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verso la post ideologia (oggi?)
mattia darò
the learning
tower of pisa
martin parr
...in un recente passato
gli anni degli
idealismi e della
contestazione
(il ‘68)
andy warhol
marilyn
1967
beatles
abbey road
1969
guy debord
la société du espectalce
1967
yona friedman
utopie realizzabili
1975
yona friedman spatial city 1959
yona friedman spatial city 1959
cedric price
fun palace
1961-64
archigram walking city 1964
archigram
instant city 1969
piano&rogers,
centre
pompidou
1971
(competition
drawings)
piano&rogers,
centre
pompidou
1971
(competition
drawings)
superstudio, monumento continuo 1969
superstudio, monumento continuo 1969
superstudio, monumento continuo 1969
archizoom no stop city 1970
haus rucker&co.
oasis no.7, 1972
arata isozaki clusters in the air 1960-62
plan for the
tokyo bay
kenzo tange,
1960
renewal of
tsukiji district
kenzo tange,
1963
osaka ‘70
festival plaza
kenzo tange
Costantino Dardi, Italian Pavilion,
Osaka Expo, 1968
Maurizio Sacripanti, Italian
Pavilion, Osaka Expo, 1968
jimi hendrix
woodstock
1969
Louis Kahn working on a model of the National Assembly complex in Dhaka, Bangladesh Photo: George Alikakos
louis kahn,
exeter library,
1972
louis kahn,
exeter library,
1972
louis kahn, National Assembly, Dhaka, 1982
louis kahn, National Assembly, Dhaka, 1982
robert
venturi
“I am a
monument”
Complexity and
Contradiction in
Architecture
Robert Venturi,
1966
Robert Venturi, D.
Scott Brown et S.
Izenour, Learning from
Las Vegas, 1972
Vanna Venturi House /
Robert Venturi 1964
Vanna Venturi House /
Robert Venturi 1964
robert venturi
nichol’s alley jazz club,
houston, 1978
robert venturi
ponte dell’accademia, venezia, 1985
aldo rossi teatro del mondo, 1979
aldo rossi
architettura
assassinata
1974
aldo rossi
gallaratese
milano 1969
aldo rossi
quartiere
schützenstraße
berlino
1994-98
aldo rossi
“la conica”
caffettiera alessi
1980-83
giorgio grassi
teatro romano di
sagunto
1993
giorgio grassi
residenze a postdamer platx, berlino
1993-2001
Massimo Scolari
“l’Arca”, 1982
la fine dell’architettura
(morte o suicidio?)
manfredo tafuri
romantico suicida
rem koolhaas
cinico appassionato
“chi oggi vuol restituire la parola all’architettura è quindi costretto a ricorrere a materiali
svuotati di senso: è costr...
OMA, plastico del
progetto di concorso per la
tres grand biblioteque,
paris, 1989
“E’ sulla base di tale considerazione che ha preso piede la favola del Post-Modernism,
atto liberatorio compiuto ai danni ...
OMA, villa dall’ava
paris, 1991
Non lo vedo come una profezia, ma ciò che quindici anni fa ho scritto in Progetto e utopia è diventato
oggi un’analisi abb...
Architecture is an hazardous mixture of omnipotence and impotence.
Ostensibly involved in “shaping” the world, for their t...
La crisi dell’architettura moderna non consegue da ‘stanchezze’ o ‘dilapidazioni’: è
piuttosto la crisi della funzione ide...
OMA, cctv headquarters, bejing, china, 2002-2012
oswald mathias ungers
simon ungers
oswald mathias ungers
simon ungers
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simon ungers
oswald mathias ungers
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contro l’impotenza dell’architetto:
-verso vere e proprie holding dell’architettura
-verso l’esperienza narrativa pura
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Fictions
2007
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lokomotiv architects
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lokomotiv architects
absolute architecture
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Dear London, Sorry to bother
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verso la post ideologia (oggi?)

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Un punto di vista “tendenzioso” da architetto:
un tentativo di navigare tra le faticose interperie della cultura architettonica contemporanea, un racconto e uno sguardo su un passato recente, visti come le origini dei tempi odierni.

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verso la post ideologia (oggi?)

  1. 1. verso la post ideologia (oggi?) mattia darò
  2. 2. the learning tower of pisa martin parr
  3. 3. ...in un recente passato
  4. 4. gli anni degli idealismi e della contestazione (il ‘68)
  5. 5. andy warhol marilyn 1967
  6. 6. beatles abbey road 1969
  7. 7. guy debord la société du espectalce 1967
  8. 8. yona friedman utopie realizzabili 1975
  9. 9. yona friedman spatial city 1959
  10. 10. yona friedman spatial city 1959
  11. 11. cedric price fun palace 1961-64
  12. 12. archigram walking city 1964
  13. 13. archigram instant city 1969
  14. 14. piano&rogers, centre pompidou 1971 (competition drawings)
  15. 15. piano&rogers, centre pompidou 1971 (competition drawings)
  16. 16. superstudio, monumento continuo 1969
  17. 17. superstudio, monumento continuo 1969
  18. 18. superstudio, monumento continuo 1969
  19. 19. archizoom no stop city 1970
  20. 20. haus rucker&co. oasis no.7, 1972
  21. 21. arata isozaki clusters in the air 1960-62
  22. 22. plan for the tokyo bay kenzo tange, 1960
  23. 23. renewal of tsukiji district kenzo tange, 1963
  24. 24. osaka ‘70 festival plaza kenzo tange
  25. 25. Costantino Dardi, Italian Pavilion, Osaka Expo, 1968
  26. 26. Maurizio Sacripanti, Italian Pavilion, Osaka Expo, 1968
  27. 27. jimi hendrix woodstock 1969
  28. 28. Louis Kahn working on a model of the National Assembly complex in Dhaka, Bangladesh Photo: George Alikakos
  29. 29. louis kahn, exeter library, 1972
  30. 30. louis kahn, exeter library, 1972
  31. 31. louis kahn, National Assembly, Dhaka, 1982
  32. 32. louis kahn, National Assembly, Dhaka, 1982
  33. 33. robert venturi
  34. 34. “I am a monument” Complexity and Contradiction in Architecture Robert Venturi, 1966
  35. 35. Robert Venturi, D. Scott Brown et S. Izenour, Learning from Las Vegas, 1972
  36. 36. Vanna Venturi House / Robert Venturi 1964
  37. 37. Vanna Venturi House / Robert Venturi 1964
  38. 38. robert venturi nichol’s alley jazz club, houston, 1978
  39. 39. robert venturi ponte dell’accademia, venezia, 1985
  40. 40. aldo rossi teatro del mondo, 1979
  41. 41. aldo rossi architettura assassinata 1974
  42. 42. aldo rossi gallaratese milano 1969
  43. 43. aldo rossi quartiere schützenstraße berlino 1994-98
  44. 44. aldo rossi “la conica” caffettiera alessi 1980-83
  45. 45. giorgio grassi teatro romano di sagunto 1993
  46. 46. giorgio grassi residenze a postdamer platx, berlino 1993-2001
  47. 47. Massimo Scolari “l’Arca”, 1982
  48. 48. la fine dell’architettura (morte o suicidio?)
  49. 49. manfredo tafuri romantico suicida
  50. 50. rem koolhaas cinico appassionato
  51. 51. “chi oggi vuol restituire la parola all’architettura è quindi costretto a ricorrere a materiali svuotati di senso: è costretto a ridurre al grado zero ogni ideologia, ogni sogno di funzione sociale, ogni residuo utopico.” manfredo tafuri, l’architecture dans le boudoir la sfera e il labirinto, einaudi, 1980
  52. 52. OMA, plastico del progetto di concorso per la tres grand biblioteque, paris, 1989
  53. 53. “E’ sulla base di tale considerazione che ha preso piede la favola del Post-Modernism, atto liberatorio compiuto ai danni di un’ulteriore favola, di una “costruzione storica” consumata ma paradossalmente mantenuta in vita come falso passato, assunta come matrigna cui dedicare malcelati complessi. Piroettando su un piede solo, gli equilibristi post moderni tentano di giocare la loro partita con una storia di cui abilmente nascondono a sé stessi il senso e i confini..” manfredo tafuri, le ceneri di jefferson la sfera e il labirinto, einaudi, 1980
  54. 54. OMA, villa dall’ava paris, 1991
  55. 55. Non lo vedo come una profezia, ma ciò che quindici anni fa ho scritto in Progetto e utopia è diventato oggi un’analisi abbastanza normale: le utopie non esistono più, l’architettura dell’impegno, che cercò di coinvolgerci politicamente e socialmente, è finita, e ciò che si può ancora fare è architettura vuota. Oggi un architetto è costretto a essere o un grande o una nullità. Questo per me non è veramente il ‘fallimento dell’architettura moderna’; dobbiamo invece guardare a ciò che un architetto poteva fare quando certe cose non erano possibili, e a ciò che poteva fare quando lo erano. manfredo tafuri, non c’è critica, solo storia intervista con r.ingersoll su casabella 619-620, 1995
  56. 56. Architecture is an hazardous mixture of omnipotence and impotence. Ostensibly involved in “shaping” the world, for their thoughts to be mobilized architects depend on the provocations of others - clients, individual or institutional. Therefore, incoherence, or more precisely, randomness, is the underlying structure of all architects’ careers: they are confronted with an arbitrary sequence of demands, with parameters they did not estabilish, in countries they hardly know, about issues they are only dimly aware of, expected to deal with problems that have proved intractable to brain vastly superior to their own. Architecture is by definition a chaotic adventure. rem koolhaas, SMLXL, the monacelli press, 1995
  57. 57. La crisi dell’architettura moderna non consegue da ‘stanchezze’ o ‘dilapidazioni’: è piuttosto la crisi della funzione ideologica dell’architettura.[...] Nessuna ‘salvezza’ è più rinvenibile al suo interno: né aggirandosi, inquieti, in labirinti di immagini talmente polivalenti da risultare mute, né chiudendosi nello scontroso silenzio di geometrie paghe della propria perfezione. manfredo tafuri, progetto e utopia, laterza, roma-bari, 1969
  58. 58. OMA, cctv headquarters, bejing, china, 2002-2012
  59. 59. oswald mathias ungers
  60. 60. simon ungers
  61. 61. oswald mathias ungers
  62. 62. simon ungers
  63. 63. oswald mathias ungers
  64. 64. simon ungers
  65. 65. oswald mathias ungers
  66. 66. simon ungers
  67. 67. contro l’impotenza dell’architetto: -verso vere e proprie holding dell’architettura -verso l’esperienza narrativa pura
  68. 68. BIG museum for swiss watchmak er, 2014- ongoing
  69. 69. MAD architects, George Lucas museum, Chicago 2015-ongoing
  70. 70. OMA, Stadstankoor, Rotterdam 2009- ongoing
  71. 71. SANAA, rolex learning center, losanne, switzerland, 2010
  72. 72. OMA+Ole Scheeren, The Interlace, Singapore 2013
  73. 73. Filip Dujardin Fictions 2007
  74. 74. wai architecture think tank the beautiful ceremony
  75. 75. lokomotiv architects absolute architecture
  76. 76. lokomotiv architects absolute architecture
  77. 77. dogma, a field of walls, 2012
  78. 78. Dear London, Sorry to bother you, but who owns the city? | Vere van Gool AA - Architectural Association 2014: Diploma 10
  79. 79. grazie e voi?

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