Contabilità e Fiscale - Modulo 2 - Impresaindividuale

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Contabilità e Fiscale - Modulo 2 - Impresaindividuale

  1. 1. ISTITUZIONE DELL’IMPRESA E COSTITUZIONE DI SOCIETÀ <ul><li>L’origine di un’impresa è in un’idea imprenditoriale </li></ul><ul><li>prima classe di imprese: </li></ul><ul><ul><li>le società , e specificamente le società di persone, le società di capitali, le società cooperative; </li></ul></ul><ul><ul><li>le associazioni in partecipazioni; </li></ul></ul><ul><ul><li>i consorzi ; </li></ul></ul><ul><ul><li>le joint ventures. </li></ul></ul><ul><li>seconda classe di imprese: </li></ul><ul><ul><li>la c.d. ditta /azienda individuale; </li></ul></ul><ul><ul><li>la società a responsabilità limitata unipersonale e la società per azioni unipersonale. </li></ul></ul>
  2. 2. SOGGETTO GIURIDICO D’IMPRESA <ul><li>Colui che acquista i diritti ed assume le obbligazioni derivanti dalle operazioni attinenti l’impresa </li></ul><ul><li>Se è una persona fisica si ha un’impresa individuale </li></ul><ul><li>Se è una persona giuridica si ha un’impresa societaria appartenente ad una società di persone o ad una società di capitali. </li></ul>
  3. 3. IMPRESA INDIVIDUALE <ul><li>Forma d’impresa più semplice e più limitativa </li></ul><ul><li>L’imprenditore accentra l’intero processo decisionale e l’intero rischio imprenditoriale. </li></ul><ul><li>inesistenza di una separazione tra patrimonio d’impresa e patrimonio personale dell’imprenditore </li></ul>
  4. 4. GLI APPORTI INIZIALI <ul><li>Il patrimonio di costituzione è determinato dagli apporti (o conferimenti) effettuati dal proprietario. </li></ul><ul><li>Gli apporti possono essere: </li></ul><ul><ul><li>apporti di denaro, di assegni bancari e circolari, di disponibilità fatte affluire sul c/c intestato alla nuova azienda; </li></ul></ul><ul><ul><li>apporti in natura, di beni e servizi. </li></ul></ul><ul><li>Gli apporti in natura possono essere di due tipi: </li></ul><ul><ul><li>sono apporti in natura disgiunti quelli costituiti da beni tra loro non coordinati da un vincolo di complementarietà economica; </li></ul></ul><ul><ul><li>sono apporti di natura congiunti i conferimenti di azienda o di rami aziendali, nei quali i beni sono tra loro legati da rapporti di funzionalità e complementarità . </li></ul></ul>
  5. 5. VALUTAZIONE <ul><li>la redazione dell'inventario presuppone la valutazione degli elementi iscritti </li></ul><ul><li>Valutare un bene significa considerare sinteticamente le caratteristiche qualitative e quantitative in un'espressione monetaria </li></ul><ul><li>A uno stesso bene possono essere attribuiti valori diversi a seconda del tempo, del luogo, dello scopo, del soggetto che effettua la valutazione </li></ul>
  6. 6. CRITERI DI VALUTAZIONE <ul><li>criterio del valore nominale: quantità espressa in moneta; si valutano: </li></ul><ul><ul><li>denaro in cassa </li></ul></ul><ul><ul><li>crediti, debiti e cambiali quando si indicano per il loro importo. </li></ul></ul><ul><li>criterio del presunto valore di realizzo: </li></ul><ul><ul><li>crediti che vengono valutati per l'importo che si presume di incassare </li></ul></ul><ul><li>criterio del presunto valore di estinzione: </li></ul><ul><ul><li>debiti che vengono valutati per l'importo che si presume di dovere pagare </li></ul></ul>
  7. 7. CRITERI DI VALUTAZIONE <ul><li>criterio del costo di riproduzione o di riacquisto: </li></ul><ul><ul><li>costo che verrebbe sostenuto se oggi si dovesse fabbricare o acquistare il bene da valutare </li></ul></ul><ul><li>criterio della capitalizzazione del reddito </li></ul><ul><ul><li>per valutare quei beni (esempio: terreni, fabbricati, aziende) che fruttano un reddito (fitti, utili). Il valore di tali beni si ottiene calcolando il valore attuale del reddito che essi produrranno in futuro. </li></ul></ul>
  8. 8. INVENTARIO INIZIALE <ul><li>Art. 2217 c.c.: “L’inventario deve redigersi all’inizio dell’esercizio dell’impresa e successivamente ogni anno, e deve contenere l’indicazione e la valutazione delle attività e delle passività relative all’impresa nonché delle attività e delle passività dell’imprenditore estranee alla medesima..” </li></ul>
  9. 9. CRITERI DI VALUTAZIONE DELL’INVENTARIO INIZIALE <ul><li>il patrimonio iniziale è costituito dagli apporti in denaro e in natura da valutare in base al loro valore di mercato (per i crediti si utilizza il valore di presunto realizzo). </li></ul><ul><li>formazione del capitale di istituzione possono ricondursi a: </li></ul><ul><ul><li>apporto di denaro (o di crediti); </li></ul></ul><ul><ul><li>apporto di beni economicamente disgiunti; </li></ul></ul><ul><ul><li>apporto/acquisto di beni economicamente congiunti. </li></ul></ul>
  10. 10. ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI <ul><li>L’art 2195 c.c. sancisce l’obbligo di iscrizione nel registro delle imprese per gli imprenditori che esercitano attività industriale, commerciale e di servizi. </li></ul><ul><li>L’ufficio del registro delle imprese è stato istituito presso le C.C.I.A.A. ai sensi della L. 580/93. </li></ul>
  11. 11. DICHIARAZIONE D’INIZIO ATTIVITÀ <ul><li>Ai sensi dell’art. 35,c. 1, DPR 633/72 succ. modific., i soggetti che intraprendono l’esercizio di un’impresa, arte o professione nel territorio dello Stato, o vi istituiscono una stabile organizzazione devono entro 30 giorni farne dichiarazione all’ufficio delle Entrate. La dichiarazione, redatta su appositi modelli (mod. AA9/8 persone fisiche e AA7/8 soggetti diversi) </li></ul>
  12. 12. ADEMPIMENTI CONTABILI <ul><li>Ai sensi dell’art. 2214, l’imprenditore commerciale deve tenere: </li></ul><ul><ul><li>il libro giornale, (che deve indicare giorno per giorno le operazioni relative all’esercizio dell’impresa); </li></ul></ul><ul><ul><li>il libro degli inventari (che deve contenere oltre al già citato inventario iniziale, l’inventario ed il bilancio alla fine di ciascun anno); </li></ul></ul><ul><ul><li>le altre scritture contabili che siano richieste dalla natura e dalle dimensioni della impresa. </li></ul></ul><ul><li>Ai sensi degli art. 23 e 25 DPR 633/72, il contribuente soggetto alla disciplina dell’IVA, deve tenere degli appositi registri sui quali annotare le fatture emesse le fatture e le bollette doganali ricevute </li></ul>
  13. 13. PARTI IDEALI DEL PATRIMONIO NETTO <ul><li>Le parti ideali del patrimonio netto sono poste contabili che trovano la loro contropartita in un potenziamento generico del patrimonio aziendale, cioè in un maggiore attivo e/o in un minor passivo. </li></ul><ul><li>PN determinato alla fine del periodo considerato si scompone nelle seguenti parti ideali: </li></ul><ul><ul><li>il patrimonio netto esistente all’inizio del periodo </li></ul></ul><ul><ul><li>gli apporti effettuati durante il periodo amministrativo; </li></ul></ul><ul><ul><li>i prelevamenti extragestione effettuati </li></ul></ul><ul><ul><li>il risultato economico (utile o perdita) dell’esercizio. </li></ul></ul><ul><li>Si ha perciò la seguente relazione: </li></ul><ul><ul><li>patrimonio netto finale: </li></ul></ul><ul><ul><li>patrimonio netto iniziale </li></ul></ul><ul><ul><li>+ eventuali nuovi apporti </li></ul></ul><ul><ul><li>- eventuali prelevamenti extragestione </li></ul></ul><ul><ul><li>+/- utile d’esercizio/perdita d’esercizio </li></ul></ul>
  14. 14. SCRITTURE DEL PATRIMONIO NETTO FINALE <ul><li>CE a Utile d’esercizio </li></ul><ul><li>  </li></ul><ul><li>Utile d’esercizio a Patrimonio netto </li></ul><ul><li>  </li></ul><ul><li>Perdita d’esercizio a CE </li></ul><ul><li>  </li></ul><ul><li>Patrimonio netto a Perdita d’esercizio </li></ul><ul><li>  </li></ul><ul><li>Patrimonio netto a Prelevamenti extragestione </li></ul>

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