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Digital Humanities | Pisa febbraio-aprile 2017 | Luca De Biase
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9780262018470_Open_Access_Edition.pdf
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adattano. Intanto, tentano incessantemente di ca...
La grande trasformazione riguarda, insieme, le
condizioni esterne e i caratteri strutturali degli umani
E l’intersezione è culturale
Dati, informazioni, conoscenza, esperienza, saggezza
Knowledge management
❖ Dati, informazione, conoscenza
❖ Il valore si concentra nella conoscenza
❖ La gestione della conosc...
il capitale umano
La conoscenza informale
il patrimonio di sapere strutturato e registrato
La conoscenza formale
i bit
L’immaginazione
La dimensione sintetica dell’innovazione
Le domande
Come pensiamo il futuro?
Come cambia il corpo umano dotato di smartphone?
Come pensiamo l’evoluzione della vita collettiva...
Dalla Civiltà delle Macchine, numero uno, 1953
http://blog.debiase.com/2012/11/26/ungaretti-nostalgia-di-un-visionario-la-...
Come pensiamo il futuro?
Come cambia il corpo umano dotato di smartphone?
Come pensiamo l’evoluzione della vita collettiva...
Costruiscono le nicchie eco-culturali in relazione alle quali mutano e si
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Digital Humanities | Pisa febbraio-aprile 2017 | Luca De Biase
L’infosfera
“Frequently the messages
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Viviamo in un ambiente modificato
Un ambiente arricchito
dall’informazione
❖ DIGITALLY RECORDED KNOWLEDGE:
❖ 2000: 25% ———> 2013: 98%
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E il nostro corpo cambia
–La corte suprema degli Stati Uniti
Il telefono è parte dell’anatomia umana
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La trasformazione
❖ Digitalizzazione dei media
❖ Media che costruiscono il nuovo ambiente
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Digitale:
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By C. E. SHANNON
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BIT: unit of information
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L’infosfera
❖ Un nuovo paradigma
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che cosa succede se si scrive tutto?
Iperstoria
❖ Ogni atto umano è registrato, importante o no:
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Iperstoria
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Iperstoria
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Iperstoria
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❖ Le piattaforme possono essere aperte, pubbliche e
neutrali oppure proprietarie e non interoperabili
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La libertà non è quello che
possiamo fare ma ciò che sappiamo
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❖ Se viviamo nell’infosfera abbiamo bisogno di nuovi
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Knowledge management is about digital humanities as much as it is about leadership. This is a course at the university of Pisa, Italy. The course is in Italian.

Published in: Leadership & Management
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Corso pisa-1 dh-2017

  1. 1. Digital Humanities | Pisa febbraio-aprile 2017 | Luca De Biase 1. Media ecology How to be humans in the digital age http://blog.debiase.com
  2. 2. 8:30 - 10:00 10:15 - 11:45 12:00 - 13:30 14:15 - 15:45 16:00 - 17:30 17:45 - 19:15 24 febbraio x x x 2 marzo x x x 3 marzo x x 23 marzo x x x 24 marzo x x 6 aprile x x x 7 aprile x x
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  10. 10. Costruiscono le nicchie eco-culturali in relazione alle quali mutano e si adattano. Intanto, tentano incessantemente di cambiare le nicchie stesse Gli umani evolvono per via genetica ma anche e soprattutto per via culturale e tecnologica.
  11. 11. La grande trasformazione riguarda, insieme, le condizioni esterne e i caratteri strutturali degli umani
  12. 12. E l’intersezione è culturale Dati, informazioni, conoscenza, esperienza, saggezza
  13. 13. Knowledge management ❖ Dati, informazione, conoscenza ❖ Il valore si concentra nella conoscenza ❖ La gestione della conoscenza
  14. 14. il capitale umano La conoscenza informale
  15. 15. il patrimonio di sapere strutturato e registrato La conoscenza formale
  16. 16. i bit L’immaginazione
  17. 17. La dimensione sintetica dell’innovazione
  18. 18. Le domande
  19. 19. Come pensiamo il futuro? Come cambia il corpo umano dotato di smartphone? Come pensiamo l’evoluzione della vita collettiva nel mondo dei social network? I robot sostituiranno gli umani al lavoro? Perché qualcuno pensa che la tecnologia possa distruggere l’umanità e altri pensano che sia la soluzione a tutti i problemi? Come si sviluppa la nostra capacità di guardare avanti e di costruire il domani? Come influisce il quadro culturale sull’evoluzione tecnologica? Qual è il contributo del sistema dei valori alla tecnologia? Che cos’è un ecosistema dell’innovazione? Come si distingue ciò che è importante da ciò che non lo è, nella tecnologia? Perché saremo come sapremo?
  20. 20. Dalla Civiltà delle Macchine, numero uno, 1953 http://blog.debiase.com/2012/11/26/ungaretti-nostalgia-di-un-visionario-la-civilta- dellelettronica-dal-1953-al-futuro/
  21. 21. Come pensiamo il futuro? Come cambia il corpo umano dotato di smartphone? Come pensiamo l’evoluzione della vita collettiva nel mondo dei social network? I robot sostituiranno gli umani al lavoro? Perché qualcuno pensa che la tecnologia possa distruggere l’umanità e altri pensano che sia la soluzione a tutti i problemi? Come si sviluppa la nostra capacità di guardare avanti e di costruire il domani? Come influisce il quadro culturale sull’evoluzione tecnologica? Qual è il contributo del sistema dei valori alla tecnologia? Che cos’è un ecosistema dell’innovazione? Come si distingue ciò che è importante da ciò che non lo è, nella tecnologia? Perché saremo come sapremo?
  22. 22. Costruiscono le nicchie eco-culturali in relazione alle quali mutano e si adattano. Intanto, tentano incessantemente di cambiare le nicchie stesse Gli umani evolvono per via genetica ma anche e soprattutto per via culturale e tecnologica.
  23. 23. Digital Humanities | Pisa febbraio-aprile 2017 | Luca De Biase L’infosfera “Frequently the messages have meaning”. Claude Shannon
  24. 24. Viviamo in un ambiente modificato
  25. 25. Un ambiente arricchito dall’informazione
  26. 26. ❖ DIGITALLY RECORDED KNOWLEDGE: ❖ 2000: 25% ———> 2013: 98% ❖ In 2013, 98% of information recorded by humans was in digital format; in the year 2000 it was 25% - Martin Hilbert, quoted by Victor Mayer-Schönberger and Kenneth Cukier in BIG DATA 2013
  27. 27. E il nostro corpo cambia
  28. 28. –La corte suprema degli Stati Uniti Il telefono è parte dell’anatomia umana
  29. 29. Costruiscono le nicchie eco-culturali in relazione alle quali mutano e si adattano. Intanto, tentano incessantemente di cambiare le nicchie stesse Gli umani evolvono per via genetica ma anche e soprattutto per via culturale e tecnologica.
  30. 30. La trasformazione ❖ Digitalizzazione dei media ❖ Media che costruiscono il nuovo ambiente ❖ Media che cambiano il corpo umano
  31. 31. Digitale: parte dalla nozione di informazione
  32. 32. Informazione ❖ Information has a history. Digital information theory starts in 1948. And it changed a lot of our lives. At present, a sort of info-sphere is our new environment: a digital ecosystem in which we both live and learn. There are consequences that we should think more about. ❖ Luciano Floridi, Information. A very short introduction, 2010 ❖ Paolo Vidali e Federico Neresini, Il valore dell’incertezza, Mimesis 2015 ❖ James Gleick, The information, 2012 ❖ Claude Shannon, A mathematical theory of communication, 1948 http:// worrydream.com/refs/Shannon%20-%20A%20Mathematical%20Theory%20of %20Communication.pdf
  33. 33. A Mathematical Theory of Communication By C. E. SHANNON ❖ «The fundamental problem of communication is that of reproducing at one point either exactly or approximately a message selected at another point. ❖ Frequently the messages have meaning; that is they refer to or are correlated according to some system with certain physical or conceptual entities. These semantic aspects of communication are irrelevant to the engineering problem. ❖ The significant aspect is that the actual message is one selected from a set of possible messages. The system must be designed to operate for each possible selection, not just the one which will actually be chosen since this is unknown at the time of design.»
  34. 34. BIT: unit of information ❖ Information is a reduction of uncertainty. Information is associated to the message, it is not the message ❖ In a situation in which it is possible to have more than one message, there is uncertainty. ❖ Information is then linked to that one message that arrives and reduces uncertainty
  35. 35. BIT: unit of information ❖ “Information is a measure of the freedom of choice that we have when we choose a message. If the situation is very simple, if we only have to choose between two alternatives, then we say that the information coming from this kind of situation is a unit of information” - This is the bit
  36. 36. Information: a flood ❖ Acclaimed science writer James Gleick presents an eye-opening vision of how our relationship to information has transformed the very nature of human consciousness. A fascinating intellectual journey through the history of communication and information, from the language of Africa’s talking drums to the invention of written alphabets; from the electronic transmission of code to the origins of information theory, into the new information age and the current deluge of news, tweets, images, and blogs. Along the way, Gleick profiles key innovators, including Charles Babbage, Ada Lovelace, Samuel Morse, and Claude Shannon, and reveals how our understanding of information is transforming not only how we look at the world, but how we live.
  37. 37. Information: a flood ❖ Humans have come a long way from developing the first oral language that allowed them to structure and share thoughts. We moved on to writing things down, publishing them, sending them along wires and encoding them into computer switches. The direction has been one of increasing fidelity and certainty, but the process of creating language, writing and the modern programming, network infrastructure and devices that make our computerised world has not been straightforward ❖ http://www.theguardian.com/science/ 2012/nov/22/the-information-james- gleick-review
  38. 38. Luciano Floridi History of information ❖ We live an information-soaked existence - information pours into our lives through television, radio, books, and of course, the Internet. Some say we suffer from 'infoglut'. But what is information? The concept of 'information' is a profound one, rooted in mathematics, central to whole branches of science, yet with implications on every aspect of our everyday lives: DNA provides the information to create us; we learn through the information fed to us; we relate to each other through information transfer - gossip, lectures, reading. Information is not only a mathematically powerful concept, but its critical role in society raises wider ethical issues: who owns information? Who controls its dissemination? Who has access to information? Luciano Floridi, a philosopher of information, cuts across many subjects, from a brief look at the mathematical roots of information - its definition and measurement in 'bits'- to its role in genetics (we are information), and its social meaning and value. He ends by considering the ethics of information, including issues of ownership, privacy, and accessibility; copyright and open source. For those unfamiliar with its precise meaning and wide applicability as a philosophical concept, 'information' may seem a bland or mundane topic. Those who have studied some science or philosophy or sociology will already be aware of its centrality and richness. But for all readers, whether from the humanities or sciences, Floridi gives a fascinating and inspirational introduction to this most fundamental of ideas. ❖ https://www.academia.edu/256681/Information_A_Very_Short_Introduction
  39. 39. Luciano Floridi Philosophy of information ❖ Luciano Floridi presents a book that will set the agenda for the philosophy of information. PI is the philosophical field concerned with (1) the critical investigation of the conceptual nature and basic principles of information, including its dynamics, utilisation, and sciences, and (2) the elaboration and application of information- theoretic and computational methodologies to philosophical problems. This book lays down, for the first time, the conceptual foundations for this new area of research. It does so systematically, by pursuing three goals. Its metatheoretical goal is to describe what the philosophy of information is, its problems, approaches, and methods. Its introductory goal is to help the reader to gain a better grasp of the complex and multifarious nature of the various concepts and phenomena related to information. Its analytic goal is to answer several key theoretical questions of great philosophical interest, arising from the investigation of semantic information. ❖ https://www.academia.edu/256684/The_Philosophy_of_Information ❖ If you have time watch Luciano Floridi at TED
  40. 40. L’ambiente modificato dall’informazione digitale è:
  41. 41. L’infosfera ❖ Un ambiente arricchito dai dati che viviamo con strumenti che ci connettono agli altri umani attraverso piattaforme digitali ❖ Una fusione dei media nell’ambiente ❖ Una fusione dei media nel corpo
  42. 42. L’infosfera ❖ Un nuovo paradigma
  43. 43. preistoria storia iperstoria
  44. 44. prehistory history hyperhistory preistoria
  45. 45. prehistory history hyperhistory storia
  46. 46. storiapreistoria le risorse sono scarse: gli umani decidono che cosa è tanto importante da dover essere scritto la scrittura fa la differenza
  47. 47. che cosa succede se si scrive tutto?
  48. 48. Iperstoria ❖ Ogni atto umano è registrato, importante o no: l’importanza si decide ex post
  49. 49. Iperstoria ❖ Se si scrive tutto il potere possa dal momento della scrittura alla gestione della conoscenza
  50. 50. Iperstoria ❖ Se tutto è scritto il potere passa dalla decisione su che cosa scrivere alla scrittura degli algoritmi che gestiscono l’informazione
  51. 51. Iperstoria ❖ E il problema è: quali piattaforme controllano il flusso dell’informazione e quali algoritmi usano, seguendo quali interessi?
  52. 52. Iperstoria ❖ Le piattaforme possono essere aperte, pubbliche e neutrali oppure proprietarie e non interoperabili ❖ Gli algoritmi possono essere conosciuti da tutti o sconosciuti ai più ❖ Ma la nuova scrittura è la scrittura degli algoritmi
  53. 53. La libertà non è quello che possiamo fare ma ciò che sappiamo
  54. 54. L’infosfera cambia gli umani e l’ecologia degli umani
  55. 55. Digital humanities scholars use computational methods either to answer existing research questions or to challenge existing theoretical paradigms, generating new questions and pioneering new approaches. Traditional goal was to systematically integrate computer technology into the activities of humanities scholars,[10] as is done in contemporary empirical social sciences. Such technology-based activities might include incorporation into the traditional arts and humanities disciplines use of text-analytic techniques; commons-based peer collaboration; and interactive games and multimedia. (Wikipedia) The new concept of digital humanities is different. We don’t think at digital as something that happens in the future. We think at humanity as it is now in a digital environment. Digital Humanities
  56. 56. ANNE BURDICK JOHANNA DRUCKER PETER LUNENFELD TODD PRESNER JEFFREY SCHNAPP https://mitpress.mit.edu/sites/default/files/titles/content/ 9780262018470_Open_Access_Edition.pdf Digital Humanities
  57. 57. ❖ WE LIVE in one of those rare moments of opportunity for the humanities, not unlike other great eras of cultural-historical transformation such as the shift from the scroll to the codex, the invention of moveable type, the encounter with the New World, and the Industrial Revolution. Ours is an era in which the humanities have the potential to play a vastly expanded creative role in public life.The present volume puts itself forward in support of a Digital Humanities that asks what it means to be a human being in the networked information age and to participate in fluid communities of practice, asking and answering research questions that cannot be reduced to a single genre, medium, discipline, or institution. Digital Humanities represents a major expansion of the purview of the humanities, precisely because it brings the values, representational and interpretive practices, meaning-making strategies, complexities, and ambiguities of being human into every realm of experience and knowledge of the world. It is a global, trans-historical, and transmedia approach to knowledge and meaning- making. ❖ Yet there remains a chorus of contemporary voices bewailing yet another “definitive” crisis in humanistic culture, yet another sacrifice of quality on the altar of “mere” quantity. Our response is not just a counterargument in favor of new convergences between quality and quantity, but also one in favor of a model of culture embodied by this book itself. We do not think the humanities are in perpetual crisis or imperiled by another battle for legitimacy with the sciences. Instead, we see this moment as marking a fundamental shift in the perception of the core creative activities of being human, in which the values and knowledge of the humanities are seen as crucial for shaping every domain of culture and society.
  58. 58. Matthew Gold, Debates in the digital humanities: http://dhdebates.gc.cuny.edu/debates Digital Humanities News at King’s College: http://www.kcl.ac.uk/artshums/depts/ddh/news.aspx Center for Digital Liberal Arts, Occidental College, Los Angeles: http://oxy.edu/center-digital-liberal-arts Digital Humanities
  59. 59. Media ecology theory centers on the principles that technology not only profoundly influences society, it also controls virtually all walks of life; it is a study of how media and communication processes affect human perception and understanding. Ecology in this context refers to the environment in which the medium is used - what they are and how they affect society. The theoretical concepts were proposed by Marshall McLuhan in 1964, while the term media ecology was first formally introduced by Neil Postman in 1968. (Wikipedia) Media ecology
  60. 60. Assumptions of the theory: 1. Media is infused in every act and action in society. 2. Media fixes our perceptions and organizes our experiences. 3. Media ties the world together. Marshall McLuhan used the phrase Global village to describe that "humans can no longer live in isolation, but rather will always be connected by continuous and instantaneous electronic media". This global village let mankind step into a new "information age" in which human communication is "growing so fast as to be in fact immeasurable,” (Wikipedia) Media ecology
  61. 61. Come pensiamo ❖ Se viviamo nell’infosfera abbiamo bisogno di nuovi strumenti e di un nuovo sistema interpretativo ❖ Un sistema interpretativo che consenta di vivere in un contesto veloce e complesso ❖ Un sistema interpretativo che collega in modo nuovo il presente e il futuro
  62. 62. Stupido è chi stupido fa ❖ Internet è la possibilità di accedere alle più ricche fonti di informazione mai viste nella storia: siamo capaci di gestire questa enorme ricchezza? ❖ Internet ci svela la nostra stupidità e sfida a espandere la nostra consapevolezza ❖ Individualmente, i cambiamenti sono: nella strategia di memorizzazione (lo sforzo non è nel ricordare le cose ma nel sapere come trovarle), nell’esperienza della socialità (la distanza fisica e la distanza digitale si confondono), nel ricorso a strumenti di elaborazione a distanza (es. confronto razionale dei prezzi). ❖ Collettivamente, i cambiamenti sono: nel rischio di conformismo nelle piccole nicchie di simili sui social network, nella possibilità di seguire la maggiore diversità di opinioni possibile, di avere esperienza dell’arte più globale e della cultura più cosmopolita possibile ❖ La sfida è comprendere che internet è come la costruiamo. Se quello che ne abbiamo fatto finora non soddisfa, come è ovvio, possiamo migliorarla pensando a cosa devono fare le prossime grandi piattaforme, a come progettarle e avviarle. ❖ Perché internet è malleabile. Quindi non ci rende stupidi. Ci mette di fronte alla possibilità della nostra stupidità e della nostra intelligenza
  63. 63. Comprensione e condivisione

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