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Diritto dell'immigrazione parte 1

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Diritto dell'immigrazione parte 1

  1. 1. L’immigrazionespunti per una introduzione allo studio del diritto all’immigrazione a cura del Dr. Michele RANA
  2. 2. Cosa è l’immigrazione?• E’ un concetto che fissa un centro geografico-sociale e giuridico (uno Stato) che è un punto di arrivo di una serie di persone (migranti) che vi arrivano.• E’ fenomeno che coinvolge centinaia di migliaia, milioni di persone, nel mondo che desiderano o sono costrette per un progetto non occasionale a lasciare il proprio paese di nascita o dove sono stati per lungo tempo.
  3. 3. Cosa è il Diritto dell’Immigrazione ? • E’ il complesso di norme, l’ordinamento che regola, in un dato territorio, in uno Stato quel fenomeno chiamato immigrazione, quel flusso di persone che intende o costretto a stabilirvisi (ingresso, soggiorno, eventuale allontanamento). • E’ ordinariamente una branca del diritto amministrativo (diritto pubblico) ma contiene norme penali ovvero di procedura penale e che influisce, dandogli delle forme e prassi obbligate, anche nei rapporti tra privati.
  4. 4. Le caratteristiche del Diritto dell’Immigrazione (in Italia)• Una forte influenza delle norme di diritto internazionale (Convenzioni, trattati e direttive comunitarie);• Una certa tendenza alla mutevolezza e alla variabilità normativa (solo nell’ultimo biennio sono entrate in vigore perlomeno tre riforme strategiche in materia di espulsione/rimpatrio, di accordo di integrazione e permesso di soggiorno a punti, del contributo di soggiorno);
  5. 5. Le caratteristiche del Diritto dell’Immigrazione (in Italia)• Un ricorrente intervento di strumenti normativi (decreti legge e leggi) di natura eccezionale e di validità temporanea (emersioni e sanatorie dal lavoro irregolare e straniero);• Un deciso intervento giurisprudenziale di natura costituzionale (Corte Costituzionale) e nomofilattico ( della Corte di Cassazione per certi versi del Consiglio di Stato).
  6. 6. Le fonti normative principali per lo Stato italiano• La Costituzione della Repubblica Italiana• Convenzioni internazionali e direttive comunitarie• Il Testo Unico sull’Immigrazione (D. Lgs. n. 286 del 1998 e ss. modificazioni) – legge ordinaria -• Il Regolamento di attuazione del T.U. (D.p.r. n. 394 del 1999)
  7. 7. Le fonti normative principali per lo Stato italiano• Il D. Lgs. n. 30 del 2007 e ss. modificazioni per la (libertà di) circolazione dei cittadini comunitari;• Rifugiati e protezione internazionale: D. Lgs. n. 251 del 2007;
  8. 8. La Costituzione art. 10, comma 2:“La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali”. art. 10, comma 3:“Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese leffettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto dasilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge. “
  9. 9. Art. 288 TFUE (Maastricht), 3° comma:“La direttiva vincola lo Stato membro cui è rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere, salva restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi” La direttiva comunitaria è uno strumento normativo in condominio tra Parlamento e Consiglio Europeo
  10. 10. La direttiva non è obbligatoria in tutti i suoi elementi, in quanto, dettando solo un obbligo di risultato, lascia spazio alliniziativa normativa di ogni stato cui è diretta. La libertà dello Stato non è assoluta in quanto deve garantire leffetto voluto dallUnione: se ad esempio deve modificare una materia disciplinata da fonti primarie (leggi e atti aventi "forza di legge") non può farlo attraverso fonti regolamentari. Allo Stato è inoltre posto un obbligo di stand still: nel periodo antecedente il termine di attuazione non può adottare atti in contrasto con gli obiettivi della direttiva. Lo Stato deve inoltre, in fase di recepimento, comunicare la forma e i mezzi attraverso i quali la direttiva è stata recepita sì da permettere, nel caso, alla Corte di giustizia dellUnione europea di valutare se i mezzi adottati corrispondono al principio di certezza del diritto.
  11. 11. IL SELF EXECUTING della DIRETTIVA CELa Corte di giustizia ha stabilito che in determinate circostanze (termine scaduto senza attuazione, disposizioni di precettività immediata e sufficientemente precise) le direttive, pur non essendo direttamente applicabili, possono avere effetti diretti (caratteristica propria anche di alcune disposizioni dei trattati), possono cioè essere idonee a creare situazioni giuridiche soggettive in capo ai singoli e prendono il nome di direttive dettagliateNon è necessaria lintegrazione di una norma nazionale!!!!
  12. 12. LO STRANIERO Lo straniero è colui che non è cittadino della Repubblica, e che è invece cittadino di un altro Stato. Quella di straniero è però una categoria giuridica: non corrisponde sempre alconcetto che ne abbiamo nel senso comune, e può cambiare nel tempo
  13. 13. Lo straniero come categoria giuridica• Nell’ordinamento italiano, è cittadino italiano colui che nasce da genitori italiani (principio del jus sanguinis)• Nell’ordinamento italiano la cittadinanza si può anche acquistare (diritto o concessione): 10 anni di ininterrotta residenza, 2 anni di coniugio con cittadino italiano, al 18 anno di età per figli di stranieri nati in Italia. In altri paesi ci sono anche modi diversi per avere la cittadinanza: per esempio, è cittadino colui che nasce nel territorio dello Stato anche se è figlio di stranieri (jus soli).
  14. 14. LO STRANIEROArt. 1, comma 1, del D. Lgs. 286 del 1998 “Il presente testo unico, in attuazione dellarticolo 10, secondo comma, della Costituzione, si applica, salvo che sia diversamente disposto, ai cittadini di Statinon appartenenti allUnione europea e agliapolidi, di seguito indicati come stranieri.”
  15. 15. Una novità: la cittadinanza europea• Con il Trattato di Amsterdam (1997), l’Unione Europea ha istituito la cittadinanza europea.• Ogni cittadino UE ha due cittadinanze: quella del proprio paese, e quella dell’Unione• La cittadinanza dell’Unione è riconosciuta in tutti i paesi aderenti alla UE, e conferisce a tutti i cittadini speciali diritti
  16. 16. Gli status collegati alla cittadinanza• Cittadino italiano: gode di tutti i diritti e di tutte le prerogative di chi appartiene a pieno titolo alla comunità• Cittadino comunitario: gode di quasi tutti i diritti di chi appartiene alla comunità, ed è comunque un cittadino• Straniero: è il cittadino di un paese non appartenente alla UE. I suoi diritti sono limitati dal fatto di non essere membro a pieno titolo della comunità dello Stato-nazione• Apolide: è colui che non ha la cittadinanza di nessun paese. Pur essendo straniero, è protetto dalla legge italiana
  17. 17. La libertà di circolazione (e soggiorno) per il cittadino italiano Art. 16 Cost. 1° e 2° comma “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche”.“Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge”.
  18. 18. Il diritto alla libera circolazione• Il cittadino italiano ha dunque diritto alla libertà di circolazione: può entrare e uscire liberamente dal territorio italiano• La libertà di circolazione è prevista anche – sia pure con qualche limitazione in più – per il cittadino comunitario.• Per gli extracomunitari, invece, la libertà di circolazione è subordinata al possesso di una preventiva autorizzazione che si chiama permesso di soggiorno. Solo chi ha il permesso di soggiorno gode della libertà di circolazione prevista per i cittadini
  19. 19. Differenza tra cittadino e straniero• Il cittadino ha diritto alla libera circolazione, a entrare e uscire dal territorio dello Stato• Lo straniero non ha questo diritto. Può circolare nel territorio solo dopo aver acquisito una previa autorizzazione (il permesso di soggiorno, appunto)
  20. 20. CONSEGUENZE GIURIDICHE1) Nell’ordinamento italiano, 2) Ciò non significa chedunque, l’immigrazione non venire in Italia sia è un diritto. proibito: significa, invece, che l’ingresso e il soggiorno possono essere limitati o impediti per superiori esigenze legate all’interesse collettivo (pubblico).
  21. 21. Corte Costituzionale Sentenza n. 62 del 1994 “La regolamentazione dellingresso e del soggiorno dello straniero nel territorio nazionale é collegata alla ponderazione di svariati interessi pubblici, quali, ad esempio, la sicurezza e la sanità pubblica, lordine pubblico, i vincoli di carattere internazionale e la politica nazionale in tema di immigrazione”.
  22. 22. “Tale ponderazione spetta (…) al legislatore ordinario, il quale possiede in materia unampia discrezionalità, limitata, sotto il profilo della conformità alla Costituzione, soltanto dal vincolo che le sue scelte non risultino manifestamente irragionevoli” LA CONFERMA DELLA RISERVA DI LEGGE
  23. 23. Riassumiamo…• Il cittadino italiano e – in misura minore – quello comunitario - hanno diritto alla libera circolazione. Ciò significa che lo Stato non può limitare questo diritto, se non per contingenti e gravi motivi di sicurezza• Il cittadino straniero non ha un diritto pieno: la facoltà di circolare sul territorio può essere limitata in considerazione di un interesse pubblico prevalente (per esempio, ordine pubblico o politica in materia di immigrazione)
  24. 24. La normativa sugli stranieri• A norma di Costituzione, dunque, la legge non può stabilire limitazioni alla libertà di circolazione per i cittadini italiani. Può farlo, invece, per i cittadini stranieri.• La legge può dunque stabilire se e in che misura i cittadini stranieri possono entrare e soggiornare nel territorio dello Stato
  25. 25. Riprendiamo lentamente… Per approfondire:www.libertaciviliimmigrazione.interno.it www.stranieriinitalia.it www.immigrazione.biz www.immigrazione.it www.meltingpot.org Facebook: Diritto e Immigrazione www.michelerana.it
  26. 26. Ingresso in ItaliaLa domanda a cui dobbiamo rispondere: come fa uno straniero ad entrare REGOLARMENTE in Italia ?- Il motivo (“le attività”)- Il visto di ingresso- Il valico di frontiera e la data di ingresso- La connessione con la circolazione e il soggiorno
  27. 27. IL MOTIVO/LA CONNESSIONE COL SOGGIORNO Art. 5, comma 2, del D. Lgs. 286 del 1998“Il permesso di soggiorno deve essere richiesto, secondo le modalità previste nel regolamento di attuazione, al questore della provincia in cui lo straniero si trova entro otto giorni lavorativi dal suo ingresso nel territorio dello Stato ed è rilasciato per le attività previste dal visto dingresso o dalle disposizioni vigenti.”
  28. 28. IL VISTO DI INGRESSO Art. 4, comma 1, del D. Lgs. 286 del 1998“Lingresso nel territorio dello Stato è consentito allo straniero in possesso di passaporto valido o documento equipollente e del visto dingresso, salvi i casi di esenzione, e può avvenire, salvi i casi di esenzione, e può avvenire, salvi i casi di forza maggiore, soltanto attraverso i valichi di frontiera appositamente istituiti.”
  29. 29. IL VISTO DI INGRESSO
  30. 30. IL VISTO DI INGRESSO/DURATA SOGGIORNO/MOTIVO Tipologie di visto:• VSU (Visti Schengen Uniformi) rilasciati per: transito aeroportuale (tipo A); transito (tipo B); soggiorni di breve durata o di viaggio/turismo (tipo C), fino a 90 giorni, con uno o più ingressi.
  31. 31. IL VISTO DI INGRESSO/DURATA SOGGIORNO/MOTIVO• VTL (Visti a Validità Territoriale Limitata), validi soltanto per lo Stato Schengen la cui Rappresentanza abbia rilasciato l’autorizzazione all’ingresso, senza possibilità di accesso, neppure per il solo transito, nel territorio degli altri Stati Schengen. Esso costituisce una deroga eccezionale al regime comune dei VSU ed è ammessa soltanto per motivi umanitari, di interesse nazionale o in forza diobblighi internazionali.
  32. 32. IL VISTO DI INGRESSO/DURATA SOGGIORNO/MOTIVO• VN (Visti per soggiorni di lunga durata o “Nazionali) validi per soggiorni di oltre 90 giorni (tipo D), con uno o più ingressi, nel territorio dello Stato Schengen la cui Rappresentanza abbia rilasciato il visto, e per l’eventuale transito, per non più di cinque giorni, attraverso il territorio degli altri Stati Schengen.
  33. 33. VN …i motivi principali…• Coesione familiare• Cure mediche• Diplomatico• Gara sportiva• Lavoro autonomo• Lavoro subordinato• Motivi religiosi
  34. 34. VN …i motivi principali…• Residenza elettiva• Studio• …
  35. 35. Come si ottiene un visto ? Art. 4, comma 2, D. Lgs. 286 del 1998 “Il visto di ingresso è rilasciato dallerappresentanze diplomatiche o consolariitaliane nello Stato di origine o di stabile residenza dello straniero.
  36. 36. Requisiti per il visto di ingresso art. 4, comma 3, del D. Lgs. 286 del 1998:• Possesso di idonea documentazione atta a confermare lo scopo e le condizioni del soggiorno• La disponibilità di mezzi di sussistenza sufficienti per la durata del soggiorno e, fatta eccezione per i permessi di soggiorno per motivi di lavoro, anche per il ritorno nel Paese di provenienza
  37. 37. Requisiti per il visto di ingressoart. 4, comma 3, del D. Lgs. 286 del 1998:• Lo straniero non deve essere considerato una minaccia per lordine pubblico o la sicurezza dello Stato;• Lo straniero condannato, anche con sentenza non definitiva, adottata (2) a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dellarticolo 444 del codice di procedura penale, per reati previsti dallarticolo 380, commi 1 e 2, del codice di procedura penale…
  38. 38. ovvero per reati inerenti gli stupefacenti, la libertà sessuale, il favoreggiamento dellimmigrazione clandestina verso lItalia e dellemigrazione clandestina dallItalia verso altri Stati o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attività illecite.
  39. 39. Requisiti per il visto di ingressoart. 4, comma 3, del D. Lgs. 286 del 1998 • gli stranieri espulsi, salvo che abbiano ottenuto la speciale autorizzazione o che siatrascorso il periodo di divieto di ingresso, gli stranieri che debbono essere espulsi e quelli segnalati, anche in base ad accordi oconvenzioni internazionali in vigore in Italia, ai fini del respingimento o della non ammissione per gravi motivi di ordine pubblico, di sicurezza nazionale e di tutela delle relazioni internazionali
  40. 40. Automatismo di non ammissibilitàCondanne, anche solo in primo grado, art. 380, comma 1 e 2, del C.p.p.
  41. 41. Valutazione discrezionale sulpericolo/minaccia per l’ordine e la sicurezza pubblicaart. 1, D. Lgs. 159 del 2011 (già L.1423 del 1956) I provvedimenti previsti dal presente capo si applicano a:a) coloro che debbano ritenersi, sulla base di elementi di fatto, abitualmente dediti a traffici delittuosi;
  42. 42. b) coloro che per la condotta ed il tenore di vita debba ritenersi, sulla base di elementi di fatto, che vivono abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuose; c) coloro che per il loro comportamento debba ritenersi, sulla base di elementi di fatto, che sono dediti alla commissione di reati che offendono o mettono in pericolo lintegrità fisica o morale dei minorenni, la sanità, la sicurezza o la tranquillità pubblica.
  43. 43. LA PERICOLOSITA’ SOCIALELa valutazione sulla pericolosità sociale e, dunque, sulla probabilità che un individuo incappi ancora in comportamenti lesivi per l’ordinata e pacifica convivenza dellepersone va effettuata “sulla base degli stessi criteri del giudice quando venga in rilievouna proposta di applicazione di una misura di prevenzione e cioè tenendo presente
  44. 44. a) il carattere oggettivo degli elementi che giustificano sospetti e presunzioni; b) l’attualità della pericolosità; c) la necessità di un esame globale della personalità del soggetto”(Cass. Sez. VI, Ord. n. 17585 del 27.07.2010; Cass. Sez. VI, Sent. n. 18482, VI, 8.09.2011; Cass. Sez. I, Sent. n. 826, 19.01.2010; Cass. Sez. I, n. 27068, 07.12.2005)
  45. 45. “il giudizio (discrezionale) in termini dipericolosità sociale non può che essere, per sua natura, espresso in termini di probabilità, così prescindendosi dagli accertamenti eventualmente svolti in sede penale. […] detto giudizio di pericolositàha contenuto meramente prognostico e non implica l’esistenza un accertamento definitivo già intervenuto in sede penale, o meglio, ne può prescindere,…
  46. 46. sicché quando sussistano elementi fattuali sufficienti a generare allarme sociale il giudizio di pericolosità è giustificato, dovendo ritenersi anche che si trattacomunque di attività discrezionale della P.A.,sindacabile soltanto nelle ipotesi di illogicità, di carenza di presupposti o di manifesta incongruità”(Consiglio di Stato, Sez. VI, 8 Febbraio 2008, n. 415).
  47. 47. IL VALICO DI FRONTIERA E LA DATA DI INGRESSO (il timbro di ingresso)
  48. 48. Perché è importante la data di ingresso ?• Dalla data di ingresso decorrono alcuni termini per lo straniero… Art. 5, comma 2, D. Lgs. 286 del 1998 “Il permesso di soggiorno deve essere richiesto, secondo le modalità previste nel regolamento di attuazione, al questore della provincia in cui lo straniero si trova entro otto giorni lavorativi dal suo ingresso nel territorio dello Stato”

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