Reportage "RAD Studio XE2 World Tour"

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Tra le varie tappe internazionali, il “RAD Studio XE2 World Tour” ha toccato anche l'Italia, precisamente Milano il 21 settembre e Roma il giorno successivo.

Le novità introdotte in questa versione del tool di sviluppo sono davvero tante, motivo per cui ho pensato di redigere questo reportage per
elencare quelle che – a livello personale e soggettivo – ritengo le innovazioni più interessanti e degne di nota, e magari sciogliere qualche dubbio a coloro che non hanno potuto partecipare, raccontando gli avvenimenti della giornata di presentazione.

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Reportage "RAD Studio XE2 World Tour"

  1. 1. Reportage“RAD Studio XE2World Tour”di Marco Breveglieri Pubblicato il 07/10/11
  2. 2. IntroduzioneAl momento in cui scrivo, Embarcadero ha concluso da alcuni giorni il suo tour per mostrare ingiro il mondo la nuova versione di Delphi, o meglio di RAD Studio: XE2.Tra le varie tappe internazionali, il “RAD Studio XE2 World Tour” ha toccato anche lItalia,precisamente Milano il 21 settembre e Roma il giorno successivo.Le novità introdotte in questa versione del tool disviluppo sono davvero tante, motivo per cui hopensato di redigere questo reportage perelencare quelle che – a livello personale esoggettivo – ritengo le innovazioni piùinteressanti e degne di nota, e magari scioglierequalche dubbio a coloro che non hanno potutopartecipare, raccontando gli avvenimenti dellagiornata di presentazione.Il rilascio di XE2 ha senzaltro ravvivato linteresse di molti sviluppatori: la presentazione a cuiho assistito è quella tenutasi a Milano, che ha visto la presenza di oltre 200 persone, a cui siaggiungono circa altri 100 sviluppatori che hanno partecipato allappuntamento di Romaprevisto per il giorno dopo.Opening La presentazione di Milano si è aperta con il benvenuto di Fabrizio Bitti (bitTime Software, rappresentanza italiana di Embarcadero), che ha introdotto la numerosa platea ai contenuti della giornata e ha preannunciato alcuni eventi imminenti rivolti in modo particolare agli sviluppatori Delphi. In una battuta ironica, ma reale, Fabrizio ha definito XE2 come «la migliore versione di sempre», grazie a tutte le nuove feature presentate di lì a breve.Fabrizio ha ricordato inoltre la possibilità, introdotta di recente daEmbarcadero, di conseguire la Delphi Certification, disponibile neilivelli Developer (che può essere ottenuta online ed è in offertagratuitamente per chi acquista una licenza) e Master (che invecerichiede la propria presenza fisica presso un centro di formazioneautorizzato). Maggiori informazioni a riguardo si possono trovare allapagina ufficiale sul sito Embarcadero(http://www.embarcadero.com/certification). A fine ottobre si terrà inoltre ITDevCon, la terza edizione della European Delphi Conference italiana, con diverse sessioni (di durata più lunga rispetto al passato) organizzati in più “track” tematiche, e senzaltro XE2 sarà uno dei protagonisti principali. Tutte leinformazioni sullevento, che avrà luogo a Verona il 27/28 ottobre, si trovano sul sito ufficiale(http://www.itdevcon.it). Pubblicato il 07/10/11
  3. 3. Dopo aver preannunciato la disponibilità in palio di una licenza premio di RAD Studio Architectsorteggiata tra i partecipanti al termine della giornata, Fabrizio ha “passato la palla” a JasonVokes, Director of Technologies and Marketing presso Embarcadero, per il “keynote” iniziale.Jason Vokes: KeynoteJason Vokes ha iniziato il “keynote” illustrando gli obiettiviprefissati nella realizzazione di XE2: portare RAD Studio araggiungere la maggior parte delle piattaforme attive ad oggi.Con XE2 è possibile produrre veloci applicazioni native non soloper Windows, ma anche per Mac OSX, per il Web e per lepiattaforme Mobile, con lopportunità di scrivere la propriaapplicazione una sola volta e compilarla su diverse piattaformee su più dispositivi (come smartphone e tablet) di usoquotidiano.Esistono parecchi linguaggi che consentono di sviluppareapplicazioni crossplatform, ma pochi possono contare su una gamma di funzionalità RAD pari aquelle fornite dallambiente Delphi, data rich e component based.Nonostante lambiente fornisca tool per lo sviluppo rapido di applicazioni, come per le versioniprecedenti, anche XE2 consente di scendere nei dettagli architetturali della piattaforma (comeavviene con luso delle API, delle strutture, dei tipi di dati dei messaggi Windows nella VCL) pursenza rimanere necessariamente legati ad essi. Per dirla con le parole di Jason, «you can getdown to the metal, without being tied to it».I programmi ottenuti con XE2 hanno sempre le eccellenti performance tipiche che ci si aspettadalle applicazioni native prodotte dai compilatori Delphi e C++.A proposito della VCL, è stata introdotta la possibilità di compilare applicazioni a 64 bit perWindows e il supporto ai VCL Styles, un sistema che consente di gestire diversi stili grafici per iprincipali controlli visuali delle applicazioni, rendendole più moderne e accattivanti. Di questenuove caratteristiche della libreria VCL si parlerà in dettaglio, con dimostrazioni ed esempipratici, nelle sessioni successive.La novità più interessante, che ha suscitato un discreto“rumore” sin da prima dellinizio del “world tour” diEmbarcader, è lavvento di FireMonkey, definita come lapiattaforma per applicazioni business della prossimagenerazione. Si tratta di una libreria grafica vettoriale che permette di creare applicazioni 2D(dette anche “HD”, da High Definition) e 3D.Le applicazioni realizzate con FireMonkey (spesso abbreviato con FMX) sono native e sfruttanola potenza e le prestazioni messe a disposizione delle attuali GPU.La libreria mette a disposizione una suite completa di controlli visuali per lo sviluppo delleapplicazioni. I controlli visuali della libreria sono inoltre componibili: ciascun controllo puòessere inserito allinterno di un altro, realizzando architetture UI difficili e complesse daottenere con lattuale VCL, ad esempio introducendo elementi di tipo eterogeneo, comepulsanti e caselle di testo, allinterno di una ListBox. La gamma dei controlli a disposizione èparticolarmente ricca se confrontata con la dotazione di base di altre librerie simili, come WPF(Windows Presentation Foundation), ma tramite la loro composizione è possibile ottenere unaserie pressoché infinita di combinazioni di controlli più avanzati.
  4. 4. Qualsiasi elemento grafico di FireMonkey, la cui gestione viene affidata alla GPU lasciandomolto più scarica e disimpegnata la CPU, è vettoriale: le dimensioni, le posizioni e gli effettiapplicati scalano correttamente applicando uno zoom e hanno bordi sempre definiti. Aproposito di effetti, la libreria FireMonkey include una pletora di componenti pronti alluso ingrado di fornire animazioni, trasformazioni, filtri, applicabili a qualsiasi controllo graficorelativamente a proprietà quali posizione, dimensioni e contenuti a seconda dei casi, senza lanecessità di scrivere nemmeno una riga di codice. Con FireMonkey, usando le parole di Jason,«you can build the app of your dreams».Ma le novità introdotte da XE2 non si fermano alla sfera grafica: grazie al potenziamento dellalibreria dbExpress (che ora include anche un driver ODBC), dellarchitettura DataSnap ancorapiù funzionale, allintroduzione della tecnologia LiveBindings (di cui si parlerà in seguito), XE2garantisce possibilità illimitate di connettività a qualsiasi database e data service, anche dipropria produzione, non solo per la VCL ma anche per FireMonkey, approdando su altrepiattaforme e consentendo quindi di creare applicazioni che si connettono sempre e ovunque aqualsiasi origine dati. XE2 include inoltre nuovi strumenti per lo sviluppo di applicazionimultitier e consente di generare proxy nativi (detti “connector”) dei vostri server DataSnapper la maggior parte dei linguaggi esistenti (Delphi, C++, JavaScript, Java, Android, Objective-C),pronti per essere importati allinterno dei progetti realizzati con questi linguaggi, da voi o daaltri collaboratori.Infine, Jason ha presentato le nuove caratteristiche di RadPHP, il tool per lo sviluppo diapplicazioni Web in RAD Studio XE2, che include nuovi componenti dedicati al mondo mobile elintegrazione con PhoneGap, uno strumento che consente di portare applicazioni Web (basatequindi sugli standard HTML, JavaScript e CSS) allinterno di dispositivi mobili come iPhone eAndroid ed eseguire - come se fossero native – le applicazioni con pieno accesso allAPI e allerisorse del dispositivo, come il GPS o la fotocamera, per intenderci.Infine, Jason ha sottolineato anche il valore aggiunto dai numerosi componenti di terze parti,che arricchiscono ulteriormente le opportunità offerte dai tool e dalle librerie della suite.Marco Cantù: FireMonkey Nella sessione successiva, Marco Cantù ha approfondito dal punto di vista tecnico, aiutandosi con alcuni demo autoprodotti, le caratteristiche della nuova libreria “FireMonkey”. Come già detto, FireMonkey è una nuova libreria per lo sviluppo di applicazioni che, a differenza della VCL, non è simbiotica con Windows; ha parecchie somiglianze con altre librerie anchesse conosciute quali WPF (Windows Presentation Framework) e il fratello minore Silverlight, oppure Adobe Flex, ma FireMonkey è nativa e compilata,è crossplatform e viene fornita con sorgenti, a differenza della concorrenza.La libreria è “GPU powered”: tutta la gestione grafica avviene senza consumare CPU (e questoè facilmente riscontrabile scaricando i numerosi demo a disposizione, compilandoli elanciandone più istanze contemporaneamente, monitorando luso della CPU con il TaskManager).
  5. 5. I wizard disponibili consentono di creare nuovi progetti di applicazioni 2D (o HD) e 3D, ma ledue modalità grafiche non sono in mutua esclusione: è possibile integrare contenuti 2D inapplicazioni 3D, e viceversa, utilizzando appositi pannelli.FireMonkey è una libreria astratta: gli elementi visuali non sono wrapper dei controlli diWindows, non fanno riferimento a handle di alcun tipo, ma vengono completamente disegnatinelle loro parti costituenti, e quindi sono indipendenti da qualsiasi piattaforma specifica, purconsentendo – grazie al supporto degli stili – di adottare il “look & feel” del sistema diriferimento.FireMonkey è una libreria nativa e compilata: le applicazioni sono eseguibili senza bisogno diruntime di supporto, senza dipendenze e senza vincoli sulla piattaforma di destinazione scelta(caratteristiche che la rendono ottimale soprattutto sui dispositivi mobili), e sono in grado diadattarsi e sfruttare le risorse grafiche messe a disposizione dalla libreria GPU presente(OpenGL, DirectX, Quartz e altre).Cantù ha successivamente creato unapplicazione dimostrativa usando lapposito wizard permostrare alla platea alcune delle peculiarità di Firemonkey, soprattutto laddove vi sonodiversità rispetto alla libreria VCL che tutti conosciamo.Innanzitutto, ciascun controllo – partendo dal più banale e semplice dei pulsanti, ad esempio –in realtà è composto da diversi elementi grafici, quali il rettangolo che ne costituisce il bordo, iltesto contenuto al suo interno, la sfumatura del colore di riempimento e gli effetti applicati alpassaggio del mouse sullarea del controllo; da qui si comprende la vera potenza della libreria intermini di manipolazione e complessità delle interfacce utente che si possono costruire,potendo comporre liberamente tra di loro tutti gli elementi grafici, partendo da quelli primitivisino ad arrivare a quelli più complessi forniti “di serie”, in modi assolutamente inarrivabili - senon con pratiche complicatissime di subclassing e custom drawing estremo – con la libreria VCL.In FireMonkey, le proprietà che determinano la posizione e la dimensione dei controlli sonoespresse con valori in virgola mobile, e non interi, a cui si aggiungono ulteriori proprietà quali larotazione e, nel caso del 3D, la profondità. Tutti i controlli che compongono linterfaccia utente,inoltre, sono perfettamente scalabili e “zoomabili” senza perdere minimamente qualità visiva,mantenendo eccezionali effetti di antialiasing nei bordi e sfumature allinterno dei controlli,senza alcuno sforzo (da qui la definizione di applicazioni HD, da High Definition).Rispetto allo sviluppo con la libreria VCL, viene mantenuta la “logica Delphi” a cui siamoabituati con lutilizzo dei tipi e delle funzioni della RTL (Run Time Library) e gran parte deicomponenti, tra cui quelli per laccesso ai dati; ciò che cambia completamente è la famiglia deicontrolli visuali adottata per creare linterfaccia utente (UI).Qualsiasi elemento di FireMonkey, che sia separato o incluso in una composizione, può essere“stilizzato”: esiste una finestra integrata nellIDE che consente di personalizzare tutti gli stilidella propria applicazione e di crearne di nuovi, applicandoli agli elementi dellinterfacciautente.Per quanto riguarda laccesso ai dati, è LiveBindings a venire in soccorso dello sviluppatore: sitratta di un sistema basato su espressioni che permette di correlare due oggetti tra loro, omeglio le loro proprietà. Di questa nuova risorsa, fruibile anche nelle applicazioni VCL, si parleràin modo approfondito nella sessione seguente. Per il momento, è sufficiente sottolineare che,attraverso luso di componenti dedicati che semplificano il lavoro, il collegamento ai dati (databinding) allinterno di unapplicazione FireMonkey è facile tanto quanto quello tradizionale, senon di più.Infine, è stato mostrato il demo di unapplicazione 3D realizzata con FireMonkey. Anche se
  6. 6. luso del 3D può apparire come adatto esclusivamente a tipi molto particolari e settoriali diapplicazioni, in realtà il suo utilizzo permette di ottenere effetti ben difficilmente riproducibiliin 2D. Si pensi alla visualizzazione consecutiva di immagini differenti e al diverso effetto che sipuò ottenere passando da unimmagine allaltra con una rotazione rispetto al cambio repentinoche si ottiene con un normale controllo TImage della VCL.Per concludere, una precisazione doverosa fatta da Marco e Jason in merito al “destino” dellalibreria VCL. Come ha detto Jason, «VCL is here to stay»: la libreria FireMonkey non va intesacome un rimpiazzo della VCL, né come lintenzione di abbandonare questultima, checontinuerà ad essere supportata fino a quando esisterà la piattaforma nativa Windows su cui sibasa, tantè vero che in XE2 sono state aggiunte interessanti feature alla VCL, anchesse tra itemi della giornata. Ciò che si può effettivamente dire è che con FireMonkey si aprono nuoviscenari, lapprodo a nuovi tipi di piattaforme e dispositivi, sia nel presente che nel futuro e lapossibilità di concepire e realizzare interfacce utente di nuova generazione.Daniele Teti: supporto a 64 bit e “VCL Styles” La sessione successiva, tenuta da Daniele Teti, si è concentrata su quella che fino a pochi giorni prima era considerata la feature principale, la più annunciata e la più attesa da molti sviluppatori, anche se larrivo di FireMonkey le ha lecitamente sottratto un po di curiosità: il supporto a Windows 64 bit. Nella maggior parte dei casi, attivare il supporto alla piattaforma 64 bit in un progetto Delphi è unoperazione semplicissima: è sufficiente fare clic con il tasto destro su Target Platforms nella finestra del Project Manager, scegliere “64-bit Windows” nella finestra di dialogo che viene mostrata e ricompilare lapplicazione.Tuttavia, come è avvenuto nel precedente passaggio a Unicode con Delphi 2009, vi sonotrabocchetti e situazioni dove è necessario un intervento di modifica del codice affinché ilcodice sorgente si compili e funzioni correttamente.Non ripetero qui tutti i dettagli delle operazioni da seguire, delle cose che cambiano e di quelleche rimangono uguali nel passaggio da Win32 a Win64, per cui mi limito ad alcune osservazionidella presentazione degne di nota, rimandando al sito ufficiale di Embarcadero perlapprofondimento dei dettagli, nella sezione appositamente dedicata ai 64 bit(http://www.embarcadero.com/products/delphi/64-bit).Il supporto a Windows 64 bit è stato introdotto per la VCL ma è disponibile – ovviamente –anche per FireMonkey, assieme al supporto per Win32 e a quello per Mac OSX e iOS.Per la libreria VCL, XE2 propone unaltra nuova e interessante feature. Sino a ieri, applicare stiligrafici a unapplicazione VCL era possibile esclusivamente tramite componenti di terze partioppure attraverso complicati “workaround”. Oggi questo non è più necessario, poiché lalibreria VCL dispone di un supporto standard a stili personalizzati (custom), denominato VCLStyles.Il nuovo sistema di supporto ai temi sostituisce il precedente sistema (incentrato solo sul “look& feel” di Windows) introducendo un engine configurabile che permette di applicare stili aicontrolli visuali (nella gerarchia VCL, a partire dalla classe TGraphicControl), con sole
  7. 7. poche eccezioni, come i menu di popup, i “Ribbon Controls” e le finestre di dialogo fornite dalsistema operativo.Nella finestra delle opzioni del progetto è disponibile una nuova voce, “Appearance”, checonsente di selezionare un tema fra quelli disponibili e forniti assieme al prodotto, a cui se nepossono aggiungere altri creati ex novo.Tramite un tool integrato nellIDE, VCL Style Designer, è possibile andare a definire laspetto deicontrolli con una precisione chirurgica, con lopportunità di esportare una immagine prontaalluso che contiene la rappresentazione grafica dei controlli e che può essere modificataattraverso un programma grafico esterno (es. Photoshop) e reimportata per creare una gammainfinita di nuovi stili, in grado di dare un aspetto del tutto rinnovato e accattivanteallapplicazione.Esistono poi classi specifiche che consentono di accedere e caricare a runtime diversi temi; inquesto modo, alloccorrenza, si può decidere di creare e distribuire unapplicazione chesupporta diversi stili grafici selezionabili a piacimento da parte dellutente finale.Anche la libreria RTL ha visto lintroduzione di novità in XE: sono presenti nuove classi, comeTOSVersion (che fornisce informazioni dettagliate sullambiente operativo in cui viene eseguitalapplicazione, molto utile nellambito crossplatform), TLoginCredentialService (un sistemaastratto di gestione delle credenziali), TZipFile (una classe per la gestione di file ZIP, che ha lapeculiarità di essere anchessa crossplatform) e altre ancora.Daniele Teti: LiveBindingsA seguire, la presentazione di Daniele Tetidedicata interamente a una delle novità piùinteressanti di XE2: LiveBindings.LiveBindings è una tecnologia fruibile sia nelleapplicazioni VCL sia in quelle basate suFireMonkey.Ma che cosè esattamente? Si tratta di unafeature che si basa su espressioni relazionali,chiamate binding expression, che mettono incomunicazione tra loro oggetti, oppurecomponenti.Ad esempio, tramite LiveBindings è possibile definire unespressione che collega due controllivisuali, una casella di testo (TEdit) a unetichetta (TLabel), in modo che al variare del testoinserito nella casella letichetta venga automaticamente aggiornata con il valore presente nellacasella. Ciò avviene aggiungendo la chiamata a un semplice metodo, Notify(), quando variail contenuto nella casella di testo, affinché Delphi possa ricalcolare il valore dellespressione eaggiornare il controllo di destinazione, cioè letichetta.Ovviamente, questo è solo un esempio – forse il più semplice – del meccanismo difunzionamento di LiveBindings, ma le possibilità offerte da questo nuovo sistema integrato inDelphi sono ben più ampie. E possibile collegare controlli a un database o a unaltra originedati, utilizzando i componenti preposti a questo scopo.In generale, LiveBindings mette a disposizione diversi componenti che consentono nellasostanza di definire espressioni a designtime affinché vengano valutate a runtime.
  8. 8. Limpossibilità di risolvere unespressione a runtime da luogo a uneccezione.Lintroduzione di LiveBindings, oltre a rappresentare un efficace meccanismo di data binding inFireMonkey (dove non sono presenti controlli specificatamente data aware), apre nuovi scenarialle nostre applicazioni, poiché le espressioni possono rappresentare una parte consistente dibusiness logic. Si pensi ad esempio a una maschera che effettua il calcolo del prezzo di piùprodotti moltiplicato per la loro quantità e il totale complessivo: con LiveBindings si potrebberointrodurre tutte le espressioni che correlano i valori mostrati e sarebbe sufficiente informare ilsistema del cambiamento di uno o più valori per calcolare e aggiornare automaticamente glialtri e mostrarli a video, analogamente a quanto avviene in un foglio elettronico. Oppureancora, tali espressioni potrebbero essere caricate a runtime da un file esterno, offrendoopportunità di personalizzazione interessanti alle applicazioni di tipo gestionale e affini,personalizzabili anche dallutente finale, o in strumenti dedicati al test.Marco Cantù: RAD Cloud API e novità di DataSnapCome nelledizione precedente, XE2 include icomponenti per laccesso ai servizi cloud,che forniscono applicazioni e dati on demand(al consumo), come Microsoft Azure(http://www.microsoft.com/windowsazure)o Amazon Web Services(http://aws.amazon.com).La novità in termini di connettività al cloud,presentata da Cantù, risiedenellintroduzione di una serie di classi comuniche consentono di astrarre le operazioni chepossono essere eseguite sul cloud,indipendentemente dal tipo di serviceeffettivo a cui ci si collega: tali classi costituiscono la nuova “RAD Cloud API”.Attraverso questa API, è possibile creare applicazioni basate sul cloud rimandando la sceltadello “storage” effettivo a un secondo momento, quindi astraendolo nel corso dello sviluppo.Embarcadero ha introdotto inoltre un tool per il debug su cloud e per il deploy remotizzatodelle applicazioni, che consente di gestire anche il rilascio di risorse e dei driver utilizzati.Queste feature, non presenti in altri ambienti di sviluppo, rendono XE2 un tool particolarmente innovativo dal punto di vista del supporto al cloud, per estensione delle piattaforme supportate, delle librerie e più in generale degli strumenti a disposizione. Nellambito delle architetture multitier, anche DataSnap è stato potenziato con lintroduzione del supporto al monitoraggio e controllo delle connessioni TCP, molto utili in fase didiagnostica di possibili problemi e di amministrazione del server, che sfrutta una nuovagestione irrobustita delle connessioni, a cui si aggiunge la possibilità di attivare un meccanismokeep-alive, di sfruttare nuovi filtri per encryption e security, di sfruttare un Session Manager piùevoluto e un supporto a JSON migliorato rispetto alla versione precedente. DataSnapintroduce inoltre i DataSnap Mobile Connectors, trattati ampiamente nella sessione successiva.
  9. 9. Daniele Teti: DataSnap Mobile ConnectorsAlle funzionalità migliorate ed estese di DataSnap è stato affiancato un insieme di generatori diproxy, specificatamente rivolto alle piattaforme mobile, in grado di produrre il codice di unaclasse proxy del proprio server DataSnap personalizzato nei linguaggi più diffusi (ad esempio,Objective-C per iOS, C# per Windows Phone 7 Silverlight, Java per Android e Blackberry).Con il supporto del componente DSProxyDispatcher e deltool “Win32ProxyDownloader”, richiamato con parametrispecifici (che definiscono le “coordinate” per laccesso alserver DataSnap e il linguaggio di destinazione), èpossibile creare una cartella che conterrà i file sorgenti edeventuali runtime pronti ad essere utilizzati direttamentenello sviluppo dellapplicazione con uno degli ambienti edei linguaggi di programmazione elencati sopra.A mio parere, si tratta di una feature di estrema utilità per chi sviluppa tradizionalmente logicheserver in Delphi ma adotta anche altri ambienti e linguaggi per la creazione di applicazioni sudispositivi mobili (ad esempio, per coloro che utilizzano Eclipse con Android SDK per lo sviluppodi programmi sui dispositivi che montano il noto e sempre più diffuso sistema operativoGoogle), facilitando ulteriormente lintegrazione di Delphi con altre tecnologie, prodotti,librerie e framework esistenti, quindi valorizzando ancora di più il proprio server nativoDataSnap.Per illustrare il funzionamento dei proxy generator, i presenti dotati di smartphone Androidhanno partecipato alla dimostrazione scaricando “CompanyTweet”, unapplicazione che inviamessaggi brevi, simili a “tweet”, a un server DataSnap in grado di raccoglierli e mostrarli sugrande schermo. La presentazione si è conclusa con un “feedback vibrante” inviato dal serverDataSnap a tutti i cellulari connessi.Conclusione La giornata di presentazione, davvero ricca di contenuti, si è conclusa con il consueto “giro” di domande e risposte finali, premiate con simpatici gadget (una maglietta e un portachiavi targate “FireMonkey”). Molti quesiti sono stati particolarmente specifici e riferiti a esigenze estremamente soggettive, quindi riporto solamente quelli che, a mio avviso, hanno riguardato interessi di carattere più generale.Un paio di domande hanno sondato le tempistiche previste per il rilascio di compilatori perLinux e Android: Jason Vokes ha risposto che lintenzione di abbracciare queste piattaformecè, con particolare riferimento ad Android, ma al momento non vi sono date certe della lorodisponibilità.Altri partecipanti hanno espresso preoccupazioni in merito al destino della VCL a frontedellavvento di FireMonkey, senza usare mezze parole: «la VCL farà una brutta fine?». La rispostadi Jason è stata negativa, in quanto la piattaforma a cui fa riferimento la libreria VCL (cioè laWindows API in generale, a 32 e 64 bit) esiste e continuerà ad esistere ancora per parecchi anni.
  10. 10. FireMonkey è semplicemente la proposta a disposizione di coloro che vogliono espandere ilbusiness delle proprie applicazioni.Altri sviluppatori hanno chiesto chiarimento in merito allo stato dei tool di reportistica presentiin XE2. In questo senso, ci sono delle interessanti novità: oltre alla presenza del classico RAVEReports, che rimpiazza da anni il precedente QuickReport, allinterno del tool di sviluppo èinclusa anche una versione di FastReport VCL, assieme a tutti gli altri tool di terze parti giàintrodotti nella linea XE, come AQTime, Beyond Compare, CodeSite, FinalBuilder, per citarnealcuni tra quelli più coinvolti nelluso quotidiano dellambiente di sviluppo.Considerazioni finaliAggiungo alcune considerazioni del tutto personali alla giornata di presentazione e ai suoicontenuti.Innanzitutto, ritengo un fatto assolutamente positivo, sia per il prodotto sia per la suacommunity di sviluppatori, tutte le novità che Embarcadero ha inserito in questa nuova release:finalmente Delphi torna a far parlare di sé e fornisce agli sviluppatori che decidono di utilizzarlonuove e importanti argomentazioni per giustificare la propria scelta, aumentando lecaratteristiche già peculiari del prodotto e “strizzando locchio” (in modo abbastanzaenergico, per la verità) a nuove piattaforme a cui è possibile espandere il proprio mercato.Dopo alcuni anni di (relativa) stagnazione, intesa come mancanza di novità eclatanti(probabilmente causata dalla migrazione faticosa da Borland a CodeGear, poi a Embarcadero)finalmente si inizia a vedere e toccare con mano il frutto degli investimenti dichiarati in ognisede.Il rilascio di questa versione ha prodotto inoltre parecchio fermento tra i blogger abituali cheespongono quotidianamente le proprie esperienze di sviluppo con Delphi, a cui se ne sonoaggiunti tanti altri che hanno iniziato a produrre articoli di sicuro interesse raccontando irisultati delle proprie ricerche sulle nuove caratteristiche di XE2, o per avanzare le prime critichecostruttive a difetti riscontrati o a integrazioni che ritengono indispensabili. Nuovi gruppi sisono poi formati su vari social network, ad esempio su Facebook, per discutere delle novità oper cercare aiuto immediato, in attesa di vedere pubblicata nuova manualistica edocumentazione per poter apprendere in modo più “accademico” il funzionamento dei toolmessi a disposizione dalla nuova release. Persino i vetusti “newsgroup” hanno ripreso adiscutere maggiormente rispetto al passato.In conclusione, XE2 si rileva unottima release in grado di risvegliare linteresse di coloro chelavorano con Delphi, e magari “costringere” qualcuno a migrare finalmente dal proprio Delphi7; oltre a questo, XE2 ha senzaltro tutte le carte in regola per cominciare a incuriosire eattrarre anche quelli che utilizzano abitualmente altri tool di sviluppo, soprattutto laddovequesto avviene per una sorta di “pregiudizio disinformato” nei confronti di Delphi, del suolinguaggio e delle potenzialità di tutto rispetto che invece è in grado di offrire.Lunga vita a Delphi! (da oggi, non più solo su Windows)
  11. 11. Informazioni sullautore Marco Breveglieri Software & Web Developer Sono responsabile legale di ABLS Team, un’azienda di consulenza informatica che si occupa di sviluppo software, realizzazione di siti Web, corsi su linguaggi di programmazione e tecnologie correlate, installazione e configurazione di reti aziendali, networking, Office Automation e altri servizi informatici rivolti ad aziende e utenti finali. Io mi occupo in modo particolare dello sviluppo di software perMicrosoft Windows e .NET Framework, della creazione e design di siti Web edell’organizzazione di corsi di programmazione (principalmente su Delphi e C#/VB.NET). Per contattarmi, www.marco.breveglieri.nameRingraziamentiSi ringrazia Paolo Rossi per le fotografie.

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