Esame

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  1. 1. Mappa 1la mente umana rappresenta la realtà attraverso modelli mentali, manipolazioni simboliche, schemicognitivi. Quattro approcci diversi indagano le modalità dei processi mentali.Approccio cognitivista: la mente umana registra immagazzina e recupera informazioni, comportandosicome un computer, ma anche come avaro cognitivo.Approccio costruttivista: la mente umana si comporta adattandosi attraverso processi di assimilazione eaccomodamentoApproccio meta cognitivo: la mente umana è un sistema RICORSIVO. Riflette sui propri processi e apprendeper tentativi ed errori riconosciutiApproccio ecologista:la mente umana elabora , non solo internamente, ma anche esternamente(apprendimento cooperativo)Mappa 2Questi approcci indagano l’interfacciarsi della nostra mente rispetto alla realtà. Grazie ai progressi delleneuroscienze ad esempio con la scoperta dei neuroni a specchio anche la psicologia ha trovato nuovoslancio per comprendere i processi cognitivi, il linguaggio e il comportamento. I neuroni a specchio siattivano quando un individuo vede compiere un movimento quasi come se se lo rispecchiasse,compiendolo da lui stesso senza in realtà effettuarlo. Questi neuroni decodificano e comprendono le azionialtrui, comprendono la gestualità e le espressioni delle emozioni. Quanto il contributo delle neuroscienzesia importante nel nostro indagare lo dimostra Fodor che in tal senso ha elaborato il concetto di modellomodulare della cognizione umana: i moduli sono meccanismi di calcolo che intervengono nell’analisipercettiva e nelle funzioni visivo motorie. Nel disegno a mano libera parti dell’emisfero destro forniscono idettagli, invece altri nell’emisfero sinistro controllano il contorno. Ogni modulo è dominio specifico eriguarda una ristretta classe di input. Sono impenetrabili a livello cognitivo. La mente funziona come uncoltellino svizzero che ha vari arnesi (apribottiglia, apriscatole, stuzzicadenti…) ognuno dei quali ha unaspecifica mansione.I moduli analizzano l’input in modalità bottom-up dal basso verso l’alto, quando la percezione è guidatadagli stimoli fisici (contorno, forma, colore, suoni…) e top down quando è la mente che fa ipotesipercettive, aspettative, convinzioni, concetti.Iniziamo ad analizzare la percezione visiva.Secondo Aristotele le sensazioni sono coscienti perché sono registrate dagli organi di senso. Quindi sembrache il dato oggettivo e la realtà percepita coincidano. Ebbinghaus e altri agli inizi del 900 hanno elaborato ilmodello sensista: la più piccola unità percettiva è costituita dalla sensazione elementare:quindi realtàesterna e interna equivalgono. Questo modello detto realismo ingenuo trova alcune disconferme. Glipsicologi della gestalt (forma-configurazione totale) hanno elaborato delle leggi che operanoindipendentemente e prima del significato assegnato alle cose:LEGGE DELLA VICINANZA: ELEMENTI VICINI TENDONO AD ESSERE RAGGRUPPATI INSIEMELEGGE DELLA SOMIGLIANZA: ELEMENTI SIMILI TENDONO AD ESSERE RAGGRUPPATI INSIEME 1
  2. 2. LEGGE DELLA CHIUSURA:ELEMENTI CHE FORMANO UNITA’ CHIUSE TENDONO AD ESSERE RAGGRUPPATIINSIEMELEGGE DELLA BUONA CONTINUAZIONE:ELEMENTI CHE FORMANO LINEE O CURVE TENDONO AD ESSERERAGGRUPPATI INSIEME ( IN UNA SERIE SI FATICA AD IDENTIFICARE UNA T SISTEMATA IN MANIERADIFFORME DALLE ALTRE)LEGGE DEL DESTINO COMUNE:ELEMENTI CHE SI MUOVONO INSIEME TENDONO AD ESSERE RAGGRUPPATICOME UN UNICO ELEMENTO ( STORMO)Le categorie percettive consentono il riconoscimento che è un processo bottom up e top down.Nell’illusione 13 consideriamo il numero tredici quando la decodifica avviene secondo categoria numerica,lettera b quando si categorizza secondo alfabeto. Il riconoscimento si manifesta secondo Naisser quandotutti gli input conducono ad un unico output.Questo accade per:SOVRAPPOSIZIONE DI FORMA se accade la coincidenza sovrappositiva della forma (ad esempio varicaratteri di lettera A a a sono riconosciuti) e ciò coincide con le tracce in memoria, allora avviene ilriconoscimento. Questo confronto si definisce PROTOTIPO. Però la traccia viene riconosciuta anche senza lasovrapposizione della forma: nel triangolo di Kanisza non c’ è il contorno, ma il riconoscimento avvienegrazie ai MODELLI PER CARATTERISTICHE (in questo caso la presenza di tre vertici). Il riconoscimento diforme tridimensionali avviene secondo alcuni studioso per GEONI ( unità geometriche fondamentali).L’elaborazione si mostra controllata da due sistemi neurali detti LA VIA DEL COME (movimento-rappresentazione spaziale) E LA VIA DEL COSA che rimanda alle rappresentazioni in memoria ad esempio ilriconoscimento dei volti.La lettura è un esempio di come in questo processo intervengano meccanismi bottom up (decodifica deifonemi)e top down (conoscenze preesistenti, codifica del contesto…). Le singole lettere son lette piùfacilmente quando fanno parte di parole, rispetto a quando sono inserite in non parole. Una parola scrittasbiadita è facilmente riconoscibile se inserita in una frase piuttosto che isolata.Altri studiosi hanno preso in considerazione il comportamento percettivo e hanno visto che si verifica in talsenso una SELEZIONE: la mente pregiudizialmente tende a non riconoscere stimoli motivazionalmente pocorilevanti poco attraenti per il soggetto (che magari in quel momento non ha necessità di soddisfare quelparticolare bisogno), ma stimoli soddisfacenti a dei bisogni primari, tendono ad essere subito e meglioriconosciuti anche se si presentano poco attraenti. Stimoli caratterizzati da NOVITA’ INCERTEZZACONFLITTO COMPLESSITA’ sono preferiti.VARIABILI AMBIENTALI secondo Gibson tramite la percezione cogliamo immediatamente le offerte(AFFONDANCES) delle strutture fisiche degli oggetti che ci circondano. Afferrare una palla, spingere unacarriola sono azioni percettive offerte dall’ambiente. Secondo il ciclo percettivo gli schemi cognitivielaborati internamente, anticipano e guidano l’azione percettiva che le variabili ambientali modificano inun rapporto circolare. 2
  3. 3. RAPPORTO TRA PERCEZIONE TEMPORALE E ATTENZIONEFin qui abbiamo parlato soprattutto di percezioni visive, legate al movimento, avremmo potuto soffermarcisulle percezioni sonore, ma esiste anche una forma di percezione soggettiva temporale, di cui non è ancoratutt’oggi chiaro il meccanismo e la relazione con il mondo esterno. Lei prof. Cardaci ha elaborato la teoriadel Mental Clock Model:l’elaborazione soggettiva dell’informazione temporale consiste in un confrontoautomatico tra il nostro orologio mentale e quello ufficiale. Se si sta svolgendo un’attività che impegna lanostra attenzione e la spinta motivazionale è forte, ad esempio navigare in Internet, allora il nostro orologiomentale rallenta e sottostimiamo il passare ufficiale del tempo. Quando ad esempio l’utente è poco attivo,attende la connessione ad internet, il suo orologio mentale si velocizza e sovrastima la durata del tempoufficiale.ATTENZIONE componente più specifica e mirata della percezione; interviene la FOCALIZZAZIONE comefiltro per bloccare e attenuare gli input e LA CONCENTRAZIONE sforzo mentale, capacità limitata secondo ledifficoltà del compito. (interferenze nei processi attenzionali….cocktail party, shawodowing ciò che sentel’orecchio destro è diverso dal sinistro effetto stroop)MEMORIA acquisisce, immagazzina, interiorizza eventi. Memorie esplicita dire il prorio nome- implicitarichiamare un’informazione senza esserne coscienti magari avendo come indizio una sola parola-procedurale abilità apprese andare in bicicletta-autobiografica episodica- temporale quando è accaduto unevento, quanto è durato… FASI IMMAGAZZINAMENTO-CODIFICA- RECUPEROLINGUAGGIO: Il linguaggio è strumento di pensiero verbale, come afferma Vygotsky econsente all’uomo dielaborare concetti, risolvere problemi: studiato come processo cognitivo. Unità fondamentale è la parola o ifoni. La lingua è organizzazione formale dal punto di vista sintattico, semantico come significato dei segnilinguistici e pragmatico a livello di comunicazione. Secondo Chomsky è meccanismo innato si fonda sumeccanismi innati già nel grembo materno, poi verso i dieci anni c’è la piena padronanza. Comprensione=decodifica dell’input verbale – Produzione espressiva= di output linguistici. Teoria dei prototipi il significatoè spazio semantico con elementi più rappresentativi di altri: cane è più proto tipico di mosca per definirel’animale.PENSIERO: è capacità di costruire modelli mentali della realtà. E’ un’attività multipla esistono varie linee dipensiero che però si rifanno tutte ad una sequenza principale che corrisponde al fluire solito dellacoscienza, le operazioni concomitanti non sono coscienti. I modelli mentali sono la rappresentazionesimbolica di eventi, la capacità che la mente umana ha di raffigurarsi indirettamente un evento, non sonosempre espliciti consapevoli, come io mi vedo, il mio rapporto con gli altri .I modelli mentali possono esserecontrofattuali FASI :bottom up traduzione di eventi o oggetti in simboli-top down produzione di nuovisimboli tramite ragionamento inferenza- trasposizione dell’attività simbolica in processi esterni (controllo)PENSIERO INTUITIVO SCOPERTA INSIGHT VERSUS LOGICO RELAZIONALE SEQUENZE –ORDINATE IN VISTADI UNO SCOPO.PROBLEM SOLVING:Situazione nuova in cui il soggetto è coinvolto in una ricerca=stato iniziale (domanda)-spazio del problema(ipotesi, ricerca selezione strategie risolutive)- Stato finale (soluzione). Non è uncompito che prevede la sola applicazione di strumenti già posseduti. Problemi ben definiti (piccolo Gauss) emal definiti (come posso migliorare le mie relazioni con gli altri), MA ci sono BARRIERE COGNITIVE :dialettica ,per i problemi mal definiti (definire mezzi e obiettivi)-identificative(la sequenza o lacombinazione giusta)- di sintesi (scelta operazione giusta).Pensiero produttivo (insight fasi :filtraggio 3
  4. 4. informazioni-accostamento di elementi in un quadro isolato-confronto selettivo x insight )- pensieromeccanico (tentativi errori)CONCETTI O CATEGORIE: Sono il prodotto delle attività della mente che tende ad organizzareeconomicamente la molteplicità delle informazioni. Un concetto esiste ogni qualvolta due o più oggetti oeventi sono classificati insieme o sono distinti da altri. Per Bruner categorizzare vuol dire rendereequivalenti cose discernibili come diverse. I concetti si formano secondo ecologisti all’ambiente come base,secondo intellettuali da processi cognitivi interni all’organismo. La percezione selettiva coglie direttamentei caratteri comuni da stimoli diversi (processo bottom up).Ma ciò non accade solo per trasparenzapercettiva: Wittgenstein nella nozione di gioco afferma che la nostra mente ha costruito la categoria giocoe in essa noi inseriamo ciò che presenta queste caratteristiche (top down).I concetti possono anche averenatura anticipatoria, combinatoria, probabilistica (concetto di fungo commestibile…).Bruner sostiene che sicategorizza con vinci-rimani-perdi-scarta: conservi l’ipotesi se giusta, la scarti se sbagliata e ne cerchiun’altra. Per altri studiosi la categorizzazione avviene per Prototipi:, non basate su proprietà degli oggetti,ma su un elemento culturalmente tipico di quella categoria (mela prototipico di frutto non kiwi).Lasimilarità non è però categoria assoluta:la categoria “regali di compleanno” racchiude oggetti che nonappartengono allo stesso dominio, ma sono accomunati da uno scopo “goal derived”.I bambinicategorizzano in base al copione al quale sono abituati (categoria tematica-narrativa) Solo in seguito sisviluppano strategie categoriali e si formano concetti.COGNIZIONE:Studiosi oggi non distinguono più la cognizione dalla motivazione. Secondo i cognitivistimotivazione e cognizione si influenzano a vicenda e regolano la vita mentale e l’adattamento ambientale.Lemotivazioni dirigono l’azione verso scopi, le cui aspettative dell’individuo assegnanno un termine valored’importanza. Il risultato conseguito (successo o fallimento) assume valenza diversa se il soggetto analizza ilsuccesso o fallimento come frutto delle proprie azioni o di fattori esterni (caso-fortuna) I modelli mentalisono interessati in maniera sinergica da motivazione, processi cognitivi e coscienza.METACOGNIZIONE : pensare sul pensare, su ciò che sappiamo, ciò che sappiamo fare, su ciò che proviamo.Influenza i processi cognitivi. Può manifestarsi sotto forma di auto interrogazione, autovalutazione,autogestione della cognizione. Far leva su :orientamento (ciò che si sa da ciò che si deve sapere)-ordine,sistematicità, accuratezza (pianificare sistematizzare organizzare)-valutazione (giudicare la difficoltà delcompito e la qualità della performances)-Elaborazione: ridescrizione rappresentazionale Trasforma leinformazioni implicite in cognizioni esplicite:quando si impara a suonare il pianoforte si suonano i blocchi dinote poi il brano intero poi si parte da vari punti in modo fluido e magari si improvvisa.APPRENDIMENTO Esplorando lo stile di apprendimento è possibile aiutare il soggetto a gestireconsapevolmente le proprie risorse e attitudini cognitive.Tipi di apprendimento:organizzatori: lavorano su pezzi e dettagli per risalire a concetti più ampi. Preferiscono ambienti diapprendimento ben strutturati dove le cose o sono giuste o sbagliate.Narrativi: inseriscono le informazioni in un più ampio contesto di solito collegato con esempi, legati almondo reale.Centrati sulle contrapposizioni: apprendono tramite differenze, messe in contrasto con conoscenze giàacquisite. 4
  5. 5. Globali:apprendono prima i concetti principali dai quali possono essere ricavati i dettagli. Hanno unavisione generale e verificano le idee piuttosto che i dettagliMAPPE CONCETTUALI: sono organizzatori visivi perché generano un percorso ragionato fra concetti cheriguardano uno stesso dominio. La mappa costringe a riflettere sulle proprie conoscenze. Possiamocostruire una mappa secondo:-categorie descrivibili come liste di proprietà naturali- categorie descrivibili come liste di proprietà convenzionali-elementi differenti accomunati da qualche proprietà saliente-set di esempi e prototipi-concetti basati su proprietà visibili versus inferibili-concetti naturali versus concetti artificiali-concetti sfumatiI nessi possono essere rappresentati sotto forma di relazioni gerarchiche, relazioni diacroniche, relazionicausali, collegamenti tematici, analogie differenze. 5

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