Laboratorio di scuola politica
proposte di buon senso per il bene comune
A cura di Giuseppe Carpentieri
http://peppecarpen...
Creare un gruppo attivo
Accesso alla
conoscenza
Condivisione
delle
conoscenze e
delle esperienze
Elaborazione
degli obiett...
• Stabilire un obiettivo condiviso e
perseguirlo con metodi e strumenti
• L’uso di competenze “specifiche forti” e
l’uso d...
Attitudini per un politico e per un gruppo di persone
(“competenze specifiche forti”)
regole,
democrazia,
trasparenza e
pa...
Attitudini per un politico e per un gruppo di persone
(“competenze trasversali”)
Gestire le emozioni
Comunicare
Guidare,
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Attitudini per un gruppo di persone
flessibilità
Sperimentare altri
punti di vista
Incontrare
effettivamente le
persone
Di...
Attitudini per un politico e per un gruppo di persone
esperienza
feedback
Generalizzazione
teorizzazione
Proiezione
futura...
• Per il gruppo:
– Open space technology (sviluppare la creatività
lavorando insieme)
– World cafè
– Democrazia, uguaglian...
La realtà è
complessa
scomporre
soluzioni
“Competenze specifiche forti”:
incontri, ricerche, Open space
proposte
Valutazio...
Attitudini per un politico e per un gruppo di persone
esperienza
feedback
Generalizzazione
teorizzazione
Proiezione
futura...
Organizzazioni a rete
nodi
• Entità relativamente autoregolate, di dimensioni diversificate (associazione …)
connessioni
•...
Organizzazioni a rete
associazione
associazione
associazione
associazione
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Proprietà
operative
obiettivi
Direzione
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Cultura organizzativa e abilità del coordinamento
• Capacità di avere la visione complessiva di un’intera serie di punti d...
Creare ed immaginare
• Accrescere la tecnica
delle visioni
• Immaginare luoghi
ideali e progettarli
• Adattare le visioni ...
La politica è comunicazione
Secondo wikipedia: i media sociali come un
gruppo di applicazioni Internet basate sui
presuppo...
Approcci
• Capire lo Stato così com’è e progettarne uno
diverso
• Capire i bisogni reali umani e progettare una
società ad...
Approcci
• Per capire lo Stato così com’è abbiamo
bisogno di “competenze specifiche
forti” e per proporne un cambiamento
a...
Un ragionevole dubbio
Lo psicologo e filosofo umanista Erich Fromm ricorda il
fatto che milioni di persone condividano gli...
Iniziare dalla riflessione
Accesso alla
conoscenza
Capire la società
• La conoscenza è alla base della comprensione e della libertà
di scelta. Qualunque persona voglia intra...
Geografia umana
• La geografia umana studia anzitutto la distribuzione degli uomini sulla
Terra e la maniera in cui vivono...
Geografia umana
• La geografia politica è l'ambito disciplinare della geografia umana che
si occupa di studiare i differen...
Scienza politica contemporanea
• Primo periodo: Settecento-Ottocento: conoscenza della realtà, fondata
non su opinioni, pr...
• 1700-1800 nasce la sinistra in antitesi alle monarchie e allo sviluppo
del capitalismo, e la destra liberale che intende...
Sintesi visioni di politica economica
• (1989) Politica post ideologica (fine dei regimi autoritari: nazi-
fascismo [1944]...
Feudalesimo elitario
1968. Colpo di Stato: manuale pratico di Edward Luttwak
[...] “Il colpo di stato si attua traendo van...
Bisogni
reali
Democrazia
(metodo)
Politica
della
risorse
(etica)
soluzioni
cittadini
Democrazia
(metodo)
Sovranità
monetar...
Le invenzioni della funzione produzione
• Marshall e Schumpeter prima, e Daly, Georgescu-Roegen e Costanza
dopo, hanno mos...
La bioeconomia
• Georgescu-Roegen presenta la funzione produzione corretta in un
modello flussi-fondi per misurare i proce...
La bioeconomia
Nicholas Georgescu- Roegen, diagramma funzione produzione, modello flussi-fondi
Disoccupazione, sistemi a confronto
Confronto fra “l’austerità” europea e la “politica espansiva” negli USA, effetti
sull’...
Indice GINI, diseguaglianza
Italia regina europea delle diseguaglianze. Così la crisi ha impoverito la
classe media; 11 ma...
Fonte:WuppertalInstitut,Perunfuturoequo,Feltrinelli,2007,pag.77
Il problema
è la crescita
quantitativa
= sprechi
Overshoot Day: il nostro debito con la Terra
Consumare meno e meglio
Fonte:WuppertalInstitut,Perunfuturoequo,Feltrinelli,2007,pag.165
Decrescita selettiva del PIL nei paesi occidentali = elim...
La crisi energetica
Dipendere da una sola fonte non rinnovabile
Condivisione
delle
conoscenze e
delle
esperienze
Elaborazi...
Picco del petrolio
La teoria del picco di Hubbert (detta anche più
brevemente picco di Hubbert) è una teoria
scientifica (...
Fonte: D. & D. Meadows, J. Randers, I nuovi limiti dello sviluppo, Oscar Mondadori 2006
Picco dei metalli
Fonte: D. & D. Meadows, J. Randers, I nuovi limiti dello sviluppo, Oscar Mondadori 2006, pag. 132
Flusso dei materiali
Efficienza significa ridurre l’uso di materiale ed energia in
ogni merce o prestazione grazie a una tecnologia e
un’organi...
La crisi della democrazia rappresentativa
Dipendere da una religione: la crescita infinita
Condivisione
delle
conoscenze e...
Controllo della moneta debito
• Banche, SpA, assicurazioni, paradisi fiscali
Serbatoi di pensiero (think tank)
• liberismo...
Svelare le credenze del PIL
• L’affermazione che la crescita economica sia indispensabile per far
crescere l’occupazione v...
Indicatori della qualità di vita
• “Benessere Equo e Sostenibile” (BES) (CNEL ed ISTAT dal 2011, “Gruppo di
indirizzo sull...
Esseri
umani
Crescita pil + produttività
Bisogni dell'economia
Bio-
Economia
Piena realizzazione
degli esseri umani
Bisogn...
• Merci che non sono beni
- Sprechi (es. Casa mal costruita)
• Beni che si possono avere solo sotto forma di
merci
- Richi...
• Merci che non sono beni
• Beni che non sono merci
• Uso e acquisto + consapevole dei Beni che si possono avere solo
sott...
non sempre
sono BENI
non necessariamente
sono MERCI
MERCI BENI
BENZINA CONSUMATA
STANDO IN CODA
MARMELLATA
FATTA IN CASA
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vengono scambiate
con denaro
non vengono scambiati
con denaro
MERCI BENI
Concepite per produrne
sempre di più
non ha senso...
fanno aumentare:
Migliorano
la qualità della vita!
MERCI BENI
il PIL
il consumo
di risorse naturali
l’inquinamento
riducon...
Auto
produzione
scambi
non mercantili
scambi mercantili
Cos’é la decrescita : L’economia della decrescita
crescita del PIL
cibo
babysitter
impresa
di pulizie
badante
per anziani
decrescita
cibo
cibo
cibo
cura dei figli
cura degl...
Obiettivi riforma PA
Miglioramento
delle performance• Controllo strategico interno
Soddisfazione
dei destinatari
dei servi...
Valutazione e controllo strategico
• L’attività di valutazione e controllo strategico (art. 6
D, Lgs. 286/1999) mira a ver...
Supporto di indirizzo alle decisioni politiche anche attraverso
gli strumenti del controllo di gestione, al fine di fornir...
Controllo di qualità nei servizi pubblici
Servizi,
modello di
riferimento
Qualità
prevista
Qualità
paragonata
Qualità
perc...
Ciclo e gestione delle performance
• Definizione e assegnazione degli obiettivi da raggiungere, dei valori
attesi di risul...
Ciclo e gestione delle performance
• Rilevanti e pertinenti rispetto ai bisogni della collettività, alla
missione istituzi...
Trasparenza
• Governo
• Condivisione degli atti: Bilancio
valutazione
• Valutazione politica degli investimenti, spesa pub...
Trasparenza degli atti
Programma elettorale (Promesse,
mercato dei voti, fiducia politica)
Linee programmatiche di mandato...
Nuova Amministrazione, comunità
Co-gestione:
Amministrazione &
Cittadini, azionariato
diffuso popolare.
Piani
urbanistici,...
Fonte: Raffaele Parlangeli, Domenico Pellerano, Tecniche di performance management per
migliorare la P.A. Franco Angeli, 2...
Fonte: Giorgio Sangiorgi (a cura di), Management e governance nella pubblica
amministrazione, Franco Angeli, 2008
Democrazia diretta e partecipativa
• Introdurre tutti gli strumenti di democrazia
diretta e partecipativa negli Enti terri...
Pianificazione partecipata
Il “comunicare” con gli
abitanti e tra gli abitanti
per comprendere,
ricostruire una “immagine
...
rappresentanti
Delibere,
leggi
(scelte
politiche)
lavoro
tasse Democrazia
diretta
Delibere,
leggi (scelte
politiche)
Migli...
Migliore
qualità della
vita
cittadini
piani
•Esperti,
mondo
accademico
•cittadini•Dipendenti
eletti
Bilancio
comunale
“esp...
Bilancio
esplicato e
Piano degli
investimenti
Assemblee
popolari
priorità
Inserimento
progetti nel
bilancio
• bilancio
• P...
Priorità locali
• Bilancio comunale
• investimenti
regionale
• Ambito regionale
• Aggiornamento dei piani rispetto alle pr...
Cittadini,
idee, bisogni
Proposta
referendum
delibera
Modello referendario (democrazia diretta)
Nessuna intermediazione e ...
Conferma o
revoca
(referendum,
Town Meeting)
Verifica del
mandato
elettorale a
metà mandato
Controllo popolare dei dipende...
Cosa significa rigenerazione urbana?
• La rigenerazione urbana è il tema urbanistico che più di altri riesce a dare
rispos...
Nella sostanza, si cerca di imitare gli efficienti processi naturali e
suggerire di introdurre procedure ispirate dalle le...
• Non esiste un’unica interpretazione di rigenerazione urbana e possiamo
distinguere due approcci opposti:
• Il primo rica...
• Un'eco-city è una città compatta e policentrica, che utilizza al meglio tutti i
propri spazi senza disperdersi nel terri...
Le città in contrazione e la dispersione urbana
città pop. al 1951 picco pop. al 2011 abit. persi %contrazione
1Milano 1.2...
Le città in contrazione e la dispersione urbana
• Le ragioni della contrazione sono legate al progressivo aumento dei
prez...
Le città in contrazione e la dispersione urbana
Guido Martinotti in Metropoli ha descritto questo fenomeno di
deurbanizzaz...
Urbanistica, pianificazione ed organizzazione
territoriale, insediamenti umani
• Piani regionali, piani territoriali
• Pia...
Ambito comunale
• Piano di massima e previsione
programmatiche, localizzazioni,
zonizzazione
• Regolamento edilizio
Piano ...
• I cittadini dovrebbero sapere che l’elenco precedente dei piani
dimostra in quanti ambiti e livelli si possa pianificare...
• Il Parlamento, consapevole delle leggi
della fisica ed applicando la
Costituzione, dovrebbe stimolare gli
Enti locali ne...
Programmi europei
Programma nazionale
“Strumenti” finanziari dall’alto
Enti pubblici e privati
finanziano le iniziative
“Strumenti” finanziari dal basso
• I cittadini hanno il potere di condizionare le
istituzioni finanziare spostando i propr...
La valutazione delle attività
• Politici e amministratori sono chiamati a esprimere
valutazioni sulle attività industriali...
La valutazione delle attività
Fonte: Anthony N. R., Hawkins, Macrì, Merchant, Analisi dei costi, McGraw-Hill, 2008, pag.2
La valutazione delle attività
Fonte: Anthony N. R., Hawkins, Macrì, Merchant, Analisi dei costi, McGraw-Hill, 2008, pag. 15
La valutazione delle attività
Fonte: Anthony N. R., Hawkins, Macrì, Merchant, Analisi dei costi, McGraw-Hill, 2008, pag. 21
La valutazione delle attività
• Un progetto di investimento è un insieme di attività che
richiedono l’impiego di disponibi...
La valutazione delle attività
• La valutazione prevede lo svolgimento di sette fasi: 1) l’analisi del
progetto fornisce la...
La valutazione delle attività
• Per l’analisi della contabilità generale esistono indici e criteri
di valutazione, l’anali...
La valutazione delle attività
Fonte: a cura di Giuliana Bo (Unità Tecnica Finanza di Progetto - CIPE - PCM)
La valutazione delle attività
• Per convenienza economica (redditività) di un investimento si
intende la capacità del prog...
La valutazione pubblica delle attività
• 1) L’analisi del progetto è importante per la delimitazione dei confini
spaziali ...
Valutazione delle attività
• L’associazione openpolis ha condiviso un buon
servizio denominato openbilanci.it
• Dal sito è...
Valutazione delle attività
Opencoesione.gov.it consente di controllare la spesa dei
fondi europei
La valutazione delle attività
Nell’ortodossia classica, la convenienza economica e gli
indici finanziari ignorano le leggi...
La valutazione delle attività
Giuseppe Longhi, “Sostenibilità urbana e territoriale”, in Il nuovo manuale dell’urbanistica...
stili di vita
L’orto sinergico, auto produrre insieme Democrazia diretta: esser sovrani
Creare e progettare insieme,
open ...
• Il contadino è l’uomo libero in grado di produrre tutto
ciò di cui ha bisogno e compra solo poche cose
necessarie, la su...
Portare l’agricoltura sinergica in città e progettare
una rete di orti sinergici per i bisogni delle scuole
primarie e dei...
“Civiltà contadina modernizzata”
Progettare una rete di fattorie
autosufficienti energeticamente a
servizio della città.
L...
Autoprodurre energia: passare dalle grandi centrali
alla “generazione distribuita” con le fonti alternative.
“Civiltà cont...
La transizione che stiamo vivendo ci consente di fare
una considerazione sul cambio di paradigma, poiché
la crisi energeti...
La contabilità pubblica non assegna valore ai beni
comuni (acqua, energia, cibo, internet). Lo Stato
riconosce i beni priv...
Comunità
Beni culturali,
territorio,
cibo, servizi
locali
Mobilità,
Bici pedelec
Orto
sinergico
Sufficienza
energetica
Dem...
Le accademie, i progettisti ed i costruttori sono perfettamente
consapevoli del pessimo stato dell’arte dell’ambiente cost...
Articolo 9.
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e
tecnica. Tutela il paesaggio e il ...
La società del presente/futuro
• Agire direttamente: integrare la democrazia
rappresentativa con la democrazia partecipati...
Sintesi del percorso
Accesso alla
conoscenza
Condivisione
delle
conoscenze e
delle
esperienze
Elaborazione
degli obiettivi...
Sintesi obiettivi e priorità
Sovranità
alimentare
Class action
efficace
Introdurre la
democrazia
Cambiare i
paradigmi
dell...
Cultura
Maurizio Pallante
La decrescita felice
Salvatore Settis
Azione popolare
Paolo Michelotto
Democrazia dei cittadini
...
Richard Sennett
L’uomo artigiano
Yona Friedman
Alternative energetiche
Wuppertal Institut
Futuro sostenibile
Pierre Rabhi
...
Cultura
“Libertà individuale significa avere la libertà di controllare i propri pensieri e di
far manifestare le sensazion...
“Libertà individuale significa avere la libertà di controllare i propri pensieri e di
far manifestare le sensazioni che si...
Bibliografia
• ANTONIO LA SPINA, I costi dell’illegalità, il Mulino, 2008
• BENJAMIN R. BARBER, Consumati, da cittadini a ...
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Laboratorio di scuola politica

  1. 1. Laboratorio di scuola politica proposte di buon senso per il bene comune A cura di Giuseppe Carpentieri http://peppecarpentieri.wordpress.com Qualcosa” che non va, creative commons;, ediz. 2014, su scribd, calameo, Issuu Prosperanza, creative commons, 2014, su calameo, Issuu Dalla resilienza alla rigenerazione, creative commons, 2014, su Issuu Piccoli consigli per vivere la fine di un’epoca e l’inizio di un cambio di paradigma culturale utile all’evoluzione delle comunità. gennaio 2014 giugno 2014 dicembre 2014 marzo 2015
  2. 2. Creare un gruppo attivo Accesso alla conoscenza Condivisione delle conoscenze e delle esperienze Elaborazione degli obiettivi
  3. 3. • Stabilire un obiettivo condiviso e perseguirlo con metodi e strumenti • L’uso di competenze “specifiche forti” e l’uso di competenze “trasversali” • Usare il metodo della visione: immaginare la comunità che vogliamo Visione politica Obiettivo condiviso competenze visione
  4. 4. Attitudini per un politico e per un gruppo di persone (“competenze specifiche forti”) regole, democrazia, trasparenza e partecipazione Competenze specifiche Conoscenze e ricerca Valori
  5. 5. Attitudini per un politico e per un gruppo di persone (“competenze trasversali”) Gestire le emozioni Comunicare Guidare, motivare e valorizzare Gestire le relazioni ed i conflitti Negoziare
  6. 6. Attitudini per un gruppo di persone flessibilità Sperimentare altri punti di vista Incontrare effettivamente le persone Disponibilità a capire
  7. 7. Attitudini per un politico e per un gruppo di persone esperienza feedback Generalizzazione teorizzazione Proiezione futura Si riparte 1 Percorso di apprendimento
  8. 8. • Per il gruppo: – Open space technology (sviluppare la creatività lavorando insieme) – World cafè – Democrazia, uguaglianza, regole e coinvolgimento attivo Metodi e strumenti di lavoro incontri Progettazione, priorità Comunicazione, Azioni politiche
  9. 9. La realtà è complessa scomporre soluzioni “Competenze specifiche forti”: incontri, ricerche, Open space proposte Valutazione politica collegiale “Competenze trasversali” Attitudini per un politico e per un gruppo di persone
  10. 10. Attitudini per un politico e per un gruppo di persone esperienza feedback Generalizzazione teorizzazione Proiezione futura Si riparte 1 Percorso di apprendimento Metodo di Auto analisi con l’uso delle mappe mentali
  11. 11. Organizzazioni a rete nodi • Entità relativamente autoregolate, di dimensioni diversificate (associazione …) connessioni • Legami fra i nodi, regole e valori condivisi, relazioni, scambi strutture • Direzione strategica, centro operativo, consulenza Proprietà operative • Meccanismi di guida e controllo (procedure, norme, manuali ...) • Meccanismi di informazione e comunicazione (sistema informativo, incontri …) • Meccanismi di valutazione, compensazione e sviluppo (valutazioni ...) • Meccanismi di integrazione e coordinamento (gruppi di lavoro, comitati …)
  12. 12. Organizzazioni a rete associazione associazione associazione associazione valori Proprietà operative obiettivi Direzione strategica Nodi della rete Condizioni di appartenenza alla rete Nodo, associazione • Valori condivisi • Proprietà operative condivise • Obiettivi condivisi • Direzione strategica condivisa
  13. 13. Cultura organizzativa e abilità del coordinamento • Capacità di avere la visione complessiva di un’intera serie di punti di vista al fine di centrare il problemacreatività •Abilità nel sentire quali sono le vere esigenze delle persone considerando che sono la vera risorsa di un’organizzazione e rispondere per tempo a tali esigenzesensibilità • Capacità di intuire il futuro e di costruirlo secondo un progetto profondamente sentitovisione • Capacità di adattarsi facilmenteversatilità • Essere in grado di eliminare le attività dispersive e di concentrare gli sforzi e le risorse verso i cambiamenti importantifocalizzazione • Capacità di gestire e vivere le prospettive a lungo termine, anziché ricerca i risultati immediatipazienza
  14. 14. Creare ed immaginare • Accrescere la tecnica delle visioni • Immaginare luoghi ideali e progettarli • Adattare le visioni ai mezzi locali ed alle capacità individuali e collettive
  15. 15. La politica è comunicazione Secondo wikipedia: i media sociali come un gruppo di applicazioni Internet basate sui presupposti ideologici e tecnologici del Web 2.0 che consentono la creazione e lo scambio di contenuti generati dagli utenti I social media rappresentano fondamentalmente un cambiamento nel modo in cui la gente apprende, legge e condivide informazioni e contenuti. In essi si verifica una fusione tra sociologia e tecnologia che trasforma il monologo (da uno a molti) in dialogo (da molti a molti) e ha luogo una democratizzazione dell'informazione che trasforma le persone da fruitori di contenuti ad editori. comunicazione Web 2.0 abilità competenze
  16. 16. Approcci • Capire lo Stato così com’è e progettarne uno diverso • Capire i bisogni reali umani e progettare una società adeguata • Fare entrambe le cose?! Competenze specifiche forti Competenze trasversali Conoscenze e soluzioni creative
  17. 17. Approcci • Per capire lo Stato così com’è abbiamo bisogno di “competenze specifiche forti” e per proporne un cambiamento abbiamo bisogno del consenso popolare • Per capire i bisogni reali dobbiamo conoscere noi stessi, e per proporre un cambiamento conforme a questo abbiamo bisogno del consenso popolare
  18. 18. Un ragionevole dubbio Lo psicologo e filosofo umanista Erich Fromm ricorda il fatto che milioni di persone condividano gli stessi vizi non rendi questi vizi virtù In una cultura collettiva, giudizi e ragionamenti si basano su quelle che vengono percepite come le verità del paradigma fondamentale. Di conseguenza, se le credenze paradigmatiche di una cultura fossero false o inesatte, la popolazione che avesse consapevolmente operato secondo quelle credenze fallaci esprimerebbe collettivamente giudizi e ragionamenti di cattiva qualità. • Fonte: BRUCE LIPTON, STEVE BHAERMAN, evoluzione spontanea, Macro Edizioni 2010, pag.258
  19. 19. Iniziare dalla riflessione Accesso alla conoscenza
  20. 20. Capire la società • La conoscenza è alla base della comprensione e della libertà di scelta. Qualunque persona voglia intraprendere la strada che lo conduce a interpretare correttamente la realtà, e intenda assumersi la responsabilità di rappresentare i cittadini con spirito di servizio, deve possedere un grande bagaglio culturale. • Le discipline sotto riportare sono solo gli elementi base per cominciare: – Geografia umana – Geografia politica – Geografia urbana – Teorie sociali – Filosofia, ecologia, diritto …
  21. 21. Geografia umana • La geografia umana studia anzitutto la distribuzione degli uomini sulla Terra e la maniera in cui vivono. Essi traggono dalla natura ciò che è loro indispensabile per il nutrimento, per la produzione di utensili e attrezzature, per la costruzione di ripari e case. Con la loro azione modificano profondamente le piramidi ecologiche in cui s'inseriscono: riescono talvolta ad attingere solo a risorse rinnovabili, permettendo l'indefinito rigenerarsi del sistema utilizzato, ma in altri casi lo perturbano in modo irreversibile, dando origine a forme di terreno, a suoli e a specie vegetali molto diverse da quelle esistenti prima. La geografia umana si sofferma poi sul funzionamento delle società e sul modo in cui le distanze e la lontananza ne influenzano variamente le attività. […] La geografia umana non si ferma a questa visione meccanica dell'organizzazione spaziale delle società. Gli uomini s'interrogano sul senso da dare al loro passaggio sulla Terra e attribuiscono al mondo e alla natura vari significati: certi luoghi sono per loro sacri e altri profani, qui hanno la sensazione di trovarsi di fronte a paesaggi autentici mentre altrove tutto sembra artefatto. (Fonte Treccani on-line)
  22. 22. Geografia umana • La geografia politica è l'ambito disciplinare della geografia umana che si occupa di studiare i differenti esiti, nei diversi luoghi, dei processi politici e di potere, così come i modi in cui quegli stessi processi sono condizionati dai contesti spaziali. • Ai fini dell'analisi, la geografia politica adotta convenzionalmente una struttura analitica su tre livelli, che vede al centro lo Stato e la politica, con al di sopra lo studio delle relazioni internazionali al mondo che attengono alla geopolitica; al di sotto vi è invece lo studio delle località. • Rispetto a questi tre livelli, la sub-disciplina della geografia politica può essere sinteticamente definita come lo studio delle interrelazioni tra la popolazione, lo Stato e il territorio. • La geografia politica, con il passare degli anni, tende a specializzarsi sempre di più: ad esempio esistono la geografia urbana, quella delle popolazioni e quella dei commerci. (Fonte Wikipedia)
  23. 23. Scienza politica contemporanea • Primo periodo: Settecento-Ottocento: conoscenza della realtà, fondata non su opinioni, preferenze e aspettative ma sull’individuazione di condizioni, condizionamenti e rapporti oggettivi tra fenomeni; • Secondo periodo (dal 1870-75 al 1920): nascita delle scuole, 1871 École libre des sciences politiques, 1874 a Firenze Scuola di scienze politiche, nel 1880 a New York School of political science; • Terzo periodo (primo dopo guerra), l’università di Chicago diventa la sede più importante della politologia americana e si sviluppano i partiti, le amministrazioni locali, i gruppi di interesse e di pressione; • Quarto periodo: il comportamentismo (modello Easton) focalizzato sugli attori politici attraverso tecniche specifiche, interviste, sondaggi, e analisi quantitative. Il sistema politico si dota di regolatori di accesso (gatekeepers) attraverso cui selezionare le domande che entrano nel “cuore” del sistema stesso, la scatola nera dove vengono prese le decisioni. I regolatori di accesso sono sia di tipo strutturale, i partiti, che culturale, ossia l’insieme di quelle norme, regole e procedure che connotano la società politica.
  24. 24. • 1700-1800 nasce la sinistra in antitesi alle monarchie e allo sviluppo del capitalismo, e la destra liberale che intende accumulare ricchezze private in antitesi agli Stati democratici (Adam Smith, David Ricardo). Nasce la teoria economica neoclassica basata sulla determinazione dei prezzi, produzione, reddito e la domanda e l’offerta. • Liberalismo (John Locke, Ludwig Von Mises, Friedrich August Von Hayek, Vilfredo Pareto, John Stuart Mill) • Socialismo (Henri de Saint Simon, Robert Owen, Pierre-Joseph Proudhon, Karl Marx, Friedrich Engels) • Dopo la seconda guerra mondiale nasce un nuovo pensiero filosofico ed economico che non appartiene al piano ideologico della teoria economia neoclassica. Furono gli stessi economisti a comprendere la fallacia di teorie economiche neoclassiche poiché ignorano la scienza esatta, fra questi Arthur Cecil Pigou e Joseph Alois Schumpeter. • Nicholas Georgescu-Roegen dimostra l’esistenza della bioeconomia Sintesi visioni di politica economica
  25. 25. Sintesi visioni di politica economica • (1989) Politica post ideologica (fine dei regimi autoritari: nazi- fascismo [1944] e comunismo) – Economia del debito (modello della crescita quantitativa) • Capitalismo: – Funzione della produzione [Q=f(K,R,L)] e funzione del profitto – Pensiero Liberista (o neo liberista) [Reagan&Thatcher], (modello della crescita) – Pensiero keynesiano (modello della crescita) • Finanza ed implosione (Hyman Minsky) dell’economia del debito (crescita) e fine dei partiti otto-novecenteschi (?), cosa ci attende? • Picco del petrolio e fine dell’era industriale • Esiste un altro modello? SI, uscire dall’economia del debito ed adozione dell’approccio qualitativo rispettoso della democrazia e delle leggi della fisica, la bioeconomia.
  26. 26. Feudalesimo elitario 1968. Colpo di Stato: manuale pratico di Edward Luttwak [...] “Il colpo di stato si attua traendo vantaggio da questo comportamento meccanico: durante il golpe, perché usa parti dell’apparato dello stato per appropriarsi il controllo delle leve; dopo, perché il valore delle leve dipende dal fatto che lo stato è una macchina“. Chi sono i congiurati migliori? Ecco come li descrive Luttwak (p. 35): ” Tutto il potere, tutta la partecipazione, è nelle mani di una piccola élite istruita, benestante e sicura, e quindi radicalmente differente dalla vasta maggioranza dei suoi concittadini, praticamente una razza a parte. Le masse riconoscono questa realtà e accettano il monopolio del potere dell’élite, salvo che qualche esazione insopportabile porti a una rivolta disperata [...] 2011 2009 2012
  27. 27. Bisogni reali Democrazia (metodo) Politica della risorse (etica) soluzioni cittadini Democrazia (metodo) Sovranità monetaria (strumento) Soluzioni creative Fotosintesi clorofilliana, risorse naturali, sistemi per trasformare l’energia ed usarla in maniera razionale. Modello circolare: autopoiesi e democrazia: pluralismo delle idee, crescita, evoluzione.
  28. 28. Le invenzioni della funzione produzione • Marshall e Schumpeter prima, e Daly, Georgescu-Roegen e Costanza dopo, hanno mostrato e dimostrato tutta la fallaccia dell'economia neoclassica che si fonda essenzialmente su una funzione della produzione incompleta e fuorviante, [Q=f(K,R,L)]. «Il processo di produzione standard viene rappresentato da una funzione che non fa distinzioni fra agenti (capitale, forza lavoro e terra ricardiana) e flussi; questi ultimi sono gli elementi che vengono trasformati dagli agenti, che invece entrano in un processo senza venire incorporati nei prodotti ma solo fornendo dei servizi. [...] K,R,L indicano i mezzi di produzione prodotti, il flussi delle risorse naturali e il lavoro umano, una spiegazione dei simboli tipica di chi non tiene conto delle dimensioni. Se si suppone che la produzione sia rappresentata analiticamente dalla [Q=f(K,R,L)], la conclusione è inevitabile: per L = costante e R piccolo a piacere, Q può assumere qualsiasi valore purché K sia sufficientemente grande. E' uno splendido trucco da prestigiatore: la dotazione di capitale può essere aumentata senza un input addizionale di risorse naturali» (Georgescu- Roegen, 2013, pag. 178-179).
  29. 29. La bioeconomia • Georgescu-Roegen presenta la funzione produzione corretta in un modello flussi-fondi per misurare i processi di trasformazione generati dal modello capitalista. Facendo questo dimostra tutta l'inconsistenza e la fallaccia della teoria economica neoclassica che senza il conteggio dell'energia e della materia non potrebbe esistere, e mostra quanto l'economia neoclassica [Q=f(K,R,L)] sia un inganno verso i diritti dei popoli. • La teoria della produzione suggerita da Georgescu-Roegen aggiunge un certo ammontare di materia/energia (flusso). «Ho ritenuto in passato (e ancora ritengo) che la legge dell'entropia sia la radice profonda della scarsità economica: in un mondo in cui non vigesse tale legge, sarebbe possibile utilizzare tutta l'energia, compresa quella del ghiaccio delle calotte polari, trasformandola in lavoro meccanico, e gli oggetti materiali non si consumerebbero; ma certamente non esisterebbe più la vita. [...] Se gli economisti dovessero analizzare la scarsità in modo più completo, le loro valutazioni si avvicinerebbero sempre più a quelle degli studiosi di termodinamica (Georgescu-Roegen, 2013, pag. 155)».
  30. 30. La bioeconomia Nicholas Georgescu- Roegen, diagramma funzione produzione, modello flussi-fondi
  31. 31. Disoccupazione, sistemi a confronto Confronto fra “l’austerità” europea e la “politica espansiva” negli USA, effetti sull’occupazione Fonte: Paul Krugman, Fuori da questa crisi, adesso! Garzanti, 2013
  32. 32. Indice GINI, diseguaglianza Italia regina europea delle diseguaglianze. Così la crisi ha impoverito la classe media; 11 marzo 2013 Corriere Sera
  33. 33. Fonte:WuppertalInstitut,Perunfuturoequo,Feltrinelli,2007,pag.77 Il problema è la crescita quantitativa = sprechi
  34. 34. Overshoot Day: il nostro debito con la Terra Consumare meno e meglio
  35. 35. Fonte:WuppertalInstitut,Perunfuturoequo,Feltrinelli,2007,pag.165 Decrescita selettiva del PIL nei paesi occidentali = eliminare gli sprechi
  36. 36. La crisi energetica Dipendere da una sola fonte non rinnovabile Condivisione delle conoscenze e delle esperienze Elaborazione degli obiettivi
  37. 37. Picco del petrolio La teoria del picco di Hubbert (detta anche più brevemente picco di Hubbert) è una teoria scientifica (o modello) proposta, nella sua formulazione iniziale, nel 1956 dal geofisico americano Marion King Hubbert, riguardante l'evoluzione temporale della produzione di una qualsiasi risorsa minerale o fonte fossile esauribile o fisicamente limitata. Oggi siamo nel picco del petrolio e questo significa che la domanda di petrolio è superiore all’offerta (estrazione). Una società che usa il petrolio come risorsa primaria nell’agricoltura, nella produzione di merci, nei trasporti al momento del picco è praticamente in crisi. E’ necessario ripensare e ricordare la società quando non dipendeva dal petrolio e impiegare le nuove tecnologie delle fonti alternative.
  38. 38. Fonte: D. & D. Meadows, J. Randers, I nuovi limiti dello sviluppo, Oscar Mondadori 2006 Picco dei metalli
  39. 39. Fonte: D. & D. Meadows, J. Randers, I nuovi limiti dello sviluppo, Oscar Mondadori 2006, pag. 132 Flusso dei materiali
  40. 40. Efficienza significa ridurre l’uso di materiale ed energia in ogni merce o prestazione grazie a una tecnologia e un’organizzazione ottimizzate, grazie al riciclaggio e alla limitata produzione di rifiuti. Riduzione dei grandi consumi con l’efficienza trasporti agricoltura edilizia energia Piani nazionali
  41. 41. La crisi della democrazia rappresentativa Dipendere da una religione: la crescita infinita Condivisione delle conoscenze e delle esperienze Elaborazione degli obiettivi
  42. 42. Controllo della moneta debito • Banche, SpA, assicurazioni, paradisi fiscali Serbatoi di pensiero (think tank) • liberismo, pensiero unico Organizzazioni politiche • Partiti, media Leggi, norme La crisi della democrazia rappresentativa Il modello feudale che provoca diseguaglianze, povertà e violazione dei diritti umani.
  43. 43. Svelare le credenze del PIL • L’affermazione che la crescita economica sia indispensabile per far crescere l’occupazione viene ripetuta come un mantra benché, a differenza del mantra, non abbia lo scopo di liberare la mente dalla realtà illusoria, ma di avvilupparla in una illusione irreale, priva di riscontri empirici e di fondamenti teorici. Dal 1960 al 1998 in Italia il prodotto interno lordo a prezzi costanti si è più che triplicato, passando da 423.828 a 1.416.055 miliardi di lire (valori a prezzi 1990), la popolazione è cresciuta da 48.967.000 a 57.040.000 abitanti, con un incremento del 16,5 per cento, ma il numero degli occupati è rimasto costantemente intorno ai 20 milioni (erano 20.330.000 nel 1960 e 20.435.000 nel 1998). Una crescita così rilevante non solo non ha fatto crescere l’occupazione in valori assoluti, ma l’ha fatta diminuire in percentuale, dal 41,5 al 35,8 per cento della popolazione. * *MAURIZIO PALLANTE, “estratto” da Orientare la politica economica e industriale a creare occupazione nelle tecnologie che riducono l’impronta ecologica. Perugia, 9 ottobre 2010
  44. 44. Indicatori della qualità di vita • “Benessere Equo e Sostenibile” (BES) (CNEL ed ISTAT dal 2011, “Gruppo di indirizzo sulla misura del progresso sulla società italiana” come obiettivo per integrare il PIL) – invece che concentrarsi su un concetto di produzione, quale è il Pil, si deve privilegiare la misura del benessere economico delle persone; – non esiste una misura singola che possa dar conto di tutte le varie dimensioni del benessere e gli indicatori compositi non sono una risposta soddisfacente, così come la misura della felicità; – ci si deve concentrare sulle dimensioni rilevanti per il benessere degli individui: lo stato psicofisico delle persone, la conoscenza e la capacità di comprendere il mondo in cui viviamo, il lavoro, il benessere materiale, l’ambiente, i rapporti interpersonali e la partecipazione alla vita della società e l’insicurezza. Inoltre, bisogna guardare alla distribuzione di tutte le dimensioni del benessere (equità) • “Depiliamoci” – Benessere Interno Lordo (http://www.benessereinternolordo.net/joomla/) • Happy Index Planet (http://www.happyplanetindex.org/) • Indicatore del progresso autentico (GPI) è un concetto nell'economia verde e nell'economia di assistenza sociale che è stata suggerita per sostituire il Prodotto Interno Lordo (PIL) come misuratore dello sviluppo economico. • Felicità Interna Lorda (FIL) Il termine fu coniato nella metà degli anni ottanta dal re del Bhutan Jigme Singye Wangchuck che mise in rilievo il suo impegno per la costruzione di un'economia coerente con la cultura tradizionale del suo paese basata sui valori spirituali del buddhismo.
  45. 45. Esseri umani Crescita pil + produttività Bisogni dell'economia Bio- Economia Piena realizzazione degli esseri umani Bisogni degli uominiFondamenti Fine ultimo DecrescitaCrescita (+quantità) (+qualità) limite Fare sempre Fare bene Armonia con la natura - hybris Cos’é la decrescita : sistemi a confronto Esseri umani Bio- Economia
  46. 46. • Merci che non sono beni - Sprechi (es. Casa mal costruita) • Beni che si possono avere solo sotto forma di merci - Richiedono competenze tecniche specialistiche (es. TAC) •Beni che possono non essere merci - Autoproduzione (es. Cibo, ripetizioni, cura di anziani/bambini) -Scambi non mercantili fondati sul dono e la reciprocità •Beni che non possono essere merci - beni relazionali (rapp. D’amore, solidarietà, d’empatia) - creatività, spiritualità, gioco disinteressato + convivialità Cos’é la decrescita : Merci e Beni
  47. 47. • Merci che non sono beni • Beni che non sono merci • Uso e acquisto + consapevole dei Beni che si possono avere solo sotto forma di merci (+ locale, stagionale, duraturo, riutilizzo, riparazione, senza imballaggi, etc.) Scambi mercantili Scambi non mercantili fondati sul dono e la reciprocità Autoproduzione di beni e fornitura diretta di servizi alla persona Meno e Meglio! selettivo selettivo Cos’é la decrescita : Merci e Beni
  48. 48. non sempre sono BENI non necessariamente sono MERCI MERCI BENI BENZINA CONSUMATA STANDO IN CODA MARMELLATA FATTA IN CASA non sempre hanno una connotazione positiva posso produrre per me o per donare Oggetti o servizi che si scambiano per denaro Oggetti o servizi che rispondono ad un bisogno o soddisfano un desiderio Cos’é la decrescita : Merci e Beni
  49. 49. vengono scambiate con denaro non vengono scambiati con denaro MERCI BENI Concepite per produrne sempre di più non ha senso produrne più del necessario sono destinate alla vendita non sono destinati alla vendita Cos’é la decrescita : Merci e Beni
  50. 50. fanno aumentare: Migliorano la qualità della vita! MERCI BENI il PIL il consumo di risorse naturali l’inquinamento riducono il PIL riducono sprechi e inquinamento Cos’é la decrescita : Merci e Beni
  51. 51. Auto produzione scambi non mercantili scambi mercantili Cos’é la decrescita : L’economia della decrescita
  52. 52. crescita del PIL cibo babysitter impresa di pulizie badante per anziani decrescita cibo cibo cibo cura dei figli cura degli anziani giocattoli vestitivestitivestiti Cos’é la decrescita : L’economia della decrescita
  53. 53. Obiettivi riforma PA Miglioramento delle performance• Controllo strategico interno Soddisfazione dei destinatari dei servii • Giudizio dal basso partecipazione • Far conoscere i dati delle performance ai cittadini
  54. 54. Valutazione e controllo strategico • L’attività di valutazione e controllo strategico (art. 6 D, Lgs. 286/1999) mira a verificare, in funzione dell’esercizio dei poteri di indirizzo da parte dei competenti organi, l’effettiva attuazione delle scelte contenute nelle direttive ed atti di indirizzo politico. • Le strutture di controllo strategico supportano l’organo politico ai fini della valutazione del personale dirigenziale; nelle amministrazioni statali, detto controllo è affidato ad apposite strutture, denominate «servizi di controllo interno» • Fonte: Vincenzo Pedaci, Il management pubblico, IV edizione, Simone, 2012, pag.258.
  55. 55. Supporto di indirizzo alle decisioni politiche anche attraverso gli strumenti del controllo di gestione, al fine di fornire indicazioni di indirizzo per rimediare agli scostamenti e ripensare la strategia FINALITA’ DEL CONTROLLO STRATEGICO Verificare se la strategia dell’Ente è giusta: se gli obiettivi fissati sono stati conseguiti Analizzare gli eventuali scostamenti e fattori ostatici cercando possibili rimedi Identificare la responsabilità politica e gestionale della mancata attuazione delle scelte Fonte: Vincenzo Pedaci, Il management pubblico, IV edizione, Simone, 2012, pag.258.
  56. 56. Controllo di qualità nei servizi pubblici Servizi, modello di riferimento Qualità prevista Qualità paragonata Qualità percepita Qualità prestata qualità progettata Aspettativa che l’utente ha nei confronti del servizio Livelli standard coi quali dovrebbe essere erogato il servizio Qualità che il cittadino/utente ritiene di ricevere Confronto con gli altri Enti
  57. 57. Ciclo e gestione delle performance • Definizione e assegnazione degli obiettivi da raggiungere, dei valori attesi di risultato e dei rispettivi indicatori • Collegamento tra obiettivi e allocazione delle risorse • Monitoraggio in corso di esercizio e attivazione degli eventuali interventi correttivi • Misurazione e valutazione delle performance, organizzativa e individuale • Utilizzo dei sistemi premianti, secondo criteri di valorizzazione del merito • Rendicontazione dei risultati agli organi di indirizzo politico- amministrativo, ai vertici delle amministrazioni nonché ai componenti degli organi esterni, ai cittadini, ai soggetti interessati, agli utenti e ai destinatari dei servizi Il ciclo della gestione si articola nelle seguenti fasi Fonte: Vincenzo Pedaci, Il management pubblico, IV edizione, Simone, 2012, pag.205.
  58. 58. Ciclo e gestione delle performance • Rilevanti e pertinenti rispetto ai bisogni della collettività, alla missione istituzionale, alle priorità politiche e alle strategie dell’amministrazione • Specifici e misurabili in termini concreti e chiari • Tali da terminare un significativo miglioramento della qualità dei servizi erogati e degli interventi • Riferibili ad un arco temporale determinato • Commisurati ai valori di riferimento derivanti da standard definiti a livello nazionale e internazionale, • Confrontabili con le tendenze della produttività dell’amministrazione con riferimento, ove possibile, almeno al triennio precedente • Correlati alla quantità e alla qualità delle risorse disponibili Gli obiettivi sono: Fonte: Vincenzo Pedaci, Il management pubblico, IV edizione, Simone, 2012, pag.206.
  59. 59. Trasparenza • Governo • Condivisione degli atti: Bilancio valutazione • Valutazione politica degli investimenti, spesa pubblica Proposte dal basso • Individuazione di eventuali sprechi http://www.governo.it/rapportiparlamento/documenti/rapporto_spending.pdf Domanda & offerta Fondi europei Priorità
  60. 60. Trasparenza degli atti Programma elettorale (Promesse, mercato dei voti, fiducia politica) Linee programmatiche di mandato [Consiglio] Piano Esecutivo di Gestione (PEG) e Piano Dettagliato degli Obiettivi (PDO) [Giunta]
  61. 61. Nuova Amministrazione, comunità Co-gestione: Amministrazione & Cittadini, azionariato diffuso popolare. Piani urbanistici, piani di investimento Servizi pubblici locali (energia, rifiuti, etc.)
  62. 62. Fonte: Raffaele Parlangeli, Domenico Pellerano, Tecniche di performance management per migliorare la P.A. Franco Angeli, 2012
  63. 63. Fonte: Giorgio Sangiorgi (a cura di), Management e governance nella pubblica amministrazione, Franco Angeli, 2008
  64. 64. Democrazia diretta e partecipativa • Introdurre tutti gli strumenti di democrazia diretta e partecipativa negli Enti territoriali (Regione, Provincia, Comune) • Iniziativa e referendum (ambito regionale, provinciale e comunale) senza quorum di validità – Referendum deliberativo ed abrogativo (mai referendum consultivi) • Bilancio partecipativo deliberativo (ambito comunale)
  65. 65. Pianificazione partecipata Il “comunicare” con gli abitanti e tra gli abitanti per comprendere, ricostruire una “immagine condivisa” della città Town meeting Assemblee di zona sperimentare Laboratori di quartiere Scelta delle “priorità”
  66. 66. rappresentanti Delibere, leggi (scelte politiche) lavoro tasse Democrazia diretta Delibere, leggi (scelte politiche) Migliore qualità della vita cittadiniSpA rappresentanti Cittadini, lavoro, tasse Cittadini, democrazia diretta rappresentanti servizi Ribaltare la piramide Integrare la democrazia rappresentativa con la democrazia diretta e la revoca del mandato.
  67. 67. Migliore qualità della vita cittadini piani •Esperti, mondo accademico •cittadini•Dipendenti eletti Bilancio comunale “esplicato” Piani urbanistici, mobilità, energia Piano dei servizi Piano degli Investimenti Partecipazione popolare al processo decisionale Trasparenza degli atti ed accesso ai piani per elaborare proposte, idee e progetti con metodi creativi
  68. 68. Bilancio esplicato e Piano degli investimenti Assemblee popolari priorità Inserimento progetti nel bilancio • bilancio • Piano urbanistico trasparenza • World cafè • Open space technology • Town Meeting priorità • verifica • Cittadini e funzionari pubblici Soddisfacimento dei bisogni Modello assembleare
  69. 69. Priorità locali • Bilancio comunale • investimenti regionale • Ambito regionale • Aggiornamento dei piani rispetto alle priorità locali Legge finanziaria • Ambito nazionale • Aggiornamento dei piani rispetto alle priorità regionali Migliore qualità della vita cittadini piani Domanda & offerta Fondi europei Priorità
  70. 70. Cittadini, idee, bisogni Proposta referendum delibera Modello referendario (democrazia diretta) Nessuna intermediazione e valutazione diretta delle idee
  71. 71. Conferma o revoca (referendum, Town Meeting) Verifica del mandato elettorale a metà mandato Controllo popolare dei dipendenti eletti E’ necessario modificare il Tuel, Testo unico degli enti locali
  72. 72. Cosa significa rigenerazione urbana? • La rigenerazione urbana è il tema urbanistico che più di altri riesce a dare risposte progettuali adeguate per l'epoca di cambiamenti e di transizione culturale che stiamo vivendo, la fine dell'epoca industriale e l'inizio di una nuova. • Il tema della "rigenerazione urbana sostenibile", a causa dell’esaurimento delle risorse energetiche e delle pessime condizione del patrimonio edilizio costruito nel dopoguerra è, per gli architetti italiani, la questione prioritaria nelle politiche di sviluppo dei prossimi anni. • Ricercando con una certa attenzione è possibile rendersi conto che la rigenerazione urbana ha origini dalle leggi della biologia e della termodinamica, ad esempio in biologia l’autopoiesi è la capacità di riprodurre sé stessi che caratterizza i sistemi viventi in quanto dotati di un particolare tipo di organizzazione, i cui elementi sono collegati tra loro mediante una rete di processi di produzione, atta a ricostruire gli elementi stessi e, soprattutto, a conservare invariata l’organizzazione del sistema. Il termine resilienza viene usato in meccanica, in ingegneria per indicare la capacità dei materiali a resistere, mentre in psicologia indica la capacità umana ad adattarsi e di affrontare le avversità della vita.
  73. 73. Nella sostanza, si cerca di imitare gli efficienti processi naturali e suggerire di introdurre procedure ispirate dalle leggi naturali nei processi amministrativi delle istituzioni, e nei modi di pensare e fare pianificazione urbanistica. Secondo il dizionario Treccani per rigenerazione si intende nel senso sociale, morale o religioso, rinascita, rinnovamento radicale, redenzione che si attua in una collettività: rigenerazione morale, civile, politica di un popolo, di una nazione, della società. Il termine “rigenerazione urbana" appare nel lessico della pianificazione urbanistica inglese alla metà degli anni settanta. In ambito urbanistico è possibile individuare una periodizzazione del concetto di “rigenerazione urbana” che parte dal dopoguerra – piani di ricostruzione – fino agli anni novanta, cioè dalla ricostruzione dei centri storici ed urbani promossa dallo Stato fino alla nascita delle agenzie pubbliche-private degli anni ottanta. Cosa significa rigenerazione urbana?
  74. 74. • Non esiste un’unica interpretazione di rigenerazione urbana e possiamo distinguere due approcci opposti: • Il primo ricade nell’ossimoro sviluppo sostenibile ove lo spirito del capitalismo prevale sui progetti; Amministratori e imprese ricercano prioritariamente il profitto anche quando non è necessario, il fine è soddisfare l’avidità di pochi e l’accumulo di danaro. Tale approccio contraddice il concetto stesso di rigenerazione. • Il secondo ricade nella sostenibilità forte ove prevale il bene comune delle persone e l’equilibrio fra uomo e natura; Amministratori e imprese non ricercano il profitto ma applicano la Costituzione realizzando la tutela del paesaggio, dell’ambiente e favorendo lo sviluppo umano attraverso la convenienza ecologica dei progetti, la moneta è un mezzo e non il fine. • La fine dell’era industriale mostra l’opportunità di come il secondo approccio sia quello realmente sostenibile e desiderabile poiché piani e progetti sono valutati secondo l’approccio olistico al fine di realizzare un presente e un futuro di prosperità. Cosa significa rigenerazione urbana?
  75. 75. • Un'eco-city è una città compatta e policentrica, che utilizza al meglio tutti i propri spazi senza disperdersi nel territorio. E' una città caratterizzata da una buona mixité funzionale, economica e sociale, puntualmente ribadita da un'organizzazione scalare e gerarchica delle proprie strutture edilizie. E' una città energeticamente efficiente che recupera e ove possibile, ricicla i propri consumi, in modo particolare l'acqua (Maretto, 2013, pag.12). • Secondo la prospettiva smart growth la città dovrebbe tendere ad una forma urbana più compatta (Duany, 2011); riutilizzare le città esistenti, anche recuperandone le infrastrutture; alzare le tasse ai residenti nel centro città; distribuire sul territorio le residenze a basso costo; sfavorire il trasporto individuale delle automobili a favore del trasporto pubblico; utilizzare le regole del New Urbanism nella progettazione di nuovi insediamenti o quartieri (Reale, 2008, pag.54). • Secondo il Metropolitan Istitute at Virginia Tech la "rigenerazione urbana" ha principi base: avviare un coordinamento fra i settori; creare una visione olistica; rigenerare le persone prima dei luoghi; creare partenariati a tutti i livelli di governo; creare capacità nel settore pubblico; coinvolgere la comunità locale nella pianificazione. • Pertanto la rigenerazione si basa sulla "scienza della sostenibilità" con particolare attenzione ai bisogni sociali delle comunità. Cosa significa rigenerazione urbana?
  76. 76. Le città in contrazione e la dispersione urbana città pop. al 1951 picco pop. al 2011 abit. persi %contrazione 1Milano 1.274.000 1.732.000 1.242.000 490.000 39,45 2Torino 719.000 1.168.000 872.000 296.000 33,94 3Napoli 1.011.000 1.227.000 962.000 265.000 27,55 4Genova 688.447 816.872 586.180 230.692 39,36 5Roma 1.651.000 2.840.000 2.617.000 223.000 8,52 6Bologna 340.526 490.528 371.337 119.191 32,10 7Catania 299.629 400.048 293.902 106.146 36,12 8Venezia 316.891 363.062 261.362 101.700 38,91 9Firenze 374.625 457.803 358.079 99.724 27,85 10Trieste 272.522 272.723 202.123 70.600 34,93 11Cagliari 130.511 219.648 149.883 69.765 46,55 12Bari 268.183 371.022 325.933 45.089 13,83 13Palermo 490.692 701.778 657.561 44.217 6,72 14Taranto 168.944 244.101 200.154 43.947 21,96 15Padova 167.672 243.678 206.192 37.486 18,18 16Salerno 90.970 157.385 132.608 24.777 18,68 17Ferrara 133.949 154.066 132.545 21.521 16,24 18Brescia 142.059 210.047 189.902 20.145 10,61 19Livorno 142.333 175.741 157.052 18.689 11,90 20Messina 220.668 260.118 243.262 16.856 6,93 21Pescara 65.466 131.330 117.166 14.164 12,09 22Verona 178.415 266.205 252.250 13.955 5,53 23Bergamo 104.166 128.096 115.349 12.747 11,05 24Foggia 97.504 156.467 147.036 9.431 6,41 25Siracusa 66.090 125.941 118.385 7.556 6,38 26Vicenza 79.862 116.620 111.500 5.120 4,59
  77. 77. Le città in contrazione e la dispersione urbana • Le ragioni della contrazione sono legate al progressivo aumento dei prezzi degli alloggi e la riduzione del potere d'acquisto delle famiglie, pertanto gli abitanti hanno iniziato a cercare alloggi a prezzi ridotti nei comuni limitrofi ai grandi centri. • Un rapporto dell'ufficio studio AITEC (Associazione Italiana Tecnico Economica Cemento), "Il mercato immobiliare italiano: tendenze recenti e prospettive", pubblicato a febbraio 2012 riporta una tabella circa l'andamento dei prezzi degli alloggi; durante l'anno 1986 il prezzo nominale era di 1.329 €/mq, mentre al 2011 è di 3.500 €/mq. • A partire dai primi anni '80 l'andamento dei salari reali, in quasi tutti i paesi dell'UE, si è mostrato mediamente inferiore a quello della produttività [...]. Sempre dall'analisi dei dati Eurostat risulta che per i paesi dell'Eur 15 nella prima parte degli anni '80 i salari hanno perso mediamente circa 1,3% l'anno rispetto alla crescita della produttività [...]. A partire dall'inizio degli anni '90 il differenziale ritorna a livelli vicini dell'1,5% medio annuo. Fonte: Casadio M., Petras J.F., Vasapollo L., Clash! Scontro tra potenze: la realtà della globalizzazione, JacaaBook, 2004, pag. 277.
  78. 78. Le città in contrazione e la dispersione urbana Guido Martinotti in Metropoli ha descritto questo fenomeno di deurbanizzazione che comincia «a partire dalla fine degli anni '70, si sono manifestati i segni visibili della inversione di una tendenza secolare nelle dinamiche dell'urbanizzazione. Infatti l'aggregato dei Comuni con più di 100.000 abitanti ha cessato di acquistare popolazione dopo oltre un secolo di crescita ininterrotta. Questa nuova tendenza si mostra con maggiore forza nelle aree economicamente mature del paese, cioè quelle di più antica industrializzazione e urbanizzazione. Infatti le grandi città come Milano, Genova, Torino iniziano prima delle altre a perdere abitanti, a volte con ritmi assai sostenuti mentre Roma e Napoli seguono a una certa distanza di tempo e Palermo si mantiene stabile o con una crescita trascurabile» (Martinotti, 1993, pag. 93). Inizialmente il fenomeno viene interpretato come un ritorno alla campagna, ma Martinotti ritiene che si tratta di un processo di trasformazione metropolitana ove le periferie svolgono un ruolo di complementarità, cioè funzioni sussidiarie rispetto al centro.
  79. 79. Urbanistica, pianificazione ed organizzazione territoriale, insediamenti umani • Piani regionali, piani territoriali • Piani provinciali, piani territoriali • Piani comunali, piani regolatori, piani operativi «uso del suolo, risorse, vincoli» • Piani paesistici (tutela del paesaggio del territorio) • Piani di bacino (difesa delle acque) • Piani delle aree protette • Piani dei parchi «piano specialistico» • Piani del traffico • Piani della mobilità • Piani del rumore • Piani delle cave (attività estrattive) • Piani delle coste • Piani dei servizi «piano di settore» Il Parlamento italiano nel corso degli anni ha promulgato leggi che hanno distribuito «competenze» e «funzioni», spesso sovrapponendosi, creando una confusione che ha favorito un cattiva gestione delle risorse territoriali. Ecco un elenco dei livelli di competenza e dei piani:
  80. 80. Ambito comunale • Piano di massima e previsione programmatiche, localizzazioni, zonizzazione • Regolamento edilizio Piano regolatore generale (Piano Strutturale C.; Piano Urbanistico C. ..) • Piani particolareggiati (P.P.) • Piani di lottizzazione (P.L.) • Piani per l’edilizia economica e popolare (P.E.E.P.) • Piani per gli insediamenti produttivi (P.I.P.) • Piani di recupero • Programmi integrati e assimilati Piani attuativi
  81. 81. • I cittadini dovrebbero sapere che l’elenco precedente dei piani dimostra in quanti ambiti e livelli si possa pianificare, dimostra la complessità burocratica delle politiche istituzionali e testimonia quanto controllo dovrebbe esserci affinché si possa prevenire la corruzione. I piani sono condizionati dai criteri estimativi mercantili che non favoriscono la tutela degli ecosistemi. • E’ consuetudine far credere che tramite un’ideale “compensativo” e grazie alla mercificazione del territorio sia sempre possibile ripagare il danno di una scelta politica. • Le leggi della natura e della fisica ci insegnano l’esatto contrario, tutto si trasforma e non esistono processi reversibili, mentre l’entropia cresce sempre. Urbanistica, pianificazione ed organizzazione territoriale, insediamenti umani
  82. 82. • Il Parlamento, consapevole delle leggi della fisica ed applicando la Costituzione, dovrebbe stimolare gli Enti locali nell’uso di procedure estimative condizionate dal valor d’uso sociale, criterio non monetario, ed associarlo alla misurazione dei flussi di energia per far sviluppare una pianificazione libera dalle obsolete logiche mercantili che stanno distruggendo risorse non rinnovabili pregiudicando l’esistenza delle future generazione. Per concretizzare questo principio è necessario ripensare la contabilità pubblica poiché gli amministratori distruggono l’ambiente per soddisfare l’obbligo del pareggio di bilancio. Fonte immagine, Monica Lavagna, Life Cycle Assessment in edilizia, Hoepli Urbanistica, pianificazione ed organizzazione territoriale, insediamenti umani
  83. 83. Programmi europei Programma nazionale
  84. 84. “Strumenti” finanziari dall’alto Enti pubblici e privati finanziano le iniziative
  85. 85. “Strumenti” finanziari dal basso • I cittadini hanno il potere di condizionare le istituzioni finanziare spostando i propri risparmi verso progetti virtuosi. • Il caso di Schonau. I cittadini acquistano la rete locale ed auto producono energia con fonti alternative (soldi privati). • Il caso di Torraca (SA), prima city led al mondo. L’Amministrazione rende il Comune auto sufficiente con fonti alternative (soldi pubblici e uso degli incentivi).
  86. 86. La valutazione delle attività • Politici e amministratori sono chiamati a esprimere valutazioni sulle attività industriali e sulle imprese (e project finance), con l’approccio circa l’analisi della contabilità generale e l’approccio contabilità direzionale. L’obiettivo della valutazione ortodossa è verificare la convenienza economica per il soggetto promotore al fine di ricavarne un vantaggio monetario. • Esiste un altro approccio, che non esclude quello monetario, ma ha altri elementi per giungere ad una valutazioni più completa con l’usa della bioeconomia. L’analisi multicriteria può applicare la sostenibilità forte che ha priorità circa la tutela dell’ambiente, della salute umana e del patrimonio collettivo.
  87. 87. La valutazione delle attività Fonte: Anthony N. R., Hawkins, Macrì, Merchant, Analisi dei costi, McGraw-Hill, 2008, pag.2
  88. 88. La valutazione delle attività Fonte: Anthony N. R., Hawkins, Macrì, Merchant, Analisi dei costi, McGraw-Hill, 2008, pag. 15
  89. 89. La valutazione delle attività Fonte: Anthony N. R., Hawkins, Macrì, Merchant, Analisi dei costi, McGraw-Hill, 2008, pag. 21
  90. 90. La valutazione delle attività • Un progetto di investimento è un insieme di attività che richiedono l’impiego di disponibilità liquide e che hanno l’obiettivo di conseguire benefici futuri. La valutazione economica degli investimenti consenti di verificare la fattibilità economica del progetto e di scegliere tra più alternative, quelle più convenienti. Il giudizio di convenienza è operato sulla base di opportuni parametri calcolati attualizzando le uscite e le entrate monetarie, a un determinato saggio di sconto e nell’ambito di un determinato orizzonte temporale. Fonte Vittorio Gallerani, Manuale d’estimo, Mc-Graw-Hill, 2011, pag. 322
  91. 91. La valutazione delle attività • La valutazione prevede lo svolgimento di sette fasi: 1) l’analisi del progetto fornisce la base informativa per attivare le fasi successive 2) la scelta dell’orizzonte temporale corrisponde al periodo durante il quale si prevede si manifesteranno gli effetti dell’investimento 3) la determinazione delle uscite e delle entrate costituisce il fondamento dell’analisi degli investimenti ed è basta sui principi di cassa, di analisi differenziale e di coerenza sull’unità di conto 4) la determinazione del saggio di sconto, il costo opportunità e il rendimento atteso del capitale 5) il calcolo dei parametri di valutazione: valore attuale netto (VAN), rapporto entrate uscite (REU), saggio di rendimento interno (SRI), tempo di ritorno del capitale (TRC) 6) la scelta del parametro di valutazione dipende dallo scopo per cui la valutazione è richiesta: accettazione/rifiuto, scelta tra progetti che si escludono, ordinamento dei progetti 7)l’analisi del rischio è volta a misurare le incertezze della valutazione dovute all’aleatorietà di alcune variabili ed è costituita dall’analisi di sensitività e dall’analisi di scenario. Fonte Vittorio Gallerani, Manuale d’estimo, Mc-Graw-Hill, 2011, pag. 322
  92. 92. La valutazione delle attività • Per l’analisi della contabilità generale esistono indici e criteri di valutazione, l’analisi sull’esercizio del bilancio (ROE=Rn/Pn return on equity = reddito netto/patrimonio netto, ROA=Ro/Ci return on asset = reddito operativo/capitale investito, ROS=Ro/S return on sales = reddito operativo/vendite, ROD=Of/Db return on debt = oneri finanziari/debiti verso banche) [aspetto economico – costi e ricavi] e l’analisi sull’attività finanziaria (VAN valore attuale netto = (entrate – uscite)/saggio [>0], REU entrate/uscite [>1], TIR rendimento dell’investimento [>r saggio], TRC tempo di ritorno del capitale [<Orizzonte Temporale], WACC [costo medio ponderato del capitale] e Kd [costo del capitale finanziamento] e Ke [costo del capitale di rischio]), Kd = Rf + spread [stima del costo del debito al lordo delle imposte] • Considerazione: a causa del sistema denominato economia del debito (cessione di sovranità monetaria e assenza del sistema fiat money) negli ultimi anni i criteri valutativi hanno incentivato il ricorso all’utilizzo del capitale di debito (kd) poiché l’indice del TIR finanziario interessa alle banche con la conseguenza dell’aumento dei debiti pubblici e privati.
  93. 93. La valutazione delle attività Fonte: a cura di Giuliana Bo (Unità Tecnica Finanza di Progetto - CIPE - PCM)
  94. 94. La valutazione delle attività • Per convenienza economica (redditività) di un investimento si intende la capacità del progetto di creare valore nell’arco della durata di una concessione di costruzione e gestione e di generare un livello di redditività per il capitale investito, adeguato rispetto alle aspettative dell’investitore privato, vale a dire la capacità del progetto di garantire una remunerazione congrua del capitale di rischio (ke). • Per sostenibilità finanziaria (bancabilità) si intende, invece, la capacità del progetto di generare flussi di cassa sufficienti a garantire il rimborso del prestito, vale a dire la capacità del progetto a far fronte alla copertura del servizio del debito, in un determinato anno o in riferimento all’intero periodo di rimborso del finanziamento contratto. Fonte: a cura di Giuliana Bo (Unità Tecnica Finanza di Progetto - CIPE - PCM)
  95. 95. La valutazione pubblica delle attività • 1) L’analisi del progetto è importante per la delimitazione dei confini spaziali della valutazione, in quanto l’entità di riferimento per la valutazione pubblica può identificarsi in uno Stato, una Regione o un loro sottoinsieme; 2) l’orizzonte temporale corrisponde al periodo durante il quale si prevede si manifesteranno gli effetti sociali dell’investimento; 3) la determinazione di costi e dei benefici è operata a partire dalle uscite e dalle entrate, mediante una “correzione” dei prezzi di mercato in “prezzi di conto” (o “prezzi ombra); 4) Le tipologie di correzione sono le seguenti: per trasferimenti fiscali; per imperfezioni di mercato di mezzi e prodotti; per salari che non riflettono il valore sociale del lavoro; per esternalità; 5) il saggio sociale di sconto definisce in che misura la società valuta i costi e i benefici presenti in rapporto a quelli futuri; 6) il saggio sociale di sconto è fissato dai singoli organismi di finanziamento internazionali e nazionali ed è tendenzialmente più basso del saggio di sconto privato; 7) i parametri di valutazione pubblica sono il valore attuale netto (VAN), il rapporto benefici costi (RBC), il saggio di rendimento interno (SRI) e con minore importanza il tempo di ritorno del capitale (TRC); 8) l’analisi del rischio tiene conto del fatto che gli impatti sociali sono caratterizzati da forte aleatorietà Fonte Vittorio Gallerani, Manuale d’estimo, Mc-Graw-Hill, 2011, pag. 338
  96. 96. Valutazione delle attività • L’associazione openpolis ha condiviso un buon servizio denominato openbilanci.it • Dal sito è possibile conoscere l’andamento dei bilanci pubblici dei Comuni italiani negli ultimi dieci anni e le priorità di spesa dei politici (la direzione politica).
  97. 97. Valutazione delle attività Opencoesione.gov.it consente di controllare la spesa dei fondi europei
  98. 98. La valutazione delle attività Nell’ortodossia classica, la convenienza economica e gli indici finanziari ignorano le leggi della natura.
  99. 99. La valutazione delle attività Giuseppe Longhi, “Sostenibilità urbana e territoriale”, in Il nuovo manuale dell’urbanistica, a cura di L. Benevolo, Mancosu editore, 2010 Approccio olistico:
  100. 100. stili di vita L’orto sinergico, auto produrre insieme Democrazia diretta: esser sovrani Creare e progettare insieme, open space technology Autoformazione: biblioteca di quartiere
  101. 101. • Il contadino è l’uomo libero in grado di produrre tutto ciò di cui ha bisogno e compra solo poche cose necessarie, la sua economia reale è libera dai ricatti della finanza e dai capricci del mercato. • Le tecnologie odierne consentono di ricostruire l’economia reale contadina con l’impiego dell’agricoltura sinergica e l’autoproduzione energetica con fonti alternative • Pensare e progettare la comunità, relazioni e reciprocità • Co-gestire i beni comuni (acqua, cibo, energia, internet) “Civiltà contadina modernizzata”
  102. 102. Portare l’agricoltura sinergica in città e progettare una rete di orti sinergici per i bisogni delle scuole primarie e dei cittadini “Civiltà contadina modernizzata”
  103. 103. “Civiltà contadina modernizzata” Progettare una rete di fattorie autosufficienti energeticamente a servizio della città. Lo schema energetico integrato è un’applicazione per una fattoria, estratto dal testo di Luciano Paoli, energie rinnovabili impieghi su piccola scala.
  104. 104. Autoprodurre energia: passare dalle grandi centrali alla “generazione distribuita” con le fonti alternative. “Civiltà contadina modernizzata”
  105. 105. La transizione che stiamo vivendo ci consente di fare una considerazione sul cambio di paradigma, poiché la crisi energetica figlia del "picco del petrolio" mostra l'opportunità di sviluppare tecnologie più eco- efficienti che consentono l'applicazione di una democrazia economica. Scaldare, raffrescare e spostarsi potrà essere meno costoso, e potrà essere fatto in maniera indipendente, più efficiente (solare, micro eolico, pompe di calore, smart-grid, bici pedelec, etc.). Con un piano industriale nazionale per lo sviluppo di queste tecnologie potrà aumentare l'occupazione verso impieghi socialmente più utili. “Civiltà contadina modernizzata”
  106. 106. La contabilità pubblica non assegna valore ai beni comuni (acqua, energia, cibo, internet). Lo Stato riconosce i beni privati e pubblici ed il lavoro è lo "strumento intermedio" che tratta tali beni. E' necessario individuare un altro “ente”, la comunità, mentre lo Stato deve riconoscere e tutelare i beni comuni attraverso il valore d'uso sociale, metro non monetario. L’Amministrazione deve individuare un regolamento per riconoscere e tutelare i beni comuni. La comunità dovrà prendersi cura di questi beni e attraverso il lavoro renderli fruibili a tutti in maniera razionale e compatibile con la natura, liberi dal ricatto dei mercati e dall'avidità delle SpA. Comunità e beni comuni
  107. 107. Comunità Beni culturali, territorio, cibo, servizi locali Mobilità, Bici pedelec Orto sinergico Sufficienza energetica Democrazia diretta Riciclo totale
  108. 108. Le accademie, i progettisti ed i costruttori sono perfettamente consapevoli del pessimo stato dell’arte dell’ambiente costruito, e sanno che le prossime scosse di terremoto produrranno danni e morti, non è una previsione pessimistica, ma una visione realistica e corretta rispetto alle conoscenze relative alle tecniche costruttive degli edifici. Ciò che mi lascia basito è proprio il fatto che gli addetti ai lavori sanno che la natura si ripeterà nel suo comportamento naturale, e sprigionerà un’energia sufficiente a far crollare gli edifici e che ci saranno danni e morti per l’inerzia politica dell’uomo. Non è il terremoto che uccide, ma l’ignoranza dell’uomo, e nel nostro caso l’inerzia dei dipendenti politici che sono stati psico- programmati dal nichilismo del pareggio di bilancio e dall’inganno psicologico denominato economia del debito. La vita prima di tutto
  109. 109. Articolo 9. La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Applicando l'articolo nove della nostra Costituzione possiamo risolvere buona parte dei problemi occupazionali del nostro Paese. Secondo le stime dell'Unesco l'Italia possiede fra il 60 e il 70% dei beni culturali mondiali (rapporto Eurispes 2006), mentre il paesaggio nostrano fu definito il giardino d'Europa. Pertanto è del tutto ridicolo credere che una Nazione del genere possa ritenersi in crisi o che non ci siano opportunità di lavoro, perché la ricchezza reale circonda i cittadini italiani, forse incapaci di guardare e capire la bellezza che è intorno a loro. Tutti i Governi che si sono succeduti hanno provveduto a smantellare la ricerca per favorire istituti stranieri, e le SpA hanno potuto inquinare siti naturali recando danni biologici e morti per tumori e neoplasie. Per pianificare una politica nazionale sui temi della prevenzione primaria, riduzione del rischio sismico, il riuso, il recupero e la conservazione dei beni culturali è necessario riprendersi la politica monetaria e industriale. Fonte: “Qualcosa” che non va, agg. 2013
  110. 110. La società del presente/futuro • Agire direttamente: integrare la democrazia rappresentativa con la democrazia partecipativa e diretta • Sviluppare la resilienza locale, creatività • Saper interpretare il mondo e benessere psicofisico • Autoprodurre cibo, orti sinergici, consapevolezza dei consumi, stili di vita • Uso razionale dell’energia: prima eliminare gli sprechi • Scambio e reciprocità: rete sociale, il valore del dono • Mobilità intelligente • Convivialità, cultura, sport e tempo libero • Monete locali cioè sovrane e libere dal debito e dagli interessi • Strategia rifiuti zero/riciclo totale
  111. 111. Sintesi del percorso Accesso alla conoscenza Condivisione delle conoscenze e delle esperienze Elaborazione degli obiettivi azione cambiamento
  112. 112. Sintesi obiettivi e priorità Sovranità alimentare Class action efficace Introdurre la democrazia Cambiare i paradigmi dell’istruzione Restituire sovranità alla Repubblica Sufficienza energetica
  113. 113. Cultura Maurizio Pallante La decrescita felice Salvatore Settis Azione popolare Paolo Michelotto Democrazia dei cittadini “Libertà individuale significa avere la libertà di controllare i propri pensieri e di far manifestare le sensazioni che si desiderano nella propria vita. Raggiungere la libertà individuale consiste nello sviluppare nuove abitudini e competenze e nell’abituarsi a far funzionare il cervello come noi desideriamo.“
  114. 114. Richard Sennett L’uomo artigiano Yona Friedman Alternative energetiche Wuppertal Institut Futuro sostenibile Pierre Rabhi Manifesto per la terra e per l’uomo Cultura “Libertà individuale significa avere la libertà di controllare i propri pensieri e di far manifestare le sensazioni che si desiderano nella propria vita. Raggiungere la libertà individuale consiste nello sviluppare nuove abitudini e competenze e nell’abituarsi a far funzionare il cervello come noi desideriamo.“
  115. 115. Cultura “Libertà individuale significa avere la libertà di controllare i propri pensieri e di far manifestare le sensazioni che si desiderano nella propria vita. Raggiungere la libertà individuale consiste nello sviluppare nuove abitudini e competenze e nell’abituarsi a far funzionare il cervello come noi desideriamo.“
  116. 116. “Libertà individuale significa avere la libertà di controllare i propri pensieri e di far manifestare le sensazioni che si desiderano nella propria vita. Raggiungere la libertà individuale consiste nello sviluppare nuove abitudini e competenze e nell’abituarsi a far funzionare il cervello come noi desideriamo.“ Cultura Andrè Gorz Ecologica Maurizio Pallante Destra e sinistra addio
  117. 117. Bibliografia • ANTONIO LA SPINA, I costi dell’illegalità, il Mulino, 2008 • BENJAMIN R. BARBER, Consumati, da cittadini a clienti, Einaudi, 2010 • BRUCE LIPTON, STEVE BHAERMAN, Evoluzione spontanea, Macro edizioni, 2010 • DANIEL ESTULIN, Il club Bilderberg, Arianna editrice, 2009 • DANIEL LERCH, Post carbon cities, Transition Italia, 2010 • FERRUCCIO PINOTTI e LUCA TESCAROLI, Colletti sporchi, BUR, 2008 • FERRUCCIO PINOTTI, Fratelli d’Italia, BUR, 2007 • FRANCESCO VIGNARCA, Mercenari SpA, BUR, 2004 • GUSTAVO ZAGREBELSKY, Imparare democrazia, in ET Saggi [1443] Einaudi, 2005 • GIAMPAOLO FABRIS, La società post-crescita, Egea, 2010 • JEAN ZIEGLER, La privatizzazione del mondo, Net, 2004 • JOHN PERKINS, Confessioni di un sicario dell’economia, Minimun fax, 2010 • J. STIGLITZ, A. SEN, J.P. FITOUSSI, La misura sbagliata delle nostre vite, Etas, 2010 • LORETTA NAPOLEONI, Economia canaglia. Il lato oscuro del nuovo ordine mondiale, Saggiatore, 2008 • LORETTA NAPOLEONI, Il contagio, Rizzoli, 2011 • LORETTA NAPOLEONI, Democrazia vendesi, Rizzoli, 2013 • LIVIO de SANTOLI, Le comunità dell'energia, Quodlibet, 2011 • MARCO DELLA LUNA e ANTONIO MICLAVEZ, Euroschiavi, Arianna editrice, 2007 • MARCO DELLA LUNA e PAOLO CIONI, Neuroschiavi, Macro edizioni, 2008 • MARCO PIZZUTI, Rivelazioni non autorizzate, Ed. Il punto d’Incontro, 2009 • MARCO SABA, o la banca o la vita, Arianna editrice, 2008 • MAURIZIO PALLANTE, La decrescita felice, Edizioni per la Decrescita felice, 2009 • MAURIZIO PALLANTE, La felicità sostenibile, Rizzoli, 2009 • MAURIZIO PALLANTE, Meno e meglio, Bruno Mondadori, 2011 • MICHELE BUONO e PIERO RICCARDI, Il mondo alla rovescia, Edizioni per la Decrescita felice, 2009 • NICHOLAS GEORGESCU-ROEGEN, Bioeconomia, (a cura di Mauro Bonaiuti), Bollati Boringhieri, 2013 • NINO GALLONI, MARCO DELLA LUNA, La moneta copernicana, Nexus, 2008 • NORBERTO BOBBIO, L’età dei diritti, in ET Saggi [478], Einaudi, Torino, 1995 • PAOLO MICHELOTTO, Democrazia dei cittadini, Troll edizioni, 2008 • ROB HOPKINS, Manuale pratico della transizione, Arianna editrice, 2009 • SERGE LATOUCHE, Come uscire dalla società dei consumi, Bollati Borighieri, 2011 • SERGE LATOUCHE, L’invenzione dell’economia, Arianna editrice, 2005 • SALVATORE SETTIS, Azione popolare, Einaudi, 2012 • THOMAS BENEDIKTER, Democrazia diretta, Sonda, 2008 • VANDANA SHIVA, Ritorno alla terra, Fazi editore, 2009 • WUPPERTAL INSTITUT, Futuro Sostenibile, Edizioni Ambiente, 2011 • ZYGMUNT BAUMAN, La società individualizzata, in biblioteca paperbacks [20], il Mulino, 2010

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