Finanziamenti pubblici e rimborsi elettorali ai partiti tutte le leggi dal 1974 al 2006

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Finanziamenti pubblici e rimborsi elettorali ai partiti tutte le leggi dal 1974 al 2006

  1. 1. Finanziamento pubblico ai partiti - Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Finanziamento_pubblico_ai_partiti#La_rein... Finanziamento pubblico ai partiti Da Wikipedia, lenciclopedia libera. Il finanziamento pubblico ai partiti è una delle modalità, assieme alle quote discrizione e alla raccolta fondi, attraverso cui i partiti politici reperiscono i fondi necessari a finanziare le proprie attività. Indice 1 Il finanziamento pubblico ai partiti in Italia 1.1 La legge Piccoli 1.2 Il fallito referendum abrogativo del 1978 1.3 Le prime modifiche negli anni 80 1.4 Il referendum del 1993 e labrogazione della norma 1.5 La reintroduzione dei "rimborsi elettorali" nel 1994 1.6 Il 4 per mille ai partiti politici (1997) 2 Dati finanziamento pubblico 3 Note 4 Bibliografia 5 Voci correlate 6 Collegamenti esterni Il finanziamento pubblico ai partiti in Italia La legge Piccoli Il finanziamento pubblico ai partiti è introdotto dalla legge Piccoli n. 195 del 2 maggio 1974[1][2], che interpreta il sostegno alliniziativa politica come puro finanziamento alle strutture dei partiti presenti in Parlamento, con leffetto di penalizzare le nuove formazioni politiche. Il flusso di fondi ha anche leffetto di rafforzare gli apparati burocratici interni dei partiti e disincentivare la partecipazione interna. Proposta da Flaminio Piccoli (DC), la norma viene approvata in soli 16 giorni con il consenso di tutti i partiti, ad eccezione del PLI. La nuova norma si giustifica in base agli scandali Trabucchi del 1965 e petroli del 1973: il Parlamento intende rassicurare lopinione pubblica che, attraverso il sostentamento diretto dello Stato, i partiti non avrebbero avuto bisogno di collusione e corruzione da parte dei grandi interessi economici. A bilanciare tale previsione, si introduce un divieto - per i partiti - di percepire finanziamenti da strutture pubbliche ed un obbligo (penalmente sanzionato) di pubblicità e di iscrizione a bilancio dei finanziamenti provenienti da privati, se superiori ad un modico ammontare. Ciò risulta tuttavia smentito dagli scandali affiorati successivamente (tra cui i casi Lockheed e Sindona). Nel settembre 1974 il PLI propone un referendum abrogativo sulla norma, ma non riesce a raccogliere le firme necessarie. Il fallito referendum abrogativo del 1978 Per approfondire, vedi la voce Referendum abrogativi del 1978 in Italia.1 di 5 13/04/2012 10.42
  2. 2. Finanziamento pubblico ai partiti - Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Finanziamento_pubblico_ai_partiti#La_rein... L11 giugno 1978 si tiene il referendum indetto dai Radicali per labrogazione della legge 195/1974. Nonostante linvito a votare "no" da parte dei partiti che rappresentano il 97% dellelettorato, il "si" raggiunge il 43,6%, pur senza avere successo. Secondo i promotori del referendum lo Stato deve favorire tutti i cittadini attraverso i servizi, le sedi, le tipografie, la carta a basso costo e quanto necessario per fare politica, non garantire le strutture e gli apparati di partito, che devono essere autofinanziati dagli iscritti e dai simpatizzanti. Le prime modifiche negli anni 80 Nel 1980 una proposta di legge vorrebbe introdurre il raddoppio del finanziamento pubblico, ma viene messa da parte al momento dellesplosione dello scandalo Caltagirone, con finanziamenti elargiti dagli imprenditori a partiti e a politici. La legge n. 659 del 18 novembre 1981[3][4] introduce le prime modifiche: i finanziamenti pubblici vengono raddoppiati; partiti e politici (eletti, candidati o aventi cariche di partito) hanno il divieto di ricevere finanziamenti dalla pubblica amministrazione, da enti pubblici o a partecipazione pubblica; viene introdotta una nuova forma di pubblicità dei bilanci: i partiti devono depositare un rendiconto finanziario annuale su entrate e uscite, per quanto non siano soggetti a controlli effettivi. I Radicali manifestano in aula parlamentare con tecniche di ostruzionismo per bloccare la proposta di indicizzazione dei finanziamenti e a ottenere maggiore trasparenza dei bilanci dei partiti nonché controlli efficaci. Il referendum del 1993 e labrogazione della norma Per approfondire, vedi la voce Referendum abrogativi del 1993 per labrogazione del finanziamento ai partiti. Il referendum abrogativo promosso dai Radicali Italiani dellaprile 1993 vede il 90,3% dei voti espressi a favore dellabrogazione del finanziamento pubblico ai partiti, nel clima di sfiducia che succede allo scandalo di Tangentopoli. La reintroduzione dei "rimborsi elettorali" nel 1994 Nello stesso dicembre 1993 il Parlamento aggiorna, con la legge n. 515 del 10 dicembre 1993[5][6] , la già esistente legge sui rimborsi elettorali, definiti “contributo per le spese elettorali”, subito applicata in occasione delle elezioni del 27 marzo 1994. Per lintera legislatura vengono erogati in unica soluzione 47 milioni di euro. La stessa norma viene applicata in occasione delle successive elezioni politiche del 21 aprile 1996. Il 4 per mille ai partiti politici (1997) La legge n. 2 del 2 gennaio 1997[7][8], intitolata "Norme per la regolamentazione della contribuzione volontaria ai movimenti o partiti politici" reintroduce di fatto il finanziamento pubblico ai partiti. Il provvedimento prevede la possibilità per i contribuenti, al momento della dichiarazione dei redditi, di destinare il 4 per mille dellimposta sul reddito al finanziamento di partiti e movimenti politici (pur senza poter indicare a quale partito), per un totale massimo di 56.810.000 euro, da erogarsi ai partiti entro il 31 gennaio di ogni anno. Per il solo anno 1997 viene introdotta una norma transitoria che fissa un fondo di2 di 5 13/04/2012 10.42
  3. 3. Finanziamento pubblico ai partiti - Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Finanziamento_pubblico_ai_partiti#La_rein... 82.633.000 euro per lanno in corso. Il Comitato radicale promotore del referendum del 1993 sull’abolizione del finanziamento pubblico tenta il ricorso rispetto al tradimento dell’esito referendario, ma pur essendo stato riconosciuto in precedenza come potere dello Stato, gli viene negata dalla Corte Costituzionale la possibilità di depositare tale ricorso. Sempre la legge 2/1997 introduce lobbligo per i partiti di redigere un bilancio per competenza, comprendente stato patrimoniale e conto economico, il cui controllo è affidato alla Presidenza della Camera. La Corte dei Conti può controllare solo il rendiconto delle spese elettorali. L’adesione alla contribuzione volontaria per destinare il 4 per mille ai partiti resta minima. La legge n. 157 del 3 giugno 1999, Nuove norme in materia di rimborso delle spese elettorali e abrogazione delle disposizioni concernenti la contribuzione volontaria ai movimenti e partiti politici, reintroduce un finanziamento pubblico completo per i partiti. Il rimborso elettorale previsto non ha infatti attinenza diretta con le spese effettivamente sostenute per le campagne elettorali. La legge 157 prevede cinque fondi: per elezioni alla Camera, al Senato, al Parlamento Europeo, Regionali, e per i referendum, erogati in rate annuali, per 193.713.000 euro in caso di legislatura politica completa (lerogazione viene interrotta in caso di fine anticipata della legislatura). La legge entra in vigore con le elezioni politiche italiane del 2001. La normativa viene modificata dalla legge n. 156 del 26 luglio 2002, “Disposizioni in materia di rimborsi elettorali”, che trasforma in annuale il fondo e abbassa dal 4 all1% il quorum per ottenere il rimborso elettorale. L’ammontare da erogare, per Camera e Senato, nel caso di legislatura completa più che raddoppia, passando da 193.713.000 euro a 468.853.675 euro. Infine, con la legge n. 51 del 23 febbraio 2006: l’erogazione è dovuta per tutti e cinque gli anni di legislatura, indipendentemente dalla sua durata effettiva. Con quest’ultima modifica l’aumento è esponenziale. Con la crisi politica italiana del 2008, i partiti iniziano a percepire il doppio dei fondi, giacché ricevono contemporaneamente le quote annuali relative alla XV Legislatura della Repubblica Italiana e alla XVI Legislatura della Repubblica Italiana. Dati finanziamento pubblico Per partito nel 2008, in base alle elezioni del 2008[9]: Partito Rimborsi Il Popolo della Libertà 160.446.990 € Lega Nord 35.339.331 € Movimento per lAutonomia 4.670.297 € Unione di Centro 24.018.774 € Italia dei Valori 8.427.608 € La Sinistra - lArcobaleno 13.356.565 € La Destra 9.629.998 € Lista Bonino Pannella -[10] Calcolo finanziamento: 5 € x il numero di voti raccolti[11] Finanziamanto pubblico alleditoria - giornali di partito nel 2008 (riferimento dati 2007)[12]:3 di 5 13/04/2012 10.42
  4. 4. Finanziamento pubblico ai partiti - Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Finanziamento_pubblico_ai_partiti#La_rein... Giornale Rimborsi Partito Il Campanile nuovo 1.150.919,75 € UDEUR Democrazia Cristiana 298.136,46 € DC Italia Democratica 298.136,46 € già Italia Democratica Cronache di Liberal 1.200.342,31 € UDC Liberazione 3.947.796,54 € PRC Notizie verdi 2.510.957,71 € I Verdi La Padania 4.028.363,82 € Lega Nord Le Peuple Valdôtain 301.325,06 € Union Valdôtaine La Rinascita della Sinistra 934.621,50 € PdCI Secolo dItalia 2.959.948,01 € PdL Il SocialistaLab 472.036,97 € Nuovo PSI lUnità 6.377.209,80 € PD Zukunft in Südtirol 650.081,04 € SVP Note 1. ^ Contributo dello Stato al finanziamento dei partiti politici. Camera dei deputati; VI Legislatura. Scheda della proposta di legge n. 2860 (http://legislature.camera.it/_dati/leg06/lavori/schedela /trovaschedacamera.asp?pdl=2860) 2. ^ Legge n. 195 del 2 maggio 1974 (http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1974;195) . URL consultato il 3-8-2011. 3. ^ Modifiche ed integrazioni alla legge 2 maggio 1974, n. 195, sul contributo dello Stato al finanziamento dei partiti politici. Camera dei deputati; VIII Legislatura. Scheda dellatto parlamentare n. 2451 (http://legislature.camera.it/_dati/leg08/lavori/schedela/trovaschedacamera.asp?pdl=2451) 4. ^ Legge n. 659 del 18 novembre 1981 (http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1981;659) . URL consultato il 3-8-2011. 5. ^ Disciplina delle campagne elettorali per lelezione alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica. Camera dei deputati; XI Legislatura. Scheda della proposta di legge n. 2871 (http://legislature.camera.it/_dati /leg11/lavori/schedela/trovaschedacamera.asp?pdl=2871) 6. ^ Legge n. 515 del 10 dicembre 1993 (http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1993;515) . URL consultato il 3-8-2011. 7. ^ Norme per la regolamentazione della contribuzione volontaria ai movimenti o partiti politici. Camera dei deputati; XIII Legislatura. Scheda della proposta di legge n. 2096 (http://legislature.camera.it/_dati/leg13 /lavori/schedela/trovaschedacamera.asp?pdl=2096) 8. ^ Legge n. 2 del 2 gennaio 1997 (http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1997;2) . URL consultato il 3-8-2011. 9. ^ ARES (Agenzia di ricerca economico-sociale), 2008 10. ^ La Lista Bonino-Pannella, che rappresenta alle elezioni il Partito Radicale Transnazionale ha rinunciato al finanziamento pubblico 11. ^ ARES (Agenzia di ricerca economico-sociale), 2008 12. ^ Contributi erogati nel 2008 (http://www.costozero.org/normativa/italia/editoria/5.pdf) Bibliografia Giorgio Pacifici, Il costo della democrazia : i partiti italiani attraverso i loro bilanci presentazione di Gerardo Bianco Roma : Cadmo, c1983 La Peste Italiana (.pdf) (http://www.radicali.it/download/pdf/peste_italiana.pdf) , documento dei4 di 5 13/04/2012 10.42
  5. 5. Finanziamento pubblico ai partiti - Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Finanziamento_pubblico_ai_partiti#La_rein... Radicali Italiani del 2009 Voci correlate Partito politico Partito Radicale: No al finanziamento pubblico ai partiti Referendum abrogativi del 1978 in Italia La Casta Collegamenti esterni La Peste Italiana (.pdf) (http://www.radicali.it/download/pdf/peste_italiana.pdf) , documento dei Radicali Italiani del 2009 RadioRadicale.it - 3.000.000.000 di euro ai partiti (http://www.radioradicale.it/tre-miliardi-di-euro- ai-partiti) , inchiesta de lEspresso Portale Diritto Portale Politica Categorie: Leggi dello stato italiano Politica Partiti politici | [altre] Ultima modifica per la pagina: 17:23, 12 apr 2012. Il testo è disponibile secondo la licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo; possono applicarsi condizioni ulteriori. Vedi le condizioni duso per i dettagli. Wikipedia® è un marchio registrato della Wikimedia Foundation, Inc.5 di 5 13/04/2012 10.42
  6. 6. *** NORMATTIV - Export HTML *** A http://www.normattiva.it/do/atto/export LEGGE 2 maggio 1974, n. 195 Contributo dello Stato al finanziamento dei partiti politici. Vigente al: 13-4-2012 La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROMULGA la seguente legge: Art. 1. ((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 3 GIUGNO 1999, N. 157)) Art. 2. ((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 3 GIUGNO 1999, N. 157)) Art. 3. ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 5 GIUGNO 1993, N. 173)) Art. 4. In qualsiasi caso di contestazioni o ritardo nella riscossione, il Presidente della Camera o il Presidente del Senato, secondo la rispettiva competenza, provvedono al deposito bancario della somma destinata al contributo. Le eventuali controversie sono decise dagli uffici di presidenza rispettivamente della Camera e del Senato. Art. 5. I partiti politici ed i gruppi parlamentari che intendono ottenere i contributi previsti dalla presente legge devono indicare nei loro statuti e regolamenti i soggetti, muniti di rappresentanza legale, abilitati alla riscossione. Per la prima applicazione della presente legge, i segretari politici dei partiti e i presidenti dei gruppi parlamentari indicheranno, nella domanda, le persone fisiche abilitate a riscuotere i contributi. Art. 6 ((PERIODO SOPPRESSO DAL D.L. 30 DICEMBRE 2005, N. 273, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 23 FEBBRAIO 2006, N. 51)).((PERIODO SOPPRESSO DAL D.L. 30 DICEMBRE 2005, N. 273, CONVERTITO CON1 di 3 13/04/2012 10.47
  7. 7. *** NORMATTIV - Export HTML *** A http://www.normattiva.it/do/atto/export MODIFICAZIONI DALLA L. 23 FEBBRAIO 2006, N. 51)). I contributi previsti dalla presente legge non sono soggetti ad alcuna tassa ne imposta, diretta o indiretta. Art. 7. Sono vietati i finanziamenti o i contributi, sotto qualsiasi forma e in qualsiasi modo erogati, da parte di organi della pubblica amministrazione, di enti pubblici, di societa con partecipazione di capitale pubblico superiore al 20 per cento o di societa controllate da queste ultime, ferma restando la loro natura privatistica, a favore di partiti o loro articolazioni politico-organizzative e di gruppi parlamentari. Sono vietati altresi i finanziamenti o i contributi sotto qualsiasi forma, diretta o indiretta, da parte di societa non comprese tra quelle previste nel comma precedente in favore di partiti o loro articolazioni politico- organizzative o gruppi parlamentari, salvo che tali finanziamenti o contributi siano stati deliberati dallo organo sociale competente e regolarmente iscritti in bilancio e sempre che non siano comunque vietati dalla legge. Chiunque corrisponde o riceve contributi in violazione dei divieti previsti nei commi precedenti, ovvero, trattandosi delle societa di cui al secondo comma, senza che sia intervenuta la deliberazione dellorgano societario o senza che il contributo o il finanziamento siano stati regolarmente iscritti nel bilancio della societa stessa, e punito, per cio solo, con la reclusione da 6 mesi a 4 anni e con la multa fino al triplo delle somme versate in violazione della presente legge. Art. 8. ((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 18 NOVEMBRE 1981, N. 659)) Art. 9. ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 5 GIUGNO 1993, N. 173)) Art. 10. Allonere complessivo previsto nella misura massima di lire 45.000 milioni per lesercizio finanziario 1974 si provvede con riduzione di pari importo del capitolo 3523 dello stato di previsione del Ministero del tesoro. Il Ministro per il tesoro e autorizzato a provvedere, con proprio decreto, alle occorrenti variazioni di bilancio. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara inserta nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. E fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Data a Roma, addi 2 maggio 1974 LEONE2 di 3 13/04/2012 10.47
  8. 8. *** NORMATTIV - Export HTML *** A http://www.normattiva.it/do/atto/export RUMOR - COLOMBO - GIOLITTI - ZAGARI Visto, il Guardasigilli: ZAGARI ALLEGATO BILANCIO DEL PARTITO Parte di provvedimento in formato grafico3 di 3 13/04/2012 10.47
  9. 9. L. 10 dicembre 1993, n. 515.Disciplina delle campagne elettorali per lelezione alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica.1. Accesso ai mezzi di informazione.1. Non oltre il quinto giorno successivo allindizione dei comizi elettorali per lelezione della Camera dei deputati edel Senato della Repubblica, la Commissione parlamentare per lindirizzo generale e la vigilanza dei serviziradiotelevisivi detta alla concessionaria del servizio pubblico le prescrizioni necessarie a garantire, in condizioni diparità fra loro, idonei spazi di propaganda nellambito del servizio pubblico radiotelevisivo, nonché laccesso a talispazi alle liste ed ai gruppi di candidati a livello regionale, e ai partiti o ai movimenti politici di riferimento a livellonazionale. La Commissione disciplina inoltre direttamente le rubriche elettorali ed i servizi o i programmi diinformazione elettorale della concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo nel periodo elettorale, in modo chesiano assicurate la parità di trattamento, la completezza e limparzialità rispetto a tutti i partiti ed i movimentipresenti nella campagna elettorale.2. Comma abrogato dallart. 13, L. 22 febbraio 2000, n. 28.3. Comma abrogato dallart. 13, L. 22 febbraio 2000, n. 28.4. Comma abrogato dallart. 13, L. 22 febbraio 2000, n. 28.5. Dalla data di convocazione dei comizi per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica efino alla chiusura delle operazioni di voto, nelle trasmissioni informative riconducibili alla responsabilità di unaspecifica testata giornalistica registrata nei modi previsti dal comma 1 dellarticolo 10 della legge 6 agosto 1990, n.223, la presenza di candidati, esponenti di partiti e movimenti politici, membri del Governo, delle giunte e consigliregionali e degli enti locali deve essere limitata esclusivamente alla esigenza di assicurare la completezza elimparzialità dellinformazione. Tale presenza è vietata in tutte le altre trasmissioni.5-bis. La disciplina del presente articolo si applica alle elezioni suppletive, limitatamente alla regione o alle regioniinteressate.2. Propaganda elettorale a mezzo stampa e radiotelevisiva.Articolo abrogato dallart. 13, L. 22 febbraio 2000, n. 28.3. Altre forme di propaganda.1. Dalla medesima data di cui allarticolo 1, comma 2, la propaganda elettorale per il voto a liste, a gruppi dicandidati o a singoli candidati a mezzo di manifesti e giornali murali è ammessa nei limiti consentiti dalla legge 4aprile 1956, n. 212, e successive modificazioni.2. Tutte le pubblicazioni di propaganda elettorale a mezzo di scritti, stampa o fotostampa, radio, televisione,incisione magnetica ed ogni altro mezzo di divulgazione, debbono indicare il nome del committente responsabile.3. I giornali, le stazioni radio e televisive, i tipografi e chiunque altro sia chiamato a produrre materiale o a cedereservizi utilizzabili in qualunque forma a scopo di propaganda elettorale, ivi comprese consulenze ed intermediazionidi agenzia, sono tenuti ad accertarsi che i relativi ordini siano fatti direttamente dai segretari amministrativi odelegati responsabili della propaganda, ovvero dai singoli candidati o loro mandatari, cui sono tenuti ad emetterefattura. Nel caso previsto dal comma 4 sono tenuti ad acquisire copia dellautorizzazione del candidato o del suomandatario.4. Fermo restando quanto previsto dal comma 2, gli strumenti di propaganda elettorale relativi a uno o più candidati,prodotti o commissionati da sindacati, organizzazioni di categoria o associazioni, devono essere autorizzati daicandidati o dai loro mandatari. I costi sostenuti per tali forme di propaganda sono computati pro quota ai fini delcalcolo del limite di spesa fissato dallarticolo 7.4. Comunicazioni agli elettori.1. Appena determinati i collegi elettorali uninominali, e ogni volta che essi siano rivisti, i comuni il cui territorio èricompreso in più collegi provvedono ad inviare a ciascun elettore una comunicazione in cui sia specificato ilcollegio uninominale, sia della Camera dei deputati che del Senato della Repubblica, in cui lelettore stessoeserciterà il diritto di voto e di sottoscrizione per la presentazione delle candidature.5. Divieto di propaganda istituzionale.Articolo abrogato dallart. 13, L. 22 febbraio 2000, n. 28.6. Divieto di sondaggi.Articolo abrogato dallart. 13, L. 22 febbraio 2000, n. 28.7. Limiti e pubblicità delle spese elettorali dei candidati.1. Le spese per la campagna elettorale di ciascun candidato non possono superare limporto massimo derivante dallasomma della cifra fissa di lire 80 milioni e della cifra ulteriore pari al prodotto di 100 lire per ogni cittadino residentenel collegio uninominale ovvero al prodotto di 10 lire per ogni cittadino residente nella circoscrizione elettorale per icandidati nelle liste che concorrono al riparto di seggi assegnati con il sistema proporzionale. Le spese per la
  10. 10. campagna elettorale di chi è candidato sia in un collegio uninominale sia nella lista per il riparto proporzionale deiseggi nella circoscrizione che comprende quel collegio, non possono comunque superare limporto più altoconsentito per una delle due candidature.2. Le spese per la propaganda elettorale direttamente riferibile al candidato, ancorché sostenute dai partiti diappartenenza, dalle liste o dai gruppi di candidati, sono computate, ai fini del limite di spesa di cui al comma 1, tra lespese del singolo candidato, eventualmente pro quota. Tali spese debbono essere quantificate nella dichiarazione dicui al comma 6.3. Dal giorno successivo allindizione delle elezioni politiche, coloro che intendano candidarsi possono raccoglierefondi per il finanziamento della propria campagna elettorale esclusivamente per il tramite di un mandatarioelettorale. Il candidato dichiara per iscritto al Collegio regionale di garanzia elettorale di cui allarticolo 13competente per la circoscrizione in cui ha presentato la propria candidatura, il nominativo del mandatario elettoraleda lui designato. Nessun candidato può designare alla raccolta dei fondi più di un mandatario, che a sua volta nonpuò assumere lincarico per più di un candidato.4. Il mandatario elettorale è tenuto a registrare tutte le operazioni di cui al comma 3 relative alla campagna elettoraledel candidato designante, avvalendosi a tal fine di un unico conto corrente bancario ed eventualmente anche di ununico conto corrente postale. Il personale degli uffici postali e degli enti creditizi è tenuto ad identificare le completegeneralità di coloro che effettuano versamenti sui conti correnti bancario o postale di cui al presente comma.Nellintestazione del conto è specificato che il titolare agisce in veste di mandatario elettorale di un candidatonominativamente indicato. I contributi o i servizi erogati da ciascuna persona fisica, associazione o persona giuridicanon possono superare limporto o il valore di 20 milioni di lire.5.6. La dichiarazione di cui allarticolo 2, primo comma, numero 3), della legge 5 luglio 1982, n. 441, deve esseretrasmessa entro tre mesi dalla proclamazione, oltre che al Presidente della Camera di appartenenza, al Collegioregionale di garanzia elettorale di cui allarticolo 13 che ne cura la pubblicità. Oltre alle informazioni previste da talelegge, alla dichiarazione deve essere allegato un rendiconto relativo ai contributi e servizi ricevuti ed alle spesesostenute. Vanno analiticamente riportati, attraverso lindicazione nominativa, anche mediante attestazione del solocandidato, i contributi e servizi provenienti dalle persone fisiche, se di importo o valore superiore ai 10 milioni dilire, e tutti i contributi e servizi di qualsiasi importo o valore provenienti da soggetti diversi. Vanno inoltre allegatigli estratti dei conti correnti bancario ed eventualmente postale utilizzati. Il rendiconto è sottoscritto dal candidato econtrofirmato dal mandatario, che ne certifica la veridicità in relazione allammontare delle entrate.7. Alla trasmissione al Collegio regionale di garanzia elettorale della dichiarazione di cui al comma 6 sono tenutianche i candidati non eletti. Il termine di tre mesi decorre dalla data dellultima proclamazione.8. Gli importi di cui al presente articolo sono rivalutati periodicamente con decreto del Ministro dellinterno sullabase degli indici ISTAT dei prezzi allingrosso.8. Obblighi di comunicazione.Articolo abrogato dallart. 13, L. 22 febbraio 2000, n. 28.9. Contributo per le spese elettorali.1. Il contributo finanziario di cui alla legge 2 maggio 1974, n. 195, e successive modificazioni, è attribuito, inrelazione alle spese elettorali sostenute per i candidati nella campagna per il rinnovo del Senato della Repubblica edella Camera dei deputati, ai partiti o movimenti, alle liste o ai gruppi di candidati. Ai fini dellindividuazione degliaventi diritto al rimborso, i candidati nei collegi uninominali per la elezione della Camera dei deputati che risultinocollegati con più liste debbono dichiarare, allatto della candidatura, a quale delle liste si collegano per il rimborsodelle spese elettorali. Il contributo è corrisposto ripartendo tra gli aventi diritto due fondi relativi, rispettivamente,alle spese elettorali per il rinnovo del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati. Lammontare di ciascunodei due fondi è pari, in occasione delle prime elezioni politiche che si svolgeranno in applicazione della presentelegge, alla metà della somma risultante dalla moltiplicazione dellimporto di lire 1.600 per il numero degli abitantidella Repubblica quale risulta dallultimo censimento generale.2. Il fondo per il rimborso delle spese elettorali per il rinnovo del Senato della Repubblica è ripartito su baseregionale. A tal fine il fondo è suddiviso tra le regioni in proporzione alla rispettiva popolazione. La quota spettantea ciascuna regione è ripartita tra i gruppi di candidati e i candidati non collegati ad alcun gruppo in proporzione aivoti conseguiti in ambito regionale. Partecipano alla ripartizione del fondo i gruppi di candidati che abbiano ottenutoalmeno un candidato eletto nella regione o che abbiano conseguito almeno il 5 per cento dei voti validamenteespressi in ambito regionale. Partecipano altresì alla ripartizione del fondo i candidati non collegati ad alcun gruppoche risultino eletti o che conseguano nel rispettivo collegio almeno il 15 per cento dei voti validamente espressi.3. Il fondo per il rimborso delle spese elettorali per il rinnovo della Camera dei deputati è ripartito, in proporzione aivoti conseguiti per lattribuzione della quota di seggi da assegnare in ragione proporzionale, tra i partiti e imovimenti che abbiano superato la soglia dell1 per cento dei voti validamente espressi in àmbito nazionale. Ilverificarsi di tale ultima condizione non è necessario per laccesso al rimborso da parte dei partiti o movimenti cheabbiano presentato proprie liste o candidature esclusivamente in circoscrizioni comprese in regioni il cui statutospeciale prevede una particolare tutela delle minoranze linguistiche. Per il calcolo del rimborso spettante a tali partiti
  11. 11. e movimenti si attribuisce a ciascuno di essi, per ogni candidato eletto nei collegi uninominali, una cifra pari alrimborso medio per deputato risultante dalla ripartizione di cui al primo periodo del presente comma.9-bis. Contributo alle spese elettorali in occasione di elezioni suppletive.1. In occasione di elezioni suppletive, il contributo finanziario di cui alla legge 2 maggio 1974, n. 195, e successivemodificazioni, è attribuito ai partiti o movimenti politici collegati ai candidati che risultino eletti o che abbianoconseguito nel proprio collegio almeno il 15 per cento dei voti validamente espressi. Il contributo è ripartito tra ipartiti e i movimenti politici in proporzione ai voti conseguiti dai candidati ad essi collegati nel collegiouninominale. I candidati alle elezioni suppletive della Camera dei deputati dichiarano, allatto della candidatura, aquale partito o movimento politico si collegano per il rimborso delle spese elettorali. La dichiarazione è facoltativaper i candidati alle elezioni suppletive del Senato della Repubblica; in caso di mancata dichiarazione, il contributo èerogato direttamente a tali candidati, sussistendo i requisiti di cui al primo periodo del presente comma.2. A tal fine è istituito, in occasione di ciascun turno elettorale suppletivo, un fondo pari allimporto di lire 800 per ilnumero degli abitanti dei collegi elettorali interessati alla consultazione. Tale indice è soggetto a rivalutazione inbase agli indici dei prezzi al consumo per lintera collettività nazionale rilevati dallIstituto nazionale di statistica(ISTAT).10. Limiti alle spese elettorali dei partiti o movimenti.1. Le spese per la campagna elettorale di ciascun partito, movimento, lista o gruppo di candidati, che partecipaallelezione, escluse quelle di cui al comma 2 dellarticolo 7, non possono superare la somma risultante dallamoltiplicazione dellimporto di euro 1,00 per il numero complessivo dei cittadini della Repubblica iscritti nelle listeelettorali delle circoscrizioni per la Camera dei deputati e dei collegi per il Senato della Repubblica nei quali èpresente rispettivamente con liste o con candidati.11. Tipologia delle spese elettorali.1. Per spese relative alla campagna elettorale si intendono quelle relative:a) alla produzione, allacquisto o allaffitto di materiali e di mezzi per la propaganda;b) alla distribuzione e diffusione dei materiali e dei mezzi di cui alla lettera a), compresa lacquisizione di spazi sugliorgani di informazione, sulle radio e televisioni private, nei cinema e nei teatri;c) allorganizzazione di manifestazioni di propaganda, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, anche di caratteresociale, culturale e sportivo;d) alla stampa, distribuzione e raccolta dei moduli, allautenticazione delle firme e allespletamento di ogni altraoperazione richiesta dalla legge per la presentazione delle liste elettorali;e) al personale utilizzato e ad ogni prestazione o servizio inerente alla campagna elettorale.2. Le spese relative ai locali per le sedi elettorali, quelle di viaggio e soggiorno, telefoniche e postali, nonché glioneri passivi, sono calcolati in misura forfettaria, in percentuale fissa del 30 per cento dellammontare complessivodelle spese ammissibili e documentate.3. Le disposizioni di cui allarticolo 95 del testo unico delle leggi recanti norme per lelezione della Camera deideputati, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, non si applicano nel caso diriunioni, anche a carattere conviviale, connesse ad attività di propaganda consentite dalla legge o a seminari,convegni ed incontri di studio. Ai fini delle medesime disposizioni non sono da considerarsi donativi gli oggettipubblicitari di valore vile di uso corrente.12. Pubblicità e controllo delle spese elettorali di partiti, movimenti, liste e gruppi di candidati.1. I rappresentanti di partiti, movimenti, liste e gruppi di candidati presenti nellelezione per la Camera dei deputati oper il Senato della Repubblica devono presentare ai Presidenti delle rispettive Camere, entro quarantacinque giornidallinsediamento, per il successivo invio alla Corte dei conti, il consuntivo relativo alle spese per la campagnaelettorale e alle relative fonti di finanziamento.2. Per leffettuazione dei controlli sui consuntivi di cui al comma 1, ferma restando lattuale dotazione organica, èistituito presso la Corte dei conti un apposito collegio composto da tre magistrati estratti a sorte tra i consiglieri inservizio, coadiuvati da nove addetti alla revisione e dal personale ausiliario necessario.3. I controlli devono essere limitati alla verifica della conformità alla legge delle spese sostenute dagli aventi dirittoe della regolarità della documentazione prodotta a prova delle spese stesse. I controlli devono concludersi entro seimesi dalla presentazione dei consuntivi alla Corte dei conti, salvo che il collegio di cui al comma 2, con deliberamotivata, non stabilisca un termine ulteriore, comunque non superiore ad altri tre mesi. La Corte dei conti riferiscedirettamente ai Presidenti delle Camere sui risultati del controllo eseguito. Per la durata dellincarico i componentidel collegio non possono assumere ovvero svolgere altri incarichi o funzioni.4. Copia del consuntivo va altresì depositata presso lUfficio elettorale circoscrizionale competente, che ne cura lapubblicità.
  12. 12. 13. Collegio regionale di garanzia elettorale.1. Presso la corte di appello o, in mancanza, presso il tribunale del capoluogo di ciascuna regione è istituito ilCollegio regionale di garanzia elettorale composto, rispettivamente, dal presidente della corte di appello o deltribunale, che lo presiede, e da altri sei membri nominati dal presidente per un periodo di quattro anni rinnovabileuna sola volta. I componenti sono nominati, per la metà, tra i magistrati ordinari e per la restante metà tra coloro chesiano iscritti da almeno dieci anni allalbo dei dottori commercialisti o tra i professori universitari di ruolo in materiegiuridiche, amministrative o economiche. Oltre ai componenti effettivi, il presidente nomina quattro componentisupplenti, di cui due tra i magistrati e gli altri due tra le categorie di cui al periodo precedente.2. Non possono essere nominati componenti effettivi o supplenti del Collegio i parlamentari nazionali ed europei, iconsiglieri regionali, provinciali e comunali nonché i componenti delle rispettive giunte, coloro che siano staticandidati alle cariche predette nei cinque anni precedenti, coloro che ricoprono incarichi direttivi e esecutivi neipartiti a qualsiasi livello, nonché coloro che abbiano ricoperto tali incarichi nei cinque anni precedenti.3. Per lespletamento delle sue funzioni il Collegio si avvale del personale in servizio presso la cancelleria della cortedi appello o del tribunale. Il Collegio può chiedere ai competenti uffici pubblici, ivi incluso quello del Garante per laradiodiffusione e leditoria, tutte le notizie utili per gli accertamenti da svolgere. Per leffettuazione degliaccertamenti il Collegio si avvale anche dei servizi di controllo e vigilanza dellAmministrazione finanziaria delloStato.4. I componenti del Collegio non appartenenti alla magistratura hanno diritto, per ciascuna seduta cui prendanoparte, alla corresponsione di una indennità di presenza il cui ammontare è definito con decreto adottato dal Ministrodi grazia e giustizia, di concerto con il Ministro del tesoro, entro un mese dalla data di entrata in vigore dellapresente legge.14. Pubblicità e controllo delle spese elettorali dei candidati.1. Il Collegio regionale di garanzia elettorale di cui allarticolo 13 riceve le dichiarazioni e i rendiconti di cuiallarticolo 7 e ne verifica la regolarità.2. Le dichiarazioni e i rendiconti depositati dai candidati sono liberamente consultabili presso gli uffici del Collegio.Nel termine di centoventi giorni dalle elezioni qualsiasi elettore può presentare al Collegio esposti sulla regolaritàdelle dichiarazioni e dei rendiconti presentati.3. Le dichiarazioni e i rendiconti si considerano approvati qualora il Collegio non ne contesti la regolaritàallinteressato entro centottanta giorni dalla ricezione.4. Qualora dallesame delle dichiarazioni e della documentazione presentate ai sensi dellarticolo 7, comma 6, e daogni altro elemento emergano irregolarità, il Collegio, entro il termine di cui al comma 3 del presente articolo, lecontesta allinteressato che ha facoltà di presentare entro i successivi quindici giorni memorie e documenti (7/cost).5. Comma abrogato dallart. 1, L. 31 dicembre 1996, n. 672, riportata al n. B/XXXI.15. Sanzioni.1. In caso di violazione delle norme di cui agli articoli 1 e 2 nonché delle disposizioni dettate dalla Commissioneparlamentare per lindirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi ai sensi del comma 1 dellarticolo 1 edal Garante per la radiodiffusione e leditoria ai sensi dei commi 2 e 3 del medesimo articolo 1, il Garante applica lasanzione amministrativa pecuniaria da lire cinquanta milioni a lire duecento milioni. Qualora la violazione dellenorme o delle disposizioni di cui al presente comma si sia verificata nel periodo compreso tra il ventesimo elundicesimo giorno antecedente la data di svolgimento delle elezioni, il Garante applica la sanzione amministrativapecuniaria di cui al precedente periodo aumentata del doppio nel minimo e nel massimo. Qualora la violazione dellenorme o delle disposizioni di cui al presente comma si sia verificata negli ultimi dieci giorni antecedenti la data disvolgimento delle elezioni, la sanzione amministrativa pecuniaria è aumentata del triplo nel minimo e nel massimo.La sanzione amministrativa pecuniaria da lire cinquanta milioni a lire duecento milioni è irrogata dal Garante anchenei confronti dei soggetti a favore dei quali sono state commesse le violazioni qualora ne sia stata accertata lacorresponsabilità. Qualora la violazione avvenga durante la campagna elettorale, il Garante diffida inoltreimmediatamente la concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo ovvero i soggetti di cui al comma 2dellarticolo 1 a ripristinare entro un termine congruo, e comunque non oltre tre giorni, le condizioni al cui rispettosono tenuti per legge e per disposizione del Garante o della Commissione parlamentare per lindirizzo generale e lavigilanza dei servizi radiotelevisivi, indicandone le modalità. In caso di inottemperanza alla diffida, il Garantedispone la sospensione dellefficacia della concessione o della autorizzazione per un periodo da undici a trenta giornie nei casi più gravi propone la revoca della concessione o dellautorizzazione. La stessa sanzione è applicata nei casidi recidiva.2. In caso di inosservanza delle norme di cui allarticolo 3 si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da lire unmilione a lire cinquanta milioni.3. Le spese sostenute dal comune per la rimozione della propaganda abusiva nelle forme di scritte o affissioni muralie di volantinaggio sono a carico, in solido, dellesecutore materiale e del committente responsabile.4. In caso di violazione delle norme di cui allarticolo 6, comma 1, commessa fino allapertura dei seggi elettorali, ilGarante per la radiodiffusione e leditoria applica la sanzione amministrativa pecuniaria da lire 100 milioni a lire 1miliardo. Qualora la violazione delle medesime norme sia commessa durante lo svolgimento delle votazioni, si
  13. 13. applica la pena detentiva prevista dallarticolo 100, primo comma, del testo unico delle leggi recanti norme per laelezione della Camera dei deputati, approvato con D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361, per le turbative elettorali; ilgiudice, con la sentenza di condanna, applica inoltre le sanzioni amministrative pecuniarie. In caso di mancanzatotale o parziale delle indicazioni di cui al comma 2 dello stesso articolo 6, il Garante applica la sanzioneamministrativa pecuniaria da lire un milione a lire cento milioni.5. In caso di mancato deposito presso il Collegio regionale di garanzia elettorale di cui allarticolo 13 delladichiarazione di cui allarticolo 7, comma 6, il Collegio regionale applica la sanzione amministrativa pecuniaria dalire cinquanta milioni a lire duecento milioni.6. In caso di violazione dei limiti di spesa previsti per i singoli candidati dallarticolo 7, comma 1, il Collegioregionale di garanzia elettorale applica la sanzione amministrativa pecuniaria non inferiore allimporto eccedente illimite previsto e non superiore al triplo di detto importo.7. Laccertata violazione delle norme che disciplinano la campagna elettorale, dichiarata dal Collegio di garanziaelettorale in modo definitivo, costituisce causa di ineleggibilità del candidato e comporta la decadenza dalla caricadel candidato eletto nei casi espressamente previsti nel presente articolo con delibera della Camera di appartenenza.8. In caso di mancato deposito nel termine previsto della dichiarazione di cui allarticolo 7, comma 6, da parte di uncandidato, il Collegio regionale di garanzia elettorale, previa diffida a depositare la dichiarazione entro i successiviquindici giorni, applica la sanzione di cui al comma 5 del presente articolo. La mancata presentazione entro taletermine della dichiarazione da parte del candidato proclamato eletto, nonostante la diffida ad adempiere, comporta ladecadenza dalla carica.9. Il superamento dei limiti massimi di spesa consentiti ai sensi dellarticolo 7, comma 1, per un ammontare pari osuperiore al doppio da parte di un candidato proclamato eletto comporta, oltre allapplicazione della sanzione di cuial comma 6 del presente articolo, la decadenza dalla carica.10. Al fine della dichiarazione di decadenza, il Collegio regionale di garanzia elettorale dà comunicazionedellaccertamento definitivo delle violazioni di cui ai commi 7, 8 e 9 al Presidente della Camera di appartenenza delparlamentare, la quale pronuncia la decadenza ai sensi del proprio regolamento.11. In caso di irregolarità nelle dichiarazioni delle spese elettorali di cui allarticolo 7, comma 6, o di mancataindicazione nominativa dei soggetti che hanno erogato al candidato contributi, nei casi in cui tale indicazione siarichiesta, il Collegio regionale di garanzia elettorale, esperita la procedura di cui allarticolo 14, comma 4, applica lasanzione amministrativa pecuniaria da lire dieci milioni a lire cento milioni. La stessa sanzione si applica nel caso diviolazione dei limiti massimi previsti dallultimo periodo del comma 4 dellarticolo 7 per i contributi erogabili aicandidati.12. In caso di violazione degli obblighi di comunicazione di cui allarticolo 8 si applica la sanzione amministrativapecuniaria da lire dieci milioni a lire cento milioni.13. In caso di mancato deposito dei consuntivi delle spese elettorali da parte dei partiti o movimenti politici, delleliste o dei gruppi di candidati che abbiano diritto ad usufruire del contributo per le spese elettorali di cui allarticolo9, i Presidenti delle Camere sospendono il versamento del contributo medesimo sino al deposito del consuntivo.14. In caso di mancato deposito dei consuntivi delle spese elettorali da parte dei partiti o movimenti politici, delleliste o dei gruppi di candidati che non abbiano diritto ad usufruire del contributo per le spese elettorali, il collegiodella Corte dei conti di cui allarticolo 12, comma 2, applica la sanzione amministrativa pecuniaria da lire centomilioni a lire un miliardo.15. In caso di mancata indicazione nei consuntivi di cui allarticolo 12, comma 1, delle fonti di finanziamento ilcollegio della Corte dei conti di cui al comma 2 del medesimo articolo applica la sanzione amministrativa pecuniariada lire dieci milioni a lire cento milioni.16. In caso di riscontrata violazione dei limiti di spesa previsti dallarticolo 10, il collegio della Corte dei conti di cuiallarticolo 12, comma 2, applica una sanzione amministrativa pecuniaria non inferiore alla metà e non superiore altriplo dellimporto eccedente il limite previsto. Nel caso in cui la violazione dei limiti di spesa sia stata effettuata daun partito o movimento politico che abbia diritto al contributo dello Stato di cui allarticolo 9, il collegio della Cortedei conti ne dà comunicazione ai Presidenti delle Camere che provvedono ad applicare la sanzione mediantedecurtazione dal contributo spettante al partito o movimento politico di una somma di pari entità.17. In caso di violazione di una delle disposizioni recate dagli articoli 6, 8 e 9 della legge 4 aprile 1956, n. 212, siapplica, in luogo delle sanzioni penali ivi previste, la sanzione amministrativa pecuniaria da lire duecentomila a liredue milioni.18.19. Per lapplicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente articolo si applicano ledisposizioni generali contenute nelle sezioni I e II del capo I della legge 24 novembre 1981, n. 689, salvo quantodiversamente disposto. Non si applica larticolo 16 della medesima legge n. 689 del 1981.16. Norme finanziarie - Contributo per le elezioni europee.1. Il contributo per le spese elettorali di cui allarticolo 9 viene erogato fino a concorrenza dellammontarecomplessivo di 91 miliardi di lire.2. In relazione alle spese connesse allattuazione dellarticolo 9, è istituito, nello stato di previsione del Ministero deltesoro, apposito capitolo per memoria, qualificato «capitolo per spese obbligatorie». Nel caso di elezioni politiche
  14. 14. anticipate, ai maggiori oneri derivanti dallattuazione dellarticolo 9, pari a lire 61 miliardi, si fa fronte mediantecorrispondente riduzione dello stanziamento iscritto al capitolo 6854 (Fondo di riserva per le spese obbligatorie edordine) dello stato di previsione del Ministero del tesoro, che per il 1994 è aumentato a carico del Fondo specialedi parte corrente della legge finanziaria per il 1994, alluopo parzialmente utilizzando laccantonamento relativo alMinistero del tesoro.3. A titolo di concorso nelle spese per lelezione dei rappresentanti italiani al Parlamento europeo è stabilito uncontributo in favore dei partiti e dei movimenti che abbiano ottenuto almeno un rappresentante. Il contributo ècorrisposto ripartendo tra gli aventi diritto un fondo il cui ammontare è pari, in occasione delle prime elezioni per ilParlamento europeo che si svolgeranno in applicazione della presente legge, alla somma risultante dallamoltiplicazione dellimporto di lire 800 per il numero degli abitanti della Repubblica quale risulta dallultimocensimento generale. Il fondo viene ripartito tra i partiti e i movimenti aventi diritto al rimborso in proporzione aivoti ottenuti da ciascuno di essi sul piano nazionale.4. Ai maggiori oneri connessi allattuazione del comma 3, pari a lire 15,5 miliardi, si provvede a carico del Fondospeciale di parte corrente della legge finanziaria per il 1994, alluopo parzialmente utilizzando laccantonamentorelativo al Ministero del tesoro. Le relative risorse affluiscono al capitolo istituito ai sensi del comma 2.5. Per i contributi relativi alle spese per lelezione al Parlamento europeo si applicano le disposizioni di cuiallarticolo 12.17. Agevolazioni postali.1. Ciascun candidato in un collegio uninominale e ciascuna lista di candidati in una circoscrizione per le elezioni peril rinnovo della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica hanno diritto ad usufruire di una tariffa postaleagevolata di lire 70, per plico di peso non superiore a grammi 70, per linvio di materiale elettorale per un numeromassimo di copie pari al totale degli elettori iscritti nel collegio per i singoli candidati, e pari al totale degli elettoriiscritti nella circoscrizione per le liste di candidati. Tale tariffa può essere utilizzata unicamente nei trenta giorniprecedenti la data di svolgimento delle elezioni e dà diritto ad ottenere dallamministrazione postale linoltro deiplichi ai destinatari con procedure a tempi uguali a quelli in vigore per la distribuzione dei periodici settimanali.18. Agevolazioni fiscali.1. Per il materiale tipografico, attinente alle campagne elettorali, commissionato dai partiti e dai movimenti, dalleliste di candidati e dai candidati si applica laliquota IVA del 4 per cento.2. Nel numero 18) della tabella A, parte II, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.633, sono aggiunte, in fine, le parole: «materiale tipografico, attinente le campagne elettorali;».19. Interventi dei comuni.1. A decorrere dal giorno di indizione dei comizi elettorali per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senatodella Repubblica, i comuni sono tenuti a mettere a disposizione, in base a proprie norme regolamentari, senza oneriper i comuni stessi, dei partiti e dei movimenti presenti nella competizione elettorale in misura eguale tra loro ilocali di loro proprietà già predisposti per conferenze e dibattiti.1-bis. Nel giorno delle elezioni i comuni possono organizzare speciali servizi di trasporto per facilitare laffluenzaalle sezioni elettorali.20. Elezioni europee, regionali, provinciali e comunali.1. Per le elezioni dei rappresentanti italiani al Parlamento europeo e per le elezioni dei consigli delle regioni a statutoordinario e, in quanto compatibili, delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzanosi applicano le disposizioni di cui agli articoli da 1 a 6 e le relative sanzioni previste nellarticolo 15 e le disposizionidi cui agli articoli 17, 18 e 19 della presente legge.2. Per le elezioni dei consigli comunali e provinciali, del sindaco e del presidente della provincia si applicano ledisposizioni dellarticolo 1 e dellarticolo 6 e le relative sanzioni previste nellarticolo 15 e le disposizioni di cui agliarticoli 17, 18 e 19 della presente legge.3. Larticolo 28 della legge 25 marzo 1993, n. 81, è abrogato.20-bis. Regolamenti di attuazione.1. Il Consiglio di Presidenza del Senato della Repubblica e lUfficio di Presidenza della Camera dei deputatiapprovano appositi regolamenti per lattuazione, nelle parti di rispettiva competenza, della presente legge.
  15. 15. L. 2 gennaio 1997, n. 2 .Norme per la regolamentazione della contribuzione volontaria ai movimenti o partiti politici(2).(Pubblicata nella Gazz. Uff. 8 gennaio 1997, n. 5).Con riferimento al presente provvedimento sono state emanate le seguenti istruzioni:- ISTAT (Istituto nazionale di statistica): Circ. 21 marzo 1997, n. 40; Circ. 15 maggio 1997, n. 55;- Ministero delleconomia e delle finanze: Ris. 15 febbraio 2005, n. 15/E;- Ministero delle finanze: Circ. 26 marzo 1997, n. 91/E; Circ. 22 aprile 1997, n. 141/E; Circ. 7 maggio 1997, n. 123/E; Ufficio italiano Cambi: Circ. 4 marzo 1997, n. 363.1. Destinazione del quattro per mille dellIRPEF al finanziamento della politica. (1)--------------------------------------------------------------------------------(1) Articolo abrogato dallart. 10, L. 3 giugno 1999, n. 157. Vedi, però, quanto disposto dallart. 7 della stessa legge.2. Requisiti per partecipare al riparto delle risorse di cui allarticolo 1. (1)--------------------------------------------------------------------------------(1) Articolo abrogato dallart. 10, L. 3 giugno 1999, n. 157. Vedi, però, quanto disposto dallart. 7 della stessa legge.3. Determinazione ed erogazione delle somme. (1)--------------------------------------------------------------------------------(1) Articolo abrogato dallart. 10, L. 3 giugno 1999, n. 157. Vedi, però, quanto disposto dallart. 7 della stessa legge.4. Disposizioni transitorie.1.Per lanno finanziario 1997, il Ministro del tesoro, con proprio decreto, da adottare entro il 28febbraio, ripartisce a titolo di prima erogazione tra i movimenti e partiti politici una somma pari a160 miliardi di lire. Il medesimo decreto eroga le somme spettanti agli aventi diritto.Lindividuazione degli aventi diritto e la ripartizione del fondo sono effettuate secondo i criteri dicui al comma 1 dellarticolo 2 e al comma 3 dellarticolo 3 e sulla base dei dati comunicati dalPresidente del Senato della Repubblica e dal Presidente della Camera dei deputati ai sensi delcomma 6 dellarticolo 2.1-bis. Per lanno finanziario 1998, il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazioneeconomica, con proprio decreto, da adottare entro il 31 maggio 1998, ripartisce a titolo dierogazione tra i movimenti e partiti politici una somma pari a 110 miliardi di lire, con riserva diconguaglio negli anni 1999 e successivi. Il medesimo decreto eroga le somme spettanti agli aventidiritto. Lindividuazione degli aventi diritto e la ripartizione del fondo sono effettuate secondo icriteri di cui al comma 1 (1).1-ter. Allonere derivante dallattuazione del comma l-bis si provvede mediante riduzioneproporzionale delle quote disponibili alla data di entrata in vigore della presente disposizione degliaccantonamenti iscritti nel fondo speciale di cui alla tabella A allegata alla legge 27 dicembre 1997,n. 450, con esclusione di quelle preordinate per accordi internazionali, per cofinanziamenticomunitari, per regolazioni debitorie, per rate ammortamento mutui, per limiti di impegno, perdisegni di legge già approvati dal Consiglio dei ministri alla data del 31 marzo 1998, nonché perprovvedimenti per i quali le Commissioni competenti in materia di bilancio della Camera deideputati e del Senato della Repubblica abbiano espresso parere favorevole (2).1-quater. Per lanno 1998, limporto complessivo destinato al finanziamento dei movimenti e partitipolitici risultante dalle scelte operate dai contribuenti ai sensi dellarticolo 1 della presente legge, è
  16. 16. portato, con decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, indiminuzione dellunità previsionale di base 7.1.3.1 dello stato di previsione del Ministero del tesoro,del bilancio e della programmazione economica e in aumento al fondo speciale di cui alla tabella Aallegata alla citata legge n. 450 del 1997, reintegrando gli accantonamenti di cui al comma 1-ter delpresente articolo, con priorità per quello relativo al Ministero della pubblica istruzione (3).1-quinquies. I movimenti e partiti politici che hanno usufruito dei contributi per lanno finanziario1998 sono tenuti, ai sensi del comma 1-bis, al conguaglio delle somme già ricevute, che risultinoeventualmente in eccesso rispetto alle somme effettivamente spettanti. A tal fine, a decorreredallanno 2000, il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, con propriodecreto, da adottare di concerto con il Ministro delle finanze, determina leventuale ammontare ineccesso dei fondi ed approva un piano di ripartizione delle somme, che i movimenti e partiti politicidi cui al comma 1-bis restituiscono a titolo di conguaglio dei contributi già ricevuti. La restituzionedelle somme è effettuata mediante il versamento di rate annuali, per un periodo non eccedente idieci anni. Lammontare delle rate annuali non può essere inferiore al 10 per cento delle somme giàricevute che risultino in eccesso rispetto alle somme effettivamente spettanti. I movimenti e partitipolitici che non hanno diritto al rimborso delle spese elettorali versano le somme in eccesso concadenza annuale, per un periodo di cinque anni, nella misura del 20 per cento annuo del totale dellesomme complessivamente dovute (4).1-sexies. Nel caso in cui si verifichi lestinzione di uno o più movimenti o partiti politici primadellintegrale versamento del conguaglio dovuto ai sensi del comma 1-quinquies, le relative sommeche risultino ancora da versare sono portate in detrazione dai fondi di cui agli articoli 9 e 16 dellalegge 10 dicembre 1993, n. 515 (5).--------------------------------------------------------------------------------(1) Comma aggiunto dallart. 30, L. 8 maggio 1998, n. 146.(2) Comma aggiunto dallart. 30, L. 8 maggio 1998, n. 146.(3) Comma aggiunto dallart. 30, L. 8 maggio 1998, n. 146.(4) Comma aggiunto dallart. 6, L. 3 giugno 1999, n. 157.(5) Comma aggiunto dallart. 6, L. 3 giugno 1999, n. 157.5. Erogazioni liberali delle persone fisiche.1. ... (1).2. Le disposizioni di cui allarticolo 13-bis, comma 1-bis, del citato testo unico approvato condecreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 , introdotte dal comma 1 delpresente articolo, si applicano per le erogazioni liberali effettuate a decorrere dal periodo di impostain corso alla data di entrata in vigore della presente legge.--------------------------------------------------------------------------------(1) Aggiunge il comma 1-bis allart. 13-bis, D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917.6. Erogazioni liberali delle società di capitali e degli enti commerciali.1. ... (1).2. Le disposizioni di cui allarticolo 91-bis del citato testo unico approvato con decreto delPresidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 , introdotto dal comma 1 del presentearticolo, si applicano per le erogazioni liberali effettuate a decorrere dal periodo dimposta in corsoalla data di entrata in vigore della presente legge.--------------------------------------------------------------------------------(1) Aggiunge lart. 91-bis al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917.7. Esclusioni.
  17. 17. 1. Di nessuna detrazione prevista dagli articoli 5 e 6 possono valersi persone fisiche, società dicapitali ed enti commerciali che abbiano dichiarato passività nelle dichiarazioni rese per leserciziofinanziario precedente a quello nel quale lerogazione liberale abbia avuto luogo.8. Rendiconto dei partiti e movimenti politici.1. Il rappresentante legale o il tesoriere cui per statuto sia affidata autonomamente la gestione delleattività patrimoniali del partito o del movimento politico che ha usufruito dei contributi per le speseelettorali o ha partecipato alla ripartizione delle risorse di cui allarticolo 1 deve redigere ilrendiconto di esercizio secondo il modello di cui allallegato A.2. Il rendiconto deve essere corredato di una relazione del legale rappresentante o del tesoriere dicui al comma 1 sulla situazione economico-patrimoniale del partito o del movimento esullandamento della gestione nel suo complesso. Detta relazione deve essere redatta secondo ilmodello di cui allallegato B.3. Il rendiconto deve essere, altresì, corredato di una nota integrativa secondo il modello di cuiallallegato C.4. Al rendiconto devono, inoltre, essere allegati i bilanci relativi alle imprese partecipate anche pertramite di società fiduciarie o per interposta persona, nonché, relativamente alle società editrici digiornali o periodici, ogni altra documentazione eventualmente prescritta dal Garante per laradiodiffusione e leditoria.5. Il rappresentante legale o il tesoriere di cui al comma 1 deve tenere il libro giornale e il librodegli inventari.6. Il rappresentante legale o il tesoriere deve altresì conservare ordinatamente, in originale o incopia, per almeno cinque anni, tutta la documentazione che abbia natura o comunque rilevanzaamministrativa e contabile.7. I libri contabili tenuti dai partiti e dai movimenti politici di cui al comma 1, prima di essere messiin uso, devono essere numerati progressivamente in ogni pagina e bollati in ogni foglio da unnotaio. Il notaio deve dichiarare nellultima pagina del libro il numero dei fogli che lo compongono.8. Il libro giornale deve indicare giorno per giorno le operazioni compiute.9. Linventario deve essere redatto al 31 dicembre di ogni anno, e deve contenere lindicazione e lavalutazione delle attività e delle passività. Linventario si chiude con il rendiconto e deve esseresottoscritto dal rappresentante legale o dal tesoriere del partito o movimento politico entro tre mesidalla presentazione del rendiconto agli organi statutariamente competenti.10. Tutte le scritture devono essere tenute secondo le norme di una ordinata contabilità, senza partiin bianco, interlinee e trasporti in margine. Non vi si possono fare abrasioni e, se è necessariaqualche cancellazione, questa deve eseguirsi in modo che le parole cancellate siano leggibili.11. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano a decorrere dal 1° gennaio 1997. Il primorendiconto redatto a norma del presente articolo deve essere presentato in riferimento allesercizio1997. Il legale rappresentante o il tesoriere di cui al comma 1 è tenuto a pubblicare entro il 30giugno di ogni anno, almeno su due quotidiani, di cui uno a diffusione nazionale, il rendicontocorredato da una sintesi della relazione sulla gestione e della nota integrativa.12. Il rendiconto di esercizio, corredato della relazione sulla gestione, della nota integrativa,sottoscritti dal legale rappresentante o dal tesoriere del partito o del movimento politico, dellarelazione dei revisori dei conti, da essi sottoscritta, nonché delle copie dei quotidiani ove è avvenutala pubblicazione, è trasmesso dal legale rappresentante o dal tesoriere del partito o del movimentopolitico, entro il 31 luglio di ogni anno, al Presidente della Camera dei deputati.13. Il rendiconto di esercizio, la relazione sulla gestione e la nota integrativa sono comunquepubblicati, a cura dellUfficio di Presidenza della Camera dei deputati, in un supplemento specialedella Gazzetta Ufficiale.
  18. 18. 14. Il Presidente della Camera dei deputati, dintesa con il Presidente del Senato della Repubblica,comunica al Ministro del tesoro, sulla base del controllo di conformità alla legge compiuto da uncollegio di revisori, lavvenuto riscontro della regolarità della redazione del rendiconto, dellarelazione e della nota integrativa. Il collegio dei revisori è composto da cinque revisori ufficiali deiconti nominati dintesa tra i Presidenti delle due Camere, allinizio di ciascuna legislatura, eindividuati tra gli iscritti nel registro dei revisori contabili. Il mandato dei membri del collegio non èrinnovabile (1).15. [A decorrere dal quarto anno successivo alla data di entrata in vigore della presente legge, ipartiti e movimenti politici che partecipano alla ripartizione delle risorse di cui allarticolo 1 neriservano una quota non inferiore al 30 per cento alle proprie strutture decentrate su base territorialeche abbiano per statuto autonomia finanziaria] (2).16. [Alle strutture di cui al comma 15, che partecipano alla ripartizione delle risorse di cuiallarticolo 1, si applicano le disposizioni del presente articolo sulla redazione del rendiconto. Ilrendiconto o i rendiconti delle strutture decentrate, che partecipano alla ripartizione delle risorse,sono allegati al rendiconto nazionale del partito o movimento politico] (3).17. [In caso di inottemperanza agli obblighi di cui al presente articolo o di irregolare redazione delrendiconto, il Presidente della Camera dei deputati ne dà comunicazione al Ministro del tesoro chesino alla regolarizzazione sospende dalla ripartizione del fondo di cui allarticolo 3 i partiti emovimenti politici inadempienti] (4).--------------------------------------------------------------------------------(1) Gli ultimi due periodi così sostituiscono loriginario ultimo periodo per effetto di quanto disposto dallart. 17,comma 130, L. 15 maggio 1997, n. 127. Il Collegio dei revisori ufficiali dei conti di cui al presente comma è statonominato, per la XV legislatura, con Det. 3 aprile 2007 (Gazz. Uff. 10 aprile 2007, n. 83) e, per la XVI legislatura, conDet. 31 luglio 2008 (Gazz. Uff. 4 agosto 2008, n. 181).(2) Comma abrogato dallart. 10, L. 3 giugno 1999, n. 157. Vedi, però, quando disposto dallart. 7 della stessa legge.(3) Comma abrogato dallart. 10, L. 3 giugno 1999, n. 157. Vedi, però, quando disposto dallart. 7 della stessa legge.(4) Comma abrogato dallart. 10, L. 3 giugno 1999, n. 157. Vedi, però, quando disposto dallart. 7 della stessa legge.9. Norma di salvaguardia.1. [Lammontare del fondo ripartito ai sensi dellarticolo 3 non può comunque superare limportoannuo di 110 miliardi di lire] (1).2. Il mancato gettito derivante dallapplicazione degli articoli 5 e 6 non può in ogni caso superarelimporto di 50 miliardi di lire per ciascun anno. Qualora tale limite fosse superato per effetto delleerogazioni liberali dei soggetti di cui agli articoli 5 e 6, il Ministro del tesoro, di concerto con ilMinistro delle finanze, provvede con proprio decreto a rideterminare, per lesercizio finanziariosuccessivo, le detrazioni fiscali di cui agli articoli 5 e 6 nella misura sufficiente ad assicurare ilrispetto del limite di cui al presente comma.--------------------------------------------------------------------------------(1) Comma abrogato dallart. 10, L. 3 giugno 1999, n. 157. Vedi, però, quando disposto dallart. 7 della stessa legge.10. Abrogazioni.1. Sono abrogati i commi dal settimo al diciottesimo dellarticolo 4 della legge 18 novembre 1981,n. 659 .11. Copertura finanziaria.1. Agli oneri recati dalla presente legge, pari a lire 160.000 milioni a decorrere dal 1997, siprovvede per lire 134.000 milioni mediante parziale utilizzo dellaccantonamento relativo alMinistero del tesoro, e per lire 26.000 milioni mediante parziale utilizzo dellaccantonamento
  19. 19. relativo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri iscritti al capitolo 6856 dello stato di previsionedel Ministero del tesoro per il bilancio triennale 1997-1999.
  20. 20. L. 26 luglio 2002, n. 156.Disposizioni in materia di rimborsi elettorali.(Pubblicata nella Gazz. Uff. 29 luglio 2002, n. 176).Art. 11. Il termine di cui allarticolo 1, comma 2, ultimo periodo, della legge 3 giugno 1999, n. 157, per lapresentazione della richiesta dei rimborsi delle spese per le consultazioni elettorali svoltesi nellanno2001 per il rinnovo della Camera dei deputati e dellAssemblea regionale siciliana è differito altrentesimo giorno dalla data di entrata in vigore della presente legge.2. Le quote di rimborso relative agli anni 2001 e 2002 maturate a seguito della richiesta presentatain applicazione del comma 1 sono corrisposte in unica soluzione entro quarantacinque giorni dallascadenza del termine differito di cui al medesimo comma 1. Lerogazione delle successive quote haluogo alle scadenze previste dallarticolo 1, comma 6, della legge 3 giugno 1999, n. 157.Art. 21. Alla legge 3 giugno 1999, n. 157, sono apportate le seguenti modificazioni: a) allarticolo 1, comma 5, dopo le parole: «è pari» sono inserite le seguenti: «, per ciascun anno di legislatura degli organi stessi,» e le parole: «lire 4.000» sono sostituite dalle seguenti: «euro 1,00»; b) allarticolo 1, comma 6, le parole da: «, in misura pari» fino a: «al 15 per cento della somma spettante» e da: «, eccetto quello» fino a: «del 40 per cento» sono soppresse.2. Alla legge 10 dicembre 1993, n. 515, sono apportate le seguenti modificazioni: a) ... (1); b) allarticolo 10, comma 1, come modificato dallarticolo 1, comma 9, della legge 3 giugno 1999, n. 157, le parole: «lire 800» sono sostituite dalle seguenti: «euro 1,00».3. ... (2).4. Le disposizioni di cui alla presente legge si applicano a partire dalla rata di rimborso delle speseelettorali sostenute per il rinnovo del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati daerogare entro il 31 luglio 2002.-------------------------------------------------------------------------------------(1) Sostituisce il primo periodo al comma 3 dellart. 9, L. 10 dicembre 1993, n. 515.(2) Sostituisce il comma 3 dellart. 5, L. 23 febbraio 1995, n. 43.Art. 31. Agli oneri derivanti dallattuazione della presente legge, pari a 125.328.611,95 euro per lanno2002, a 125.089.621,44 euro per lanno 2003 e a 153.089.621,44 euro annui a decorrere dallanno2004, si provvede, quanto a 125.000.000 di euro a decorrere dal 2002, mediante corrispondenteriduzione dellautorizzazione di spesa di cui allarticolo 9, comma 1, della legge 3 giugno 1999, n.157; quanto a 328.611,95 euro per lanno 2002, a 89.621,44 euro per lanno 2003 e a 28.089.621,44euro a decorrere dallanno 2004, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, aifini del bilancio triennale 2002-2004, nellàmbito dellunità previsionale di base di parte corrente«Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero delleconomia e delle finanze per lannofinanziario 2002, allo scopo parzialmente utilizzando laccantonamento relativo al medesimoMinistero.
  21. 21. 2. Il Ministro delleconomia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, leoccorrenti variazioni di bilancio.
  22. 22. previsionali di base delle amministrazioni interessate, le somme conservate nel conto dei residuidel predetto fondo. Art. 39-quaterdecies. Modifiche alle leggi 18 novembre 1981, n. 659, 3 giugno 1999, n. 157, e 2 maggio 1974, n. 1951. Allarticolo 4, terzo comma, della legge 18 novembre 1981, n. 659, e successive modificazioni, leparole: «i cinque milioni di lire, somma da intendersi rivalutata nel tempo secondo gli indici ISTATdei prezzi allingrosso» sono sostituite dalle seguenti: «euro cinquantamila».2. Alla legge 3 giugno 1999, n. 157, e successive modificazioni, sono apportate le seguentimodificazioni: a) allarticolo 1, comma 6, terzo periodo, le parole: «e interrotto» sono sostituite dalle seguenti:«e comunque effettuato»; b) allarticolo 1, comma 6, il quarto periodo e soppresso; c) allarticolo 1, comma 6, e aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Le somme erogate o daerogare ai sensi del presente articolo ed ogni altro credito, presente o futuro, vantato dai partiti omovimenti politici possono costituire oggetto di operazioni di cartolarizzazione e sono comunquecedibili a terzi»; d) dopo larticolo 6, e inserito il seguente: «Art. 6-bis. (Garanzia patrimoniale). - 1. Le risorse erogate ai partiti ai sensi della presentelegge costituiscono, ai sensi dellarticolo 2740 del codice civile, garanzia ai fini dellesattoadempimento delle obbligazioni assunte da parte dei partiti e movimenti politici beneficiari dellestesse. I creditori dei partiti e movimenti politici di cui alla presente legge non possono pretenderedirettamente dagli amministratori dei medesimi ladempimento delle obbligazioni del partito omovimento politico se non qualora questi ultimi abbiano agito con dolo o colpa grave. 2. Per il soddisfacimento dei debiti dei partiti e movimenti politici maturati in epoca antecedenteallentrata in vigore della presente legge e istituito un fondo di garanzia alimentato dall1 percento delle risorse stanziate per i fondi indicati allarticolo 1. Le modalità di gestione efunzionamento del fondo sono stabilite con decreto del Ministro delleconomia e delle finanze». 3. La disposizione di cui al comma 2, lettera d), si applica anche per i giudizi e procedimenti incorso. 4. Allarticolo 6 della legge 2 maggio 1974, n. 195, il primo ed il secondo periodo sonosoppressi. Art. 39-quinquiesdecies. Genova capitale europea della cultura 20041. Per gli interventi connessi al programma «Genova capitale europea della cultura 2004», di cuiallarticolo 4 della legge 23 febbraio 2001, n. 29, e destinato un contributo di 8.000.000 di europer lanno 2006. Al relativo onere si provvede a valere sulle somme resesi disponibili perpagamenti non più dovuti relativi allautorizzazione di spesa di cui allarticolo 1, comma 1, della legge 18 marzo 1991, n. 99, che, per limporto di 8.000.000 di euro, sono mantenute 41 “PROGETTO FARMACIA PUNTO BLU” – E.D. FEST

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