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Second Screen Advertising: Correlazione tra Televisione e Panorama Digitale, IAB Forum, Novembre 2014, Milano

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Presentazione sul Second Screen Advertising tenuta durante IAB Forum 2014, a Milano, con un focus sulla correlazione tra televisione e panorama digitale.
Riassunto dei contenuti (della presentazione).
L'Italia è un Paese, a livello culturale, televisione-centrico e caratterizzato da un alto tasso di penetrazione di telefoni cellulari (molti di questi smartphone e quindi connessi ad Internet); questo fa dell'Italia un terreno fertile per il verificarsi del fenomeno detto "Second screen": poco più di 25M di italiani conferma di guardare la televisione con, nei pressi, un device (smartphone, tablet) connesso ad internet. Ma qual è il comportamento di quella porzione di utenti/telespettatori che rientra all'interno del segmento "second screen"? Tendenzialmente continuano a fruire contenuti correlati a quello che stanno vedendo in televisione (meshing) oppure cambiano proprio ambito (es. guardare la posta elettronica durante il break pubblicitario)(stacking). Rispetto al meshing, il segmento di utenti/telespettatori più interessante per questa analisi, emerge che le tipologie di attività sono due: discutere/interagire e approfondire/cercare. Attività ribattezzate, in ordine, "social tv" ed "experience enrichment". Le opportunità in termini di advertising per i brand sono più nella seconda parte (experience enrichment) perché la prima parte (social tv), la più difficile, si risolve seguendo l'utente (e parlando la sua lingua) negli ambienti a lui più congeniali. Tornando all'experience enrichment, pensiamo che i momenti per i brand siano due: lo spot tv ed il product placement. Per il primo, diamo un nostro punto di vista con una indagine dal titolo "I brand che sanno che la televisione dà input che potrebbero essere ripresi quasi in real time dall'utente?" (per via del second screen); emerge che c'è un allineamento del messaggio tra i vari touchpoint del brand ma non la consapevolezza che uno dovrebbe favorire il proseguimento della customer journey verso l'altro (dalla televisione al digital). Dai dati ricavati abbiamo provato a costruire la ricetta per creare lo spot televisivo "perfetto". Circa il product placement abbiamo riportato il case study su De'Longhi (e relativi brand) e di alcune campagne fatte in parallelo con delle attività di product placement su alcuni reality show culinari; emerge, anche comparando l'investimento (non paragonabile), la grande opportunità di fare sinergia tra le attività in televisione sul digital. La presentazione si chiude con tre trend (attuali e futuristici):
1) il TV Sync
2) il fingerprinting
3) gli account sulla televisione on demand che ci porterà ad essere sempre loggati rendendo più facile capire le nostre preferenze

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Presentazione sul Second Screen Advertising tenuta durante IAB Forum 2014, a Milano, con un focus sulla correlazione tra televisione e panorama digitale.
Riassunto dei contenuti (della presentazione).
L'Italia è un Paese, a livello culturale, televisione-centrico e caratterizzato da un alto tasso di penetrazione di telefoni cellulari (molti di questi smartphone e quindi connessi ad Internet); questo fa dell'Italia un terreno fertile per il verificarsi del fenomeno detto "Second screen": poco più di 25M di italiani conferma di guardare la televisione con, nei pressi, un device (smartphone, tablet) connesso ad internet. Ma qual è il comportamento di quella porzione di utenti/telespettatori che rientra all'interno del segmento "second screen"? Tendenzialmente continuano a fruire contenuti correlati a quello che stanno vedendo in televisione (meshing) oppure cambiano proprio ambito (es. guardare la posta elettronica durante il break pubblicitario)(stacking). Rispetto al meshing, il segmento di utenti/telespettatori più interessante per questa analisi, emerge che le tipologie di attività sono due: discutere/interagire e approfondire/cercare. Attività ribattezzate, in ordine, "social tv" ed "experience enrichment". Le opportunità in termini di advertising per i brand sono più nella seconda parte (experience enrichment) perché la prima parte (social tv), la più difficile, si risolve seguendo l'utente (e parlando la sua lingua) negli ambienti a lui più congeniali. Tornando all'experience enrichment, pensiamo che i momenti per i brand siano due: lo spot tv ed il product placement. Per il primo, diamo un nostro punto di vista con una indagine dal titolo "I brand che sanno che la televisione dà input che potrebbero essere ripresi quasi in real time dall'utente?" (per via del second screen); emerge che c'è un allineamento del messaggio tra i vari touchpoint del brand ma non la consapevolezza che uno dovrebbe favorire il proseguimento della customer journey verso l'altro (dalla televisione al digital). Dai dati ricavati abbiamo provato a costruire la ricetta per creare lo spot televisivo "perfetto". Circa il product placement abbiamo riportato il case study su De'Longhi (e relativi brand) e di alcune campagne fatte in parallelo con delle attività di product placement su alcuni reality show culinari; emerge, anche comparando l'investimento (non paragonabile), la grande opportunità di fare sinergia tra le attività in televisione sul digital. La presentazione si chiude con tre trend (attuali e futuristici):
1) il TV Sync
2) il fingerprinting
3) gli account sulla televisione on demand che ci porterà ad essere sempre loggati rendendo più facile capire le nostre preferenze

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