Una produzione                 20 - 23 GENNAIO 2011                  ROMA • AUDITORIUM                  PARCO DELLA MUSICA...
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P R O D OT TO   DAL L A F O N DA Z I O N E M U S I CA PE R R O MA , I N C O L L A -B O RA Z I O N E C O N C O D I C E . I ...
T H E 2011 F E STIVAL D E L LE S C I E N Z E , P R O D U C E D BY F O N DA Z I O N E M U S I CA PE R R O MA I N C O L L A ...
F RA   C I N Q U E M I LIAR D I D I AN N I I L      S O LE     si espanderà in una gigante rossa travolgendo la fragile te...
F IVE B I L LI O N YE AR S F R O M N O W , T H E S U N          will expand into a red giant sweeping away the fra-gile th...
ProgrammaGIOVEDÌ 20                                   VENERDÌ 21                             SABATO 22Sala Petrassi ore 9,...
DOMENICA 23Sala Petrassi ore 11                 BArt ore 19Dialogo                              Aperitivo scientificoA QUA...
LectioMagistralis
Giovedì 20 Sala Petrassi ore 19                                                                                       BLUE...
Sabato 22 Teatro Studio ore 11                                                                           LA “FOLLE CORSA” ...
Domenica 23 Sala Petrassi ore 16                                                                                          ...
Domenica 23 Teatro Studio ore 17                                                                                          ...
Dialoghi
Venerdì 21 Sala Petrassi ore 16GUIDA ALLA FINEDEL MONDO: TUTTOQUELLO CHE NONAVRESTE MAI VOLUTO                            ...
Venerdì 21 Sala Petrassi ore 18IL LONTANO DESTINOFINALE DELLA TERRA(CON QUALCHE SERIORISCHIO NELFRATTEMPO)                ...
Sabato 22 Sala Petrassi ore 12                                                                                            ...
Sabato 22 Sala Petrassi ore 16                                                                               APOCALISSI   ...
Viviamo in paesi ricchi e questo ci ha permesso di risolvere molti problemi. Ci siamo liberati dalla povertà di massa, abb...
Sabato 22 Sala Petrassi ore 18FINE DEL PETROLIO,FINE DEL MONDO?                                                   Negli ul...
Domenica 23 Sala Petrassi ore 11                                                                                          ...
Domenica 23 Sala Petrassi ore 18   LA FINE DEL MONDO:   SCIENZA ED ETICA   DELL’ESTINZIONE   UMANA                        ...
Incontri
Domenica 23 Teatro Studio ore 12                                                                                          ...
AperitiviScientifici
Giovedì 20 BArt ore 19.30CRISI CLIMATICA:DALLA NEGAZIONEAL PANICO?Stefano CaseriniIntroduce Giovanni SpataroIn collaborazi...
Venerdì 21 BArt ore 18.30   PREMIAZIONE CONCORSO   “LA CATTIVA SCIENZA   IN TV”   Claudio Pasqua, Emilio Sassone Corsi   I...
Sabato 22 BArt ore 19                                                                                            BUCHI NER...
Domenica 23 BArt ore 19                                                                            LA VERA FINE           ...
Documentari
L’Alba del                                                                                                                ...
Giovedì 20 Sala Petrassi ore 11             Venerdì 21 Sala Petrassi ore 9.30             Venerdì 21 Sala Petrassi ore 11 ...
EventiSerali
© Archive of the Stockhausen Foundation for Music, Kürten, Germany.                                                       ...
Photo: Rolando Paolo Guerzoni“Trans”, una delle opere magistrali di Karlheinz                         “Trans”, one of Karl...
Trans  Sappiamo che Stockhausen ha sempre preso sul serio i propri sogni e il ricordo del suo secondo sogno è ancora vibra...
Venerdì 21 Sala Sinopoli ore 21                                                                                      l’Ult...
Domenica 23 Sala Petrassi ore 21                                                                                          ...
Exhibit
Dal 20 al 23 gennaio Foyer Auditorium                                                                                     ...
La fine-del-mondo-festival-delle-scienze-2011-programma
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La fine-del-mondo-festival-delle-scienze-2011-programma

  1. 1. Una produzione 20 - 23 GENNAIO 2011 ROMA • AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA In collaborazione con
  2. 2. Una produzione in collaborazione con Consiglio di AREA PRODUZIONE UFFICIO CERIMONIALE Caterina Murano BIGLIETTERIA DIREZIONE SCIENTIFICA Telecom amministrazione Responsabile Giovanni Graia Eleonora Falcone Pia Del Buono Vittorio Bo Presidente Monica Regini Cinzia Sarli Telmo Pievani National Geographic Salvatore Basile Rita Proietti Channel Gianni Borgna Roberto Catucci Gian Francesco Picchi Valter Invernali DIREZIONE PROGETTO UFFICIO RELAZIONI Elena Testa Vicepresidente Anna Cremonini Serena Puccio Radio3 Scienza ISTITUZIONALI LEGALE Andrea Mondello Eleonora Bordonaro Rosella Nobilia Responsabile PROMOZIONE CONSULENZA SCIENTIFICA Amministratore Elena Guerriero Jacopo Romoli Giovanni Cioffarelli Elisa Moro delegato Noemi Quarantelli DIREZIONE COMMERCIALE, Carlo Fuortes Lucia Rinaldi Nicoletta Capasso RESPONSABILE Chiara Zarcone FUND RAISING, OPERATIVO Valentina Battistella ORGANIZZAZIONE Consiglieri Irene Tiberi E LEGALE Claudia Ribet Luigi Abete Direttore AREA MANUTENZIONE UFFICIO AUDITING Domenico Pimpinella E PROGETTI REDAZIONE TESTI Bruno Cagli AREA ALLESTIMENTI INTERNO ARCHITETTONICI Eva Filoramo SCENICI LEGGE 231, Antonio Calabrò COMMERCIALE E Responsabile RELAZIONI ESTERNE Direttore AREA GESTIONE RESPONSABILE SPONSOR Francesco Gaetano Federica Gilardi Saverio Genovese Antonella Belliazzi RISORSE UMANE Caltagirone Responsabile Innocenzo Cipolletta Gino Campoli Berta Zezza Filippo Spinella Responsabile UFFICIO STAMPA FESTIVAL Roberto Starnoni Vittorio Calzetta Mauro Mancini Ex Libris Comunicazione Giovanni Ferreri COOORDINAMENTO Daniele Sotgiu RELAZIONI ESTERNE Franco Capobianchi Franca Mazzei Gianni Letta Alessio Patriarca Andrea Cocco Massimiliano Cervini Giovanni Malagò ORGANIZZAZIONE MOSTRE Fiorenza Cavalieri Fabrizio Silvi Mario Marazziti COMMERCIALE Anna Cestelli Guidi Massimo De Gennaro Giorgio Manni Michele Mirabella Ginevra Mazzacurati Cesare Romiti Ruth Weiner Graells PRODUZIONI AUDIOVISIVE AREA COMUNICAZIONE AREA AMMINISTRAZIONE Maurizio Tucci Nicola Calocero Responsabile SVILUPPO NUOVE INIZIATIVE Responsabile José Manuel Irigoyen EDITORIALI E NUOVI Daniele Schirra SEGRETERIA PRODOTTI COMMERCIALI Collegio dei revisori Noemi Di Muro Valeria Battisti DEL PRESIDENTE dei conti Responsabile Paolina Baruchello Lorenza Bonaccorsi Gianfranco Gentili Maria Laura Proietti Presidente Elena Fiorà Cristiana Tagliavanti Simona Geraci Luigi Pezzi Elisabetta Andrea Figus De Lorenzis Marco Longhi Eleonora Donati Alessandro Bonura Corrado Morgia Costantino Vivirito Demetrio Minuto Alessandra FUND RAISING AREA ACQUISTI, AFFARI Menichincheri ESVILUPPO GENERALI, BUDGET SEGRETERIA Alessandra E CONTROLLO DELL’AMMINISTRATORE Sito Internet di Michele Bragadin DI GESTIONE DELEGATO e Turismo Libero Cirigliano Responsabile Paola Formica Francesca Pompili Eleonora Pinchiurri Gabriele Coppa Enrica Stramigioli UFFICIO STAMPA Francesca Pulcini Gloria Bozza Maria Grazia Anna Maria Forlenza Andrea Repaci Cardarello Responsabile Massimo Pasquini Elena Vitali OPERATIVO UFFICIO BIGLIETTERIA Traduzioni Marta Fontana E PROMOZIONE Scriptum S.r.l. Giorgio Enea Responsabile Teodora Cosmidis Marianna Addeo Responsabile Gianluca Magi Progetto grafico e Federica De Filippis impaginazione Francesca Donnini Marco Sauro Maura Fois Federica Rossit Stampa catalogo Valentino Di Stefano O.GRA.RO., Roma Mariangela Lardo S O C I F O N D A T O R I
  3. 3. P R O D OT TO DAL L A F O N DA Z I O N E M U S I CA PE R R O MA , I N C O L L A -B O RA Z I O N E C O N C O D I C E . I D E E PE R L A C U LT U RA , va in scena negli spazidell’Auditorium, dal 20 al 23 gennaio, il Festival delle Scienze 2011, alla sua sesta edizione ededicato quest’anno a La Fine del Mondo. Istruzioni per l’uso. Il tema è di quelli che hannosempre affascinato e insieme spaventato l’umanità, almeno da quando essa ha cominciatoa porsi le fatidiche domande: chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo. Non soltanto le reli-gioni hanno cercato di dare una risposta a questi interrogativi, ma anche la filosofia, la lette-ratura, l’arte. Da molti è stata sottolineata l’attrazione che proviamo per l’ignoto e per il miste-ro o anche il “delightfull horror”, il sentimento che ci procura paura, se non terrore misto a pia-cere, e che scaturisce da spettacoli, accadimenti o profezie tanto più grandi di noi, ma capacidi suscitare curiosità, emozioni estetiche e persino slanci mistici. L’argomento della fine delmondo è oggi affrontato prevalentemente da scienziati e torna periodicamente nel dibattito gior-nalistico di fronte alle previsioni, spesso non positive, sulla evoluzione del clima, i problemi ener-getici, la scarsità delle materie prime o sul pericolo, mai scongiurato, di un olocausto nucleare.Il Festival racconta tutto ciò e si articola in lectio magistralis, dialoghi, incontri, dibattiti, aperitivi scien-tifici, eventi per le scuole, spettacoli, concerti, con la presenza di scienziati famosi, ma anche di storici,filosofi, scrittori. È prevista, tra le altre, una serata particolare in cui si potranno ascoltare musiche di PhilipGlass e Karlheinz Stockhausen, insieme alle sonorità arcane dei monaci del monastero tibetano di Drepung,con la partecipazione dell’orchestra e del coro del Conservatorio di Santa Cecilia e del Parco della MusicaContemporanea Ensemble. L’Apocalisse entra dunque nelle sale dell’Auditorium proponendo quesiti cruciali sulfuturo della terra. Di fronte a tali incognite pensiamo di poter azzardare una risposta con le parole ironiche del gran-de fisico inglese Stephen Hawking che afferma: “…quand’anche l’universo fosse destinato al collasso, posso dire con fidu-cia che non smetterà di espandersi per almeno dieci miliardi di anni. Non mi attendo di vivere abbastanza per vedermi accusa-re da qualcuno di aver sbagliato”. G IANNI B ORGNA • P RESIDENTE F ONDAZIONE M USICA PER R OMA C ARLO F UORTES • A MMINISTRATORE D ELEGATO F ONDAZIONE M USICA PER R OMA
  4. 4. T H E 2011 F E STIVAL D E L LE S C I E N Z E , P R O D U C E D BY F O N DA Z I O N E M U S I CA PE R R O MA I N C O L L A B O -RATI O N W I T H C O D I C E . I D E A PE R L A C U LT U RA , will be held in the spaces of the Auditorium from 20 – 23 January. This 6thedition of the Festival is devoted to “La Fine del Mondo. Istruzioni per l’uso”. (The End of the World. Instructions for Use). This is a theme that hasalways both fascinated and scared humanity, at least since we started asking ourselves fundamental questions like: Where do we come from?What are we? Where are we going? Not only the various religions, but also schools of philosophy, literature and art, have sought to answer thesequestions. Many people have pointed out that we are attracted by the unknown and the mysterious, and also the feeling of “delightful horror”,that mixture of fear – if not actual terror – and pleasure aroused by entertainment, real events or prophecies that are much bigger than we are,yet capable of stimulating our curiosity and triggering aesthetic emotions and mystical experiences. Today, the end of theworld is a subject mainly dealt with by scientists. Nevertheless, it periodicallybecomes the focus of journalistic debate when fore-casts – often negative – are maderegarding climate change,energy problems, theshortage of raw materials,and even the danger –always with us – of a nuclear holo-caust. The Festival explores all of these issuesthrough lectures, conversations, encounters, debates, science aperitifs,events for schools, performances and concerts, with the help of famous scientists and also historians, philosophers andwriters. There will also be, among others, a special evening featuring music by Philip Glass and Karlheinz Stockhausen performed by the orche-stra and choir of the Conservatorio di Santa Cecilia and the Parco della Musica Contemporanea Ensemble, and complemented by the arcanechants of the monks at the Drepung Monastery in Tibet. The Apocalypse is making its entrance at the Auditorium, raising crucial questions aboutthe future of our planet. Faced with such enigmas we can only hazard a response, like the ironical one given by the eminent English physicistStephen Hawking who said that even though the universe is destined to collapse, he is confident that it will not stop expanding for at least tenbillion years, and does not expect to live long enough to see himself accused of being wrong. G IANNI B ORGNA • P RESIDENT F ONDAZIONE M USICA PER R OMA C ARLO F UORTES • CEO F ONDAZIONE M USICA PER R OMA
  5. 5. F RA C I N Q U E M I LIAR D I D I AN N I I L S O LE si espanderà in una gigante rossa travolgendo la fragile teoria dei suoi pianeti. Maforse già prima la nostra galassia avrà iniziato a scontrarsi con quella di Andromeda, in una meravigliosa danza stellare che durerà milioni dianni e alla quale nessun umano, forse, potrà assistere. La specie umana, su scala evoluzionistica, è ancora giovane: ha meno di 200mila anni“soltanto”. Tuttavia ha innescato un’evoluzione culturale e tecnologica rapidissima e potenzialmente fuori controllo. Quali sono i rischi che corria-mo e che cosa ci dice la scienza a riguardo? Tutte le culture hanno mostrato nel corso della storia una speciale fascinazione per la “fine delmondo”. Nei miti, nelle religioni e nelle espressioni artistiche troviamo spesso la convinzione che un giorno il tempo finirà. Oggi questa attrazio-ne traspare dai meccanismi mediatici, che esaltano le facili sensazioni connesse a questi temi, per esempio fraintendendo e distorcendo antiche profezie. Un appuntamento è già fissato: nel dicembre 2012, se la fine del mondo non sarà arrivata dovremo puntualmente chiederne conto a chi l’a- veva annunciata o blandita a proprio uso e consumo. Ma al di là delle suggestioni che invadono l’immagi- nario collettivo, che cosa sappiamo realmente della fine della specie umana e del pianeta che ci ospita? Stiamo sottovalutando o sopravvalutando le potenziali cause di una catastrofe? Se l’estinzione fosse davvero vicina, sapremmo prevederlo? E se fosse lontana, per evitar-la saremmo capaci di un investimento etico così lungimirante? Un’intelligenza artificiale che si ribella al genere umano, la collisione con un aste-roide, una pandemia fuori controllo, e poi ancora attacchi terroristici globali, guerre nucleari, improvvise glaciazioni, crisi climatiche, o forse piùsemplicemente una specie umana divenuta insostenibile per la biosfera: le possibili cause della fine sono alquanto variegate. Perché molte civil-tà sono andate incontro al collasso senza fermarsi prima? E poi, come sarà il mondo quando non ci saranno più esseri umani ad abitarlo? IlFestival delle Scienze di Roma 2011 affronterà questi temi dalla prospettiva della scienza più avanzata, riunendo i grandi nomi della ricerca scien-tifica internazionale di frontiera, ma anche filosofi e storici della scienza, osservatori ed esperti per capire e discutere, non senza una dose di salu-tare ironia, che cosa sappiamo davvero della “fine del mondo”. V ITTORIO B O • T ELMO P IEVANI D IREZIONE SCIENTIFICA
  6. 6. F IVE B I L LI O N YE AR S F R O M N O W , T H E S U N will expand into a red giant sweeping away the fra-gile theory of its planets. But perhaps even before this our galaxy will have begun to collide with Andromeda, ina marvellous stellar dance that will last millions of years and which, perhaps, no human will ever be able towitness. The human race is still young on the evolutionary scale: it is “only” less than 200,000 years old. Yetit has set off a cultural and technological evolution that is extremely fast and potentially out of control. Whatrisks are we running and what does science tell us about them? During the course of history, all cultures haveshown a special fascination for “the end of the world”. In legends, religions and artistic expressions, we oftenfind the conviction that one day time will come to an end. Nowadays, this fascination is revealed in thevarious media systems which make the most of the easy sensationalism surrounding such topics, for exam-ple by misinterpreting and distorting ancient prophecies. One date has already been set: December 2012.If the end of the world does not arrive then we should demand an explanation from those who haveannounced this date or made use of it for their own ends and profit. But apart from these fascinations thatinvade the collective imagination, what do we really know about the end of the human race and the pla-net that is host to us? Are we underestimating or overestimating the potential causes of a catastrophe? Ifextinction were really very close, would we be able to predict it? And if it were a long way off, would we becapable of making the far-sighted ethical investment that could prevent it? An artificial intelligence that rebelsagainst the human race, collision with an asteroid, a pandemic that gets out of control, or global terroristattacks, nuclear wars, sudden ice ages, climatic crises, or perhaps more simply, a human race that has beco-me unsustainable for the biosphere: there are all kinds of different possible causes for the end. Why have somany civilizations headed towards collapse without stopping before they reached it? And what will the world belike when there are no longer any human beings living on it? The Rome 2011 Festival delle Scienze will tackle thesetopics from the perspective of the most advanced science, bringing together the great names from the frontiers ofinternational scientific research, but also philosophers, science historians, observers and experts, to understand and dis-cuss, not without a healthy dose of irony, what we really know about “the end of the world ”. V ITTORIO B O • T ELMO P IEVANI S CIENTIFIC DIRECTION
  7. 7. ProgrammaGIOVEDÌ 20 VENERDÌ 21 SABATO 22Sala Petrassi ore 9,30 Sala Petrassi ore 9.30 Teatro Studio ore 11Proiezione film National Geographic Proiezione film National Geographic Lectio magistralisChannel per le scuole Channel per le scuole LA “FOLLE CORSA” DELUN MONDO SENZA PETROLIO QUANDO LA TERRA SMETTE POPOLAMENTO UMANO. SETTEintroduce Ugo Bardi DI GIRARE MILIARDI, E QUANTI ANCORA? introduce Antonio Meloni Massimo Livi BacciSala Petrassi ore 11 introduce Telmo PievaniProiezione film National Geographic Sala Petrassi ore 11Channel per le scuole Proiezione film National Geographic Sala Petrassi ore 12SOVRAPPOPOLAMENTO Channel per le scuole Dialogointroduce Giovanni Spataro TRADITI DAL SOLE TERREMOTI, TSUNAMI, URAGANI introduce Mauro Messerotti E ALTRE CATASTROFISala Petrassi ore 19 Mary Comerio, William M. WhiteLectio magistralis Sala Petrassi ore 16 introduce Marco FerrariBLUES DELLA FINE DEL MONDO DialogoIan McEwan GUIDA ALLA FINE DEL MONDO: Sala Petrassi ore 16introduce Vittorio Bo TUTTO QUELLO CHE NON AVRESTE Dialogo MAI VOLUTO SAPERE APOCALISSI DEL PASSATO:BArt ore 19,30 Enrico Euli, Bill McGuire LE ESTINZIONI DI MASSAAperitivo scientifico introduce Telmo Pievani Michael Benton, Peter WardCRISI CLIMATICA: DALLA NEGAZIONE introduce Telmo PievaniAL PANICO? Sala Petrassi ore 18Stefano Caserini Dialogo Teatro Studio ore 17introduce Giovanni Spataro IL LONTANO DESTINO FINALE Dialogo DELLA TERRA DECRESCITA FELICE O DEPRESSIONE?Sala Sinopoli ore 21 (CON QUALCHE SERIO RISCHIO QUANTO LA FELICITÀ DIPENDETRANS NEL FRATTEMPO) O NON DIPENDE DAL PILLA CHIAVE SEGRETA VERSO Lisa Randall, Robert Smith, Stefano Bartolini, Leonardo BecchettiL’IMMORTALITÀ Giovanna Tinetti introduce Rossella PanareseMusiche di Karlheinz Stockhausen introduce Andrea Bernagozzie Philip Glass Sala Petrassi ore 18Bardo Thodol - Il libro tibetano dei morti BArt ore 18,30 Dialogo Aperitivo scientifico FINE DEL PETROLIO, PREMIAZIONE CONCORSO FINE DEL MONDO? “LA CATTIVA SCIENZA IN TV” Kjell Aleklett, Ugo Bardi Claudio Pasqua, Emilio Sassone Corsi introduce Marco Cattaneo introduce Federico Taddia BArt ore 19 Sala Sinopoli ore 21 Aperitivo scientifico L’ULTIMA ASTRONAVE BUCHI NERI, ACCELERATORI Spettacolo di e con Stefano Benni E FINE DEL MONDO Gian Francesco Giudice introduce Claudia Di Giorgio
  8. 8. DOMENICA 23Sala Petrassi ore 11 BArt ore 19Dialogo Aperitivo scientificoA QUANDO LA FINE LA VERA FINE DEL MONDO...DEI MAYADELLUMANITÀ Giovanni SabatoE COME SARÀ IL MONDO introduce Giovanni SpataroSENZA DI NOI?Alan Weisman, Willard Wells Sala Petrassi ore 21introduce Telmo Pievani Serata National Geographic Channel I MARZIANI SIAMO NOITeatro Studio ore 12 Giovanni BignamiIncontro introduce Claudia Di GiorgioIL NORTH SLOPE DELLALASKA:LA FINE DEL MONDO ALLA FINEDELLA TERRA?Bill Streeverintroduce Marco CattaneoSala Petrassi ore 16Lectio magistralisEPIDEMIE E PANDEMIE: LA GUERRASENZA FINE TRA LUOMO E I MICROBIGiuseppe Ippolitointroduce Letizia GabaglioTeatro Studio ore 17Lectio magistralisIL SENSO DELLA FINE. COME ILMONDO CESSÒ DI ESSERE ETERNORemo Bodeiintroduce Vittorio BoSala Petrassi ore 18DialogoLA FINE DEL MONDO: SCIENZA EDETICA DELL’ESTINZIONE UMANAMassimiano Bucchi, Brandon Carter,John Leslieintroduce Telmo Pievani
  9. 9. LectioMagistralis
  10. 10. Giovedì 20 Sala Petrassi ore 19 BLUES DELLA FINEm) sauro DEL MONDO Ian McEwan Introduce Vittorio Bo Lumanità si è sempre lasciata incantare dai racconti che annuncia- vano la sua totale distruzione: gli ultimi giorni, il tempo della fine, lestinzione della vita sul pianeta. Oggi, la fantasia di una fine vio- lenta e collettiva risorge nei movimenti apocalittici: pacifici o belli- cosi, musulmani o cristiani ma tutti capaci di influenzare la politica contemporanea. Assistiamo allimponente risorgere del pensiero apocalittico, perché la scienza e la cultura della ragione non sono anco- ra riuscite a trovare una mitologia che possa competere con il fascino della fine. Ma se la credenza apocalittica è una funzione della fede, quellintima convinzione che non richiede alcuna conferma, allora lantidoto non è tanto la ragione quanto limpulso umano alla curiosità. Perché il mandato della nostra maturità è agire con saggezza, scegliendo tra salvezza e autodistruzione. Da un maestro della letteratura contemporanea, una riflessione provocatoria e sorprendente sui modi di guardare alla nostra esistenza collettiva. THE DAY OF JUDGMENT Mankind has ever been enthralled by stories announcing his total destruction: the final days, the end times, and the extinction of life on this planet. Today, the fantasy of a violent, collective demise has returned in the form of apocalyptic movements. Pacific or bellicose, Islamic or Christian, there is no doubt that they are capable of imposing an influence on contemporary politics. We are witnessing a significant resurgence of apocalyptic thought because science and rational culture are yet to find a mythology capable of competing with the attraction of the end. If it is true that apocalyptic beliefs are a function of faith, an intrinsic conviction that does not require any confirmation, the antidote cannot be reason but rather the human impetus towards curiosity. The mandate of our maturity is to act with wisdom, as we choose between salvation and self-destruction. This master of modern literature offers us a provocative and surprising excursus through a variety of ways that we can look at our collective existence.
  11. 11. Sabato 22 Teatro Studio ore 11 LA “FOLLE CORSA” DEL POPOLAMENTO UMANO. SETTE MILIARDI E QUANTI ANCORA? Massimo Livi Bacci Introduce Telmo PievaniPerché la popolazione della Terra sfiora oggi i sette miliardi diindividui? Può sembrare una domanda oziosa, ma non lo è. Permolte migliaia di anni, infatti, la popolazione mondiale è statamille volte inferiore al livello attuale; d’altra parte, c’è chi sostie-ne persino che il nostro pianeta potrebbe ospitare una popola-zione dieci volte più numerosa di quella presente. Come si determina allora, nelle varie epoche, la dinamica demografica? Come influi-scono su di essa mutamenti climatici e catastrofi naturali, epidemie e guerre, migrazioni e sviluppo economico, tecnologia e cultura? Lascomparsa di interi popoli nel corso della storia dimostra che non esiste un meccanismo di regolazione automatica tra il livello dellerisorse e quello della popolazione. Nel tracciare la storia della popolazione mondiale dal neolitico ai nostri giorni, il demografo Livi Baccidelinea, per il futuro, un percorso in cui essa dovrà cercare un prudente equilibrio tra vincoli ambientali e risorse limitate.HUMAN POPULATION’S “MADCAP DASH". 7 BILLION, AND STILL MORE TO COME…Why is the Earths population now almost 7 billion? This may seem like a futile question, but it isnt. For many thousands of years,the world’s human population was a thousand times lower than it is today. On the other hand, some people claim that our planetcan cope with a population 10 times what it is today. What has conditioned population trends through history? How is populationimpacted by climate change, natural catastrophes, epidemics, wars, migration, economic development, technology and culture? Thefact that entire populations have been wiped out through history demonstrates that there is no such thing as an automatic mechanismfor regulating the equilibrium between resources and population levels. Examining the history of human population on the planetsince Neolithic times, demographer Livi Bacci outlines a future in which we ideally seek a prudent balance between environmentalconstrictions and limited resources..
  12. 12. Domenica 23 Sala Petrassi ore 16 EPIDEMIE E PANDEMIE: LA GUERRA SENZA FINE TRA LUOMO E I MICROBINel passato gli essere umani sono stati decimati da epidemie che hanno colpito le Giuseppe Ippolitopopolazioni in modo violento; ancora oggi, anche nei paesi del cosiddetto primo Introduce Letizia Gabagliomondo, assistiamo alla nascita di nuove minacciose malattie nonché alla ricompar-sa di vecchi mali, in particolare nei paesi in via di sviluppo. Tuttavia le epidemie, ele ancora più invasive e pervasive pandemie, non rispettano i confini nazionali: ilfallimento delle misure di controllo in un paese può mettere a rischio i paesi vicini e, di conseguenza, la salute dell’umanità intera. Limpattodi queste malattie è aggravato a causa della crescita demografica, dei livelli sempre più alti di povertà e delle conseguenze di catastrofi natura-li o causate dall’uomo. In questo scenario, quali sono le possibiltà concrete che l’umanità sia destinata a estinguersi a causa della perdita dellaguerra combattuta contro i microbi?EPIDEMICS AND PANDEMICS: THE RESULT OF THE ENDLESS COMPE TITION BE T WEEN MAN ANDMICROBESIn the past, human beings have been decimated by epidemics that have had a violent effect on populations; nowadays, even in so-calledfirst world countries, we are still witnessing the development of new, threatening diseases as well as the return of older diseases, especiallyin developing countries. But epidemics, and the still more invasive and pervasive pandemics, do not respect national borders: the failure ofcontrol measures in one country can place at risk all the neighbouring countries, and consequently the health of the entire human race. Theimpact of these diseases is aggravated by population growth, ever-increasing rates of poverty and the consequences of disasters, whethernatural or manmade. Against this background, what are the real possibilities that humanity is destined for extinction as a result of losing thewar against microbes?
  13. 13. Domenica 23 Teatro Studio ore 17 IL SENSO DELLA FINE. COME IL MONDO CESSÒ DI ESSERENella cosmologia antica l’universo era considerato eterno, non creato, indistruttibile, capa-ce di rigenerarsi dopo ogni periodica distruzione. Il primo sospetto che anche il mondo ETERNO Remo Bodeisopralunare degli “splendidissimi astri” potesse essere affetto da mortalità lo ebbe l’astro- Introduce Vittorio Bonomo Ipparco di Nicea attorno al 134 a.C., quando scoprì una nuova stella che gli sem-brò non essere stata presente prima. Fu il cristianesimo a decretare la fine dell’eternitàdel mondo, che non solo ha avuto un inizio, ma avrà una durata breve, e finirà catastro-ficamente. La storia umana procederà verso il peggio (l’idea moderna di progresso è stataun rovesciamento di questa tesi). Per secoli si imporrà un’ermeneutica dei segni progno-stici che annunciano il declino e la distruzione, travalicando l’ambito religioso per investi-re la vita civile e politica: guerre, carestie, corruzione e, recentemente, armi nucleari o epidemie incontrollabili.THE MEANING OF THE END. HOW THE WORLD CEASED TO BE E TERNALIn ancient cosmology, the universe was considered eternal, not created; indestructible and capable of regenerating itself after every periodical destruction. Thefirst inkling that the superlunary world of the “most splendid heavenly bodies" could be affected by mortality was voiced by astronomer Hipparchus of Niceaaround 134 B.C., when he discovered a new star that he thought hadnt been there previously. Christianity declared an end to the worlds eternity: not onlydid the world have a beginning, it would not last for long, and it would end catastrophically. Human history was heading downhill (the modern idea of progressis this very same hypothesis reversed). For centuries, a hermeneutics of prognostic signs announced decline and destruction, before moving from the religioussphere to civil and political life: wars, famines, corruption and, more recently, nuclear weapons/unstoppable epidemics.
  14. 14. Dialoghi
  15. 15. Venerdì 21 Sala Petrassi ore 16GUIDA ALLA FINEDEL MONDO: TUTTOQUELLO CHE NONAVRESTE MAI VOLUTO Bill McGuire ci illustrerà come gli Eventi Geofisici Globali (EGG) siano fenomeni naturali suf-SAPERE ficientemente potenti da causare la fine del nostro mondo. Un EGG può ripercuotersi a livel- lo globale provocando per esempio un fortissimo raffreddamento a seguito di una super-Enrico Euli *, Bill McGuire eruzione vulcanica o di un impatto con un enorme asteroide; oppure può comportare rami-Introduce Telmo Pievani* (in videoconferenza dallIsola di Pasqua) ficazioni a catena per leconomia globale e per il tessuto sociale di una zona colpita da cata- strofe, come nel caso di uno tsunami di dimensioni oceaniche o di un disastro in una zona strategica (ad esempio un terremoto di proporzioni gigantesche a Tokyo). Enrico Euli, che parteciperà in videoconferenza dallIsola di Pasqua, ci spiegherà come gli abitanti di quelli- sola si sono estinti. Essi, infatti, già da tempo adottavano pratiche comportamentali orienta- te allautodistruzione, il che confermerebbe che, di fronte a una catastrofe, le nostre prime reazioni sembrano essere la rimozione e il rifiuto. Lumanità dovrebbe quindi impegnarsi in un processo di cambiamento improntato soltanto alla "pedagogia delle catastrofi"? GUIDE TO THE END OF THE WORLD: EVERY THING YOU WOULD RATHER NEVER HAVE KNOWN Bill McGuire will show how the Global Geophysical Events (GGEs) are natural phenomena big enough to end the world as we know it. A GGE may have a global physical effect, such as severe cooling following a volcanic super-eruption or large asteroid impact, or may involve knock- on ramifications for the global economy and social fabric of a regional catastrophe, such as an ocean-wide mega-tsunami, or a local disaster at a strategic location, such as the forthcoming major Tokyo earthquake. Enrico Euli, who will participate via videoconference from Easter Island, will tell about when the inhabitants of Easter Island extinguished. They were since a significant period of time subject to a behaving practice oriented towards self-destruction. That is to say that, vis-a-vis a catastrophe, our immediate reactions appear to be removal and denial. Should we engage in a process of change based only on a "pedagogy of catastrophes" ?
  16. 16. Venerdì 21 Sala Petrassi ore 18IL LONTANO DESTINOFINALE DELLA TERRA(CON QUALCHE SERIORISCHIO NELFRATTEMPO) Asteroidi killer, esplosioni di particelle energetiche dal Sole, raggi gamma letali emessi da unaLisa Randall, Robert Smith, Giovanna Tinetti supernova vicina, una nebulosa che avvolge il Sistema Solare con un campo elettromagneti-Introduce Andrea Bernagozzi co nocivo, il nostro pianeta inghiottito da un buco nero a spasso per lo spazio o prodotto per sbaglio da un acceleratore di particelle: per la fisica e lastronomia moderne sembra esserci solo l’imbarazzo della scelta quando si pensa a fenomeni che possono provocare la fine del mondo. C’è qualcosa di vero dietro queste possibilità? Vedremo insieme che la scienza, spes- so associata a visioni catastrofiche del domani, ci permette di dormire sonni (abbastanza) tranquilli ancora per diversi... miliardi d’anni, quando avverranno tre processi che porteranno inevitabilmente alla fine del mondo come noi lo conosciamo: la turbolenta fase finale della vita del sole, la collisione tra la nostra galassia e quella di Andromeda, la continua espansio- ne dell’universo. THE EARTH’S DISTANT FINAL DESTINY (PLUS A FEW SERIOUS RISKS ALONG THE WAY) Killer asteroids, explosions of energetic particles from the Sun, deadly gamma rays emitted by a nearby supernova, a nebula surrounding the solar system with a harmful electromagnetic field, our planet swallowed by a black hole passing by in space or generated by accident in a particle accelerator: physics and astronomy seem to be spoiled for choice with respect to phenomena that can bring about the end of the world. Is there something true behind these options? Together we will see that science, often associated with catastrophic views of the future, allows us to sleep (fairly) easy for several more... billion years, when three processes that will lead inevitably to the end of the world as we know it will take place: the final stage of the turbulent life of the Sun, the collision between our galaxy and Andromeda, the continuing expansion of the universe.
  17. 17. Sabato 22 Sala Petrassi ore 12 TERREMOTI, TSUNAMI, URAGANI E ALTRE CATASTROFI Mary Comerio, William M. White Introduce Marco FerrariMary Comerio è docente di architettura a Berkeley, Università della California, ed èriconosciuta a livello internazionale come unautorità nel campo della ricostruzionea seguito di disastri. Ha trascorso la maggior parte degli ultimi 25 anni in missioniricognitive nelle zone colpite da tragedie di questo genere: a Kobe, a Città delMessico, nel Sichuan e ad Haiti dopo i terremoti. In un libro pubblicato nel 1998Comerio ci mette in guardia sul fatto che se non vengono adottate politiche nuove, disastri naturali come terremoti e uragani seguiteranno alasciare dietro sé una scia di catastrofi economiche e abitative. A integrare questo punto di vista, il geologo e vulcanologo William White ci spie-gherà cosè una catastrofe e come – ma soprattutto se – può essere evitata o quantomeno pronosticata. In effetti è di estrema importanzache scienziati e architetti lavorino fianco a fianco per prevenire le catastrofi e ridurre al minimo i rischi.EARTHQUAKES, TSUNAMIS, HURRICANES AND OTHER CATASTROPHESMary Comerio, a professor of architecture at UC Berkeley, is an internationally recognized authority on post-disaster reconstruction issues. Shehas spent much of the past 25 years on reconnaissance missions to the scenes of such tragedies as Kobe, Mexico City, Sichuan and Haitiearthquakes. In a 1998 book she warned that unless new policies are adopted, natural disasters such as hurricanes and earthquakes willcontinue to leave economic and housing ruin in their wake. In addition to her point of view, the geologist and vulcanologist William White willexplain what a catastrophe is, and how and most of all if it can be avoided or at least forecast. In fact, it is of outermost importance thatscientists and architects work together in order to prevent catastrophes and minimize risks.
  18. 18. Sabato 22 Sala Petrassi ore 16 APOCALISSI DEL PASSATO: LE ESTINZIONI DI MASSA Michael Benton, Peter Ward Introduce Telmo PievaniNella storia della Terra le estinzioni di massa sono state numerose,anche se probabilmente la più famosa è quella che 65 milioni dianni fa ha comportato la scomparsa dei dinosauri terrestri. In quel-loccasione non furono solamente i dinosauri ad estinguersi: qualun-que sia stata la causa della loro scomparsa, essa provocò anche le-stinzione di circa il 70% di tutte le specie viventi sulla Terra. Sebbene i dinosauri fossero già entrati in una fase di declino, si pensa che laripresa della specie sia stata impedita da qualche evento catastrofico. Vi sono molte teorie sul motivo dellestinzione dei dinosauri: alcunedi esse sono alquanto bizzarre, ma altre sono considerate seriamente dalla comunità scientifica internazionale. In ogni caso, tra le cinquepiù grandi estinzioni di massa, ricordiamo quella accaduta 251 milioni di anni fa, verso la fine del Permiano, che fu talmente terribile dadistruggere circa il 90% della vita terrestre, inclusi i rettili dai denti a sciabola e le loro prede terresti grosse come rinoceronti, oltre a granparte dei pesci e ad altre specie marine. A quel tempo la vita sulla Terra stava quasi per scomparire del tutto.APOCALYPSES OF THE PAST: MASS EXTINCTIONSThere have been many mass extinctions throughout the history of the Earth. Probably the most famous is the extinction that finally sawthe end of the non avian dinosaurs reign on the Earth, 65 million years ago. It wasnt just the dinosaurs that died out in this extinction.Whatever caused the death of the dinosaurs also caused the death of around 70% of all of the species on the Earth. Although thedinosaurs had been in a period of decline, it is thought that their recovery was prevented by some sort of catastrophic event. There aremany theories about why the dinosaurs finally became extinct: some of them are a little outlandish, but others are taken very seriouslyby the international scientific community. Anyway, among the “Big Five” mass-extinctions, another one, occurred at the end of the Permianperiod 251 million years ago, was so dramatic that even 90 percent of life was destroyed, including saber-toothed reptiles and theirrhinoceros-sized prey on land, as well as vast numbers of fish and other species in the sea. That time, the life on Earth nearly died at all.
  19. 19. Viviamo in paesi ricchi e questo ci ha permesso di risolvere molti problemi. Ci siamo liberati dalla povertà di massa, abbiamo accesso ai beni di con-sumo, allistruzione, alla sanità, viviamo più a lungo e in modo più salubre. Nonostante questo, molti di noi sembrano vivere in uno stato di disagio edi malessere; in aggiunta, anche a livello collettivo, sembra quasi che la crescita economica si accompagni sempre, in tutto il mondo occidentale e occi-dentalizzato, a una decrescita del benessere psicologico. Perché? È davvero inevitabile che per divenire più ricchi economicamente dobbiamo per forzaessere poveri di relazioni, di benessere, di tempo, di ambiente naturale? Ne discutono gli economisti Stefano Bartolini e Leonardo Becchetti, quest’ul-timo anche alla luce della sua esperienza come Presidente del Comitato Etico di Banca Etica.FELICITOUS SLUMP OR DEPRESSION? HOW MUCH HAPPINESSDEPENDS OR DOES NOT DEPEND ON GDP Sabato 22 Teatro Studio ore 17Because we live in rich nations, we have been able to resolve many problems. We havefreed ourselves from mass poverty; we have access to consumer goods, education, and DECRESCITA FELICE Ohealthcare; we live longer and in better health. Despite all this, many of us seem to existin a state of discomfort and unease; whats more, societywide, anywhere in the Western DEPRESSIONE?or westernised world it’s almost as if economic growth is always accompanied by a slumpin psychological well-being. Why is this? Is it really inevitable that in order to become QUANTO LA FELICITÀeconomically rich, we must impoverish ourselves in terms of relationships, well-being, timeand the natural environment? Mulling these issues over are economists Stefano Bartolini DIPENDE O NONand Leonardo Becchetti, who draws on his experience as Chairman of the Ethics DIPENDE DAL PILCommittee at the Banca Etica. Stefano Bartolini, Leonardo Becchetti Introduce Rossella Panarese
  20. 20. Sabato 22 Sala Petrassi ore 18FINE DEL PETROLIO,FINE DEL MONDO? Negli ultimi anni, e in particolare dopo le guerre del Golfo Persico,Kjell Aleklett, Ugo Bardi il problema dei combustibili fossili è ritornato di grande interesse.Introduce Marco Cattaneo Quanto petrolio rimane? Quanto potrà durare? Quali alternative abbiamo? Siamo veramente di fronte allinizio di una serie di "guer- re per il petrolio" e, se sí, dove ci porteranno? Nel corso della tavo- la rotonda si propone un approfondimento sul petrolio e gli altri combustibili fossili partendo dai concetti di base, quelli di energia primaria e della nostra dipendenza da fonti non rinnovabili. Si esamineranno poi le prospettive future in base alle riserve rimaste, alle possibili strategie di consumo e alla disponibilità di tecnologie energetiche alternative. END OF OIL , END OF THE WORLD? In recent years, particularly since the Gulf Wars, the issue of fossil fuels has returned centrestage. How much oil is left? How long will it last? What alternatives do we have? Are we really on the verge of a series of "oil wars", and if so, where will they take us? This roundtable investigates oil and other fossil fuels starting from a basic question: primary energy supply and our dependence on non-renewable sources of fuel. The debate will focus on the future prospects of remaining reserves, potential consumption strategies, and the availability of alternative energy technologies.
  21. 21. Domenica 23 Sala Petrassi ore 11 A QUANDO LA FINE DELL’UMANITÀ E COME SARÀ IL MONDO SENZA DI NOI? Alan Weisman, Willard Wells Introduce Telmo PievaniNon è possibile calcolare la capacità di sopravvivenza della razza umana elencan-do pericoli e calcolando una stima esatta dei rischi; tuttavia possiamo ottenere dellestime attraverso mezzi indiretti che mettono a confronto la passata esposizione airischi sulla base della popolazione mondiale, del prodotto mondiale lordo, dellacrescita del numero dei brevetti di alta tecnologia e così via. I risultati dimostranoche i pericoli di carattere puramente naturale – per esempio limpatto con un asteroide – sono irrilevanti se paragonati a quelli causati dallat-tività umana, sia questa accidentale o intenzionale. E se alla fine la razza umana dovesse scomparire, in che modo la natura occuperà i nostrispazi, cancellerà le nostre tracce, e si occuperà del caos che avremo lasciato dietro di noi, dalle plastiche ai rifiuti chimici alle scorie nucleari eallanidride carbonica? Questo dibattito ci darà unidea di come la sorprendente capacità di ripresa della natura riuscirà alla fine a riparare i danniche abbiamo arrecato alla Terra e suggerirà il modo in cui lumanità potrebbe trovare una collocazione adeguata in un pianeta risanato, questavolta, però, in armonia e non in lotta con il resto della natura.WHEN WILL HUMANITY MEE T ITS END, AND HOW WILL THE WORLD LOOK WITHOUT US?It is not feasible to calculate survivability of the human race by listing hazards and estimating their risks. However, we can obtain estimatesby indirect means that compare past risk exposure based on world population, gross world product, growth of high technology patent issued,and so forth. Results show that purely natural hazards (e.g. asteroid strike) are negligible compared to potential hazards involving humanactivity, whether accidental or deliberate. And, if in the end humans disappear, how will nature occupy our spaces, erase our traces, and dealwhit messes we would leave behind, from chemicals to plastics to nuclear waste and CO»? This panel discussion will give a glimpse of hownatures surprising resilience can eventually heal the damage weve wreaked on the Earth, and also suggeste how humanity might find aproper niche in a restored planet – but this time in harmony, not mortal combat with the rest of nature.
  22. 22. Domenica 23 Sala Petrassi ore 18 LA FINE DEL MONDO: SCIENZA ED ETICA DELL’ESTINZIONE UMANA Esistono fattori in grado di sterminare in brevissimo tempo la specie umana: una guerra bat- teriologica; la sostituzione degli esseri umani da parte di computer intelligenti; un disastro Massimiano Bucchi, Brandon Carter, causato dallingegneria genetica; il "gray goo" dei nanorobot; un riscaldamento globale fuori John Leslie controllo; una nuova malattia mortale in un mondo inquinato e affollato. Sebbene il rischio Introduce Telmo Pievani di estinzione sembri a prima vista molto basso, esso potrebbe apparire molto più alto alla luce dell’"argomento del giorno del giudizio" elaborato da Brandon Carter: se gli esseri umani scomparissero rapidamente, considerando che oggi siamo in 6,5 miliardi e che il numero totale di esseri umani vissuti finora si aggira intorno ai 60 miliardi, vorrebbe dire che in mediacirca uno su dieci esseri umani avrebbe vissuto mentre voi ed io eravamo in vita; se invece lumanità continuasse a vivere, voi ed io rientreremmo nella classe dav-vero eccezionale dell"uno su diecimila" – beh, in realtà dovremmo esitare a classificarci come eccezionali, perché le probabilità di raggiungere quei numeri in futu-ro sono molto basse. L’argomento suggerisce, in sostanza, che è improbabile che la parte futura della storia umana, calcolata in termini di popolazione, possa supe-rare una certa soglia finita, e che l’estinzione potrebbe quindi essere più vicina di quanto pensiamo. La scomparsa dellumanità sarebbe un evento tragico, ma nonassumerebbe necessariamente la forma di unimprovvisa "fine del mondo". Una probabilità meno catastrofica è che la popolazione raggiunga un picco abbastan-za a breve, per poi avviarsi verso un declino dolce e relativamente prolungato.THE END OF THE WORLD: THE SCIENCE AND E THICS OF HUMAN EXTINCTIONThere are factors which might quickly exterminate the human species: germ warfare; intelligent computers replacing all humans; a genetic engineering disaster;a "gray goo" of nanomachines; a global warming runaway; a deadly new disease in a crowded, polluted world. Even if the risk of extinction at first seemed low,it could look far greater in the light of Brandon Carters "doomsday argument": If humans became extinct soon, roughly one in ten would have lived when youand I did; if they instead continued onwards, you and I could be in a very exceptional, "one in ten thousands" class; well, we should hesitate to classify ourselvesas very exceptional. The finitude argument suggests that is implausible that the future part of human history, calculated in terms of population, could be muchlarger than a specific quantity. Human extinction would be tragic. But this might need not happen as a sudden `doomsday cut-off. A less catastrophic likelihoodis for the population to peak quite soon, and then to undergo a relatively prolonged and gentle decline.
  23. 23. Incontri
  24. 24. Domenica 23 Teatro Studio ore 12 IL NORTH SLOPE DELLALASKA: LA FINE DEL MONDO ALLA FINE DELLA TERRA? Bill Streever Introduce Marco CattaneoParliamo spesso della "fine del mondo" in termini generali, ma per una migliore Incontro a cura dell’editore EDTcomprensione dovremmo addentrarci nei dettagli. Osserviamo da vicino la regionepolare del North Slope in Alaska e troveremo un mondo in continuo cambiamento:un mondo colpito dai mutamenti climatici, economici e tecnologici tutti interconnes-si gli uni agli altri. È un mondo che si sta trasformando molto velocemente tanto chela fine sembra vicina. In fondo si tratta di una prova dellingenuità umana; le persone continuano a lottare per la vita mentre la banchisa scom-pare durante lestate, le riserve di gas e petrolio si esauriscono, i modelli migratori degli uccelli cambiano, i temporali si fanno sempre più fre-quenti, le terre vengono erose dal mare, gli orsi polari e le balene perdono il loro habitat naturale. Questi cambiamenti non possono essere fer-mati. Ciò che accade qui, allestremo nord antropizzato, è soltanto un preavviso di ciò che potrebbe accadere alle popolazioni che vivono in areepiù calde. Qui possiamo verificare il modo in cui la scienza può sensibilizzare i decision maker riguardo alle difficili scelte da fare, mettendo inluce la necessità di attente riflessioni e limportanza della cooperazione tra i vari settori, superando barriere istituzionali e diversità culturali.THE NORTH SLOPE OF ALASKA: THE END OF THE WORLD AT THE END OF THE EARTH?We often talk of “the end of the world” in general terms, but for true understanding we must look closely. Zoom in on Alaska’s North Slope andfind a world in flux—a world affected by climate change, economic change, and technological change, all interrelated. It is a world transformingso quickly that it feels like the end is near. But really, it is a test of human ingenuity. People struggle as summer sea ice disappears, as oil andgas resources are depleted, as bird migration patterns change, as storm events grow worse, as villages erode into the sea, as polar bears andwhales lose habitat. These changes cannot be stopped. What happens here, at the northern edge of human settlement, may be a harbingerof the future for people in warmer realms. It is here where we may see how science can inform decision makers about the tough choicesahead, about the need for careful deliberation, and, ultimately, about the importance of cooperation across sectors, across institutionalboundaries, and across cultures
  25. 25. AperitiviScientifici
  26. 26. Giovedì 20 BArt ore 19.30CRISI CLIMATICA:DALLA NEGAZIONEAL PANICO?Stefano CaseriniIntroduce Giovanni SpataroIn collaborazione conLe Scienze Il tema del cambiamento climatico riceve quotidianamente sempre maggior attenzione, con affermazioni e considerazioni spesso contrad- dittorie. Da un lato, la stragrande maggioranza della comunità scientifica ritiene inequivocabile l’attuale surriscaldamento del Pianeta e ritie- ne elevata la probabilità che nei prossimi decenni il Pianeta dovrà fronteggiare cambiamenti climatici, originati dalle attività umane, molto pericolosi per le persone e gli ecosistemi che lo abitano. All’opposto, ancora spazio trovano sui media le voci che negano l’esistenza stes- sa del problema, la sua gravità o le responsabilità umane. Sembra che in molti non vogliano affrontare la gravità della crisi climatica. Lo sforzo necessario per contrastare i cambiamenti climatici rappresenta qualcosa di epocale, richiede una rapida conversione delle tecnolo- gie con cui si produce e consuma l’energia nonché una modifica degli stili di vita. Un cambiamento possibile, che permetterebbe di evi- tare molti rischi connessi ai cambiamenti del clima. CLIMATE CRISIS: FROM DENIAL TO PANIC? Every day, the media resounds with an increasing number of assertions and counter-assertions about climate change. The vast majority of the scientific community has no doubt that the Planet is currently overheating, and that there is a high probability that over the next few decades the planet will have to cope with climate change generated by human activity that will imperil human beings and the ecosystems in which they live. At the other end of the spectrum, there is still room in the media for people who deny that the issue even exists, let alone the weight of human responsibility. It seems that there are plenty of people who prefer not to acknowledge the seriousness of the climate crisis. It will require a step change to combat climate change, including the rapid conversion of technologies used to generate and consume energy, and changes to the way we live. Such change is possible. Such change would allow us to avert many of the risks associated with climate change.
  27. 27. Venerdì 21 BArt ore 18.30 PREMIAZIONE CONCORSO “LA CATTIVA SCIENZA IN TV” Claudio Pasqua, Emilio Sassone Corsi Introduce Federico Taddia Il gruppo «(Cattiva) Scienza in TV» in modo ironico e divertente ha come obiet- tivo smascherare chi, sul piccolo schermo, cerca di utilizzare la nostra credulità popolare spacciandosi per portatore di contenuti scientifici. Questo gruppo, nato e sviluppatosi sul web, è formato da centinaia di blogger, cittadini, genitori, inse- gnanti, ricercatori, scienziati e giovani che desiderano lanciare un messaggio positivo: “chiediamo più chiarezza in certe trasmissioni che spacciano per miste- ri e per fenomeni inspiegabili quelli che non sono altro che bufale o credenze popolari da baraccone”. Il gruppo ha recentemente indetto un concorso apertoMedia partner: a tutti in cui segnalare gli eventi che rientrano in queste categorie: l’aperitivo scientifico sarà l’occasione per pre-Gravità Zero miare i vincitori e discutere di queste tematiche con il Presidente dell’Unione Astrofili Italiani Emilio Sassone Corsi,www.gravita-zero.org il promotore dell’iniziativa Claudio Pasqua e il conduttore e autore radio-televisivo Federico Taddia.Con il patrocinio di:UAI - Unione Astrofili Italianiwww.uai.itAssociazione Levi-Montalcini BAD SCIENCE ON T V (AWARDS)www.levimontalcini.org The "(Bad) Science on TV" group ironically and amusingly seeks to expose presenters who prey on peoples credulity by falsely claiming to present scientific items on the small screen. Initially established and developed on the web, this group consists of around 100 bloggers, citizens, parents, teachers, researchers, scientists and young people who seek to convey a positive message: "We are pressing for greater clarity from certain shows that pass off either outright fakes or old wives’ tales as mysteries or inexplicable phenomena.” The group recently launched an open competition for anybody who wants to report items that fall into these categories. The scientific aperitif is an opportunity to hand out prizes to the winners, and to discuss these issues with the Chairman of the Italian Astrophile Union, Emilio Sassone Corsi, promoter of the initiative Claudio Pasqua, and TV/radio presenter and programme maker Federico Taddia.
  28. 28. Sabato 22 BArt ore 19 BUCHI NERI, ACCELERATORI E FINE DEL MONDO Gian Francesco Giudice Introduce Claudia Di GiorgioAi piedi delle Alpi, allinterno di una galleria lunga 27 chilometri scavata a cento In collaborazione conmetri di profondità, è in corso il più ambizioso e complesso esperimento scientifi- Le Scienzeco di tutti i tempi. Ci porterà a una prematura apocalisse creando un buco nero cheinghiottirà la Terra − come hanno raccontato alcuni giornali − oppure ci permette-rà di svelare i profondi misteri della natura a dimensioni piccolissime? Un fisico teo-rico del CERN racconta la vera storia dellLHC, il più potente acceleratore di particelle al mondo, da poco entrato in funzione. Una strumenta-zione di altissima tecnologia permette di identificare le particelle prodotte in scontri tra protoni accelerati a energie molto elevate. I dati sonopoi interpretati tramite complesse teorie fisiche, espresse in un linguaggio di matematica avanzata. Ma, sotto questa veste specialistica, si cela-no domande affascinanti sulla natura del nostro universo, facilmente comprensibili a tutti. Quali sono gli obiettivi che si prefigge lLHC?BLACK HOLES, ACCELERATORS AND THE END OF THE WORLDAt the foot of the Alps, in a 27 km-long tunnel a hundred metres beneath the Earth’s surface, the most ambitious and complex scientificexperiment ever undertaken is currently underway. Will this experiment trigger a premature apocalypse by creating a black hole that willswallow up the Earth − as some newspapers have speculated − or will it help us understand the underlying mysteries behind nature at microlevel? A theoretical physicist from CERN tells us the true story of the LHC, the worlds most powerful particle accelerator, which has just begunoperating. This ultra high-tech device makes it possible to identify particles produced by protons that crash into each other after beingaccelerated at extremely high energy levels. The resulting data is then interpreted through a series of complex physics theories expressed inadvanced mathematical language. Behind the specialist jargon are fascinating issues regarding the nature of our universe which are easy forthe layman to comprehend. What are the LHC’s goals?
  29. 29. Domenica 23 BArt ore 19 LA VERA FINE DEL MONDO... DEI MAYA Giovanni Sabato Introduce Giovanni SpataroLa profezia era per il 2012, ma per i Maya la «fine del mondo» ègiunta cinque secoli prima. Lo sterminio iniziato con la conquista In collaborazione conspagnola si è concluso solo nel 1996, quando in Guatemala, dopo Le Scienze36 anni di guerra civile, gli accordi di pace hanno riconosciuto aiMaya il diritto all’identità e alla loro cultura. La scienza, come nar-rato nel libro «Come provarlo?» (Laterza, 2010), ha dato contributi importanti alla pacificazione. Le analisi statistiche di Ball e colleghi perla commissione di verità storica hanno dimostrato, «con forza tale da non poter essere negata», la verità sui crimini contro i Maya.Smentendo per esempio il luogo comune per cui «le violenze venivano da entrambe le parti», e dimostrando atti deliberati di genocidio.Oggi le analisi dei crimini proseguono, sia a sostegno dei processi ai responsabili, sia per analizzarne la genesi e prevenirne, auspicabil-mente, la ripetizione.THE REAL END OF THE WORLD... FOR THE MAYAThe prophecy may mention 2012, but for the Maya the "end of the world" came five centuries earlier. An eradication that began withthe Spanish conquest ended only in 1996, when after 36 years of civil war, peace accords in Guatamala sanctioned the Mayas right toan identity and culture. “Come Provarlo?”, a book published in 2010 by Laterza in Italy, shows that science had an important role to playin the pacification process. Statistical analyses undertaken by Ball and his colleagues for the historical truth commission revealed thetruth about crimes against the Maya “with so much strength that it was incontrovertible". For one thing, the book disproves the widely-held belief that "violence was perpetrated by both sides", and ocntains proof of deliberate acts of genocide. Analysis of these crimescontinues to this day, partly to bring those responsible to justice, partly to analyse the underlying causes and, it is hoped, prevent suchevents from happening again in future.
  30. 30. Documentari
  31. 31. L’Alba del Giovedì 20 Sala Petrassi ore 9.30 giorno dopo UN MONDO SENZA PETROLIO Introduce Ugo BardiPer sostenere la vita sul pianeta, la Terra ha sviluppato un equilibrio tanto complesso quanto delicato. Come se la cavereb- Il primo episodio illustra come i nostribero gli esseri umani – e la Terra stessa – se questo equilibrio venisse drasticamente e irrevocabilmente alterato? Realizzato cieli, le strade e tutto il resto potrebberoda National Geographic Channel, il provocatorio documentario della durata di quattro ore dal titolo “Lalba del giorno dopo” essere profondamente rimodellati neisi chiede: come ci comporteremmo se la popolazione mondiale dovesse raddoppiare? Quali cambiamenti dovremmo attua- giorni e nei mesi caotici successivire se improvvisamente il petrolio finisse? Cosa succederebbe se la Terra smettesse di girare? E se il Sole invecchiasse allimprovvisa scomparsa della linfa vitaleimprovvisamente in una notte, cosa succederebbe sulla Terra? del nostro mondo high-tech.“Lalba del giorno dopo” è uno sguardo implacabile sulla natura e sugli insediamenti umani nel mondo, che valuta conocchio critico la precarietà della nostra esistenza. Attraverso sofisticati sistemi di computer grafica, ricostruzioni realistiche euna narrazione avvincente, questa serie mette in luce i meccanismi di funzionamento della Terra, e mostra come il nostro WORLD WITHOUT OILpianeta si trasformerebbe in un mondo irriconoscibile se gli elementi fondamentali dellambiente venissero radicalmente The first episode illustrates how our skies,modificati. La serie spiega scientificamente ciò che sta dietro a ognuno di questi drammatici scenari e le conseguenze di tali our roads and more might be profoundlycambiamenti radicali illustrandoli in modo interessante, istruttivo e di facile comprensione, che attrarrà lattenzione degli reshaped in the chaotic days and monthsspettatori per tutta la sua durata. following an instantaneous disappearance of the lifeblood of our high-tech world.AFTERMATHTo sustain life on our planet, the Earth has woven an intricate and delicate balance. But how would humans – and the pla-net itself – cope if this balance was drastically and irrevocably altered? In four provocative hours, National GeographicChannel’s AFTERMATH asks: How would we cope if the world’s population doubled? What changes would have to be madeif we suddenly ran out of oil? What would happen if the world stopped spinning? And if the sun aged drastically overnight– what would happen here on Earth? AFTERMATH is an unflinching look at nature and mankind’s place in the world, criti-cally evaluating just how precarious our existence may be. Through high end CGI, dramatic recreations and compelling story-telling, the series reveals the inner workings of Earth and transforms our planet into one hardly recognisable as the funda-mental elements of our environment are radically altered. The series reveals the science behind each of these extreme sce-narios and the consequences of the radical changes in an informative, easy-to-understand and entertaining way which vie-wers will enjoy following along.
  32. 32. Giovedì 20 Sala Petrassi ore 11 Venerdì 21 Sala Petrassi ore 9.30 Venerdì 21 Sala Petrassi ore 11 SOVRAPPO- QUANDO TRADITI POLAMENTO LA TERRA DAL SOLE Introduce Giovanni Spataro SMETTE Introduce Mauro Messerotti DI GIRARE Introduce Antonio MeloniIl secondo episodio spiega il modo in cui Il terzo episodio prende in esame lipotesi Infine il quarto episodio tratta delleil mondo come lo conosciamo potrebbe che ciascuna delle facce del globo temperature torride e delle mega tempesteessere spinto al suo limite se la terrestre rimanga esposta al sole o grandi come interi continenti che sipopolazione dovesse raddoppiare in una immersa nella notte per un periodo di sei abbatterebbero sul nostro pianeta se il solesola notte. mesi e a causa della perdita di atmosfera dovesse aumentare le proprie dimensioni. gli esseri umani, gli animali e le piantePOPULATION OVERLOAD abbiano la possibilità di respirare solo inThe second episode answers how the alcuni spazi limitati. BE TRAYED BY THE SUNworld as we know it could be strained to Finally the fouth episode examines theits limits if the population doubles WHEN THE EARTH STOP scorching temperatures and continent-sizedovernight. SPINNING mega storms that take over our planet The third episode examines a time where when the sun swells in size. each side of the Earth will be stuck in day or night for six months at a time and a loss of atmosphere results in only a few places on the planet where humans, animals and planets can breathe.
  33. 33. EventiSerali
  34. 34. © Archive of the Stockhausen Foundation for Music, Kürten, Germany. Cover of the CD and score of TRANS which may be ordered directly from the Stockhausen-Verlag (www.stockhausen.org)Trans la chiave segreta verso l’immortalitàmusiche di Karlheinz Stockhausen e Philip glass Bardo Thodol IL LIBRO TIBETANO DEI MORTI in collaborazione con Una produzione Monastero Tibetano di Drepung Giovedì 20 Sala Sinopoli ore 21 TRANS – la chiave segreta verso l’immortalità Monaci del Monastero Tibetano di Drepung Musiche di Karlheinz Stockhausen e Philip Glass Orchestra e Coro da camera con la partecipazione straordinaria del Tashi Lama del Conservatorio di Santa Cecilia Maestro Cantore ufficiale del Dalai Lama Solisti del PMCE Parco della Musica PHILIP GLASS Contemporanea Ensemble Sand Mandala prima esecuzione assoluta Tonino Battista direttore “BARDO THODOL” - Il Libro Tibetano dei Morti Regia del suono a cura dell’Emufest PHILIP GLASS Escape to India prima esecuzione assoluta KARLHEINZ STOCKHAUSEN Trans
  35. 35. Photo: Rolando Paolo Guerzoni“Trans”, una delle opere magistrali di Karlheinz “Trans”, one of Karlheinz Stockhausen’s sublime Il libro tibetano dei morti. Lo lessi allinizioStockhausen, è basata su un suo sogno durante la works inspired by a dream he had on the night bet- degli anni Settanta. La prima volta fu une- sperienza traumatica, perché stavo attraver-notte tra il 9 e il 10 dicembre 1970 ween 9 and 10 December 1970 sando un periodo molto delicato. Non riuscii ad arrivare in fondo, non potevo neanche«... Mentre io ero occupato a scrivere altre opere, “ ... While I was engaged in composing other works, I tenerlo sul comodino. La seconda volta lodel tutto inaspettatamente ne ho sognata unaltra. suddenly dreamed of another one. As I had an lessi con maggiore padronanza. La terza mi ha fulminato. Franco BattiatoLa mattina dopo dovendo andare ad un appunta- appointment the next morning, I only had time to jotmento ho avuto solo poco tempo per scrivere down a few notes about the dream. I dreamed of two “The Tibetan Book of the Dead. I read it atvelocemente qualche appunto su quel sogno. Ho rows of strings from left to right, the second just the beginning of the 1970s. The first timesognato due file di archi da sinistra a destra, la behind the first. They were playing in synchrony in an was traumatic, because I was going through a very vulnerable period. I wasn’tseconda un poco sopra la prima. Suonavano in sin- extremely slow and powerful way, an actual wall of able to finish it, I couldn’t even keep it oncrono in maniera estremamente lenta e forte, un sound that was chromatically dense and compact. At my bedside table. The second time I read itvero muro di suono cromaticamente denso e the same time I heard the sound of wooden weaving I was more in control. The third read was acompatto. Nello stesso tempo sentivo il suono di looms in motion, or perhaps it was the sound of revelation.” Franco Battiatomacchine in legno per tessere in movimento, o trains, God knows how I got this idea? Maybe it goesforse rumore di treni, Dio sa come sono arrivato a back to my childhood, or the trips I made to the Farquesta idea! Forse risale alla mia infanzia, forse a East during those years. The lacerating sounds rentmiei viaggi in estremo oriente proprio in quegli the air periodically. Then there was a curtain in frontanni, questi suoni laceranti periodicamente squar- of the orchestra, how strange… and the orchestraciavano l’aria con il loro movimento. E poi una appeared in a red-violet fog. And then I realized thattenda davanti all’orchestra, che strano… e l’orche- this was the same light that I’d seen while meditating,stra apparire in una nebbia di colore rosso-violetto. when I close my eyes and banish all thoughts.”E poi ho capito che era la stessa luce che ho visto Karlheinz Stockhausenpiù volte in meditazione quando chiudo gli occhi eallontano tutti i pensieri». Karlheinz Stockhausen
  36. 36. Trans Sappiamo che Stockhausen ha sempre preso sul serio i propri sogni e il ricordo del suo secondo sogno è ancora vibrante nei cieli di Roma, l’”Helicopter Quartet”. Per questa ragione, dopo trenta anni di assenza in Italia viene presentato nuovamente “Trans”, il capolavoro onirico del Maestro tedesco in una nuova versione curata dall’Or-chestra del Conservatorio di Santa Cecilia, il PMCE, lo staff scientifico dell’Emufest sotto la direzione di Tonino Battista. Uno spettacolo che raramente avrà repliche nel futuro. Il titolo iniziale di “Trans”, “Musica per il prossimo a morire”, è pensato da Stockhausen come un aiuto e guida al viaggio dei nuovi defunti di chiara derivazione buddista e ci introduce alla prima parte del concerto: l’ascolto di una parte dell’opera fondamentale del Buddismo tibetano “Il libro Tibetano dei Morti” (Bardo Todhol). Per la prima volta in Europa avremo la possibilità di ascoltare la voce del Venerabile Ngawang Tashi Bapu (Lama Tashi) Tashi Lama, primo cantore ufficiale del Monastero di Drepung del Dalai Lama. Nominato nel 2005 al Grammy Awards per le sue incisioni ha collaborato con grandi artisti quali Michael Stipe dei R.E.M., Patti Smith, Ben Harper, Billy Corgan dei Smashing Pumpkins, Sheryl Crow e Philip Glass. E proprio un evento nell’evento sarà la prima esecuzione in pubblico delle famose musiche scritte da Glass per il celebre film “Kundun” di Martin Scorsese, dedicate al Tibet e scritte per il Tashi Lama. We know that Stockhausen always took his dreams seriously and the memory of his second dream, “Helicopter Quartet”, is still reverberating in the skies above Rome. This is why we are presenting a new version of the German composer’s oneirical composition “Trans” – last played in Italy thirty years ago – performed by the Orchestra del Conservatorio di Santa Cecilia, the PMCE and the scientific staff of the Emufest, conducted by Tonino Battista. An event that will rarely be repeated in the future. The working title of “Trans” was “Music for the Next to Die”; in fact, it was conceived by Stockhausen as a musical composition of Buddhist inspiration to help and guide the newly departed on their journey. In this sense, it serves as an introduction to the first part of the concert: the chanting of part of the “Tibetan Book of the Dead” (Bardo Thodol), a fundamental Tibetan Buddhist text. For the first time in Europe we will have the chance to listen to the voice of the Venerable Ngawang Tashi Bapu (Lama Tashi), Principal Chant Master of the Dalai Lama’s Drepung Monastery. In 2005, the Master received a Grammy Award nomination for his recordings, and he has wor- ked with leading international artists like Michael Stipe of R.E.M., Patti Smith, Ben Harper, Billy Corgan of Smashing Pumpkins, Sheryl Crow and Philip Glass. As an event within the event, there will be the first public performance of the famous score composed by Glass for Martin Scorsese’s celebrated film “Kundun”, which was written for the Tashi Lama and dedicated to Tibet.
  37. 37. Venerdì 21 Sala Sinopoli ore 21 l’Ultima Astronave Spettacolo di e con Stefano Benni Stefano Benni testi e voce recitante Umberto Petrin pianoforte e musiche Fabio Vignaroli allestimento scenico e suono Sandro Sussi disegno luciCosa mettere su un’astronave che partirà per gli spazi siderali, una volta Una produzione Marangoni spettacoloche la razza umana sarà estinta? Codici e invenzioni non bastano. Ci Organizzazione Luciana Canesivuole la prova della capacità artistica dell’uomo, il suo sogno e il concre-to desiderio di comunicare agli altri. Il meglio, forse, della sua storia. Unastoria del mondo con in mezzo due scienziati pazzi, un dicitore e un pia-noforte, e uno schermo dove appaiono quadri famosi e inattese sorpre-se. Dai graffiti paleolitici a Leonardo, dai mostri di Bosch a Velasquez, dalla sfida di Van Gogh a Twombly, attraversando WaltDisney, le ninfee, la restauration art, Klee e Bacon. Le parole degli artisti e altre parole scritte e reinventate. Il sorriso e il gridoin letteratura, in musica e in pittura. Un viaggio ironico e crudele, in ciò che di meglio e peggio l’uomo ha da mostrare all’u-niverso, nel caso vicino o lontano che debba scomparire.THE LAST SPACESHIPWhat should be put onto a spaceship bound for sidereal space after the human race becomes extinct? Codes andinventions would not be enough. There would need to be some kind of proof of mans artistic abilities, his dreams and histangible desire to communicate with others. Perhaps highlights from history. A history of the world including two madscientists, a narrator and a piano, and a screen on which famous paintings and unexpected surprises materialize. FromPalaeolithic graffiti to Leonardo da Vinci, Bosch’s monsters, Velasquez, the challenging Van Gogh, Twombly, not forgettingWalt Disney, the waterlilies, restoration art, Klee and Bacon. The words of artists, and other words, written and reinvented.Smiles and screams in literature, music and painting. An ironic and cruel journey through the best and worst man has toshow the universe, just in case, in the near or distant future, he has to take his leave.
  38. 38. Domenica 23 Sala Petrassi ore 21 I Marziani siamo noi giovanni bignami Introduce Claudia Di GiorgioSi parte dal Big Bang, si passa attraverso la creazione di luce e materia, poi di stelle, galassie e pianeti, fino alnostro sistema planetario che cerchiamo di capire grazie ad un nuovo tipo di astronomia, la "astronomia dicontatto". È lUniverso che viene a trovarci: ogni anno cadono sulla Terra 40.000 tonnellate di materia extra-terrestre, con materiale organico molto simile a quello del quale sono fatti gli esseri umani. Di tutto questomateriale, una parte piccola, ma non nulla, 400 chili allanno, vengono direttamente da Marte. Chissà se, quin-di, i Marziani non siamo davvero noi, alla fine. “I Marziani siamo noi” è un progetto di comunicazione multi-mediale della scienza, appare in forma scritta come un “bignamino dell’Universo” pubblicato da Zanichellinella sua serie “Chiavi di lettura”. Ma “I Marziani siamo noi” è anche una serie di 5 puntate in onda su NationalGeographic Channel (canale 402 di Sky). In scena, oltre all’autore, un sasso marziano.WHAT IF WE ARE THE MARTIANSWe start with the Big Bang, move on to the creation of light and matter, and then the stars, galaxies andplanets, until we reach our planetary system, which we attempt to understand through "contact astronomy",a new approach to astronomy: the Universe comes to us. Every year, 40,000 tonnes of extraterrestrial matterrains down on the Earth, including organic material very similar to the stuff human beings are made of. Asmall but not consequential amount of this material, around 400 kg each year, arrives directly from Mars.Who can say whether in the end it is we who are the Martians. “We Are The Martians” is a multimediascience communications project presented as a "key guide to the universe", published by Zanichelli as partof its “Chiavi di lettura” series. “We Are The Martians” is also a 5-part series broadcast on the NationalGeographic Channel (Channel 402 on Sky). A piece of Martian rock will be sharing the stage with the author.
  39. 39. Exhibit
  40. 40. Dal 20 al 23 gennaio Foyer Auditorium telecom Italia Future LabTelecom Italia Future Lab,la casa del futuro:tecnologia che aiuta a vivere meglio econtribuisce al risparmio energetico! Fino a pochi anni fa leggevamo con stupo- re i libri di fantascienza, poi abbiamo visto qualche film interessante, dove le frontiere della tecnologia diventavano reali, talmente reali da essere strumento di connessione con altre vite, altre dimensioni. Ma come spesso accade la creatività, letteraria o cinematografica, antici- pa ciò che, basta pazientare qualche anno, diventa di uso comune. Una cucina che, quando rientriamo a casa, ci rico- nosce e comincia a preparare il pranzo o la cena semplicemente con qualche tocco o con qualche segnale vocale: il sogno di tutti. Un soggiorno, una zona lettura o la camera da letto che, a seconda del nostro diverso umore o della situazione che vogliamo creare con i nostri ospiti, modulano la luce, la musica, il profumo con delle minime intera- zioni con il computer di casa, o con il computer dell’auto mentre stiamo tornando a casa dopo una giornata allaria aperta? Non sono cose impossibili e nemmeno sogni: la Rete consente alle nuove tecnologie di fare questo e molto altro. Gli ospiti del Telecom Italia Future Lab dedicato alla domotica, potranno interagire direttamente con questa casa del futuro. Non si tratta di una semplice mostra ma di ambienti da vivere e con i quali giocare, che il pubblico potrà veder cambiare sotto i propri occhi in base alle indicazioni che ognuno fornirà alle diverse applicazioni. Un modo per prendere coscienza direttamente di quanto la fantascienza e limmaginazione oggi sono sempre più vicine alla realtà e di quanto la rete di Telecom Italia sia funzionale a farci vivere meglio, a risparmiare energia e a met- terci in contatto oggi con il nostro prossimo futuro.

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