Presentazione archivio finita

274 views

Published on

0 Comments
0 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

No Downloads
Views
Total views
274
On SlideShare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
2
Actions
Shares
0
Downloads
2
Comments
0
Likes
0
Embeds 0
No embeds

No notes for slide

Presentazione archivio finita

  1. 1. Dalla REPUBBLICA ROMANA all’UNITA’ d’ITALIA
  2. 2. LAVORO ARCHIVIO.La nostra esperienza all’ interno del mondo dell’ archivio inizia il28 ottobre 2010, giorno in cui due rappresentanti dell’ Archivio diStato di Terni, Sezione di Orvieto ci hanno illustrato a grandilinee la documentazione conservata dall’istituto: mappe, codici,immagini e documenti vari; per finire ci hanno spiegato inmaniera chiara ed esplicativa quella che è la loro attività.In questa conferenza ci sono state fornite le principali direttive persvolgere un lavoro di completamento che riguarda gli elenchidella prima elezione a suffragio universale maschile, durante laRepubblica Romana, del territorio orvietano. Dopo aver visionatoi documenti abbiamo trasferito i dati in formato digitale perrenderne più facile la visione e la comprensione e per stabilire alivello statistico la correlazione fra gli elettori del centro dellacittà e le zone limitrofe, le attività svolte per comprendere edanalizzare il tessuto sociale del periodo.
  3. 3. Ci siamo organizzati in gruppi, suddividendo il lavoro in base all’ ordine alfabetico. Ogni gruppo doveva individuare professione, età, luogo di residenza e di nascita di ogni votante, per rendere unitario il lavoro, abbiamo utilizzato un grafico riassuntivo dei dati elaborati.Questo lavoro ci ha permesso di giungere ad una comprensione globale di quella che era la situazione dei cittadini di Orvieto e dintorni nell’anno 1849.Questo rappresenta una chiave di lettura di quelli che erano i mestieri e le diversità sociali del comprensorio orvietano.L’avere svolto questa attività ci ha permesso di comprendere come gli avvenimenti costituiscano il tessuto della storia non solo a livello nazionale, ma anche locale e questo perciò determini la sincronia e lo sviluppo della vita quotidiana dei singoli cittadini e di un intero popolo.
  4. 4. LA REPUBBLICA ROMANA 1848-49Nel dicembre del 1848 in Francia ci furono le elezionipresidenziali,i cui candidati erano: Cavaignac, Lamartine,Alexandre-Auguste Ledru-Rollin e Luigi Napoleone che neuscì vincitore grazie ad una propaganda fondata sulpopulismo,demagogismo e lo spirito conservatore deicontadini. Napoleone voleva fondare un governo che fossel’espressione di una Francia ordinata e cattolica. In Italia nelfrattempo papa Pio IX aveva perso il potere temporale ed erastato cacciato da Roma,dove si era instaurato il triumviratoformato da Mazzini, Saffi e Armellini che iniziarono alavorare alla Costituzione. I primi provvedimenti presi furonol’alienazione dei beni ecclesiastici che divennero proprietàdella repubblica, l’eliminazione dei tribunali ecclesiastici edelle tasse imposte dal papa. Napoleone fu il primo arispondere alla richiesta di aiuto di papa Pio IX ed inviò 7000uomini al comando di Nicolas Oudinot che sbarcarono aCivitavecchia il 25 Aprile. Il giorno seguente un emissariofrancese incontrando i triumviri chiese di accogliere lamissione pacificatrice francese e di restituire il potere al papa.
  5. 5. Ovviamente l’assemblea rifiutò e il 28 aprile le truppe francesimarciarono su Roma dove ad aspettarli c’erano 10000 soldatiorganizzati da Garibaldi e Pisacane. Un ruolo importane inquesta vicenda lo ebbero anche le donne, popolane earistocratiche che offrirono assistenza ai soldati repubblicani.Gli eserciti si scontrarono a Porta San Pancrazio, PortaCavalleggeri e sotto le mura vaticane che videro vittoriosi igaribaldini. Dopo la sconfitta l’Assemblea Costituentefrancese rinnovò l’opposizione alla spedizione e ordinò aLesseps di trattare l’armistizio con Mazzini ma, LuigiBonaparte, volendo conquistare la città, ordinò a Oudinot diattaccare e il 3 giugno questo condusse l’assalto con 35000uomini.
  6. 6. Il 13 Giugno i francesi bombardarono Roma e il 21 giugnoconquistarono la prima linea di difesa. Il 2 Luglio Garibaldiriunì 4000 uomini a San Pietro e fuggirono nella repubblica diSan Marino mentre Oudinot entrò nella città e catturò Mazzini.A San Marino Garibaldi sciolse la sua legione e si rifugiò conAnita a Ravenna,dove questa morì. L’eroe dei due mondi tentòallora di raggiungere la Toscana ma il governo di Torino lodichiarò soggetto “pericoloso all’ordine pubblico“ordinandogli di lasciare l’Italia. Così Garibaldi nel giugno del1850 si imbarcò prima per Liverpool poi per New York,mentre Mazzini fuggì a Marsiglia e a Roma il papa tornava alpotere. Così terminò il sogno della repubblica romana.Lucio Villari, “Bella e perduta l’Italia del Risorgimento”Editori Laterza (pp.215-225)
  7. 7. LA REPUBBLICA ROMANA A ORVIETO Elezioni a suffragio universale maschile Elenco votanti (dalla N alla Z) Domicilio Mestieri Luogo di nascita Fasce di età
  8. 8. 1.(domicilio dei votanti) la suddivisione per domicilio della popolazione abile al voto è abbastanza omogenea nelle varie parrocchie e paesi limitrofi a Orvieto. Tuttavia, nel complesso, i residenti sulla rupe (che comprende varie parrocchie) sono la maggioranza dei votanti rispetto al totale;
  9. 9. 2.(Mestieri nel comune di Orvieto) Abbiamo poi analizzato i dati in nostro possesso relativi al mestiere svolto dai votanti. Come si può ben vedere la maggior parte della popolazione lavora nel campo dell’agricoltura, che a quel tempo, come ci si poteva aspettare, era la maggior fonte di sussistenza per la popolazione meno abbiente. Infatti per la prima volta attraverso una votazione a suffragio universale maschile non censitario, hanno votato tutti i maschi abili al lavoro, che, come vediamo, contano più del 75% della popolazione totale del comprensorio orvietano.
  10. 10. 3.(mestieri nei paesi limitrofi) Questo dato è maggiormente avvalorato dalla visione di questo grafico in cui si può notare che oltre il 75% dei votanti(tra contadini e braccianti) dei paesi limitrofi lavora nel campo dell’agricoltura.
  11. 11. 4. (paese di Morrano) Pure nel paese di Morrano, come in molti paesi delle campagne orvietane, oltre il 75% della popolazione votante è impegnata nel lavoro dei campi, in ciò che oggi chiameremmo settore primario.
  12. 12. 5. (mestieri di S.Andrea) Nella parrocchia di S. Andrea, al centro di Orvieto, si registra come le attività lavorative della popolazione votante sono molto diversificate nel campo dell’artigianato e nelle varie botteghe .
  13. 13. ANALISI DEI DATIDalla visione di questi grafici abbiano notato un nettodislivello tra i lavori nelle varie zone analizzate. Il lavoro delcontadino era maggiormente praticato rispetto agli altri sia nelcentro del comune di Orvieto (con una percentuale del27,35%), sia nelle zone limitrofe (con una percentuale del71,04% ). Ciò che si evince è che nei paesi del comune diOrvieto la differenza delle percentuali tra i vari mestieri èevidente, ma non così netta come quella dei paesi limitrofi,dove invece il lavoro del contadino ha una percentualelargamente superiore. Con l’analisi di un paese specifico(Morrano) la differenza salta ancora più all’occhio, infattil’attività rurale in questo caso ha una percentuale del 50 %. Sipuò notare come sia ad Orvieto centro, ad esempio nellaparrocchia di Sant’Andrea, (possidenti 14%, contadini 28%),sia a Morrano (possidenti 7,7%, contadini 77%), l’attivitàfondamentale era quella agricola e i possidenti, rispetto ailavoratori, sono nettamente inferiori. Questi dati confermanoche il reddito è prodotto da un elevato numero di agricoltori.
  14. 14. Analizzando poi i dati inerenti alle età degli elettori nel 1849emerge la fascia compresa tra i 21- 30 anni, seguita poi daquella compresa tra i 31-40. Mentre la fascia compresa tra41-60 anni rappresenta circa la metà delle due precedenti. Lafascia compresa fra 61-80 costituisce invece il 15%. Tra i piùlongevi abbiamo individuato un contadino di Tordimontedell’età di 91 anni e un possidente di 86 anni residente aS.Venanzo. Da ciò si è dedotto che all’epoca l’aspettativa divita era più breve rispetto a quella attuale.
  15. 15. I DIECI ANNI DECISIVI (1850-1860)L’Italia del 1850 vive in uno stato di disorientamento politico:il Piemonte e la Sardegna erano sotto il comando di VittorioEmanuele II, il Granducato di Toscana e lo Stato della Chiesasotto il Pontefice, la Repubblica di Venezia e il Ducato diMilano degli Austriaci ed infine il Regno di Napoli e di Siciliasotto il dominio dei Borbone. In quegli stessi anni in Europa sistava diffondendo l’ideologia del progresso e conl’Esposizione universale di Londra del 1851 ci fu la primadimostrazione della rivoluzione industriale in atto. Cavour fuil primo italiano a cogliere l’ideologia liberale britannica cheapplicò direttamente nello stato del Piemonte come ministro,prima dell’agricoltura poi delle finanze, accrescendo così,oltre all’economia piemontese, il proprio prestigio personaleconsentendogli di stringere alleanze con i sovrani di Francia eInghilterra.Intanto i rivoluzionari italiani, dopo la sconfitta del 1849 cheli aveva dispersi in varie regioni europee si ritrovarono sotto lafigura di Mazzini con l’ideale di una riunificazione dell’Italia,accanto a questi ideali rivoluzionari si accostavano le abilimanovre politiche di Cavour che ottenne il consenso diRattazzi (futuro Presidente della Camera).
  16. 16. Il primo movimento rivoluzionario vero e proprio avvennecon il mazziniano Pisacane che, dopo aver dirottato ilpiroscafo Cagliari, liberò 323 detenuti per presuntacospirazione, dalle carceri di massima sicurezza sull’isola diPonza cercando invano attraverso la manifestazione armata dismuovere l’ideale nazionale dei sudditi dei Borbone eribellarsi alla monarchia. La dura sconfitta di Sapri dissuasegli animi rivoluzionari di Mazzini e mazziniani, ma non quellodi Garibaldi. Intanto Cavour e Napoleone III stipularono gliaccordi di Plombières in cui la Francia si impegnava adintervenire in aiuto dell’Italia contro l’Austria solo se fossestata quest’ultima a dichiarare guerra. La guerra scoppiò nel1859 ed ebbe un esito positivo ma intanto l’Italia cominciava amuoversi verso un sentimento patriottico (a Firenze il GranDuca fu costretto a fuggire e gli Austriaci furono cacciati daBologna e Ferrara). Cavour fu richiamato al Governo il 20gennaio del 1860 sotto la guida di La Marmora e Rattazzi;intanto Garibaldi fu eletto deputato e fu invitato da Crispi eBixio, appoggiati dal Re, a guidare una spedizione in Sicilia,così i primi volontari iniziarono ad arrivare a Genova pronti apartire.Opera citata ( pp. 226-275)
  17. 17. La collaborazione con l’Archivio di Stato di Orvieto ci hapermesso di entrare in stretto contatto con lo studio didocumenti relativi alla situazione politica, sociale edeconomica che si presentava in Italia negli anni 1849, anni incui per la prima volta si svolsero le elezioni a suffragiouniversale maschile non censitario. Grazie a questa esperienzaè stato possibile acquisire la consapevolezza della nostra realtàlocale,senza la quale sarebbe difficile comprendere la ben piùvasta situazione italiana. Essendo venuti a conoscenza dellebattaglie sostenute dalle generazioni precedenti per garantirsiil diritto al voto, è importante ricordare che quest’ ultimo nonè solo un diritto ma anche un dovere. L’anniversario dei 150anni dell’unità d’ Italia è l’occasione giusta per ricordare lastoria di questo paese e riflettere su come essa influenzi ilnostro presente. Studiare la nostra storia è importante proprioper comprendere che devono essere i cittadini in primapersona ad impegnarsi per il miglioramento della società e perdifendere i diritti tanto faticosamente conquistati
  18. 18. LA REPUBBLICA ITALIANA 1946
  19. 19. Per visualizzare in maniera chiara il passaggio dallaRepubblica Romana all’Italia repubblicana, per mezzo delprimo suffragio universale ad elezione maschile e femminile,abbiamo cercato del materiale alla biblioteca di Orvieto,escattato delle foto ad alcuni giornali dell’epoca, chemostravano i risultati delle votazioni. Votazioni dalle qualiemergeva come la popolazione, chiamata ad avviare unprocesso democratico all’interno della nazione dimostrò diessere consapevole dell’ importanza del ruolo che erachiamata a svolgere aderendo in modo totale.Le foto dei manifesti fatte presso l’archivio del Comunepresentano le liste dei candidati e degli eletti all’ assembleacostituente, coloro che poi avrebbero redatto la nostraCostituzione.Abbiamo pertanto visto come nell’ arco di cento anni, si eragiunti dal processo di unificazione, all’ Italia democratica erepubblicana.
  20. 20. Il passaggio dalla Repubblica romana all’Unità d’Italia, fatto di lotte più o meno cruente ma partecipate, è un percorso che avvia ad un senso di appartenenza allo Stato. Si condividono ideali di libertà e giustizia, si acquista consapevolezza di diritti e dei doveri,quei valori che verranno sanciti dalla Costituzione cento anni più tardi. I dati relativi alla prima elezione a suffragio universale (maschile e femminile) individuano la scelta per la Repubblica e i rappresentanti eletti all’Assemblea costituente. In sostanza realizzano il percorso avviato cento anni addietro.
  21. 21.  Armanu Catalina Belcapo Martina  Lucchi Sergio Bernarducci Deborah  Luciani Giuseppe Brunelli Matteo  Luciano Chiara Calabresi Chiara  Manieri Yuki Andrea Carabeo Angelica  Misasi Maria Sofia Carboni Chiara  Nicolaescu Anca Michela De Bellis Salvatore  Orlandi Davide Delli Poggi Filippo  Pelliccia Giacomo Di Girolamo Valentina  Petrangeli Silvia Fiorenza Nicolò  Purgatorio Giulio Franzini Alessandro  Trinchitelli Simone Galanello Silvia  Zeyen Alice Giacomini Giacomo Graziani Elisabetta Graziani Sara In collaborazione con: Rosa Maria Pistelli Giovanna Mentonelli

×