1Evoluzione del Designe della Usability deiSocial Media:Caso Studio FacebookdiMatteo CesatiMatricola 729001.Corso di laure...
2RingraziamentiDesidero ringraziare, innanzitutto, la professoressa Letizia Bollini che mi ha seguito e aiutatonellelabora...
3IndiceIntroduzione p.4Capitolo 1 – Versione 2004/05 – Thefacebook p.6Capitolo 2 – Versione 2006 – Progetto Facelift p.15C...
4IntroduzioneI Social Media sono la rivoluzione del mondo web e della comunicazione di questo millennio, tantoda essere en...
5mission, rivelatesi così vincenti tanto da far diventare Facebook sinonimo di social network. Questostudio analizza l’evo...
6Capitolo Uno - Versione 2004/05 - ThefacebookThefacebook.com1è uno dei tanti progetti che Mark Zuckerberg2e suoi compagni...
7piattaforme web o dei web based services che avevano come principale funzione d’uso quella diricreare online il network d...
8Figura 1 Wireframe Homepage di Thefacebook.com nell’anno 2004 (Foto homepage tratta dal sito GeeksClub<http://www.thegeek...
9L’Homepage era caratterizzata da uno stile minimal; infatti, non vi erano riquadri molto articolati,margini o colori vivi...
10Figura 2 Wireframe pagina Profilo di Thefacebook.com nell’anno 2004 (Screenshot Profilo tratta dal sitoGeeksClub <http:/...
11Osservando la pagina Profilo, si notava immediatamente la sua struttura nidificata e rigida; infatti, lacomposizione dei...
12era dovuto sia alla grande usabilità del sito, pur non essendoci una persona specifica addetta aquesto aspetto, sia alla...
13conseguentemente, aumentava. La decisione di TFB in merito a ciò era dovuta alla scelta di mettere aloro agio gli utenti...
14degli utenti. Le pubblicità (fig 3.1) consistevano in banner rettangolari di misura standardizzata convincoli sul conten...
15Capitolo Due - Versione 2006 - Progetto FaceliftAlla fine del 2005 M.Z. aveva chiaro chi fosse il suo rivale: MySpace. E...
16
17Il Profilo non si presentava estremamente diverso nel contenuto ma piuttosto nella forma. I coloriusati erano limitati e...
18La funzione del profilo più interessante fu l’introduzione dell’applicazione Foto. In precedenza, l’unicafoto visualizza...
19Dal punto di vista grafico, la sezione Notizie manteneva il layout del profilo e alcuni elementi incomune (fig. 6.1&2). ...
20Il 5 settembre 2006 sul blog di FB fu pubblicato l’annuncio del compimento del Progetto Facelift.Tutto il team era fiduc...
21sono destinate a fallire o a essere fortemente contrastate. Dopo l’aggiunta delle nuove impostazionidella privacy la sez...
22Capitolo 3 - Versione 2007 - Facebook PlatformUno dei sogni di M.Z. era quello di creare una piattaforma, un posto in cu...
23informazioni di base dell’utente dal suo account. Queste non ebbero, però, il successo sperato. Ilproblema principale co...
24Figura 7 Wireframe pagina Profilo di Facebook.com nell’anno 2007 (Foto tratta dal sito Teknowlodgy<http://teknowlodgy.co...
25Il nuovo profilo manteneva a grandi linee lo stesso layout della precedente versione, anche selasciava intuire un futuro...
26disposizione dei box, la pagina era comunque ordinata e con un aspetto lineare. I contenuti eranoben visibili e la ricer...
27Capitolo Quattro - Versione 2008/09 - FB95Uno degli aspetti a cui M.Z. era più interessato era di far crescere il numero...
28
29L’altro fattore su cui puntava il progetto FB95 erano funzioni in Realtime. Una loro declinazione erarappresentata dalla...
30Un’altra funzione, che seguiva la filosofia Realtime, fu l’aggiunta del pulsante Mi piace, che dava lapossibilità di dar...
31Questo progetto, però, non risultò rivoluzionario; infatti, Michael Arrington, giornalista diTechCrunch, scrisse un arti...
32post di 140 caratteri e di arricchirli con link di foto, notizie e video, formando così un micro-blog. Lasua vera forza ...
33Capitolo Cinque - Versione 2010-2011Il biennio 2010-11 fu caratterizzato da un lavoro trasversale sulla privacy, sia per...
34Per poi, in cinque anni, riscriverla completamente così:“Certain categories of information such as your name, profile ph...
35Le due infografiche, che rappresentano la visibilità delle proprie informazioni con l’impostazione didefault, illustrano...
36bannati. La nuova pagina delle impostazioni sulla privacy era molto chiara e schematica grazie alraggruppamento delle vo...
37loro nuova posizione permetteva di utilizzarle in ogni pagina, data la posizione statica della toolbar,garantendo la vis...
38Questa versione del profilo non rappresentava nulla di rivoluzionario e non spezzava i legami con laprecedente: il suo c...
39specializzata in applicazioni fotografiche web, che garantiva così a M. Z. di avere nel proprio teamesperti del settore,...
40il suo successo e la sua attenzione per l’Usability e si preparava alla seconda metà del 2011 con unnuovo progetto che l...
41Capitolo Sei - Versione 2011/12 - Facebook TimelineAl F8, l’annuale conferenza del sito, del 2011 M.Z. fece debuttare l’...
42aggiornamenti e momenti speciali di ogni utente; le applicazioni, che andavano ad integrare lapanoramica sull’user; ed i...
43Tra le più interessanti e innovative vi sono: Registro Attività, che collega ad una nuova pagina con la funzione di reg...
44Queste funzioni mostrano come FB cercasse di limitare i social network emergenti utilizzandofunzioni che li caratterizza...
45Figura 20 Wireframe Sezione Timeline di Facebook.com nell’anno 2012 (Foto tratta dal sito Facebook<www.facebook.com >, W...
46Superata la Copertina, ci s’imbatte con il nucleo contenutistico del nuovo profilo: La Timeline. Questasezione, da cui p...
47L’ultima area è destinata ai servizi di pubblicità, navigazione e chat. Tra le innovazioni vi è laNavigazione Mensile ch...
48Con questo nuovo Profilo, FB riscrive le regole del suo social network sia nella grafica che neicontenuti e, sapendo che...
49ConclusioniDopo otto anni dalla sua creazione, Facebook si presenta estremamente cambiato sia nella suamission che nel s...
50esempio ad layout mono-colonna e al minimalismo, che ha da sempre caratterizzato il sito, personell’ultima versione. Per...
51BibliografiaKirkpatrick David, Facebook la storia, Hoepli, Milano, 2011, (The Facebook Effect: the inside story of theco...
52Capitolo TreAbram Carolyn, “The changes are here...” , Facebook Blog, 11 aprile 2007,<https://blog.facebook.com/blog.php...
53“300 Million and On”, Facebook Blog, 15 settembre 2009,<https://blog.facebook.com/blog.php?post=136782277130>Capitolo Ci...
Evoluzione del Design e della Usability dei Social Media: Caso Studio Facebook.
Upcoming SlideShare
Loading in …5
×

Evoluzione del Design e della Usability dei Social Media: Caso Studio Facebook.

2,051 views

Published on

Tesi per laurea triennale del corso di Comunicazione e Psicologia dell'università Milano Bicocca

Published in: Technology
0 Comments
1 Like
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

No Downloads
Views
Total views
2,051
On SlideShare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
7
Actions
Shares
0
Downloads
4
Comments
0
Likes
1
Embeds 0
No embeds

No notes for slide

Evoluzione del Design e della Usability dei Social Media: Caso Studio Facebook.

  1. 1. 1Evoluzione del Designe della Usability deiSocial Media:Caso Studio FacebookdiMatteo CesatiMatricola 729001.Corso di laurea in Comunicazione e PsicologiaCurriculum ComunicazioneAnno accademico 2011/2012Numero caratteri: 80.803Relatore: Prof. Letizia BolliniUniversità degli Studi Milano-BicoccaFacoltà di Psicologia
  2. 2. 2RingraziamentiDesidero ringraziare, innanzitutto, la professoressa Letizia Bollini che mi ha seguito e aiutatonellelaborazione di questa tesi. Ringrazio, inoltre, il dottor Alessandro Gabbiadini che è stato coluiche mi ha suggerito l’idea fondante della tesi e che ha messo una buona parola per la stesura diquesto lavoro.Vorrei ringraziare, inoltre, con affetto i miei genitori,che mi hanno supportato in questi anni, Vale,Kikka, Teddy e la Marti, i miei compagni di corso che mi hanno tirato su il morale e aiutato anche neimomenti peggiori, e tutti i miei amici scout e non, per il sostegno ed il grande aiuto che mi hannodato, in particolare Denise, ufficiale compagna di biblioteca, e Fabio, tesista disperato come me.Infine, desidero ringraziare Chiara per essermi stati vicino ogni momento durante questi tre anni diUniversità ed essere stata la correttrice ufficiale del mio italiano correggiuto.
  3. 3. 3IndiceIntroduzione p.4Capitolo 1 – Versione 2004/05 – Thefacebook p.6Capitolo 2 – Versione 2006 – Progetto Facelift p.15Capitolo 3 – Versione 2007 – Facebook Platform p.22Capitolo 4 – Versione 2008/09 – FB95 p.27Capitolo 5 – Versione 2010/11 p.33Capitolo 6 – Versione 2012 – Timeline p.41Conclusioni p.49Bibliografia p.51
  4. 4. 4IntroduzioneI Social Media sono la rivoluzione del mondo web e della comunicazione di questo millennio, tantoda essere entrati nella vita quotidiana di molti di noi. Questi nuovi media sono il prodotto di unanuova direzione intrapresa dal Web, chiamato Web 2.0 e caratterizzato da un aspetto più social,ovvero più interattivo e bidirezionale. Essi rappresentano un cambiamento nel modo in cui lepersone creano, apprendono e condividono i contenuti: questi ultimi non vengono più presentaticome un “monologo” tra gli owner dei siti e gli utenti che vi accedono (modalità uno a molticaratteristica del Web 1.0) bensì come un “dialogo” tra utenti (modalità molti a molti). Essendo undialogo tra utenti, diventa fondamentale come esso viene facilitato e con quali strumenti. Ciò sitraduce nel concetto di usability, ovvero il "grado in cui un prodotto può essere usato da particolariutenti per raggiungere certi obiettivi con efficacia, efficienza e soddisfazione in uno specificocontesto duso", secondo la definizione data dalla norma ISO 9241. Essa può essere divisa in alcunifattori: Facilità di apprendimento: quanto rapidamente un utente, che non è mai entrato in contattocon il prodotto, può apprendere le sue funzioni base? Efficienza duso: una volta che lutente ha acquisito una certa esperienza, quanto facilmenteriesce a svolgere un compito? Facilità di memorizzazione: se un utente usa il prodotto e poi se ne allontana, quanto tempoimpiega per riutilizzare efficacemente il prodotto? Frequenza e pericolosità degli errori: quanto spesso un utente fa errori e la loro gravità?Quanto tempo ci vuole per correggere lerrore? Soddisfazione personale: quanto è piacevole per lutente utilizzare il prodotto?Oltre all’importanza dellusability, i Social Media curano molto il loro design che diventa simbolo,nella maggior parte dei casi, della loro mission. Per quanto riguarda la tipologia di stile, le tendenzesono due: design altamente personalizzabile (MySpace) oppure un design minimal e pocopersonalizzabile che pone l’accento sulla condivisione di contenuti (scelta che si è dimostratavincente in molti casi come ad esempio per Facebook, Twitter, Linkedin). Questa tesi si propone dianalizzare tutto ciò studiando il caso più rappresentativo: Facebook. Esso si è imposto tra molticompetitor, diventato in breve tempo uno dei social network più visitati, che vanta ad oggi ben 900milioni di iscritti (di cui ventuno milioni italiani) ed è tradotto in 70 lingue. Mark Zuckerberg,fondatore e programmatore, ha portato il suo sito al successo grazie alla sua visione proiettata sullungo periodo, alla consapevolezza dello stato di evoluzione del sito e alla relativa scelta delle
  5. 5. 5mission, rivelatesi così vincenti tanto da far diventare Facebook sinonimo di social network. Questostudio analizza l’evoluzione della versione Web, tralasciando la parte Mobile e concentrandosi sullesei release della pagina Profilo evidenziandone le funzionalità, i punti di contatto con le precedentiversioni e le innovazioni riguardanti il design e la struttura del sito. Il pensiero, alla base di questatesi, è la convinzione che per capire quali saranno le innovazioni e svilupparle al meglio, bisogna averpresente i punti di forza e le criticità di tutto ciò che è venuto prima. Inoltre, a supporto per lacomprensione della tesi, ho creato un’innografica che funge da storiografia di Facebook.
  6. 6. 6Capitolo Uno - Versione 2004/05 - ThefacebookThefacebook.com1è uno dei tanti progetti che Mark Zuckerberg2e suoi compagni di stanza allaKirkland House a Harvard avevano in cantiere durante il 2003. Uno dei primi fu Course Match, unsoftware che aveva come obiettivo quello di aiutare gli studenti a scegliere i corsi in base allepersone che li avrebbero frequentati. Un altro progetto, intrapreso nell’ottobre dello stesso anno, fuFacemash. L’obiettivo del sito era determinare chi era la persona più bella del campus usando un tipodi codice informatico che solitamente s’impiega per stilare le classifiche degli scacchisti. Il softwareinvitava ogni utente, posto davanti a due fotografie di volti di studenti dell’università, a scegliere ilpiù bello; quante più volte una foto veniva cliccata, tanto più guadagnava punti che le permettevanodi sfidare persone sempre più attraenti. Anche questo progetto ebbe un grande successo; infatti,durante il primo giorno di lancio, il sito era stato visitato da ben 450 studenti, che avevano votato22.000 coppie di foto. Dopo aver ricevuto critiche positive riguardo ai precedenti progetti dalCrimison, giornale universitario di Harvard, e dagli utenti, M.Z. e i suoi compagni di stanza Moskovitze Huges volevano provare a spingersi oltre: desideravano, infatti, realizzare un progetto checomprendesse alcune funzionalità dei due precedenti siti ma che fosse qualcosa di utile e divertenteper tutti gli studenti del prestigioso ateneo. Da queste precedenti esperienze M.Z. aveva tratto delleconclusioni importanti: In primo luogo, dal progetto Course Match “[…]Che si potevano collegare lepersone attraverso le cose”. Ciò sarà uno dei “leitmotiv” del progetto TFB. In secondo luogo, grazie aFacemash, aveva notato come gli studenti cercassero dei servizi che li potessero connettere tra loroonline. L’11 gennaio 2004 venne comprato il dominio per Thefacebook.com. Questo sito aveva comeidea fondante quella di collegare tutti gli studenti dell’università di Harvard tramite un profilopersonale online e di fornire la possibilità di fare amicizie tra i vari profili. Tale servizio fu ispirato daiFacebook, detti anche Freshman Register, gli annuari pubblicati dalle confraternite di Harvard, chehanno il compito di raccogliere le foto scattate alle matricole. Da anni Harvard prometteva dimettere online i diversi Facebook gestiti dalle confraternite poiché lo sfogliare gli annuari era unpassatempo molto diffuso. Infatti, era abitudine da parte degli studenti annotare all’interno dellecopie cartacee dei Freshman Register quale fosse la ragazza più carina, quale la più simpatica, la piùsnob, ecc. M.Z. e compagni avevano visto e provato loro stessi questo modo di fare e decisero disemplificarlo portando tutto questo sulla rete grazie alla creazione del loro social network. Questi sitierano già una realtà in molte università americane e a livello nazionale e, quindi, M.Z. decise diseguire per il proprio sito la definizione di social network già affermata. I Social network erano delle1Da questo momento il termine Thefacebook sarà abbreviato con l’acronimo TFB per economia dei caratteri.2Da questo momento Mark Zuckerberg sarà abbreviato con l’acronimo M.Z.
  7. 7. 7piattaforme web o dei web based services che avevano come principale funzione d’uso quella diricreare online il network delle relazioni esistenti nel mondo reale. Essi permettevano agli utenti lacreazione di un profilo composto da una serie di informazioni utili ad identificarlo e descriverlo al finedi creare un proprio network di contatti tra gli utenti che avessero già aderito al servizio o invitandocoloro che non lo avessero ancora fatto con i quali interagire e comunicare utilizzando gli strumentiofferti dal sito stesso. Si potevano individuare tre componenti comuni a tutti i social network: lacomponente di self expression, caratterizzata dal profilo dell’utente, con il quale l’utente creava lapropria identità online e nel quale forniva le informazioni di carattere personale utili ad identificarlo,la componente di networking, la costruzione del proprio network, ovvero identificando gli altri utenticon i quali intendesse creare una connessione allinterno del social network, e, infine, la componentedi communication, ossia gli strumenti rivolti a garantire l’interazione tra gli utenti. Poi, oltre alledefinizioni, TFB poteva ispirarsi, nel concreto, a siti come Friendester. Esso era pensato, inparticolare, per la ricerca dell’anima gemella, da rintracciare nell’elenco di amici degli amici. Questosocial network era popolarissimo ad Harvard, ma riscontrò alcune difficoltà tecniche quando esplosea livello nazionale. Infatti, il suo database non fu in grado di contenere tutti gli utenti iscrittiprovocando il sovraccarico e crollo del sito. Dal tracollo di Friendster, M.Z. aveva capito che diversepersone ricercavano il successore del vecchio social network, e così, mise online TFB il 4 febbraio2004.
  8. 8. 8Figura 1 Wireframe Homepage di Thefacebook.com nell’anno 2004 (Foto homepage tratta dal sito GeeksClub<http://www.thegeeksclub.com/facebook-website-design-2004-2011/>, Wireframe e Tabella di Matteo Cesati).
  9. 9. 9L’Homepage era caratterizzata da uno stile minimal; infatti, non vi erano riquadri molto articolati,margini o colori vividi e vistosi e grandi fotografie appariscenti, poiché la funzione della pagina eraquella di spiegare all’utente il servizio che offrivano. Il blu e il bianco, che dominavano le pagine diTFB, non intralciavano l’esperienza d’uso dell’utente ma sottolineavano il predominio dei contenuti.Inoltre, questi colori furono scelti poiché M.Z. era daltonico e le gradazioni di blu e bianco erano leuniche tonalità che vedeva con chiarezza. La scelta di un design semplice e pulito fu fatta perevidenziare i contenuti poiché protagonisti del social network. La scelta di minimalismo nella graficadel sito, inoltre, era dettata anche dall’assenza di un vero e proprio web-designer nel team e da unapropensione di M.Z. allo sviluppo delle funzionalità.Essendo TFB un Profile-based social network, ovvero incentrato principalmente sul profilo dell’utentee sulla componente di self expression, non ospitava contenuti propri; infatti, la piattaforma erafinalizzata ad ospitare le informazioni personali degli utenti, che, grazie al design schematico,riuscivano a condividere con estrema facilità. Il luogo dove era possibile fare tutto questo era lapagina Profilo. Questa pagina presentava lo stesso layout dell’homepage, ad eccezione della colonnaa destra che conteneva altri riquadri disposti su due ulteriori colonne.
  10. 10. 10Figura 2 Wireframe pagina Profilo di Thefacebook.com nell’anno 2004 (Screenshot Profilo tratta dal sitoGeeksClub <http://www.thegeeksclub.com/facebook-website-design-2004-2011/>, Wireframe e Tabella diMatteo Cesati).
  11. 11. 11Osservando la pagina Profilo, si notava immediatamente la sua struttura nidificata e rigida; infatti, lacomposizione dei box non era modificabile, unicamente il contenuto. Tutto all’interno della propriapagina aveva un suo specifico luogo e in tutte le pagine di profilo si ritrovano le informazioni nellestesse posizioni. Questa scelta fu attuata per facilitare l’esperienza d’uso: l’utente, dopo aver capitocome funzionava ed era strutturata la pagina profilo, riusciva rapidamente a trovare le informazioniche desiderava sulle pagine degli amici. Le funzioni sul profilo non erano molte confrontate conquelle della versione odierna ma questa scelta fu fatta volontariamente. M.Z. e Moskovitz volevanofidelizzare gli utenti a TFB rendendo il sito schematico, di facile utilizzo e senza troppe funzionicomplesse. Infatti, inizialmente l’interazione con gli altri utenti era piuttosto limitata; l’utente potevasolamente invitare i suoi compagni di università ad iscriversi a TFB3, aggiungere nuovi amici perampliare la propria rete sociale e visualizzare graficamente quest’ultima. In questa versione erapossibile, inoltre, comunicare con i propri amici tramite messaggio privato, accedendo alla pagina MyMessage. Bisogna precisare che, inizialmente, il social network si appoggiava all’indirizzo mail con cuil’utente aveva effettuato l’iscrizione per poter limitare il traffico dati sui database (al tempo piuttostoesigui) di TFB. Questa, però, non era l’unica possibilità per interagire con i propri amici: in alternativa,gli utenti potevano mandarsi un poke (pizzicotto) che veniva notificato via mail. Il poke non aveva unpreciso scopo, compito degli utenti attribuirne uno: alcuni lo utilizzavano per segnalare chetrovassero quella particolare persona carina, altri come remainder per qualche evento particolare ealtri ancora come semplice saluto.Analizzando TFB secondo i canoni dellusability, si nota come questi ultimi siano stati presi inconsiderazione e fortemente rispettati. La Facilità di Apprendimento e di Memorizzazione eraagevolata dalle limitate funzioni, dalla schematicità e dalla ripetizione della composizione del sito.Inoltre data la facilità del sito, la Frequenza e la Pericolosità di Errori erano notevolmente contenute.Gli errori erano facilmente risolvibili: gli errori potevano consistere in errate modifiche del profilo oimmissioni d’informazioni scorrette nel sito. In entrambi i casi, tali problematiche potevano esserefacilmente risolte utilizzando il pulsante modifica accanto ogni riquadro del proprio profilo.L’efficienza d’uso era modesta ma non eccellente: svolgere un compito era semplice ma moltomacchinoso e dispendioso in termine di tempo. Ad esempio, per visualizzare le novità dei propriamici si doveva visitare ogni singolo profilo e notare le differenze dall’ultima visita, nonostante ciò illivello di soddisfazione degli utenti era molto elevato tanto che il sito risultava essere moltofrequentato. Un altro difetto era la ridondanza di funzioni simili all’interno della pagina profilo, comela presenza massiccia del tasto modifica. Questo ultima scelta era, però, voluta e serviva per aiutareutenti inesperti a imparare ad utilizzare e a modificare facilmente il proprio profilo. Il successo di TFB3La richiesta d’iscrizione sarebbe stata inviata attraverso la mail dell’ateneo.
  12. 12. 12era dovuto sia alla grande usabilità del sito, pur non essendoci una persona specifica addetta aquesto aspetto, sia alla mission che M.Z. e il suo team si erano proposti.Lo scopo di questa prima versione era quello di essere uno strumento utile e divertente per glistudenti del college. In primo luogo gli utenti utilizzavano TFB per fare conquiste sentimentaliinviando poke, messaggi privati e visualizzando le informazioni presenti sui profili; In secondo luogoquesto social network anche per scopi più costruttivi come radunare gruppi di studio per gli esami,programmare le riunioni dei club oppure scegliere i corsi sfruttando le funzionalità ereditate daCourse Match. Un’altra funzionalità molto apprezzata dagli studenti di Harvard era il collegamentoautomatico della propria pagina con il database del Crimison, il giornale dell’ateneo, in modo tale chesul proprio profilo comparissero tutti gli articoli in cui si era citati. TFB era quindi uno dei migliorimodi per uno studente di college di rappresentare se stesso. In accordo con tale pensiero M.Z. pensòdi introdurre il Curriculum Vitae nelle informazioni di profilo. Inizialmente venne presa inconsiderazione ma poi fu scartata perché secondo il creatore avrebbe reso il social network menodivertente e quindi meno appetibile per gli studenti. A sviluppare tale idea sarà Linkedin, un Businesssocial network rivolto esclusivamente alla creazione e alla gestione di network di tipo professionaletra imprenditori, manager e professionisti. La questione del CV è emblematica per la tipologia dimission e di target dei due siti: se TFB era indirizzato ad utenti giovani e aveva, maggiormente, unoscopo ludico, per Linkedin era indirizzato ad user adulti che sfruttavano il proprio network perstringere nuovi rapporti di lavoro, sfruttando le referenze positive da parte di eventualicontatti/amicizie in comune.Oltre l’aver creato una pagina profilo intuitiva e di facile utilizzo, TFB ebbe il merito di averreinventato il concetto di “amicizia” online. Infatti, in tutti i social network dell’epoca si potevanoinstaurare amicizie monodirezionali: per diventare “amici” era sufficiente un click senzal’approvazione dell’altro utente. L’apertura del sito a nuove università rese necessario preservare laprivacy degli utenti in modo tale da evitare la perdita dei vecchi iscritti, impauriti dalla possibilità chele loro informazioni personali diventassero accessibili a tutti. A tal fine venne introdotto il concetto diamicizie bidirezionali, dove entrambi gli utenti coinvolti dovevano dare la loro approvazione. Questanuova tipologia di amicizia portava con se vantaggi e svantaggi. Il lato positivo consisteva, per gliutenti, nella sicurezza che le proprie informazioni fossero visibili unicamente alle persone accettatecome amico, mentre, per TFB, nella creazione di legami solidi poiché consensuali. Invece, losvantaggio risultava essere la lentezza con cui si costituivano le reti sociali. Con le amicizie monodirezionali era possibile creare una rete composta da mille connessioni in poco tempo, mentre conquelle bidirezionali bisognava aspettare la risposta del potenziale amico e il lasso di tempo,
  13. 13. 13conseguentemente, aumentava. La decisione di TFB in merito a ciò era dovuta alla scelta di mettere aloro agio gli utenti con un metodo che ricalcasse quello della vita reale.Nel settembre 2004 i fondatori di TFB si aspettavano un notevole aumento delle iscrizioni inconcomitanza con l’ingresso in università delle nuove matricole. Pensarono, quindi, che fosse ilmomento opportuno per introdurre due nuove funzionalità: la Bacheca e i Gruppi. La Bacheca, postaappena sopra il box delle informazioni, quindi, molto visibile in modo da incoraggiarne l’utilizzo, eraun riquadro in cui chiunque poteva scrivere direttamente sul profilo di un altro utente, lasciandogliun messaggio o un commento; essa rappresentava l’equivalente pubblico di una mail leggibile dachiunque visitasse il profilo. Inoltre nella bacheca era possibile aggiornare il proprio status, ovverouna frase che rappresentava i pensieri o le azioni dell’utente. Oltre a navigare tra i profili, ora sipoteva reagire a ciò che si trovava: invitare una persona a un pub, lasciare un commento ocommentarne altri. Da quel momento ogni utente di TFB ebbe la sua vetrina “pubblica”. La secondanovità introdotta furono i Gruppi, pagine simili al Profilo, ma con lo scopo di radunare utenti coninteressi comuni e dar loro uno spazio dove discuterne. Entrambe le funzionalità erano state pensateper ammaliare i nuovi utenti: la prima per offrire nuovi contenuti, la seconda per avvicinare gli utenticon interessi comuni offrendo loro un’ulteriore possibilità di allargare la propria rete sociale. Questenuove funzioni furono accompagnate da un allargamento di server e database in modo tale da poterospitare su TFB messaggi privati, notifiche e commenti senza appoggiarsi ai servizi mail comeaccadeva in passato.Il 2005 fu caratterizzato anche dall’introduzionedella pubblicità, a cui M.Z. fu fortementecontrario ma, spaventato dalla fine diFriendster, decise di permetterlo affidandolaall’Y2M, famosa agenzia pubblicitariaamericana. Questa rappresentava un’azionenecessaria per pagare le spese per la gestionedel sito e l’ampliamento dei database e deiserver permettendo, così, un utilizzo del sitofluido e scorrevole. M.Z. sapeva bene che lepubblicità dovevano rispettare due criteri:innanzitutto, esse dovevano essere visibili atutti in modo da soddisfare la Y2M ma, alcontempo, non dovevano intralciare l’attivitàFigura 3 Screenshot pagina Profilo nell’anno 2005, tratta daHugues Valentin<http://huguesval.com/blog/2010/04/retrospective-designs-de-facebook-entre-2005-et-2010/>.
  14. 14. 14degli utenti. Le pubblicità (fig 3.1) consistevano in banner rettangolari di misura standardizzata convincoli sul contenuto: l’oggetto o l’evento pubblicizzato doveva essere in linea con lo spirito del socialnetwork. Per evitare, inoltre, che le pagine si riempissero di banner pubblicitari, gli inserzionistivennero aiutati a farsi pubblicità in nuovi modi. Ad esempio, in occasione dell’uscita del film“Spongebob” venne suggerito alla Paramount di creare un gruppo dedicato al film. Così facendo,M.Z. riusciva a non rendere le pubblicità troppo invasive a livello di User Experience.In soli due anni Thefacebook.com si era affermato come il social network universitario, grazie astrategia, attenzione alla usability, a una fruizione del sito fluida e features di facile utilizzo. Forte delvantaggio di sfruttare le solide reti sociali universitarie, M.Z. sapeva bene che, per far imporre il suosocial network su larga scala, avrebbe avuto altri avversari e che la cura per il design, lo sviluppo dinuove funzionalità e il miglioramento di quelle già attive avrebbero giocato un ruolo chiave in questasfida.
  15. 15. 15Capitolo Due - Versione 2006 - Progetto FaceliftAlla fine del 2005 M.Z. aveva chiaro chi fosse il suo rivale: MySpace. Esso era un social network cheaveva funzioni simili a quelle di TFB, ma differiva da quest’ultimo per la concezione di social network;lasciava sia la libertà agli utenti di iscriversi con un nickname falso sia la possibilità di appropriarsid’identità altrui senza incontrare troppi problemi. Il sito di Tom Anderson si poneva come un postoalla moda, dove conoscere le band musicaliemergenti, ma al contempo aveva una fortecomponente sessuale. Il messaggio implicitoera: MySpace è un club digitale in cui esserescapestrati è la norma. Questa libertà sipoteva riscontrare anche nelle scelte fattesul design: si poteva, infatti, utilizzando leconoscenze di base del codice HTML,personalizzare completamente le propriepagine cambiandone sia il layout chel’aspetto dei singoli box (fig. 4). Questosocial network si presentava come un luogoin cui non vi erano regole e dove erapossibile fare tutto quello che si desiderava. Al momento della nascita di TFB, il chiassoso MySpaceaveva già sorpassato il milione di utenti. M.Z. era convinto che proporre un look minimal, mettendocosì l’accento sui contenuti, fosse la scelta giusta per imporsi nel panorama dei social network. Laconvinzione del fondatore di TFB era che, costringendo gli utenti a non impiegare del tempo nellapersonalizzazione del profilo, essi sarebbero stati più propensi a creare e a condividere nuovicontenuti. E questi ultimi mantenevano in vita e in continua espansione il social network che aveva,quindi, come obiettivo semplicità ed efficienza, non frivolezza. Il look scarno e minimal di TFB era innetto contrasto con gli eccessi grafici di MySpace ma M.Z. non era ancora pienamente soddisfatto;credeva, infatti, che l’aspetto attuale del suo sito riflettesse il modo disordinato con cui si era evolutodai tempi del dormitorio.Nel 2005 Sean Parker, consulente marketing di TFB, consigliò a M.Z. di assumere una persona che sioccupasse della grafica del sito: fu, così, che Aaron Sittig entrò a far parte ufficialmente del team diTFB come designer grafico. Il suo compito era di conferire al sito un ordine e un’impaginazione tali darendere la fruizione del social network ancora più semplice ed efficace. Questo restyling faceva partedel Progetto Facelift che non era unicamente incentrato alla grafica, ma puntava ad unmiglioramento del sito in tutti i suoi aspetti. Infatti, lo spirito di tale progetto può essere sintetizzatonella volontà di dare agli utenti tutti i mezzi necessari per poter comunicare con gli altri, non con ilsito. Oltre a questo, si ambiva a rendere il sito più “attraente” per incrementare il numero di utenti.Nel Progetto Facelift, infatti, era compreso il re-brand del marchio e il cambio di dominio. Èufficialmente dal 20 settembre 2005 che il social network nato a Harvard si chiama Facebook.Responsabile di ciò fu Sean Parker, convinto che, affinché il sito rispecchiasse la nuova mission, fossenecessario un re-brand del marchio: furono così tolti il the e le parentesi quadre dal logo. Inoltre fuadottato anche un cambio di dominio da thefacebook.com a facebook.com.Figura 4 Pagina Profilo MySpace 2006, tratta da Let’s talk forreal <http://www.clintonandor.com/html/blog.html>.
  16. 16. 16
  17. 17. 17Il Profilo non si presentava estremamente diverso nel contenuto ma piuttosto nella forma. I coloriusati erano limitati e non sfumati. Si percepiva anche un alleggerimento di tutta la pagina poichéerano stati eliminati i bordi tratteggiati e ridotti l’Header e il riquadro Search. Le divisioni in riquadrierano, inoltre, meno marcate; la nuova versione non presentava i margini, e ciò nonostante, ladivisione in colonne e riquadri era evidente. Il progetto Facelift, come indica il nome stesso, mirava anon sconvolgere il profilo FB, ma lo aiutava a evidenziare meglio quali erano i suoi punti di forza.Grazie a questa grafica, le informazioni erano facilmente individuabili e leggibili e con questo nuovodesign FB si metteva in netta contrapposizione a MySpace, regno dei colori sgargianti e fluo, facendocapire come nel social network di M.Z. i contenuti fossero centrali e prioritari.Figura 5 Wireframe pagina Profilo di Facebook.com nell’anno 2006 (Foto tratta dal sito Facebook Craze<http://facebookcraze.com/tag/old-facebook-layout/>, Wireframe e Tabella di Matteo Cesati).
  18. 18. 18La funzione del profilo più interessante fu l’introduzione dell’applicazione Foto. In precedenza, l’unicafoto visualizzabile era quella del profilo e, una volta cambiata, era impossibile recuperarla; la nuovaapplicazione, invece, permetteva di vedere tutte le foto del profilo di un utente e visionare gli albumcomprensivi di titolo e di breve descrizione. Non era, però, ancora possibile commentare gli album ole foto singole. Lo straordinario successo della nuova applicazione di FB per la gestione dellefotografie spinse l’azienda a riflettere su quali fossero i motivi di questo grande apprezzamento. Unodei fattori individuati era la facilità con cui si potevano trovare le nuove foto caricate dagli amici: ilriquadro Foto, presente sul profilo di ogni utente, mostrava quali album erano stati aggiornati direcente. Sembrava, quindi, che gli utenti volessero sapere cosa ci fosse di nuovo. M.Z. decise dimuoversi in questa direzione introducendo il Timesorting (Ordinamento Cronologico) anche nellalista degli amici; Questi ultimi venivano visualizzati secondo l’aggiornamento più recente. Questafunzione fu molto apprezzata dagli utenti di FB; infatti, il team di programmatori aveva valutato chead ogni cambio d’immagine di profilo o di aggiornamento d’informazioni si ottenevano in mediaventicinque page views in più. Così, giunsero alla conclusione che l’attività principale degli utentifosse esaminare le novità sui profili degli amici. Studiare i profili altrui era un’attività ossessiva, manon molto efficiente. Infatti, nella passata versione non vi era nulla che segnalasse cosa fossecambiato dall’ultima visita del profilo, ma era compito dell’utente ricordarselo. Così i leaderdell’azienda ebbero l’idea di costruire una pagina che mostrasse, non solo le ultime foto aggiunte, matutti i cambiamenti recenti dei profili degli amici.L’avvento del Newsfeed segnò l’inizio di una nuova era per FB. Il modello cui s’ispirava questa paginaera quello di un quotidiano tarato sugli interessi di ciascun utente e distribuito in modo diretto. FBchiamava Story ogni singola notifica e The Publisher (l’editore) il software del Newsfeed.Quest’ultimo analizzava ogni attività compiuta sul sito da ciascuna di quelle persone e, ogni volta chel’utente accedeva a FB, classificava l’attività di tutti i suoi amici sulla base della probabilità chel’utente trovasse interessanti tali aggiornamenti, considerando il comportamento pregresso diciascun utente. Lhomepage, quindi, sarebbe apparsa a ogni utente completamente diversa aseconda dei propri amici. Insieme al Newsfeed, fu programmato il Minifeed. Tale applicazione erasituata in un riquadro posto nel profilo e possedeva gli stessi algoritmi della sezione Notizie. Ladifferenza consisteva nell’oggetto d’interesse dell’algoritmo: l’utente stesso del profilo. Per questomotivo, il Minifeed assunse la funzione di costruire di cronologia degli aggiornamenti, delle modificheo delle attività dell’utente.
  19. 19. 19Dal punto di vista grafico, la sezione Notizie manteneva il layout del profilo e alcuni elementi incomune (fig. 6.1&2). Il cambiamento principale, oltre al contenuto, consisteva nella grandezza delledue colonne interne: esse risultavano, infatti, come invertite. Nella colonna sinistra, ora la più grandetra le due, vi era il Newsfeed che conteneva tutti gli aggiornamenti dei propri amici; Invece, lacolonna destra era dedicata interamente alle notifiche.Figura 6 Wireframe del Newsfeed di Facebook.com nell’anno 2006 (Foto tratta dal sito Grovo Blog<http http://blog.grovo.com/>, Wireframe e Tabella di Matteo Cesati).
  20. 20. 20Il 5 settembre 2006 sul blog di FB fu pubblicato l’annuncio del compimento del Progetto Facelift.Tutto il team era fiducioso che il restyling e il lancio del Newsfeed consacrasse definitivamente FBcome il social network più innovativo e più amato. Ma se per il restyling del sito e l’applicazione Foto,lancianti alcuni mesi prima, il consenso arrivò unanime, per la pagina Newsfeed non toccò la stessasorte. Solo un utente su cento recensiva positivamente la nuova sezione. Inizialmente gli ideatori sichiesero quale fosse il problema e quale fattore riguardo all’Usability avessero tralasciato: Facilità diapprendimento, Efficienza d’uso, Facilità di memorizzazione, Frequenza e Pericolosità degli errorierano state tutte rispettate. La sezione Notizie faceva automaticamente quello che gli utenti avevanofatto dalla nascita di FB, ovvero ricercare le informazioni più interessanti. E lo faceva anche con undiscreto successo, poiché si basava sulle preferenze dell’utente. Inoltre, non bisognava imparare adusare tale pagina dal momento che era tutto automatizzato e gli errori potevano essere risoltiimpostando diversamente le preferenze. Ben presto capirono che il fattore non preso inconsiderazione era quello della Soddisfazione Personale: la sezione Notizie non aveva privato gliutenti del piacere di cercare le informazioni, ma metteva in luce un aspetto di FB che, fino a quelmomento, non era ben chiaro. Gli utenti capirono che FB registrava tutti i propri aggiornamenti e cheessi erano sotto gli occhi di tutti. In realtà, ciò accadeva anche in precedenza; ma la sezioneNewsfeed metteva ora in evidenza tutte le proprie informazioni personali eliminando così ogni sortadi riservatezza. FB aveva compiuto il suo primo passo falso e sul social network non esitarono asottolinearlo, anche con la creazione di gruppi di protesta. Si contava che circa il 10% degli utentiprotestasse attivamente contro la nuova sezione. Malgrado la tale disapprovazione degli utenti, M.Z.vedeva in questo episodio qualcosa di paradossale: Il fatto che i gruppi anti-Notizie fossero cresciutitanto in fretta, dimostrava quanto il nuovo sistema fosse efficiente. Gli utenti s’iscrivevano a questigruppi dopo aver scoperto la loro esistenza grazie al Newsfeed. Per lui, questo era la prova che talesezione aveva funzionato, anche se queste argomentazioni razionali non bastavano certo a placare lelamentele degli utenti. Era necessario, perciò, introdurre un servizio che riuscisse a dare il controllodelle informazioni personali agli utenti. La soluzione proposta dal team di Palo Alto fu l’introduzionedi nuove impostazioni della privacy. In quarantotto ore i programmatori di FB crearono nuoveimpostazioni dando agli utenti un margine di controllo sulla propria sezione Notizie. Con talimodifiche si poteva chiedere al software di non pubblicare notifiche su particolari tipi di azioni; adesempio, il programma poteva essere silenziato quando si apportava un cambiamento alla situazionesentimentale. Quest’avvenimento insegnò a FB una dura lezione, forse però, mai appresa del tutto.Poiché FB è un infostruttutura, in cui gli utenti interagiscono tra loro, sono quest’ultimi a dover avereil pieno controllo di tutte le sue funzioni in modo tale da utilizzarle con il massimo grado disoddisfazione. Tutte le funzionalità su cui l’utente non può esercitare anche un minimo controllo
  21. 21. 21sono destinate a fallire o a essere fortemente contrastate. Dopo l’aggiunta delle nuove impostazionidella privacy la sezione Notizie iniziò ad essere apprezzata e fortemente utilizzata. I dati parlavanochiaro: gli utenti passavano su FB, in media, più tempo rispetto a prima del lancio delle Notizie. Adagosto le pagine visualizzate furono dodici miliardi; ad Ottobre con la nuova sezione attiva arrivaronoventidue miliardi.Con il re-brand del marchio, il Progetto Facelift e l’Open Reg, ovvero la registrazione aperta a tutti enon più solo ai college e alle scuole superiori, FB si stava affermando come uno dei migliori socialnetwork presenti online. Molte persone iniziarono ad abbandonare MySpace trovandolo troppoconfusionario e poco sicuro, visto l’enorme quantità di profili falsi. M.Z., caratterizzato da unapropensione a progetti a lungo termine, era conscio che il progetto Facelift fosse solo la prima fase eche quello era il momento di affermarsi definitivamente su tutti gli altri competitor. Infatti, MySpace,nonostante le prime defezioni, era ancora il social network con più iscrizioni sul web. Il prossimopasso di M.Z. era di trasformare FB da semplice social network a piattaforma, potendo così offrire aipropri utenti sempre più funzionalità, incrementando così il numero d’iscritti.
  22. 22. 22Capitolo 3 - Versione 2007 - Facebook PlatformUno dei sogni di M.Z. era quello di creare una piattaforma, un posto in cui tutti potessero far giraresoftware, come Windows di Microsoft o Macintosh di Apple. E il 2007 era indubbiamente il momentoideale. L’Open Reg, infatti, aveva avuto un enorme successo assicurandosi milioni di utenti e un certorispetto da parte delle altre aziende. L’epifania per la creazione della piattaforma venne dopo unariflessione sulle uniche due app create da FB: Foto ed Eventi. Mancavano molte funzionalità a questeapplicazioni che qualsiasi altro software poteva offrire. Le foto, ad esempio, non erano ad altarisoluzione, la funzione di stampa era poco funzionale e, fino a poco tempo prima, non si potevanoneanche ordinare gli album; ma, nonostante tutti questi limiti, tale applicazione era il sito di foto piùtrafficato di internet. In maniera analoga, nonostante l’applicazione Eventi presentava dei limiti, essaaveva superato per visite Evite.com, sito per eventi fino a quel momento leader nel settore. Tutte lemancanze di queste applicazioni erano, però, compensate da una loro funzionalità esclusiva:l’integrazione con il grafo sociale, ovvero la rete di amicizie in cui i nodi sono gli utenti e leconnessioni sono le amicizie. Il team di FB aveva creato il più potente meccanismo di distribuzione dicontenuti. Se l’utente aggiungeva una foto o partecipava a un evento, il sistema lo comunicava agliamici. M.Z. pensò che questo sistema potesse essere allargato a qualsiasi tipo di applicazione, cosìche un’azienda, una volta scoperta la possibilità di creare applicazioni così potenti, ne avrebbeprogettate altre di qualsiasi tipo: Giochi, Shopping e altro, tutte basate sul grafo sociale. L’aspirazionedi M.Z. era di fare per il Web quello che Bill Gates aveva fatto per il PC: creare un’infrastrutturastandard, che semplificasse lo sviluppo di applicazioni. Gli effetti positivi che si potevano trarre dallatrasformazione di FB in una piattaforma erano molti. In primo luogo, la creazione di una piattaformaavrebbe permesso a FB di diventare il fulcro di un ecosistema composto da partner che dipendonodal proprio prodotto. Si sarebbe potuto così decidere come, quando e in che quantità i partnerpotessero o dovessero interagire con FB. E una volta che l’azienda si fosse posta al centro di un interoecosistema per i competitor scalzarla sarebbe diventato difficilissimo. In secondo luogo, FB si sarebbeliberata dell’onere di eccellere in tutto quello che fa; infatti, era altamente improbabile che potesseriuscire a creare la migliore applicazione per ogni servizio a cui gli utenti fossero interessati.Già nell’Agosto del 2006 FB fece la prima mossa per diventare una piattaforma, anche se nessuno sene accorse poiché era in corso la diatriba riguardante la sezione Notizie. In quell’anno furonosviluppate da Dave Fetterman le API (application programming interface, interfaccia diprogrammazione per applicazioni), un sistema che consentiva di loggarsi su altri siti usandousername e password di FB. Così, FB cercava di porre rimedio alla frammentazione dei socialnetwork, l’utente poteva iscriversi a più siti utilizzando l’account FB e essi potevano avere le
  23. 23. 23informazioni di base dell’utente dal suo account. Queste non ebbero, però, il successo sperato. Ilproblema principale consisteva nella limitata utilità per i partner esterni, poiché non era inclusa la“distribuzione”. Si poteva estrarre da FB la lista degli amici, ma l’applicazione non permetteva diinviare informazioni a FB e, quindi, non venivano generate notifiche ne sul Newsfeed e ne suMinifeed. Per lo sviluppo delle API si partì dall’applicazione Foto.M.Z. si chiese come le altre applicazioni potessero fare le stesse cose delle loro app. Sul profilo diogni utente era presente un box per gli album delle foto e, cliccando su una di esse, l’utente arrivavaa un’intera pagina dedicata. Quando l’utente caricava una foto, il suo Minifeed si aggiornava e lostesso faceva la pagina Notizie degli amici. Considerando tali fattori, M.Z. decise di permettere aglisviluppatori esterni di inserire sulle pagine di profilo dei box per le proprie applicazioni e di costruireintere pagine di FB ad esse dedicate. Naturalmente, le azioni compiute in ogni applicazioneavrebbero generato contenuti nella sezione Notizie e aggiornato il Minifeed.Il 24 maggio 2007 fu organizzato al F8, una conferenza composta da un keynote, tenuto da M.Z., incui fu lanciata la piattaforma, e da una Hackathon, dove gli sviluppatori avevano la possibilità perotto ore di creare le loro applicazioni con il team di FB. La risposta degli utenti fu fin da subito più chepositiva. Il traffico dati fu esorbitante e in soli sei mesi furono sviluppate più di 25.000 applicazioni.Queste novità furono accompagnate da un restyling del profilo così da poter supportare al meglio lenuove applicazioni.
  24. 24. 24Figura 7 Wireframe pagina Profilo di Facebook.com nell’anno 2007 (Foto tratta dal sito Teknowlodgy<http://teknowlodgy.com/social-media/facebook/facebook-website-design-from-2004-to-2011/attachment/facebook-in-2007>,Wireframe e Tabella di Matteo Cesati).
  25. 25. 25Il nuovo profilo manteneva a grandi linee lo stesso layout della precedente versione, anche selasciava intuire un futuro passaggio da un layout a due colonne a uno a tre. Unaltra modifica fu fattaper le pubblicità che mantenevano sempre la stessa posizione di sempre, ma si svincolavano dalformato banner. Infatti, gli spazi per le inserzioni diventavano veri e propri riquadri, composti da untitolo, un’immagine e una descrizione del prodotto o dell’evento. Inoltre, sotto di essi, si trovavano ilink Create, per creare il proprio box pubblicitario, e Share, per condividere la pubblicità sul proprioprofilo. Il nuovo formato delle pubblicità fu scelto per contrastare Google AdWord, la piattaforma diGoogle, leader nel settore, che permetteva di farsi pubblicità attraverso la pubblicazione di annuncitestuali, immagini e video sulle pagine dei risultati di ricerca e sui siti della rete di contenuti Google. Ipunti di forza di Facebook Ads erano una profilazione dell’utente precisa e la riprova sociale, ovveroche qualsiasi persona ritiene comportamenti validi le scelte che venivano fatte da un gran numero dipersone, nel caso di FB i propri amici. Difatti nacque a questo scopo il pulsante Share: quando su FBdieci dei tuoi amici diventavano fan di una Pagina, vi era una grande possibilità che lo diventassianche tu. Invece, i punti deboli erano la posizione degli annunci e il contesto in cui veniva presentatala pubblicità. Se su Google l’annuncio, posto sotto la barra di ricerca, era ben integrato nella pagina el’utente era sul motore di ricerca per cercare effettivamente qualcosa, su FB le inserzioni facevano dacontorno, poiché vengono percepite come esterne alla pagina e poiché la principale attivitàdell’utente era quella di parlare e condividere con gli amici, non ricercare qualcosa. Ma la veranovità era la sostituzione del vecchio menù laterale con la lista delle applicazioni. Essa contenevaapp di base come Foto, Gruppi, Eventi e Marketplace e consentiva l’aggiunta di nuove. La lista eracompletamente modificabile ed espandibile attraverso i pulanti Edit e More. Nella colonna del profilofu eliminata la precedente intestazione, integrando tali informazioni nel profilo stesso. I riquadri, inquesta colonna, erano gli stessi della versione precedente, infatti, la novità nel profilo consistevanella divisione in box: con l’introduzione delle applicazioni, FB doveva dare ad ognuno lo spazioadeguato e lo fece, dando ad ogni app, sia interna a FB che esterna, il suo riquadro. Essi, inoltre,offrivano la possibilità di modificarne il loro ordine di apparizione, la colonna di appartenenza, lagrandezza (ridotta o espansa) e, solo per le applicazioni esterne, la loro presenza sul Profilo .Quest’aggiornamento, oltre a fornire nuove possibilità, lasciava intuire la nuova direzione che FBvoleva intraprendere: creare cioè un profilo su più pagine. Se con l’applicazione Foto si era giàtentato di sviluppare questa idea, con la versione 2007 si confermava questo trend che fu incentivatodall’introduzione del menù di navigazione del profilo posto in alto a destra. Evidente che questenovità riguardanti la personalizzazione non erano in contrasto con le scelte attuate nel 2006 perdifferenziarsi da MySpace. Infatti, se in quest’ultimo vi era una personalizzazione senza regole, in cuigli utenti potevano fare quello che desiderano del proprio profilo, in FB, anche cambiando la
  26. 26. 26disposizione dei box, la pagina era comunque ordinata e con un aspetto lineare. I contenuti eranoben visibili e la ricerca delle informazioni intuitiva e semplice. La possibilità, inoltre, di aggiungere boxdelle applicazioni rendeva il profilo ancora più personale. Infatti, in MySpace non era consentitoaggiungere applicazioni esterne per decisioni dei creatori e quindi la personalizzazione avvenivaunicamente tramite l’aspetto grafico; in FB il profilo era personalizzato dai contenuti e quindi anchedalle applicazioni installate che raccontavano qualcosa in più sull’utente. Con queste scelte FB siponeva ancora di più come “L’anti-MySpace”, sottolineando ancora una volta l’assoluta centralità deicontenuti. Ma la piattaforma FB non era l’unica cosa a cui stessero lavorando i programmatori;infatti, furono introdotte piccole e grandi novità come il nuovo prompt per l’aggiornamento dellostatus, che, aggiungendo il verbo “Is” davanti al nome dell’utente, induceva gli utenti a scriverequalcosa di personale, lasciando citazioni e aforismi alle note, o come l’introduzione dei tag nellefotografie. Essi collegavano i profili dei propri amici alle foto, rendendo così la foto ipertestuale. Magli aggiornamenti non riguardavano strettamente il profilo; vennero introdotte le Pages, ovveroprofili dedicati alle Aziende, Prodotti o Celebrities dove vigeva l’amicizia unidirezionale, e laFriendslist, che semplificava la visualizzazione degli amici e in cui si potevano creare delle liste privateper organizzare al meglio le proprie relazioni. Queste liste potevano essere utilizzate per inviaremessaggi, invitare i membri ad aderire ad alcuni gruppi e a filtrare gli aggiornamenti in modo tale daorganizzare anche al meglio il proprio Newsfeed.E così mentre FB era concentrato ad affermarsi come piattaforma web, MySpace iniziava a crollare.La sfida con gli altri social network appassionava ben poco M.Z.. Il nuovo obiettivo del suo team eradi rendere FB capace di incrementare la velocità del flusso di informazioni tra gli utenti – lo sharing –e semplificare l’aspetto grafico del sito per consentire l’elaborazione di un volume di informazionisempre maggiore.
  27. 27. 27Capitolo Quattro - Versione 2008/09 - FB95Uno degli aspetti a cui M.Z. era più interessato era di far crescere il numero degli iscritti a FB in mododa creare sempre più traffico sul sito. Per far ciò, il suo team pensò che il sito dovesse esseremaggiormente accessibile semplificandone la navigazione data l’enorme quantità di funzioni. Unadelle prime mosse fu tradurre FB in altre lingue in modo tale da permettere l’iscrizione anche ai nonanglofoni. La traduzione di FB adottò un approccio innovativo che sfruttava l’entusiasmo degli utentidi tutto il mondo. Anziché incaricare un gruppo di dipendenti di tradurre in decine di altre lingue leoltre trecentomila parole e frasi usate sul sito, Facebook affidò questo compito alla crowdintelligence. Per creare una versione in ciascuna lingua, il software di FB presentava agli utenti unalista contenente le parole da tradurre; così chiunque, mentre utilizzava il sito, poteva occuparsi dellatraduzione in spagnolo, tedesco o swahili, di una o più parole. Ogni parola era così tradotta da diversiutenti; e successivamente il software chiedeva ai nativi madrelingua di quel paese di votare latraduzione migliore di ogni parola o frase. Questo nuovo approccio dimostrava come gli utentifossero attivi nella crescita di Facebook. L’accessibilità non consisteva solo nella traduzione di FB, maanche in un nuovo Profilo e funzioni in Realtime. Tutto ciò faceva parte del progetto FB95, nome chericordava Windows 95, il sistema operativo di Microsoft che aveva trasformato definitivamenteWindows in un prodotto mass-market e aveva garantito il monopolio planetario all’azienda.Il profilo venne riscritto con lo scopo di aiutare gli utenti ad immagazzinare un maggior flusso dicontenuti e, perciò, il team sviluppò la via intrapresa nella precedente versione, ossia un design a piùlivelli. Le novità nel profilo erano molte a partire dalla nuova struttura a tre colonne, che permettevala disposizione di un maggior numero di contenuti senza avere pagine troppo lunghe da analizzare. Ildesign venne in parte mantenuto, nelle intestazioni dei riquadri, nello sfondo e nelle icone presentinella bacheca, e in parte riadattato, come nel caso della gestione delle colonne. Infatti, sebbeneanche nelle precedenti versioni le colonne presenti fossero tre, solamente da ora esse vengonoutilizzate per contenere le informazioni e i contenuti del profilo. Nei precedenti profili, infatti, lacolonna sinistra conteneva unicamente un menù per la navigazione del profilo e per gestione delleimpostazioni. Questa scelta fu effettuata per due motivi: permetteva agli utenti di non avere paginetroppo lunghe da analizzare e successivamente consentiva di avere una migliore disposizione deicontenuti. Se con Facebook Platform era stata messa in risalto la centralità delle applicazioni, con ilprogetto FB95 l’utente ritornava ad essere l’epicentro dell’intero social network. Era l’utente checreava e sceglieva l’ordine delle diverse schede; e grazie a queste scelte, decideva il taglio da dare alproprio profilo.
  28. 28. 28
  29. 29. 29L’altro fattore su cui puntava il progetto FB95 erano funzioni in Realtime. Una loro declinazione erarappresentata dalla Instant bar che si sviluppava in fondo alla pagina, per tutta la sua lunghezza. Essaospitava tre riquadri espandibili che permettevano di: Vedere le proprie Notifiche. Prima le notifiche erano visibili unicamente nell’homepage. Orala barra, così come l’Header e il menù in alto erano sempre presenti in tutte le pagine delsito, in modo tale da rendere immediato l’avviso di una nuovainterazione. Cambiare lo stato di Facebook da Online a Offline eviceversa. Quando era impostato lo stato offline, nessunmessaggio della chat poteva essere inviato e gli amici nonpotevano vedere l’utente tra i possibili contatti con cuiiniziare una sessione di chat. Guardare quali amici erano online e iniziare una sessione dichat. In questo riquadro compariva la lista degli amici onlinee, cliccando su uno di questi, si apriva un nuovo riquadro nellabarra della chat. Tale box era l’interfaccia in cui chattare conl’amico scelto. La chat era un servizio d’instant messaging cheandava a colmare le lacune dell’Inbox e della bacheca: adifferenza dei post in bacheca, la chat era privata, e, rispettoall’Inbox, era automaticamente aggiornata. Essa però avevaancora alcune mancanze come per esempio l’impossibilità dicreare sessioni di gruppo.Figura 9 Interfaccia elenco utentionline, tratta da Facebook Blog<https://blog.facebook.com/> .Figura 10 Interfaccia chat, tratta daFacebook Blog<https://blog.facebook.com/> .Figura 8 Wireframe pagina Profilo di Facebook.com nell’anno 2008 (Foto tratta dal sito Hisham’s Blog< http://blog.hishamrana.com/2008/07/27/how-to-get-facebooks-new-layout>, Wireframe e Tabella di MatteoCesati).
  30. 30. 30Un’altra funzione, che seguiva la filosofia Realtime, fu l’aggiunta del pulsante Mi piace, che dava lapossibilità di dare il proprio apprezzamento con un semplice click. L’ultima funzionalità, portata daquesto progetto, era il Realtime Stream, ovvero il flusso di informazioni mostrato in tempo reale.Esso, di conseguenza, cercava anche di migliorare l’interazione con il grafo sociale. Il popolo di FBraccontava la propria vita attraverso status, foto e aggiornamenti video e faceva ciò ovunque fossegrazie alla possibilità di accedere a internet con i dispositivi mobili, dalla versione mobile di FB edall’applicazione per iPhone. Inoltre, l’idea che il proprio profilo fosse solamente definito dai propriinteressi e dalle proprie informazioni era ormai stata accantonata da tempo; l’utente è i suoi post e isuoi aggiornamenti di stato, motivo dalla scelta di posizionare la scheda Bacheca come prima schedavisualizzabile. M.Z. aveva, già nelle precedenti versioni, migliorato l’user-experience concentrandosisu quello che poteva piacere agli utenti e mostrandolo tramite il Newsfeed. Con FB95 si prefiggeva diraggiungere un gradino in più: mostrare tutti gli aggiornamenti degli amici e delle fan page in temporeale permettendo così all’utente di partecipare allo Stream in prima persona. Come spiega M.Z.4gliutenti non andranno su FB unicamente per guardare una parte di contenuti, ma principalmente perguardare cosa sta succedendo in quel momento nella propria rete sociale. L’introduzione delRealtime Stream permetteva agli utenti di essere sempre aggiornati e incentivava loro a produrrecontenuti per permettere agli altri di rimanere sempre in contatto. La conseguenza di questopensiero fu la modifica dell’algoritmo del Newsfeed. Così la sezione Notizie si trasformò in Livefeed,sezione governata da un algoritmo con focus sull’aggiornamento in tempo reale. In questo nuovoalgoritmo furono rimosse le vecchie impostazioni basate sulle preferenze dell’utente; da questomomento, nell’homepage di ogni utente venivano presentati gli aggiornamenti di tutti gli amici o ditutte le fanpage a cui si era connessi. Per ordinare e rendere più efficace la visualizzazione delloStream fu modificata la colonna sinistra introducendo un menù laterale che permetteva di filtrare intempo reale il Livefeed secondo le reti sociali di appartenenza o la tipologia di aggiornamento.Nell’homepage, inoltre, fu inserito nella colonna destra il box degli Highlights, che mostrava icontenuti salienti prendendo in considerazione un lasso di tempo maggiore rispetto a quello delLivefeed. Questi Highlights sfruttavano il vecchio algoritmo del Newsfeed usato nelle versioniprecedenti.4Zuckerberg Mark, “Improving Your Ability to Share and Connect” , Facebook Blog, 4 marzo 2009<https://blog.facebook.com/blog.php?post=57822962130>
  31. 31. 31Questo progetto, però, non risultò rivoluzionario; infatti, Michael Arrington, giornalista diTechCrunch, scrisse un articolo intitolato “La FriendFeedazione di Facebook” in cui faceva notare cheFB con il nuovo restyling tentasse di imitare FriendsFeed,unendo, ai tradizionali contenuti dellenotizie, aggiornamenti di stato in tempo reale. Per far tacere le polemiche ed avere un team dipersone specializzate nel realtime, FB comprò FriendsFeed nell’Agosto del 2009. La vera “musaispiratrice”, però, era Twitter. Nato nel 2006, questo social network permetteva agli utenti di scrivereFigura 11 Wireframe Livefeed di Facebook.com nell’anno 2009 (Foto tratta dal sito Stesio54< http://www.stesio54.it/archives/un-nuovo-facebook>, Wireframe e Tabella di Matteo Cesati).
  32. 32. 32post di 140 caratteri e di arricchirli con link di foto, notizie e video, formando così un micro-blog. Lasua vera forza consisteva, però, nel Livefeed che permetteva agli utenti di visualizzare in tempo realegli aggiornamenti dei propri follower. Ma esso non fu l’unica funzionalità a cui FB s’ispirò. Vi era,infatti, la possibilità su Twitter di taggare i propri follower ai post, collegando così l’aggiornamento distato ad un particolare utente. Per poter attuare questo collegamento si doveva digitare il simbolo“@” seguito dal nickname dell’utente. La stessa funzionalità fu introdotta con FB95 con le medesimemodalità (@+nome amico). Se, però, su Twitter il tag in un post era una necessità5, su FB nonsembrava essere strettamente necessario, poiché per interagire con gli altri utenti si poteva visionareil profilo e scrivere un commento. Con questi aggiornamenti e le accuse mosse dai blog, si potevapensare che, per la prima volta, FB non fosse più “l’innovatore” ma dovesse reagire alle novità altrui.Ma, nonostante le critiche, il progetto FB95 portò ad una crescita del social network, facendoloarrivare da 150milioni d’iscritti alla quota di 300milioni.Alla fine del 2009 FB confermava così la sua posizione di predominio all’interno dell’ecosistema deisocial network per numero di iscritti e per livello di partecipazione; iniziava, però, a manifestare unapaura verso la concorrenza dando la sensazione di non avere più assi nella manica. Per migliorare lasua reputazione, il team di Palo Alto decise di muoversi in due direzioni: verso un miglioramento diaccessibilità e di controllo delle informazioni della versione desktop e verso la creazione diapplicazioni e versioni adeguate della versione mobile.5Su Twitter non era possibile scrivere sul profilo di altri utenti, quindi, per poter rispondere e comunicare con glialtri l’uso del tag nei post risultava essere l’unico modo possibile.
  33. 33. 33Capitolo Cinque - Versione 2010-2011Il biennio 2010-11 fu caratterizzato da un lavoro trasversale sulla privacy, sia per la versione web cheper quella mobile. Avendo FB molte funzionalità e milioni d’iscritti, l’obiettivo prioritario era quello didare il totale controllo agli utenti del proprio profilo e delle proprie informazioni per evitare iproblemi avuti passato. Di cambiamenti sui termini della privacy ne erano stati fatti, se si pensa chenel 2005 FB spiegava così la sua politica:“No personal information that you submit to Thefacebook will be available to any user of the Web Sitewho does not belong to at least one of the groups specified by you in your privacy settings.”Figura 12 Infografica sullaccessibilità delle informazioni su FB utilizzando le impostazioni di default del 2004.
  34. 34. 34Per poi, in cinque anni, riscriverla completamente così:“Certain categories of information such as your name, profile photo, list of friends and pages you area fan of, gender, geographic region, and networks you belong to are considered publicly available toeveryone, including Facebook-enhanced applications, and therefore do not have privacy settings. Youcan, however, limit the ability of others to find this information through search using your searchprivacy settings.”Figura 13 Infografica sullaccessibilità delle informazioni su FB utilizzando le impostazioni di default del 2010, tratta daMatt Mc Keon <http://mattmckeon.com/facebook-privacy/>.
  35. 35. 35Le due infografiche, che rappresentano la visibilità delle proprie informazioni con l’impostazione didefault, illustrano come, con il passare degli anni, FB avesse puntato su una maggiore accessibilitàdelle informazioni a terzi (app, non-utenti, ecc.). Questa scelta fu fatta per migliorare la pubblicitàmirata e per incentivare lo sviluppo di applicazioni nella piattaforma FB in modo da poter usufruire ditali informazioni. I cambiamenti furonograduali negli anni, ma mai spiegati efatti scegliere agli utenti. L’utentemedio, ovvero colui che non siinformava quotidianamente su blog delsettore, si trovava di anno in anno conle sue impostazioni della privacyresettate senza essere stato avvisato.Questo creava nell’utentepreoccupazione poiché pensava di nonpoter gestire come voleva i suoi contenutie ciò si poteva tradurre in una minor condivisione d’informazioni. Così, M.Z., sentendosi attaccatodagli utenti e con il timore che alcuni abbandonassero il social network, decise di spiegare come leimpostazioni stessero cambiando e quale filosofia sostenesse tale cambiamento. Inoltre, pensò dicreare post e videotutorial per mostrarne l’utilizzo e per rispondere alle domande più frequenti. Loscopo di tale modifica era di semplificare e alleggerire le impostazioni sulla Privacy. Si può dedurreche il team di FB avesse capito che per gli utenti fosse fondamentale avere nuove voci sulla privacy,forse, più generali ma comprensibili. Infatti, questo social network non si rivolgeva, solamente, adutenti esperti di computer, ma alla massa ed essa aveva bisogno d’impostazioni semplici e chiare el’acquisizione di ShareGrove, azienda specializzata nella gestione della privacy, dimostrava quanto FBstesse cercando di allontanare questi timori negli user. La nuova pagina si presentava con un numeroridotto di voci e con quattro nuove macro categorie per migliorare il riconoscimento delle funzioni.La prima riguardava il controllo dello sharing, per decidere chi poteva visualizzare gli aggiornamentidi status, foto e video. In questo pannello di controllo vi erano tre modelli precompilati (visibile atutti, solo agli amici e agli amici degli amici) e la possibilità di crearne uno personalizzato. La secondacategoria regolava la modifica della visualizzazione delle informazioni di Base; poche informazioni,come nome, la foto di profilo, il sesso e le reti sociali, erano obbligatoriamente visibili in modo darendere possibile agli altri il riconoscimento del profilo. La terza trattava delle Applicazioni e i Siti cheerano collegati con il proprio profilo FB; si poteva così controllare le informazioni che erano condivisea queste terze parti e eliminare le applicazioni. Infine, la quarta era la lista degli utenti e applicazioniFigura 14 Schermata impostazioni della privacy 2010, tratta daFacebook Blog <https://blog.facebook.com/> .
  36. 36. 36bannati. La nuova pagina delle impostazioni sulla privacy era molto chiara e schematica grazie alraggruppamento delle voci per sezioni tematiche e grazie alla riduzione del loro numero.Anche se nel 2010-11 gli sforzi del team di FB erano concentrati sulla privacy, vi fu spazio per lavoraresu ulteriori due fronti: il miglioramento della versione web e l’implementazione della versionemobile. Per quanto riguarda il primo, tali miglioramenti si tradussero in una ricerca della semplicitànel profilo e nei menu di navigazione. FB si era evoluto e ne era consapevole anche il suo fondatore:“Looking back, the first version of Facebook was verysimple. There were almost no features. There were nostatus updates, photo albums or messages. There was noNews Feed or Platform. The only people who could use itwere college students in the United States. (Zuckerberg,2010)6”Infatti, erano state aggiunte nuove funzionalità e,soprattutto, la mission di FB era cambiata: non era piùuno strumento per studenti ma un mezzo dicomunicazione aperto e per la massa. Se, quindi, da unlato il social network risultava più completo per il grandenumero di applicazioni e funzioni, dall’altro risultavaessere complesso. Gli aggiornamenti per la versione Webfurono graduali, non come in passato, lasciando il tempoall’utente di imparare il funzionamento della novità. Vifurono aggiornamenti di lieve entità come la possibilità di aggiungere i commenti via mail, l’aggiuntadel pulsante ‘Mi piace’ ai commenti e dei sondaggi a risposta chiusa o multipla con voci inseribilidagli amici, l’integrazione dei dati di FB nei risultati di ricerca di Bing e in Skype, l’introduzione dellechat di gruppo e della video chat.Ma la sostanziosa novità del 2010 fu il restyling del menu di navigazione del Livefeed (fig. 2), cherisultava ripulita e più funzionale rispetto a quella della versione precedente. Tre nuove iconecomponevano pannello di gestione delle notifiche: Nuova richiesta di amicizia, Nuovo messaggioprivato, Nuova notifica generale. Se le prime due erano riferite ad azioni molto specifiche, la terzacomprendeva tutte le notifiche riguardanti le interazioni tra il profilo dell’utente e gli amici o leapplicazioni. Queste notifiche erano già presenti in passato nel Livefeed e nella Instant bar, ma la6Zuckerberg Mark,“Making Control Simple”, Facebook Blog, 26 maggio 2010,<https://blog.facebook.com/blog.php?post=391922327130>Figura 15 Confronto tra Navigazione vr.2010 e vr.2009, tratte da Facebook Blog<https://blog.facebook.com/> .
  37. 37. 37loro nuova posizione permetteva di utilizzarle in ogni pagina, data la posizione statica della toolbar,garantendo la visione in tempo reale. Questo riposizionamento evidenziava l’importanza data allenotifiche e permetteva di sostituire lo spazio precedentemente occupato dalle notifiche con ulterioriinserzioni pubblicitarie, la maggiore fonte di profitto del sito. Tornando alla navigazione, si trovava unriquadro dedicato al profilo, comprendente una foto profilo miniaturizzata e un link per poterlovisitare. Al di sotto, era posto un nuovo menu laterale che migliorava la condivisione dei propricontenuti e la scoperta di nuovi. Se nella versione precedente esso svolgeva la funzione di filtro delLivefeed, in questa nuova versione collegava il Livefeed a dashboard, ossia pagine tematiche. Esseerano Newsfeed, Messages, Events, Photos, Friends, Application e Games. Questa nuovaimpostazione del menù riprendeva funzioni delle precedenti versioni7e ne introduceva nuove, grazieal maggior spazio che un menù laterale permetteva senza, però, renderle confusionarie. Conl’introduzione delle Dashboard, il Livefeed, che prima coincideva intellettualmente con l’homepage,diventa così una parte di quest’ultimo al pari di Photos o Applications, rendendo così l’homepage piùcompleta e schematizzata. L’ultima novità della nuova navigazione fu l’introduzione dell’interfacciachat nella colonna sinistra dell’Homepage che permise, insieme allo spostamento delle notifiche, diridurre ad un piccolo box la precedente barra chat.Nel Biennio 2010-11 la navigazione non fu l’unica a subire delle modifiche; infatti, anche il profilo dal10 gennaio 2011 si presentò agli utenti di FB cambiato. Il restyling aveva come principale scopoquello di migliorare la facilità di apprendimento e l’efficienza d’uso rendendo più semplice l’accessoalle funzioni. Il Profilo, pur mantenendo alcuni punti di contatto con la precedente versione, apparivaalleggerito per quanto riguarda le voci e i box presenti. Infatti, molte funzioni furono accorpate inunico box e, grazie alla presenza della nuova navigazione, furono eliminati alcuni riquadri. Il restylingdel profilo non era stato troppo invasivo: oltre al design ancora più sobrio, le uniche novità presentierano la Navigazione Profilo, L’Introduzione Utente e il box contenente la relazione con il profilovisitato.7La Dashboard Friends non era altro che la pagina Amici riveduta e corretta, medesimo discorso per Messagese Events.
  38. 38. 38Questa versione del profilo non rappresentava nulla di rivoluzionario e non spezzava i legami con laprecedente: il suo compito, infatti, era di essere un’evoluzione migliorata e semplice del profilo 2008in linea con il percorso fatto in questo biennio dove l’obiettivo centrale era di rendere le moltefunzioni più a misura di utente. E unaltra riuscita traduzione di questa mission fu l’applicazione Foto.L’app Foto era (ed è) l’applicazione più utilizzata su FB e uno dei motivi del successo di questo socialnetwork. Negli anni successivi al lancio, erano state introdotte alcune funzioni, come i tag, mal’intento era renderle più semplici e automatizzate. Grazie all’acquisizione di Divvyshot, aziendaFigura 16 Wireframe pagina Profilo di Facebook.com nell’anno 2011 (Foto tratta dal sito Tech Crunch<http://techcrunch.com/2010/12/05/new-facebook-profile/>, Wireframe e Tabella di Matteo Cesati).
  39. 39. 39specializzata in applicazioni fotografiche web, che garantiva così a M. Z. di avere nel proprio teamesperti del settore, Foto riuscì ad elevare i suoi standard e ad allargare i suoi meriti, prima relegati alsolo fatto di poter usufruire del grafo sociale. In due anni le foto, che prima potevano raggiungere lalarghezza massima di 604pixel, passarono da un iniziale 720px nel 2010 a 2048px nel 2011diventandocosì otto volte più grandi. Ma le dimensioni non furono gli unici cambiamenti; infatti, il processo ditag diventò molto più facile grazie all’introduzione del face-detecting. Al suo lancio aveva solo ilcompito di identificare se fossero presenti volti nelle foto e, se la risposta fosse stata affermativa, diinvitare l’utente a procedere al tag. Ma, dopo alcune implementazioni del software di face-recognition, che analizzava le nuove foto caricate comparando i volti presenti con quelli delle vecchiefoto, durante il phototagging venivanopresentate le foto non taggate raggruppate pervisi simili e con suggerimenti su chi potesseessere quella persona. In tal modo si potevataggare una persona in molteplici foto con unsolo click. Oltre al lato software dell’app Foto,venne migliorata la veste grafica con l’aggiuntadello Scroll infinito degli album, così dapermettere agli utenti di vedere l’intero albumin unica pagina, e un nuovo photoviewer. Essoconsisteva in una finestra pop-up articolata indue parti: nella parte superiore vi era la foto ein quella inferiore la descrizione, i commenti e le pubblicità. Questo nuovo viewer assecondava almeglio la possibilità di condividere foto più grandi senza, però, sformare il layout delle pagine di FB.Da tutto ciò si può dedurre che questi anni, per FB, non furono incentrati sulla spasmodicaintroduzione di nuove funzioni, ma fu il periodo in cui lavorare al meglio su quello che già erapresente e portarlo ad un nuovo livello. Il 2010-11 fu, più di ogni altro periodo, focalizzato sulla curae sull’attenzione dell’usabilità e all’user-experience: l’obiettivo non era stupire l’utente con nuovefunzionalità, ma stupirlo con le vecchie funzioni migliorate e semplificate. Questo fu anche il periododi maggior sviluppo8della versione mobile9, grazie alle acquisizioni di aziende specializzate nelsettore10e all’ introduzione di Facebook Places e dei Check In. Così FB confermava, ancora una volta,8Il 3 novembre 2010 la Vr. Mobile raggiunse i 200 milioni di utenti attivi.9Non sarà trattato l’argomento nello specifico come riportato nell’introduzione.10Si ricordano tra le più importanti: Snaptu (Mobile App Developer), Rel8tion ( Mobile advertising) e HotPotato (Check-ins/Status updates).Figura 17 Photoviewer vr. 2011, tratta da Facebook Blog<https://blog.facebook.com/> .
  40. 40. 40il suo successo e la sua attenzione per l’Usability e si preparava alla seconda metà del 2011 con unnuovo progetto che lo avrebbe cambiato profondamente: Facebook Timeline.
  41. 41. 41Capitolo Sei - Versione 2011/12 - Facebook TimelineAl F8, l’annuale conferenza del sito, del 2011 M.Z. fece debuttare l’ultima evoluzione del profilo:Facebook Timeline. Il fondatore del social network voleva portare la sua creatura ad un nuovo livello:" Se il primo profilo (Vr. 2004/05) presentava i primi cinque minuti delle vostre conversazioni, e loStream (Vr. 2008/09) i primi quindici, allora io voglio mostrarvi il resto. Ecco a voi la Timeline, lastoria della vostra vita in unicapagina, un nuovo modo di esprimerechi siete (M.Z. @F8 2011)”11.La mission dell’azienda è cambiata,infatti, Il centro focale non è più ilconnettere le persone e farlecomunicare, ma invogliarle acondividere la propria vita. Questocambio radicale nella mission puòessere ricondotto principalmente adue fattori. Il primo è laconsapevolezza che gli utenticondividevano molti momentipersonali tramite status, foto e videoe, quindi, la possibilità di arricchire ilDiario con momenti accaduti anche prima dell’avvento della Timeline e di FB stesso, sembra un’ovvianecessità. Il secondo motivo, forse quello scatenante, è la pubblicità. Le inserzioni pubblicitarie su FBsono mirate poiché sono presentate all’utente secondo algoritmi che analizzano le sue informazioni ei suoi post. Con l’introduzione del Diario, gli utenti hanno la possibilità di specificare molteinformazioni sulle esperienze fatte nella propria vita, proprio come in un diario personale. E tuttequeste informazioni forniscono a FB la possibilità di profilare al meglio gli utenti per le pubblicità. Sela mission di FB è uscita dal F8 rivoluzionata, anche il profilo cessa di esistere così come lo si conoscediventando definitivamente Timeline. Essa non rappresenta un aggiornamento, ma una majorrealese del profilo. Infatti, il Diario riceve l’eredità dei contenuti simbolo del profilo per riscriverli inun modo totalmente nuovo. Gli aspetti chiave della Timeline sono tre: le story, ovvero gli11Molina Bret, “Facebook unveils Timeline profiles”, Usatoday,22 settembre 2011http://content.usatoday.com/communities/technologylive/post/2011/09/live-coverage-facebooks-f8-developer-conference/1#.UMBu_axp6jYFigura 18 Wireframe Timeline 2011-12. Wireframe pagina Profilo diFacebook.com nell’anno 2011 (Foto tratta dal sito Facebook<www.facebook.com >, Wireframe e Tabella di Matteo Cesati).
  42. 42. 42aggiornamenti e momenti speciali di ogni utente; le applicazioni, che andavano ad integrare lapanoramica sull’user; ed infine, una nuova modalità per rappresentare se stessi esplicitata dallascelta del nome Timeline/Diario. Se nella versione inglese il nome suggerisce l’idea di una linea deltempo in cui fissare i momenti significativi della vita dell’utente, nella traduzione italiana l’accento èposto sull’utilizzo della pagina come un diario, in cui lo scrittore racconta se stesso e ciò che gliaccade.Escludendo la toolbar in alto che non ha subito sostanziali cambiamenti, la nuova Timeline si articolain tre grandi aree: Copertina La Timeline Navigazione mensile/TickerbarLa Copertina (Cover in lingua originale) è la prima cosa che l’utente incontra sulla nuova pagina e,come suggerisce il suo nome, ha il compito di essere l’inizio e il simbolo della Timeline. La Cover èun’evoluzione del precedente riquadro Introduzione. La Foto Copertina è la novità più evidente: essaè di maggiori dimensioni rispetto alla foto profilo e, come quest’ultima modificabile secondo le sceltedell’utente. La sua introduzione ha lo scopo di rendere ancora più personale il proprio Diario,offrendo all’utente una nuova possibilità di rimarcare la componente di self-expression. La Coverporta con sé anche l’introduzione di pulsanti che svolgono compiti diversi a seconda del profilovisualizzato.
  43. 43. 43Tra le più interessanti e innovative vi sono: Registro Attività, che collega ad una nuova pagina con la funzione di registro delle interazioniintraprese dall’utente su FB o con altre applicazioni collegate al social network. Ricevi gli Aggiornamenti, per instaurare una connessione asimmetrica. Questa funziones’ispira alla modalità dei follower di Twitter, ovvero ricevere gli aggiornamenti di unaparticolare persona senza che essa riceva quelli dell’utente. Tale novità è stata apportata percercare di ostacolare Twitter nella sua ascesa nel mondo dei social network. Smart-List, ispirata alle cerchie di Google+, social network dell’omonima azienda, èun’evoluzione delle vecchie liste in quanto permette, oltre a raggruppare gli amici per tema,di modificare le impostazioni di condivisione dei contenuti e di relazione con l’utente. Graziead esse, l’utente può decidere quale grado di amicizia assegnare agli utenti a lui connessi, edi conseguenza, decidere il grado di visibilità dei loro post nelle proprie notifiche e nellostream.Figura 19 Wireframe Sezione Copertina di Facebook.com nell’anno 2012 (Foto tratta dal sito Facebook<www.facebook.com>, Wireframe e Tabella di Matteo Cesati).
  44. 44. 44Queste funzioni mostrano come FB cercasse di limitare i social network emergenti utilizzandofunzioni che li caratterizzavano; così facendo, gli utenti non avrebbero abbandonato FB avendo adisposizione le funzioni simbolo degli altri social. Infine, sulla Copertina s’incontrano i riquadri delledashboard presenti sulla propria Timeline che, oltre alle tipiche voci (foto e Info), comprendonoanche quelle dedicate ad applicazioni esterne ma collegate con FB. Come si può notare, la differenzatra la Copertina e la vecchia Introduzione riguarda la tipologia dei contenuti; se nella versioneprecedente le informazioni erano scritte, in quella odierna sono di tipo fotografico ribadendo ilconcetto di Cover come di un vero e proprio diario.
  45. 45. 45Figura 20 Wireframe Sezione Timeline di Facebook.com nell’anno 2012 (Foto tratta dal sito Facebook<www.facebook.com >, Wireframe e Tabella di Matteo Cesati).
  46. 46. 46Superata la Copertina, ci s’imbatte con il nucleo contenutistico del nuovo profilo: La Timeline. Questasezione, da cui prende il nome l’intera pagina, è suddivisa in due colonne da una linea del tempo ovesi posizionano, affianco ad essa, tutte le Story. Essa rappresenta la parte centrale della nuova filosofiadi FB poiché su di essa l’utente può inserire gli aggiornamenti della sua vita. Perciò, FB da lapossibilità agli utenti di pubblicare eventi accaduti anche prima del lancio della Timeline. Il primo boxcollegato alla linea è il Publisher; la sua posizione è motivata dalla nuova concezione di Profilo:essendo il diario una linea del tempo che rappresenta la vita dell’utente in ordine cronologicoinverso, il contenuto che si sta per postare è il primo ad essere visualizzato. Tale box mantiene la suafunzione storica, ma incrementa la tipologia di aggiornamenti possibili; Infatti, si possono condivideregli Avvenimenti Importanti, con l’aiuto dell’apposita sezione che suddivideva per gruppi tematici letipologie di eventi, come ad esempio l’assunzione in una nuova azienda o la acquisto di unamacchina. La pubblicazione di questi ultimi aggiorna automaticamente la sezione informazioni.Proseguendo la linea, vi sono le Story, ovvero i vecchi aggiornamenti con una nuova veste grafica inlinea al layout e allo stile della Timeline, come ad esempio la freccia che indicava la posizione del postsulla linea del tempo. L’unica novità a riguardo ad essi è la possibilità di metterli in evidenza,facendoli occupare due colonne invece che una. Nella colonna adiacente, si sviluppano le Attività,un’evoluzione del Minifeed, e particolari riquadri atemporali contenenti le applicazioni. Nell’interasezione Timeline vige lo scroll infinito e, quindi, una volta terminati i box delle applicazioni, le Story sidispongono sulle due colonne.
  47. 47. 47L’ultima area è destinata ai servizi di pubblicità, navigazione e chat. Tra le innovazioni vi è laNavigazione Mensile che si articolava negli anni in cui sono presenti degli aggiornamenti. Questomenù ha una struttura nidificata e consente di esplorare il Diario molto comodamente, nonmostrando solo la visione degli ultimi quindici minuti. Affianco ad esse si sviluppava la nuova TickerBar, un riquadro posto alla destra dello schermo e sempre presente in ogni pagina FB, composta dalRealTime-Feed e dalla Chat. Il primo mostrava nuovi aggiornamenti dei propri amici in tempo reale.Questo Feed è la prova tangibile di una riorganizzazione degli Stream presentati agli utenti; infatti, seprima il RealTime-Feed era nell’homepage, ora è spostato nella Tickerbar così da essere presente inogni pagina. Nell’homepage sono presenti lo Stream Top News, le notizie più importanti, cliccate eapprezzate, e lo Stream Most Recent, le ultime notizie, ma differenza del real-time non si auto-aggiornava. L’ultimo elemento della Ticker Bar è la chat, che ha il medesimo funzionamento delleversioni precedenti, ma ora unita all’Inbox rendendo quest’ultima in realtime.Figura 21 Wireframe Sezione Tickerbar di Facebook.com nell’anno 2012 (Foto tratta dal sito Facebook<www.facebook.com >, Wireframe e Tabella di Matteo Cesati).
  48. 48. 48Con questo nuovo Profilo, FB riscrive le regole del suo social network sia nella grafica che neicontenuti e, sapendo che non sarebbe stato un passaggio semplice, si è mosso in due modi: Usare lametafora del Diario insieme a termini inerenti (Cover, Story, ecc.) aiuta l’utente a capire econdividere la nuova Timeline e il suo intento, e un roll-out graduale da il tempo agli utenti diguardare e sperimentare su Timeline di altri utenti come essa funzionasse. FB necessitava delsuccesso della Timeline data la sua entrata nel mondo della Borsa nel 18 maggio 2012. Ma non fucosì e, infatti, molti si opposero alla Timeline. Essi si potevano raggruppare in due fazioni: chisosteneva che questo nuovo sistema avrebbe fatto insorgere nuovi problemi con la privacy e chi nongradiva il nuovo layout. Se per i primi, una spiegazione sul come impostare le impostazioni dellaprivacy poteva rassicurarli, per i secondi FB sperava che cambiassero idea utilizzando il nuovo profilo.La principale obiezione era sulla confusione percepita guardando il Diario; infatti, se nelle precedentiversioni la grafica cercava di comunicare semplicità con un design minimal, il Diario fa l’opposto. Lecolonne, compresa la Ticker Bar, diventano quattro lasciando poco spazio allo sfondo riempiendo,così, troppo la pagina di contenuti. Questi ultimi, inoltre, sono di tipo prettamente fotograficoappesantendo la pagina e rendendola ancora più confusionaria. I box delle story, poi, non riuscivanoa dare quella regolarità che il team di FB aveva cercato di attribuirgli. La disposizione dei post su duecolonne, inoltre, non aiuta l’utente a scoprire i nuovi contenuti, abituato per quasi 7 anni ai vecchilayout mono colonna. La sensazione era che FB abbia puntato sulla quantità di aggiornamenti e distravolgimenti più che sulla qualità. Ma non era possibile cambiare layout pochi mesi dopo il lancio;Esso avrebbe confermato le critiche sulla Timeline e ciò avrebbe significato un abbassamento dellesue quotazioni in Borsa.
  49. 49. 49ConclusioniDopo otto anni dalla sua creazione, Facebook si presenta estremamente cambiato sia nella suamission che nel suo aspetto grafico. Non è più un semplice sito dove ricreare la propria rete dicontatti online, ma è un mezzo per comunicare e presentarsi a tutto tondo. Facebook non è più unsocial network con un target preciso, come agli inizi, ora si rivolge alla massa grazie alle sue funzioni,che l’hanno portato a soddisfare un pubblico molto vasto di utenti. Con il passare del tempo, sonosubentrati molti competitor che hanno ostacolato e stimolato la sua evoluzione. Da essi ha presoispirazione per offrire un servizio sempre più completo e per ostacolare la loro ascesa; si vedano, adesempio, le cerchie di Google+, l’introduzione del curriculum di Linkedin, le amicizie monodirezionalie i tag da Twitter, ecc. Ma se da un lato le enormi possibilità che il sito offre rappresentano un puntodi forza, rischiano di diventare anche il suo tallone di Achille. La Timeline ha stravolto la mission, ilconcetto di pagina Profilo e la filosofia di Facebook e ciò ha lasciato gli utenti con una moltitudine didubbi e insoddisfazioni. Infatti, se con la versione 2010-11 si era trovato un equilibrio tra quantità difunzioni e la loro presentazione, con l’introduzione della Timeline e le sue nuove funzionalità essoperde quell’equilibrio, sbilanciandosi fortemente verso la quantità di features piuttosto che la loropresentazione e l’armonia con la pagina Profilo. Tale cambiamento, però, può essere visto anchesotto un’ottica non prettamente negativa; infatti, si può considerare la Timeline come un versionebeta, una prova, dalla quale estrapolare i punti di forza da mantenere e le criticità da migliorare oeliminare. Inoltre, ciò mostra come il sito si sia impegnato ad evolversi e rivoluzionarsi sempre, moltevolte rischiando di lasciare insoddisfatti gli utenti e trasgredendo le più semplici regole della usabilitygrazie al cambiamento di funzionalità già performanti. Facebook ha sempre mostrato come il suopercorso non fosse statico ma alla perenne ricerca di qualcosa di nuovo. Dall’analisi proposta inquesta tesi, si può già intuire la direzione che il sito potrà intraprendere negli anni futuri. La missionpiù recente si concentra fondamentalmente su quattro aspetti: Facebook come mezzo dicomunicazione, Facebook come diario personale, Facebook come strumento da usare in mobilità eFacebook come strumento di social discovering. Il primo aspetto si è già concretizzato nell’Inbox perla versione desktop, nel Messenger per la versione mobile e nelle video chat grazie all’accordo conSkype. Le funzionalità che potrebbero interessare l’azienda sono un servizio mail forte e in grado dicontrastare Gmail (anche se con Inbox sono già stati fatti dei passi avanti, gli utenti non riescono aslegarsi dall’idea che esso sia un servizio di messaggistica/chat) e le chiamate VoIP per smartphone,emulando servizi molto popolari come Viber. Per il secondo aspetto, ossia il diario personale,Facebook ha già implementato diverse funzioni già dalla release della Timeline e, quindi, si puòpensare che le migliorie vengano fatte per quanto riguardo l’aspetto grafico del sito, tornando ad
  50. 50. 50esempio ad layout mono-colonna e al minimalismo, che ha da sempre caratterizzato il sito, personell’ultima versione. Per essere considerato uno strumento da usare in mobilità, Facebook si è giàimpegnato nella riscrittura in linguaggio nativo Android della propria applicazione per smartphone,rendendola molto più fluida e veloce, nel potenziamento del photosharing in mobilità, grazieall’acquisizione di Instagram, nota applicazione leader in questo settore. Gli sviluppi futuri per leversioni mobile possono essere divisi in due macro-categorie: Foto e Geolocalizzazione, tipologie diservizi sono già presenti ma con ampi margini di crescita. Se, però, nel campo delle foto l’acquisizionedi Instagram elimina sostanzialmente la concorrenza, per la geolocalizzazione, applicazioni comeFoursquare rappresentano ancora competitor difficili da battere. Infine, sul lato del social discoveringle possibilità sono molteplici; si può pensare ad un motore di ricerca all’interno di Facebook cheselezioni persone o pagine digitando solo una loro descrizione (ad esempio, utenti italiani a cuipiacciono le birre olandesi) proponendo così un alternativa basata sul grafo sociale a Google; oppuread un servizio che mi comunica amici o utenti che sono nelle vicinanze. Le possibilità, dunque, sonomolte, ma rimangono centrali alcuni aspetti come l’usability, il design e la privacy. Esserappresentano la chiave per il successo di tutte le future funzionalità; come dimostra la storiadell’evoluzione di Facebook se solo una di queste viene a mancare, diventa difficile il successo peruna determinata funzione o pagina del Profilo. Concludendo, si può evincere come Facebook, mageneralizzando anche gli altri social network, stia cercando di diventare parte della vita quotidianadegli utenti, facilitandone la comunicazione e la rappresentazione di se stessi.
  51. 51. 51BibliografiaKirkpatrick David, Facebook la storia, Hoepli, Milano, 2011, (The Facebook Effect: the inside story of thecompany that is connecting the world, New York, 2011)SitografiaCapitolo unoBonfranceschiAnna Lisa,“Ecco perché usiamo Facebook”, Wired, 18 gennaio 2012,<http://daily.wired.it/news/internet/2012/01/18/perche-usiamo-facebook-16237.html>Carlson Nicholas, “At Last -- The Full Story Of How Facebook Was Founded”, Business Insider, 5 marzo 2010,<http://www.businessinsider.com/how-facebook-was-founded-2010-3#>Manker Rob, “FaceMash.com, the forerunner to Facebook, up for auction”, Chicago Tribune, 18 ottobre 2010<http://articles.chicagotribune.com/2010-10-18/business/ct-talk-facemash-auction-1015-20101013_1_domain-names-facebook-social-network>MannellaLorenzo,“La scalata di Facebook in 10 tappe Mark Zuckerberg a maggio lancia la sua creatura in borsa,con unofferta iniziale da 5 miliardi di dollari.”, Wired, 2 febbraio 2012,<http://daily.wired.it/foto/2012/02/02/storia-facebook-ipo-wall-street-19256.html >Sutter John D, “Why Facebook is blue -- six facts about Mark Zuckerberg”, CNN, 20 settembre 2010,<http://edition.cnn.com/2010/TECH/social.media/09/20/zuckerberg.facebook.list/index.html>Wu Mike, “Google+ vs. Facebook vs. Twitter vs. ... Part 1: The Strength of Bidirectional Connections” ,Lithosphere, 08 agosto 2011, <http://lithosphere.lithium.com/t5/science-of-social-blog/Google-vs-Facebook-vs-Twitter-vs-Part-1-The-Strength-of/ba-p/29770>Capitolo DueAbram Carolyn, “Welcome to Facebook, everyone.” , Facebook Blog, 26 settembre 2006,<https://blog.facebook.com/blog.php?post=2210227130>ArrigntonMichael,“Facebook Users Revolt, Facebook Replies”, Tech Crunch, 6 settembre 2006,<http://techcrunch.com/2006/09/06/facebook-users-revolt-facebook-replies/>John Haydon “Pew Study Highlights Explosion of Photo Sharing”, Socialmedia Today, 21 ottobre 2012,<http://socialmediatoday.com/johnhaydon/930761/pew-study-highlights-explosion-photo-sharing>Newman Jared, “Facebook Redesigns: A Long History of Pointless Backlashes”, Pc World, 21 settembre 2011<http://www.pcworld.com/article/240327/facebook_redesigns_a_long_history_of_pointless_backlash.html>Sanghvi Ruchi, “Facebook Gets a Facelift” , Facebook Blog, 5 settembre 2006,<https://blog.facebook.com/blog.php?post=2207967130>Schmidt TracySamantha,“Inside the Backlash Against Facebook”, Time,06 settembre 2006<http://www.time.com/time/nation/article/0,8599,1532225,00.html>Zuckerberg Mark, “The Next Step...” , Facebook Blog, 30 agosto 2006<https://blog.facebook.com/blog.php?post=2207522130 >“Calm down. Breathe. We hear you.” , Facebook Blog, 6 settembre 2006,<https://blog.facebook.com/blog.php?post=2208197130>“An Open Letter from Mark Zuckerberg” , Facebook Blog, 8 settembre 2006,<https://blog.facebook.com/blog.php?post=2208562130>
  52. 52. 52Capitolo TreAbram Carolyn, “The changes are here...” , Facebook Blog, 11 aprile 2007,<https://blog.facebook.com/blog.php?post=2327282130 >Beaver Doug, “Facebook Photos Infrastructure” , Facebook Blog, Lunedì 21 maggio 2007,<https://blog.facebook.com/blog.php?post=2406207130 >Cahill Matt, “Changes, Part 2 of 3: Inbox”, Facebook Blog, 14 aprile 2007<http://blog.facebook.com/blog.php?post=2330052130>Fung Philip, “Changes, Part 1 of 3: Get To Know Your Network” , Facebook Blog, 12 aprile 2007,<https://blog.facebook.com/blog.php?post=2327322130 >Geminder Katie, “Changes, Part 3 of 3: Navigation and the Notch” , Facebook Blog, 17 aprile 2007,<https://blog.facebook.com/blog.php?post=2333182130 >HabermanStephanie,“Can Facebook Ads Ever Beat Google? [INFOGRAPHIC]”, Mashable, 15 maggio 2012<http://mashable.com/2012/05/15/facebook-google-advertising/>Ippogrifo Luca, “Facebook Marketplace: il futuro del social commerce?”, Marketing Ippogrifo,31 ottobre2011, < http://marketing-ippogrifo.com/facebook-marketplace-il-futuro-del-social-commerce/ >MorgensternJared,“The Marketplace Is Open...” , Facebook Blog, 14 maggio 2007,< https://blog.facebook.com/blog.php?post=2383962130 >Pearlman Leah, “Facebook Ads” , Facebook Blog,,7 novembre 2007,<https://blog.facebook.com/blog.php?post=6972252130>Slee Mark, “Friend Lists” , Facebook Blog, 19 dicembre 2007,<https://blog.facebook.com/blog.php?post=7831767130>Capitolo QuattroArrigntonMichael,“The Friendfeedization Of Facebook”, Tech Crunch, 21 luglio 2008,<http://techcrunch.com/2008/07/21/the-friendfeedization-of-facebook/>Deng Peter X., “Welcome to Your New Home Page”, Facebook Blog, 11 marzo 2009,<https://blog.facebook.com/blog.php?post=59195087130>Kincaid Jason, “Facebook Acquires FriendFeed (Updated)”, Tech Crunch, 10 agosto 2009<http://techcrunch.com/2009/08/10/facebook-acquires-friendfeed/>Kwan Eric, “The Award Goes to...Translators”, Facebook Blog, 15 dicembre 2009,<https://blog.facebook.com/blog.php?post=204787062130>Okelola Ola, “More Ways to Share in the Publisher”, Facebook Blog,24 giugno 2009, <https://blog.facebook.com/blog.php?post=53024537130>Pearlman Leah, “I like this”, Facebook Blog, 10 febbraio 2009,<https://blog.facebook.com/blog.php?post=98499677130>Ribet Erminio, “Face to face con il fondatore di Facebook” ,Wired,14 luglio 2009,<http://daily.wired.it/news/tech/face-to-face-con-il-fondatore-di-facebook.html Face>RocheAlexandre,“From Tagged Photo to Profile Photo”, Facebook Blog, 16 gennaio 2008<https://blog.facebook.com/blog.php?post=7773202130>“Organizing Your Connections on the New Friends Page”, Facebook Blog,30 aprile 2009, <https://blog.facebook.com/blog.php?post=80116337130>Smith Justin, “Now you can help translate Facebook into any language”, Inside Facebook, 2 aprile 2008<http://www.insidefacebook.com/2008/04/02/now-you-can-help-translate-facebook-into-any-language/>Vera Nico, “¡Bienvenidos a Facebook en Español!”, Facebook Blog, 11 febbraio 2008,<https://blog.facebook.com/blog.php?post=10005792130>Wiseman Josh, “Facebook Chat: Now Were Talking”, Facebook Blog, 6 aprile 2008,<https://blog.facebook.com/blog.php?post=12811122130>ZuckerbergMark,“A Great Start to 2009”, Facebook Blog, 7 gennaio 2009<https://blog.facebook.com/blog.php?post=46881667130 >“Improving Your Ability to Share and Connect”, Facebook Blog, 4 marzo 2009,<https://blog.facebook.com/blog.php?post=57822962130>
  53. 53. 53“300 Million and On”, Facebook Blog, 15 settembre 2009,<https://blog.facebook.com/blog.php?post=136782277130>Capitolo CinqueAxten Simon, “Stay Updated on Facebook and Privacy”, Facebook Blog, 3 giugno 2010,<https://blog.facebook.com/blog.php?post=396089122130>Beard Ethan, “Skype Your Facebook Friends”, Facebook Blog, 14 ottobre 2010,<https://blog.facebook.com/blog.php?post=437439852130>Berruto Gaia, “Facebook annuncia la videochiamata con Skype Semplice e veloce, ecco il nuovoservizio.”, Wired, 06 luglio 2011<http://daily.wired.it/news/internet/2011/07/06/facebook-annuncio.html>Chen Jing, “Introducing Your New Navigation”, Facebook Blog, 5 febbraio 2010,<https://blog.facebook.com/blog.php?post=287459122130>Dybwad Barb, “Facebook Acquires Private Content-Sharing Startup Sharegrove”, Mashable,26 maggio 2010, <http://mashable.com/2010/05/26/facebook-acquires-sharegrove/>Graham Adrian, “The Wisdom of Friends (and Others Too)”, Facebook Blog, 24 marzo 2011,<https://blog.facebook.com/blog.php?post=10150110059982131>Horak Monica, “Answering Recent Questions on Privacy Controls” , Facebook Blog, 18 giugno 2010,< https://blog.facebook.com/blog.php?post=399994657130>Lavrusik Vadim, “Why Facebooks Privacy Changes are Detrimental to Users”, Mashable, 12 gennaio 2010<http://mashable.com/2010/01/12/facebook-privacy-detrimental/>Mitchell Justin, “Making Photo Tagging Easier”, Facebook Blog, 1 luglio 2011,<https://blog.facebook.com/blog.php?post=467145887130>Muller Ana, “Understanding Your Privacy Controls on Facebook”, Facebook Blog, 27 maggio 2010,<https://blog.facebook.com/blog.php?post=394231632130>Odio Sam, “Making Facebook Photos Better”, Facebook Blog, 2 luglio 2010,<https://blog.facebook.com/blog.php?post=403838582130>“More Beautiful Photos” , Facebook Blog, 11 febbraio 2011,<https://blog.facebook.com/blog.php?post=403838582130>OFarrellGallagherCaitlin,“Learn More: Privacy on Facebook” , Facebook Blog, 29 maggio 2010,<https://blog.facebook.com/blog.php?post=394506372130>Opashal Kurt, “Facebooks Eroding Privacy Policy: A Timeline”, Eff, 28 aprile 2010<https://www.eff.org/deeplinks/2010/04/facebook>Parker Stefan, “Photo Browsing on a Single Page”, Facebook Blog, 11 agosto 2010,<https://blog.facebook.com/blog.php?post=415960417130>Pennisi Martina, “Facebook lancia lapplicazione Messenger”, Wired, 11 agosto 2011,<http://gadget.wired.it/news/applicazioni/2011/08/11/facebook-messenger-14009.html>“Perché Facebook compra Gowalla?”, Wired, 06 dicembre 2011<http://daily.wired.it/news/internet/2011/12/06/facebook-compra-gowalla-16784.html>RomanNathaniel,“Bigger Photos for Better Viewing”, Facebook Blog, 3 marzo 2010,<https://blog.facebook.com/blog.php?post=337389082130>Ross Blake, “Searching for Answers? Ask Facebook Questions”, Facebook Blog, 28 luglio 2010,<https://blog.facebook.com/blog.php?post=411795942130>Sharon MichaelEyal,“Who, What, When, and Now...Where”, Facebook Blog, 19 agosto 2010<https://blog.facebook.com/blog.php?post=418175202130>Su Philip, “Call Your Friends Right From Facebook” , Facebook Blog, 6 luglio 2011,<https://blog.facebook.com/blog.php?post=10150223135777131>Taylor Bret, “Bringing Your Friends to Bing: Search Now More Social” , Facebook Blog, 13 ottobre2010, <https://blog.facebook.com/blog.php?post=437112312130>Visco Caterina, “Facebook si rifà il look in 4 mosse”,Wired, 06 dicembre 2010,<http://daily.wired.it/news/internet/facebook-look-4-mosse.html>Whitnah Tom, “Replying to Comments through Email”, Facebook Blog, 12 gennaio 2010,<https://blog.facebook.com/blog.php?post=206480947130>“I Like Your Comment”, Facebook Blog, 16 giugno 2010,<https://blog.facebook.com/blog.php?post=399440987130>

×