Presentazione chi ha ucciso sarah

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Presentazione chi ha ucciso sarah

  1. 1. Istituto Statale di Istruzione Superiore di Gesualdo Piazza Canale 1 – 83040 - Gesualdo (AV) Progetto: “ Leggiamoci fuori scuola” Avellino - 29 marzo 2010
  2. 2. <ul><li>Chi ha ucciso Sarah? </li></ul>
  3. 3. BIOGRAFIA DELL’AUTORE Andrei Longo <ul><li>Andrei Longo è nato ad Ischia. Il nome Andrej è stato scelto dal padre come omaggio al romanzo “Guerra e pace” di Lev Tolstoj. Pur svolgendo vari lavori(bagnino,cameriere,pizzaiolo)è riuscito a laurearsi in lettere al DAMS di Bologna. In seguito ha collaborato come autore per opere teatrali,radiofoniche e cinematografiche. Nel 2002 ha pubblicato “Più o meno alle tre”,una raccolta di racconti; nel 2003 “Adelante”; nel2007 “Dieci”,racconti ambientati a Napoli ed ispirati ai dieci comandamenti,vincendo il premio “Bagutta” ed il premio “Piero Chiara”; nel 2009 “Chi ha ucciso Sarah?” con l’ed.Adelphi. Prima di riuscire a pubblicare le sue opere l’autore ha ricevuto molti rifiuti,tanto che,in un’intervista al quotidiano La Repubblica ha dichiarato:”Quando mi hanno rifiutato non ho provato nulla,in fondo fa parte della vita. E io di no ne ho avuti una valanga”. </li></ul>
  4. 4. AMBIENTAZIONE <ul><li>Il romanzo giallo-rosa ed anche sociologico è ambientato a Napoli e nel suo hinterland, in estate, durante il periodo di ferie, negli anni Novanta, ma in realtà ha valenza universale, perché racconta situazioni e fatti tipici della condizione umana in generale. </li></ul>
  5. 5. TRAMA <ul><li>In un pomeriggio di agosto, verso la metà degli anni Novanta, nel silenzio immobile della controra, nell’androne ombroso di una elegante palazzina di Posillipo, quartiere della ricca borghesia napoletana,viene ritrovato il cadavere di una giovane donna da un suo coetaneo che svolge il lavoro di poliziotto solitamente in ufficio e che, per fare il favore ad un collega, si trova casualmente “in pattuglia”.Tale poliziotto Acanfora proviene da un paese vicino alla periferia orientale di Napoli, da una famiglia di artigiani e di lavoratori edili, da gente non ricca, ma che comunque vive di lavoro e che ha una visione della vita improntata al rispetto dei valori tradizionali (la famiglia, il lavoro, l’amicizia) ed ad una certa prudenza, ad un amore del quieto vivere che spinge al conformismo, al ”vivi e lascia vivere”, dato che la società appare piena di pericoli, di incognite, dominata comunque da forze superiori a quelle del singolo. L’impatto duro con la morte di Sarah, bella ragazza della Napoli bene che non si sa né perché, né da chi sia stata ammazzata, determina in Acanfora soprattutto, ma in parte anche nei suoi colleghi e nel commissario, un forte shock emotivo e poi una immedesimazione nel destino di Sarah, che li porterà a svolgere il loro lavoro di indagine per ricostruire i fatti e per scoprire chi sia il colpevole col massimo impegno. Dopo tanti interrogatori, indagini, riflessioni logiche il medico legale accerta che Sarah è morta per un ictus cerebrale congenito non molto grave e che, se fosse stata soccorsa in tempo, avrebbe potuto salvarsi. I poliziotti sanno che molti nel palazzo di Sarah a Posillipo (l’avvocato, l’ingegnere, il professore ,ecc..) sarebbero potuti intervenire per salvare Sarah, se non fossero stati condizionati dalla voglia di non immischiarsi nei fatti altrui per paura, egoismo, indifferenza, ma non possono provarlo in giudizio ed amareggiati da tale verità prendono coscienza del fatto che è semplicistico pensare che tutto il male della società derivi dalla presenza e dall’azione di coloro che vivono di crimine nei quartieri malfamati e che, in realtà, il male trova origine nell’interiorità degli uomini, anche di quelli che hanno raggiunto una buona posizione economica e sociale e che hanno cultura. Si accorgono che non solo le azioni, ma anche le omissioni e la mancanza di solidarietà possono produrre conseguenze drammatiche e che è necessario non ”far finta di non vedere”, ma mettersi personalmente in gioco per contribuire a ridurre le sofferenze umane, facendo ciascuno la propria parte. </li></ul>
  6. 6. TEMATICHE TRATTATE <ul><li>1-La storia della formazione spirituale di un giovane poliziotto che, incontrando casualmente nel suo lavoro il cadavere di una giovane e bella ragazza, resta scioccato da ciò e, attraverso varie peripezie ed esperienze, giunge alla conquista di una visione più profonda e matura della vita, ad un maggior senso di responsabilità, alla convinzione che occorre vivere interessandosi anche dei problemi degli altri ”perché uno non può campare così, facendo finta di non vedere quello che capita attorno”. </li></ul>
  7. 7. TEMATICHE TRATTATE <ul><li>2-L’influsso educativo dell’ambiente sull’uomo: il poliziotto bresciano efficiente, taciturno, ordinato, ligio al dovere ed il poliziotto Acanfora più disposto a chiudere un occhio, più capace di dialogare con gli altri..più impulsivo..Il primo si è formato a Brescia, il secondo a Napoli. </li></ul>
  8. 8. TEMATICHE TRATTATE <ul><li>3-La condizione della donna nella società:la madre di Acanfora è lo stereotipo della donna meridionale esclusa dal mondo del lavoro e costretta a realizzarsi nella famiglia,Sarah è la giovane donna che vuole essere indipendente nelle scelte affettive e nel lavoro e che è costretta a subire ancora dei pesanti condizionamenti. </li></ul>
  9. 9. TEMATICHE TRATTATE <ul><li>4-La divisione tra le classi sociali in Napoli, tra i quartieri dei ricchi in cui c’è la filosofia del “farsi i fatti propri” ed i quartieri malfamati in cui, anche se si viene educati a diventare criminali, tuttavia c’è solidarietà e spirito di gruppo nel difendersi dall’apparato repressivo dello stato. </li></ul>
  10. 10. TEMATICHE TRATTATE <ul><li>5-La tematica del distacco tra la madre vedova, molto legata al figlio maschio, sempre preoccupata per il timore che il figlio non sapesse cavarsela da solo che, per lasciare il necessario spazio vitale al figlio, anche se a malincuore e con titubanza, decide di andare dalla sorella a Capri, dimostrando così di amarlo in maniera disinteressata. </li></ul>
  11. 11. TEMATICHE TRATTATE <ul><li>6-Il tema del pregiudizio, dell’apparenza che condiziona la valutazione dei fatti e delle persone: tutti sospettano subito di Esposito che viene dalla Sanità ed ha dei precedenti, mentre poi si scoprirà che il male non esiste solo nelle persone residenti nei quartieri degradati e dall’aspetto cattivo. La realtà è molto più complessa. </li></ul>
  12. 12. COMMENTO <ul><li>Sarah è stata uccisa non da una specifica persona, ma dall’indifferenza, dalla mancanza di solidarietà, dalle omissioni di soccorso della gente che abitava nel suo palazzo a Posillipo, tutta bloccata in casa sia dalla paura, sia dall’avarizia del cuore. Nessuno è uscito a prestarle soccorso, perché ognuno riteneva che la cosa migliore da fare fosse occuparsi dei fatti propri e non immischiarsi nei fatti altrui. La cultura dell’avvocato, del professore, dell’ingegnere, dell’architetto è servita a coltivare la loro intelligenza, a far soldi, a raggiungere una tranquilla posizione economico-sociale, non ad elevare il loro senso morale, non a rendere generoso, sensibile, umano il loro cuore. Per Sarah hanno manifestato amore Genny Esposito, un giovane violento e manesco della Sanità, che l’ha difesa da alcuni molestatori e che si è innamorato di lei senza fare alcun calcolo e la barbona che, riconoscente per essere stata curata da Sarah, è andata a raccontare alla polizia ciò che sapeva, come pure il poliziotto Acanfora ed il commissario, che si sono impegnati con tutta l’anima per scoprire il colpevole. In particolare, il poliziotto Acanfora, coetaneo della vittima, pur essendo un conformista che ha assorbito acriticamente la mentalità superficiale, permissiva, disponibile al compromesso del suo ambiente, dal momento che ha ritrovato il cadavere di Sarah comincia a vedere la realtà di sempre con altri occhi e rompe il suo guscio fatto di egoismo, indifferenza, amore del quieto vivere e diventa un uomo sensibile ai bisogni degli altri, capace di pensare con la sua testa e di mettersi personalmente in gioco per intervenire sulla realtà e migliorarla. </li></ul>
  13. 13. PERSONAGGI E LORO RELAZIONI <ul><li>Sarah </li></ul><ul><li>poliziotto Acanfora di Napoli </li></ul><ul><li>poliziotto Cipriani di Brescia </li></ul><ul><li>sospettato Esposito </li></ul><ul><li>ingegnere Cimmino </li></ul><ul><li>la madre di Acanfora </li></ul><ul><li>la barbona morsa dal cane </li></ul><ul><li>Ecc………. </li></ul>
  14. 14. DOMANDE DEGLI ALUNNI <ul><li>1-Il poliziotto Acanfora è frutto del suo ambiente e dell’educazione ricevuta ed acriticamente accettata. E’conformista, superficiale, amante del quieto vivere, disponibile ai compromessi. Del resto non ha dovuto meritarsi il suo ”posto di poliziotto”, è entrato in polizia grazie ad una raccomandazione e, perciò, non è intransigente come il collega Cipriani di Brescia.Tuttavia l’incontro diretto con la morte, col dolore, col mistero, con lo scempio della bellezza e della vita lo cambiano radicalmente, come a Saulo sulla via di Damasco l’incontro con il Signore. Non le pare che il bullismo e la superficialità di molti giovani derivino proprio dall’ignoranza del valore della vita, da una mancanza di educazione filosofica, morale, civica e da un tenore di vita troppo ovattato, da un familismo irresponsabile e protettivo che impedisce ad essi di fare esperienze di vita reale anche dure (come prendersi cura di malati, carcerati, ecc…, lavorare nei campi), ma generatrici di una crescita interiore? </li></ul>
  15. 15. DOMANDE DEGLI ALUNNI <ul><li>2-Non le sembra che sia indispensabile per i giovani ampliare i propri orizzonti mentali ed affinare la propria sensibilità con la conoscenza della letteratura italiana e mondiale, con la conoscenza delle lingue nazionali e non limitare i propri strumenti espressivi al dialetto, dato che quest’ultimo è espressione di un mondo passato e circoscritto e può, di fatto, chiudere la mente alle novità ed alle enormi ricchezze del mondo spirituale dell’umanità , favorendo la formazione di una visione asfittica e provinciale della realtà ? </li></ul>
  16. 16. DOMANDE DEGLI ALUNNI <ul><li>3-Il romanzo mette a raffronto la mentalità di Sarah che è aperta, senza pregiudizi, guidata dall’amore, che non si lascia fermare da barriere di classe o ideologiche e che si estende anche alla barbona, agli animali, alla vita in genere e la mentalità chiusa e piena di pregiudizi del suo ambiente, a cominciare da suo padre fino all’ingegnere Cimmino, che non la soccorre e che è dominato dalla filosofia del farsi esclusivamente i fatti propri. Non le sembra che è proprio la morta Sarah il personaggio che più ha vissuto autenticamente la vita e che rimane viva e fonte ispiratrice di vita nella memoria di quanti l’hanno conosciuta in qualche modo e che coloro che sono per la scienza vivi, siano, in realtà, spiritualmente e moralmente morti, perché, come dice S.Agostino “Chi ama è nella vita, chi non ama è nella morte”? </li></ul>
  17. 17. DOMANDE DEGLI ALUNNI <ul><li>4-Il commissario dice ad Acanfora una profonda e tragica verità: ”Noi possiamo catturare al colpevole…Ma non per questo Sarah torna”. Non le sembra che proprio l’irrimediabilità delle conseguenze e delle ferite causate dai criminali dovrebbe suggerire ai nostri giudici ed ai nostri legislatori di non essere per nulla buonisti, come purtroppo spesso sono, per ridurre il rischio di futuri delitti…? </li></ul>
  18. 18. DOMANDE DEGLI ALUNNI <ul><li>5-Il romanzo fa ripensare alla parabola del buon Samaritano. Sarah cura la barbona morsa dal cane, sa riconoscere il “ prossimo”, ma molti degli altri personaggi credono che il “prossimo” sia solo quello appartenente alla propria classe sociale, o solo quello della propria sfera familiare. Non le sembra che l’apertura alla verità, all’amore, al prossimo si coltivi meglio nella scuola pubblica che non nella privata? </li></ul>
  19. 19. DOMANDE DEGLI ALUNNI <ul><li>6-Il romanzo, presentando un personaggio come l’ing. Cimmino, ricco e ben integrato nella Napoli “bene”, ma freddo ed indifferente nei confronti degli altri, ci fa capire che vi sono vari modi per uccidere e per fare del male e che solo una piccola parte di essi può essere perseguita dalla legge, che riesce a colpire solo le azioni esteriori o, comunque, solo ciò che è dimostrabile con prove e testimonianze e, più facilmente, i crimini dei poveri. Potrà la letteratura favorire una rieducazione delle coscienze per combattere il male dentro l’uomo, quel male appartenente alla “zona grigia “della società, ai ”colletti bianchi”, non facilmente snidabile dalla legge? </li></ul>
  20. 20. RUMORI, SUONI, MUSICHE E CANZONI RIEVOCATI NEL ROMANZO <ul><li>Rumore del traffico, creature che alluccano, tv e radio ad alto volume, fischi, rumore dei motori dell’aliscafo, il pianto, la voce della signora che squillava come una tromba, il grido da bestia ferita della mamma di Sarah, questo putipù che ti stona le ‘recchie, il rumore del motorino che impennava, il miagolio del gatto, il bussare al campanello della porta, la sirena della polizia,”I’ so pazzo” di Pino Daniele, lo sgommare, il litigio urlato tra l’ingegnere e Sarah, una botta come qualcosa che cade per le scale, il silenzio del ritrovamento del cadavere e della riunione in ufficio col commissario per conoscere la causa della morte di Sarah, un tuono che pareva una cannonata e poi il temporale ecc… </li></ul>
  21. 21. PROFESSORI ED ALUNNI DELL’ITC DI GESUALDO PARTECIPANTI ALL’INCONTRO DEL 29 MARZO 2010 DI “LEGGIAMOCI FUORI SCUOLA” AD AVELLINO
  22. 22. Docenti <ul><li>Capobianco Luigi </li></ul><ul><li>Mannetta Umberto </li></ul><ul><li>Petrillo Antonio </li></ul>Alunni classe 2^ <ul><li>Graziosi Federica </li></ul><ul><li>Famiglietti Felissia </li></ul><ul><li>Grella Carmen </li></ul><ul><li>Grella Victoria </li></ul><ul><li>Ranaudo Valentina </li></ul><ul><li>Santoli Marilena </li></ul><ul><li>Caggiano Rossana </li></ul>Alunni classe 3^ <ul><li>Pugliese Angela </li></ul>

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