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Diapositive Autismo 2

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Diapositive Autismo 2

  1. 1. Renzo Vianello Disturbi Pervasivi dello Sviluppo o Spettro autistico pp p Volume sulle Disabilità intellettive, cap. 5.
  2. 2. UNA TESTIMONIANZA: TEMPLE GRANDIN Persona autistica ad scientificallyminded.typepad.com alto funzionamento l f i in grado di illustrare un punto di vista i unico combinando la conoscenza www.news.cornell.edu scientifica con l’esperienza p personale www.cqc.state.ny.us lpc1.clpccd.cc.ca.us supervegan.com www.naturescornermagazine.com
  3. 3. Disturbo di Asperger Caratteristiche diagnostiche La discriminante cruciale fra Disturbo di Asperger e Disturbo autistico è il livello dell’intelligenza, superiore nel Disturbo di Asperger ( g , p p g (dal ritardo lieve a intelligenza g normale). In particolare non vi è grave ritardo nello sviluppo del linguaggio. In termini di pragmatica (quindi di efficacia comunicativa, come nei casi in cui è importante tener conto del contesto, darsi il turno nel parlare – ascoltare, accompagnare il linguaggio verbale guardando in un certo modo l’interlocutore, usando gesti comunicativi o una certa espressione facciale o postura o saper interpretare quelli altrui ecc.) le prestazioni sono inferiori a quelle fonologiche, ecc ) fonologiche semantiche, morfologiche e sintattiche. Come in tutti i Disturbi pervasivi dello sviluppo anche in questo caso sono compromessi: i - interazione sociale - comunicazione - interessi, comportamenti e attività, in quanto ristretti e stereotipati.
  4. 4. Disturbo di Asperger Caratteristiche diagnostiche A causa di t li compromissioni vi sono diffi ltà significative per la vita sociale e/o tali i i i i difficoltà i ifi ti l it i l / lavorativa e/o l’autonomia personale. Nei primi anni di vita il bambino tende ad essere poco interessato ai rapporti di amicizia, mentre con il passare del tempo può capirne l’importanza e cercare di gestire le regole sociali (spesso riuscendoci in modo approssimativo). Non si deve pensare che la motivazione sociale sia nulla. Essa è povera, ma non assente. p , Rispetto al disturbo autistico, la compromissione relativa agli interessi e ai comportamenti tende ad esprimersi soprattutto nel dedicare molto tempo ed energie ad un tema specifico (ad esempio conoscere i percorsi di tutti gli autobus della città).
  5. 5. Disturbo di Asperger Manifestazioni e disturbi associati Abbiamo già sottolineato che di norma non vi è ritardo mentale. Possono essere presenti lievi difficoltà motorie (ad esempio scarsa coordinazione). Frequenti sono difficoltà di attenzione e iperattività Soprattutto dall’adolescenza in iperattività. dall adolescenza poi può insorgere depressione. Prevalenza Questo disturbo è molto più raro del Disturbo autistico, ma difficilmente Q i iù i i i iffi i quantificabile. Anche in questo caso il rapporto maschi femmine sembra essere di 4-5 (o più) a 1.
  6. 6. Disturbo di Asperger Decorso Il decorso è continuo e dura tutta la vita. vita Buone condizioni ambientali possono favorire una normale attività lavorativa e autosufficienza personale. Familiarità Si presume che il rischio sia maggiore se in famiglia vi sono altre persone con disturbo pervasivo dello sviluppo. Diagnosi differenziale Abbiamo già fornito le informazioni che p g permettono di distinguerlo dal disturbo g autistico (livello di intelligenza, linguaggio, interessi, motivazione sociale). Essi si applicano anche nella differenziazione con il disturbo disintegrativo dell infanzia. dell’infanzia Rispetto agli altri disturbi pervasivi dello sviluppo è molto più semplice la diagnosi differenziale rispetto alle sindromi genetiche di Rett, Angelman, Lesch-Nyhan, X fragile.
  7. 7. Quali aree del funzionamento cognitivo sono p danneggiate? g più gg Almeno tre, che si riferiscono a: - teoria della mente, - f i i esecutive, funzioni ti - coerenza centrale. La prima ha come oggetto privilegiato di analisi le credenze e i desideri che gli individui attribuiscono alle menti altrui. Teoria: ci si riferisce al sistema di conoscenze (implicite od esplicite, verbalizzate o no) che guidano i comportamenti effettivi. Una persona con autismo particolarmente intelligente e senza deficit linguistico di li i ti diceva che ‘non riusciva a leggere la mente’. h ‘ i i l l t ’ Le sembrava che le altre persone fossero in grado di leggere i pensieri degli altri e di anticiparne i sentimenti e le risposte, mentre lei, pur risposte lei cercando di evitare di infastidire le altre persone, non vi riusciva mai. Diceva la cosa sbagliata o faceva la cosa sbagliata e se ne accorgeva solo dopo che la persona si era arrabbiata o offesa.
  8. 8. Le funzioni esecutive, mediate dai lobi frontali del cervello, comprendono in p p particolare: - il controllo degli impulsi, - l’inibizione di risposte non adeguate, - la pianificazione - la ricerca sistematica - i ragionamenti flessibili. i ti fl ibili Queste funzioni sarebbero carenti nel disturbo autistico. Anche in questo caso sono scarsamente valutati gli individui con disturbo autistico e ritardo mentale grave.
  9. 9. Consideriamo, infine, le proposte di Uta Frith. Secondo lei il nucleo delle difficoltà autistiche è costituito "dall'incapacità di mettere insieme le informazioni in modo da generare id coerenti e significative. C'è una falla nella idee i i ifi i f ll ll predisposizione della mente a dare un senso al mondo" (1989, pag. 232). 232) L’aspetto cruciale sarebbe costituito da una disfunzione che comporta carenze nella ricerca di coerenza fra le informazioni. Le tre i t i d fi it L t ipotesi di deficit cognitivo (teoria della mente, funzioni iti (t i d ll t f i i esecutive, coerenza centrale) non si escludono a vicenda e non escludono ulteriori altre carenze.

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