La globalizzazione

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  • Bel lavoro: avete lavorato su 'Lettera a un consumatore del Nord' per caso? mi pare di riconoscerne impostazione e immagini. Comunque uso il vostro lavoro a scuola e lo incorporo nel mio blo www.arringo.wordpress.com
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La globalizzazione

  1. 1. La globalizazione LAVORO DELLA CLASSE III D Anno scolastico 2002-2003
  2. 2. <ul><li>La globalizzazione nel mondo è relativa alle </li></ul><ul><li>comunicazioni e all’ economia . </li></ul><ul><li>La coltivazione di molti prodotti è quasi </li></ul><ul><li>interamente in mano alle multinazionali. </li></ul><ul><li>Noi abbiamo esaminato: il caffè, la banana, il </li></ul><ul><li>té. </li></ul><ul><li>Chi sono gli elementi più deboli di questo sistema? </li></ul><ul><li>Che cosa produce questo sistema? </li></ul><ul><li>Possiamo fare qualcosa per fermarlo? </li></ul>
  3. 3. Che cosa sono le multinazionali? <ul><li>Le multinazionali sono imprese ( o </li></ul><ul><li>meglio società) che possiedono altre </li></ul><ul><li>imprese dislocate in vari Paesi del </li></ul><ul><li>Mondo. L’insieme di tutte le imprese </li></ul><ul><li>che appartengono a una stessa </li></ul><ul><li>multinazionale formano un GRUPPO </li></ul><ul><li>MULTINAZIONALE. Quando il </li></ul><ul><li>gruppo è molto grande si parla di </li></ul><ul><li>conglomerato. All’interno del gruppo </li></ul><ul><li>si distinguono la società proprietaria di </li></ul><ul><li>tutto, che si chiama “Holding” o “capo- </li></ul><ul><li>gruppo” </li></ul>
  4. 4. <ul><li>LE MULTINAZIONALI </li></ul><ul><li>Le multinazionali sono circa 40.000 e controllano 250.000 società. </li></ul><ul><li>L’80% delle società multinazionali ha sede nei paesi del nord, ma oltre il 50% delle società controllate è localizzata nei paesi del sud. </li></ul>
  5. 5. Le multinazionali
  6. 6. <ul><li>Per vendere i prodotti in ogni posto del mondo le multinazionali stanno facendo pressione su tutti i governi affinché favoriscano l’ingresso alle merci straniere. </li></ul><ul><li>Tuttavia le multinazionali sanno che riusciranno a vendere i loro prodotti solo alle persone più ricche (circa 1 milione e mezzo di persone). Per questo fra le multinazionali c’è una concorrenza feroce. </li></ul><ul><li>Quindi esse devono diminuire i prezzi, ma per non rimetterci, cercano anche di produrre a costi sempre più bassi. </li></ul><ul><li>Per questo oltre alla globalizzazione del mercato è emersa anche la globalizzazione della produzione. </li></ul><ul><li>Ciò significa che il mondo è stato trasformato in un unico spazio produttivo all’interno del quale ogni fase di lavoro può essere spostata nel paese più vantaggi. Per questo si dice che mondo è come un unico villaggio produttivo mondiale. </li></ul>Il villaggio globale
  7. 7. <ul><li>Il costo del lavoro è quello che incide meno di tutti sul prezzo finale di </li></ul><ul><li>un paio di scarpe. </li></ul><ul><li>Le somme spese dalle multinazionali in pubblicità sono da capogiro. </li></ul><ul><li>Gran parte della spesa pubblicitaria è in promozioni. </li></ul><ul><li>Le grandi multinazionali fanno a gara fra loro per offrire ai campioni </li></ul><ul><li>sportivi miliardi e miliardi affinché indossino i loro abiti e calzino le </li></ul><ul><li>loro scarpe. </li></ul><ul><li>Si ritiene che Michael Jordan guadagni 3 miliardi all’anno per </li></ul><ul><li>promuovere le scarpe della Nike. </li></ul><ul><li>Nel complesso Nike spende ogni anno dai 300 ai 500 miliardi per </li></ul><ul><li>pagare gli sportivi che promuovono le sue scarpe. </li></ul><ul><li>Infine è stato calcolato che il costo di un solo annuncio pubblicitario </li></ul><ul><li>lanciato in televisione da Nike o Reebok basterebbe a raddoppiare il </li></ul><ul><li>salario annuo di un centinaio di donne che producono scarpe in Cina o </li></ul><ul><li>nelle Filippine. </li></ul>PUBBLICITA’ ALLE STELLE
  8. 9. <ul><li>La globalizzazione è un processo economico, sociale o </li></ul><ul><li>culturale che riguarda tutto il mondo. Infatti le più semplici </li></ul><ul><li>azioni come acquistare una maglia o delle scarpe, hanno delle </li></ul><ul><li>conseguenze in tutto il mondo </li></ul><ul><li>COMUNICAZIONE GLOBALE </li></ul>GLOBALIZZAZIONE Un ragazzo copre più distanze perché esistono altri mezzi rispetto all’antichità e impiegando meno tempo. Nell’antica Roma un ragazzo non copriva lunghe distanze a piedi. OGGI IERI
  9. 10. <ul><li>Oggi ci si muove non solo fisicamente ma </li></ul><ul><li>anche con i mezzi di comunicazione: </li></ul><ul><li>quali? </li></ul><ul><li>TELEFONO/CELLULARE </li></ul><ul><li>LETTERA </li></ul><ul><li>COMPUTER/E-MAIL/CHAT </li></ul>
  10. 11. PRIMI PIATTI LASAGNE TORTELLI SECONDI PIATTI BISTECCA ROSTINCIANA PIZZA SALSICCIA CONTORNI PATATINE FRITTE POMODORI INSALATA DOLCI TIRAMISU’ CROSTATAPINOLATA TORTA MARGHERITA CASTAGNACCIO
  11. 12. <ul><li>BIG MEC </li></ul><ul><li>PATATINE FRITTE </li></ul><ul><li>COCA COLA </li></ul>
  12. 13. <ul><li>Una cinquantina di anni fa, nella città di San </li></ul><ul><li>Bernardino in California, il signor Richard “Dick” </li></ul><ul><li>Mc Donald’s vendeva panini all’angolo di una strada, oggi </li></ul><ul><li>l’azienda che usa il suo nome continua a vendere panini per </li></ul><ul><li>50.000 miliardi di dollari all’anno. </li></ul><ul><li>In tutto il mondo esistono 22.300 ristoranti McDonald’s con </li></ul><ul><li>36.000.000 di clienti giornalieri. </li></ul><ul><li>In Italia ci sono 166 ristoranti che impiegano 5.000 lavoratori. </li></ul>
  13. 14. <ul><li>E’ diffuso in più di 100 nazioni, paesi poveri </li></ul><ul><li>compresi. </li></ul><ul><li>Troviamo praticamente la stessa pubblicità, </li></ul><ul><li>gli stessi arredamenti e soprattutto lo stesso </li></ul><ul><li>cibo, anche se le abitudini alimentari sono </li></ul><ul><li>diverse da paese a paese. </li></ul>
  14. 15. PERCHÈ NO MC DONALD’S? CIBO NON SALUTARE Mc Donald’s cerca di far credere che il cibo servito è un cibo salutare; ma danneggia perché ricco di grassi, zucchero e sale, mentre è povero di vitamine e fibre. Una dieta del genere favorisce l’insorgenza di problemi cardiaci, del cancro e di altre malattie. I cibi serviti contengono anche molti additivi chimici, i quali possono provocare disturbi organici e irrequietezza nei bambini. Non bisogna dimenticare che il consumo di carne costituisce una delle principali cause di intossicazione alimentare
  15. 16. AGGIUSTATI CON LA CHIMICA <ul><li>Le uniformi a righine di Mc Donald's, le luci abbaglianti, le </li></ul><ul><li>brillanti decorazioni in plastica, i cappellini festosi e la tipica </li></ul><ul><li>musichetta sono tutte parti dello stesso bel vestito indossato </li></ul><ul><li>da un cibo di bassa qualità che è stato progettato fin nei </li></ul><ul><li>minimi dettagli per apparire allo stesso modo ed avere lo </li></ul><ul><li>stesso identico sapore in tutti i Mc Donald's in ogni angolo </li></ul><ul><li>del mondo. Per raggiungere questa artificiale identità di gusto </li></ul><ul><li>Mc Donald's richiede che le sue &quot;foglie di lattuga fresca“ </li></ul><ul><li>vengano trattate con venti diversi prodotti chimici per dargli </li></ul><ul><li>lo stesso colore, la stessa consistenza per lo stesso periodo di </li></ul><ul><li>tempo. Alla fine potrebbe essere un pezzo di plastica. </li></ul>
  16. 17. SFRUTTAMENTO DEL LAVORO <ul><li>I salari sono bassi, e gli straordinari non vengono pagati in maniera regolare. </li></ul><ul><li>La ricerca dei profitti è sempre più alta e costi più bassi spinge Mc Donald’s a impiegare poco personale che è costretto a lavorare più in fretta. Per questo gli incidenti sono molto frequenti, l’insensibilità di Mc Donald’s per i diritti dei lavoratori è confermata anche dagli abusi. </li></ul>
  17. 18. CIBO GIOCATTOLO <ul><li>Per compensare l'inadeguatezza dei propri prodotti, Mc </li></ul><ul><li>Donald's cerca di far passare il consumo di pasti come &quot;una </li></ul><ul><li>cosa divertente&quot;. Questo trasforma l'atto del mangiare in una </li></ul><ul><li>performance dove l'importante è stare da Mc Donald's (&quot;Così </li></ul><ul><li>com'è nelle pubblicità!&quot;) ed il cibo in se stesso è poco </li></ul><ul><li>importante. </li></ul><ul><li>Non molti bambini sono interessati alla nutrizione, ed anche </li></ul><ul><li>se lo fossero, tutta l'apparenza e le consuetudini fatte di </li></ul><ul><li>cappellini di carta, luccichii e palloncini nasconde il fatto che </li></ul><ul><li>il cibo che loro sono indotti/sedotti a mangiare è, quando va </li></ul><ul><li>bene, mediocre al peggio velenoso - ed i loro genitori sanno </li></ul><ul><li>che non è neanche conveniente. </li></ul>
  18. 19. FURTI AI DANNI DEI POVERI <ul><li>Nei paesi poveri, vasti appezzamenti di </li></ul><ul><li>terreno sono utilizzati per la coltivazione di </li></ul><ul><li>prodotti per l’esportazione, per l’allevamento </li></ul><ul><li>di bestiame e per la coltivazione di granaglie </li></ul><ul><li>per gli animali. </li></ul>
  19. 20. DANNI AMBIENTALI
  20. 21. IL CAFFE'
  21. 22. Dove si coltiva???  
  22. 23. Il Caffè si coltiva in Brasile, Costa D’Avorio, Colombia, Indonesia, Etiopia,Vietnam, ma i principali esportatori si trovano in America Latina .     . In queste zone il Caffè si coltiva in due modi: in piccoli appezzamenti non più grandi di un ettaro, o in media, grandi piantagioni che raggiungono i mille ettari.
  23. 25.   Chi ci lavora??? E come??? <ul><li>Rigoberta Menchù è nata in Guatemala dove da piccola veniva </li></ul><ul><li>maltrattata; ha sempre lottato per i diritti del suo popolo e alcuni </li></ul><ul><li>anni fa ha vinto il premio nobel per la pace!  </li></ul><ul><li>“ Ho lavorato fin da piccola e, anche se non guadagnavo, aiutavo </li></ul><ul><li>però la mamma, che doveva sempre portarsi in spalla il mio </li></ul><ul><li>fratellino mentre raccoglieva il caffè. Mi faceva pena vedere il </li></ul><ul><li>volto di mia madre coperto di sudore, e poi non ce la faceva a </li></ul><ul><li>completare la sua produzione, per cui dovevo aiutarla. </li></ul><ul><li>Altre volte, all’età di 5 anni, badavo a mio fratello di 2 mentre </li></ul><ul><li>mia madre raccoglieva caffè. </li></ul><ul><li>Quando compii 8 anni cominciai a guadagnare: mi proposero di </li></ul><ul><li>fare una produzione di 35 libbre di caffè al giorno e per questa </li></ul><ul><li>quantità a quel tempo mi pagavano 20 centesimi. </li></ul><ul><li>Piano piano iniziai a raccogliere sempre più libbre di caffè, </li></ul><ul><li>lavoravo come un adulto, quando raggiunsi le 70 libbre mi </li></ul><ul><li>pagavano 35 centesimi, mi sentivo una donna!!!” </li></ul><ul><li>  </li></ul>
  24. 26. <ul><li>IN UNA PIANTAGIONE DI CAFFE’ DEL GUATEMALA </li></ul><ul><li>Le condizioni di lavoro sono allucinanti, i braccianti stanno </li></ul><ul><li>nei campi 10 ore al giorno per 7 giorni e spesso sono </li></ul><ul><li>accompagnati dai loro figli che hanno anche meno di 10 anni. </li></ul><ul><li>Usano di frequente pesticidi e erbicidi molto tossici che </li></ul><ul><li>irrorano senza alcun tipo di vestiario protettivo. </li></ul><ul><li>A mezzogiorno, quando è l’ora del pranzo, si siedono nei </li></ul><ul><li>campi senza togliersi la spruzzatrice di dosso e mangiano la </li></ul><ul><li>loro zuppa, mentre hanno le mani ancora bagnate di veleno. </li></ul><ul><li>Per di più l’acqua da bere e per lavarsi è conservata nei </li></ul><ul><li>recipienti di plastica che in precedenza contenevano gli stessi </li></ul><ul><li>prodotti chimici. </li></ul><ul><li>I salari sono di 50 centesimi al giorno ben al di sotto del </li></ul><ul><li>minimo legale previsto dal governo. </li></ul><ul><li>  </li></ul>
  25. 27. <ul><li>  </li></ul><ul><li>A differenza di altri prodotti, la produzione di caffè è </li></ul><ul><li>quasi totalmente nelle mani dei produttori locali . </li></ul><ul><li>Sul mercato internazionale il 40% del caffè è venduto a </li></ul><ul><li>società commerciali che gli studiosi definiscono “ </li></ul><ul><li>“ Mercanti di merci varie” perché esse commerciano a </li></ul><ul><li>livello internazionale una varietà infinita di merci. </li></ul><ul><li>L’altro 60% del caffè mondiale è comprato da </li></ul><ul><li>multinazionali che lavorano il caffè, ossia che lo </li></ul><ul><li>torrefanno, lo impacchettano, lo rendono solubile e </li></ul><ul><li>quindi lo vendono direttamente ai consumatori. Fra le </li></ul><ul><li>più note c’è la NESTLE’ che ciascuno di noi conosce </li></ul><ul><li>per aver comprato il suo latte in polvere, la sua </li></ul><ul><li>cioccolata, il suo cacao o il suo caffè solubile. </li></ul><ul><li>  </li></ul>
  26. 28. Ma ci sono anche altre multinazionali che forse stupisce trovare immischiate con il caffè: PHILIP MORRIS ad esempio che è un gigante del tabacco, o la PROTECTER & GAMBLE che conosciamo di più per i prodotti di pulizia. Ciò avviene perché una delle caratteristiche delle multinazionali è la diversificazione Leader nazionale è il gruppo torinese LAVAZZA con un fatturato che si aggira sui 900 miliardi. Esso controlla il 48% del mercato nazionale e il 70% dei consumi familiari.
  27. 29. La banana
  28. 30. La società che ha il monopolio dell’intermediazione fra i contadini del Windwards e i consumatori europei è una multinazionale minore che si chiama Geest. Ma in tutti gli altri paesi comandano Dole, Chiquita e Del Monte . Esse non si limitano a comprare le banane prodotte dalle imprese agricole locali, ma gestiscono esse stesse migliaia di ettari di piantagioni in varie parti del mondo. Chiquita, ad esempio, possiede circa 155.000 acri di terra in Costa Rica, Panama, Honduras e altri 45.000 li ha in affitto.
  29. 31. <ul><li>Ha anche centrali elettriche, laboratori di impacchettamento e magazzini di maturazione in tutti i paesi del nord. </li></ul><ul><li>Possiede 8 navi frigorifere e ne gestisce a vario titolo altre 44. </li></ul><ul><li>Impiega 46.000 persone, di cui 38.000 lavorano in America Centrale e Meridionale. </li></ul><ul><li>Nel 1990 questa multinazionale, che appartiene alla American Financial Corporation ha speso 103 miliardi in pubblicità , 68 milioni più dell’anno precedente. L’amministratore delegato, Carl Lindner, ha un patrimonio di 830 milioni di dollari, 35 volte superiore a quanto riscuotono, in un anno, 10.000 dipendenti della Chiquita. </li></ul>
  30. 32. <ul><li>Nelle Filippine, nelle piantagioni della Del Monte, un bracciante guadagna 50 centesimi di dollaro all’ora, per un totale giornaliero di 4 dollari. Ma visto che per garantire i bisogni fondamentali ad una famiglia di 6 persone ci vogliono 7 dollari, queste famiglie, non avendo tutti questi soldi, sono costrette a vivere in povertà. </li></ul><ul><li>L’orario settimanale è di 49 ore , e in caso di malattia il lavoratore ha diritto a 45 giorni di paga (se si ricovera in ospedale), altrimenti a 14 giorni, purché abbia lavorato almeno un anno nella piantagione. Il lavoratore ha diritto ad una settimana di ferie all’anno e in caso di licenziamento ad una buona uscita di due settimane, purchè abbia lavorato almeno un anno nella piantagione. </li></ul><ul><li>  </li></ul>
  31. 33. IDENTIKIT DEI PRODUTTORI E COMMERCIANTI DI BANANE <ul><li>I produttori di banane si possono dividere in quattro categorie: i braccianti, i </li></ul><ul><li>contadini, i proprietari terrieri e le multinazionali. </li></ul><ul><li>I braccianti sono nullatenenti che lavorano nelle piantagioni come salariati. </li></ul><ul><li>I contadini, invece posseggono le terre su cui lavorano ma sono molto poveri. </li></ul><ul><li>A differenza dei contadini, i proprietari terrieri sono molto ricchi e posseggono piantagioni molto vaste dentro cui lavorano centinaia di braccianti. </li></ul><ul><li>I proprietari terrieri vendono i loro raccolti alle multinazionali. </li></ul><ul><li>Le categorie degli esportatori è molto ristretta, perché 3 multinazionali (Chiquita, Del Monte, Dole) controllano il 75% del commercio mondiale delle banane. </li></ul><ul><li>Esse tuttavia non vendono solo banane prodotte da altri, ma anche quelle </li></ul><ul><li>Prodotte nelle loro stesse piantagioni; in effetti esse possiedono ancora </li></ul><ul><li>migliaia di ettari di piantagioni sparse in varie parti del mondo e in </li></ul><ul><li>particolar modo in America centrale. </li></ul>
  32. 34. LA PRODUZIONE SU CONTRATTO <ul><li>Nelle Filippine migliaia di contadini si sono legati mani e piedi a Dole e Del Monte attraverso la firma di particolari contratti di produzione. </li></ul><ul><li>Il contratto impegna il coltivatore a produrre il tipo di banana richiesto dalle multinazionali e a non vendere a nessun altro che a loro. In cambio le multinazionali devono corrispondere un prezzo sufficiente a coprire i costi di produzione e a garantire al contadino un margine di profitto. </li></ul><ul><li>Ma sì da il caso che le multinazionali non tengono conto delle spese effettivamente sostenute dai contadini ma di costi teorici che esse formulano a tavolino. Per questo può succedere che i prezzi non coprono neanche le spese. </li></ul>
  33. 35.   RIDOTTI IN CATENE <ul><li>In Brasile, i proprietari che hanno bisogno di mano d’opera si rivolgono a dei sensali. Essi conoscono le zone più povere dove ingaggiare disoccupati a colpo sicuro. </li></ul><ul><li>I sensali reclutano mano d’opera prospettando lavori ben retribuiti. Ma con una scusa o l’altra, il salario che poi verrà riscosso non è mai quello promesso. Certuni, addirittura, non andranno a lavorare per guadagnare, ma per indebitarsi e perdere così la propria libertà. </li></ul><ul><li>  </li></ul><ul><li>La banana è un frutto che cresce in tutta la fascia tropicale ed equatoriale. </li></ul><ul><li>I maggiori produttori di banane sono: l’America centrale e meridionale, l’Asia, l’Indonesia, l’India e l’Africa. </li></ul><ul><li>  </li></ul>
  34. 37. <ul><li>   </li></ul><ul><li>I maggiori paesi esportatori di banane sono: l’Ecuador, il Costa Rica, l’Honduras, la Colombia, Panama, le Filippine. </li></ul><ul><li>La banana è un prodotto di esportazione molto importante anche per alcune isole dei Caraibi che prendono il nome di isole Windwards. </li></ul><ul><li>In Italia esse sono vendute sotto il marchio “Le 5 isole”. </li></ul><ul><li>Le banane di questi luoghi si differenziano da quelle degli altri paesi esportatori per due ragioni principali. </li></ul><ul><li>La prima è che sono prodotte direttamente da 25.000 piccoli contadini. </li></ul><ul><li>La seconda è che ricevono un prezzo più alto della media internazionale perché sono esportate in Europa a regime protetto </li></ul>
  35. 40. <ul><li>Il tè si ricava dalle foglie e dai boccioli di un arbusto che era </li></ul><ul><li>già coltivato in Cina oltre duemila anni fa. La pianta, sempre </li></ul><ul><li>verde, predilige luoghi caldi con precipitazioni abbondanti </li></ul><ul><li>lungo tutto l'anno. Non potato, l'arbusto raggiunge i 9-15 </li></ul><ul><li>metri di altezza. </li></ul><ul><li>Durante tutta la storia, il commercio del tè è stato controllato </li></ul><ul><li>da compagnie inglesi e l'Inghilterra ancora oggi importa più tè </li></ul><ul><li>di qualsiasi altro paese. Fino al 1840 circa, i commercianti </li></ul><ul><li>europei dovevano andare a cercare il tè nel porto di Canton </li></ul><ul><li>sulle coste della Cina. Gli inglesi presero il vizio del tè a </li></ul><ul><li>scapito dei cinesi, i quali ne dovettero subire le conseguenze. </li></ul><ul><li>Per decreto, gli unici fornitori autorizzati erano i potenti </li></ul><ul><li>mercanti, gli “hong”, che fornivano alla British East Indian </li></ul><ul><li>Company le loro preziose foglie. </li></ul>Il té
  36. 41. <ul><li>Per pagarle, la compagnia introduceva oppio nel paese, </li></ul><ul><li>prendendolo dalle sue piantagioni, in India. </li></ul><ul><li>Ma quando l'oppio cominciò a diffondersi e a creare grossi </li></ul><ul><li>problemi, l'Imperatore corse ai ripari. Pose delle guardie costiere e </li></ul><ul><li>proibì alle navi inglesi di entrare nel porto di Canton. Con la </li></ul><ul><li>benedizione della Regina Vittoria, i commercianti inglesi </li></ul><ul><li>dichiararono una guerra alla Cina, che passò alla storia come </li></ul><ul><li>“ Guerra dell'oppio” (1840-42). I Cinesi persero e, oltre al </li></ul><ul><li>commercio del tè, dovettero cedere agli inglesi il loro centro </li></ul><ul><li>commerciale e finanziario più importante, e cioè Hong Kong. Il </li></ul><ul><li>commercio del tè cinese continuò, ma ben presto venne scalzato da </li></ul><ul><li>quello indiano. </li></ul><ul><li>Dopo la conquista del Bengala, gli inglesi avviarono grandi </li></ul><ul><li>piantagioni nell'Assam, nel nord-est dell'India. </li></ul>La guerra dell'oppio
  37. 42. <ul><li>Uno degli indici per misurare la ricchezza di uno stato è il PIL. </li></ul><ul><li>Se si esamina la carta con il PIL sulla terra, si vede che c’è un forte squilibrio tra </li></ul><ul><li>paesi del sud e del nord. </li></ul><ul><li>Lo squilibrio economico tra i paesi risulta ancora maggiore se si va a verificare la </li></ul><ul><li>distribuzione del reddito all’interno delle rispettive popolazioni. </li></ul><ul><li>Nei paesi poveri gli squilibri interni sono quasi sempre maggiori. </li></ul><ul><li>Oltre che nella ricchezza, le differenze tra nord e sud del mondo si manifestano in </li></ul><ul><li>altri modi. </li></ul><ul><li>Per esempio sotto il profilo dell’organizzazione dell’attività produttive, solo una </li></ul><ul><li>quota ridotta della popolazione mondiale può contare su un’agricoltura altamente </li></ul><ul><li>efficiente, su attività industriali tecnologicamente avanzate e su servizi di elevata </li></ul><ul><li>efficienza. </li></ul>
  38. 43. <ul><li>Ancora più evidenti sono le differenze sul piano della qualità della vita. </li></ul><ul><li>La maggior parte degli abitanti dei paesi ricchi può infatti usufruire di </li></ul><ul><li>abitazioni confortevoli, di una buona assistenza sanitaria, di un adeguato </li></ul><ul><li>livello di istruzione, di un’alimentazione sufficiente sul piano della </li></ul><ul><li>quantità. </li></ul><ul><li>Questi aspetti favorevoli, che mancano o scarseggiano nei paesi poveri, si </li></ul><ul><li>ripercuotono su fattori di tipo demografico, come il livello di mortalità </li></ul><ul><li>infantile e la durata media della vita. </li></ul><ul><li>Per esprimere in modo sintetico ma efficace gli squilibri che abbiamo </li></ul><ul><li>esaminato, si ricorre a due termini molto semplici: SVILUPPO e </li></ul><ul><li>SOTTOSVILUPPO . </li></ul>
  39. 44. <ul><li>cause di tipo naturale come le difficoltà del clima, della morfologia e la scarsa qualità dei suoli, che impediscono il passaggio da un’agricoltura di pura sussistenza a un’agricoltura commerciale. </li></ul><ul><li>l’influenza di alcuni modelli culturali e delle credenze religiose. </li></ul><ul><li>un periodo più o meno lungo di dominazione coloniale da parte di una delle grandi potenze. </li></ul><ul><li>scambio ineguale (forte differenza di valore economico tra ciò che i paesi poveri sono in grado di esportare, solitamente materie prime minerarie e prodotti di piantagione e ciò che devono importare) . </li></ul>
  40. 45. <ul><li>Gli alimenti fondamentali dovrebbero comparire in tutte le diete in </li></ul><ul><li>Queste percentuali: </li></ul><ul><li>70% carboidrati </li></ul><ul><li>15% proteine </li></ul><ul><li>15% grassi </li></ul><ul><li>Gli alimenti, l’acqua e l’aria assicurano il buon funzionamento del </li></ul><ul><li>nostro organismo e sono indispensabili per la sopravvivenza. </li></ul>Alimentazione non equilibrata
  41. 46. <ul><li>Lo spreco è inaccettabile se tanti soffrono la fame. </li></ul><ul><li>Il cibo del mondo è come una grossa torta in cui la popolazione mondiale sia rappresentata da 100 persone. </li></ul><ul><li>Il 77% che rappresentano i paesi più poveri consumano il 20%, mentre il 23% che rappresenta la popolazione occidentale mangiano il restante 80%. </li></ul>
  42. 47. <ul><li> Le conseguenze della fame </li></ul><ul><li>Un alimentazione insufficiente produce sull’organismo umano effetti patologici di diversa gravità che possono </li></ul><ul><li>portare alla morte. </li></ul><ul><li>In ordine di comparsa e di gravità essi sono: </li></ul><ul><li>dimagrimento </li></ul><ul><li>debolezza del tono muscolare </li></ul><ul><li>minor resistenza alle malattie </li></ul><ul><li>morte per inedia </li></ul><ul><li>apatia </li></ul><ul><li>depressione del sistema nervoso </li></ul><ul><li>invecchiamento precoce </li></ul>
  43. 48. Cos’è la denutrizione? <ul><li>Il corpo ha bisogno di una varietà di elementi nutritivi. </li></ul><ul><li>Questi posso mancare per due motivi: </li></ul><ul><li>la persona non mangia abbastanza </li></ul><ul><li>la persona ha una dieta non equilibrata in cui mancano alcuni elementi </li></ul><ul><li>nutritivi </li></ul><ul><li>La povertà è la maggiore causa di denutrizione:milioni di persone sono </li></ul><ul><li>troppo povere per comprare cibo sufficiente o possedere terra per coltivare </li></ul><ul><li>il cibo di cui hanno bisogno. </li></ul><ul><li>Altri fattori possono aggravare la denutrizione causata dalla povertà: </li></ul><ul><li>guerre e disastri naturali possono causare drastiche riduzioni di scorta e </li></ul><ul><li>carestie di massa,questa è la grave denutrizione che ci mostrano anche </li></ul><ul><li>televisione e giornali </li></ul><ul><li>la scarsità di certi cibi in una certa area può portare a malattie deficitarie. </li></ul>
  44. 49. Cause principali di morte e loro distribuzione 1993
  45. 50. PRODUZIONE AGRICOLA DESTINATA ALL’ESPORTAZIONE E ALL’USO INTERNO
  46. 51. <ul><li>FUMO </li></ul><ul><li>Le sigarette sono un grosso affare per le multinazionali di tabacco. </li></ul><ul><li>I governi del Terso Mondo che hanno bisogno di entrare sono ansiosi di </li></ul><ul><li>incoraggiarne la coltivazione. </li></ul><ul><li>Il tabacco viene spesso coltivato al posto di generi alimentari. E’ stato dimostrato </li></ul><ul><li>che il fumo causa cancro ai polmoni, malattie cardiache,bronchiti ed </li></ul><ul><li>altre malattie respiratorie. </li></ul><ul><li>ALCOOL </li></ul><ul><li>La cirrosi epatica, causata dall’alcolismo,è una delle cinque maggiori cause di </li></ul><ul><li>Morte tragli adulti nei paesi del Terzo Mondo. </li></ul><ul><li>L’alcool è reso disponibile ai paesi del Terzo Mondo dalle compagnie </li></ul><ul><li>multinazionali. </li></ul><ul><li>STILE DI VITA </li></ul><ul><li>Le malattie cardiache sono i killer numero uno al Nord. </li></ul><ul><li>Sono causate principalmente da uno stile di vita post-indstrializzato. </li></ul>Malattie da sviluppo
  47. 52. 97 Bolivia 78 Rep. Dominic. 85 Sudan 90 Rwanda 80 Mauritania 90 Malawi 75 Guinea Bissau 85 Gambia 90 Congo 81 Rep. Centro Africa 85 Burundi 90 Burkina Faso POPOLAZIONE RURALE IN POVERTA’ ASSOLUTA (%) NAZIONI
  48. 53. <ul><li>La crisi del quasi esaurimento o dell’eccessivo sfruttamento delle risorse </li></ul><ul><li>mondiali non rinnovabili è dovuta principalmente Paesi Sviluppati. </li></ul><ul><li>ENERGIA : i paesi industrializzati usano enormi quantità di energia </li></ul><ul><li>elettrica per l’industria, l‘illuminazione, il riscaldamento, un solo </li></ul><ul><li>mericano, in media consuma quanto 53 abitanti dell’India, 38 del Mali e </li></ul><ul><li>1072 del Nepal. </li></ul><ul><li>CIBO : il nord consuma grandi quantità di cereali e generi alimentari, </li></ul><ul><li>Attualmente si produce cibo costante per tutta la popolazione mondiale </li></ul><ul><li>eppure molti soffrono la fame per la mal distribuzione delle risorse </li></ul><ul><li>alimentari. </li></ul><ul><li>FORESTE : le foreste che coprono circa un quinto di tutta la superficie </li></ul><ul><li>terrestre tuttavia la richiesta di legna da ardere per ottenere terre coltivabili </li></ul><ul><li>è enorme, quindi milioni di ettari di foresta nel Terzo Mondo vengono </li></ul><ul><li>tagliati ed importati. </li></ul><ul><li>Tutto questo equivale alla metà dell’intera Italia. </li></ul>
  49. 54. <ul><li>Sfruttamento della terra e risorse alimentari </li></ul><ul><li>Il 70% dei bambini nell’America centrale e nei Caraibi è malnutrito ma il 50% della terra è utilizzato per coltivare i raccolti da esportazione. </li></ul><ul><li>Nel 1981in 15 paesi del Terzo Mondo è stato coltivato meno cibo che nel 1970. </li></ul><ul><li>Nel 1980 l’africano medio ha avuto il 10% di mangiare in meno rispetto al 1970. </li></ul>
  50. 55. <ul><li>La discriminazione più evidente per le bambine che </li></ul><ul><li>sopravvivono è quella relativa all’istruzione. </li></ul><ul><li>Oggi il 34% delle donne è analfabeta e il 19% degli uomini. </li></ul><ul><li>Nel 1990 130 milioni di bambini non avevano la possibilità di </li></ul><ul><li>accedere all’istruzione e 81 milioni erano bambine. </li></ul><ul><li>Garantire ai bambini e ai giovani uomini e donne l’istruzione </li></ul><ul><li>significa porre le basi per uno sviluppo diverso e cambiare la </li></ul><ul><li>loro vita ma anche alle generazioni future. I maggiori </li></ul><ul><li>progressi sono stati fatti in Giordania, Kenya e Tanzania, </li></ul><ul><li>dove le donne con istruzione sono aumentate del 50%. </li></ul>
  51. 56. Chi decide cosa coltivare? Il contadino? Il governo? Il proprietario? Altri paesi? A chi appartiene la terra? Qual è il ruolo dell’agricoltura di mercato? Perché certe persone non possono comprare il cibo se non possono produrlo? La causa maggiore è la povertà. La gente ha fame perché non ha risorse sufficienti per coltivare il terreno e produrre il cibo o perché non ha abbastanza denaro per comprarselo.
  52. 57. <ul><li>SQUILIBRI E CONFLITTI TERRITORIALI </li></ul><ul><li>Negli ultimi cinquant’anni la disponibilità d’acqua è diminuita di tre quarti in </li></ul><ul><li>Africa e di due terzi in Asia. </li></ul><ul><li>Un cittadino nordamericano utilizza 1.700 metri cubi d’acqua all’anno; la media in </li></ul><ul><li>Africa è di 250 metri cubi all’anno. </li></ul><ul><li>L’accesso all’acqua ed il suo uso riflette profondi squilibri geo-politici. </li></ul><ul><li>Per fare solo un esempio, nel bacino mediterraneo i paesi con maggiori risorse </li></ul><ul><li>idriche come la Francia, l’Italia, la Turchia e l’area dell’ex-Jugoslavia dispongono </li></ul><ul><li>di oltre i due terzi delle risorse idriche della regione mentre sono molti i paesi che </li></ul><ul><li>non raggiungono neppure i 500 metri cubi annui per abitante, soglia della penuria </li></ul><ul><li>(Giordania, Israele, Libia, Malta, Palestina, Tunisia). </li></ul><ul><li>A livello mondiale il 40% dell’acqua dolce è concentrato in soli sei paesi: Brasile, </li></ul><ul><li>Cina, India, Russia, Stati Uniti e Canada, mentre ottanta paesi, cioè il 40% della </li></ul><ul><li>popolazione mondiale, devono affrontare una costante penuria d’acqua. </li></ul><ul><li>Nord-Africa, Medio-Oriente e Cina sono fra le regioni dove maggiori sono i rischi </li></ul><ul><li>legati alla penuria d’acqua. </li></ul>
  53. 58. QUANTA ACQUA CONSUMIAMO <ul><li>Lavare le mani 1 litro (ogni volta) </li></ul><ul><li>Fare la doccia 20 litri </li></ul><ul><li>Fare il bagno 150 litri </li></ul><ul><li>Lavare i denti2 litri </li></ul><ul><li>Tirare l’acqua dai 6 ai 9 litri </li></ul><ul><li>Usare la lavastoviglie 20 litri </li></ul><ul><li>Usare la lavatrice 55 litri </li></ul>
  54. 59. COME CONSUMIAMO L’ACQUA NELLE NOSTRE CASE
  55. 60. <ul><li>CONFRONTO DEL PIL PRO CAPITE DI ALCUNI PAESI </li></ul>
  56. 61. 8,7 28 Colombia 16,9 75 Bolivia 9 USA 18 53 Sud Africa 124 Niger 159 Mali 123 Ciad 103 BurkinaFaso / 8 Italia ANALFABETISMO (%) MORTALITA’ INFANTILE (‰) STATO
  57. 62. <ul><li>Le iniziative contro il lavoro minorile, grazie anche a personaggi pubblici come </li></ul><ul><li>Ronaldo, hanno portato a qualche “conversione” clamorosa come quella del </li></ul><ul><li>presidente della Nike. </li></ul><ul><li>Ma per alcuni le sue assicurazioni non sono ancora sufficienti. </li></ul><ul><li>La Nike Italia dal 1996 ha adottato un codice di autocondotta che vieta </li></ul><ul><li>all’appaltatore locale l’impiego di manodopera infantile pena la rottura del </li></ul><ul><li>contratto… </li></ul><ul><li>Ha anche creato 10 centri dotati di tutti i servizi primari, come le scuole per i </li></ul><ul><li>figli dei lavoratori, centri sanitari e sistemi di trasporti gratuiti nei villaggi. </li></ul><ul><li>Il monitoraggio viene fatto da Unicef, Oil e Save the Children. </li></ul><ul><li>Nel 1998, il presidente della Nike ha più volte assicurato che le loro fabbriche </li></ul><ul><li>fornitrici non danno lavoro a chi ha meno di 16 anni, se non altro per un motivo </li></ul><ul><li>commerciale. </li></ul><ul><li>I prodotti della Nike sono diventati sinonimo di schiavitù, abusi, lavori forzati. </li></ul><ul><li>Il Presidente non crede che gli americani abbiano intenzione di acquistare scarpe o </li></ul><ul><li>indumenti prodotti in condizioni simili, quindi secondo lui è tempo di intervenire </li></ul><ul><li>con un’azione drastica. </li></ul>Il lavoro minorile
  58. 63. <ul><li>Iqbal era un ragazzo indiano venduto a 5 anni per fabbricare tappeti. E’ scappato innumervoli volte, finchè è diventato un simbolo della lotta contro il lavoro minorile, ma a questo punto disturbava troppi interessi e così è stato ucciso a 12 anni. </li></ul><ul><li>LA MORTE DI IQBAL E’ SERVITA A QUALCOSA ? </li></ul><ul><li>Si, è servita a denunciare le fabbriche che sfruttano i bambini poveri in Pakistan. </li></ul><ul><li>TEMPO IMPIEGATO PER FARE UN NODO: 3 secondi </li></ul><ul><li>Per i tappeti meno pregiati, viene impiegata mezz’ora per fare 600 nodi ogni 5 </li></ul><ul><li>centimetri. </li></ul><ul><li>Se in 25 cm² (5 per 5) ci sono 600 nodi, in un tappeto di 2 m per 3 m ci sono </li></ul><ul><li>1’440'000 nodi ( 25:600=60'000:X). Supponendo che i nodi vengono fatti in 30’ e </li></ul><ul><li>per 1200 un 1h, per 1.440.000 nodi occorrono  (1.440.000:1200) = 1200 ore. Se </li></ul><ul><li>un ragazzo lavora per 12 ore ogni giorno impiegherà  (1200:12) = 100 Giorni di </li></ul><ul><li>lavoro </li></ul>IQBAL
  59. 64. Boicottaggio
  60. 65. <ul><li>I diritti dei lavoratori dipendono dal comportamento dei padroni e del </li></ul><ul><li>governo . </li></ul><ul><li>I padroni si occupano si occupano del salario e delle condizioni di lavoro </li></ul><ul><li>degli operai, i governi invece sono responsabili delle leggi dei lavoratori e </li></ul><ul><li>della sicurezza sociale . </li></ul><ul><li>Quindi per migliorare le condizioni di lavoro bisogna rivolgersi </li></ul><ul><li>direttamente alle imprese e ai governi. </li></ul><ul><li>Il modo classico per influire sulle spese è lo sciopero. </li></ul><ul><li>Ma il potere dei lavoratori non deve farci dimenticare il nostro potere di </li></ul><ul><li>consumatore e quindi ogni volta che facciamo spesa, ricordiamoci che le </li></ul><ul><li>imprese dipendono direttamente da noi e che con i nostri acquisti abbiamo </li></ul><ul><li>la possibilità di far salire o scendere i loro guadagni. </li></ul>
  61. 66. <ul><li>Gli strumenti a disposizione del consumatore per </li></ul><ul><li>condizionare le imprese sono due: il consumo critico </li></ul><ul><li>e il boicottaggio. </li></ul><ul><li>Il boicottaggio è un’azione straordinaria che consiste </li></ul><ul><li>nell’interrompere temporaneamente l’acquisto di certi </li></ul><ul><li>prodotti per indurre le imprese a rivedere le loro posizioni . </li></ul><ul><li>Ridurre anche il 5% delle vendite di una ditta è molto </li></ul><ul><li>impegnativo perché richiede una grande cooperazione e </li></ul><ul><li>sforzo organizzativo. </li></ul>
  62. 67. <ul><li>Il termine boicottaggio deriva dal nome di Charles Kunningham Baycott, </li></ul><ul><li>un inglese del 1800, proprietario di molte terre in Irlanda . </li></ul><ul><li>All’epoca i contadini irlandesi subivano soprusi dagli inglesi e per </li></ul><ul><li>questo,quando nel 1878 ci fu una carestia, ci furono molti sfratti e per </li></ul><ul><li>opporsi a questi i contadini si unirono e formarono la “Lega Della Terra”. </li></ul><ul><li>Nell’estate del 1880 Boycott mandò i suoi affittuari a mietere l’orzo, ma </li></ul><ul><li>invece di offrire la paga di 62 cent. al giorno per gli uomini e 32 cent. Per </li></ul><ul><li>le donne, offrì 32 cent. per i primi e 24 cent. per i secondi. </li></ul><ul><li>Gli affittuari si rifiutarono di lavorare e i Boycott con i servi di casa </li></ul><ul><li>furono costretti a mietere l’orzo. </li></ul><ul><li>Dopo poche ore la signora Boycott cercò di far ritornare gli affittuari e </li></ul><ul><li>ritornarono al lavoro, ma gli arrivò il foglio di sfratto. </li></ul><ul><li>Dopo questo, tutti quelli che lavoravano per Boycott andarono via e </li></ul><ul><li>interruppero il rapporto con la sua famiglia . </li></ul>
  63. 68. <ul><li>Un esempio di boicottaggio riuscito è quello contro la multinazionale </li></ul><ul><li>Scott. </li></ul><ul><li>Nel 1989 la Scott Paper Company, fu autorizzata, dal governo </li></ul><ul><li>indonesiano, ad impossessarsi per 35 anni, di 900.000 ettari in Irian Jaya, </li></ul><ul><li>una parte dell’isola di Papua. </li></ul><ul><li>La Scott, insieme alla P.T. Astra ( società indonesiana ) </li></ul><ul><li>prevedeval’abbattimento della foresta, per rimpiazzarla con una vasta </li></ul><ul><li>piantagione di eucalipti, da utilizzare per la produzione di carta igienica e </li></ul><ul><li>tovaglioli. </li></ul><ul><li>Questo progetto distruggeva non solo le foreste ma anche le 15.000 tribù </li></ul><ul><li>Auyu che vivono nelle foreste. </li></ul><ul><li>Quando la Survival International ( associazione per i diritti dei popoli </li></ul><ul><li>tribali ) seppe questa notizia, chiese alla Scott di abbandonare il progetto. </li></ul><ul><li>Inoltre tutti gli aderenti alla Survival International furono invitati a </li></ul><ul><li>mandare una lettera alla Scott che la minacciava al boicottaggio. </li></ul><ul><li>E il 13 ottobre la Scott annunciò pubblicamente la sua decisione di </li></ul><ul><li>abolire il progetto. </li></ul>
  64. 69. <ul><li>I più importanti sono quelli della Nestlé e della Mitsubishi. </li></ul><ul><li>La Nestlé nel sud del mondo promuove l’uso di latte in </li></ul><ul><li>polvere, che tutti gli anni uccide 1 milione e mezzo di </li></ul><ul><li>bambini ( quasi 3 bambini al minuto ). </li></ul><ul><li>La Mitsubishi è boicottata, perché è la multinazionale che </li></ul><ul><li>abbatte e commercia più legno tropicale proveniente dalle </li></ul><ul><li>foreste più grandi del mondo. </li></ul><ul><li>Queste operazioni procedono ininterrottamente 24 ore su 24 e </li></ul><ul><li>in Malesia distruggono 300.000 ettari di foresta all’anno. </li></ul><ul><li>BOICOTTIAMO ANCHE NOI. </li></ul>
  65. 70. <ul><li>Il boicottaggio è un ottimo strumento per richiamare le </li></ul><ul><li>imprese all’ordine, ma ha il limite di intervenire quando il </li></ul><ul><li>danno è fatto. </li></ul><ul><li>Uno strumento fondamentale per prevenire i comportamenti </li></ul><ul><li>negativi delle imprese è il consumo critico , che consiste </li></ul><ul><li>proprio nel fare la spesa scegliendo i prodotti non solo in base </li></ul><ul><li>alla qualità è al prezzo ma anche in base alla storia dei </li></ul><ul><li>prodotti è al comportamento delle imprese. In questo modo, </li></ul><ul><li>oltre a segnalare alle imprese i comportamenti che </li></ul><ul><li>approviamo è quelli che condanniamo, sosteniamo le forme </li></ul><ul><li>produttive corrette mentre ostacoliamo le altre. </li></ul>
  66. 71. Palloni etici DALLA PARTE DEI BAMBINI. <ul><li>Il pallone equo rappresenta per Ctm altromercato una tra le </li></ul><ul><li>sperimentazioni più interessanti degli ultimi anni, </li></ul><ul><li>potenzialmente capace di sviluppare i concetti e i valori del </li></ul><ul><li>Fair Trade oltre il comparto alimentare e artigianale,verso il </li></ul><ul><li>settore manifatturiero, che spesso è l'ambito delle peggiori </li></ul><ul><li>violazioni dei diritti civili e del lavoro. </li></ul><ul><li>Il pallone equo nasce dalla progettualità di Fair Trade ev, </li></ul><ul><li>organo di garanzia del progetto e da TransFair Italia, organo </li></ul><ul><li>di garanzia di prodotti alimentari del commercio equo. </li></ul><ul><li>Ctm ha appoggiato l'iniziativa e ha distribuito a partire dal </li></ul><ul><li>primo anno (1998) oltre 110.000 palloni. Più dell'80 % dei </li></ul><ul><li>palloni da calcio vengono prodotti in una zona settentrionale </li></ul><ul><li>del Pakistan, la provincia di Sialkot. Da qui partono oltre 70 </li></ul><ul><li>milioni di palloni ogni anno . </li></ul>
  67. 72. NO CHILD LABOUR il progetto Talon sport <ul><li>Il miglior rimedio contro lo sfruttamento dei minori è la giusta </li></ul><ul><li>retribuzione del lavoro degli adulti. Il valore commerciale di tutti i palloni </li></ul><ul><li>è circa un miliardo di dollari USA. Solo il 25% di questa cifra resta in </li></ul><ul><li>Pakistan.160.000 cucitori coinvolti di cui oltre il 25%, secondo le stime di </li></ul><ul><li>alcune organizzazioni umanitarie, sono bambini con meno di 14 anni. </li></ul><ul><li>Il processo di produzione dei palloni è in parte industriale (stampaggio </li></ul><ul><li>sagomatura) e in parte artigianale (cucitura manuale della sfera). E' questa </li></ul><ul><li>fase a rischio di lavoro minorile. La cucitura è realizzata a casa di </li></ul><ul><li>contadini a cottimo del Pakistan. Questi sono costretti a farsi aiutare dai </li></ul><ul><li>figli per mantenere la famiglia. </li></ul><ul><li>Il lavoro di cucitura può creare ai bambini danni alla salute, come artrosi, </li></ul><ul><li>danni alla schiena, strabismi. </li></ul><ul><li>Inoltre i tempi di lavoro illegale (circa 10 ore al giorno) dei bambini </li></ul><ul><li>impediscono la frequenza della scuola, il gioco e le attività quotidiane . </li></ul><ul><li>La molla del profitto e i meccanismi economici internazionali stanno alla </li></ul><ul><li>base del lavoro infantile. </li></ul>

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