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E-democracy e e-participation - Prof. Alessandra Valastro, Università di Perugia

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Corso "Democrazia partecipativa e governance" a.a 2014/2015

Source: http://accounts.unipg.it/~valastro//dem-part-materiali-e-slides-20142015.html

Published in: Government & Nonprofit
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E-democracy e e-participation - Prof. Alessandra Valastro, Università di Perugia

  1. 1. E-DEMOCRACY E E-PARTICIPATION: OVVERO, IL RUOLO DELLE TECNOLOGIE PER LA COLLABORAZIONE CIVICA
  2. 2. 1. Open government e open data fra le precondizioni della partecipazione 2. Partecipazione tra le fonti di produzione della conoscenza e dei dati 3. Produzione e utilizzo collaborativi di open data per la costruzione e valutazione condivisa delle policy
  3. 3. 1. Open government e open data fra le precondizioni della partecipazione RIPARTIRE DA E-DEMOCRACY e E-PARTICIPATION: limiti e fallimenti vs. lezioni apprese di concetti ambigui
  4. 4. LA DEMOCRAZIA ELETTRONICA NON ESISTE 1. Esiste un’azione pubblica che sceglie i mezzi più adeguati per realizzare i propri obiettivi, orientandone l’utilizzo verso la realizzazione del modello di democrazia cui si ispira 2. In un modello di democrazia sostanziale, una volta scelto il mezzo non è consentito al soggetto pubblico di disinteressarsi delle modalità e degli effetti del suo utilizzo
  5. 5. 3. Le scelte politiche in ordine agli effetti che si vogliono realizzare tramite l’utilizzo del mezzo tecnologico divengono uno dei principali misuratori della qualità e del livello di democraticità dell’agire politico MA IN ITALIA NON E’ ANDATA COSI’…..
  6. 6. DOVE SI E’ INCEPPATO IL PROCESSO EVOLUTIVO DELLE POLITICHE SULLE ICT? Progressiva divaricazione delle politiche di e-government e di e-governance infrastrutture diritti
  7. 7. E-GOVERNMENT / E-GOVERNANCE / E-PARTICIPATION Risultato quantitativo, non anche qualitativo
  8. 8. MA ANCHE LE POLITICHE DI E-GOVERNMENT HANNO SOSTANZIALMENTE FALLITO…. V. il C.A.D.: politiche tecnologiche in cui i diritti sono rimasti sullo sfondo di norme generiche e arretrate Linee guida 2009 per i siti web delle PA: “dalla rete dei contenuti alla rete delle relazioni”: ma non ci sono ancora i contenuti……
  9. 9. mancanza di regole e garanzie adeguate ovvero di una visione di policy alta circa il ruolo delle ICT rispetto ai diritti nei fatti: e-participation e-participation come mero recapito come strumento di sommatoria di di ricerca o manipolaz. punti di vista del consenso
  10. 10. LEZIONI APPRESE 1. Le ICT devono essere ricondotte dal piano degli obiettivi a quello dei mezzi per il raggiungimento di fini di natura politica 2. Le ICT devono facilitare: - l’aumento di consapevolezza civica - la creazione di capitale sociale - la valorizzazione dei saperi d’uso
  11. 11. IN SINTESI: - INCLUSIONE SOCIALE INCLUSIONE DIGITALE MA - INCLUSIONE DIGITALE NON E’ = ACCESSO AD INTERNET
  12. 12. - ALFABETIZZAZIONE TECNOLOGICA NON E’ = MERA CAPACITA’ DI ACCEDERE AI DATI MA CAPACITA’ DI CREARE DATI E/O DI UTILIZZARLI IN MODO COLLABORATIVO PER PRODURRE SVILUPPO CAMBIAMENTO DELLA VISIONE POLITICA DELLE TECNOLOGIE MA QUALE VISIONE?
  13. 13. SOCIAL ICT O CIVIC ICT ? La risposta è nei TERRITORI Necessità di individuare ed utilizzare il capitale di saperi d’uso degli abitanti
  14. 14. “ORIENTAMENTO CIVICO” DELLE ICT MA orientamento civico social network Sociale è concetto relazionale in cui la relazione è fine a se stessa Civico è concetto relazionale in cui la relazione è funzionale ad una comunità territorialmente data e ai dati che la riguardano
  15. 15. 2. Partecipazione tra le fonti di produzione della conoscenza e dei dati OPEN DATA E ICT: IL TIMONE PER CAMBIARE LA ROTTA DELLE POLITICHE DI E-GOV insieme di regole e strumenti per favorire l’incremento delle virtù civiche e del capitale sociale nella costruzione delle politiche pubbliche STRUMENTO DI CAPACITAZIONE
  16. 16. … a patto che: CAPACITAZIONE NON TECNOLOGICA vecchia concezione di alfabetizzazione tecnologica BENSI’ CIVICA apprendimento e sviluppo delle capacità di partecipare alla costruzione delle policy (anche attraverso l’uso di ICT e O.D.)
  17. 17. RAPPORTO BIUNIVOCO: precondizione OPEN PARTECIPAZIONE DATA CIVICA precondizione Conoscenza dei dati Comunità civiche fra i presupposti tra le fonti di di una partecipazione produzione dei dati consapevole ed efficace (“istituzioni informali”)
  18. 18. 3. Collaborazione civica nella produzione e nell’utilizzo di open data per la costruzione e valutazione condivisa delle policy • GLOSSARI E DIZIONARI CONDIVISI • MEDIA CIVICI • CIVIC HACKING • MONITORAGGIO CIVICO
  19. 19. GLOSSARI E DIZIONARI CONDIVISI • Riappropriazione della costruzione dei contenuti e dei significati dei dati di interesse generale, per trasformarli in strumentario di un metodo di governo trasparente e partecipato • Sapere tecnico non più monopolio della scienza e della politica “Quando uso una parola”, disse Humpty Dumpty in tono sdegnoso, “significa esattamente quello che voglio io –né più né meno”. “Il problema è”, disse Alice, “se puoi far significare alle parole così tante cose…”. “Il problema è”, disse Humpty Dumpty, “chi è che comanda – tutto qua”. [L. Carroll, Dietro lo specchio]
  20. 20. Conoscenza come bene comune (E. Olstrom) MA: vari modi di intendere la condivisione dei significati - Top down (istituzionale) - Bottom up (es. Wikipedia) - Circolare (es. WikiPA)
  21. 21. MEDIA CIVICI • Piattaforme partecipative che consentono la condivisione di documenti e informazioni, la raccolta di istanze, la discussione di decisioni rilevanti per la comunità, l’eventuale votazione delle opzioni • es.: Liquid Feedback, Airesis, ecc. (v. Rapporto Aarhef, Senato)
  22. 22. CIVIC HACKING I civic hackers sono “cittadini che, sviluppando le proprie applicazioni, offrono alla collettività semplici benefici per gli aspetti civili e comunitari della loro vita” (Campbell, 2007). Lo fanno senza avere nulla in cambio, perché credono nella filosofia collaborativa dell’Open Gov. e nella logica del do it yourself. Analogamente a quanto avviene nella comunità dell’Open Source, la reputazione è il principale incentivo. I civic hackers organizzano eventi per incontrarsi: non solo conferenze tradizionali ma anche competizioni e meeting informali come Non conference, Barcamp, Hackaton. Queste iniziative si sviluppano in modo non pianificato, senza approcci di management strutturato e top-down
  23. 23. PIATTAFORMA SeeClickFix (http://www.seeclickfix.com/) Nata nel 2008, oggi consultabile in 14 lingue ed usata in tutto il mondo, permette a chiunque di segnalare problemi rilevati sul territorio. I problemi vengono georeferenziati attraverso una mappa, sulla quale è possibile creare report e interagire con gli altri membri della community Inserendo il nome di una città o di un quartiere nel motore di ricerca si apre la mappa di Google con le criticità già segnalate, mentre sulla sinistra si trovano in verticale tutti i report ad esse relative. In poco tempo SeeClickFix è divenuta una piattaforma molto frequentata ed utilizzata, tanto da assumere anche la funzione di strumento di giornalismo dal basso per denunciare problemi pubblici di vario genere.
  24. 24. DECORO URBANO (http://www.decorourbano.org/) Servizio Web 2.0, articolatO in un sito e in un’applicazione mobile per la segnalazione via smartphone e pc. L’utente registrato invia la propria segnalazione, il team di “Maiora Labs” effettua un controllo preventivo impedendo la pubblicazione di contenuti non pertinenti e la violazione delle condizioni di utilizzo. Le segnalazioni vengono visualizzate su una mappa all’interno di un’apposita interfaccia di amministrazione della piattaforma; i comuni che aderiscono al progetto ricevono una propria homepage personale ed una applicazione per smartphone personalizzata.
  25. 25. MONITORAGGIO CIVICO Da “cittadini informati” a “cittadini monitoranti”: i dati sulle politiche pubbliche hanno valore solo se si forma una massa critica di persone capace di analizzarli e interpretarli per formarsi opinioni, collaborare con le amministrazioni e partecipare alle attività pubbliche (Schudson, 1998; Reggi, 2013) L’inflazione dell’informazione produce la deflazione del senso (Baudrillard, 1994)
  26. 26. Per monitoraggio civico si intendono le attività sistematiche di controllo, verifica, raccolta di idee e proposte che le comunità civiche o i singoli individui conducono nei confronti degli interventi finanziati dalle politiche pubbliche, a partire dai dati e dalle informazioni rese disponibili in formato aperto e riutilizzabile dalle amministrazioni responsabili. Tali attività prevedono la raccolta di evidenze, informazioni, news, suggerimenti sull’attuazione delle politiche, prevalentemente attraverso una visita diretta presso le opere realizzate grazie ai finanziamenti pubblici. Le nuove informazioni vengono quindi sistematizzate e visualizzate sul web attraverso appositi media civici e strumenti online che permettono, a loro volta, il riutilizzo delle informazioni stesse da parte delle amministrazioni e governi locali, di giornalisti, ricercatori e altri soggetti capaci di influenzare l’attuazione della politica e la successiva programmazione (Reggi, 2013).
  27. 27. CONTRIBUTO DEL MONITORAGGIO CIVICO NELLE DIVERSE FASI DEL CICLO DI POLICY Programmazione Raccolta di idee e nuove progettualità a partire dai progetti in attuazione Attuazione Verifica “in tempo reale” dello stato di avanzamento dei progetti. Raccolta di informazioni “dal punto di vista dell’utente” Raccolta di proposte e suggerimenti per migliorare i progetti inattuazione Miglioraramento della qualità dei dati pubblici sui progetti (migliorianalisi, decisioni di policy) Valutazione Verifica dei risultati e dell’impatto sui beneficiari ultimi dei risultati degli interventi. Creazione di “storie” sui dati raccolti [Reggi, 2013]
  28. 28. CONTRIBUTO DEL MONITORAGGIO CIVICO NEL RAFFORZAMENTO DELLE ISTITUZIONI INFORMALI Creazione o rafforzamento Rafforzamento o creazione di comunità di comunità civiche interpretative dei dati in grado di utilizzare gli open data al fine di perseguire i propri obiettivi / interessi Promuovere la partecipazione/inclusione di più soggetti locali nell’azione pubblica Abitudini, norme e Promozione del senso civico, educazione valori sociali civica (comprendere meglio il funzionamento della politica, uso dei dati sul contesto socio- economico locale, cultura della valutazione e misurazione) attraverso l’uso di media civici non tradizionali, anche in modo creativo. [Reggi, 2013]
  29. 29. MONITHON.IT (“Maratona di monitoraggio“) (http://opencoesione.gov.it/progetto) [Reggi, 2013] L’iniziativa è stata promossa dal Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica, responsabile dell’iniziativa OpenCoesione, e fa parte di una precisa strategia dell’amministrazione di promuovere l’utilizzo dei propri open data e la raccolta di feedback da parte degli utenti per favorire il “controllo civico” dell’efficacia delle politiche e una maggiore partecipazione alle scelte di policy “Il progetto Open Coesione mette i dati delle politiche di coesione a disposizione dei cittadini, delle amministrazioni italiane ed europee, dei ricercatori, dei media, degli analisti delle politiche, affinché possano valutare l’efficacia e la coerenza dell’impiego delle risorse disponibili e contribuire – attraverso le forme organizzative più varie e i corpi intermedi dell’organizzazione sociale – al corretto orientamento dei processi di programmazione e attuazione”. “Le risorse delle politiche di coesione arrivano sui territori per rispondere a esigenze – spesso a deficit di infrastrutture o di servizi ma anche di capitale sociale – specifiche dei luoghi in cui si attuano gli interventi. I cittadini destinatari degli interventi devono essere parte attiva del processo di controllo sociale dei risultati, che non può essere lasciato alle sole amministrazioni”.
  30. 30. Il portale OpenCoesione pubblica i dati di monitoraggio rilasciati dalle stesse amministrazioni responsabili dei programmi comunitari e delle politiche nazionali di coesione sull'attuazione dei singoli interventi finanziati. I dati di monitoraggio possono essere visualizzati sul portale mediante grafici interattivi navigabili per natura dell’investimento (cosa si fa con i progetti), tema (in quali settori si interviene), territorio e soggetti (pubblici o privati), proprio allo scopo di rendere i dati fruibili agli utenti (anche i meno esperti), favorire un avvicinamento al mondo delle politiche pubbliche e abilitare percorsi di “verifica civica”. Monithon si colloca quindi nel territorio ancora in gran parte inesplorato tra approccio top down e bottom up: ovvero fra le iniziative di meso-livello. [Reggi, 2013]
  31. 31. Viene utilizzata una piattaforma particolarmente flessibile (Ushahidi), che può consentire uno sviluppo di Monithon.it verso bisogni specifici legati a particolari settori o all’attività di associazioni locali. Le associazioni e le altre varie realtà locali, che di solito hanno a cuore particolari tematiche sulle quali sono portatrici di conoscenze e “know- how ” specifici, sono delle comunità civiche informali in grado potenzialmente di garantire la continuità delle attività di monitoraggio civico nel medio-lungo periodo e l’accesso a reti e conoscenze specifiche di settore. Si stanno creando questionari ad hoc per tipi specifici di progetti finanziati a cui il singolo cittadino potrebbe essere interessato: la prima scheda di monitoraggio ad essere stata calibrata su un tipo specifico di progetti è quella relativa alle opere per la mobilità. Attraverso questo dialogo diretto con il “cittadino monitorante”, valutatore ultimo dell’efficacia di politiche e progetti pubblici, le amministrazioni potrebbero così migliorare la qualità/quantità dei dati a propria disposizione e di conseguenza l’attuazione dei progetti, la comunicazione all’esterno delle proprie azioni, la programmazione delle successive policy. [Reggi, 2013]

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