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Postmodernismo e
Globalizzazione
Sofia Venturoli
Antropologia Politica, 2014/2015
Unito
Gramsci
 rifiuto del positivismo e della oggettivazione del reale il
potere non è basato solo sulla forza:
 l’importanza...
Bourdieu
 come si mantengono e si riproducono nel tempo sistemi sociali gerarchici? tutti i simboli
e le pratiche cultura...
Foucault
 la funzione repressiva e disciplinatoria delle scienze sociali: il potere è
invisibile e si manifesta anche in ...
la crisi della rappresentazione
 l’autorità dell’antropologo nel descrivere le culture e
compiere generalizzazioni
 l’an...
globalizzazione
 il globale e il glocale: il potere si diluisce nelle istituzioni globali ma si
incorpora nelle realtà lo...
 declino dell’autorità centralizzata sullo stato-nazione, non
solo verso il globale ma anche verso il locale
 diffusione...
 Eric Wolf Europe and People without History (1982): tutte le
culture sono comprensibili e analizzabili in realazione
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04.postmodernismo e globalizzazione

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Corso Antropologia Politica, unito 2014-2015

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04.postmodernismo e globalizzazione

  1. 1. Postmodernismo e Globalizzazione Sofia Venturoli Antropologia Politica, 2014/2015 Unito
  2. 2. Gramsci  rifiuto del positivismo e della oggettivazione del reale il potere non è basato solo sulla forza:  l’importanza della sovrastruttura – ideologia e cultura  il concetto di egemonia e di cultura egemonica in senso di dominazione sia consensuale che forzata, il ruolo speciale degli intellettuali nella società e dei media per costruire cooptazione, supporto sotto la creazione di unità morale e intellettuale.  la fragilità dell’egemonia che è sempre contestata da ideologie alternative e dunque in constante necessità di riaffermazione e rinnovamento. Rifiuto del positivismo.
  3. 3. Bourdieu  come si mantengono e si riproducono nel tempo sistemi sociali gerarchici? tutti i simboli e le pratiche culturali coinvolgono ed esprimono distinzioni sciali e in questo modo aiutano a determinare gerarchie di potere  capitale culturale (sociale): inconscio set di predisposizioni che emergono nella socializzazione all’interno di una particolare classe, può essere oggettivato in specifiche conoscenze.  habitus: la soluzione al problema struttura vs agency: come fa la società a determinare o almeno circoscrivere i comportamenti individuali, quando gli individui sono apparentemente liberi di agire di propria iniziativa? Perché i comportamenti degli individui seguono modelli statisticamente prevedibili? la realtà sociale è soggettiva e oggettiva contemporaneamente, l’habitus è l’interiorizzazione, in gran parte inconscia, delle norme oggettive e delle regole della società che suggeriscono come dovremmo agire in ogni situazione. Può essere conflittuale, contestato ed, entro certi limiti, anche modellato  campo: l’arena delle competizioni in cui si manifesta l’habitus, ve ne sono quanti sono i capitali sociali/culturali, nell’ambito di queste competizioni coloro i quali si trovano in posizioni di potere utilizzeranno strategie conservative, mentre gli sfidanti metteranno in campo strategie sovversive. queste dinamiche si basano su regole incorporate nell’habitus individuale  è attraverso queste competizioni e l’inconscia assimilazione delle regole sociali che le gerarchie di potere si mantengono e si riproducono tra una generazione e l’altra
  4. 4. Foucault  la funzione repressiva e disciplinatoria delle scienze sociali: il potere è invisibile e si manifesta anche in apparenti istituzioni benigne, è soffuso dentro aspetti apparentemente non politici della società, come le arti e la sessualità.  Come Gramsci rifiuta il positivismo e l’oggettiva analisi della realtà. Il potere si esercita nel corpo sociale più che dall’alto di esso. Individualizzazione e normalizzazione (standardizzazione) dei soggetti.  L’idea del discorso come oggetto di analisi, luogo di articolazione produttiva di potere e sapere, sistema di conoscenza che determina i limiti del pensiero e dell’azione. nel discorso è implicita una serie di regole di cui siamo spesso inconsapevoli che determina chi può parlare, cosa può dire, cosa pensare: regole di inclusione, classificazione e ordine. Ogni discorso è storicamente definito  il potere diventa sotterraneo e inconscio assoggettamento che governa il nostro fare e pensare. Potere/conoscenza: la verità come aspetto centrale del potere, prodotta dal discorso. esistono discorsi alternativi all’interno del discorso dominante.
  5. 5. la crisi della rappresentazione  l’autorità dell’antropologo nel descrivere le culture e compiere generalizzazioni  l’antropologia non può che essere riflessiva, cosciente della natura delle costrizioni sociali e culturali in cui si muove  impossibilità della descrizione del reale  consapevolezza del potere della conoscenza  il potere permane in istituzioni e dinamiche che prima venivano considerate neutrali  il discorso sullo sviluppo, la normalizzazione dei discorsi altri(Arturo Escobar)
  6. 6. globalizzazione  il globale e il glocale: il potere si diluisce nelle istituzioni globali ma si incorpora nelle realtà locali  la teoria della modernizzazione: il sottosviluppo come problema interno e mancanza, la dicotomia tra modernità e tradizione, lo sviluppo unilineare e omogeneo, il colonialismo interno  la teoria della dipendenza: il mancato sviluppo economico ha cause relazionali sud-nord. lo sviluppo del nord ha causato il sottosviluppo del sud. il centro industrializzato e la periferia sottosviluppata produttrice e fornitrice di materie prime.  il capitalismo globale sposta il potere dalla politica all’economia, lo stato perde di potere e diventa strumentale alle economie globali, che sono viste come un sistema unico integrato
  7. 7.  declino dell’autorità centralizzata sullo stato-nazione, non solo verso il globale ma anche verso il locale  diffusione e distanza del potere, istituzioni sovranazionali, non direttamente legate alla politica  transnazionalismo e deterritorializzazione del potere:  differenti gradi di democrazia  nazionalismi etnici  terrorismi
  8. 8.  Eric Wolf Europe and People without History (1982): tutte le culture sono comprensibili e analizzabili in realazione all’espansione del capitalismo europeo. Gli antropologi occupandosi dei microcosmi non hanno dato il giusto peso alla visione globale e storica. l’importanza del sistema di produzione (Marx).  in realtà il “paradigma” della globalizzazione non necesariamente si focalizza sulle megastrutture ma anzi l’idea è connettere il globale con il locale.  dall’idea di omogeneizzazione all’enfasi sulla differenziazione e frammentazione (nazionalismi, diaspora, etnicità…)

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