Morreale 05072011 breve

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  • La ricerca è intitolata Arch(L)ive: crasi ipotetica che pone la questione del nuovo rapporto che nell’attuale contesto mediale si può instaurare tra eventi, loro documentazione e i pubblici che si confrontano sia con l’esperienza live che con le rappresentazioni prodotte da soggetti diversi, istituzionali e legati invece ad una comunicazione grassroot.
  • La ricerca si snoda in modo trasversale affrontando le nuove relazioni tra possibilità di valorizzazione del patrimonio d’archivio ed eventi live nel contesto mediale attuale. Il rapporto tra gestione archivistica e nuovi media è affrontato con attenzione alle sperimentazioni più recenti che hanno visto una sintesi transdisciplinare tra le discipline archivistiche, informatiche e mediali. E’ il caso ad esempio del Progetto di Rilevante Interesse Nazionale TRAME , Del progetto della BBC Backstage, di Europeana o di Europa Film treasure. Il rapporto tra eventi culturali e media è stato affrontato partendo da autori di riferimento come Dayan e Katz e Thompson per poi muovere verso studi più recenti come quelli di Patricia Leavy, che hanno approfondito le dinamiche legate alla trasformazione di un evento in icona mediale, attraverso processi di rappresentazione, appropriazione politica e costruzione di narrazioni popolari. O Stephanie Marriott che affronta la dimensione del live anche in relazione alle nuove modalità di rappresentazione e distribuzione dei materiali audiovisivi.   L’analisi del fenomeno della produzione grassroot è stato affrontato in relazione alla progressiva convergenza tra produzione istituzionale e produzione grassroot anche in relazione alla documentazione degli eventi. Qui ad un classico recente come Jenkins si affiancano gli studi di Patricia Zimmermann che evidenziano come la produzione amatoriale ha da sempre accompagnato la produzione istituzionale e professionale nella rappresentazione degli eventi, offrendo prospettive documentali di grande interesse legate alle autorappresentazioni.   Infine viene affrontato il tema della valorizzazione dei patrimoni documentali attraverso la produzione d’archivio. Il tema del riuso e della rielaborazione creativa dei materiali d’archivio è centrale nell’ottica di una valorizzazione dei patrimoni documentali a disposizione delle istituzioni che organizzano eventi culturali. L’analisi muove da uno studio imprescindibile per l’analisi del riutilizzo dei materiali filmici che è contenuto nel volume Films beget films di Jay Leyda, che inaugura gli studi sulla produzione d’archivio per arrivare agli studi più recenti sulle soluzioni metodologiche ed estetiche che caratterizzano le sperimentazioni affrontate da Lev Manovich in cui la composizione di nuovi oggetti partendo da repertori strutturati diventa la forma creativa emergente. La ricerca ha affiancato all’analisi della letteratura esistente uno studio dei casi più interessanti tra le sperimentazioni concluse e in atto per quanto riguarda la documentazione (CNN The moment, DIC Documentare installazioni complesse) che per quanto riguarda la comunicazione e il riuso dei patrimoni documentali (piattaforme per la fruizione online come TRAME, Europeana, Europa film Treasures) e sperimentazioni sul riutilizzo creativo di patrimoni istituzionali (BBC Backstage) e non istituzionali (RIP a remix manifesto, Private Hungary).
  • Dall’analisi sono emersi alcuni modelli ricorrenti di gestione e di comunicazione online del patrimonio culturale. Il primo modello è quello dell’archivio seamless. Tali ambienti propongono un riuso di parte del patrimonio documentale all’interno dell’ambiente istituzionale online dell’evento, l’utente non ha la percezione di consultare un archivio o una gallery specifica costruita attraverso materiali d’archivio, si muove senza soluzione di continuità tra aree informative e patrimonio documentale d’archivio.
  • Dalle interviste è emerso come un impulso forte alla digitalizzazione e alla riorganizzazione del proprio patrimonio documentale sia stato fornito dalla necessità di creare il proprio ambiente online. Di anno in anno il materiale documentale pubblicato sul sito a fini promozionali ha creato un patrimonio accessibile attraverso cui gli utenti potevano esplorare alcuni degli eventi delle diverse edizioni. Con il diffondersi degli ambienti di condivisione e di scambio che caratterizzano il web 2.0 le istituzioni organizzatrici hanno dovuto confrontarsi con l’opportunità di aprire il proprio patrimonio alla rielaborazione e alla redistribuzione partecipata, intensificando il rapporto di scambio con il proprio pubblico, ma al contempo con la minaccia di perdere in parte il controllo sulla comunicazione dell’immagine e dell’identità dell’evento culturale.
  • Dall’altra emerge la mancanza di una strategia e di una regia che utilizzino in modo efficace i servizi del web sociale per creare un legame con quei pubblici che potrebbero rappresentare un bacino di utenza importante per la valorizzazione del patrimonio documentale digitale (i fan che potrebbero costituire una risorsa per ampliare e per migliorare la descrizione dell’archivio, per documentare micro eventi, ma che potrebbero essere interessati anche a forme di micropagamento per i contenuti in possesso dell’istituzione organizzatrice). Se tali potenzialità emergono dalle interviste le problematiche di carattere organizzativo e di gestione del patrimonio spesso prevalgono.
  • Nelle prossime slides presenterò alcuni dei risultati emersi dalla terza fase della ricerca, quella delle interviste ai prosumers.
  • Coloro i quali frequentano communities online legate alle proprie passioni hanno indicato due tipologie prevalenti di motivazioni: “ricerca di informazioni, aggiornamenti e news” indicata come obiettivo principale dal 50% di coloro i quali frequentano communities, “condividere passioni ed interessi con la community” e “scambiare consigli e comunicare con persone che hanno i miei interessi”, riconducibili all’aspetto relazionale della community (indicata dal restante 50% dei rispondenti). In tal senso emergono i due aspetti principali che dovrebbero caratterizzare un ambiente sociale legato agli eventi culturali: da una parte favorire l’interscambio di informazioni e di news, dall’altra fornire una base sociale al rapporto con le proprie passioni, incentivando la personalizzazione della comunicazione e la costruzione di identità riconoscibili.
  • Se nella maggior parte dei casi gli utenti trovano insufficiente la documentazione reperibile nei siti istituzionali degli eventi di loro interesse riconoscono comunque l’importanza di un soggetto che sia in grado di offrire un servizio culturale di selezione della documentazione “certificata”. Se da una parte ritengono importante il contributo degli user generated content (che superano quantitativamente i materiali istituzionali e che offrono l’opportunità di fruire di momenti dell’evento non altrimenti documentati) dall’altra le opinioni circa la qualità dei materiali user generated sono discordanti e solo il 50% dei rispondenti reputa soddisfacente la loro qualità. Da qui la domanda per maggiori servizi e contenuti che provengano dalle istituzioni che organizzano gli eventi culturali e che dispongono delle documentazioni. Interessante la richiesta che tali istituzioni integrino user generated content filtrandoli sulla base di criteri di qualità.
  • Morreale 05072011 breve

    1. 1. EVENTI CULTURALI E MODELLI DI COMUNICAZIONE ONLINE Domenico Morreale
    2. 2. FASE 1: ANALISI DESK. I MODELLI DI COMUNICAZIONE DEI PATRIMONI DOCUMENTALI ONLINE PER UN CAMPIONE DISTITUZIONI NAZIONALI FASE 2: INTERVISTE ALLE ISTITUZIONI. I PATRIMONI E IL RAPPORTO CON I PUBBLICI FASE 3: INTERVISTE AI PROSUMERS. ANALISI DEL CONSUMO E DELLA PRODUZIONE GRASSROOTS La comunicazione online dei patrimoni digitali degli eventi culturali, le pratiche di gestione e di comunicazione dei patrimoni digitali delle istituzioni che organizzano eventi culturali e il rapporto con i pubblici online. OBIETTIVI
    3. 3. Seamless il patrimonio documentale è utilizzato come corredo iconografico/audiovisivo dei percorsi ipertestuali . Gallery privilegiano la comunicazione a supporto del marketing territoriale Multisito stratificazione dei siti espositivi delle diverse edizioni dell’evento, loro conservazione e loro aggiornamento Archivio online gestione rigorosa del patrimonio, reso fruibile attraverso motori di ricerca, indici tematici, percorsi identificati dagli esperti del contenuto Distribuito rendono accessibile il patrimonio istituzionale e si avvalgono di servizi di social networking resi disponibili in rete da soggetti terzi per consentire agli utenti di interagire con gli oggetti mediali MODELLI DI GESTIONE ONLINE DEL PATRIMONIO DIGITALE FASE 1
    4. 4. Il web 2.0 attiva dinamiche di compartecipazione alla creazione, diffusione e rielaborazione dei patrimoni viste spesso con sospetto dalle istituzioni organizzatrici di eventi culturali: il timore della perdita di controllo sull’identità . L’istituzione culturale deve fare fronte a cambiamenti strategici nell’organizzazione interna : la comunicazione non è più unicamente concentrata nei giorni dell’evento, ma è distribuita nell’arco di tutto l’anno. 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 LE INTERVISTE ALLE ISTITUZIONI FASE 2
    5. 5. Il modello attuale da superare: assenza di una regia generale nella gestione dei servizi caratteristici del web sociale . Le sperimentazioni più significative sono proposte da soggetti terzi che gestiscono la comunicazione per le istituzioni culturali. Il potenziale legame tra pubblici e istituzioni si disperde. LE INTERVISTE ALLE ISTITUZIONI FASE 2
    6. 6. LE INTERVISTE AGLI UTENTI La maggior parte del campione abita in città , è in possesso di una laurea (o titolo di studio post-universitario); la totalità del campione dispone di connessione a banda larga. L’età media è di 36 anni. FASE 3
    7. 7. LE INTERVISTE AGLI UTENTI MOTIVAZIONI CHE SPINGONO A FREQUENTARE SITI DEGLI EVENTI CULTURALI LEGATI ALLE PROPRIE PASSIONI “ ricerca di informazioni, aggiornamenti e news ” 50% “ condividere passioni ed interessi con la community ” e “ scambiare consigli e comunicare con persone che hanno i miei interessi ” 50%. Due aspetti principali che dovrebbero caratterizzare un ambiente sociale legato agli eventi culturali: favorire l’interscambio di informazioni , fornire una base sociale al rapporto con le proprie passioni , incentivando la personalizzazione della comunicazione.
    8. 8. LE INTERVISTE AGLI UTENTI FRUIZIONE DEI SITI LEGATI AGLI EVENTI CULTURALI: MATERIALE CERCATO - approfondimenti legati ai temi di interesse (38%) -materiali audiovisivi che documentino l’evento (23,8%) […] Una percentuale significativa di utenti accede a tali raccolte con l’obiettivo di ottenere informazioni circa temi e personaggi di proprio interesse e non per raccogliere informazioni o materiali relativi all’evento culturale in sé .
    9. 9. LE INTERVISTE AGLI UTENTI PATRIMONI DOCUMENTALI ISTITUZIONALI E GRASSROOTS Gli utenti trovano insufficiente la documentazione reperibile nei siti istituzionali degli eventi culturali. Ritengono importante il contributo dei contenuti generati dagli utenti ma solo la metà del campione reputa soddisfacente la loro qualità . Riconoscono l’importanza di un soggetto in grado di offrire un servizio culturale di selezione della documentazione. Chiedono che le istituzioni che organizzano gli eventi culturali integrino user generated content nei loro ambienti online ma filtrandoli sulla base di criteri di qualità .

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