Atlante istologico degli organi

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Il presente atlante istologico è stato realizzato dagli alunni Maccaferri Ambra e Ghisellini Alberto (5R 2010-11) nell’ambito di una convenzione stipulata tra l’Istituto Bassi Burgatti e l’ Istituto Ramazzini Cooperativa Sociale Onlus - Centro di Ricerca sul Cancro "Cesare Maltoni" di Bentivoglio (BO)

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Atlante istologico degli organi

  1. 1. Atlante istologico degli organi Maccaferri Ambra & Ghisellini Alberto
  2. 2. Atlante istologico degli organiIl presente atlante istologico è stato realizzato dagli alunni Maccaferri Ambra e Ghisellini Alberto (5R 2010-11) nell’ambito di una convenzione stipulata tra l’Istituto Bassi Burgatti e l’ Istituto Ramazzini Cooperativa Sociale Onlus - Centro di Ricerca sul Cancro "Cesare Maltoni" di Bentivoglio (BO) .Firmatari della convenzione sono; per l’Isit Bassi Burgatti il dirigente Mauro Borsarini, per l’Istituto Ramazzini la Direttrice, dottoressa Fiorella Belpoggi, che si è avvalsa della sua equipe costituita dai dottori Eva Tibaldi, Fabiana Manservisi, Marco Manservigi, Luana De Angelis.La fase organizzativa è stata curata dal prof. Somenzi Bruno delegato dal dipartimento di biologia dell’Istituto Bassi Burgatti.Tutte le foto sono originali, realizzate con la supervisione dei ricercatori dell’Istituto Ramazzini, microscopi e fotocamera digitale sono stati messi a disposizione dell’Istituto Bassi Burgatti, i preparati istologici sono stati realizzati dagli alunni e dai ricercatori dell’Istituto Ramazzini che ne è anche il proprietario.I disegni non sono originali, provengono da fonti internet a libero accessoLa strutturazione dell’atlante e i commenti alle immagini sono stati ispirati dal testo/atlante: Wheater: Istologia e anatomia microscopica, Casa Ed. Ambrosiana, 2005
  3. 3. Indice Cute  Pancreas Cervello  Milza Meningi Tessuto nervoso  Timo Nervi periferici  Linfonodi Cervelletto  Midollo osseo Ipofisi  Grasso bruno e bianco Testa Lingua  Utero, ovaie e vagina Ghiandola sottomandibolare  Ghiandole mammarie Tiroide  Testicoli Paratiroide  Vescica Cuore Polmoni Diaframma Esofago Stomaco Intestino Fegato Reni e surreni
  4. 4. Cute E La “pelle” forma il tegumento, la superficie continua che riveste il corpo e svolge quattro principali funzioni: 1)Protettiva contro i raggi ultravioletti, insulti meccanici e chimici, la disidratazione e D l’invasione di microorganismi; 2)Sensoriale in quanto contiene diversi recettori B per il tatto, la pressione e la temperatura; 3)Termoregolatrice, impedisce la perdita di calore grazie alla presenza di peli e tessuto C adiposo. La perdita di calore è invece facilitata dalla evaporazione del sudore e dalla rete vascolare del derma. M 4)Metabolica, in quanto il tessuto adiposo costituisce una fonte di energia. La pelle può presentare dei peli come si vede F dalla foto, in cui sono ritratte sezioni di bulbi piliferi (B). La cute è suddivisa in vari strati: epidermide (E), derma (D), tessuto connettivo (C), tessuto muscolare (M) e connettivo fibroadiposo (F).40x
  5. 5. Epidermide e dermaL’epidermide è lo strato più superficiale della cute,esternamente è formato dalla cheratina che, riempiendocellule dalla forma appiattita, prive di organuli cellulari, Ccostituisce la strato corneo (C).Procedendo verso il basso nella fotografia (a), si incontralo strato granuloso (G), le cui cellule sono sottoposte al Gprocesso di cheratinizzazione con trasformazione finale incheratina matura. Nella parte più esterna dello stratogranuloso, la morte cellulare avviene per rottura delle Pmembrane lisosomiali; gli enzimi lisosomiali possonosvolgere un ruolo importante nel processo finale di Mcheratinizzazione.Lo strato sottostante è formato da cellule più grosse dette‘spinose’ e da melanociti (M), i precursori della melanina. BDi seguito lo strato dermico cutaneo fornisce una robustabase di appoggio per l’epidermide e contemporaneamenteincorpora un generoso sistema vascolare capace diprovvedere alla termoregolazione e ai fabbisogni   400xmetabolici dell’epitelio sovrastante, privo di vasi. aIl derma è suddiviso in due zone: una superficiale sottile,il derma papillare (P), e una profonda più estesa, il dermareticolare (R).La fotografia (a) mostra il derma papillare che èrelativamente lasso con esili fibre collagene intrecciate esezioni di bulbi piliferi (B).La fotografia (b) mostra il dermareticolare, così chiamato per ladisposizione intrecciata dellefibre collagene. RNella fotografia (c) si possono notaredelle arteriole che caratterizzano lastruttura di tale strato. c   200x b
  6. 6. Tessuti muscolare e fibroadiposo Il tessuto muscolare della cute è di tipo striato, come si può vedere nella fotografia (d), in cui sono ben visibili le varie striature (S) nelle sezioni trasversali. L’immagine mostra un muscolo di ratto, grazie alla contrazione di questo tessuto, l’animale è in grado di ridurre le dimensioni corporee, ed entrare in piccole cavità. Sd 400x A Lo strato sottostante è formato da tessuto fibroadiposo, in cui sono presenti sia fibre (F) che cellule adipose (A), caratterizzate dalla presenza nel loro citoplasma di una goccia di grasso. F e 400x
  7. 7. CervelloIl cervello è l’organo principale del sistemanervoso centrale, presente nei vertebrati e intutti gli animali a simmetria bilaterale,compreso l’uomo. Nei vertebrati il cervello èsituato all’apice del nevrasse, all’interno delcranio.Il termine corretto per indicare l’insieme dellestrutture contenute all’interno della scatolacranica è encefalo, di cui il cervello è una parte.Il cervello si occupa, insieme al sistemaendocrino, di parte della regolazione dellefunzioni vitali ed è sede della regolazioniomeostatiche (utili a mantenere costanti valori 100xcome pressione, concentrazioni di sostanze etemperatura nell’organismo) e delle funzioni acerebrali superiori.La fotografia (a) mostra una panoramica deltessuto nervoso che forma il cervello di unratto, generalmente costituito da cellule diorigine neuroectodermica, come neuroni,astrociti, oligodendrociti ed ependimociti; e dacellule di origine mesenchimale, come meningi,vasi sanguigni, tessuto adiposo e microglia.
  8. 8. L’encefalo è suddiviso anatomicamente in due parti: il cervello, più craniale, e il tronco encefalico, più caudale, in continuità con il midollo spinale. Nell’età embrionale è però possibile individuare tre parti principali che costituiscono l’encefalo e derivano dalle tre primitive vescicole: _ prosencefalo, equivalente al cervello e suddiviso a sua volta in: - diencefalo, cui appartengono l’ipotalamo, la neuroipofisi, il talamo e l’epitalamo , - telencefalo, cui appartengono gli emisferi cerebrali (corteccia cerebrale, centri semiovali e ippocampo) e le strutture comuni ai due emisferi come il corpo calloso;_ mesencefalo, corrispondente alla posizione rostrale del tronco encefalico;_ romboencefalo, corrispondente alla porzione caudale del tronco e suddiviso in: - metencefalo, a cui appartengono il ponte e il cervelletto; - miencefalo, che costituisce il bulbo.
  9. 9. L’encefalo viene separato dalla scatola cranicatramite membrane di tessuto connettivo chiamate Le meningimeningi come mostra la fotografia (a). La superficiedel tessuto nervoso è coperta da un delicato stratochiamato pia madre (P) contenente fibre collageneed elastiche.La pia madre è rivestita da uno strato fibroso piùspesso, l’aracnoide, che deve il suo nome allapresenza di filamenti simili a una ragnatela che la S FIBRE Vuniscono alla sottostante pia madre. Inoltre, datoche la pia e l’aracnoide sono in continuitàstrutturale, sono spesso considerate come unasingola unità, la pia-aracnoide o leptomeninge.Lo spazio tra di esse è chiamato spaziosubaracnoideo (S) e, talora,forma larghe cisterne. S PNella fotografia non è visibile l’aracnoide, perchépassa a ponte sui solchi, ma si può riconoscere unvaso meningeo (V) e si tratta in genere di venule oarteriole. 400xI capillari del sistema nervoso centrale formano la acosiddetta barriera emato-encefalica, fornendo aineuroni un ambiente relativamente costante dalpunto di vista metabolico e biochimico, unaprotezione contro molecole tossiche e agentiinfettivi.
  10. 10. Plesso corioideo C V 100xIl plesso corioideo è una struttura vascolare che si origina dalla parete di ciascuno dei quattro ventricoli (V)dell’encefalo e che è responsabile della produzione del liquido cefalo-rachidiano (LCR). Il LCR viene drenatodalle cavità ventricolari, fra loro comunicanti per mezzo di tre canali che connettono il quarto ventricolo conlo spazio subaracnoideo che circonda il SNC.Ogni plesso corioideo è formato da una massa di capillari (C) che si proiettano nel ventricolo (V).I capillari del plesso corioideo sono grandi e dotati di una sottile parete.
  11. 11. Il tessuto nervosoIl sistema nervoso centrale è formatomacroscopicamente da sostanza grigia esostanza bianca. La prima comprende quasitutti i corpi cellulari dei neuroni e delle fibreassociate, mentre la seconda è formataprincipalmente da fibre nervose, la maggiorparte delle quali sono mielinizzate. Il tessutonervoso centrale è formato da un grannumero di neuroni e dai loro processi,circondati da una massa di cellule di 100xsupporta chiamata neuroglia, checomprende tutte le cellule non nervose.La neuroglia, che forma quasi metà della Gli oligodendrociti sono l’equivalente delle cellule dimassa totale del SNC, è costituita da cellule Schwann del sistema nervoso periferico e sonomolto ramificate che occupano gli spazi tra i responsabili dell’elaborazione delle guaine mielinicheneuroni in quanto il SNC contiene scarsa nell’SNC.matrice extracellulare. La neuroglia ha Gli astrociti giocano un ruolo importante nellarelazioni funzionali intime con i neuroni, riparazione del SNC dopo vari processi patologici.provvedendo sia al loro supporto meccanico La microglia ha funzioni immunologiche e di difesa.che metabolico. Le cellule ependimali formano un epitelioSi riconoscono quattro tipi principali di specializzato che riveste i ventricoli e il canalecellule neurogliali: oligodendrociti, astrociti, spinale.microglia e cellule ependimali.
  12. 12. Neuroglia Nella fotografia a sinistra si possono riconoscere alcune delle cellule neurogliali , come gli oligodendrociti (O), che si presentano con nuclei piccoli, rotondi e addensati; il loro citoplasma è A pallido con i comuni metodi di colorazione, come O ad esempio l’EE (ematossilina-eosina). Gli oligodendrociti contenuti nella sostanza grigia N non sono solo sparsi tra i corpi cellulari dei neuroni (N), come gli astrociti (A), ma tendono anche ad aggregarsi attorno ai corpi cellulari dei neuroni. 400xGli oligodendrociti sono le cellule responsabili della mielinizzazione degli assoni del SNC, ovvero quel processoper cui le fibre nervose più grandi vengono avvolte da un numero variabile di strati concentrici della membranaplasmatica della cellula di Schwann, che forma la cosiddetta guaina mielinica. La formazione di quest’ultimainizia nel SNC dell’embrione umano a circa 4 settimane di gestazione con la formazione delle principali guaineall’età di circa 1 anno. Da questo periodo strati successivi continuano ad essere aggiunti e lo spessore definitivodella guaina mielinica viene raggiunto con la maturità fisica dell’individuo. Esistono, inoltre, tre tipi dioligodendrociti: chiari, medi e scuri. Quelli chiari sono presenti soprattutto nel feto e nel neonato con un corpocellulare grande, cromatina nucleare dispersa, nucleoli evidenti, numerosi ribosomi, microtubuli e un grossoapparato di Golgi; mentre gli oligodendrociti scuri si trovano nel SNC maturo, caratterizzati da un corpo piccoloe un nucleo addensato. Infine quelli medi rappresentano forme immature implicate nella crescita e nellamaturazione delle guaine mieliniche.
  13. 13. NeuroniIl neurone (N) è l’unità cellulare che costituisce il tessuto nervoso, ilquale concorre alla formazione, insieme alle cellule della neuroglia eal tessuto vascolare, del sistema nervoso. Grazie alle sue peculiariproprietà fisiologiche e chimiche è in grado di ricevere, integrare etrasmettere impulsi nervosi, nonché di produrre sostanzedenominate neurosecreti. La parte centrale di un neurone èchiamata soma ed è costituita dal pirenoforo, in cui risiedono ilnucleo e gli altri organelli deputati a svolgere le principali funzionicellulari. Dal corpo cellulare hanno origine i prolungamenti (P)citoplasmatici, detti neuriti, che sono i dendriti e gli assoni. I primi, Nche hanno diramazioni simili ad un albero, ricevono segnali daneuroni afferenti nel loro punto terminale più sottile e lo propaganoverso il pirenoforo. L’assone conduce invece il segnale in direzione 1000xcentrifuga verso altre cellule, ha un diametro uniforme ed è unottimo conduttore grazie agli strati di mielina. La sua parte finale,detta bottone terminale, permette all’assone stesso di prenderecontatto con i dendriti. Ogni assone è ricoperto dalla guaina mielinica emanano impulsi di tipo motorio agli organiche si interrompe in alcuni punti detti “nodi di Ranvier”. della periferia corporea.Da un punto di vista morfologico i neuroni si possono suddividere in:unipolari, con un unico prolungamento (assone); bipolari, con un solo La struttura intervallata della guaina mielinicaassone e dendrite; multipolari, con un assone e molteplici dendriti; permette all’impulso elettrico di “saltare” dapseudounipolari, se sembrano presentare un solo tipo di assone. un nodo all’altro ed essere trasmesso così più velocemente da neurone a neurone. GliDa un punto di vista funzionale si possono invece suddividere in: impulsi elettrici sono generati grazie ad unsensitivi o afferenti, se acquistano gli stimoli trasportando le meccanismo di polarizzazione einformazioni al sistema nervoso centrale; interneuroni o neuroni depolarizzazione della membrana del neuroneintercalari, , che integrano i dati forniti dai neuroni sensoriali e li lungo l’assone.trasmettono ai neuroni motori; efferenti o neuroni motori, che
  14. 14. Nervi periferici MS C N MS N C MS 200x 400xLe due fotografie mostrano un nervo (N) periferico in due diversi ingrandimenti all’interno della lingua di ratto insezione longitudinale, circondato da tessuto muscolare striato (MS) in sezione trasversale.I nervi sono strutture anatomiche del sistema nervoso periferico formate da fasci di assoni, provenienti da un gruppo dineuroni, che trasportano informazioni da o verso il SNC. Il nervo contiene, inoltre, vasi sanguigni utili al rifornimento diossigeno e nutrienti.Nel nervo sono presenti guaine di tessuto connettivo (C) che si fanno via via più piccole, ricoprendo prima l’intero nervopoi fasci e fascetti di assoni. Il loro colore può variare dal bianco al grigio a seconda della prevalenza di fibre mielinicheo amieliniche. Quest’ultime sono caratterizzate da un diametro piccolo e sono avvolte dal citoplasma delle cellule diSchwann.Le fibre nervose possono essere efferenti, ossia motorie, quando trasmettono gli stimoli dal SNC alla periferia; oppureafferenti o sensitive se trasmettono gli stimoli nella direzione opposta; oppure miste se formate da entrambi i tipi.Infine i nervi si distinguono in altre 2 importanti categorie: encefalospinali e del sistema simpatico. I primi partono dalSNC e si distribuiscono ai distretti superficiali e schelettrici del corpo, mentre gli ultimi, invece, nella muscolatura liscia,nei visceri,nei vasi, nelle ghiandole e nel cuore.
  15. 15. CervellettoIl cervelletto, che coordina l’attività muscolare e mantiene il tono posturale el’equilibrio, è formato da sostanza grigia corticale e da una parte centrale disostanza bianca. Le fibre afferenti ed efferenti vanno e vengono dal troncoencefalico attraverso i peduncoli cerebellari inferiori, medi e superiori checollegano il cervelletto rispettivamente con il midollo allungato, il ponte e ilmesencefalo. SGCome si può vedere dalla fotografia (a), la corteccia è SMformata da tre strati: uno esterno contenente 40xrelativamente poche cellule e molte fibre nonmielinizzate (strato molecolare SM), uno strato interno SM aestremamente ricco di cellule (strato granulare SG) e unostrato intermedio di grandi neuroni chiamati cellule diPurkinje (P). Quest’ultime, viste a maggiore Pingrandimento nella fotografia (c), hanno corpi cellulari b SGmolto grandi, un assone estremamente fine che siprolungo all’interno dello SG e un sistema dendriticoramificato che si approfonda nello SM. 100x cLo SG profondo della corteccia cerebellare contienenumerosi piccoli neuroni (granuli del cervelletto).I loro assoni amielinici passano nello strato molecolare, dove si biforcano, SMdecorrendo paralleli alla superficie della corteccia; questi assoni contraggono Psinapsi con le cellule di Purkinje. Ogni granulo contrae sinapsi con migliaia dicellule di Purkinje. Semplificando, le fibre afferenti entrano nel cervelletto daltronco encefalico dirigendosi a contrarre sinapsi con i granuli, i dendriti dellecellule di Purkinje e altri neuroni della corteccia cerebellare; le cellule diquest’ultima formano anche numerose sinapsi fra di loro. Le uniche fibre SGefferenti della corteccia cerebellare sono gli assoni delle cellule di Purkinje,che si dirigono, attraverso lo strato dei granuli, verso la sostanza bianca, dove 400xcontraggono sinapsi nei nuclei centrali del cervelletto.
  16. 16. Ipofisi L’ipofisi è una ghiandola endocrina localizzata alla base del cervello che produce vari ormoni e controlla l’attività di altre, rivestendo un ruolo molto importante nella relazione tra sistema nervoso e sistema endocrino. L’ipofisi è formata da due principali porzioni, il lobo anteriore o adenoipofisi (A) e il lobo posteriore o neuroipofisi (P); essi sono collegati tramite il peduncolo ipofisario all’ipotalamo, il quale controlla, attraverso la produzione di ormoni con funzione inibitoria o di rilascio, sia la quantità sia la modalità di liberazione di quelli ipofisari. L’ipofisi controlla a sua volta, direttamente o indirettamente, tutte le altre ghiandole del sistema endocrino. L’ipofisi è collocata in una piccola cavità ossea al centro del cranio, la sella turcica, posta sotto il chiasma ottico (il punto di incrocio dei nervi ottici). Sebbene i lobi dell’ipofisi siano entrambi ghiandole endocrine intimamente associate all’ipotalamo, essi funzionano in modo indipendente l’uno dall’altro, controllando gruppi diversi di funzioni corporee e sono separati da una parte centrale detta ipofisi intermedia (I). Le fotografie sottostanti mostrano i due tipi di ipofisi a confronto. A A I I P P 200x 200x
  17. 17. AdenoipofisiNel lobo anteriore dell’ipofisi sono stati identificati 5 tipi di cellule secretorie, ciascunodei quali produce uno o più ormoni specifici. Metà delle cellule dell’ipofisi anterioreproduce l’ormone della crescita o somatotropina, responsabile della stimolazione dellaproduzione, nel fegato, delle somatomedine, ovvero molecole coinvolte nellaregolazione della crescita, che stimolano la moltiplicazione cellulare e la formazionedella cartilagine.Circa il 20% delle cellule dell’adenoipofisi secerne l’ormone adrenocorticotropo oACTH, il quale controlla la secrezione di diversi ormoni steroidei da parte della corticaledel surrene, come il cortisolo, l’aldosterone, il testosterone e gli estrogeni. CLa prolattina viene prodotta dal 10-20% delle cellule, la cui produzione è inibita dalla A Bdopamina, prodotta dall’ipotalamo, e stimolata dal fattore di liberazione dellatireotropina (da parte dell’ipotalamo) e degli estrogeni (da parte delle ovaie). Laprolattina stimola la produzione del latte; esercita un effetto inibitore sulla liberazionee sull’azione degli ormoni gonadotropici, responsabili dei cicli mestruali normali edell’ovulazione durante l’allattamento. L’ipofisi anteriore produce anche l’ormone 400xtireostimolante o TSH, il quale stimola la produzione degli ormoni tiroidei regolatori delmetabolismo basale e della termoregolazione.Altre cellule del lobo anteriore fabbricano due ormoni gonadotropi: ilfollicolostimolante o FSH e il luteinizzante o LH, i quali agiscono, rispettivamente, suitesticoli e sulle ovaie, perché sono i responsabili della maturazione degli organi dellariproduzione durante la pubertà. Nella donna, durante il ciclo mestruale l’FSH stimolala crescita dei follicoli, mentre l’LH provoca la sua rottura, accompagnata dallaliberazione di un uovo e dalla formazione di un corpo luteo. Nell’uomo invece l’LH Cstimola le cellule interstiziali del testicolo a produrre il testosterone e altri androgeni.Le cellule secretorie dell’ipofisi anteriore sono state tradizionalmente classificate in Bcromofile e cromofobe, in relazione alla loro affinità per i coloranti istologici. Le cellulecromofile sono suddivise in due gruppi: acidofile (A) e basofile (B).Le cellule cromofobe (C) cono il tipo cellulare più piccolo dell’ipofisi anteriore econtengono pochi granuli citoplasmatici.Tutte le cellule secretorie dell’adenoipofisi sono organizzate in cordoni ramificati, Acircondati da una ricca rete di sinusoidi capillari, sostenuti da un delicato stroma 1000xcontenente fibre reticolari e sottili fibre collagene.
  18. 18. NeuroipofisiIl lobo posteriore dell’ipofisi è collegato all’ipotalamo da neuroniparticolari, detti neurosecretori. Gli ormoni ipotalamici passanoattraverso queste cellule per raggiungere l’ipofisi posteriore, Pdove vengono liberati nella circolazione sanguigna. Gli ormoniche vengono secreti in questo modo sono l’ADH o ormoneantidiuretico o vasopressina e l’ossitocina.La vasopressina esercita i suoi effetti sul rene, aumentando ilriassorbimento di acqua da parte dei tubuli e dei dotti collettori,provocando quindi una riduzione della quantità di urina prodotta.La quantità dell’ormone prodotta dipende dalla concentrazione diSali disciolti nei liquidi corporei. Se questa aumenta o il volumedei liquidi diminuisce, la quantità di acqua presente nel corpo è 400xinsufficiente; viene, pertanto, secreto ADH.L’ossitocina svolge un ruolo importante nella femmina durante lagravidanza e l’allattamento. La produzione di sue elevate quantitàdà inizio al travaglio e dopo il parto contribuisce a controllare laliberazione del latte in risposta alla stimolazione esercitata dalneonato con la suzione. PL’ipofisi posteriore contiene gli assoni amielinici delle celluleneurosecretorie, i cui corpi sono localizzati nell’ipotalamo. Gliassoni neurosecretori sono circondati da cellule chiamate pituiciti(P), simili per struttura e funzione a cellule neurogliali del SNC. Lamaggior parte dei nuclei osservabili nelle due fotografie sonoquelli dei pituiciti, mentre gli assoni delle cellule neurosecernentisono indistinguibili dal citoplasma dei pituiciti. 1000x
  19. 19. a bIpofisi intermediaL’ipofisi intermedia o pars Aintermedia è la porzione dighiandola compresa tral’adenoipofisi e la neuroipofisi. IEssa è scarsamente sviluppatanell’uomo, ma lo è molto di più N SCin altri mammiferi e in alcunespecie inferiori. 200xL’ipofisi intermedia è un costituente dell’ipofisi anteriore chederive embriologicamente dalla tasca di Rathke, ovvero una 400xtasca dello stomodeo (depressione a forma di imbuto dovuta almovimento delle pieghe originatesi durante la formazione delcordone ombelicale primitivo dell’embrione alla quarta csettimana). Le cellule che la compongono formano aggregatiirregolari che tendono a disporsi preferenzialmente verso iltessuto nervoso della parte posteriore, come mostra lafotografia (a). E’ possibile osservare piccoli spazi cistici (SC)ripieni di colloide eosinofila, che rappresentano il residuo dellatasca di Rathke (foto b).Ultrastrutturalmente, le cellule contengono granuli secretorisimili alle cellule corticotrope dell’ipofisi anteriore. Questesintetizzano la pro-opiomelanocortina, lo stesso precursorepresente nelle cellule che producono ACTH; tale precursoreviene spezzato in un certo numero di frammenti, tra cui l’MSH, il 1000xquale promuove la sintesi di melanina da parte dei melanociticutanei, aumentando la pigmentazione cutanea.
  20. 20. Testa di ratto SN SN SN SN a b 40x 40xLe fotografie sopra (a-b) mostranouna sezione della testa di un ratto a Clivello dei seni nasali (SN). CInfatti si possono notare le aperturedel naso, caratterizzate dalla presenzadell’epitelio respiratorio cigliato nellefotografie (c) e (d), in cui le cellulesono dotate di ciglia (C) utili abloccare l’entrata di eventuali agentipatogeni contenuti nell’aria respiratae sono in grado di secernere muco. c 1000x d 1000x
  21. 21. Le fotografie (a) e (b) mostrano le sezioni, in diversi ingrandimenti, dei denti del topo (D). La fotografia (c) presenta invece il setto nasale contenente tessuto cartilagineo. a 200x b c40x 40x
  22. 22. c ba 1000x 400x 400x Le seguenti fotografie mostrano alcuni dei tessuti presenti sempre nella testa, come quello cartilagineo (a-b- c), quello osseo (d) e quello cheratinico (e), un tipo di tessuto epiteliale dotato CM esternamente da cellule morte (CM). 400x d e 400x
  23. 23. Lingua aLa lingua è un organo muscolare coperto da mucosa orale chesvolge un’azione meccanica sul cibo ed è specializzato nellaricezione sensoriale generale e nella ricezione sensorialespecifica del gusto.Un solco a forma di V, il solco terminale, separa i due terzidella lingua dal terzo posteriore. La mucosa dei due terzianteriori presenta papille gustative di tre tipi. Le piùnumerose, le papille filiformi, appaiono macroscopicamentesimili a corte “setole”, come mostra la fotografia (b), e sonoformate da una parte centrale di connettivo denso e da una 40xporzione superficiale fortemente cheratinizzata (C). bTra di esse sono disperse le piccole, rosse, globulari, papillefungiformi (fotografia c), che presentano un epitelio sottile, Cnon cheratinizzato e una parte centrale di connettivoriccamente vascolarizzata; ciò giustificamacroscopicamente il loro colore 200xrosso, che le distingue dalle piùchiare e più numerose papillefiliformi. Infine vi sono le papillecircumvallate, che contengono 200xla maggior parte dei recettori.La fotografia (a) mostra la puntadi una lingua di ratto. c
  24. 24. M NP SL ST Sa 400x b 400x d 400x Il corpo della lingua è formato da una massa di fasci di fibra muscolari scheletrici intrecciate (M) che permettono un’ampia gamma di movimenti e sono ben visibili le striature (S) nella fotografia (a), in cui compare una sezione longitudinale. Nella fotografia (b) sono, invece, poste a confronto le sezioni LP trasversale (ST) e longitudinale (SL) sempre del muscolo linguale. La mucosa che riveste l’organo è saldamente ancorata al muscolo sottostante grazie a una densa lamina propria connettivale (LP) (fotografia c). Nel muscolo e nella lamina propria della lingua sono presenti numerose, piccole ghiandole salivari accessorie, mucose e sierose. Inoltre si possono individuare anche alcuni nervi periferici (NP) come c nella fotografia (d). 100x
  25. 25. Ghiandolasottomandibolare alla parotide e alla La ghiandola sottomandibolare, insieme sottolinguale, rappresenta uno dei principali siti della mucosa orale per la produzione di saliva. Nelle ghiandole salivari sono presenti due tipi di cellule secretorie: cellule sierose e cellule mucose. Le prime producono un secreto SM acquoso ricco di enzimi e anticorpi, mentre le ultime producono un secreto viscido. D La ghiandola sottomandibolare consiste in un misto di S unità secernenti sierose e mucose (SM) che sono spesso osservabili come unità miste a secrezione sieromucosa. Tuttavia si possono anche trovare sia unità secretorie puramente sierose (S) che puramente mucose (M), come M mostra la fotografia (a). a Inoltre le cellule mioepiteliali avvolgono le unità secretorie, 100x favorendo con la loro contrazione l’espulsione dei prodotti secretori. La fotografia (b) mostra invece un dotto striato (D) ingrandito in sezione longitudinale. I dotti striati hanno origine dall’unione di più dotti minori D detti intercalari. Il loro nome deriva dalla striatura visibile al microscopio dovuta alla presenza di numerose e profonde introflessioni delle membrane plasmatiche basali delle cellule cuboidali che rivestono questi dotti. b 200x
  26. 26. b CELLULE SIEROSE (c) CELLULE MUCOSE (a) La fotografia sottostante mostra gliNella fotografia sottostante acini sierosi (S), i cui granulimostra gli acini mucosi (M), contenenti enzimi (zimogeno)contenenti i granuli di sono intensamente colorati. Imucina, sono scarsamente nuclei (N) delle cellule sierosecolorati, trattandosi di un sono rotondi, con cromatinapreparato colorato con EE. dispersa e occupano solitamente I nuclei (N) delle cellule 400x una posizione centrale nellamucose sono tipicamente CELLULE SIEROMUCOSE (b) cellula. Oltre alla secrezione diaddensati e appiattiti verso proteine, le cellule salivari Nella fotografia al centro si sierose sono coinvolte nellala membrana basale. possono osservare unità secrezione attiva di un fluido secretorie miste, in cui acquoso che contiene molti ioni. generalmente predominano le cellule mucose e le cellule sierose sono spesso disposte in semilune, dette anche N semilune sierose o semilune del Giannuzzi, che S circondano la parte terminale degli acini mucosi. S M M N M S 400x a c 400x
  27. 27. TiroideLa tiroide (T) (fotografia a) è una ghiandola di tipoendocrino lobulata, situata nel collo davanti alla partesuperiore della trachea. Essa produce due tipi diormoni:- gli ormoni contenenti iodio triiodotironina (T3) etiroxina (T4), la cui secrezione è regolata dal TSHdell’ipofisi anteriore. Questi regolano il metabolismobasale e sono importanti per la crescita e lamaturazione soprattutto del sistema nervoso.- L’ormone polipeptidico calcitonina, il quale regola ilivelli di calcio ematico con l’ormone antagonistaparatiroideo. La calcitonina abbassa la concentrazionedi calcio nel sangue inibendo la decalcificazionedell’osso e stimolando l’attività osteoblastica.La tiroide è una ghiandola endocrina particolare inquanto accumula grandi quantità del precursore Tdell’ormone in forma inattiva all’interno di cavitàsferiche extracellulari chiamate follicoli tiroidei. Talicomponenti sono strutture circondate da un singolostrato di cellule epiteliali cubiche, avvolte anch’esse dauna membrana basale. La secrezione dell’ormoneimmagazzinato implica il riassorbimento delprecursore dal lume follicolare, la sua rielaborazione, il a 40xrilascio negli spazi interstiziali circostanti e ladiffusione nella fitta rete di capillari che circonda ognifollicolo.La ghiandola tiroide è inoltre avvolta da una capsula ditessuto fibroso da cui si originano setti connettivali chesi approfondano, dividendola in lobuli (L).
  28. 28. TC C F TF VS F MB F VSb 400x c 200xLa fotografia (b) mostra i follicoli tiroidei (F) di varie dimensioni, circondati da cellule epiteliali di forma cubica (C) eda una membrana basale (MB). Tra i numerosi follicoli si possono individuare alcuni vasi sanguigni (VS) in cui vieneriversato il secreto prodotto. I follicoli tiroidei contengono nel loro lume una colloide omogenea chiamatatireoglobulina, la quale, dopo essere stata prodotta a partire dal reticolo endoplasmatico rugoso della cellulafollicolare, entra nel lume per esocitosi legandosi in forma inattiva agli ormoni T3 e T4. questi hanno origine daioduro ch viene pompato dal sangue e ossidato a iodio all’interno della cellula follicolare. Successivamente vienerilasciato nel lume follicolare subendo la trasformazione in T3 e T4 per poi legarsi alla tireoglobulina. Infine si verifical fagocitosi del complesso ormone-tireoglobulina con la conseguente formazione di vacuoli citoplasmatici, i quali sifondono con i lisosomi della cellula follicolare. Gli ormoni vengono separati dalla tireoglobulina e diffusi poi nelcircolo.La fotografia (c) mostra invece il tessuto fibroso (TF) che forma la capsula della tiroide e la divide da del tessutocartillagineo (TC).
  29. 29. ParatiroideLe ghiandole paratiroidi (P) sono ghiandole endocrinepiccole, ovali, strettamente associate alla ghiandolatiroide. Infatti, come si può osservare dalla fotografia(a), la paratiroide è compresa nella capsula dirivestimento della tiroide. Nei mammiferi, solitamente, Psono presenti due paia di ghiandole situate sullasuperficie posteriore della tiroide, ma occasionalmentealcuni individui possiedono anche 5 o 6 paratiroidi. Essecontrollano la calcemia e la fosfatemia per mezzodell’ormone paratiroideo. Questo ormone controlla laconcentrazione di calcio attraverso il catabolismo della 40x amatrice ossea; l’aumento del riassorbimento degli ionicalcio e l’inibizione del riassorbimento di ioni fosfato alivello del glomerulo nel rene; l’aumento delriassorbimento del calcio a livello dell’intestino tenue.La fotografia (b) mostra il parenchima di una ghiandola Sparatiroide, la quale contiene cellule secretorie di duetipi: cellule principali (P) e cellule ossifile.Le cellule principali sono piccole, mostrano nucleicentrali ovoidali e citoplasma chiaro e sono coloro che Ssecernono l’ormone paratiroide. Il secreto (S) è benvisibile.Le cellule ossifile sono più grandi delle prime e non Pproducono ormoni, ma tendono a riunirsi in aggregati.Si noti infine la fitta rete di capillari (C) tra le celluleendocrine. C b 400x
  30. 30. CuoreIl cuore è un organo cavo situato nella cavitàtoracica, più precisamente nel mediastinomedio, dietro lo sterno e le cartilagini costali,che lo proteggono come uno scudo, davanti allacolonna vertebrale e appoggiato sul diaframma.Il cuore è l’organo centrale dell’apparatocircolatorio, in quanto funge da pompa capacedi produrre una pressione sufficiente apermettere la circolazione del sangue in tuttol’organismo.Esternamente il cuore è avvolto da una sottilepellicola detta pericardio, diviso in sieroso, piùinterno, e fibroso, più esterno. Sotto alpericardio si trovano tre tonache checostituiscono il corpo dell’organo:- epicardio, costituito da tessuto connettivocontenente capillari sanguigni e linfatici e fibrenervose;- miocardio, formato da fibre muscolaricardiache orientate per permettere la correttacontrazione; Il sangue venoso povero di ossigeno proveniente dalla periferia del corpo giunge- endocardio, un rivestimento protettivo al cuore tramite la vena cava superiore ed inferiore, entrando nell’atrio destro,costituito da cellule endoteliali che favorisce lo per poi attraversare la valvola atrioventricolare tricuspide ed entrare nelscorrimento del sangue all’interno del cuore, ventricolo destro. Da qui oltrepassa la valvola semilunare per entrare nelleimpedendo la formazione di coaguli. arterie polmonari e raggiungere i polmoni, dove viere ossigenato. Infine ilIl cuore è suddiviso in 4 cavità: due atri (destro sangue ritorna al cuore nell’atrio sinistro tramite le vene polmonari, poi fluiscee sinistro) posti superiormente e due ventricoli nel ventricolo sinistro tramite la bicuspide e attraverso la valvola semilunare(destro e sinistro) posti inferiormente. entra nell’aorta per essere trasportato in tutto l’organismo.
  31. 31. L’aorta è l’arteria principale dell’apparato circolatorio, che trasporta il sangue ricco di ossigeno dal cuore alla periferia del corpo. La fotografia (a) mostra una panoramica della zona di congiunzione tra il vaso e l’organo in sezione trasversale. È possibile notare l’elevato spessore delle pareti che lo rivestono dovuto all’ alta pressione del sangue in seguito alla sistole ventricolare. Per sopportare tale pressione le pareti delle arterie presentano una parete muscolare più sviluppata, capace di dilatarsi facilmente rispetto alle vene. Infatti In esse fluisce il sangue proveniente dalla periferia e quindi dotato di minor spinta. La figura (b) illustra nel dettaglio la parete arteriosa dell’aorta composta dal tessuto muscolare liscio rivestito da quello connettivo, in cui non è presente l’epitelio interno a causa della tipologia di taglio. c Ma 40x b 200x
  32. 32. La fotografia sotto presenta l’immagine di una valvola semilunare, posta tra il ventricolo sinistro e l’aorta ol’arteria polmonare e il ventricolo destro. Le valvole sono importanti nel cuore perché prevengono il reflussosanguigno permettendo il corretto svuotamento delle cavità dell’organo. Si notano tracce di sangue coagulato e i due lembi della valvola aperti, normalmente sostenuti da tessuto tendineo, come nella fotografia sopra, che favorisce la loro corretta chiusura. 100x
  33. 33. Il tessuto cardiaco 200x cIl tessuto cardiaco caratteristico del cuore èparticolare . Le cellule muscolari cardiache hanno Fpeculiarità funzionali e strutturali intermedie traquelle scheletriche e lisce, in quanto come nelleprime le proteine contrattili assumono l’aspetto Cistologico di striature, costituendocontemporaneamente un muscolo involontarionormalmente liscio. FLa sezione longitudinale a latomostra la presenza nelle cellulemuscolari cardiache di uno o duenuclei (N) di cui quelli allungatisono collocati in posizionecentrale. Da notare è il delicatotessuto connettivo ricco di capillari N(c), coronarie (C) e collagene, cheriempiono gli spazi intracellulari. 400x NLe singole cellule muscolari, dette fibre muscolari, sonoraggruppate insieme in fasci allungati (F) chiamati fascicoli,separati da tessuto connettivo. 400x
  34. 34. I polmoni 4I polmoni sono gli unici organi del 0sistema respiratorio che fornisce uncontinuo ricambio di ossigeno alsangue e permette l’espulsionedell’anidride carbonica.Normalmente, l’aria entra nel nostro Bcorpo tramite le narici dove vienefiltrata, riscaldata e umidificataoppure attraverso la bocca,ma in talcaso non viene sottoposta a tutti gliimportanti processi appena descritti.Dalla cavità nasale o dalla bocca l’ariapassa nella faringe, dove il suo apercorso si incrocia con quello delcibo. Giunta nella laringe l’ariaattraversa le corde vocali, organiaddette allea produzione dei suoni, esi dirige verso i polmoni passando perla trachea,supportata da una serie dianelli cartilaginei che le impedisconodi collassare. La trachea si biforca poi 40xin due bronchi (B), che entrando Questi ultimi terminano in saccheciascuno in un polmone, si diramano aeree riunite in grappoli dette alveolipiù volte in tubi sempre più sottili (a).chiamati bronchioli.
  35. 35. Bronchi I bronchi sono vie respiratorie con diametro maggiore rispetto ai bronchioli. L’epitelio bronchiale (E) è respiratorio pseudostartificato poiché tutte le cellule poggiano sulla membrana basale, anche C se non tutte raggiungono la superficie luminale. Foto(b) La lamina propria è sottile, elastica e completamente circondata da muscolatura liscia (M) disposta a spirale. Questa disposizione permette la contrazione dei bronchi sia in lunghezza che nel senso del diametro durante la respirazione. Dalla foto(c) si può anche notare la presenza di ghiandole siero-mucose (G), che sono sparse nella sottomucosa e sono rare nelle vie aeree più piccole. La trama cartilaginea (C) è ridotta a poche placche irregolari. Foto(a)a 100x G E M b c 400x 200x
  36. 36. Gli alveoliNei polmoni si trovano milioni di minuscolesacche chiamate alveoli (A) immerse in unostroma, costituito da tessuto connettivo riccodi fibre elastiche. Ciascun alveolo è formatoda un sottile strato di cellule epiteliali (E), lavera superficie respiratoria, attraverso cuiavvengono gli scambi gassosi. 200x L’ossigeno presente nell’aria inspirata diffonde nel sottile velo di umidità che ricopre le cellule epiteliali e da qui, attraverso esse, nella rete di capillari sanguigni che circonda ogni alveolo. L’ anidride carbonica diffonde in direzione opposta, cioè dai capillari attraverso l’epitelio nello spazio aereo dell’alveolo e, infine, nell’aria che viene espirata. 400x
  37. 37. L’attività polmonare è strettamente correlata ai movimenti muscolari del Diaframma diaframma. Durante l’inspirazione il diaframma si contrae verso il basso permettendo ai polmoni di espandersi; mentre durante l’espirazione torna a rilassarsi riassumendo la sua normale posizione ricurva e comprimendo i100x polmoni. Esso è formato da una parte tendinea (T) e da una muscolatur a scheletrica (M), le cui striature 400x (S), visibili in foto, sono100x determinat e dalla disposizion e delle proteine contrattili. 100x
  38. 38. EsofagoIl bolo alimentare deglutito passa attraverso la tracheae giunge nell’esofago o tubo digerente che mette incomunicazione la bocca e lo stomaco. Perché il boloarrivi allo stomaco è necessaria una spinta che consistenelle contrazioni dell’ esofago la cui parete è costituitada quattro strati o tonache: mucosa (M),sottomucosa(SM), muscolare liscio (ML) e sierosa (S). M CLa sottomucosa è composta da tessuto connettivolasso con numerose fibre elastiche mentre il tessutomuscolare è composto da uno strato interno di fibre SMcircolari (C) e uno esterno longitudinali(L). La Lcontrazione dello strato circolare restringe l’esofago MLmentre la contrazione dell’altro strato lo accorcia. LL’azione alternata dei due livelli di muscoli permette la Speristalsi. 100x La foto(a) mostra un particolare della mucosa formata da tessuto K epiteliale pavimentoso stratificato cheratinizzato(K) e tessuto connettivo. L’epitelio è stratificato, cioè composto da più strati di cellule per resistere allo sfregamento prodotto dal passaggio del cibo ingerito sotto forma di bolo alimentare a 400x
  39. 39. StomacoLo stomaco si trova nella cavità addominale ed è collegato all’esofago mediante il cardias, mentre termina nelduodeno tramite la valvola pilorica. In esso comincia la digestione delle proteine ad opera dell’acido cloridrico ealcuni enzimi al fine di consentirne poi l’assorbimento al livello dell’intestino tenue. b a Essendo un muscolo adibito alla digestione questi è rivestito da uno strato di muscolatura liscia che ne determina la L caratteristica di organo involontario. La muscolatura liscia si divide in fasci longitudinali(L) e trasversali(T) fotografie (a) e (b) 400x 100x cA differenza dello stomaco umano nella mucosa diquello del ratto si distinguono due zone: la regione del PSprestomaco(PS) e quella dello stomaco ghiandolare(SG) SGdivise tra di loro da una plica (P) formata dalla mucosa Pdel prestomaco che si abbassa dalla parte ghiandolaredello stomaco. Fotografia (c) 100x
  40. 40. aIl prestomaco è rivestito da un tipico epitelio piattostratificato e cheratinico al pari dell’esofago sostenuto daun corpo papillare. Al suo interno,come visibile nellafotografia(a),sono totalmente assenti strutture ghiandolarimentre è presente una notevole cheratinizzazione. b 200x 1 Lo stomaco ghiandolare si estende dalla plica fino alla zona pilorica. La mucosa è abbastanza spessa e i tubi ghiandolari presenti, costituiti da epitelio cilindrico hanno lumi stretti di forma affusolata notevolmente estesa (1) fotografia(b) 100x 200x
  41. 41. a Intestino L’intestino costituisce l’organo terminale dell’apparato digerente dove vengono dissociate e assorbite le sostanze nutritive, insieme all’acqua e ai sali minerali. Inoltre ha la funzione di espellere le feci, cioè le sostanze di scarto prodotte dalla digestione. All’interno dell’intestino è possibile distinguere differenti sezioni: il duodeno,che nel ratto decorre a forma di s ed è caratterizzato dalla presenza di villi(a) ,il digiuno,l’ileo,il cieco a forma di sacca,il colon(b) e il retto in comunicazione con l’esterno. Ognuna delle diverse parti svolge una specifica funzione di assorbimento di particolari sostanze e ciò determina una grande variabilità nella struttura interna dell’intestino sebbene essendo un organo dedito alla digestione questi è rivestito da una parete muscolare liscia che ne caratterizza il comportamento di organo involontario. La 40x tunica muscolare è formata da due strati , uno longitudinale e uno trasversale che presentano cellule allungate come ben visibile in fotografia(c)c 400x 200x b
  42. 42. Intestino tenueL’intestino tenue ha una struttura particolarmente adattaall’assorbimento, infatti, la sua parete interna è ripiegata in larghepliche circolari e presenta molte piccole estroflessioni digitiformichiamate villi, rivestiti da un epitelio colonnare semplice composto da Cnumerosi tipi di cellule diversi tra cui si riconoscono:Gli enterociti (e) con un profilo colonnare alto con nuclei localizzati ealla base e rivestiti da numerosi microvilli(m) con funzione diassorbimento come visibile in fotografia (a) a m 400xDalla fotografia(b) si notano le cellulecalciformi (C) organizzate in ghiandoleche producono mucina per la Clubrificazione del contenutointestinale in transito e per laprotezione dell’epitelio. C b 100x L Ciascun villo è poi attraversato da una lamina propria (L) che si estende lungo l’asse di ogni villo e contiene una ricca rete vascolare e linfatica in cui le sostanze c nutritive, passando attraverso l’epitelio dei capillari, vengono poi trasportate in tutte le cellule 400x fotografia(c)
  43. 43. Intestino crasso aLe principali funzioni dell’intestino crasso sono ilriassorbimento di acqua e Sali minerali dal residuo solidodell’intestino tenue e la propulsione delle feci, MMprogressivamente più solide, verso il retto. Come si può vedere dalla fotografia(a) la spessa tonacaghiandolare è notevolmente ripiegata a non presenta plichedistinte come quelle dell’intestino tenue. Le pieghelongitudinali formate dalla mucosa vengono dette colonne diMorgagni. La muscolari mucosae (MM) è evidente nella mucosadell’intestino crasso e la sua attività ritmica impedisce 200xl’ostruzione delle ghiandole e aumenta l’espulsione delmuco. bIn relazione alle sue funzioni, la mucosa è rivestita da cellule Aassorbenti(A) e cellule calciformi (C) secernenti muco, cheassume importanza sempre maggiore man mano che le fecivengono progressivamente disidratate.La fotografia(b) mostra sezioni trasversali dove sonoevidenziate le cellule assorbenti di forma colonnare connuclei grandi circondate da cellule calciformi con nucleipiccoli e condensati. La lamina propria(L) contiene vasiematici e linfatici, collagene, linfociti e plasmacellule facenti Lparte dei meccanismi di difesa da agenti patogeni. C 400x
  44. 44. FegatoIl fegato è uno degli organi più grandi dell’organismo e svolgenumerosissime e differenti funzioni. Da esso passano tutte lesostanze assorbite dall’intestino. I monosaccaridi possonoessere convertiti in glucosio e condensati in glicogeno cheviene immagazzinato come riserva energetica. Gliamminoacidi vengono in parte trasformati in zuccheri e Egrassi o precursori dell’ATP. I grassi vengono utilizzati performare ATP , lipoproteine di trasporto o fosfolipidi. Inoltre ilfegato è capace di immagazzinare vitamine e minerali.Il fegato svolge anche funzioni protettive, infatti demoliscefarmaci, droghe, alcool ed è in grado di convertirel’ammoniaca in urea.Il fegato del topo è suddiviso in diversi lobi: il lobo principale Vdi sinistra maggiormente esteso rispetto agli altri, il lobosinistro accessorio,il lobo destro e destro accessorio, il lobocaudato e il processo papillare.Ogni lobo è costituito da unità funzionali, i lobuli epaticiformati da cellule specializzate, gli epatociti(E) disposti araggiera intorno a un vaso sanguigno(V) come ben visibiledalla fotografia. E 200x
  45. 45. c a E SP C 200x SPi lobuli epatici sonno definiti dagli spazi portali(S) e da 40xscarso tessuto connettivo(C) come ben visibile nellafoto(a). bOgni lobulo è formato da epatociti(E) fotografie(b) e(c), grosse cellule con i nuclei grandi e rotondi molto CEvariegati nelle dimensioni poiché più della metà diessi contengono un corredo cromosomico doppio Sall’interno di un singolo nucleo mentre alcunicontengono una quantità di DNA4-8 volte superiore.Gli epatociti formano piani appiattiti formati da unsolo strato di cellule attorno al quale passa il sangue.I sinusoidi(S) sono separati dagli epatociti tramiteuno stretto spazio( spazio di Disse) e rivestiti da unostraro di cellule endoteliali(CE) con nuclei appiattiti. 400x
  46. 46. Dotti biliari Oltre alle funzioni precedentemente elencate il fegato è responsabile della produzione della bile, una soluzione contenente sali biliari che emulsionano i grassi, spezzando le catene di alcani e rendendoli facilmente attaccabili dagli enzimi. La bile si sposta dal fegato alla cistifellea tramite i dotti biliari(DB) visibili in fotografia, spesso collocati i DB prossimità di un vaso sanguigno che si uniscono a formare un dotto di maggiori dimensioni. Dalla 100x cistifellea la bile viene riversata nel duodeno tramite il coledoco.DB 200x
  47. 47. ReniOrgani principali dell’ apparato escretore attraverso i reni passa tutto il sanguepresente nell’organismo per essere purificato. I tubuli renali estraggono un liquidodetto filtrato che viene in maggior parte riassorbito e in minor parte espulso sottoforma di urina. Risulta suddiviso in due regioni quella corticale più esterna e quellainterna detta midollare.L’unità funzionale del rene è il nefrone, costituito da un tubulo che ha un aspettoricurvo, e dai capillari a esso associati. La figura a lato mostra la struttura di unnefrone: la parte iniziale è a forma di coppa detta capsula di Bowman checontiene all’interno il glomerulo, fotografia (a), ammasso di capillari addetto alfiltraggio del sangue. La restante parte del nefrone può essere suddivisa in tresezioni:Il tubulo prossimale(P) nella regione corticale, l’ansa di Henle (H), un trattoa forma di U che porta il filtrato verso la regione midollare e lo riporta indietronella regione corticale; il tubulo distale(D), che riversa il filtrato di più nefroni neldotto collettore(DC) in cui il filtrato diventa urina, giunge alla pelvi renale e infinenell’uretere. a 400x
  48. 48. Corticale e midollare Il rene risulta organizzato in strutture dette piramidi(P), generate da una rientranza del tessuto connettivo costituente la capsula esterna di protezione(C). La midollare presenta cellule C più distanziate tra loro. Nella giunzione cortico -midollare sono visibili P parecchie arterie arcuate (AA) e vene arcuate(VA) a parete sottile AA 400xLa regione corticale più esterna VApresenta un’alta concentrazione dicorpuscoli e il suo parenchima èformato per la maggior parte datubuli prossimali e distali 100x
  49. 49. Pelvi CLa pelvi(P) è la regione centrale del rene dove sicongiungono i vari dotti collettori per trasportarel’urina all’uretere. Notare il calice(C), che presenta un Ptessuto urinario le cui cellule superficiali sono dette adombrello(O), mentre al di sotto c’è una laminapropria(LP) costituita da connettivo lasso. Il calice PRcirconda la papilla renale(PR) attraversata da vasi(V),mentre si ha una formazione di tessuto adiposo(TA)all’esterno. 40x V P LP   V O TA 200x 100x 400x
  50. 50. SurreneIl surrene è un organo compostoda due ghiandole ad attivitàendocrina. Tale organo èresponsabile principalmentedella regolazione della rispostaallo stress mediante la sintesi dicorticosteroidi e catecolamine,tra cui il cortisolo e ladrenalina.Come ben visibile in fotografia Ilparenchima è diviso in dueregioni istologicamente efunzionalmente distinte: una piùesterna detta corticale ocorteccia surrenale, di colore piùscuro ed una più interna detta 40xmidollare di colore più chiaro.. Il surrene è esternamente rivestito da una capsula(c) C composta principalmente da collagene .Fotografie C 400x 1000x
  51. 51. a CorticaleLa regione corticale si divide in tre zone:La zona glomerulare(G), figura(a), più esternapresenta cellule disposte in aggregati irregolari,ovoidi e presentano nuclei rotondi che secernono gliormoni mineralcorticoidi, soprattutto l’aldosterone. GQuesti è responsabile della regolazione dei livelliematici di sodio e potassio che influiscono sullapompa di sodio delle membrane cellulari.La zona fascicolata(F), intermedia e più ampia è Fformata da stretti cordoni di cellule secretorie dellospessore di una sola cellula. Le sue cellule secernonoormoni glicocorticoidi, soprattutto cortisolo che hadiversi effetti metabolici come aumentare laglicemia. Fotografia (b)La zona reticolare, non visibile in figura, è formata dauna rete irregolare di cordoni ramificati, separati daampi sinusoidi, secernenti ormoni sessuali steroidei eglicocorticoidi b F 400x 100x
  52. 52. MidollareLa midollare del surrene è formata da aggregati di cellulesecretorie fittamente stipate, sostenute da una fine tramareticolare(R). Essa secerne le catecolamine, adrenalina enoradrenalina, sotto il controllo del sistema nervoso simpatico. VQuesti ormoni non sono rilasciati continuamente ma siaccumulano in granuli citoplasmatici e rilasciati in risposta a unastimolazione. Molti canali venosi(V) passano attraverso lamidollare diretti verso la vena centrale. foto a lato 400x Da notare in fotografia la contrastante eosinofilia del citoplasma tra cellule della corticale e delle midollare R 400x 1000x
  53. 53. Pancreas Il pancreas è una grande ghiandola che ha funzioniI D sia esocrine che endocrine. Come possibile vedere in figura la ghiandola è ricca di lobuli(L) e rivestita da un connettivo denso che crea setti(S) tra i lobuli. La componente esocrina del L pancreas è formata da acini secretori fittamente stipati secernenti un fluido alcalino ricco di enzimi che drena nel dotto pancreatico principale L tramite dei dotti intercalari(D) rinforzati da tessuto connettivo visibili in L fotografia . Il tessuto I esocrino forma isole di varie dimensioni dette isole di Langerhans(I) disperse nell’ambito del tessuto esocrino. S I 40x
  54. 54. Pancreas esocrino bNella fotografia(a) è possibile osservare la struttura della componente esocrina delpancreas. Ogni acino(A) è costituito da un aggregato di irregolare di cellulesecretorie(CS) piramidali. Le cellule degli acini sono tipiche cellule che secernonoproteine. I nuclei, come ben visibile nell’immagine(b), sono disposti alla base e sonocircondati da un citoplasma ricco di reticolo endoplasmatico rugoso; gli apici dellecellule contengono molti granuli secretori.Tra gli acini è possibile osservare la presenza di cellule(D) con nuclei pallidi e concitoplasma sparso che rappresentano le cellule dei dotti intercalari i quali vanno adunirsi a dotti escretori di dimensioni maggiori, i dotti intralobulari(I),ben visibile infotografia(c). Questi dotti sono rivestiti da un epitelio cubico semplice basso(EC). 1000x a c A D EC I CS 400x 400x
  55. 55. Pancreas endocrino I CIl pancreas esocrino è costituito dalleisole di Langerhans(I), formate dadifferenti tipi cellulari: le cellule alfa 200xsecernenti glucagone, le cellule beta, 400xsecernenti insulina e le cellule delta,produttrici di somatostatina. Tutti isecreti delle cellule sonofondamentali in processi quali ilmetabolismo,la crescita e lo sviluppo.Le isole di Langerhans sonocircondate da una sottile capsula(C).Le cellule endocrine sono piccole conun citoplasma granulare, debolmentecolorato al contrario delle cellule Icircostanti. Ciò è causato dallagrande quantità di reticoloendoplasmatico rugoso nelle celluleesocrine che secernono grandi 200xquantità di proteine. Nella fotografia e(e) si nota la parete di un vaso cheattraversa l’organo. C 1000x 1000x
  56. 56. Milza TLa fotografia mostrauna panoramica dellamilza sezionata. Al suointerno la milzapresenta dei noduli opunti in cui le cellulesono più fitte dettapolpa bianca(PB) Adispersi in matricerossa, la polpa PB PBrossa(PR).La milza è rivestita dauna sottile ma densacapsula fibroelasticaesterna(C) dalla qualesi dipartono corti setti PRo trabecole(T) cheforniscono una robustastruttura quasi assentenella polpa bianca se Tnon intorno 40xall’arteriolacentrale(A). Ingrandimento della capsula e di un setto. Da notare la componente C fibroelastica presente in grande quantità 200x
  57. 57. Polpa rossaLa polpa rossa fotografia(a) è costituitaprincipalmente dal parenchima(P) che è Mpermeato da ampi sinusoidi venosicomunicanti(SV). il parenchima è costituito SVprincipalmente da capillari rivestiti damacrofagi, da macrofagi sparsi e da cellule delsangue che devono ancora rientrare nei seni esvolge la funzione di distruzione delle cellule SVdanneggiate del sangue mediante fagocitosioltre a creare nuove piastrine grazie ai M SV Pmegacariociti (M) a 400x E I seni venosi sono rivestiti da cellule endoteliali(E) insolite, molto allungate, fusiformi disposte parallelamente all’asse maggiore dei seni visibili in fotografia(b). b 400x
  58. 58. Polpa bianca b PL a B T C 1000xLa polpa bianca della milza è di due tipi: a linfociti T, 100xche rispondono agli antigeni presenti sulla superficiedelle cellule, o a linfociti B che rispondono anche ad cantigeni presenti nei liquidi corporei.La fotografia (c) mostra un’area a cellule T cheforma una guaina cilindrica(T) attorno aun’arteriola(A); in quell’area sono presenti piccolilinfociti prevalentemente di tipo T helper. Notare ilmodo in cui la massa di cellule T si fonde con ilcircostante parenchima della polpa rossa dettapolpa rossa perlinfoide (PL) foto(b) in quanto A Tcontiene alcuni linfociti.All’interno della polpa bianca è anche possibilenotare due differenti tipi di cellule i linfociti(C) e ilinfoblasti(B),i centri germinativi con cellule dimaggiori dimensioni. foto(a) 400x
  59. 59. Il timo è un grandeorgano linfoide, Timo a Le principalifortemente lobulato, funzioni dellocalizzato nella parte M timo sono:anteriore della cavità • produzionetoracica e nella parte di linfociti Tinferiore del collo. La immunocomghiandola appare petenti,circondata da una CRcorticale esterna(CR) ad • proliferazioalta concentrazione ne di cloni dicellulare che avvolge cellule T,una zona più interna, a • secrezionepiù bassa cellularità, CR di ormoni edetta midollare(M).Foto(a) altri fattori solubili. b M c 40x V I lobuli del timo risultano rivestiti da una spessa capsula connettivale(C) C foto(b) da cui si S irradiano brevi setti(S) contenenti i vasi sanguinei(V) foto(c) 400x 100x
  60. 60. b c d E E E LB E 400x 1000x 1000x a Essendo un organo linfoide il timo occupa una grande quantità di linfociti fig (b) che si generano dalla mitosi di grandi linfociti della corteccia esterna(CR) dettiCR M linfoblasti(LB) fig (c). La corticale presenta tratti differenti dalla midollare(M), attraversata da vasi(V), nella quale la caratteristica dominante è la presenza di una robusta componente epiteliale(E). Queste cellule sono identificabili con V facilità per i loro grandi nuclei pallidi e per evidenti membrane basali, ben individuabili in fotografia(d). 200x
  61. 61. LinfonodiI linfonodi sono piccoli organireniformi situati lungo il decorso deivasi linfatici regionali, in modo che lalinfa drenata passa attraverso uno opiù linfonodi. La porzione esterna del Flinfonodo ha un’alta concentrazione dicellule ed è nota come corticale Pmentre l’area centrale, meno densa dicellule viene detta midollare. La Sporzione superficiale della cortecciacontiene densi aggregati di cellule , ifollicoli(F), molti dei quali hanno uncentro germinativo. La porzione più Fprofonda della corticale, o zonaparacorticale(P) ha anch’essa unadensa cellularità, con un aspetto piùomogeneo.Il linfonodo è rivestito da una densa Scapsula(C) di connettivo sotto la qualeè presente un piccolo spazio nel quale C Fdrenano i vasi linfatici afferenti dettoseno sottocapsulare(S) che a volte puòpresentare formazione di tessutoadiposo come nella fotografia 40x
  62. 62. Follicolo linfatico La fotografia (a) mostra un follicolo linfatico con centro germinativo(CG) poco colorato; la periferia, più intensamente colorata è chiamata zona del mantello(ZM). Il mantello è costituito da piccoli linfociti B(L) a riposo fotografia(b). ab L ZM CG 400xc LB Nella zona esterna del follicolo si nota la 100x presenza di linfoblasti (LB), cellule più grandi e precursori dei linfociti. Fotografia(c). 400x
  63. 63. MidollareLa fotografia(a) mostra la struttura della midollare del linfonodo, con i cordoni midollari(CM) ramificati,formati dalla penetrazione della corticale nella midollare, separati da irregolari seni midollari(SM). I cordoni midollari contengono macrofagi e piccoli linfociti ma la popolazione principale è costituita daplasmacellule(P) e i loro precursori, gli immunoblasti, cellule più piccole migrate nella midollare partendodai centri germinativi fotografia(b). Qui avvengono le fasi terminali di maturazione per la formazione diplasmacellule.a b CM SM CM SM SM P SM CM 40x 400x
  64. 64. a Nella midollare sono presenti trabecole(T) che si originano dal tessuto connettivo della capsula e che contengono vasi ematici(V). Inoltre dalla fotografia(a) T b V200x F dalla fotografia(b) è possibile notare una fine trama reticolare di fibre(F) che fornisce ai macrofagi altamente attivi della zona 400x
  65. 65. a Midollo osseoIl midollo osseo in attività è pieno di cellule staminali inreplicazione e di precursori delle cellule ematiche mature. Lapresenza di eritrociti in via di maturazione ne determina ilcolore rosso da cui deriva il nome midollo rosso.(a): midollo osseo dello sterno(b): cellule promielociti monoblasti(c): megacarioblasto, responsabili della formazione dipiastrine 40xc b 1000x 100x
  66. 66. Grasso bruno e biancoIl tessuto adiposobruno(BR) è organizzato in 100x Il grasso (BI)lobuli separati da setti immagazzinato neglifibrosi. Il nucleo degli adipociti si accumulaadipociti bruni è localizzato sotto forma di gocce chealla periferia della cellula fondono per formarnema è grande a differenza di una unica che occupa laquello bianco. Inoltre è BR BI maggior parte dicircondato da una citoplasma. Il nucleo èsignificativa quantità di compresso e ridotto a unacitoplasma. sottile striscia periferica 400x 400x
  67. 67. Utero, ovaie e vaginaL’utero è l’organo dove avviene lo sviluppo dell’oocita fecondato.Esso possiede una spessa parete muscolare e la sua superficieinterna è rivestita dall’endometrio, che è riccamente irrorato da vasisanguigni. L’apertura dell’utero è delimitata dalla cervice (o collodell’utero) che si protende nella vagina.L’organo del ratto, a differenza di quello di una donna, è costituito da Ldue corna, i siti dove si impiantano i feti disposti in file. Ciò è dovutoall’elevato numero di figli che può generare l’animale rispettoall’uomo.I corni uterini sono lunghi circa 5 cm e larghi circa 3 mm, sono pococontorti e hanno forma cilindrica. La parete dei corni uterini è assaimuscolosa e specialmente ben sviluppato è lo strato muscolareesterno. Al di sotto di questo vi è un connettivo riccamente 200xvascolarizzato. La muscolatura cervicale uterina si continuainsensibilmente e per gradi nella vagina, dove ha lo spessoremassimo.Le fotografie mostrano il lume del corno dell’utero(L) e delleghiandole(G) in basso immerse nel tessuto connettivo. G 40x 400x
  68. 68. a Le fotografie (a) e (b) mostrano il tessuto muscolare dell’utero, mentre l’immagine (c) rappresenta il setto della cervice. La fotografia centrale mostra invece l’epitelio pavimentoso(EP) che delimita il lume del corno uterino. EP 400x bc 400x 40x 400x
  69. 69. aL’ovaio del ratto ha forma allungata e misuralongitudinalmente da 0,4 a 0,5 cm ed è largocirca 0,3 cm. Al suo interno sono riconoscibilivari corpi tra cui follicoli in sviluppo, corpilutei(CL) e follicoli di Graaf.L’ovaio del ratto è rivestito da una capsula(C)evidente nella fotografia (b) ed è collegatoutero tramite l’ovidotto, nel quale l’ovuloespulso dall’ovaio incontra gli spermatozoi, CLfotografia(c). 40xc b C 100x 40x

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