Successfully reported this slideshow.
We use your LinkedIn profile and activity data to personalize ads and to show you more relevant ads. You can change your ad preferences anytime.

Vieni da Noi: Acque del Delta del Po

275 views

Published on

File del Concorso "Classe Turistica" promosso da Touring Club Italia.
La 4^B Perito Turistico dell'I.T.S.E. Porto Vira completa il suo lavoro sul Po parlando delle acque del Delta

Published in: Travel
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

Vieni da Noi: Acque del Delta del Po

  1. 1. All'interno degli argini troviamo l'ambiente golenale, ricco di vegetazione e rifugio per numerose specie di uccelli. Le golene sono formate da zone umide, boschi ripariali e perfino piccole isole. Hanno varie origini: alcune sono cave abbandonate, altre sono lanche, anse del Po dove la corrente arriva solo durante le piene, altre ancora sono casse di espansione, cioè aree di sfogo per le piene più grandi. L'ambiente golenale ha un'alta capacità di assorbimento delle sostanze organiche dell'acqua, pertanto contribuisce a ridurre l'inquinamento del fiume.
  2. 2. Nelle vicinanze di San Basilio, alla base dell’argine del Po di Goro, si trova la “Rovra”, il più vecchio esemplare di Quercus Robur L. del Polesine, la cui presenza è citata in un documento del 1548. La farnia, alta 35 metri e con una circonferenza di 6.20 metri, è una delle ultime testimoni dell'antico bosco che ricopriva la Pianura Padana. Con i suoi 500 anni di età, la quercia è considerata la pianta più vecchia dell'intera provincia di Rovigo ed il suo valore monumentale può essere considerato incalcolabile. .
  3. 3. La campagna del Delta del Po è caratterizzata da varie costruzioni: case padronali di campagna e case della bonifica idraulica dell’ente delta padano . I campi coltivati vedono la presenza di: grano, soia, erba medica, mais. Da alcuni anni si è incrementata la coltivazione del riso.
  4. 4. L'Oasi è ciò che rimane di un Delta di altri tempi, quando il Po di Cà Mello scorreva sull'Isola di Donzella sfociando nella Sacca degli Scardovari. L'area naturalistica riveste rilevante importanza sia per i rilevanti segni visibili di trasformazione avvenuti in questo territorio sia come zona umida d'acqua dolce e centro ideale per la ricerca scientifica, in particolar modo per alcune specie di uccelli legate all'ambiente del canneto.
  5. 5. Istituita nel 1991, l'oasi di appena 11 ettari è costituita da laghetti d'acqua dolce circondati da abbondante vegetazione arborea, situati all'interno di un'antica conca di collegamento fluviale. Il sito è oggetto di manifestazioni di sensibilizzazione ambientale a cadenza regolare. In particolare si segnala la Festa della liberazione dei rapaci recuperati dalle associazioni ambientaliste locali che avviene il 25 aprile di ogni anno.
  6. 6. Progetto realizzato dalla IV^B Perito Turistico I.T.S.E Porto Viro Boscolo Bozza Daniel Cappai Andrea Finotello Meri Fois Davide Marangon Cristian Penzo Andrea GRAZIE DELL’ATTENZIONE!

×