Locke e l'idea di sostanza

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  • Locke e l'idea di sostanza

    1. 1. JOHNLOCKE
    2. 2. JOHN LOCKE L’ANALISI CRITICADELL’IDEA DI SOSTANZA
    3. 3. 1690
    4. 4. 1690
    5. 5. 1687 1690
    6. 6. 1687 1690
    7. 7. 1689 GLORIOUS REVOLUTION Bill of Rights1687 1690
    8. 8. 1689 GLORIOUSREVOLUTION Bill of Rights
    9. 9. 1689 GLORIOUSREVOLUTION Bill of Rights
    10. 10. L’ANALISI CRITICADELL’IDEA DI SOSTANZA
    11. 11. non possiamo conoscere l’essenza dei fenomeni naturali L’ANALISI CRITICADELL’IDEA DI SOSTANZA
    12. 12. L’ANALISI CRITICADELL’IDEA DI SOSTANZA
    13. 13. non possiamo conoscerele proprietà essenziali della materia L’ANALISI CRITICADELL’IDEA DI SOSTANZA
    14. 14. NEWTON
    15. 15. possiamoNEWTON riconoscere e misurare la forza gravitazionale della materia, ma non sappiamo spiegare come tale forza si generi ed operi a distanza
    16. 16. LOCKE
    17. 17. conosciamo solo quelle proprietà della materia che si manifestano ai nostri sensi, ma l’essenzaLOCKE ci rimane sconosciuta
    18. 18. LOCKE essenza reale(inconoscibile)
    19. 19. LOCKE essenza reale(inconoscibile) “costituzione interna” e “vera natura”delle cose
    20. 20. ( ESPERIENZA SENSIBILE ) proprietà percebili dai nostri sensi LOCKE essenza reale (inconoscibile) “costituzione interna” e “vera natura”delle cose
    21. 21. NEWTON LOCKE l’impostazione (empirista) di Newton e Locke è radicalmente alternativa a quella dei cartesiani
    22. 22. La materia è res extensa. “Res”, cioè sostanza, di cui conosciamo la proprietà essenziale, cioè l’estensione.CARTESIO
    23. 23. La materia è res extensa. “Res”, cioè sostanza, di cui conosciamo la proprietà essenziale, cioè l’estensione. Dalla conoscenza delle caratteristiche essenziali (estensione + movimento) è teoricamente possibile dedurreCARTESIO tutte le proprietà percebili dai nostri sensi
    24. 24. LIBRO II, cap. xxiii, § 32
    25. 25. “ ... avendo noi soltanto alcune poche idee superficiali delle cose, rivelate a noi solo dai sensi [...] non abbiamo alcuna conoscenza, e meno ancora della interna costituzione e vera natura delle cose, perché siamoLIBRO II, cap. xxiii, § 32 privi di facoltà atte a raggiungerla ... “
    26. 26. LIBRO III, cap. vi, § 9
    27. 27. “ ... le nostre facoltà, nella conoscenza e nella distinzione delle sostanze, non ci portano oltre una collezione di ideeLIBRO III, cap. vi, § 9 sensibili, che osser- viamo in loro ...”
    28. 28. LIBRO III, cap. vi, § 9
    29. 29. ... ma questa nostra conoscenza (empirica) delle proprietà delle sostanze è simile “ all’idea di un contadino intorno al meccanismo interno del famoso orologio di Strasburgo, di cui egliLIBRO III, cap. vi, § 9 vede soltanto i moti e le figure esteriori ... ”
    30. 30. L’OROLOGIO DI STRASBURGOL’orologio astronomico della cattedrale di Strasburgo era celebre in tutta Europa.(Oggi possiamo ammirarlo nella forma assunta dopo il restauro di metà Ottocento)
    31. 31. essenza reale (inconoscibile) ( il meccanismo “nascosto” “costituzione interna” dell’orologio )e “vera natura” delle cose
    32. 32. ( ESPERIENZA SENSIBILE ) proprietà percebili ( le “figure esterne” dell’orologio ) dai nostri sensi essenza reale (inconoscibile) ( il meccanismo “nascosto” “costituzione interna” dell’orologio ) e “vera natura” delle cose
    33. 33. ... un filosofo indiano ... al quale, poiché affermava che il mondoera sostenuto da un grande elefante, fu domandato su cosapoggiasse l’elefante, al che la sua risposta fu: su una grandetartaruga, ma poiché si insisteva per sapere che cosa sostenessequella tartaruga dalla schiena così ampia, rispose che non losapeva ...[ Libro II, xxiii, 2 ]... come noi accettiamo quale sufficiente risposta e buona dottrinadai nostri filosofi europei il concetto che la sostanza, della qualenon sappiamo che cosa sia, è ciò che sostiene gli accidenti ...[ Libro II, xiii, 19 ]

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