Sin City

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Sin City

  1. 1. Maddalena Monica Mariosi Didattica dellArte per i museiSin City è un film del 2005 diretto da Robert Rodriguez e Quentin Tarantino, ispiratoallomonima graphic novel di Frank Miller, edita per la prima volta nel 1991 su Dark HorsePresents, rivista contenitore della Dark Horse Comics, una delle più importanti case editricidi fumetti degli Stati Uniti, insieme con DC Comics e Marvel.Con il termine graphic novel si intende, letteralmente, un romanzo grafico, un racconto cheutilizza come principale mezzo di comunicazione non le parole, ma le immagini, i disegni.Rispetto al fumetto, le storie sono, dunque, più lunghe a favore di una maggiorecaratterizzazione psicologica dei personaggi e di un maggiore spessore narrativo.Prima di realizzare Sin City, Frank Miller era già conosciuto per aver dato vita alpersonaggio della ninja assassina Elektra nel 1981, e per aver rimesso in scena leavventure di Batman con Batman: Anno Uno del 1987 e The Dark Knight Returns del1986, ripreso poi da Christopher Nolan per realizzare la sua trilogia cinematografica suBatman tra il 2005 e il 2012. Nel 1998 Frank Miller realizza, inoltre, una graphic novelispirata alla battaglia delle termopili: 300, dalla quale nel 2007 sono stati tratti un film e unvideogioco.Con Sin City, dunque, Miller non fa altro che affinare la propria tecnica e affermare lapropria fama e il proprio stile, caratterizzato da ambientazioni noir e atmosfere dark.Basin City, o Sin City, è una città dove depravazione e violenza sono allordine del giorno,dove vivono personaggi corrotti o con problemi mentali; non fa eccezione la “città vecchia”:quella è sotto il controllo delle prostitute, donne che si autogestiscono e che,alloccorrenza, si fanno giustizia da sole.Collocata convenzionalmente nello stato di Washington, Sin City è larchetipo dark di unaqualunque metropoli americana, è la rappresentazione di un mondo calato nelladisperazione e nella rabbia, lo sfondo ideale per ambientare storie di violenza e di sesso,di sparatorie, di risse e torture. Intento di Miller non è quello di inneggiare alla crudeltà ealla ferocia, al contrario vuole celebrare, allinterno di questo contenitore ostile, le impresedi eroi sconfitti, dilaniati nel corpo e nellanima, con un proprio codice donore e un radicatosenso del sacrificio. Temi epici ed eroici, dunque, imbevuti di dramma e tragedia, ornati dahumor nero.Al primo episodio scritto nel 1991 ne sono susseguiti altri: dal 1993 al 2000 si contanoalmeno quattro miniserie, un romanzo grafico e numerosi racconti brevi, alcuni di questiraccolti in volumi.
  2. 2. In Italia la vita editoriale di Sin City è stata piuttosto travagliata fino al 2004, anno in cui lacasa editrice Magic Press ne pubblica una ristampa organica, dividendo la storia in settevolumi.Il film porta sul grande schermo tre di queste storie: Un duro addio, Unabbuffata dimorte e Quel bastardo giallo. Inoltre, nel prologo e nellepilogo è presente uno degliundici racconti brevi contenuti nel sesto volume Alcol, pupe & pallottole, ovvero Il clienteha sempre ragione.Ed è proprio questo lepisodio che convinse Frank Miller a realizzare il film. RobertRodriguez era, infatti, un grande fan di Miller e di Sin City e, volendo trarne un film,realizzò una breve sequenza tratta da Il cliente ha sempre ragione, appunto, da mostrarea Miller, il quale restò impressionato dalla fedeltà con i sui disegni e dalle capacità dellaproduzione in digitale e decise, dunque, di prender parte al progetto.Il film è stato realizzato interamente con la tecnica digitale: gli attori hanno recitato davantial green screen e la scenografia è stata aggiunta in un secondo momento al computer,fatta eccezione per tre location: il bar di Sin City, la casa di Shellie e lospedale; ciò hapermesso una lavorazione rapida e una ricostruzione delle ambientazioni del tutto fedele aquella del fumetto.Oltre a Rodriguez e Miller tra i registi è accreditato anche Quentin Tarantino, amico ecollaboratore di Rodriguez in Kill Bill, come Special Guest Director ha diretto in Sin Cityuna sequenza del film.Il film è lesatta trasposizione sul grande schermo dei disegni di Frank Miller, unatraduzione, e non un adattamento, che sfiora il feticismo. Rodriguez, per la prima volta,riesce ad inserire allinterno di un film tutti quegli elementi tipici del fumetto: il particolaretipo di dialoghi, i tagli veloci dimmagine, il parossismo visivo.Entrambi sono realizzati in bianco e nero, senza toni di grigio, fatta eccezione per alcunidettagli cromatici che si trasformano in elementi narrativi simbolici: il rosso delle labbra odei vestiti delle donne e, in alcuni casi, del sangue; il verde o il blu degli occhi di alcunedonne; il giallo dei capelli dellamata, del tubetto di medicine, o del “bastardo giallo” aliasRoark Junior (Nick Stahl), questultimo presente a colori anche nel fumetto.Nel film ritroviamo la stessa linea veloce e durissima che ha caratterizzato il disegno delfumetto, nonché quelleffetto tipicamente da comics ottenuto grazie alla grafica digitale,lavorando su illuminazione e fotografia, riducendo la definizione degli sfondi.Anche i testi sono i medesimi, sia per quanto riguarda i dialoghi tra più personaggi che perquelli che nel fumetto sono riquadri di testo non pronunciato direttamente da unpersonaggio, ma che serve a riassumere la vicenda o a riportare dei pensieri, espressonel film tramite lescamotage della voce fuori campo del personaggio.Ciò che forse più contribuisce a rendere del tutto uguali graphic novel e film èlinquadratura, nonché la costruzione della scena e del campo visivo. Lavoro non difficile,dato che Miller inserisce nel fumetto inquadrature dal tipico taglio cinematografico.Lambientazione è esclusivamente notturna, con qualche scena ambientata in interno. Lapioggia scrosciante aiuta a rendere il clima ostile della città e il senso di negatività che lacaratterizza.Infine, grande lavoro è stato fatto sugli attori al fine di trovare delle figure cheassomigliassero il più possibile ai personaggi disegnati da Miller e per farlo si è ricorso inalcuni casi al trucco. Esemplari sono, a tal proposito, le interpretazioni di Bruce Willis,Benicio Del Toro e Mickey Rourke.Se, come ha detto Frank Miller, i fumetti sono istantanee di un movimento, il film di SinCity può essere considerato il risultato finale del montaggio dinamico di queste immagini.

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