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Casi di Patologie più frequenti nei ratti Sprague-Dawley

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Casi di Patologie più frequenti nei ratti Sprague-Dawley

  1. 1. 1
  2. 2. Il presente atlante istologico – patologico è stato realizzato dagli alunni Fortini Erik 4 Se Sammaritani Eleonora 4 T (anno scolastico 2011-12) nell’ambito di una convenzionestipulata tra l’Istituto Bassi Burgatti e l’ Istituto Ramazzini Cooperativa Sociale Onlus -Centro di Ricerca sul Cancro "Cesare Maltoni" di Bentivoglio (BO) .Firmatari della convenzione sono; per l’Isit Bassi Burgatti il dirigente Mauro Borsarini,per l’Istituto Ramazzini la dottoressa Fiorella Belpoggi che si è avvalsa della sua equipecostituita dai dottori Eva Tibaldi, Fabiana Manservisi, Marco Manservigi, Luana DeAngelisLa fase organizzativa è stata curata dal prof. Somenzi Bruno delegato dal dipartimentodi biologia dell’Istituto Bassi BurgattiTutte le foto sono originali, realizzate con la supervisione dei ricercatori dell’IstitutoRamazzini, microscopio e fotocamera digitale sono stati messi a disposizionedell’Istituto Ramazzini, i preparati istologici sono stati realizzati dagli alunni e dairicercatori dell’Istituto Ramazzini che ne è anche il proprietario.I commenti alle foto sono originali. 2
  3. 3. Questa presentazione è stata creata per mostrare ciò che noi abbiamo potuto osservaredurante lo stage all’Istituto di ricerca CRCCM/IR. Durante queste settimane abbiamo potutolavorare con i ricercatori dell’istituto, apprendere alcune tecniche pratiche utilizzate neilaboratori, in particolare abbiamo incluso i tessuti di ratto SD in paraffina e abbiamo studiatoalcuni organi descrivendone le caratteristiche normali e patologiche attraverso fotografie almicroscopio; per le fotografie sono stati scelti questi organi:- Fegato;- Ghiandole Mammarie;- Polmoni;- Pancreas;- Reni ;- Vescica. 3
  4. 4. TUMORE: Processo di crescita locale eccessiva, derivato da una proliferazione autonomaprogressiva e afinalistica di alcune cellule dell’organismo.I tumori si differenziano in benigni e maligni in base a certe caratteristiche: presenza dicapsula esterna, tipo di cellule presenti e architettura del tessuto, grado diatipia, dimensione e forma cellulare, metastasi, rapporto nucleo/citoplasma, infiltrazione deitessuti adiacenti.TUMORE BENIGNII tumori epiteliali benigni, con cellule cubico/cilindriche e nucleo tondeggiante, possonoderivare dall’epidermide (Papilloma squamocellulare) o dalle mucose interne (Polipoadenomatoso o ghiandolare) oppure derivano da organi solidi parenchimatosi (Adenoma delpolmone, del fegato, della ghiandola mammaria).I tumori mesenchimali benigni con cellule a forma affusolata/stellata e nucleoallungato, derivano da vari tipi di cellule che costituiscono i tessuticonnettivi, muscolari, nervosi, ossei e dei vasi (Es. Leiomioma dell’utero, Lipoma del tessutoadiposo maturo, Angioma dei vasi sanguigni, Fibroma del sottocute, Osteomadell’osso, Neurinoma dei nervi). 4
  5. 5. TUMORI MALIGNII tumori epiteliali maligni vengono chiamati Carcinomi, quelli che hanno origine in organighiandolari parenchimatosi si differenziano in Adenocarcinomi(papillari/cistici, solidi/midollari con stroma, mucinosi con cellule producenti muco), mentrequelli che originano da epitelio pavimentoso si indicano come Carcinomi squamocellulari concellule spinose differenziate (cute, cavo orale, Zymbal, prestomaco, cervice uterina).I tumori mesenchimali maligni del connettivo e dei tessuti di sostegno si chiamano Sarcomi.DIFFERENZE TUMORI BENIGNI E MALIGNI-Benigni: viene rispettata la struttura dell’organo, ma è alterato il controllo della crescitacellulare, le cellule sono più grandi e c’è un’espansione cellulare comprimente il tessutocircostante, è presente una capsula esterna, la forma delle cellule è regolare ma con scarsaatipia e rare mitosi, il rapporto nucleo/citoplasma è normale e non vi è metastasi (Es.Adenoma, Papilloma, Polipo, Fibroma).-Maligni: si ha la perdita dell’architettura cellulare originaria (distruzione del tessutooriginario), un’alta velocità di crescita, l’infiltrazione dei tessuti circostanti, l’assenza o larottura della capsula, l’atipia cellulare con la perdita di forma e funzione rispetto alla cellulaoriginaria, le mitosi sono frequenti, i nuclei sono ipercromatici con rapportonucleo/citoplasma alterato a favore del nucleo e dei nucleoli prominenti, necrosi, ulcere e vi èla presenza di metastasi (Es. Adenocarcinomi, Carcinomi squamocellulari, Sarcomi). 5
  6. 6. 25x 200 xIl fegato è una ghiandola che svolge varie funzioni:-metaboliche: sintesi del glicogeno;-detossificazione: scarti o farmaci;-sintesi di proteine;-secrezione della bile.L’unità funzionale è il lobulo epatico costituito da lamine di cellule epatiche, gli epatociti, separati da ampi canali vascolari, i sinusoidi. I lobulisono circondati da sottili setti di tessuto connettivo non completi. Al centro di ogni lobulo è presente una venula epatica che drena i prodottidi un singolo lobulo e dal quale gli epatociti si dispongono a raggiera. Ognuno di essi ha confini irregolari ed è delimitato da spazi portali escarso tessuto connettivo. Gli epatociti (cellula base del fegato) sono disposti, invece, secondo una tipica struttura detta a «cordone». Questedue strutture sono separate tramite uno stretto spazio, detto di Disse che drena i vasi linfatici. 6
  7. 7. Le patologie osservabili nel fegato di roditori (topo e ratto) sono:STEATOSI (o degenerazione grassa) ;FOCUS EOSINOFILO ;ADENOMA EPATOCELLULARE ;ADENOCARCINOMA EPATOCELLULARE ;COLANGIOMA ; 7
  8. 8. -STEATOSI (o degenerazione grassa): 25x 200xE’ una perturbazione nella disposizione e nel metabolismo dei lipidi nel fegato. Negli epatociti si possono notare uno o più vacuoli rotondi bendefiniti di grandezza variabile, inizialmente si hanno goccioline di piccole dimensioni che successivamente si uniscono creando vacuoli via viasempre più grandi, i quali comprimono il nucleo e il citoplasma degli epatociti verso la periferia. 8
  9. 9. -FOCUS EOSINOFILO : E’ una proliferazione localizzata di epatociti, fenotipicamente differenti dagli epatociti che costituiscono il parenchima normale, in quanto presentano ipertrofia e colorazione distinta. 9
  10. 10. -ADENOMA EPATOCELLULARE: 100x 400xE’ una neoplasia benigna che interessa gli epatociti, può originarsi da un’Iperplasia che degenera poi in Adenoma. Pur essendo un tumorebenigno può successivamente degenerare in una forma maligna detta Adenocarcinoma. Il tessuto lesionato si presenta in nodulicircondati da tessuto sano, il quale viene compresso verso l’esterno. Si può ben vedere in foto la linea di demarcazione tra nodulo eparenchima grazie alla disposizione perpendicolare dei cordoni di epatociti tumorali rispetto a quelli del tessuto sano.Si ha una perdita della normale architettura lobulare, la lesione può essere singola o multipla e a volte circondata da una capsula fibrosa.Gli epatociti della lesione sono ipertrofici oppure mostrano segni di alterazione degenerativa, come inclusioni e vacuoli (puntini violaall’interno dei sinusoidi in foto). 10
  11. 11. -ADENOCARCINOMA EPATOCELLULARE : 25x 200xE’ una neoplasia di tipo maligno che interessa gli epatociti ma, a differenza dell’Adenoma, la zona lesionata non si presenta come un noduloben definito ma continua ad ingrandirsi infiltrando tutto il parenchima epatico. Nella zona lesionata, come si può ben vedere dalla foto adestra, gli epatociti perdono la loro disposizione a cordoni singoli, formando raggruppamenti di due o più file di epatociti; essi possiedono,infatti, un elevato indice mitotico.Il tumore può originarsi in due distinti modi:-per evoluzione seguendo un percorso continuo che da Focus ipertrofico si sviluppa in Adenoma e quindi in Carcinoma;-la degenerazione cellulare può risultare immediatamente in trasformazione maligna. 11
  12. 12. Nell’Adenocarcinoma epatocellulare la zonalesionata può avere tre differenti pattern (aspettomorfologico):-Trabecolare, composto da epatociti bendifferenziati formanti trabecole pluristratificate;-Ghiandolare, gli epatociti maligni formano unsingolo strato attorno ad uno spazio centralecistico;-Solido, sono presenti cellule piccole edipercromatiche e strutture vascolari, entrambescarsamente differenziate.All’interno della neoplasia si possono osservaredotti biliari, aree emorragiche, necrosi e foci diematopoiesi. Per esempio, nella foto a lato, è benvisibile una zona necrotica generata dalla rispostaimmunitaria dell’organismo alla neoplasia.Una malattia spesso associata a questo tumore è laSteatosi, ben evidente in foto, e la Fibrosi epaticache in patologia umana viene definita «Cirrosi». 200x 12
  13. 13. -COLANGIOMA : 25x 100xE’ un tumore benigno dei dotti biliari, generato da una loro iperproliferazione, nellaquale si uniscono e si ingrandiscono andando a costituire un’unica massatumorale, nella foto in alto, infatti, si può notare una netta separazione tra iltessuto sano e la zona dove sono convogliati tutti i dotti.Questo è un esempio di tumore cistico.Gli acini sono delimitati da un singolo strato di cellule cuboidali, ben visibile nellafoto in basso a destra. 400x 13
  14. 14. GHIANDOLE MAMMARIE 100X 400XQueste ghiandole sono presenti sia nel maschio che nella femmina, ma in quest’ultima si sviluppano di più al fine dell’allattamento dellaprole. I ratti hanno 12 ghiandole mammarie che iniziano nella zona cervicale e terminano nella zona caudale.Esse sono sottili e si trovano sotto pelle, ciò spiega la presenza del tessuto muscolare presente in foto. L’unità funzionale è costituita daacini, immersi nel tessuto adiposo, che secernono (nel ratto femmina) il latte negli appositi vacuoli presenti al loro interno, da qua il lattepasserà in un dotto di media grandezza per poi passare in un dotto più grande dove vengono convogliate le secrezioni di tutti gli aciniterminando nel capezzolo.Come si può notare in figura (in alto a destra) gli acini sono delimitati da cellule cuboidali e separati tra loro da tessuto fibroso (parte rosa). 14
  15. 15. Le patologie osservabili nelle ghiandole mammarie di roditori sono: IPERPLASIA ; ADENOMA ; FIBROADENOMA ;  ADENOCARCINOMA ;Per le ghiandole mammarie si è evidenziato il loro possibile percorso degenerativo, partendodall’iperplasia, passando per gli adenomi e poi arrivare all’Adenocarcinoma. 15
  16. 16. -IPERPLASIA : 100XGli acini in foto sono affetti da Iperplasia, si nota bene laproliferazione cellulare e la tendenza ad organizzarsi in strutturepreadenoma; essi sono secernenti come si può vedere nella fotoa destra, infatti, nei vacuoli è possibile apprezzare le vescicole disecreto.Nel tessuto sano sarebbe fisiologica nel periodo diallattamento, ma se si presenta in modo continuativo non sitratta più di una risposta ad una necessità dell’organismo, bensì 400Xdi un Adenoma. 16
  17. 17. -ADENOMA : 25X 100X Nella foto a sinistra si può notare il passaggio da Iperplasia ad Adenoma; esso è un tumore benigno derivato da un’Ipertrofia nelle cellule neoplastiche. Nella foto a destra è ben visibile come l’attività di secrezione nelle cellule sia ad alti livelli, infatti gli acini sono ingranditi e pieni di secreto (zona rosa in foto). Un altro tumore benigno che può presentarsi dopo un’Iperplasia è il Fibroadenoma. 17
  18. 18. -FIBROADENOMA : 100X 200XEsso è un tumore benigno dove è presente, oltre al tessuto ghiandolare, una parte di tessuto connettivo fibroso che si presenta con celluleallungate (fibrociti ben differenziati) che producono una discreta quantità di collagene (parte più rossa in foto).Gli alveoli sono costituiti da un singolo strato di cellule contenenti vacuoli lipidici, nel lume alveolare può essere presente materialesecretorio.Nei tumori più grandi l’aumento di fibre collagene può portare alla costrizione e all’atrofia dell’epitelio ghiandolare, infatti in foto si nota benecome la zona fibrosa costringa gli alveoli presenti in alto e a sinistra. 18
  19. 19. - ADENOCARCINOMA : 25X 100XEsso è un tumore maligno dove i lobuli di cellule perdono la loroorganizzazione. Vi è un alta variabilità nel pattern, anche all’interno dellasingola lesione (cistico, solido, etc).L’epitelio è organizzato in strutture tubolari che assomigliano a quelle delleghiandole, a volte potrebbero essere presenti cisti di fluido (attività secretoria).Un indice di elevata malignità si ha quando gli acini si ingrandiscono e gli spaziinterni si riempiono di cellule neoplastiche, staccatesi dalla membrana basale,che vanno ad originare strutture simili a quelle degli acini, si avrà quindi unacino dentro ad un altro (vedi foto in altro a destra). 400x 19
  20. 20. POLMONI VP 25x 100xNella prima foto si può osservare una porzione di polmone di ratto SP, si nota la particolare spugnosità del tessuto in quanto è composto datante piccole cavità (zone bianche della foto) chiamate alveoli, mentre le cavità più grandi sono bronchioli e vasi polmonari.I bronchioli (foto in alto a destra) sono vie respiratorie che presentano un diametro inferiore al millimetro e non contengono cartilagine oghiandole sottomucose; l’epitelio di cui è costituito è pseudostratificato con cellule ciliate, aventi grandi nuclei, e cellule caliciformi. Moltospesso i bronchioli sono accompagnati, come nella foto in alto a sinistra, da vasi polmonari di tipo venoso o arterioso (VP).Gli alveoli sono costituiti da tre elementi: epitelio, connettivo e vasi ematici. Il primo forma un rivestimento continuo ed è costituito da duetipi di cellule, la maggior parte delle quali sono larghe ed estremamente appiattite (pneumociti di tipo uno), il secondo tipo dicellule, pneumociti di tipo due, sono, invece, rotondi e con un citoplasma pieno di vacuoli che secernono i surfactanti (tensioattivo cheimpedisce il collasso degli alveoli); il tessuto connettivo forma uno strato di supporto mentre i vasi ematici hanno il compito di completaregli scambi gassosi all’interno dell’alveolo. 20
  21. 21. Le patologie osservabili nei polmoni di roditore sono:ADENOMA BRONCO/ALVEOLARE;ADENOCARCINOMA BRONCO/ALVEOLARE; 21
  22. 22. -ADENOMA BRONCO/ALVEOLARE : 25x 200xQuesto tumore benigno colpisce i pneumociti di tipo due, localizzandosi nella periferia del polmone con la tipica struttura a noduli di piccoledimensioni; essi son ben delimitati e caratterizzati da un alta densità cellulare dove le cellule neoplastiche sono relativamente uniformi.L’attività mitotica è rara o assente, occasionalmente il tumore infiltra bronchioli adiacenti.Sono possibili due pattern:-Solido, spazio alveolare riempito da cellule neoplastiche con nucleo tondo e abbondante citoplasma granulato o vacuolato, frequentementequeste zone sono circondate da alveoli delimitati da cellule di tipo due iperplastiche; è presente una scarsa demarcazione tra tumore eparenchima.-Papillare, composto maggiormente da strutture papillari circondate da cellule cuboidali con un’architettura regolare ben demarcata daltessuto circostante; può essere associato a zone periferiche affette da iperplasia, ma non vi è distruzione o invasione di tessuti adiacenti. 22
  23. 23. -ADENOCARCINOMA BRONCO/ALVEOLARE : 25x 200xQuesto tumore maligno è caratterizzato da una rapida crescita cellulare irregolare scarsamente circoscritta e che si espande fino ad occupareun intero lobo. Si ha una variabilità nella forma cellulare, un incremento dell’attività mitotica con invasione delle pareti dei bronchioli deitessuti interstiziali e della pleura, modificazione dell’architettura e dell’organizzazione delle cellule tumorali che varia da regione a regione.Anch’esso, come l’Adenoma, può originarsi da pneumociti di tipo due.In questa foto il pattern è di tipo papillare: presenza di cellule cuboidali e colonnari o pleomorfiche che formano strutture papillarisupportate da tessuto connettivo. 23
  24. 24. PANCREAS 25x 200xIl pancreas è una ghiandola ricca di lobuli, rivestita da uno strato di connettivo che fa penetrare dei setti tra essi.E’ una ghiandola con funzione sia esocrina che endocrina. Il pancreas esocrino, che costituisce gran parte dell’organo, ha la funzione disecernere il succo pancreatico contenente enzimi digestivi; mentre quello endocrino, costituito dalle isole di Langerhans, secerne insulina eglucagone, ormoni che regolano la quantità di glucosio presente nel sangue (indice glicemico). La componente esocrina è formata da acini secretori che drenano principalmente nel dotto pancreatico principale. Ogni acino è costituitoda un aggregato di cellule secretorie piramidali, che drenano nei dotti intercalari (vedi foto a destra), essi poi confluiscono nei dottiinterlobulari. I dotti sono rivestiti da un epitelio cubico semplice che diventa stratificato all’aumentare delle loro dimensioni. 24
  25. 25. 200x 100xLa componente endocrina è costituita da aggregati di tessuto endocrino, detti «isole di Langerhans», di dimensioni diverse e più numerosinella coda del pancreas. Sono costituite da differenti tipi cellulari, ognuno dei quali è responsabile della sintesi di uno specifico ormonepeptidico (principalmente insulina e glucagone).Le isole di Langerhans sono formate da aggregati di cellule secernenti (anche tremila) irrorate da numerosi capillari; una sottile capsulareticolare circonda ogni isola. Le cellule endocrine sono piccole e con un citoplasma debolmente colorato, ciò rappresenta l’abbondanza direticolo endoplasmatico rugoso che secerne una grande quantità di proteine. 25
  26. 26. Le patologie osservabili nel pancreas di roditore sono: ADENOMA ESOCRINO; ADENOMA ENDOCRINO; ADENOCARCINOMA ESOCRINO; ADENOCARCINOMA ENDOCRINO; ADENOMA MISTO ACINARE/ISOLE DI LANGERHANS; 26
  27. 27. -ADENOMA ESOCRINO : 25xL’adenoma è un tumore benigno che si presenta sottoforma dinoduli: i tumori più piccoli sono generalmente costituiti da unasingola massa, mentre quelli più estesi sono di tipomultinodulare. Le cellule degli acini sono organizzate in strutturetubulari ramificate e mantengono un alto livello didifferenziazione; generalmente all’interno di un adenoma sonopresenti dotti, ma non le isole di Langerhans. 200x 27
  28. 28. -ADENOMA ENDOCRINO : 200x E’ un adenoma che colpisce le isole di Langerhans, generalmente si presenta sottoforma di singoli noduli ben circoscritti, che possono comprimere il tessuto acinare adiacente. Alcuni adenomi non capsulati incorporano gruppi di cellule acinari che si trovano vicino alla sua periferia. A volte le cellule possono essere organizzate in strutture a cordoni separate da tessuto fibrovascolare oppure in solidi 25x raggruppamenti. 28
  29. 29. In figura è possibile apprezzare la transizione del tumore dabenigno a maligno, ovvero da Adenoma adAdenocarcinoma.La neoplasia tenta di «sfondare» la capsula, infiltrandosi nelparenchima circostante, si possono notare le aree diatipia, ovvero zone con modificazione cellulare. 100x 29
  30. 30. -ADENOCARCINOMA ESOCRINO : 25x 25xGeneralmente è costituito da cellule acinari ben differenziate, la perditadella struttura degli acini e il pattern di crescita eterogenea sono criteri perdistinguere l’Adenocarcinoma dall’Adenoma.Nella foto in basso a destra si nota come le cellule siano disordinate e comegli acini abbiano perso la loro organizzazione.Nella foto in alto a sinistra si apprezza, invece, una metastasi, ovvero undistaccamento del tumore originario che si è infiltrato in una zona di tessutoancora sano. 400x 30
  31. 31. -ADENOCARCINOMA ENDOCRINO : 25xL’Adenocarcinoma delle isole di Langerhans è simile alla suacontroparte benigna, ma il pattern di crescita è molto piùvariegato. La presenza di metastasi è molto rara.Esso è caratterizzato dall’espansione del tumore al di fuori dellacapsula primitiva e quindi all’invasione di tutto l’organo. 400x 31
  32. 32. -ADENOMA MISTO ACINARE/ISOLE DI LANGERHANS : 25xE’ un tumore molto raro, nel quale la neoplasia coinvolge sia iltessuto esocrino che quello endocrino; le cellule acinari sonogeneralmente ingrandite e con un alto contenuto di citoplasmabasofilico.Nella foto in alto a destra si osserva chiaramente che le celluleacinari esocrine sono quelle più grandi e scure, mentre le altre piùchiare sono quelle delle isole di Langerhans. 200x 32
  33. 33. RENE 25xE’ l’organo principale del sistema urinario ed è costituito da dueregioni: quella corticale, più esterna, e quella midollare, più interna.Nella zona corticale sono presenti i corpuscoli renali e i tubuli checonvergono verso il loro apice formando una struttura piramidale chesbocca nella pelvi.I corpuscoli renali appaiono come dense strutture rotonde, iglomeruli, circondati da stretti spazi detti di «Bowman». Essi filtrano ilsangue e il filtrato passa successivamente in una serie di tubuli(prossimale, distale, ansa di Henle e dotto collettore) per poiconfluire nella pelvi. 200x 33
  34. 34. 200x 25x 400x Nella foto in basso a sinistra sono ben visibili i corpuscoli renali. L’arteriola renale afferente penetra la capsula di Bowman ramificandosi e formando il glomerulo. I capillari sono sostenuti da tessuto connettivo specializzato, il mesangio, composto di materiale simile a quello delle membrane basali. Le cellule mesangiali sono incluse all’interno del mesangio mentre il lume dei capillari è delimitato da cellule endoteliali, la capsula di Bowman è rivestita, invece, da cellule pavimentose. I tubuli adiacenti ai glomeruli, invece, sono i contorti prossimali e distali. Nelle altre foto si ha invece un dettaglio dei tubuli renali, in particolare dell’ansa di Henle, costituita da varie parti. L’ansa si origina dal tubulo prossimale, scende nella zona midollare formando, appunto, un’ansa per poi risalire fino ad arrivare al tubulo distale. L’ansa di Henle è costituita, nei suoi vari tratti, da diversi tipi di tessuti epiteliali: pavimentoso semplice nella zona discendente, cubico nella zona 400x ascendente e colonnare nei dotti collettori. 34
  35. 35. 25xNella foto in alto a sinistra si ha una panoramica della papilla renale, deitubuli e dei dotti collettori che vi confluiscono, mentre nella foto in alto a 100xdestra si ha un particolare della papilla renale.Il tubulo collettore si origina dalla parte terminale del tubulo contorto distale,parecchi tubuli confluiscono in un unico dotto collettore cheprogressivamente si unisce ad altri dotti per formare i dotti del Bellini. I tubulicollettori sono rivestiti da epitelio cubico semplice e costituiti da due tipi dicellule: le principali e le intercalate.La papilla renale forma l’apice della piramide midollare e confluisce nellospazio pelvi-caliceale; i dotti di Bellini confluiscono qui per scaricare l’urina inquesto spazio.Nella foto in basso si può osservare l’epitelio di transizione, detto «Urotelio»,rinvenibile nei canali di conduzione dell’apparato urinario. E’ costituito da unnumero variabile di strati, da tre a sei; le cellule dello strato basale sonocompatte e di forma cubica, quelle intermedie sono più poligonali, mentrequelle di superficie vengono dette ad «ombrello», che permettono dimantenere l’epitelio impermeabile all’urina. 200x 35
  36. 36. Le patologie osservabili nei reni di roditore sono: MINERALIZZAZIONE DELLE PELVI; DEGENERAZIONE CISTICA ; ADENOMA DEI TUBULI ; ADENOCARCINOMA ; LIPOMA ; LIPOSARCOMA ; 36
  37. 37. -MINERALIZZAZIONE DELLA PELVI : -DEGENERAZIONE CISTICA : 200x 200x Nella foto è rappresentato un fenomeno di mineralizzazione E’ una degenerazione dei tubuli renali all’interno dei quali si situato all’interno dei dotti di Bellini nell’apice renale, le zone più accumula materiale proteico formando la struttura visibile in foto scure sono le mineralizzazioni, ovvero precipitati di vari sali detta a «cilindri ialini». Non è un tumore, ma una degenerazione presenti nell’urina (Calcoli renali). tipica di organismi in età avanzata che può però essere associata a neoplasia. 37
  38. 38. -ADENOMA DEI TUBULI : 100x 400xE’ costituito da una massa di cellule epiteliali di piccole dimensioni e ben circoscritta, può originarsi da una degenerazione ed è costituita da unacompattazione dei tubuli renali. Possono essere presenti piccole emorragie, aree necrotiche e infiltrazioni nel parenchima circostante. Nella fotoin alto a destra si può notare la grande proliferazione cellulare e la compattazione dei tubuli. 38
  39. 39. Questa foto rappresenta la transizione della neoplasia daAdenoma ad Adenocarcinoma, si ha un tumore«borderline» in cui è ben visibile un’infiltrazione deltumore nel parenchima che sta passando da benigno amaligno.Si può ben vedere come una zona circoscritta nodulareabbia rotto la capsula dalla quale era avvolta e come si stiainfiltrando nel tessuto adiacente della zona pelvica. 25x 39
  40. 40. -ADENOCARCINOMA : 25xL’Adenocarcinoma dei tubuli renali si differenzia dall’Adenoma in quantoè generalmente più esteso, più vascolarizzato e con atipia cellulare.Emorragie ed aree necrotiche sono tipiche di questo tipo di tumore.Nella prima foto si vede la zona di tessuto sano affiancata al tessutomalato con grande presenza di aree necrotiche, delle quali si puòvedere un dettaglio molto evidente nella foto affianco. 200x 40
  41. 41. - LIPOMA : 25x 200xNella foto a sinistra si osserva un lipoma, ovvero un tumore benigno che interessa il tessuto adiposo, in questo caso presente all’interno di unrene. I tumori del tessuto adiposo sono meno comuni di quelli epiteliali e colpiscono maggiormente i ratti in età avanzata. I lipomi di piccoledimensioni sono presenti nella zona midollare, mentre quelli più grandi sono presenti nelle zone più profonde della zona midollare oppurepossono estendersi in quella corticale.Nella foto a destra si vede come all’interno del citoplasma le goccioline lipidiche comprimano il nucleo della cellula formando una struttura cheprende il nome di «ring cells» (cellula ad anello) in quanto il nucleo si trova schiacciato dalla cisti lipidica alla periferia della cellula. 41
  42. 42. - LIPOSARCOMA : 25x 200xE’ un tumore di tipo maligno dei lipociti e non dei tubuli renali.Nella prima foto si può notare la zona di tessuto sano a sinistra e la zona di tessutomalato a destra, con un’evidenziazione della zona di transizione ingrandita nella fotoin alto a destra.In un Liposarcoma il citoplasma delle cellule è quasi assente in quanto vieneoccupato dai lipociti e i nuclei vengono schiacciati.Si sviluppa da un Lipoma e può raggiungere anche il peritoneo (membrana cheavvolge tutta la cavità addominale) in quanto esso è lipofilo. 400x 42
  43. 43. VESCICA 25x 200xLa vescica è la struttura atta a raccogliere l’urina che vi confluisce dai reni.La parete della vescica è costituita da tre strati formati da muscolatura liscia e da fibre elastiche che si detraggono durante la minzione. L’epiteliodi transizione che riveste la vescica si introflette in numerose pieghe; lo strato esterno avventiziale contiene arterie, vene e vasi linfatici. 43
  44. 44. - PAPILLOMA : 25xE’ un tumore benigno che colpisce il tessuto epiteliale di transizione cheriveste la vescica.Nella foto in alto a destra si ha un dettaglio del Papilloma dove il tessutoepiteliale forma multistrati di cellule oltre a creare la grandeestroflessione evidente nella foto a sinistra.Il tumore forma delle estroflessioni (papille) costituite internamente datessuto fibrovascolare circondate da tessuto epiteliale stratificato. 200x 44
  45. 45. GRAZIE PER L’ATTENZIONE 45

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