I figli della rete

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I figli della rete

  1. 1. I figli della “RETE” una generazione cresciuta …dalla rete. <ul><ul><li>dai 5-6 anni in poi : identikit difficile </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>Sono in rete senza controlli come dei panda in una foresta di bamboo… </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>meglio un video gioco, un videoclip, </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>msn o facebook che una “lettura approfondita” </li></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>(“generazione di mutanti”). </li></ul></ul></ul></ul><ul><ul><li>una lettura… </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>i mass-media nella vita quotidiana: - molto di più che semplici “ mezzi tecnologici ”. </li></ul></ul></ul>
  2. 2. Il centro di troppe “ ATTENZIONI ” <ul><li>mediatiche: </li></ul><ul><li>che fanno i propri interessi: (fenomeno Winx, il mondo di Patty, Juno…) </li></ul><ul><ul><li>- pubblicità, spot, marketing, riviste, moda… (potenziale mercato come portatori di bisogni che adulti dovranno esaudire…) </li></ul></ul><ul><ul><li>educative: </li></ul></ul><ul><li> che vogliono “ il loro bene” </li></ul><ul><ul><li>famiglia, scuola, gruppi sportivi </li></ul></ul><ul><ul><li>Associazioni e gruppi religiosi </li></ul></ul><ul><li>“ mission” degli adulti : </li></ul><ul><li>aiutarli a “decodificare” (analfabeti informatici”) , capire, valutare... </li></ul>
  3. 3. “ L’aria” che respirano tutti i giorni … <ul><li>… non è delle migliori </li></ul><ul><ul><li>crescita/formazione della personalità </li></ul></ul><ul><ul><li>si costruisce nell’interazione con l’ambiente </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>società “liquida” </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>carenza di valori …”giusti” </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>modelli di riferimento </li></ul></ul></ul>
  4. 4. L’aria che respirano … <ul><li>latitanza di figure autorevoli </li></ul><ul><li>(emergenza educativa/comunicativa) </li></ul><ul><li>Genitori sostituiti da … Miley Cyrus…) </li></ul><ul><li>modelli che danno «visibilità» (“Expo Teens)” illusione, idea della «riuscita/rivincita» </li></ul><ul><li>, insegnanti, educatori…: adulti in difficoltà, </li></ul><ul><li>nulla da dire e poco da fare con nuove generazioni; </li></ul><ul><li>non sanno “educare” - adulti in “crisi” con se stessi </li></ul><ul><ul><li>influsso dei personaggi «di moda» ( veline, calciatori, top model, baby cubiste…) </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>- identificazione con i miti (Miley,Patty…) </li></ul></ul></ul>
  5. 5. La SCREEN GENERATION <ul><ul><ul><ul><li>“ Digital native” (“digital divide”) </li></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>(prima generazione senza ginocchia sbucciate) </li></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>“ sempre iper-connessi” (Comunicazione cucita addosso - per non perdere occasioni di socializzazione e guadagnarsi più libertà - di notte…) </li></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>new media – my media (“protesi” tecnologiche </li></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>“ toglietemi tutto…”) </li></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>- multi-tasking (consumano contemporaneamente + medi </li></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>- 0 - 15 anni -prima alfabetizzazione </li></ul></ul></ul></ul><ul><li>( generazione del pollice e del cervello destro ) </li></ul>
  6. 6. Tutti per uno…uno per tutti (crossmedialità) CON UN SEMPLICE CLICK SUL TELEFONINO SIAMO “sempre” CONNESI AL WEB.
  7. 7. I nuovi media <ul><ul><li>TV digitale </li></ul></ul><ul><li>CD / DVD </li></ul><ul><li>videogiochi </li></ul><ul><li>iPod – iPhone – iPad </li></ul><ul><li>(nel bene e nel male parte integrante della loro vita) </li></ul>multimedialità e interattività <ul><ul><li>“ Le nuove tecnologie digitali stanno determinando cambiamenti fondamentali nei modelli di comunicazione e nei rapporti umani. Questi cambiamenti sono particolarmente evidenti tra i giovani che sono cresciuti in stretto contatto con queste nuove tecniche di comunicazione e si sentono quindi a loro agio in un mondo digitale che sembra invece estraneo a quanti di noi, adulti, hanno dovuto imparare a capire e apprezzare le opportunità che esso offre alla comunicazione ” </li></ul></ul><ul><ul><li>(Benedetto XVI, 43a Giornata Mondiale Comunicazioni Sociali) </li></ul></ul>
  8. 8. “ Overdose ” di informazioni <ul><li>grandi possibilità di comunicazione informatica/virtuale </li></ul><ul><li>informazioni anticipate sulla reale capacità di valutazione, mancanza di “filtri” e di “apprendistato” </li></ul><ul><li>scarsa comunicazione interpersonale/reale </li></ul><ul><li>innamoramenti precoci on line </li></ul><ul><li>Super “ alimentazione” cognitiva </li></ul><ul><li>e ritardo maturazione affettiva </li></ul><ul><li>“ pornografia” dell’anima </li></ul><ul><li>banalità del male e del bene. </li></ul>
  9. 9. Effetti collaterali <ul><li>attenzione zapping/multitasking </li></ul><ul><li>scarso impegno </li></ul><ul><li>violenza </li></ul><ul><li>confusione tra virtuale e reale </li></ul><ul><li>patologie da “adulti”: </li></ul><ul><ul><li>Obesità - bulimia e anoressia - depressione </li></ul></ul><ul><ul><li>solitudine – stress – noia </li></ul></ul><ul><ul><li>Il problema non sono i media, ma le pratiche </li></ul></ul><ul><ul><li>(uso e abuso, come farmaci…) </li></ul></ul>
  10. 10. <ul><ul><li>-Sempre più : “villaggio globale” </li></ul></ul><ul><ul><li>-La “rete” trasformata in un network sociale : </li></ul></ul><ul><ul><li>- è “luogo” di condivisione </li></ul></ul><ul><ul><li>- collega gruppi di persone comuni (non solo più esperti e tecnici) </li></ul></ul><ul><ul><li>aperte a condividere pensieri ma anche conoscenze, “pezzi” della propria vita. </li></ul></ul><ul><ul><li>- determina uno stile di pensiero e crea nuove forme di educazione. </li></ul></ul><ul><ul><li>- Web 2.0 : al primo posto non più la pubblicazione di “pagine” </li></ul></ul><ul><ul><li>ma la “ partecipazione ” dei contenuti tra le persone </li></ul></ul><ul><ul><li>(costruzione e fruizione: blog, wiki, podcast, YouTube, Facebook,… ) </li></ul></ul><ul><li>-Spazio : stretta continuità tra online e offline (luogo antropologico e non “non- luogo </li></ul><ul><li>Tempo: ri-ancoramento alla quotidianità relazionale (permanenza </li></ul><ul><li>nel passato contro l’idea di un prevalere di un presente assoluto) </li></ul>
  11. 11. <ul><li>Realtà più importante della rete e conferma la logica fondamentale del web: </li></ul><ul><li>la relazione sociale . Incarna un’utopia: stare sempre vicini alle persone a cui teniamo in un modo o nell’altro e conoscerne altre compatibili a noi. </li></ul><ul><li>2004 : Mark Zucherberg, 19 anni, studente di psicologia ad Harvard. </li></ul><ul><li>Idea di base: mettere on line i profili degli studenti, rispondere a una voglia diffusa di socializzazione e nuove conoscenze all’interno di un gruppo giovanile e di studio. </li></ul><ul><li>2010 : 400 milioni di utenti nel mondo. Italia ha il più alto tasso di crescita (16 milioni) </li></ul><ul><li>Ogni mese: 700 milioni di immagini (oggi più di 10 miliardi) – 4 milioni di video, 15 milioni tra note, link e post vari. </li></ul><ul><li>Non è più luogo dell’anonimato o dell’identità falsata, ma quello della condivisione di ciò che si è e si fa realmente. Non manca l’ironia (parte della propria “realtà”). </li></ul><ul><li>Cosa si condivide con gli “amici”?: ciò che si pubblica nel proprio profilo </li></ul><ul><ul><li>foto (scelta non irrilevante: ciò che si intende comunicare – bacheca, info… </li></ul></ul><ul><ul><li>e “status” (= cosa stai facendo): commento degli amici (13 milioni aggiornamenti quotidiani) </li></ul></ul><ul><ul><li>fan (anche di “miti”, artisti e modelli negativi) </li></ul></ul><ul><li>Bisogno di conoscere e farsi conoscere - amicizia (avere molti amici equivale ad essere socialmente attraenti. Rischio di creare una rappresentazione artificiale per essere più accettabili, graditi e desiderabili dagli altri (narcisismo – esibizionismo – relazioni superficiali – abolizione della privacy). </li></ul>
  12. 12. <ul><li>Conoscenza dei ragazzi e dei media </li></ul><ul><li>recuperare la “tensione” educativa </li></ul><ul><li>niente deleghe </li></ul><ul><li>da autoritari ad autorevoli </li></ul><ul><li>“ i NO! fanno crescere” </li></ul><ul><li>regole, norme condivise </li></ul><ul><li>da parlare “ ai” ragazzi al parlare “ con ” (=ascolto) </li></ul><ul><li>Più tempo: non solo qualità ma “quantità” </li></ul><ul><li>dai ragazzi in “rete” </li></ul><ul><li>alla “rete” di genitori - insegnanti – comunità - sport </li></ul><ul><li>“ il mito di Icaro ” – insegnare a volare si… </li></ul><ul><li>ma senza “ali di cera”! </li></ul><ul><li>I ragazzi vanno amati, non adorati (iper-protettivi) </li></ul>

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