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Cosind numero 0

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Cosind numero 0

  1. 1. 2 0 0 8 COSIND Sommario Saluto del Vescovo pag. 4 Saluto del Presidente del COSIND pag. 5 Relazione del Direttore del COSIND pag. 6 Saluti ex Presidenti COSIND pag. 8 pag. 11 Saluto delle Autorità pag. 12 Saluto Presidente C.N.A pag. 13 Golfo Expo’ Mare pag. 14 Collegamento Tirreno-Adriatico pag. 15 Infrastrutture collegamento Tirreno-Adriatico pag. 17 Analisi energetica ferrovia Formia-Gaeta pag. 19 La ferrovia Sparanise-Gaeta pag. 21 Distretto della Nautica laziale & l’INAIL pag. 23 L’INAIL e il DiMSAT Università di Cassino pag. 36 Contributo del Consorzio di Frosinone pag. 40 Lo sviluppo della cantieristica navale - pag. 3 Saluto Assessore AA.PP. Provincia di Latina 1 9 6 8 Editoriale pag. 44 Si ringraziano sentitamente tutte le autorità civili e militari che hanno consentito, con il loro contributo, la perfetta riuscita delle cerimonie per il quarantennale del COSIND. 2
  2. 2. COSIND stimolare la ricerca di nuove prospettive, indicando i prossimi traguardi da raggiungere. Viabilità, ferrovia, nautica e portualità, infrastrutture e logistica: questi i temi ricorrenti e che certamente, rappresenteranno il campo d’azione del Consorzio nei prossimi anni. Sono certo che Cosind saprà testimoniare, in maniera puntuale, libera ed autorevole, tali impegni, contribuendo, comunque, ad arricchire il panorama dell’informazione locale. Dott. Sergio Monforte 2 0 0 8 Esattamente vent’anni fa, nel 1988, in questo stesso periodo, l’allora giovane Consorzio per lo Sviluppo Industriale del Sudpontino - presidente Mario Izzi e vicepresidente Luigi Cocomello - celebrava il ventennale della fondazione organizzando “Expo Mare”, un epocale Salone della nautica del Golfo e dando alle stampe, tra l’altro, un proprio periodico denominato “Area News”, diretto dal sottoscritto. Fu un’esperienza entusiasmante che consentì, a me e ad altri colleghi che componevano la redazione, con l’apporto grafico dell’indimenticabile Pompeo Cupo, di pubblicare tre numeri della rivista nell’arco di una settimana. Oggi, vent’anni dopo, il Consorzio per lo Sviluppo Industriale del Sudpontino presidente l’avvocato Salvatore Forte e direttore Gianpaolo Scalesse, garante di un’encomiabile continuità storico-operativa - celebra il quarantennale della fondazione e dà vita ad un nuovo periodico denominato sinteticamente Cosind. Nuove risorse, nuove energie, nuove prospettive. Assemblate, per ripercorrere il prezioso cammino sin qui seguito dall’Ente consortile e per anticipare tutte le progettualità in cantiere, che fremono quasi, in un rinnovato fervore organizzativo, teso, come sempre, all’auspicato sviluppo economico ed occupazionale del nostro territorio. Cosind non sarà solo la voce del Consorzio, ma vuol essere la cassa di risonanza dell’imprenditoria che quì opera, investe e produce. Vuol essere il megafono di una vasta comunità umana, suddivisa in dodici Comuni, e affratellata da antiche e coincidenti aspirazioni, per concorrere a 1 9 6 8 Vent’anni dopo …: da Area News, a Cosind 3
  3. 3. 2 0 0 8 COSIND S.E. Mons. Fabio Bernardo D’Onorio Arcivescovo di Gaeta, prima della Santa Benedizione del villaggio espositivo, ha inviato il seguente messaggio Il Consorzio Sviluppo Industriale Sud Pontino ha il merito di essere il frutto di importanti sinergie tra dodici Comuni del territorio, la Provincia di Latina, la Camera di Commercio e l’Assoper – Federlazio. Questo particolare non può sfuggire e con gioia concedo la mia benedizione a tutti coloro che operano nel Consorzio, certo che sapranno dare sempre il meglio per le nostre genti. 1 9 6 8 - Mons. Fabio Bernardo D’Onorio Arcivescovo di Gaeta 4 Con vivo piacere formulo i miei auguri al Consorzio Sviluppo Industriale Sud Pontino con sede a Gaeta, che celebra quest’anno il quarantennale della sua istituzione, essendo nato nell’anno particolare della storia, non solo italiana, del 1968. Come Arcivescovo di questo meraviglioso territorio sono sempre attento a qualunque iniziativa favorisca la dignità del lavoro e, quindi, il rispetto dell’uomo. Occorre sviluppare sempre nuove iniziative e progettualità che favoriscano opportunità per i nostri giovani, aiutandoli nelle legittime attese di avere quell’autonomia economica che consenta loro di costruire una propria famiglia. Francesca, è la paggetta che renderà omaggio a S.E. l’Arcivescovo per il taglio del nastro inaugurale dell’evento COSIND.
  4. 4. COSIND 2 0 0 8 Avv. Salvatore Forte Presidente COSIND - E’ con vivo piacere ed intima soddisfazione, quale Presidente del Consorzio per lo Sviluppo Industriale del Sudpontino, che saluto l’uscita di “Cosind”, in un’occasione particolarmente significativa, quale il quarantennale della fondazione, per l’Ente che edita questo nuovo periodico venuto alla luce. Non nascondo che, sin dal primo momento in cui ho assunto il mandato di Presidente, ho auspicato che anche il “nostro” Consorzio potesse avere una propria voce autonoma ed autorevole, mediante la quale contribuire a rendere di pubblico dominio, non solo tra gli addetti ai lavori, ma tra la vasta comunità umana che territorialmente rappresentiamo, le iniziative, gli impegni e quant’altro di buono l’Ente consortile va quotidianamente producendo a favore dei Comuni e dell’imprenditoria locale, con l’obiettivo primario di partecipare, nel concreto, allo sviluppo socio-economico ed occupazionale dell’area meridionale della provincia di Latina. Ora che anche questo auspicio è stato concretizzato ed il numero zero di “Cosind” sta per andare in stampa, non posso che esprimere il mio ringraziamento a quanti - direttore, redazione, addetti alla progettazione grafica - hanno collaborato alla sua stesura, contribuendo efficacemente all’evento celebrativo del quarantesimo anniversario dell’istituzione del Consorzio Industriale del Sudpontino, ripercorrendone la storia ed i momenti salienti, accanto ad una proiezione dei processi in atto. Sono certo che “Cosind” saprà proseguire il suo cammino, andando ad arricchire il panorama dell’informazione locale e rappresentando, con puntualità e correttezza, non solo la voce del Consorzio Industriale, ma di tutti gli Enti locali e delle realtà produttive che ad esso fanno riferimento. Ad maiora! 1 9 6 8 Il saluto del Presidente del COSIND 5
  5. 5. 1 9 6 8 - 2 0 0 8 COSIND 6 Relazione del Direttore Generale del COSIND La realizzazione di un sottosistema territoriale forte, in grado di esprimere un proprio potenziale autonomo e di riequilibrare l’accesso attrattivo delle aree gravitazionali di Roma e di Napoli, prescinde dai confini amministrativi e nasce, anzi, proprio per superarli, per individuare il territorio dell’economia e dei processi reali che spesso travalica quei confini. Infatti, i fattori che una volta erano alla base del fenomeno del cosiddetto localismo, oggi non sono più sufficienti e bisogna quindi puntare su diverse funzioni del terziario a più elevato valore aggiunto, quali la ricerca, l’Università, i servizi finanziari e creditizi, la commercializzazione, l’alta “direzionalità”,... Pertanto la costituzione, che avviene per atto soggettivo e non per naturale evoluzione, di un sottosistema forte tra Basso Lazio e Molise non solo può promuovere un più solido e più maturo sviluppo di queste aree (anche e soprattutto in relazione alla futura evoluzione del sistema di incen- tivi pubblici), ma anche rappresentare finalmente quella soluzione di ribilanciamento e di riequilibrio rispetto al peso ed al ruolo dell’area romana. In tale contesto l’area del Sud Pontino è senz’altro baricentrica rispetto ad un nuovo “sistema integrato”, policentrico ed organizzato secondo schemi di convenienza funzionale piuttosto che secondo logiche gerarchiche, che si dovrebbe articolare secondo tre assi tra loro collegati: L’asse Roma Latina-Gaeta che si configura in qualche modo come asse storico; L’asse trasversale Ovest-Est da Gaeta a Cassino, Isernia, fino a Termoli, che collega non solo due mari, ma anche aree di forte industrializzazione ad alta tecnologia (cassino, Termoli), aree-sistema di piccola e media impresa come Isernia, ed un’area portuale-turistica e di servizi come Gaeta; L’asse della Valle del Sacco da Roma a Roma Frosinone e Cassino che si inserisce nella nuova dimensione industriale del Molise. La presenza dei sedi universitarie, l’insediamento di industrie ad elevata tecnologia, le dotazioni infrastrutturali spesso sotto utilizzate… costituiscono altrettante risorse già disponibili ed utilizzabili. Di questo sottosistema non esiste una capitale ma “effetto capitale” distribuito tra i diversi centri. Gaeta-Formia e tutto il Sud Pontino possono svolgere un ruolo importantissimo in questo disegno che peraltro avvantaggia in modo particolare quest’area, insaccata, e continuamente in bilico tra Roma Napoli. In tale contesto è quindi quanto mai opportuno “ripensare” le logiche di svilup-
  6. 6. COSIND necessariamente tutte le fasce socio-politiche ed economiche. Si dovranno quindi ricercare tutte le possibili sinergie operative per sfruttare al meglio le potenzialità dell’area e le opportunità di canalizzare le risorse pubbliche e private. In tale contesto, il Consorzio per lo Sviluppo del Sud Pontino opera e dovrà operare come soggetto di animazione economica e di connessione ed orientamento nell’ambito della ricerca ed individuazione delle possibili ipotesi progettuali mirate allo sviluppo dell’area. - Dott. Gianpaolo Scalesse 1 9 6 8 po di un’area come quella del Sud Pontino, che ha manifestato, di recente, una drastica contrazione nei livelli occupazionali, presentando tendenze anomale e contrarie rispetto alle aree di confine. In particolare, la deindustrializzazione ha manifestato una flessione di tipo “Destabilizzante” (-50,7% fra il 1981 ed il 1991), che ha messo in crisi l’intero sistema produttivo ed impone la ricerca di nuove logiche economiche, di sviluppo e di trasformazione socio-economica dell’area nel suo complesso. I processi evolutivi ipotizzabili devono quindi collocarsi in una logica unitaria o, meglio, comprensoriale, di riequilibrio territoriale al quale dovranno contribuire 2 0 0 8 7
  7. 7. 1 9 6 8 - 2 0 0 8 COSIND 8 Messaggi di saluto Inaspettatamente mi fu comunicato di essere stato nominato Commissario Regionale del Consorzio Industriale del Sud Pontino. Il Provvedimento venne adottato per tutti i Consorzi del Lazio per verificare lo stato degli Enti prima dell’avvio di una proposta di legge regionale che regolasse l’attività dei Consorzi. A parte le conoscenze geografiche, ignoravo tutto su questa area. Il giorno in cui arrivai, ho iniziato una prima lunghissima riunione cui ne seguirono tante altre, con la direzione per conoscere programmi e progetti. Mi resi subito conto che mi trovavo di fronte ad iniziative avviate e programmi che non potevano non essere confermati. Ho relazionato all’Assessore Regionale alle attività produttive, e sono state predisposte le documentazioni per poter accedere ai necessari finanziamenti dei fondi comunitari e regionali. Si agì su due fronti e cioè la progressiva urbanizzazione dell’Agglomerato di Penitro e l’inizio della realizzazione di aree attrezzate per movimentazione e sosta merci a sostegno dell’attività portuale. Contemporaneamente furono completati gli atti per la presentazione alla Regione delle varianti al PRG dell’Ente interessanti i Comuni di Gaeta, SS.Cosma e Damiano e Spigno Saturnia. Le opere furono subito avviate e credo anche concluse. La legge Regionale 13/97 sui consorzi ha recepito molto delle iniziative del Sud Pontino, tanto che le attività inserite configuravano azioni indirizzate alla crescita economica del Comprensorio ispirate dalla programmazione che avevamo sostenuto. La collaborazione con i Comuni e gli Enti tutti del territorio È sempre stata massima, e, ho un piacevole ricordo del tempo trascorso a Gaeta tanto che periodicamente scambio i saluti con il personale tutto che ha supportato la mia azione con dedizione e spirito di sacrificio all’inizio per per me inimmaginabili. Giuseppino Cammilletti Ex Comm.rio Regionale del Consorzio Industriale
  8. 8. COSIND 2 0 0 8 Onoratino Orticello Ex Presidente del Consorzio Industriale I programmi e le scelte che hanno guidato l’Ente in questo ultimo ventennio, sono quelli che nel 1990 e 1991 presentammo alle varie organizzate Conferenze di Servizi. In quel periodo nacque l’esigenza di una gravitazione economica sull’asse Tirreno – Adriatico, e in quella stagione nacque la necessità di realizzare centri intermodali per risolvere i problemi della logistica delle merci. Purtroppo era il periodo in cui la Cassa per il Mezzogiorno cessava praticamente l’attività e la Regione Lazio non aveva adottato una apposita legge per i Consorzi Industriali. L’apporto che l’Ente ebbe allora da Istituzioni, Università, centri di ricerca e società nazionali agenti nei vari settori dei servizi, in un intelligente coinvolgimento, ancora oggi si presenta di viva attualità. Tanti programmi sono stati realizzati e con compiacimento noto che il problema dei difficili collegamenti in quest’area ha ricevuto dal Consorzio soluzioni, se pur parziali, con la viabilità realizzata (nel 1991, incomprensibilmente sospesa dalle amministrazioni interessate) e con il previsto definitivo collegamento ferroviario. Il ricordo più vivo è che nel Comitato Direttivo di allora, nonostante la presenza di rappresentanti di vari partiti, non sono mai sorti problemi e tutti si sono sempre impegnati in problematiche difficili con uno spirito di servizio che merita un generale apprezzamento. 1 9 6 8 Ricomporre gli Organi dell’Ente e continuare il lavoro dopo la parentesi commissariale, non era un compito facile. Le scelte commissariali erano deliberate in maniera diversa rispetto ad un Consiglio di Amministrazione e una Assemblea, che nel rispetto della adottata Legge Regionale, dovevano prendere progressivamente conoscenza dell’attività del Consorzio. Nel breve periodo di Presidenza, sono stati portati a termine importanti lavori e per il contemporaneo incarico di Sindaco di Fondi ho delegato molte funzioni a diversi consiglieri. Devo però sottolineare che ho trovato un clima di rispetto e atteggiamenti di operosità senza i quali difficilmente si possono portare a termine lavori e scelte complesse. I componenti gli Organi dell’Ente, pur trattandosi di persone provenienti da esperienze politiche diverse e da città diverse, hanno interpretato al meglio le possibilità che la nuova legge regionale permetteva, tanto che oggi pur vivendo una diversa esperienza professionale, ritengo che in questo Ente prevale sempre la volontà di “realizzare” per migliorare la comunità del nostro Comprensorio. Mario Izzi Ex Presidente del Consorzio Industriale 9
  9. 9. 1 9 6 8 - 2 0 0 8 COSIND 10 Nel quarantesimo anno dalla istituzione del Consorzio per lo Sviluppo Inudustriale del Sud Pontino, si rivive il percorso compiuto da quanti hanno amministrato e lavorato in questo Ente. Un doveroso e commosso pensiero è rivolto a tre illustri Presidenti, vivi nel cuore di tutti noi. Tre personaggi che, pur diversi per formazione culturale, hanno trasmesso nel loro impegno le singole esperienze svolte in campo scientifico e professionale. Giovanni VIOLA Preside dell’Istituto Nautico “ G. Caboto” di Gaeta, uno dei piu’ illustri d’Italia. Presidente dell’Amm.ne Prov.le di Latina, ha scritto opere di natura scientifica sui problemi relativi alla fenomenologia climatica italiana. Ha retto il Consorzio dal 1971 al 1978 nel periodo forse il più difficile. Lascia l’incarico dopo l’approvazione del P.R.G., ancora oggi vigente. Tommaso PARASMO già Sindaco di Formia. Ricopre incarichi nell’attività politica, esperienza che gli consente di ottenere l’adesione di tutti i Comuni del comprensorio trasformando il Nucleo Gaeta – Formia nel Consorzio Industriale del Sud Pontino. La complessità del nuovo organismo viene gestita facilmente da Parasmo per l’ampia conoscenza che egli ha di tutte le realtà locali e comprensoriali. Gennaro SPARAGNA Avvocato – già sindaco della città di Minturno e già Presidente del Comitato Regionale sugli atti dei Comuni della Provincia di Roma. L’attività pubblica e l’attività professionale, entrambe svolte con eguale impegno, logorano la sua forte fibra. Nel settembre del 1989, al termine di una giornata carica di tensione, muore fulminato da un infarto. Il ricordo dei tre illustri Presidenti non esclude il doveroso ringraziamento agli onorevoli rappresentanti del Parlamento, alla Regione Lazio, alla Amministrazione Provinciale di Latina, ai Sindaci dei Comuni interessati, alla FICEI, ai componenti dei vari Consigli di Amministrazione, ai membri delle Assemblee Generali, al Personale dell’Ente e a tutti coloro che, con la gradita partecipazione, hanno voluto onorare il lavoro che dal 1968 ad oggi è stato svolto nell’esclusivo interesse delle nostre Comunità. Dott. Giovanni Matteis Ex Direttore Generale del Consorzio Industriale già Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Latina e Sindaco di Formia
  10. 10. COSIND 2 0 0 8 Silvio D’Arco Assessore alle Attività Produttive Provincia di Latina 1 9 6 8 Il 40° anniversario rappresenta un momento importante per il Consorzio Industriale , per gli imprenditori e gli Enti locali del Sud Pontino; sarà certamente una festa ma anche un’occasione utile per fare il bilancio sulle attività svolte, sulle esperienze passate ,sulle luci e le ombre di un Ente importante che ha segnato la promozione ed il supporto tecnico-amministrativo allo Sviluppo Produttivo locale. Non si tratta di un “amarcord” ma di comprendere meglio i punti di forza e di debolezza di una esperienza vissuta sul “campo”, di un sistema organizzativo e funzionale di valenza pubblica e industriale che necessitano di essere analizzati e compresi seriamente, non per rivolgere indietro il nostro sguardo ma per attrezzarci meglio ad affrontare le sfide di oggi e del domani . Del resto il programma in agenda, gli autorevoli relatori presenti, i seminari e le tematiche poste al centro dell’iniziativa, indicano chiaramente la volontà del Consorzio Industriale del Sud Pontino di voler suscitare un ampio dibattito attorno ai grandi temi dello sviluppo ed alle nuove le sfide della competitività del nostro sistema delle imprese nel quadro locale, nazionale e internazionale. Insomma credo che il taglio dato a questa iniziativa sia proprio quello di stimolare un dibattito vero, una riflessione senza reticenze, senza nascondere i limiti e difetti di una esperienza ma che sia nel contempo un’occasione davvero utile ad individuare le grandi potenzialità e le nuove opportunità di sviluppo territoriale su cui far leva per rilanciare una nuova e diversa ripresa economica e produttiva locale, senza perdere mai di vista i grandi processi di mutamento in atto ai diversi livelli nazionali e internazionali. “ Agire localmente e pensare globalmente “ non è solo uno slogan ben coniugato che si addice solo all’Ambiente ma serve sempre di più anche al nostro sistema Industriale e produttivo locale. Sarò certamente presente all’iniziativa del Consorzio Industriale del Sud Pontino, non solo per dovere istituzionale ma anche per ascoltare, imparare e per offrire il mio modesto contributo di imprenditore locale. Formulo al Consorzio Industriale i miei più calorosi auguri per i primi 40 anni di vita e la migliore riuscita di questa importante e lodevole iniziativa pubblica. 11
  11. 11. 2 0 0 8 COSIND Posso affermare, senza tema di smentite, che al Comune di Formia va il merito di essere stato tra i “soci fondatori” del Consorzio, avendo dato vita, assieme al Comune di Gaeta, all’originario Nucleo Industriale, dal quale, ampliandosi, prese corpo l’Ente consortile di cui, oggi, celebriamo il quarantennale della costituzione. In tale occasione, non posso che rinnovare il mio compiacimento per l’attività portata avanti, durante tutti questi anni, a favore del territorio rappresentato, facendosi interprete delle sue aspirazioni. La partecipazione del Comune di Spigno Saturnia al 40° COSIND a testimonianza del nostro sostegno alle attività del Consorzio Industriale con l’obiettivo della sincronia, intesa nell’interesse dello sviluppo produttivo di tutto il territorio che nello strumento urbanistico in fase di definitiva approvazione, colloca le iniziative nautiche in primo piano. Antonio Saltarelli Sindaco di Spigno Saturnia 1 9 6 8 - Michele Forte Sindaco di Formia 12 La festa del Consorzio Sviluppo Industriale Sudpontino è un po’ anche la festa della città di Fondi che all’Ente sovracomunale aderisce con convinzione, portando in dote sia le notevoli potenzialità nautiche e diportistiche della sua marina, che il polo agro-alimentare, di cui è sintesi e valido strumento rappresentativo il Centro ortofrutticolo di viale Piemonte. Non posso, dunque, che esprimere l’augurio per il traguardo raggiunto, con l’auspicio di contribuire sempre più allo sviluppo dei soggetti associati. Luigi Parisella Sindaco di Fondi Partecipo con vivo piacere all’importante evento celebrativo, assicurando il COSIND dell’attenzione regionale per contribuire, attraverso le nuove tecnologie, al rilancio produttivo del territorio partendo dal distretto della nautica. Non a caso proprio la Regione Lazio, grazie all’impegno del collega assessore alle Attività Produttive, Francesco De Angelis, ha varato, di recente, il Distretto Regionale della Nautica, con lo scopo di incentivare il settore nel litorale regionale. Mario Michelangeli Assessore Reg.le tutela consumatori e semplificazione amministrativa
  12. 12. COSIND 1 9 6 8 2 0 0 8 E’ con sentimenti sinceri di apprezzamento e di orgoglio, dettati dal poliedrico spirito di appartenenza che ispira il mio essere e la mia quotidiana azione, che rivolgo un saluto augurale al Consorzio per lo Sviluppo Industriale del Sudpontino, in occasione del quarantesimo anniversario della sua fondazione. Saluto augurale che, naturalmente, va esteso al Presidente del Consorzio, Avv. Salvatore Forte, al Direttore, dott. Gianpaolo Scalesse, al Consiglio di Amministrazione ed all’intera Assemblea. Non a caso, parlavo di poliedrico spirito di appartenenza ed infatti, mi piace rivolgere, in tale occasione, i miei voti augurali, in qualità di Presidente provinciale di Latina della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa; di membro del Consiglio di Amministrazione del Consorzio stesso, in rappresentanza della Camera di Commercio di Latina; nella mia qualità di imprenditore e, soprattutto, di cittadino di Formia e di questo territorio che, proprio nel Consorzio per lo Sviluppo Industriale del Sud Pontino individua un validissimo punto di riferimento, per nuove prospettive occupazionali e per un suo indifferibile sviluppo economico. Dunque, eccoci a celebrare i nostri primi quarant’anni! Una tappa che rappresenta un naturale e doveroso momento di bilancio e, nello stesso tempo, il trampolino per proiettarsi verso nuovi traguardi ed un rinnovato impegno a favore del territorio e delle comunità rappresentate. Il cammino è stato lungo e difficile, come per tutte le realtà innovative che mirano ad incidere sul tessuto socio-economico in cui operano, soprattutto, quando si abbracciano, si coinvolgono e si rappresentano ben dodici Comuni di un comprensorio, con identità territoriali e direttrici vocazionali diverse. Dall’iniziale Nucleo Industriale FormiaGaeta, si sono ampliati, man mano, il raggio d’azione, il territorio di competenza, gli interventi infrastrutturali, gli insediamenti produttivi ed i soggetti istituzionali e privati con cui relazionarsi, fino alla nascita del Consorzio e prossimamente, alla sua trasformazione in Ente di Sviluppo Economico. Ecco, già oggi, cominciano a delinearsi nuovi stimolanti orizzonti operativi e quindi, il mio Augurio non va solo al momento celebrativo del Quarantennale della fondazione, ma è rivolto al futuro del Consorzio, nella certezza che l’attuale dirigenza, a cominciare dal Presidente Salvatore Forte, saprà centrare con successo gli obiettivi prefissati. Francesco D’Arco Presidente della C.N.A. di Latina Membro del Consiglio di Amministrazione del COSIND 13
  13. 13. Golfo Expò Mare: Gaeta - Formia - Minturno 1988 a metà del percorso del COSIND Ampio risalto fu dato alle isole pontine (Ponza – Ventotene – Palmarola – S.Stefano) con due visite guidate in aliscafo di tutta la stampa accreditata all’evento. Significativa fu l’esperienza di una settimana di percorsi in piroscafo Gaeta – Formia – Minturno, che, anche se con ritardo, ha successivamente trovato pratica applicazione. E’ indubbio che la recente distrettualizzazione nautica legiferata dalla Regione Lazio riscontra nell’evento Golfo Expò Mare la sua prima identità. L’animatore di tutto ciò fu il vice presidente, Prof. Luigi Cocomello. 1 9 6 8 - 2 0 0 8 COSIND 14 Maggio 1988 – precisamente a metà della vita del Consorzio – il COSIND celebrò la più importante manifestazione nautica del Golfo di Gaeta. Si trattò di un evento espositivo e promozionale che per la prima volta mise in risalto l’intero sistema delle produzioni nautiche laziali. La manifestazione consentì di diffondere nel Paese e in tutte le capitali Europee le nostre importanti produzioni nautiche. La collocazione del Golfo come punto di partenza di tutte le più importanti crociere nautiche verso il fantastico arcipelago delle isole del Tirreno: il territorio quale risorsa naturalistica fondamentale per lo sviluppo dell’industria nautica e per lo sviluppo del turismo. La diffusione dell’informazione sul territorio continentale attraverso le più importanti testate giornalistiche, radiofoniche e televisive (RAI e FININVEST) segnò l’inizio del processo di sviluppo della cantieristica nautica.
  14. 14. COSIND 2 0 0 8 conseguente fattibilità di un collegamento tra il Tirreno e l’Adriatico, aprendo la possibilità al proseguimento verso i Balcani e fino all’Europa del Caucaso. Un progetto strategicamente importante e subito inteso attuabile attraverso un’azione interregionale per i reciproci riflessi economici e per l’attivazione di fonti finanziarie. Naturalmente una tale opera non è priva di difficoltà; il collegamento, per essere il più breve e veloce possibile, non può che passare nel territorio alto molisano, caratterizzato da rilievi montuosi e difficoltà orografiche. Il collegamento viario è già in attuazione attraverso il Molise tra la A1 da San Vittore e - Il problema del trasporto merci e passeggeri è molto sentito dalla Comunità Europea, la quale ha intenzione di realizzare delle reti di trasporto, per garantire un miglior accesso territoriale ai Paesi appartenenti all’Unione e sviluppare la mobilità di persone e cose. Per questo motivo ha identificato i 10 corridoi Pan di trasporto trans europei T.E.N. (Trans-European-Networks). Si tratta di progetti multimodali che interessano, quindi, diverse infrastrutture (strade, ferrovie, porti, interporti, oleodotti, gasdotti telecomunicazioni ed altro) con lo scopo di creare assi principali di comunicazione. Tutto ciò comporterà naturalmente grandi implicazioni economiche e sociali a livello locale, regionale ed internazionale. In particolare i corridoi denominati VIII e V, sono quelli che maggiormente interessano le zone del centro-sud Italia. I due grandi assi di collegamento Est-Ovest prevedono infatti di unire l’Europa al Caucaso ed ai Balcani, intersecandosi con il Corridoio Adriatico italiano. In particolare il corridoi VIII prevede il terminal occidentale da Bari verso Durazzo per poi sfociare sul Mar Nero, il corridoio V ha l’asse principale italiano a Venezia e Trieste, ma prevede un collegamento anche da Ploče in Croazia verso lo snodo di Budapest, secondo il cosiddetto asse C del corridoio. In questo contesto si inserisce l’opera di collegamento trasversale Tirreno-Adriatico, con lo scopo di includere, nel futuro commerciale che si sta delineando, anche le zone del basso Lazio, la Campania, l’Abruzzo ed il Molise. Sin dal 1996 i Consorzi Industriali dell’Abruzzo, Lazio e Molise hanno sviluppato l’idea prima e la 1 9 6 8 Considerazioni preliminari sul tratto ferroviario molisano del collegamento trasversale Tirreno-Adriatico 15
  15. 15. 1 9 6 8 - 2 0 0 8 COSIND 16 la A14 a Termoli. Per il collegamento ferroviario è stato redatto uno studio di fattibilità della linea ferroviaria Tirrenica, dove sarà ubicato l’interporto di Minturno, per raggiungere la stazione ferroviaria di San Vittore sulla linee Roma – Caserta NA. Inizia qui la diramazione ferroviaria verso Isernia, per proseguire verso l’Adriatico fino ad immettersi sulla linea adriati- ca, a circa 12 km da Termoli e 65 km da Pescara ed intercettando, durante il percorso, la linea ferroviaria l’Aquila – Sulmona - Castel di Sangro. Prof. Raffaele Balli, Ing. Massimiliano Malerba Università degli Studi di Perugia
  16. 16. COSIND Infrastrutture di collegamento trasversale Tirreno - Adriatico 2 0 0 8 ambientale, territoriale e di settore che costituiscono l’appropriato contesto di riferimento delle iniziative stesse. Ma non in cerca di certezze e conformità, e neanche per sapere a quali indicazioni e prescrizioni “conformarsi”, bensì per raccogliere progettualmente - e se del caso anche criticamente e magari innovativamente - la sfida di un’auto-responsabilizzazione sociale “performativa” rispetto agli obiettivi e alle strategie istituzionali che essi sottendono. A cominciare dal riferimento più autorevole e recente in tema di infrastrutture, costituito oggi dalle piattaforme territoriali strategiche formulate dal Ministero Infrastrutture e Trasporti (MIITT) e, più in generale, delle politiche nazionali di assetto spaziale (Disegno Strategico Nazionale), elaborate come “proiezione territoriale” delle politiche di sviluppo economico definite nel Quadro Strategico Nazionale. Ma credo che la contestualizzazione più opportuna delle ipotesi formulate dal MIITT in forma di “progetto di territorio” sviluppabile intorno al tema delle infrastrutture di collegamento trasversale Tirreno-Adriatico necessiti – in termini di relazione coevolutiva con la dinamica territoriale e secondo la metafora-immagine della “città-ambiente” - del verificarsi di alcune condizioni generali e particolari che provo qui semplicemente e preliminarmente ad elencare: • abbandono di una perdurante concezione degli assetti territoriali come pura “proiezione” di assetti socio-economici; • attenuazione della visione fortemente gerarchica che rischia di mani- - Per cogliere appieno i mutamenti in corso anche nelle aree medio-tirrenica, medio-adriatica e centro-appenninica, e le potenzialità positive che essi pur potrebbero esprimere, è necessario abbandonare una visione dell’urbanizzato strettamente ancorata all’edificato, in favore di una interpretazione estensiva dell’urbano che anzitutto miri ad allontanarsi dal classico dualismo città/campagna. Il carattere urbano di un territorio non va quindi ricercato nel territorio “in sé”, ma nella relazione che oramai quasi universalmente la componente umana dell’ecosistema globale tende a stabilire con esso, ricercando in ogni suo aspetto anche il più “naturale” - elementi di soddisfazione del fondamentale e pervasivo “desiderio di città” che - sia detto per inciso - si manifesta a ben vedere anche nell’altrettanto impellente desiderio di “fuga dalla città”. Così come va riconosciuto che non solo i segni ma anche le dinamiche di interazione tra fattori naturali abiotici e biotici si sono trasformati da esterni a interni all’odierna “città-ambiente”, potendo rappresentare, al pari dei processi interattivi di natura socio-economica e tecnologica, gli elementi generatori di nuove e al contempo antiche configurazioni urbane, capaci di coniugare locale e globale. E su questo sfondo che, a parere di chi scrive, va collocata qualsiasi iniziativa di infrastrutturazione di qualsivoglia “territorio del mutamento”. Per la ricostruzione di un tale sfondo è naturalmente opportuno considerare, tra l’altro, il quadro di atti e strumenti di programmazione e pianificazione paesistico- 1 9 6 8 Dal quadro di riferimento al progetto di territorio 17
  17. 17. 1 9 6 8 - 2 0 0 8 COSIND 18 festarsi ancora nella classificazione delle piattaforme in transnazionali, nazionali e interregionali, nonché nella possibile esclusione tout court di alcuni territori; • necessità, per articolare, approfondire e aggiornare le immagini collegabili alle piattaforme, di allargare l’interazione al maggior numero possibile di soggetti, a cominciare (ma non finire) dagli stakeholder; • specifica necessità di non concepire - in un modo che potremmo definire dualistico “di ritorno” - le realtà fortemente caratterizzate in senso ambientale come contraltare delle aree urbanizzate, bensì come parte integrante dell’urbano; • ulteriore specifica necessità, infine, che l’approccio integrativo al tema infrastrutturale che le Piattaforme Territoriali Strategiche sembrano finalmente manifestare non trascuri d’altra parte l’esigenza di riconsiderare e superare, anche sul piano delle soluzioni strettamente tecniche, quella sorta di intrinseco “archetipo infrastrutturale” che le contrappone agli spazi dello “stare” e dell’”abitare”, come se entrambi non dovessero condividere la natura fondamentalmente “relazionale” di qualsiasi umano artefatto. Prof. Luciano De Bonis Settore Tecnica e Pianificazione Urbanistica Fac. Ingegneria Università degli Studi del Molise
  18. 18. COSIND 2 0 0 8 l’adozione di un accumulo elettrochimico (batterie) piuttosto che capacitivo (supercondensatori) a bordo del treno che garantirebbe l’autonomia necessaria al convoglio nei tratti in cui il collegamento aereo elettrico venisse evitato. Un locomotore di questo tipo, presenta anche indubbi vantaggi rispetto ad un’alternativa diesel convenzionale o ibrida (diesel - elettrica); se da un lato, prendendo in considerazione una di queste due ultime soluzioni, si risparmierebbe sull’investimento iniziale evitando del tutto l’elettrificazione della linea, dall’altro si andrebbe incontro a rumorosità, emissioni inquinanti, costi d’esercizio più elevati e maggiore manutenzione che, soprattutto nell’ipotesi diesel convenzionale, sono problemi maggiormente sentiti proprio perché avrebbero di fronte un ambito particolarmente delicato. La soluzione “solo elettrico” con batterie si inserirebbe inoltre in un contesto energetico di grande efficienza, proiettato all’autonomia e allo sfruttamento di risorse rinnovabili. Il Consorzio Industriale ha infatti previsto anche l’installazione di un impianto di produzione dell’energia elettrica da fonte solare con pannelli fotovoltaici, della potenza di circa 1,5 MW. L’energia prodotta giornalmente può essere utilizzata anche per alimentare la linea ferroviaria, e in tal caso prevedendo uno scambio con la rete elettrica nazionale se ne può usufruire anche di notte, ad impianto spento, per ricaricare le batterie dei treni che in quelle ore non prestano servizio. In questo caso si realizzerebbe un sistema di trasporto ad impatto ambientale - Il potenziamento di un area industriale che prevede un collegamento diretto tra strada e mare, non può prescindere da un collegamento ferroviario funzionante ed efficiente. In questo senso il Consorzio Industriale del Sud Pontino ha ben inquadrato il ripristino della tratta ferroviaria Formia - Gaeta, collegata tramite la stazione di Formia con la linea Roma - Napoli, per utilizzarla come trasporto sia commerciale che passeggeri, di basso impatto ambientale rispetto al corrispettivo su gomma. Il ripristino, dopo diversi anni dalla dismissione, di una linea ferroviaria non elettrificata porta a diverse considerazioni tecnico - economiche, oltre che sociali, soprattutto quando si trova in ambiti urbani e di forte interesse turistico. Il caso della linea Formia - Gaeta ne è un esempio lampante poiché presenta un tracciato che da un lato percorre scenari paesaggistici molto suggestivi e dall’altro, terminando nella stazione di Gaeta, incontra negli ultimi chilometri un’area ad alta densità urbana che non ha tenuto conto, negli anni di chiusura della linea, di un eventuale riapertura espandendosi anche fino a ridosso dei binari. La soluzione più semplice per ripristinare il tragitto portando la tratta ad un livello tecnico moderno, allineato agli attuali standard ferroviari in termini di sicurezza e impatto ambientale, sarebbe quella di elettrificare il percorso allacciandolo alla linea Roma - Napoli che passa per la stazione di Formia e ne condivide il tratto finale. Ma nei tratti in cui l’elettrificazione trova criticità dal punto di vista sociale e della sicurezza, si può ovviarla tramite 1 9 6 8 Analisi energetica sul ripristino della linea ferroviaria Formia - Gaeta: vantaggi e criticità 19
  19. 19. 1 9 6 8 - 2 0 0 8 COSIND 20 nullo, che oltre a non avere alcuna emissione inquinante, diminuirebbe anche quelle del relativo trasporto su gomma, poichè sostituito in modo più efficiente dal corrispettivo su rotaia. Inoltre la produzione in loco dell’elettricità da fonte rinnovabile, necessaria alla linea e alla fruizione del servizio ferroviario , permette di svin- colarsi dall’utilizzo di energia elettrica prelevata dalla rete (che è prodotta per l’80% da fonti di origine fossile e quindi comunque impattante a livello regionale e globale) e di ottenere un sistema totalmente autosufficiente. Ing. energetico junior Andrea Carta
  20. 20. COSIND Nota n.2 a pagina seguente 1 Cosmo Pontecorvo, La ferrovia Sparanise-For- mia-Gaeta. E la storica “tratta” divenne un “ramo secco”; Cfr. anche Cosmo Pontecorvo, Con una delibera del 1863 di Gaeta e di Terra di Lavoro. Istituita dall’Amministrazione Provinciale di Terra di 2 0 0 8 Cascano, a Sessa Aurunca, a Cellole, a Minturno, a Formia e a Gaeta. Nell’anno 1957 venne disattivato il tratto Sparanise-Formia. Rimase in funzione il tratto Gaeta-Formia. Nel 1966 si decise di abolire il servizio sull’ultimo tronco. Venne disposto il servizio INT (Istituto Nazionale Trasporti) tra Formia e Gaeta, per i viaggiatori. Rimase in funzione il servizio merci. Con la data del 1 aprile 1981 la ferrovia venne definitivamente soppressa. La proposta di istituzione di un tronco di ferrovia “detta da Teano allo Stato Pontificio” risulta agli atti del Consiglio Provinciale di Caserta dell’anno 1883, su istanza del consigliere Nicola Conca di Gaeta, che citava una delibera del Consiglio comunale della città, del 18 settembre 1863, accolto dal Consiglio Provinciale, la cui proposta venne ascoltata dal governo e trovò consacrazione nella legge 29 luglio 1879, n. 50022. Con la istituzione della Direttissima Napoli-Roma l’importanza della ferrovia diminuì d’importanza. Ma funzionò e servì utilmente, tuttavia, tutti i centri aurunchi. - Con una solenne cerimonia venne inaugurata il 4 maggio 1892 la Ferrovia Sparanise-Gaeta. Essa collegava le Stazioni di Maiorisi, Carinola, Cascano, Sessa Aurunca, S. Cosma e Damiano (Castelforte e Suio), Minturno, Formia e Gaeta. “Il suo percorso rappresentò la migliore soluzione sotto ogni profilo. Venivano serviti molti centri importanti, il cui sviluppo fu accentuato dalla nuova disponibilità di mezzi di locomozione”1. Il tracciato aveva una lunghezza di 59,370 chilometri ed ebbe una importanza rilevante per tutta l’economia della ferace zona, posta a Nord di Terra di Lavoro. La massima altitudine , a Cascano, era di metri 204 sul livello del mare. La pendenza era del 25 per mille. Una richiesta infruttuosa venne avanzata, nel 1888, di Castelforte (Caserta) al Ministro dei Lavori Pubblici “ per una stazione ferroviaria ai bagni termominerali della borgata Suio” (“Il Golfo”, n. 43, del 30 settembre 1976, pp. 11-12). La ferrovia Sparanise-Gaeta era servita da alcune coppie di treni, che trovavano, a Sparanise, la coincidenza con Napoli Caserta e Roma. Nel 1943 tutta la ferrovia venne minata dai tedeschi e venne distrutto anche il Ponte dei Vignali. I Comuni di Coreno Ausonio, Ausonia, Castelnuovo Parano facevano capo alla Stazione di Grunuovo di SS. Cosmo e Damiano. I lavori di ricostruzione iniziarono nel 1950. Ma il Tratto Cellole-SS. Cosma e Damiano-Minturno non venne ripristinato. La “littorina” giungeva da Maiorisi, a 1 9 6 8 La ferrovia Sparanise - Gaeta e la direttissima Gaeta - Velletri Lavoro la ferrovia Sparanise-Gaeta, “Il Golfo”,n. 12/88, pp. 8-9. Cfr. altresì, Cosmo Pontecorvo. Deve diventare una Metropolitana di superfice. La vecchia ferrovia Sparanise Gaeta ed un progetto per collegare Gaeta e Cassino, “Il Golfo”, n. 321
  21. 21. 1 9 6 8 - 2 0 0 8 COSIND 22 4/)2, pp. 8-9; Idem, Ibidem, Il Comune di Mintur- Sparanise–Gaeta, “Il Golfo”, n.12/88, pp. 8-9 no auspica la realizzazione della Direttissima citata.Cfr. Carlo Marcantonio Tibaldi, La Ferrovia Roma-Napoli (Delibera del 15 settembre 1886). Sparanise-Gaeta e la Direttissima Gaeta-Velletri, “Il 2 Cosmo Pontecorvo. Con deliberato del 1863 Golfo”, in corso di stampa. di Gaeta e di Terra di Lavoro. Istituita dall’Amministrazione Provinciale di Terra di Lavoro la Ferrovia Cosmo Damiano Pontecorvo
  22. 22. COSIND Il rapporto tra Sicurezza e Assicurazione 2 0 0 8 GENERALITÀ L’Inail, nell’attuale contesto sociale ed economico volto a generare valorizzazione e riconoscimento sociale sta evidenziando un crescente tasso di innovazione ed ha, quale Azienda di Servizio, un suo specifico ruolo nella produzione dei servizi che eroga. Ai tradizionali compiti assicurativi sulle diverse linee di prodotto, cioè “premi” (rischio assunto e rischio verificato) e “prestazioni” (valutazioni medico-legali), il d.to l.vo n.242/96 ha introdotto un nuovo compito che deve opportunamente svilupparsi lungo una nuova linea di prodotto, la “prevenzione”, che è stato è stato implementato con la pubblicazione del cosiddetto Testo Unico sulla Salute & Sicurezza, cioè del decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008: Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n.123 “ in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (il decreto legislativo è stato pubblicato sul supplemento ordinario 108/L alla gazzetta ufficiale n.101 del 30 aprile 2008) . Tale linea, in base al citato d.to l.vo n.242/96, appare debba svilupparsi esclusivamente e genericamente lungo le direttrici individuabili in azioni di “Informazione”, “Assistenza” e “Consulenza” mentre è imperativo chiarire in che modo tali azioni vadano organizzate per gestire efficacemente ai suoi diversi livelli (prevenzione primaria, prevenzione secondaria, prevenzione terziaria) il sistema di tutela della salute nei luoghi di lavoro ed il contenimento del fenomeno infortunistico e tecnopatico. Non bisogna dimenticare che con l’obbligatorietà dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro introdotta nel 1898 con la legge 17 marzo 1898, n.80 i datori di lavoro hanno assicurato la propria responsabilità civile dei danni derivanti dagli infortuni sul lavoro di cui fossero rimasti vittima i loro dipendenti, ovviando, così, alla loro eventuale insolvibilità. Nel 1899 fu emanato il primo regolamento generale in materia di prevenzione infortuni a beneficio di coloro che prestano la loro opera con “macchine mosse da agenti inanimati”: L’uso di macchine e attrezzature motorizzate emergeva quindi come causa di maggior pericolo: insieme a notevoli benefici aveva portato un pesante aggravamento delle condizioni di pericolo per i lavoratori. Al regolamento generale seguirono altri a carattere speciale riguardanti le misure di prevenzione: nelle miniere, cave e torbiere (1899); nelle industrie di prodotti esplodenti (1899); nelle attività di costruzione (1900) e nelle attività di esercizio delle strade ferrate (1903 e 1911).L’estensione dell’assicurazione alle malattie professionali venne attuata solo a partire dal 1929, introducendo il sistema della lista chiusa di malattie la cui origine professionale era riconosciuta per legge. Nei decenni successivi le dimensioni e l’importanza dell’Istituto di assicurazione andarono crescendo per la graduale estensione degli eventi assicurati. Innovazioni importanti furono introdotte con il D.P.R. 1124/65 (Testo Unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali), tuttora vigente, ma integra- 1 9 6 8 Il Distretto Produttivo della Cantieristica Nautica Laziale & L’INAIL 23
  23. 23. 1 9 6 8 - 2 0 0 8 COSIND 24 to e modificato a seguito di sentenze delle diverse magistrature e da disposizioni legislative. La tutela, precedentemente riservata ai soli lavoratori subordinati, fu estesa agli artigiani e ad altri soggetti che operano nel campo del lavoro autonomo; vennero inoltre stabilite quote integrative della rendita in relazione alla composizione del nucleo familiare del lavoratore infortunato o tecnopatico. In agricoltura, infine, la tabella delle malattie professionali venne introdotta solo a partire dal 1958 e limitatamente a poche tecnopatie. A seguito dei progressi tecnici e scientifici e dell’evoluzione socioculturale, alla lista sono state apportate estensioni successive: dalle 6 malattie tabellate nel 1929 si è arrivati oggi a 58 per l’industria e a 27 per l’agricoltura. Nel 1933 si passò da una pluralità di soggetti assicuratori, che potevano essere scelti liberamente, a un soggetto unico. Il compito di gestire l’assicurazione fu assegnato alla Cassa nazionale di assicurazione per gli infortuni degli operai sul lavoro (che era stata istituita sin dal 1883), che fu ribattezzata Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (Inail). Nei decenni successivi le dimensioni e l’importanza dell’Inail andarono crescendo per la graduale estensione degli eventi assicurati. L’INAIL, Istituto Nazionale Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, persegue una pluralità di obiettivi: ridurre il fenomeno infortunistico; assicurare i lavoratori che svolgono attività a rischio; garantire il reinserimento nella vita lavorativa degli infortunati sul lavoro. L’assicurazione, obbligatoria per tutti i datori di lavoro che occupano lavoratori dipendenti e parasubordinati nelle attività che la legge individua come rischiose, tutela il lavoratore contro i danni derivanti da infortuni e malattie professionali causati dalla attività lavorativa. L’assicurazione esonera il datore di lavoro dalla responsabilità civile conseguente ai danni subiti dai propri dipendenti. La tutela nei confronti dei lavoratori, anche a seguito delle recenti innovazioni normative, ha assunto sempre più le caratteristiche di sistema integrato di tutela, che va dagli interventi di prevenzione nei luoghi di lavoro, alle prestazioni sanitarie ed economiche, alle cure, riabilitazione e reinserimento nella vita sociale e lavorativa nei confronti di coloro che hanno già subito danni fisici a seguito di infortunio o malattia professionale. Allo scopo di contribuire a ridurre il fenomeno infortunistico l’Inail realizza inoltre importanti iniziative mirate al monitoraggio continuo dell’andamento dell’occupazione e degli infortuni, alla formazione e consulenza alle piccole e medie imprese in materia di prevenzione, al finanziamento imprese che investono in sicurezza. Per quanto riguarda i compiti relativi alla prevenzione sono stati svolti fino al 1956 quando la legislazione italiana istituì l’Ente Nazionale Prevenzione Infortuni (ENPI) e separò la funzione assicurativa da quella prevenzionale, mentre in campo CEE tali funzioni sono rimaste le due facce della stessa medaglia nel senso che gli Enti di assicurazione sono anche Enti di prevenzione. In base a quanto detto e’ stato inevitabile che l’Inail dall’originario ruolo di “assi-
  24. 24. COSIND 2 0 0 8 Gli archivi dell’Inail evidenziano che l’originario Ufficio Rischi e Prevenzione fino al 1956 ha effettuato accessi in fabbrica per verificare la rispondenza delle vigenti norme di prevenzione ed igiene del lavoro al fine anche, e non soprattutto, dell’applicazione dello strumento tariffario (Rischio Assunto & Rischio Verificato), producendo, nel contempo, una documentazione tecnico-scientifica in termini di monografie e di pacchetti formativi per i “responsabili di fabbrica”. Con l’affermarsi dei compiti istituzionali dell’ENPI, quale Ente Pubblico di Consulenza in materia di Prevenzione Infortuni, l’Inail ha dismesso la propria cultura ed esperienza nell’Infortunistica da lavoro, mentre per effetto della Convenzione di Ginevra sulla materia indennitaria ha mantenuto, attraverso il Centro Tecnico Accertamento Rischi Professionali, il ruolo primario di Ente Pubblico preposto all’accertamento e valutazione sia della esposizione dei lavoratori al rischio tecnopatico con particolare riferimento alla Silicosi contratta dai lavoratori migranti, sia degli interventi di natura prevenzionale atti a minimizzare l’ esposizione a tale rischio. In pratica la presenza dell’Inail sui posti di lavoro si è sostanziata prevalentemente nell’accertamento dei rischi tecnopatici per la successiva verifica etiologica della malattia denunciata dal lavoratore, tant’è che la produzione tecnico-scientifica di interesse nazionale ed in certi casi internazionale ha privilegiato gli aspetti legati alla etiologia delle malattie professionali, mentre sono stati condotti in punta di piedi interventi legati all’infortunistica da lavoro, alla verifica dell’attuazione delle 1 9 6 8 curatore” fosse stato riposizionato su un ruolo squisitamente “contabile” ovvero a far sì che il premio di assicurazione riscosso dai datori di lavoro fosse meramente funzionale alla erogazione delle prestazioni e non essere, quindi, legittimato a qualificare il proprio servizio in termini di sicurezza, igiene del lavoro e protezione del posto di lavoro. Siffatta involuzione ha determinato anche il riposizionamento dei tecnici dell’assicurazione che dalla originaria appartenenza all’Ufficio Rischi e Prevenzione furono collocati prima nel Centro Tecnico Accertamento Rischi Professionali, successivamente denominato Consulenza Tecnica Rischi Professionali con la funzione primaria di essere specialisti nell’accertamento e valutazione del rischio tecnopatico (Tabella delle Malattie Professionali) e del rischio assicurato (Tariffa dei Premi). Le coordinate del decreto legislativo n.242/96 annullano la funzione di “contabile” dell’Inail che si riappropria, così, del suo più consono ed originario ruolo di “assicuratore” per il quale “assicurazione” e “prevenzione” devono essere finalizzata a salvaguardare la “salute” del lavoratore nella sua accezione più completa di prevenzione primaria, prevenzione secondaria e prevenzione terziaria. I compiti di Informazione, Assistenza e Consulenza sono rientrati nell’originario alveo di un Ente di Assicurazione dal quale furono fatti tracimare con la nascita dell’Ente Nazionale Prevenzione Infortuni, prima, e l’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, dopo. In quanto detto non si ravvisa alcuna affermazione apodittica. 25
  25. 25. 1 9 6 8 - 2 0 0 8 COSIND 26
  26. 26. COSIND 2 0 0 8 LO SCENARIO ATTUALE I doveri e le responsabilità che scaturiscono sia dal decreto legislativo n. 29/93 e successive integrazioni, sia dal “Regolamento di Contabilità e Amministrazione, nonché dalla legge 88/89 pongono la funzione del Dirigente e di riflesso anche quella del Professionista.-Tecnico Specialista accertatore e valutatore dei rischi professionali- di fronte a specifiche responsa- - si storici, sembra dare ragione a chi vanamente si batte’ e che fu battuto dalla insipienza e dall’assenza di cultura e di confronto con le realtà Europee e Nordamericane. A seguito della delibera n.10 del Consiglio di Amministrazione del 21.1.1997 sulla “Attuazione del progetto di nuove strutture ed organico - Ordinamento delle strutture Centrali e Periferiche” la Consulenza Tecnica Accertamento Rischi Professionali si e’ riposizionata in Consulenza Tecnica per i Rischi Professionali, la Prevenzione e la Protezione poi modificata in Consulenza Tecnica Accertamento Rischi Professionali e Prevenzione ed ha acquisito un ruolo determinante nel campo della Sicurezza e Protezione Industriale. Ecco quindi che la funzione del Tecnico Specialista della Contarp ( biologo, chimico, geologo, ingegnere) e’ fondamentale nell’attuale scenario per intraprendere un’azione determinante volta alla conquista di una più rispondente nicchia di mercato che veda l’Inail protagonista, a somiglianza di alcuni Enti europei e dei più deterministici cugini nordamericani, a svolgere il ruolo che fin dal 1889 fu assegnato dai nostri padri. 1 9 6 8 norme di prevenzione ed igiene dl lavoro da correlare al Rischio Assicurato. Nell’ambito del Centro tecnico prima e della Consulenza Tecnica poi si sono attuate due correnti di pensiero, e cioè: - la prima, secondo la quale i Tecnici - Specialisti della citata struttura (geologi, chimici, agronomi, ingegneri) dovevano primariamente rispondere alle esigenze di indennizzo delle malattie professionali ed hanno visto impegnate a tempo pieno le citate professionalità con la esaltazione di specifiche professionalità; - la seconda, secondo la quale sia lo strumento tariffario (Rischio Assunto e Rischio Verificato), sia lo strumento indennitario nel campo degli infortuni , ma anche delle malattie professionali avrebbero consentito di sviluppare la cosiddetta “Prevenzione Assicurativa” che nel suo più stretto significato e’ rappresentata dall’accertamento e valutazione del rispetto delle norme di prevenzione e di igiene del lavoro al fine di una costante verifica amministrativa dei rapporti assicurativi intrattenuti dall’Inail ed al fine di meglio correlare l’andamento infortunistico e tecnopatico ai singoli comparti produttivi e, quindi, erogatori di beni e/o servizi. In siffatto contesto fu proposta l’istituzione di un settore “Tariffa dei Premi” e di un settore “Infortunistica da lavoro” che l’Ente allora non ritenne di recepire. La miopia o meglio la incomprensione di alcuni ha determinato la messa in archivio della seconda corrente di pensiero, nonostante qualche affermazione pubblicistica . L’attuazione del decreto legislativo n.242/96, stante i cosiddetti corsi e ricor- 27
  27. 27. 1 9 6 8 - 2 0 0 8 COSIND bilità amministrative nello svolgimento delle proprie funzioni che lo vedono titolare di atti professionali di consulenza sì, ma rispondenti alla necessaria uniformità in relazione agli indirizzi programmatici e gestionali dell’Ente e nel rispetto della dovuta deontologia professionale, delle norme, dei regolamenti e dei flussi tecnicoamministrativi quale apporto gestionale alla vita dell’Ente che deve concretizzarsi con l’erogazione di un servizio vieppiù di qualità e, quindi, con alto valore aggiunto se si vuole essere competitivi a seguito delle profonde trasformazioni verificatesi nell’ultimo secolo che hanno generato cambiamenti sostanziali nel nostro stile di vita e nella struttura socioeconomica nella quale il nostro Paese si trova ad operare. L’erogazione di servizi di qualità, da un punto di vista metodologico, comporta necessariamente la proiezione verso un ordine logico, strutturabile su principi costanti sui quali sviluppare, quale Azienda di Servizi, l’identità Inail attraverso specifiche peculiarità. Questo ordine logico può, ad esempio, far riferimento, per l’Azienda Inail, a tre momenti ben distinti, come appresso schematizzati, per ognuno dei quali sono definibili principi guida trasversali di riferimento per la progettazione e l’erogazione del servizio e che si concretizzano nella “Carta dei Servizi”. Essi sono: A-predisposizione del cliente/utente alla interazione con il front line. E’ necessario fare in modo che il cliente, utilizzatore del servizio, venga a contatto in maniera positiva con chi eroga 28 il servizio, sia ben disposto alla interazione, sia informato di diritti, condizioni e vincoli, fondi la propria aspettativa su un livello di attese coerente alle effettive prestazioni erogate e massimizzare così i benefici di tale azione in una costante armonizzazione del rapporto costi / benefici. B-interazione tra il cliente e il front-line o “momento delle verita’”. Questa fase è semplicemente definibile come la ricerca costante del raggiungimento, o meglio del superamento delle attese del cliente, definite dal grado di soddisfacimento. C-gestione del post servizio Poiché nella erogazione del servizio la “produzione” ha luogo contestualmente al “consumo”, possono verificarsi disservizi durante i quali l’Ente erogatore deve dimostrare tutta l’eccezionalità dell’avvenimento, la sincera constatazione dell’avvenuto disservizio e la totale dedizione alla soluzione delle cause e circostanze che lo hanno determinato. E’ nel contesto di tali momenti che bisogna parlare di “total quality” per esprimere la qualità del servizio in termini di rapporto positivo tra le prestazioni aziendali ed i bisogni del cliente utente (prestazioni aziendali/ bisogni cliente >1) ed individuare, così, strutturalmente il numeratore ed il denominatore di tale rapporto. Su questo rapporto, all’apparenza semplice, si giocano in realtà la sopravvivenza ed il successo delle aziende. In esso sono racchiuse le strategie fondamentali e
  28. 28. COSIND 2 0 0 8 rezza ed igiene del lavoro, la salubrità dei luoghi di lavoro, i servizi curativi, e quelli riabilitativi e di reinserimento nella vita professionale e sociale. La Consulenza Tecnica per l’accertamento dei rischi e Prevenzione (Con.t.a.r.p.) ha assunto un ruolo strategico sul territorio di competenza soprattutto con riferimento alla filosofia ed evoluzione nella Mission dell’Ente che da una funzione meramente RISARCITORIA ha assunto una VALENZA STRATEGICA di contenimento del fenomeno infortunistico e tecnopatico e di tutela globale dell’assicurato, alla luce del D.to l.vo 38/2000, con la emersione della necessità di pianificare interventi specialistici sul territorio al fine di conoscere la realtà infortunistica e tecnopatica per aree omogenee e fornire, all’uopo, la rappresentazione delle fonti di pericolo sulla cui base poter intraprendere una analisi di tali fonti di pericolo e dei rischi ad esse associati a fini sia ASSICURATIVI ( tariffa dei Premi, erogazione di rendite per infortunio e malattia professionale), sia PREVENZIONALI ( di consulenza alle aziende al fine di contribuire, sia al contenimento del fenomeno infortunistico e tecnopatico, sia alla riprogettazione delle postazioni da lavoro in termini di salubrità e vivibilità). La presenza attiva della Con,t.a.r.p. consente di intraprendere le dovute iniziative in materia di “PREVENZIONE ASSICURATIVA”, che, come è noto, si attua attraverso la conoscenza ed il controllo dei rischi da lavoro. Tutto ciò perché i parametri che entrano in gioco nella valutazione del RISCHIO ASSICURATO e, quindi, del TASSO di 1 9 6 8 le scelte prioritarie di ogni organizzazione al fine di relazionare anche i costi e la qualità per una positiva armonizzazione in termini di efficienza/efficacia - qualità concorrenza. Ecco, quindi, che i punti cardine su cui si sviluppa la filosofia manageriale della “total quality” si muovono attorno a cinque strategie, come appresso specificato e che individuano: il cliente come priorità; la qualità come leva per la soddisfazione del cliente; il miglioramento continuo; la qualità del servizio come il risultato dei processi e del sistema di erogazione del servizio; il coinvolgimento delle risorse umane. In una Azienda di Servizio non bisogna assolutamente cadere nell’equivoco di utilizzare riferimenti tipici dell’industria manifatturiera, dove il sistema di controllo qualità è basato sulla rilevazione di parametri fisici misurabili in presenza di standards certi. Con riferimento ai compiti sulla prevenzione tecnica le linee di indirizzo del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza e l’investimento voluto dall’Istituto con l’assunzione di oltre 200 professionisti - tecnici specialisti laureati in biologia, chimica, geologia e ingegneria – hanno evidenziato l’opportunità di riprogettare il modello di accertamento e valutazione dei rischi professionali. E ciò in ragione della constatazione che l’INAIL si muove in direzione di un “Welfare dell’opportunità”, con l’ampliamento della tutela e con una politica più incisiva di Prevenzione Assicurativa per promuovere ed incentivare la prevenzione, la sicu- 29
  29. 29. 1 9 6 8 - 2 0 0 8 COSIND 30
  30. 30. COSIND 2 0 0 8 “Agricoltura” a quattro gestioni per meglio rappresentare il mercato assicurativo pubblico: Artigianato/Commercio/Terziario, Credito, Assicurazioni, Enti Pubblici. Il nuovo assetto ha determinato una revisione delle tariffe e la relativa suddivisione dei rischi oltre alla revisione dei criteri di classificazione dei datori di Lavoro, di cui all’art.9 del T.U. Le Commissioni Parlamentari preposte stanno completando il ridisegno delle disposizioni in materia di Assicurazione contro gli Infortuni sul lavoro e le malattie professionali anche, per quel che qui oggi si discute, con riferimento alle nuove tariffe che devono tener in debito conto l’attuazione delle norme del D.L.vo 626/94 e del tasso di Infortuni sul lavoro ed il dover ricondurre entro termini temporali certi e predefiniti il potere di rettifica dell’Inail dei propri provvedimenti errati in materia di prestazioni. Le sentenze emanate dalla Corte Costituzionale hanno reso attuale l’estensione della tutela assicurativa con riferimento all’indennizzo del danno biologico, ed è diventata realtà l’assicurazione delle casalinghe e di altre figure professionali. Il contesto nel quale l’Inail deve concretizzare la propria Mission non può prescindere dalla realizzazione di un modello partecipato- così come ad es. si muovono alcune Direzioni Regionali, modello che, con il contributo attivo delle strutture decentrate, deve necessariamente concorrere alla formazione degli indirizzi e delle strategie che gli organi di governo dell’Ente sono chiamati a compiere. Per quelle che sono le strategie per “la prevenzione del rischio nelle microimprese ovvero nelle Piccole e Medie Imprese”, la 1 9 6 8 TARIFFA sono rappresentati: a – direttamente dall’andamento infortunistico e tecnopatico sulla cui base viene calcolata l’oscillazione del tasso da applicare, b – indirettamente dal RISCHIO TECNOLOGICO ovvero dal rischio di lavorazione in termini di valutazione del lay-out industriale e nell’ambito del RAPPORTO LAVORATORE/ ORGANIZZAZIONE del LAVORO/ MACCHINA/ AMBIENTE di LAVORO, c – convenzionalmente dalla mutualità operante tra le diverse realtà produttive in termini di “rischio assicurato” piuttosto che di “rischio di produzione”-( le Associazioni di categorie sono contrarie a tale mutualità soprattutto quanto si evidenziano tassi specifici aziendali di gran lunga inferiori- oltre il 50%- del tasso medio nazionale) . Ciò vuol dire, così come coniato dall’allora Direttore generale Mario Palma che ASSICURAZIONE & PREVENZIONE sono le due facce della stessa medaglia, anzi della stessa moneta, praticamente ed indissolubilmente correlate tra di loro. Ecco, quindi, che le ISTITUZIONI, in un rapporto di pariteticità con le parti sociali, devono fornire un Servizio di Qualità per promuovere un alto valore aggiunto nella azione di Informazione, Formazione, Assistenza e Consulenza. Nel più ampio contesto europeo la “Riforma e la Missione” dell’Inail, così come è stata delineata nel D.L.vo 38/2000, ha avuto origine dalla constatazione che: l’Inail ha modificato a fini tariffari il proprio assetto di gestione delle attività, passando dalle due gestioni “Industria” e 31
  31. 31. 1 9 6 8 - 2 0 0 8 COSIND 32 mission e l’azione dell’INAIL dovranno, pertanto, essere indirizzate: alla valutazione preventiva delle fonti di pericolo e del rischio associato presenti in ciascun distretto industriale o comparto produttivo, alla istituzione di un “ Archivio dei processi produttivi con l’indicazione dei relativi livelli di sicurezza equivalente”. Nel concreto l’Inail dovrà valutare, ai fini assicurativi, i pericoli ed i rischi associabili, presenti nelle differenziate realtà produttive, dovrà svolgere, regolare e stimolare le Imprese alla cultura della Sicurezza, Igiene Industriale e Protezione dei Lavoratori e, nel valutare la Qualità della Sicurezza, dovrà segnalare le problematiche presenti, gli interventi e le modifiche strutturali utili al contenimento del fenomeno infortunistico e tecnopatico. Così operando si possono ridefinire i Sistemi Tariffari perché la valutazione preventiva del rischio coniugata a regole e criteri amministrativi predefiniti potranno conseguire il raggiungimento di valore aggiunto in termini di efficienza/efficacia, con un rapporto costi/benefici accettabile dalla collettività tutta nella consapevolezza che, giova ripeterlo, prevenzione ed assicurazione sono le due facce della stessa medaglia o, meglio, della stessa moneta e che la cosiddetta PREVENZIONE ASSICURATIVA rappresenta l’elemento qualificante di un Ente di Assicurazione, così come avviene nel Nord America e nella maggioranza dei Paesi Europei, dove la adozione di INCENTIVI ECONOMICI ALLA PREVENZIONE & di ATTIVITA’ DI CONSULENZA, ASSISTENZA, FORMAZIONE & INFORMAZIONE rappresentano la chiave di volta per implementare nelle Imprese la cultura alla Gestione Integrata dei Sistemi di Sicurezza e Protezione Industriale, scaturita dal d.to l.vo 626/94. Gli Incentivi economici ad oggi erogati hanno evidenziato grosse criticità che non qualificano appieno la mission dell’INAIL: in proposito è opportuno perseguire obiettivi, già in atto in campo europeo e nordamericano, quali ad esempio: a) possibilità per le aziende che investono in prevenzione di acquisire crediti monetari da scalare sui premi assicurativi, b) qualificare i progetti di controllo ed abbattimento dei rischi lavorativi con il coinvolgimento nella progettazione dei Tecnici Specialisti Inail per la valutazione degli stessi, c) istituire un fondo di finanziamento a tasso agevolato con eventuali bonus da collegare al tipo di intervento proposto e progettato assieme all’Inail, d) mettere in service le potenzialità del laboratorio. La Consulenza, Assistenza, Formazione & Informazione trova collocazione nei compiti istituzionali dell’Ente ed in particolare nell’Art.19 del T.U., perché, come è noto, l’INAIL gestisce i Rapporti Assicurativi con le Aziende. In tale ambito e con la finalità di contenere il fenomeno Infortunistico e tecnopatico deve fornire qualificata consulenza, stante la presenza di Alte Professionalità nel proprio organico (come richiamato nel CCNL nella parte che richiama la Dirigenza e le Alte Professionalità). L’organico dell’INAIL prevede qualificate risorse: sia in campo Tecnico-Specialista, con biologi, chimici, geologi, ingegneri, periti industriali, che nell’ambito delle rispettive strutture-consulenza Tecnica Accertamento
  32. 32. COSIND 2 0 0 8 patico e proporre soluzioni per legare inscindibilmente “Informazione” alla “Prevenzione” in modo da organizzare i compiti derivanti dal d.to l.vo n.242/96 verso una gestione, efficace ai suoi diversi livelli, del sistema di tutela della salute nei luoghi di lavoro e proporre, quindi, strumenti e procedure informative tesi a migliorare le performances, oggi possibili, dei servizi sanitari di impresa, dei servizi di prevenzione delle Asl, degli organismi regionali e statali competenti sulla materia Così operando l’INAIL con la sua struttura TECNICO-SPECIALISTA si pone in una fase di complementarietà e/o sussidiarietà con le funzioni svolte dalla AUSL, la DPL, i VV FF, l’ISPESL e, giammai, in alternativa o peggio in concorrenza, perché, giova ripeterlo, l’azione dell’INAIL mira a contenere il fenomeno infortunistico e tecnopatico nel gestire i rapporti assicurativi intrattenuti con la azienda in termini di valorizzazione del RISCHIO ASSICURATO, che si concretizza con la adozione di un PREMIO ASSICURATIVO. 1 9 6 8 Rischi & Prevenzione- Con.T.A.R.P. - per affrontare la problematica del Rischio Assicurato nelle sue diversificazioni di: Rischio di lavorazione per l’applicazione delle Tariffe dei Premi, Rischio di Infortunio per l’analisi delle dinamica infortunistica, Rischio di Malattia Professionale per l’ accertamento & valutazione della esposizione al rischio di contrarre la malattia professionale). A ciò aggiungasi le funzioni scaturite dal D.L.vo n.242/96, che integra il D.L.vo 626/94 ed inerenti: il Servizio di Prevenzione e Protezione Interna, le funzioni di Safety auditor per la pianificazione ed organizzazione dei Sistemi di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro-GSSLSia in campo Sanitario, con presenza di sanitari nelle diverse discipline mediche per la valutazione del danno ed il reinserimento del lavoratore disabile nel circuito produttivo e sociale. E’ rilevante, inoltre, lo sviluppo che l’Inail sta dando alla ASSISTENZA INTEGRATA AL LAVORATORE INFORTUNATO ovvero alle prime cure, alla riabilitazione, alla protesizzazione e all’assistenza al reinserimento nella attività lavorativa e nella società attraverso qualificate esperienze di domotica. E’ determinate la funzione del Tecnico dell’Assicurazione nelle diverse linee istituzionali dell’Ente e, quindi, nell’ambito della legislazione sulla Sicurezza e Protezione Industriale. La predetta funzione opera su input della Sede territoriale Inail al fine di meglio correlare il rischio assicurato all’andamento infortunistico e tecno- 33
  33. 33. 1 9 6 8 - 2 0 0 8 COSIND 34 Il progetto INAIL/DiMSAT Tale progetto si inserisce, a pieno titolo, in un processo di pianificazione strategica di sviluppo delle aziende presenti sul territorio, strumento privilegiato di politica attiva sul tessuto economico locale, all’interno del quale la cooperazione tra le Amministrazioni locali, gli attori economico-sociali e le stesse imprese che operano sul territorio conduce alla definizione di un quadro integrato di sviluppo, mirato ad innescare un processo di rilancio dell’econo- mia con l’attivazione di servizi di adeguamento innovativi che rafforzano la competitività delle imprese e, dunque, la loro capacità di creare occupazione in modo stabile senza incorrere in sanzioni dettate dalla non applicazione delle norme legate alla tutela dei lavoratori In particolare si è rivolta l’attenzione alla costruzione delle imbarcazioni con scafo e coperta in vetroresina, ponendo l’attenzione primariamente alle operazio-
  34. 34. COSIND 2 0 0 8 Prof. Ing. Alessandro Baldacconi INAIL - Direzione regionale per il Lazio - ciclo tecnologico al fine di ridurre o eliminare operazioni tecnologiche manuali a rischio di danno muscolo-scheletrico . Il tutto finalizzato al miglioramento del rapporto Uomo – Macchina – Ambiente di lavoro - Organizzazione del lavoro; alla Riduzione delle lesioni traumatiche all’apparato muscolo-scheletrico; al miglioramento della motivazione che sta alla base delle funzioni svolte; all’ aumento della produttività ; al miglioramento della qualità della produzione. Ad oggi sono state predisposte e distribuite le check lists strategiche per ricevere ed interpretare i dati forniti dal datore di lavoro e dai lavoratori e sono stati effettuati alcuni sopralluoghi per analizzare il ciclo produttivo ed individuare le criticità nelle operazioni che costituiscono la costruzione. 1 9 6 8 ni manuali e per intervenire sui seguenti punti: esposizioni allo stirene contenuto nelle resine sintetiche; esposizioni a solventi e sostanze ototossiche; rischio infortunistico legato alla costruzione di ponteggi attorno alle Barche di grandi dimensioni, spesso improvvisati e non montati a regola d’arte, per compiere le lavorazioni di finitura; rischio di avere operazioni ripetitive come quelle del taglio manuale delle fibre in vetro e dei longheroni in poliuretano espanso. L’analisi che si è iniziato ad effettuare parte dalla concezione (progettazione) dei posti e dell’ambiente di lavoro alla scelta delle attrezzature e delle macchine da lavoro, alla definizione dei metodi di lavoro e di produzione; ma soprattutto alla individuazione di soluzioni attraverso la progettazione o riprogettazione del 35
  35. 35. L’INAIL e il DiMSAT dell’Università di Cassino: un contributo importante per la cantieristica nautica Laziale La produzione nautica italiana delle imbarcazioni di unità da diporto si stima sia cresciuta negli ultimi anni con un valore percentuale del 15%, attestandosi sui 3,5 miliardi di euro. Il fatturato globale della nautica da diporto (per i tre comparti: imbarcazioni, motori e accessori) ha superato i 5 miliardi di euro nel 2006 e, per quanto riguarda il livello occupazionale, il numero degli addetti destinati alla nautica sono stati stimati in ben oltre 20.000 unità. (Fonte UCINA) 1 9 6 8 - 2 0 0 8 COSIND 36 Da sinistra: Giorgio Figliolini, Antonio Napolitano, Carlo Cocomello, Sig. Di Donna, Sig. D’Urgolo con il Presidente Giovanni Guerisoli. L’Italia si è riconfermata negli ultimi anni buona esportatrice di imbarcazioni per la nautica da diporto, vendendo all’estero oltre il 50% del valore della produzione. Sulla base dei dati ISTAT sul commercio estero, si può sottolineare che il 48% delle esportazioni è diretto verso l’Europa, compresi i nuovi paesi aderenti all’UE. La maggiore crescita si è avuta per la categoria di imbarcazioni dai 16 ai 24 m, che viene maggiormente prodotta nei cantieri laziali. Per ciò che concerne il settore dei superyacht, l’andamento degli ordini 2006-2007 ha fatto registrare una notevole crescita. La presenza italiana sul mercato mondiale della produzione dei superyacht si è attestata attorno al 45%. Tra i primi dieci costruttori mondiali di superyacht, cinque sono italiani. I costruttori Italiani sono stati i primi al mondo nel rank 2006 per numero di progetti in costruzione con 347 ordini; pertanto, la produzione italiana è concentrata soprattutto nella costruzione di imbarcazioni tra 90 e 120 piedi, con una lunghezza media di 113 piedi (circa 34 metri). Nel Lazio, il sistema produttivo della nautica, interessa complessivamente 21 comuni: cinque in provincia di Roma (Anzio, Civitavecchia, Fiumicino, Ladispoli, Nettuno e Santa Marinella), undici in provincia di Latina (Fondi, Formia, Gaeta, Itri, Minturno, Pontinia, Ponza, Sabaudia, San Felice Circeo, SS Cosma e Damiano, Sperlonga, Spigno Saturnia, Terracina), due in provincia di Viterbo (Montalto di Castro e Tarquinia). A questi si aggiunge il Tredicesimo Municipio di Roma (Ostia). Il Direttore Regionale per il Lazio dell’INAIL (Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro), Arch. Antonio Napolitano, e il Direttore del DiMSAT (Dipartimento di Meccanica, Strutture, Ambiente e Territorio) dell’Università degli Studi di Cassino, Prof. Ing. Elio Sacco, hanno stipulato una Convenzione di Ricerca riguardante il Distretto della Nautica del Lazio, che è stata promossa dal Prof. Ing. Giorgio Figliolini, docente di Meccanica Applicata alle Macchine presso la stessa Università. L’Arch. Napolitano dal luglio 2005 svolge l’importante incarico
  36. 36. COSIND striale nell’espletamento delle mansioni svolte. In particolare, il Progetto di Ricerca verrà attuato attraverso tre azioni fondamentali: 3. Informazione e formazione, che saranno effettuate attraverso la promozione di interventi di informazione alle maestranze e ai datori di lavoro per la tutela della salute e prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali sul luogo di lavoro, la redazione di buone prassi per i rischi del Distretto Nautico, con particolare riferimento ai rischi di natura ergonomica, nonché la redazione di un manuale sul sistema di gestione della sicurezza e salute sul lavoro (SGSSL) ai sensi del protocollo UNI – INAIL – ISPESL – Parti Sociali ed, 2 0 0 8 2. Reingegnerizzazione delle criticità ergonomiche e di sicurezza, che sarà effettuata attraverso una ricerca di soluzioni progettuali finalizzate al superamento delle disergonomie individuate in particolari linee di produzione e la messa a punto delle caratteristiche finali del sistema progettato attraverso simulazioni con prototipi virtuali; - 1. Indagine di settore nel Distretto della Nautica, che sarà effettuata attraverso specifiche campagne di misura, volte a caratterizzare l’esposizione professionale dei lavoratori attraverso rilievi strumentali, predisposizione e realizzazione di indagini ambientali finalizzate al miglioramento delle postazioni e dell’ambiente di lavoro, volgendo particolare riferimento ai rischi di natura ergonomica; 1 9 6 8 di direzione dell’ INAIL laziale con grande impegno per garantire modalità operative con sempre maggiori garanzie per gli operatori dei diversi settori produttivi. Infatti, l’INAIL ha, fra le sue funzioni istituzionali, quella di garantire la tutela integrale del lavoratore non solo attraverso l’indennizzo, la riabilitazione ed il reinserimento lavorativo del soggetto infortunato o tecnopatico, ma ancor prima attraverso l’attivazione, in via prevenzionale, di interventi finalizzati al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, mentre l’Università degli Studi di Cassino, attraverso il DiMSAT (Dipartimento di Meccanica, Strutture, Ambiente e Territorio), presenta, tra le varie competenze ed esperienze teoriche e sperimentali, quelle inerenti l'analisi e la progettazione dei sistemi meccanici automatici e/o robotizzati, che possono essere destinati al superamento di criticità ergonomiche e di sicurezza. Pertanto, è stata istituita un’apposita Commissione composta dal Coordinatore della ConTARP Regionale Lazio, Ing. Alessandro Baldacconi, e dal Responsabile Scientifico designato dal DiMSAT, Prof. Ing. Giorgio Figliolini, con la funzione di coordinamento congiunto del Progetto di Ricerca, che è finalizzato all’individuazione delle disergonomie presenti nel processo produttivo del Distretto della Nautica del Lazio, allo sviluppo di specifiche soluzioni progettuali di macchine e/o dispositivi automatici da implementare nel sistema di produzione per prevenire infortuni e/o danni alla salute dei lavoratori, nonché alla diffusione di buone prassi in materia di sicurezza e protezione indu- 37
  37. 37. 1 9 6 8 - 2 0 0 8 COSIND 38 infine, l’organizzazione di un seminario per la divulgazione dei prodotti realizzati. Le principali motivazioni del Progetto di Ricerca risiedono nelle criticità ergonomiche, che possono manifestarsi in alcune fasi del processo produttivo, come ad esempio, nelle ripetitive e fastidiose operazioni di taglio manuale della “lana di vetro”, che viene solitamente utilizzata per la realizzazione del materiale composito polimerico con il quale si costruisce la struttura portante dell’imbarcazione, e nel taglio, nonché nella posa in opera, dei longheroni in poliuretano espanso, che permettono la realizzazione di una forma interna su cui modellare lo scatolato in materiale composito polimerico. Infatti, in maniera similare alle vecchie imbarcazioni in legno, la struttura portante di quelle in vetroresina risulta fondamentalmente realizzata tramite un telaio ottenuto da longheroni e traverse, che sono entrambi scatolati sull’apposita forma interna in poliuretano espanso su cui viene modellato lo scatolato in materiale composito polimerico, così da ottenere un telaio di travi a sezioni sottili ed assi curvilinei. Naturalmente, la curvatura delle travi, ossia dei longheroni e delle traverse, deve rispettare la sagoma della parte inferiore dell’imbarcazione al fine di garantire le principali caratteristiche idrodinamiche della stessa in seguito all’interazione con l’acqua. L’intelaiatura o fasciame, sostanzialmente realizzata nella modalità su indicata, viene chiusa tramite pannelli di vetroresina posti sullo stampo in legno dell’imbarcazione realizzando un’unica struttura portante in materiale composito polimerico. Quindi, l’attuale processo produttivo, che consente la realizzazione di gran parte della nautica da diporto nelle modalità indicate, viene fondamentalmente attuato in modo manuale e/o con l’ausilio di macchinari e attrezzature di base, per cui risultano subito evidenti diverse criticità ergonomiche che gravano sui lavoratori, che eseguono manualmente operazioni quali il taglio della lana di vetro ed il taglio, nonché la posa in opera, del poliuretano espanso. Alla luce di quanto suesposto, occorre osservare che negli ultimi anni, l’industria della nautica è in continua e costante evoluzione, mostrando evidenti analogie con i settori industriali affini dell’automobilismo e dell’aeronautica, che risultano essere alla stregua dell’industria nautica dal punto di vista del design e dell’uso di materiali innovativi, ma sicuramente tecnologicamente più progrediti per quanto riguarda l’ingegnerizzazione e/o automatizzazione del processo produttivo. Questo aspetto, che risulta inevitabilmente correlato alle criticità ergonomiche presenti nell’ambiente di lavoro, è stato per molti anni considerato di importanza secondaria rispetto al design e ai materiali, che invece hanno avuto un ruolo prioritario nella progettazione e costruzione di imbarcazioni. Inoltre, la richiesta del mercato era molto contenuta fino a pochi anni fa, per cui una ingegnerizzazione e/o automatizzazione del processo produttivo non era supportata da forti motivazioni commerciali. In definitiva, la richiesta di imbarcazioni da diporto è notevolmente aumentata, per cui risulta fondamentale ed oramai
  38. 38. COSIND basato quasi completamente sul lavoro manuale eseguito in posizioni e modalità non ergonomiche, comporta una peggiore qualità del prodotto e minore produttività, ma soprattutto il rischio di patologie muscolo-scheletriche e tecnopatiche. La definizione legislativa della Regione Lazio, del Distretto Industriale della Nautica, (il primo in Italia) come si evince dalle iniziative importanti che vengono assunte, rappresenta una tappa fondamentale per lo sviluppo di un settore che sempre di più deve rappresentare nel mondo la bontà (qualità) del made in Italy. 1 9 6 8 urgente una reingegnerizzazione del processo produttivo finalizzata all’ottenimento di una maggiore ergonomicità dell’ambiente di lavoro, che vede l’impiego di un considerevole numero di operai a rischio di patologie muscolo-scheletriche e tecnopatiche, nonché all’ottenimento di una migliore qualità del prodotto e maggiore produttività delle imbarcazioni, che porterebbe ad un arricchimento del settore della nautica da diporto e, conseguentemente, ad una maggiore richiesta di operai da impiegare in altre fasi del processo produttivo. Infatti, il processo produttivo 2 0 0 8 39
  39. 39. 1 9 6 8 - 2 0 0 8 COSIND 40 Il Consorzio Industriale di Frosinone Un contributo del direttore generale Ringrazio innanzitutto e mi congratulo vivamente con il Presidente Avv. Salvatore Forte per la brillante iniziativa assunta per celebrare il 40° della istituzione del Consorzio per lo Sviluppo Industriale del Sud Pontino. Trovo, unitamente alle altre, particolarmente interessante anche la idea di coinvolgere la FICEI, che tanto si prodiga a tutti i livelli per sostenere la centralità del ruolo dei Consorzi di Sviluppo Industriale per la crescita del benessere nazionale,nell’organizzazione di uno specifico convegno tematico. A tale riguardo,mi pregio offrire un personale contributo focalizzato sulla realtà territoriale della provincia di Frosinone e sulle prospettive di sviluppo ,a mio avviso da ancorare allo scenario della internazionalizzazione delle realtà produttive. Il territorio della provincia di Frosinone comprende una superficie complessiva di 3.244 kmq e circa 500.000 abitanti. Nonostante un buon posizionamento geografico ed un tessuto economico costituito da medie e grandi aziende,il territorio frusinate vive una fase critica del proprio ciclo di sviluppo,derivante da fenomeni di delocalizzazione e riduzione degli investimenti delle grandi imprese a seguito dell’uscita della provincia dai regimi agevolati e dalle difficoltà che incontra lo sviluppo della imprenditoria locale. Tuttavia, collocandosi in una posizione di confine tra le economie delle province del centro nord e quelle a più lento sviluppo del meridione,la provincia di Frosinone ha e mantiene delle importanti opportunità,sintetizzabili in una composizione orografica favorevole,unita a buone infrastrut- ture stradali e ferroviarie ( ed a breve auspichiamo anche aeroportuali) in via di significativo potenziamento e, con una struttura interportuale pur faticosamente, sta facendosi largo. Il sistema economico produttivo del frusinate mantiene una soddisfacente produttività ed ha una spiccata vocazione all’export. L’economia locale vive ormai da qualche anno un forte processo di deindustrializzazione e le prospettive future del settore industriale risultano legate soprattutto alla valorizzazione delle opportunità espresse dalle PMI del territorio, sfruttando i settori tecnologicamente più avanzati e favorendo la nascita di iniziative volte alla ricerca di nuovi mercati. La consistenza di una area industriale è strettamente collegata alla quantità ed alla qualità delle opere di infrastrutturazione e dei servizi che offre, oltre alla capacità di assorbimento di nuove iniziative tecnologiche. La realizzazione delle opere nelle aree industriali e la fornitura dei servizi reali all’impresa consentono la nascita di nuovi insediamenti e la crescita occupazionale. I consorzi di sviluppo industriale pertanto sono sì enti strumentali, ma non dello Stato o delle Regioni, come qualche voce non isolata vorrebbe far credere, ma delle imprese, di cui debbono agevolare lo sviluppo. Da un punto di vista economico, le azioni di intervento devono essere mirate ad una serie di obbiettivi di fondo, con l’intento di innalzare l’efficienza complessiva del sistema territorio. Bisogna cercare di ridurre gli attriti che ostacolano l’interazione tra i soggetti locali creando un sistema a rete per esempio con la creazione di
  40. 40. COSIND 2 0 0 8 percorrenze di merci e persone anche attraverso una espansione dell’uso delle nuove tecnologie di comunicazione ed un maggiore utilizzo di modalità di produzione e di trasporto meno inquinanti. Dal punto di vista dell’imprenditoria il comportamento, sia sotto l’aspetto strategico che strutturale, vede soprattutto la piccola impresa che opera sul nostro territorio concentrata sulla soddisfazione di un cliente già acquisito da molti anni ,con una ridotta attenzione alle possibilità di apertura a nuovi clienti. Un aspetto che sembra comunque richiedere una maggiore attenzione è una crescita in termini di relazioni con il mercato ,che non si esaurisca nei buoni rapporti dell’imprenditore con i dirigenti locali delle grandi imprese multinazionali presenti sul territorio della nostra provincia, ma che si esprima nella realizzazione di strutture atte a governare un processo di espansione della clientela,prevedendo un ricorso ai mercati internazionali che garantisca alle imprese un incremento del parco clienti esteri che possa generare un consistente incremento del fatturato aziendale. Il rafforzamento delle capacità competitive delle nostre imprese passa in maniera indefettibile attraverso l’eccellenza qualitativa dei prodotti offerti ed il rafforzamento della flessibilità aziendale nel verso delle richieste del cliente. Occorre inoltre rafforzare la struttura aziendale nelle aree che possono attivare nuovi canali di clientela. Qualità del prodotto = qualità del lavoro, dell’ambiente di lavoro,del lavoratore della qualità della vita del lavoratore. In tal senso la consapevolezza delle imprese sta cambiando ed i comportamen- 1 9 6 8 centri per la diffusione dell’innovazione. Parlare di sistemi territoriali vuole dire essere in grado di valutare la capacità/possibilità di interagire con l’esterno, cioè la capacità di porsi in gioco su scale differenti (locale, nazionale ed internazionale) generare cioè una competitività del sistema e valutare eventuali interventi infrastrutturali che favoriscano l’interconnessione con le altre realtà industriali limitrofe. Bisogna elevare il livello di integrazione tra sistema delle imprese, ”sistema territorio” e sistema delle istituzioni locali per migliorare le modalità di circolazione delle merci, della forza lavoro della innovazione tecnologica. Un ruolo importante è rivestito dal sistema politico-amministrativo locale, la cui azione deve impostarsi anche attraverso il confronto con il mondo economico, ricercando una concertazione delle azioni sulla base degli obbiettivi condivisi. Le politiche devono peraltro avvalersi di una qualificata progettualità e di strumenti di intervento efficaci da parte delle istituzioni locali nel settore produttivo. Bisogna attuare una politica di riorganizzazione ideale e strutturale delle funzioni produttive delle aree. In particolare occorre considerare quali fattori hanno ostacolato lo sviluppo del sistema industriale e quali attività economiche sono congruenti con lo stato di salvaguardia dell’ambiente. I progetti e le politiche dovranno perseguire un accrescimento della managerialità imprenditoriale - pubblica e privata nella gestione delle risorse, la conoscenza e l’utilizzo di tecnologie non inquinanti, l’evoluzione verso una organizzazione territoriale che accorci le 41
  41. 41. 1 9 6 8 - 2 0 0 8 COSIND 42 ti da passivi tendono a diventare maggiormente reattivi: le capacità relazionali si rivelano elementi critici, anche per le imprese che fino ad ora hanno basato il proprio rapporto con il mercato su pochi elementi di competitività. Il declino degli elementi competitivi può essere fatale, in particolare quando non si è costruito un sistema di relazioni che permetta di rimanere a contatto con il mercato, per coglierne tempestivamente le tendenze. L’auspicata maggiore competitività dell’impresa ciociara passa attraverso l’investimento aziendale mirante alla differenziazione dei prodotti in un ottica di eccellenza ed alla ricerca di specifici posizionamenti, anche attraverso l’entrata in nicchie di mercato, parallelamente alla diversificazione dei clienti. Tale diversificazione è sempre più favorita e accompagnata dallo sviluppo delle attività di esportazione e dei processi di internazionalizzazione dell’impresa. E’ evidente che occorre un innalzamento del livello dei rapporti dell’impresa verso il mercato. Sul piano relazionale le imprese del frusinate devono riuscire ad esprimere una certa capacità di gestire una molteplicità di rapporti con intermediari incontrati in occasione di fiere nazionali ed internazionali o ricevuti direttamente in fabbrica. La loro espansione all’estero è indotta dalla saturazione del mercato domestico,in alcuni casi dalla cessazione di grandi insediamenti industriali locali e dalle sollecitazioni degli interlocutori esterni. La risorsa imprenditoriale si rivela elemento critico, tanto più importante in un tessuto relazionale di tipo informale, dove l’esperienza si cumula negli individui più che nel corpo aziendale. Il miglioramento della competitività aziendale non può esaurirsi nel perseguimento di tali obbiettivi attraverso l’operare isolato della singola impresa,ma può essere raggiunto più facilmente se le imprese operano secondo una visione reticolare, che consenta una maggiore integrazione tra le diverse entità imprenditoriali. Per le imprese del frusinate è opportuno intensificare il sistema di relazioni al fine di realizzare reti di imprese che abbiano una convergenza di obbiettivi. La strutturazione di reti tra i diversi imprenditori del territorio potrebbe generare effetti positivi che vanno dall’ottenimento di commesse più elevate e soddisfacimento di clienti di dimensioni superiori, alla realizzazione di economie di scala nella ricerca e sviluppo, nonché di economie nelle relazioni con i mercati e nei servizi ai clienti. In tale logica potrebbe essere utile l’individuazione, ove possibile, di imprese capofila di reti di piccole e medie imprese che siano in grado di procedere ad una ottimizzazione dell’offerta, all’ampliamento degli sbocchi di mercato ed alla creazione di competenza innovative finalizzate ad aumentare il potere contrattuale verso la clientela. Per favorire la costituzione di reti e un miglioramento complessivo delle imprese che vi partecipano è opportuno favorire anche la creazione e il potenziamento di relazioni più formalizzate. In tal senso, il sostegno della competitività di rete necessita della attuazione di modalità relazionali innovative che facilitino l’interscambio informativo tra i diversi soggetti implementando l’informatizzazione delle
  42. 42. COSIND 2 0 0 8 migliorare la competitività ed i processi di apertura ai mercati internazionali. Tutto questo, però, è solo il corollario perché il teorema non può che essere incentrato sulla persona. Sia essa imprenditore,dirigente,impiegato,operaio,privato e pubblico, amministratore, politico. Come sempre e sempre più unanimemente riconosciuto dagli studiosi la differenza, in positivo o in negativo,la fa la qualità (o meno) della risorsa umana come detto nelle imprese e negli organismi esterni di supporto. Per questo a mio avviso lo sviluppo economico, il benessere di una comunità, la sua capacità di competere sui mercati internazionali dipende e trova la sua origine nel cuore e nell’anima di tutti noi, nella capacità di vincere gli egoismi personali per mettersi al servizio effettivo del territorio, nel dare spazio alla serietà, al merito ed all’impegno, nell’estirpare le connivenze e le convenienze di ogni genere che ostacolano il raggiungimento degli obbiettivi, nel fare sistema non a parole, ma con i fatti ed i comportamenti concreti di ogni giorno, consapevoli di essere parti di un sistema complesso che ha bisogno, per funzionare, del contributo positivo di tutti noi cittadini, essenziale ed unico sia per chi si trova posizionato sul primo gradino della scala sociale che sull’ultimo, sia pur nella diversità dei ruoli e delle responsabilità: solo così si potrà restituire dignità e valore assoluto ad ogni esistenza umana e prosperità alla collettività. 1 9 6 8 strutture e le tecnologie informatiche necessarie per la loro connessione. Ciò può portare a conseguire importanti risultati sul piano del conseguimento di economie di scala tecnologiche e a livello commerciale, soprattutto nelle esperienze di internazionalizzazione. D’altra parte, la ricerca di un equilibrio fra percorsi interamente individuali ed esperienze condivise dipende anche dal ruolo svolto dai servizi all’internazionalizzazione forniti da soggetti pubblici e associativi che si pongono come veicolo di collegamento e per certi aspetti anche di coordinamento fra i protagonisti del territorio. Interventi a supporto delle imprese che non intacchino la loro autonomia decisionale e nello stesso tempo favoriscano la diffusione delle esperienze e la valorizzazione delle conoscenze a vantaggio dell’intero agglomerato imprenditoriale. Interventi che riescano anche ad esercitare una funzione aggregante (per progetti di innovazione, di promozione e di sviluppo di nuovi mercati) e che si realizzino in modo coerente con le concrete esigenze delle aziende. Occorre pertanto aumentare il grado di integrazione delle diverse componenti (economiche, politiche, sociali ed istituzionali), al servizio della competitività delle imprese ,anche con operazioni di tipo culturale (per favorire la diffusione della cultura del servizio e realizzare lo snellimento dei processi burocratici oggettivi e soggettivi), ma soprattutto fornendo una piattaforma logistica adeguata, infrastrutture funzionali ed al contempo concentrando gli sforzi per reperire finanziamenti efficaci per agevolare gli investimenti necessari a Avv. Francesco Rabotti Direttore Generale Consorzio per lo Sviluppo Industriale Frosinone 43
  43. 43. 1 9 6 8 - 2 0 0 8 COSIND 44 Lo Sviluppo Industriale della Cantieristica Navale Implementazione tecnica e tecnologica che la Fabbrica Formiana Fiberglass sta avviando La 3F, nasce nel 1998 dalla trasformazione in società della Ditta Individuale Pelliccia Valerio Fiberglass e da subito si colloca nel settore dello stampaggio di manufatti plastici rinforzati. Forte dell’esperienza ventennale del Sig. Valerio Pelliccia, Titolare ed Amministratore dell’Azienda, la 3F nel corso degli anni cresce fino al punto da essere annoverata - su alcune riviste specifiche di settore - fra i maggiori sub-contractors di Mega Yacht di Lusso. Scafi, Coperte e Sovrastrutture (di lunghezze variabili dai 75 ai 110 piedi) ven- gono stampati, assemblati e carrozzati nel nuovo e moderno stabilimento produttivo sito nell’area industriale di Minurno in provincia di Latina. Dallo scorso mese di Settembre, inoltre, 3F ha avviato l’implementazione di nuove tecnologie produttive - come lo stampaggio per infusione di resina sottovuoto - che mirano all’ottenimento di piu’ alti standard qualitativi e migliori condizioni dell’ambiente di lavoro. Ing. Giuseppe Coccia Responsabile tecnico 3F s.r.l.
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  46. 46. COSIND Registro Stampa Registrazione in corso di autorizzazione presso il Tribunale di Latina Anno I - n.0 1 9 6 8 Periodico del Consorzio Sviluppo Industriale Sudpontino DIRETTORE Salvatore Forte - DIRETTORE RESPONSABILE Sergio Monforte Direzione e Redazione Realizzazione COPI Srl. via O.Spaventola - 04023 Formia (LT) www.copisrl.it - info@copisrl.it Stampa Graficart s.n.c. SS 630 Ausonia km. 30 zona industriale - 04023 Formia (LT) 2 0 0 8 Lungomare Caboto (area Agip) 04024 Gaeta (LT) Tel. 0771.472920/1 Fax 0771.471172 47

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