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Cgil Varese Newsletter

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Periodico di informazione della Camera del Lavoro di Varese - numero di giugno

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Cgil Varese Newsletter

  1. 1. giugno 2012 Periodico di informazione della Camera del Lavoro di Varese Anno 2 - N. 6 - GIUGNO 2012 Direttore responsabile: FRANCO STASI LA CRISI DEL LAVORO IN PROVINCIA FOTO RACCONTI FOCUS PRESIDIOVARESE UNITARIO 2 METALMECCANICI DEL 20 GIUGNO 5 COMMERCIO LAVORO APERTURE ISPEZIONI DOMENICALI: SUL LAVORO UNA QUESTIONE 65% DI REGOLE IRREGOLARI 3 6 FOTO RACCONTI BRUNA BRAMBILLAPRESIDIO CONTROIL DDL LAVORO 27 GIUGNO 2012 5 “CIAO BRUNA!” 8CGIL VARESE - via N. Bixio, 37 - Tel. 0332 276111 - cdltvarese@cgil.lombardia.it - www.cgil.varese.it
  2. 2. Tutti gli indicatori produttivi e sociali, che monito-Focus riamo con grande attenzione, registrano un anda- mento negativo nei primi mesi del 2012 (gennaio - maggio) rispetto all’identico periodo del 2011. Abbiamo riscontrato infatti un aumento del 15%sulla crisi delle ore autorizzate di cassa integrazione, con un sensibile aumento soprattutto della cassa inte- grazione ordinaria e di quella in deroga. E’ in continuo aumento anche il numero di lavora-La crisi continua a colpire in tutta la sua durezza tori inseriti in lista di mobilità (+ 5%).Da gennaioanche nel 2012 e la situazione è resa ancor più ad oggi siamo già al considerevole numero didrammatica dal perdurare della situazione, siamo 2.552 lavoratori, che sommati a quelli degli anniinfatti ormai al quarto anno consecutivo di crisi precedenti fa lievitare il dato complessivo di lavo-senza accenno alcuno di miglioramento. ratori iscritti alle liste di mobilità a più di 9.000.Il nostro territorio con la sua forte vocazione ma- Da evidenziare il fatto che più dei 2/3 di questi la-nufatturiera (caratteristica che storicamente ne fa- voratori proviene da piccole e piccolissime aziende.ceva la sua forza) ne paga ancor più aspramente L’unico dato in apparente controtendenza è riferitogli effetti. ai lavoratori in mobilità provenienti da medie eLa provincia di Varese risulta infatti il territorio grandi aziende. In realtà il fenomeno non è dovutodella Lombardia con la percentuale più alta al miglioramento delle attività produttive in que-(7,38%) di incidenza degli ammortizzatori sociali stione, bensì agli effetti della recente riforma pre-sulla popolazione attiva, contro una media regio- videnziale, che prevedendo per tutti un sensibilenale che si attesta a 4,14%. allungamento della carriera lavorativa e il conse-Il dato Istat sulla disoccupazione nella nostra pro- guente allontanamento dell’età pensionabile, havincia nel 2011(reso noto nello scorso mese di fortemente condizionato il perfezionamento degliaprile) ha raggiunto il massimo storico del 7,7%; accordi sindacali relativi ai licenziamenti collettivinel 2008 era al 3,5% . (o economici, come si tende a identificarli oggi).Approfondendo l’analisi, desta una forte preoccu- È evidente che in questa situazione ha continuatopazione il dato riguardante il genere femminile ad agire l’utilizzo degli altri ammortizzatori sociali(9,4%) e grandissimo allarme il dato della disoc- (vedi cassa integrazione e contratti di solidarietà),cupazione giovanile che si attesta al 33,8% (ana- come emerge anche dall’incremento di quegli stru-lizzando la fascia d’età tra i 15 e i 24 anni) che menti.sale al 41,0 % se la estendiamo fino ai 35enni. Continua inoltre l’allarme per il continuo aumentoPraticamente anche nel nostro territorio è disoc- delle procedure concorsuali (fallimenti e concordaticupato 1 giovane su 3. preventivi), che sono ormai più che triplicate ri-
  3. 3. Ispezioni sul lavoro: 65% irregolari Nel 2011 le aziende della provincia di Varese ispe- zionate dagli organi di vigilanza (Ispettorato del La- voro, Inps, Inail, ecc.) sono risultate 2774, di cui 1799 irregolari, con una percentuale pari al 65%. I lavoratori irregolari sono risultati ben 4159, di cui 1461 completamente in nero. Il recupero dei contributi e premi è stato pari a € 11.968.359. Si sono verificati ben 119 provvedimenti di so- spensione dell’attività lavorativa, dei quali 20 av- venuti nel settore dell’edilizia e 99 negli altri settori. Nel settore dell’edilizia si sono verificati anche 13 casi di sequestri di cantiere. Mentre le aziende ispezionate sono risultate 542, di cui 312 irrego- lari, ovvero una percentuale del 57%, Risulta interessante anche il dato ispettivo scor- porato relativamente alle cooperative: su 32 coo- perative ispezionate, ben 25 sono risultate irregolari, con 727 lavoratori irregolari e 31 com-spetto al periodo pre-crisi (da circa 80 nel pletamente in nero. Il recupero dei contributi e dei2007 /2008 alle 250 di oggi), così come è premi evasi è stato pari a € 624.121,00.particolarmente significativa la recente varia- La CGIL ha pertanto espresso, nella riunione delzione nella tipologia delle vertenze. I conten- C.L.E.S. (Comitato per il lavoro e lemersione delziosi dei lavoratori, segnalano i nostri servizi, sommerso) svoltasi il 17 marzo, un apprezza-legati prevalentemente alla violazione di diritti mento sia per l’attività di vigilanza effettuata nelcontrattuali fino a qualche tempo fa, sono oggi 2011 che per quella programmata nel 2012, poi-per oltre il 50% pratiche di recupero credito, ché la stessa nel compito di presidio del territorioa fronte di una sempre crescente difficoltà avrà una particolare attenzione alla tematica delladelle imprese sul piano finanziario. sicurezza e a quei contesti (quali potrebbero es-La Cgil, a partire da dicembre 2008, ha sere fiere, eventi nel campo dello spettacolo, mer-messo in campo tutte le iniziative possibili af- cati) che per la loro realizzazione prevedono ilfinché il tema del lavoro assumesse la priorità montaggio/smontaggio di palchi o di importantidell’agenda politica. Sul territorio, con Cisl e strutture.Uil, abbiamo sollecitato le forze imprenditoriali, Gian Marco Martignoniquelle istituzionali e politiche alla continua ri- Membro CGIL del C.L.E.S. Provincialecerca di strumenti che favorissero la difesa ela salvaguardia dell’occupazione e mettesseroin moto azioni per la crescita e la ripresa del-l’economia del nostro territorio.Oggi ancor più di ieri, alla luce di una situazioneeconomica e occupazionale in continuo dete-rioramento, sarebbe utile e soprattutto oppor-tuno non continuare in una politica dilogoramento della condizione dei diritti di chilavora, come invece ci si ostina a fare con l’inu-tile e dannosa legge di riforma del mercatodel lavoro, e dedicare tutti gli sforzi in dire-zione di politiche di sviluppo e di crescita chesappiano portare il paese realmente fuori dallacrisi. Antonio Ciraci Segreteria CGIL Varese
  4. 4. PRESIDIO CONTRO IL DDL LAVORO 27 GIUGNO 2012 gge sul mer - ll Disegno di Le è un provve- cato del lavoro e inadeguato, dimento iniquo ra la qualità che non miglio n aumenterà del lavoro e no soprattutto l’occupazione, Alla Camera per i giovani. Governo ha dei Deputati il to di fiducia imposto il vo “Riforma del sulla legge di voro”; il Par - Mercato del La tata, nono- lamento l’ha vo sindacato, la stante che il ogo, e molte CGIL in primo lu ali, abbiano altr e par ti soci legge sba- definito questa producente. gliata e contro
  5. 5. PRESIDIO UNITARIOMETALMECCANICI giugno si è Mer coledì 20 idio di FIM svolto un pr es davanti alla FIOM e UILM arese. Prefettura di V etalmecca- I lavoratori m ilitati per nici si sono mob chiedere: nto per de- - tavoli di confro onali di in- finire piani nazi ttore degli tervento nel se ci, partico- elettr odomesti o da crisi e larmente colpit i delocalizzazion - modiche al piano di Fin- evitar e la meccanica per tività civili vendita delle at azione del- e la rior ganizz lla difesa, il lelettronica de uppo indu- più grande gr del Paese. striale pubblico
  6. 6. avesse il potere miracoloso di moltiplicare i soldiAperture che ogni cittadino ha in tasca. La crisi dei con- sumi è una cosa molto più seria, per combattere la quale occorrono innanzitutto politiche di soste- domenicali: gno ai redditi da lavoro e da pensione. Per la ripresa dei consumi la soluzione efficace sta solo nella restituzione della capacità di spesauna questione delle famiglie, agendo sul sistema fiscale, sulle re- tribuzioni e su politiche occupazionali che contra- di regole stino la precarietà. In ogni caso il vero inganno di questi provvedi- menti sta nellidea che liberalizzare significhi as- senza di regole e mercato selvaggio. Di fatto, leLa lettera aperta di Donatella, lavoratrice del liberalizzazioni nel settore erano già ampiamentecommercio che su “Varesenews” denunciava attive dal 2006, ma in un modello che presuppo-“lavoro le domeniche e non vedo piu i miei figli” neva soluzioni concertate in ambito territoriale,ha scaturito un intenso dibattito con centinaia di capaci di commisurare i giusti equilibri tra pic-commenti da parte dei lettori. cola, media e grande distribuzione, la tutela delFinalmente, mi viene da dire! Intanto perché se lavoro, la vivibilità degli spazi urbani e la valoriz-ne parla e si pongono domande, e quindi ci si zazione delle tradizioni locali.interroga su un tema, che in casa Filcams CGIL Sentiamo dire che la liberalizzazione delle aper-(Federazione italiana lavoratori commercio - al- ture porta nuova occupazione. Ma di cosaberghi - mense - servizi) è stato ed è oggi al cen- stiamo parlando, di quale occupazione stiamotro della battaglia sindacale che questa parlando?! Chi conosce la realtà del commercio,categoria sostiene e ha sostenuto nel corso di specie dei centri commerciali, sa bene che par-questi anni. liamo di occupazione fragile, usa e getta.Sia sotto il profilo contrattuale, anche con accordi Tanto part-time, contratti a termine, nuove assun-separati che prevedevano l’obbligatorietà della zioni con contratti flessibili, senza solide prospet-prestazione domenicale, sia nei confronti delle isti- tive di continuità. Del resto, non può che esseretuzioni, con migliaia di iniziative di protesta in tutta così, le aperture domenicali costano! E se siItalia, e con campagne mirate a sensibilizzare pensa di tenere alzate le serrande per combat-l’opinione pubblica sul tema delle liberalizzazioni tere la crisi, come prima cosa l’azienda sarà co-e delle aperture indiscriminate delle attività com- stretta a un’efficace operazione di riduzione deimerciali. costi, che puntualmente si traduce (è la stradaMi collego quindi al disagio di Donatella e di tan- più semplice e immediata) nellaumento dellatissime lavoratrici e lavoratori del settore che mal flessibilità e nel taglio del costo del lavoro. Perconciliano i tempi di vita e della famiglia con il la- questo chiediamo da tempo una regolamenta-voro, per ribadire il nostro punto di vista. zione delle aperture che consenta, attraversoIntanto comincio con il puntualizzare che la no- l’esercizio della concertazione e della contratta-stra azione in questi anni - sarebbe ipocrita e de- zione, una programmazione, anche dei turni dimagogico affermare il contrario - non è una lavoro.campagna contro il lavoro do-menicale (ed anche quello fe-stivo, in alcuni casi). Al di là delfatto che vorremmo tutti quantinon lavorare mai la domenica enei giorni festivi, siamo consape-voli che il settore commercialepuò e deve aprire anche la do-menica.Noi siamo contro la liberalizza-zione delle aperture, siamo con-tro l’annullamento di ogniregola, siamo contro il modelloapertura H24 x 365 giorni al-l’anno, modello cui si ispiranocoloro che chiedono per il com-mercio piena libertà di aprire inogni dove.Sentiamo dire che la liberalizza-zione delle aperture serve percombattere la crisi dei consumi,come se un negozio aperto
  7. 7. che la nostra società ha assoluta necessità di far crescere il consumo di beni relazionali, non solo di quelli materiali. La domenica (o il giorno di festa) è uno dei pochi giorni dell’anno nel quale il consumo del tempo perde i ritmi imposti dalla produzione dei beni materiali ed assume la per- sona e la relazione quale principale bene di scambio. Per noi, questo è un elemento di valore che non trova alcuna ragione di scambio o di monetizza- zione, né in relazione alla crisi né in relazione alla crescita della produttività, perché una società che per vincere la sfida della competitività debba sacrificare quote significative della pro- pria identità di comunità è una società che non ha futuro, destinata ad essere perdente e subal- terna, otre che misera. Non crediamo affatto che l’economia possa cre- scere vendendo un televisore in più la domenica pomeriggio, non sono questi gli strumenti per af- frontare la crisi. Siamo invece convinti che assi- stere ad un concerto musicale oppure visitare una rassegna culturale o partecipare a una manife- stazione sportiva, fare una scampagnata o inter- venire a una festa di paese possano contribuire in maniera sostanziale alla tessitura di un intricato re-Peraltro il tema della regolamentazione e più in ticolo sociale che, quello sì, contribuisce a dise-generale della salvaguardia della domenica gnare uno sviluppo solidale della comunità.quale giornata prevalente di riposo settimanale Si tratta di scelte, di modelli culturali, e questa èin Italia non va esattamente nella stessa direzione proprio una battaglia per la quale ci schieriamodegli altri Paesi EU, dove, quando arrivano le 18 apertamente. All’isola dei famosi noi preferiamodel venerdì, devi aspettare il lunedì successivo il paese delle persone normali, dove la dignitàper andare a fare la spesa. resti un valore indisponibile e la forza motrice diSe, come le affermazioni del premier Monti riba- una moderna civiltà.discono quotidianamente, lEuropa costituisce il Dal punto di vista sindacale noi promuoviamo,faro delle nostre politiche nazionali, non ci è laddove vi è una nostra rappresentanza, un ta-chiaro perché non valga anche nel nostro set- volo di confronto con le aziende, cercando ditore. Non ci si può chiedere di essere convinti eu- coniugare la prestazione domenicale con il prin-ropeisti quando fa comodo e quando, invece, il cipio della volontarietà, la rotazione dei presidi, emodello continentale non rispecchia gli interessi l’ingresso di nuova forza lavoro o consolidamentodi alcuni tornare ad essere una provincia del in un aumento dell’orario contrattuale di lavoromondo, libera di coltivare il proprio piccolo tor- per i part-time.naconto di bottega! La vera questione è il diritto del sindacato e deiLa spinta alle massime aperture domenicali e fe- lavoratori a negoziare il modo di organizzare il la-stive non è una richiesta che proviene indistinta- voro nelle aziende della distribuzione, e il lavoromente dal mondo della distribuzione. È una domenicale rientra in questo diritto. Molteesigenza soprattutto della grande distribuzione, aziende, però, considerano la contrattazione sin-dei modelli distributivi fondati sulle grandi superfici dacale un intralcio, una complicazione. Soprat-di vendita (il centro commerciale). Noi non siamo tutto, un superato rituale che impedisce loro diper principio contro i centri commerciali, ognuno avere piena libertà sulla organizzazione del la-è libero di soddisfare i propri gusti. voro e questo diritto è diventato bersaglio privile-Siamo contro un modello di sviluppo del settore giato soprattutto nei confronti della nostradistributivo a senso unico. Per ragioni economi- organizzazione sindacale, la Filcams-Cgil.che e sociali, riteniamo che le peculiarità italiane Si possono avere opinioni diverse, ma non si puòesigano la difesa di un pluralismo commerciale mancare di rispetto alle opinioni che non si con-che vada dai grandi formati al commercio di vi- dividono.cinato. Il modello del grande formato ha canni- Non siamo noi a guardare all’indietro, ma chibalizzato il piccolo commercio, contribuendo al pensa di sopravvivere dividendo i sindacati e glitempo stesso a desertificare le città, i centri storici, stessi lavoratori imponendo ricette anti-crisi il cuiche sono la più grande risorsa che ha questo prezzo è a carico soprattutto di lavoratori e pen-Paese. sionati.La nostra contrarietà alla liberalizzazione delle Pino Pizzoaperture domenicali e festive sta anche nel fatto Segretario generale Filcams CGIL Varese
  8. 8. parte della segreteria provinciale del sindacato scuola della Cgil.“CIAO In quegli anni la ricordo sempre affannata: due figli in tenera età, il compagno, le docenze serali alle 150 ore, le riunioni di segreteria.. sempre di corsa, spesso in ritardo, non ha mai perso unBRUNA!” colpo, dettando i tempi di una diversa organizza- zione del lavoro. Per lei il privato era politico e vi- ceversa, viveva spazio e tempo nella stessa misura e intensità dentro e fuori le mura di casa, dentro e fuori la famiglia, e sapeva far vivere a tutti coloroRicordare Bruna Brambilla non è né facile, né sem- che le stavano intorno questa straordinaria dimen-plice. sione.Non è facile per come ci ha lasciati, così, allim- Alla fine degli anni Settanta, soddisfatta dellespe-provviso. Nemmeno il tempo di rendersi conto che rienza sindacale, pur continuando la docenza allenon è più tra noi, con il suo sorriso gentile, lo 150 ore, decise di trasferire le sua capacità esguardo limpido, trasparente, spesso ironico. competenze nella dimensione politica e istituzio-Non è semplice perché a riassumere in breve 40 nale. Sentiva il bisogno di percorrere strade nuove,anni e più di militanza, di impegno sindacale e po- di essere partecipe e protagonista dei cambia-litico-sociale, delineare la sua forte personalità di menti politici e sociali fortemente richiesti daldonna moglie e madre, la sua caparbia determina- mondo del lavoro e dalla società.zione nel darsi obiettivi concreti e realizzarli, ecco, Lesperienza e limpegno profuso nelle istituzioni,si corre il rischio della banalizzazione o della reto- nella sua amata Venegono Superiore, sono stati dirica. altissimo valore. A differenza dei politici inventati diSeguendo il suo compagno Mario, “luomo della oggi, Bruna è partita dalla gavetta e ha percorsosua vita”, venne ad abitare nella nostra provincia tutta la trafila, da semplice consigliere comunaleagli inizi degli anni Settanta e subito si iscrisse al ad assessore ai servizi sociali e alla cultura, fino asindacato scuola della Cgil. diventare primo cittadino, prima donna sindacoDivenne protagonista, non solo come docente ma della nostra provincia.anche per lelaborazione dei testi e lorganizzazione Solida culturalmente, non autoreferenziale, apertadi incontri, della stupenda esperienza vissuta a Va- allascolto e al confronto anche con chi non la pen-rese con le 150 ore. Uniniziativa che permise a sava come lei, ha saputo rappresentare al megliomigliaia di lavoratrici e lavoratori di accedere allo i bisogni della popolazione che rappresentava.studio per diritto, un diritto fino ad allora negato Non era una donna di potere, pur avendone. E lada una società fortemente classista, vissuto e pra- consapevolezza di questo potere non laveva resaticato non soltanto come promozione sociale indi- arrogante, anzi, lo usava per trovare soluzionividuale, ma come strumento per appropriarsi del anche estremamente innovative e sperimentali,sapere e della conoscenza inmodo collettivo.Glia anni Settanta sono statiper tanti e tante anni di sogni edi speranze, pervasi dal deside-rio di cambiare il mondo ren-dendolo più giusto e solidaleattraverso il sapere e la cono-scenza, la consapevolezza dellaforza e del potere delle classeoperaia e del mondo del lavoroin generale. Più potere nellefabbriche, nella società, piùpartecipazione e democrazia,più diritti individuali e collettivi.Bruna era completamente im-mersa in questo percorso, inlei erano forti il valore di giusti-zia sociale, di solidarietà e, den-tro una visione collettiva, nondimenticava la centralità dellapersona.Attenta ai problemi, capace ditrasmettere senza ideologiesterili la profonda cultura di cuiera portatrice, entrò a far
  9. 9. qualificando in manieraesemplare le scelte com-piute dalla sua amministra-zione negli anni Ottanta.Non dimenticò mai nel suoagire la sua provenienza, ilegami con il sindacato, ilsuo rapporto con il mondodel lavoro e la sua culturadella partecipazione alla for-mazione delle idee e delledecisioni, anticipando itempi della negoziazione so-ciale con Cgil Cisl Uil suitemi dellinfanzia.Anticipando di circa 20anni le buone prassi e le po-litiche conciliative e di so-stegno alle famiglie, Brunaincrementò i servizi rivoltiallinfanzia e alletà scola-stica. Raddoppiò i postidella scuola materna e in-trodusse già allora il tempopieno, la mensa scolastica,i campi estivi, il nido inter-comunale.Nel confronto con il sinda-cato pensionati diede vita alCentro anziani, al servizio diassistenza domiciliare, alpoliambulatorio comunale.Costruì il percorso di incon-tri nella scuola “nonni e ni-poti”, dimostrando così lasua sensibilità verso le duegenerazioni, valorizzando lapossibilità di trasferire co-noscenze e impedendo alcontempo la dimenticanzadi saperi antichi.Bruna credeva nelle donne e nelle loro capacità. e valutarne i risultati, dando un senso di marciaPartendo dal bisogno di cambiare una cultura in preciso al suo operato, che rifletteva la visione dicui le donne, con il loro corpo e le loro idee, conti- una comunità solidale, non basata sulla caritànuavano ad essere considerate soggetti residuali, compassionevole nei confronti di chi aveva meno,alimentò e sostenne il movimento delle donne del ma stimolando invece la consapevolezza del valoreSeprio da cui scaturirono poi una serie di azioni su di ognuno a partire dai più umili, rendendoli sog-tutti i comuni del territorio, estendendo le espe- getti con diritti di cittadinanza.rienze sperimentali realizzate a Venegono Supe- Bruna ha vissuto anche momenti difficili, arrivismiriore come ad esempio la ridefinizione del ed equilibrismi politici. Sono gli aspetti duri dellaconsultorio familiare come luogo non più soltanto politica, con cui ha dovuto misurarsi! Seppure de-sanitario ma ambiente di pratiche femminili condi- lusa, non si è data per vinta, e in Auser ha saputovise. Sono queste le azioni più significative com- trovare una nuova dimensione e rigenerazione.piute da Bruna nel suo qualificato impegno Come presidente di Universauser seppe coniugareistituzionale. lattività specifica con le domande e i bisogni delCerto non le ha realizzate da sola, di volta in volta quartiere, con i tanti progetti messi in campo, cir-riusciva a a costruire alleanze sui singoli temi, ali- condandosi di tante e tanti volontari che aveva sa-mentando un consenso trasversale che le ha per- puto stimolare e rendere protagonisti.messo di perseguire e realizzare progetti anche di A Bruna, donna di valore va tutto il nostro affet-fronte a forti ostilità politiche o ideologiche. tuoso ricordo, le siamo grati per quanto ci ha dato!Questa, in fondo, è stata la sua capacità più A Mario, Guido e Lucia, tutta la nostra vicinanza.grande: individuare i problemi, costruire alleanze,gestire le resistenze, portare a termine i progetti Gabriella Sbreviglieri

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