba- COMMENTO DEI SEI PROGRAMMI ELETTORALI
  19. 19. stava aumentare immediatamente le pensioni in corso, senza chiedere requisiti nè accertamenti perché la promessa era un aumento «a tutti i pensionati». «Meno tasse, più qualità della vita» dice un altro punto, con uno slogan tipico delle destre liberiste. Lo slogan, infatti, suggerisce che una bassa tassazione generi un’alta qualità della vita, mentre è vero il contrario. L’esperienza dei Paesi scandinavi mostra che uno Stato so- ciale generoso aumenta la qualità della vita, specialmente quella dei po- veri, ma richiede una più alta tassazione. Una bassa tassazione, invece, aumenta il benessere materiale dei ricchi e diminuisce quello dei poveri. Con lo slogan «Meno tasse per tutti», inoltre, non si dice a chi e in che misura si vogliono diminuire quali tasse, e quali servizi pubblici saranno ridotti a causa del minore gettito fiscale. «Tagli agli sprechi e ai costi del- la politica: 50 miliardi che tornano ai cittadini» dice un altro punto. 50 miliardi quando? Una tantum? Ogni anno? In una legislatura? In dieci anni? Questo articolo, non si riferisce a definizioni di cosa sia spreco e cosa no. Inoltre sovrastima quelli più spesso chiamati “sprechi”, valu- tati da diverse fonti tra i 1517 e i 30 miliardi. Soprattutto sovrastima la possibilità di tagliarli. Dopo un anno di governo, infatti, gli sprechi ta- gliati dal Movimento sono milioni di euro, non miliardi, e anche in que- sto caso manca un “contatore” che indichi periodicamente quanti spre- chi sono stati tagliati. «Riduzione del rapporto debito pubblico/Pil di 40 punti in 10 anni» dice un altro punto. Dopo un anno di governo, in- vece, il rapporto debito pubblico/Pil è stato aumentato dal governo Le- ga-5 Stelle. Anche altri tra i 20 punti del 2018 sono slogan che promet- tono cose impossibili oppure vaghi obiettivi con uno stile tipico delle destre populiste. Nonostantelasolitamescolanzadidestraesinistra,il“programmalun- go” di 320 pagine per le elezioni nazionali del marzo 2018 sarebbe clas- sificato in Europa come piuttosto di sinistra, mentre il “programma cor- to”in20puntididuepaginesarebbeclassificatocomepiuttostodidestra. Lo stesso accadde per il programma lungo e per quello breve del 2013. 17 https://bit.ly/2YmXyK3. 210 SNATURATI
  20. 20. 211COMMENTO DEI SEI PROGRAMMI ELETTORALI Via subito 400 leggi inutili • Stop alla giungla delle leggi, meno buro- crazia per imprese e cittadini Smart nation: nuovo lavoro e lavori nuovi • Investimenti ad alto moltiplicatore oc- cupazionale per creare nuove opportu- nità di lavoro e nuove professioni • Investimenti in nuova tecnologia, nuove figure professionali, internet delle cose, auto elettriche, digitalizzazione PA Reddito di cittadinanza: rimettiamo l’Italia al lavoro • Oltre 2 miliardi di euro per la riforma dei centri per l’Impiego: facciamo incon- trare davvero domanda e offerta di lavo- ro e garantiamo formazione continua a chi perde l’occupazione. Con la flex se- curity le imprese sono più Competitive e le persone escono dalla condizione di povertà Pensione di cittadinanza: mai più sotto i 780 euro • Pensione minima di 780 euro netti al mese a tutti i pensionati • 1.170 euro netti al mese per una coppia di pensionati Meno tasse, più qualità della vita • Riduzione delle aliquote Irpef • Niente tasse per redditi fino a 10mila euro • Manovra choc per le piccole e medie im- prese: riduzione del cuneo fiscale e ridu- zione drastica dell’Irap • Abolizione reale degli studi di settore, dello split payment, dello spesometro e di Equitalia • Inversione dell’onere della prova: il cit- tadino è onesto fino a prova contraria Tagli agli sprechi e ai costi della politica: 50 miliardi che tornano ai cittadini • Stop a pensioni d’oro, vitalizi, privilegi, sprechi della politica e opere inutili. Rior- ganizzazione delle partecipate, spending review della spesa improduttiva Sicurezza e legalità • 10mila nuove assunzioni nelle forze del- l’ordine e due nuove carceri per dare ai cittadini più sicurezza e legalità • Stop al business dell’immigrazione • Cooperazione internazionale finalizzata anche alla stipula di trattati per i rimpatri • 10.000 nuove assunzioni nelle commis- sioni territoriali per valutare, in un mese, come negli altri paesi europei, se un mi- grante ha diritto a stare in Italia o no Tutela dei risparmi dei cittadini • Risarcimenti ai risparmiatori truffati • Creazione della Procura nazionale per i reati bancari • Riforma bancaria Glass Steagall act con- tro le speculazioni La sanità si prende cura di te • Aumento delle risorse per la Sanità Pub- blica e riduzione sostanziale delle liste di attesa per tutti gli esami medici 17 miliardi per aiutare le famiglie con figli • Applicazione del modello francese, rim- borsi per asili nido, pannolini e baby sitter • Introduzione iva agevolata per prodotti neonatali, per l’infanzia e per la terza età • Innalzamento importo detraibile per as- sunzione di colf e badanti Banca pubblica per gli investimenti • Creazione di una Banca pubblica per gli investimenti per piccole imprese, agricol- tori e famiglie • Lotta a corruzione, mafie e conflitti d’in- teresse • Modifica 416 ter sul voto di scambio po- litico mafioso • Riforma della prescrizione • Daspo per i corrotti • Agenti sotto copertura • Intercettazioni informatiche per reati di corruzione Una giustizia rapida, equa ed efficiente • Riduzione della durata dei processi • Certezza del processo e della pena Green economy: Italia 100% rinnovabile • 200mila posti di lavoro da economia del riciclo rifiuti • 17mila nuovi posti di lavoro per ogni mi- 2018 – “20 PUNTI PER LA QUALITÀ DELLA VITA DEGLI ITALIANI”, SINTESI DEL PROGRAMMA, ELEZIONI POLITICHE DEL 4 MARZO
  21. 21. 2019 – “Programma 2019”. Elezione del Parlamento europeo del 26 maggio Il programma per le elezioni del 2019 del Parlamento europeo consta solo di due pagine, dieci punti e 375 parole. Queste ultime sono una li- bera selezione fatta dai redattori del programma tra le 1000 parole, sud- divise in sei aree tematiche e 24 punti, che furono sottoposte il 29 aprile al voto degli iscritti. I votanti furono 14. 100, su presunti 100mila iscrit- ti. Per ognuna delle sei aree tematiche si poteva scegliere uno dei tre o quattro obiettivi. Le sei aree tematiche e i titoli dei dieci campi d’azione finali sono copiati qui sotto. Le sei aree tematiche su cui fu votato il 29 aprile sono: Nuova Europa: più democrazia diretta e stop privilegi. Stop austerity: piena occupazione e sviluppo sostenibile Tutela delle persone, della salute e dell’ambiente. In Europa per il made in Italy. Politica migratoria comune per la redistribuzione europea. Lotta alla grande evasione, alla corruzione e alla criminalità. I dieci campi d’azione selezionati liberamente dai redattori tra i 24 obiettivi votati sono: 212 SNATURATI liardo di euro investito nelle rinnovabili e nell’efficienza energetica • Uscita dal petrolio entro il 2050 • Un milione di auto elettriche Riduzione del rapporto debito pubblico/Pil di 40 punti in 10 anni • Più ricchezza grazie a maggiori investi- menti in deficit, ad alto moltiplicatore e con maggiore occupazione • Riduzione spese improduttive • Tagli agli sprechi • Lotta alla grande evasione fiscale Superamento della cosiddetta buona scuola • Piano assunzioni razionale in base al fab- bisogno delle scuole • Incremento spesa pubblica per istruzio- ne scolastica • Abolizione del precariato Valorizzazione e tutela del made in Italy • Italia.it diventa la piattaforma e-com- merce per i prodotti made in Italy nel mondo • Maggiore tutela dei beni culturali • Salvaguardia della qualità dei prodotti italiani minacciati dai trattati internazio- nali • Creazione di un Ministero del Turismo separato da quello dei Beni Culturali Investimenti produttivi: 50 miliardi nei settori strategici • Puntiamo su: innovazione, energie rin- novabili, manutenzione del territorio, contrasto al dissesto idrogeologico, ade- guamento sismico, banda ultra larga, mo- bilità elettrica Superamento della legge Fornero • Quota 100 e Quota 41 • Staffetta generazionale • Categorie usuranti • Opzione donna
  22. 22. 213 Salario Minimo Europeo per tutti i lavoratori. Investimenti per la crescita e la piena occupazione: stop all’austerity! Misure di sostegno economico alle Famiglie e al Ceto Medio. Incentivi alle imprese per inquinare meno. Redistribuzione e rimpatri. Lotta alla grande evasione in Europa: meno tasse agli italiani. Facciamo rientrare in Italia i nostri giovani fuggiti all’estero. Tutela del made in Italy, divieto di Ogm e di pesticidi nocivi per salute e ambiente. Taglio stipendi e privilegi dei commissari e dei parlamentari europei. Investimenti per istruzione, sanità, infrastrutture e sicurezza del ter- ritorio. Un’analisi dettagliata dei programmi del Movimento non è scopo di que- sto libro. Propongo comunque alcune riflessioni. Per contribuire a que- sto programma il 29 aprile 2019 abbiamo votato solo in 14.100. Il 10% degli iscritti sono pochi, ma 14.100 votanti sono tanti rispetto al numero di redattori dei programmi in altri partiti. Tuttavia, sinceramente, prefe- risco un programma stilato da poche persone competenti, piuttosto che uno compartecipato da migliaia di sconosciuti, me compreso. Come per tutti i precedenti programmi non è palese quando, chi, co- me e perché selezionò le domande su cui votare, né chi e perché scrisse i dieci punti finali ispirandosi solo in parte ai risultati delle votazioni. Due cose mi hanno colpito. Nell’area Nuova Europa l’obiettivo «Taglio degli stipendi dei Commissari e dei parlamentari e taglio delle agenzie europee inutili» ha ricevuto più voti di «Più poteri al Parlamento euro- peo». Questa preferenza mi sembra confermare che tra i 5 Stelle il ca- rattere punitivo dell’azione politica continua a dominare su quello pro- gettuale. Chi può credere davvero che la vita di 500 milioni di Europei possa essere migliorata più dal taglio di stipendio di un migliaio di po- litici, che non dal rafforzamento del Parlamento europeo, al quale si de- vono centinaia di iniziative che hanno davvero migliorato la vita degli Europei? Questa preferenza per il punire invece che il progettare si esprime anche nei temi più spesso nominati dai leader 5 Stelle nei me- dia. Da quando è in carica il governo Lega-5 Stelle ho sentito nominare il «taglio dei vitalizi» centinaia di volte ma il cambiamento climatico praticamente mai. Anche in questo programma per le elezioni europee del 2019 i temi ambientali sono marginali e vaghi. Quando fu pubbli- cato, l’iscritta Alessandra Zacco commentò nel Blog delle Stelle: COMMENTO DEI SEI PROGRAMMI ELETTORALI
  23. 23. Trovo sia una grave mancanza non aver fatto il minimo cenno al glo- bal warming. Non si tratta di questione secondaria, ma prioritaria, specie quando si parla di immigrazione. Se non ponete al primo posto i temi dell’ambiente dimostrate un’insensibilità che non mi sarei aspettata da un movimento giovane che è cresciuto anche grazie alle tematiche ambientali proposte da Beppe Grillo. L’assenza di chiari obiettivi social-ecologici nel Programma 2019 è par- ticolarmente sorprendente in un momento in cui, stimolati anche dal- l’attivista svedese per il clima Greta Thunberg, milioni di giovani scen- dono in piazza nel mondo per chiedere azioni forti sul clima e in molti Paesi europei i partiti verdi quasi raddoppiano i loro voti. Non cogliere il nesso18 tra la questione climatica e quella delle migrazioni dall’Africa, così demonizzate dal governo Lega-5 Stelle, è un altro segnale di una vi- sione politica non al passo con la scienza e con i tempi. 18 https://bit.ly/1TyN7Yl. 214 SNATURATI Salario Minimo Europeo per tutti i lavo- ratori In Italia come in Europa, vogliamo un salario minimo orario: i diritti di chi lavo- ra sono al primo posto. Stop alle deloca- lizzazioni, la manodopera deve avere lo stesso costo in tutta l’Unione Europea. Investimenti per la crescita e la piena oc- cupazione: stop all’AUSTERITY! Il lavoro è la vera priorità dell’Italia e dell’Europa. Tutti gli organismi europei devono impegnarsi per questo obiettivo e investire miliardi. Basta con l’austerità che, negli ultimi dieci anni, ha prodotto solo più tasse, disoccupazione e povertà. Misure di sostegno economico alle Fami- glie e al Ceto Medio Le famiglie italiane vanno sostenute nel Welfare con le stesse tutele esistenti in al- tri Paesi europei. Anche per combattere crisi demografica e spopolamento. Incentivi alle imprese per inquinare meno Diminuire l’inquinamento per aumen- tare la salute dei cittadini. Abbandono graduale delle fonti fossili, stop alle trivel- le, stop ai fondi europei per inceneritori e discariche. Europa plastic free. Redistribuzione e rimpatri I confini dell’Italia sono i confini del- l’Europa. Politica migratoria europea co- mune per i rimpatri e la redistribuzione obbligatoria dei migranti. Lotta alla grande evasione in Europa: meno tasse agli italiani Chi lavora in Italia deve pagare le tasse in Italia: basta con i paradisi fiscali e la concorrenza sleale delle grandi multina- zionali. Facciamoli pagare il giusto e gli italiani pagheranno meno tasse. Facciamo rientrare in Italia i nostri gio- vani fuggiti all’estero Stop ai cervelli in fuga. Teniamo in Ita- lia i nostri giovani e facciamo tornare chi è scappato. Più investimenti provenienti 2019 – “PROGRAMMA 2019”, ELEZIONI DELL’EUROPARLAMENTO DEL 26 MAGGIO
  24. 24. 215COMMENTO DEI SEI PROGRAMMI ELETTORALI dall’Europa su istruzione, ricerca e start up innovative. Tutela del made in Italy, divieto di OGM e di pesticidi nocivi per salute e ambiente Tuteliamo i marchi storici del made in Italy dalle contraffazioni e impediamo le delocalizzazioni selvagge con una legge europea. Siamo dalla parte dei consuma- tori e degli agricoltori italiani. Il cibo che arriva nelle nostre tavole deve essere sano. Taglio stipendi e privilegi dei commissa- ri e dei parlamentari europei I privilegi nel 2019 non possono più esistere. Taglio di tutte le spese inutili co- me la doppia sede del Parlamento a Stra- sburgo. Investimenti per istruzione, sanità, in- frastrutture e sicurezza del territorio Per continuare a cambiare ci vuole fles- sibilità e disponibilità negli investimenti per lo sviluppo. Togliamo i vincoli di bi- lancio sull’istruzione, la sanità e le infra- strutture.

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