La ricerca kantiana
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La ricerca kantiana si inquadra:
• nella mentalità razionalistica
• nella critica dell’illuminismo
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Il motto di Kant: “ saper aude”
“ abbi il coraggio della tua intelligenza “
l’autore sostiene che in tutti i campi, dall...
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Egli esprime il suo progetto filosofico, in un celebre saggio intitolato:
“ Sogni di un visionario chiariti con i sogni ...
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E’ il risveglio dal suo sonno
dogmatico ( metafisico)
A tal proposito scrive una dissertazione dal titolo :
“ La forma e...
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A 57 anni di età scrive: “La critica della ragion pura “
…. “ E’ il libro più importante che sia stato scritto in Europa...
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Da dove muove i primi passi la ricerca kantiana ?
Dalla constatazione che la metafisica, a differenza della scienza, è u...
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I razionalisti, a partire da Cartesio, avevano posto
il fondamento di tutta la conoscenza
umana nella coscienza
Per gli ...
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Locke, massimo esponente di questo ultimo indirizzo di
pensiero, aveva infatti affermato:
“Quod est in intellectu prius ...
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In breve: il razionalismo era dogmatico in quanto dava
per scontata la certezza delle nostre conoscenze,
senza curarsi ...
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Di quali giudizi si servono i Razionalisti ?
dei giudizi analitici a priori
Di quali giudizi si servono gli Empiristi ?...
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Per superare tale difficoltà Kant immagina di demandare la questione
al tribunale della ragione per risolvere la contro...
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La ragione, nel corso del suo autoesame, respingerà :
• sia la tesi dell’ empirismo ( secondo cui non esiste altro fond...
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Qualora si volesse cogliere l’incondizionato e l’assoluto
si farebbe come quella colomba che per essere più leggera e l...
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E’ un destino della ragione umana
vuol spaziare oltre i suoi confini e costruire grandi castelli !
… ma alla fine è uti...
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Solo l’esperienza rappresenta tali limiti.
In che modo ?
Circoscrivendo il campo al cui interno
la nostra mente può app...
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Kant parla con orgoglio della soluzione prospettata dal proprio sistema
definito criticismo.
“Criticare”, nel linguaggi...
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Kant dice:
…. la matematica e la fisica hanno imboccato la strada giusta.
Sono ciò che sono, per effetto di una rivoluz...
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Ecco la risposta di Kant:
…. Si prenda, ad esempio, la fisica e si veda in che cosa consiste il suo
metodo, recentement...
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Come nel caso della matematica e della fisica, bisogna adottare una
“ rivoluzione copernicana ” anche per la metafisica...
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Si sono create le premesse per un nuovo modo
di affrontare i problemi della conoscenza.
Da ora in poi il processo conos...
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LA CRITICA
DELLA RAGION PURA
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Le cose del mondo sono fuori
di noi, per coglierle occorre
la nostra percezione.
Il modo con cui esse sono colte
dipend...
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In che cosa dunque consiste “ la rivoluzione copernicana”
operata da Kant ?
E’ un nuovo rapporto che si viene a configu...
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Tale progetto viene a precisarsi e a determinarsi in modo più chiaro
poichè Kant specifica :
… è l’uomo a dettare le su...
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La riflessione kantiana
riguarda quasi tutto
il territorio
della filosofia
spaziando dal
problema
della conoscenza
(gno...
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Le tre critiche :
LA CRITICA DELLA RAGION PURA
ovvero il problema della conoscenza;
LA CRITICA DELLA RAGION PRATICA
ovv...
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Il problema della conoscenza
LA CRITICA DELLA RAGION PURA
La prima delle tre critiche kantiane contiene nel titolo il r...
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Ecco l’interrogativo di fondo che Kant si pone di risolvere nella prima critica:
Che cosa posso conoscere ?
Per prima c...
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Il sapere scientifico
è certo
e sicuro
una volta capito
ciò
potremmo confrontarlo
con quello
della metafisica
coglierne...
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La scienza
è
valida
perché fondata
su un metodo
sicuro
La metafisica
è
incerta
perchè
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La matematica
e
la fisica
Ecco la risposta di Kant :
si avvalgono di
giudizi sintetici
a priori
Le proposizioni
della s...
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Tutto il sapere si
costruisce
in questo modo
aggiungendo un
predicato
a un soggetto
(giudizi)
subito
e
poi
di conseguen...
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A questo punto il problema è :
• ricercare una forma di giudizio in grado di collegare
concetti ed esperienza
Quali son...
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I giudizi analitici
hanno
il predicato
compreso
nel soggetto
sono
giudizi
rigorosi
ma
“a priori”
nel senso che
il loro ...
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I giudizi sintetici
il predicato
offre
un contenuto
informativo nuovo
sono
giudizi
che dipendono
direttamente
dall’espe...
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Sia i giudizi analitici “a priori “ che
i giudizi sintetici “a posteriori “
sono entrambi unilaterali
e
di conseguenza
...
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Ecco che Kant ipotizza un terzo tipo di giudizio:
i giudizi sintetici a priori
Tali giudizi :
• sono possibili
• hanno ...
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La domanda che ora Kanti si pone è :
“ come sono possibili i giudizi i giudizi sintetici a priori ?”
Questo interrogati...
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Kant, ed è evidente, non tende in alcun modo ad ampliare il sapere scientifico né
è interessato a studiare gli oggetti ...
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LA SENSIBILITA’
E
LE SUE FORME
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Quali sono le facoltà conoscitive dell’uomo?
la sensibilità
Kant ne individua due
l’intelletto
e
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La sensibilità è trattata da Kant nell’ Estetica trascendentale
non teoria del bello o del gusto
Estetica ma teoria che...
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Quali sono le caratteristiche della sensibilità ?
La sensibilità ha una duplice fisionomia :
passiva
quando riceve dall...
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Che cosa sono lo spazio e il tempo ?
• sono le forme a priori della conoscenza sensibile
• non derivano dall’esperienza...
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Lo spazio
è una rappresentazione necessaria a priori
sta a
fondamento
di tutte
le intuizioni
delle cose esterne
Senza l...
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Il tempo è una condizione a priori di ogni fenomeno generale
è il fondamento
su cui
si basa
l’aritmetica
la nostra cosc...
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Colte le forme dello spazio e del tempo ne consegue che nella
nostra conoscenza sensibile il materiale empirico deve ap...
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Kant stabilisce una distinzione tra le cose come sono in sé
(che non possiamo conoscere) e le cose come rappresentazion...
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La cosa in sé
non è conoscibile
perchè ammetterla ?
perché allora non sbarazzarsene ?
(come faranno poi gli idealisti d...
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Tale limite ci segnala
che la nostra rappresentazione
non si identifica con la realtà assoluta
né la può mai esaurire
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Nell’Analitica trascendentale Kant passa a studiare le caratteristiche dell’intelletto
Se la sensibilità ci trasmette u...
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Che cosa è dunque il concetto ?
È ciò che produce sintesi e determinatezza dando unità all’oggetto
Ecco perché Kant dic...
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Ed ancora:
l’intelletto non è a contatto diretto con la realtà, può
agire solo sul materiale che gli viene dato dalla s...
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Ma quali sono le funzioni dell’intelletto ?
Le categorie o concetti puri
sono le funzioni di cui l’intelletto
si serve ...
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Già Aristotele aveva individuato dieci categorie:
• sostanza
• qualità
• quantità
• relazione
• luogo
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Kant ritiene che Aristotele abbia proceduto affrettatamente, inserendo
nella sua tavola categoriale anche “ dei modi de...
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In altri termini:
pensare non è altro che giudicare, ossia attribuire un predicato a un
soggetto, per determinare le ca...
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Alla tavola dei giudizi corrisponderà, pertanto, la tavola delle categorie,
come nello schema seguente:
Tavola dei giud...
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il quadro delle categorie ci offre tutto il repertorio possibile
dei concetti puri
di cui si serve
l’intelletto
nella s...
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Chiarite le funzioni della sensibilità e dell’intelletto con tutte le loro
rispettive attività, Kant si pone ora
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L’ultimo tassello della teoria Kantiana della conoscenza
è dunque l’IO PENSO
ossia
la suprema funzione di unificazione ...
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con l’IO PENSO Kant indica
l’attività sintetizzatrice fondamentale
della coscienza umana (oggi diremmo mente)
in virtù ...
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L’Io penso
è
la garanzia suprema della scienza,
l’unità fondatrice
dell’oggettività
della conoscenza
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L’Io penso
è
la soggettività umana
( universale e valida per tutti gli uomini )
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La tentazione della ragione umana
andare oltre l’esperienza
oltre l’esperienza
vi è
il campo incerto
della metafisica
67
La ragione non si accontenta del suo limite
vuole concepire
un
ambizioso progetto
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raccogliere i dati del
senso interno
e unificarli sotto l’idea
di anima
Ecco l’ambizioso progetto:
anima=
totalità dei
...
69
raccogliere i dati del
senso esterno
e unificarli sotto l’idea
di mondo
l’idea del
mondo
=
totalità dei
fenomeni esterni
70
unificare i dati del
senso esterno
e
del senso interno
sotto l’idea
di DIO
ossia la
totalità assoluta
71
Le tre idee
ANIMA MONDO DIO
COSTITUISCONO
LA PARTE ESSENZIALE
DELLA
METAFISICA TRADIZIONALE
72
Come l’uomo giudica queste idee ?
non può dire
che sono
vere
non può dire
che sono
false
non le può
conoscere
73
però l’uomo sarà tentato
di
“ pensare ”
che esista
un Dio
che esista
un’anima
immortale
ma pensare non equivale a conos...
74
Dio – Anima – Mondo sono dunque le idee della ragione
Esse sono forme “ a priori ”
mediante le quali
la ragione
L’ ASSO...
75
Può la ragione umana “ conoscere la metafisica “ ? NO
ANIMA – MONDO – DIO
(intesi metafisicamente)
non sono oggetto di ...
76
Kant critica la metafisica dell’anima o psicologia razionale
sostenendo che essa è fondata su
paralogismi
ossia
su fals...
77
Kant critica la metafisica del “mondo” o cosmogonia razionale
sostenendo che essa cada in contraddizioni
insolubili
qua...
78
Intorno al mondo, considerato nella sua totalità, sono possibili :
• affermazioni opposte (tesi e antitesi).
Tesi
e
Ant...
79
Kant sostiene:
Le antinomie contengono affermazioni opposte:
ognuna di per se stessa
è
plausibile
allora la pretesa del...
80
In qual modo Kant critica l’esistenza di DIO ( teologia razionale )?
Kant esamina tre dimostrazioni dell’esistenza di D...
81
L’argomento ontologico:
affermato da Sant’Anselmo e dal Razionalismo
non ha alcuna validità
dal concetto di DIO non si
...
82
L’argomento cosmologico:
affermato dalla
Scolastica non ha fondamento
scientifico
non si può dedurre
l’esistenza di un
...
83
L’argomento teleologico o fisico
teologico:
affermato dalla
Scolastica
e
dal Razionalismo
va rifiutato
l’ordine e la re...
84
Conclusione
la metafisica è inconoscibile
ma non
inesistente
le idee della ragione
non potendosi applicarsi
ad alcun co...
85
ossia
rappresentano
una regola
che spinge
la mente umana
a coordinare
le conoscenze
dell’intelletto
per superare
il
fra...
86
Le idee della ragione
corrispondono al bisogno
ineliminabile che l’uomo
ha della metafisica
e dimostrano indirettamente...
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    1. 1. La ricerca kantiana
    2. 2. 2 La ricerca kantiana si inquadra: • nella mentalità razionalistica • nella critica dell’illuminismo
    3. 3. 3 Il motto di Kant: “ saper aude” “ abbi il coraggio della tua intelligenza “ l’autore sostiene che in tutti i campi, dalla scienza alla politica debba prevalere la ragione perché siano debellate la superstizione, il fanatismo e l’intolleranza. Kant, erede della tradizione empirica, crede che la ragione non sia infinita, ma anzi debba assumersi il compito di stabilire possibilità e limiti del proprio impiego.
    4. 4. 4 Egli esprime il suo progetto filosofico, in un celebre saggio intitolato: “ Sogni di un visionario chiariti con i sogni della metafisica “. In questo saggio mostra come,lasciata a se stessa e priva del terreno sicuro dell’esperienza, la ragione persegua i più bizzarri e stravaganti percorsi. E’ la prima intuizione della necessità di superare la tradizione metafisica razionalistica di Leibniz e di Wolff
    5. 5. 5 E’ il risveglio dal suo sonno dogmatico ( metafisico) A tal proposito scrive una dissertazione dal titolo : “ La forma e i principi del mondo sensibile e intellegibile ” Tale dissertazione costituisce una tappa significativa verso “la fase critica” della sua riflessione
    6. 6. 6 A 57 anni di età scrive: “La critica della ragion pura “ …. “ E’ il libro più importante che sia stato scritto in Europa “ ( A.Schopenhauer)
    7. 7. 7 Da dove muove i primi passi la ricerca kantiana ? Dalla constatazione che la metafisica, a differenza della scienza, è un campo di battaglia di opinioni differenti. Tra le opinioni differenti è bene ricordare : • l’opposizione tra razionalismo ed empirismo
    8. 8. 8 I razionalisti, a partire da Cartesio, avevano posto il fondamento di tutta la conoscenza umana nella coscienza Per gli empiristi, tutto il nostro sapere deriva dai sensi.
    9. 9. 9 Locke, massimo esponente di questo ultimo indirizzo di pensiero, aveva infatti affermato: “Quod est in intellectu prius fuerit in sensu” (Nell’intelletto vi è tutto quello che prima sarà nei sensi) …e Hume era giunto ad un esito scettico: “le impressioni sensoriali non ci assicurano una conoscenza certa né necessaria”.
    10. 10. 10 In breve: il razionalismo era dogmatico in quanto dava per scontata la certezza delle nostre conoscenze, senza curarsi però dell’ esperienza. … mentre l’empirismo sfociava nello scetticismo: perché incapace di determinare le condizioni necessarie e universali del conoscere
    11. 11. 11 Di quali giudizi si servono i Razionalisti ? dei giudizi analitici a priori Di quali giudizi si servono gli Empiristi ? dei giudizi sintetici a posteriori
    12. 12. 12 Per superare tale difficoltà Kant immagina di demandare la questione al tribunale della ragione per risolvere la controversia tra: • dogmatismo • scetticismo Ci sarà un verdetto impietoso per entrambi a causa della loro unilateralità !
    13. 13. 13 La ragione, nel corso del suo autoesame, respingerà : • sia la tesi dell’ empirismo ( secondo cui non esiste altro fondamento della conoscenza se non l’esperienza sensibile che non ha i caratteri della universalità e della necessarietà ) ; • sia la tesi del razionalismo (secondo cui è possibile una conoscenza “a priori” cioè che va oltre i limiti dell’esperienza). Anticipando le conclusioni di kant egli affermerà: la possibilità di una “ conoscenza rigorosamente universale e necessaria” ottenibile però sempre e soltanto nell’ambito della esperienza possibile.
    14. 14. 14 Qualora si volesse cogliere l’incondizionato e l’assoluto si farebbe come quella colomba che per essere più leggera e libera vuole fare a meno dell’aria. Ma senza aria cade e perisce. Accadrebbe la stessa cosa alla ragione se volesse fare a meno dell’esperienza.
    15. 15. 15 E’ un destino della ragione umana vuol spaziare oltre i suoi confini e costruire grandi castelli ! … ma alla fine è utile domandarsi, ma essi avranno solide e valide fondamenta ? E’ giunto il momento, sostiene Kant, di porre i giusti limiti all’invadenza della ragione
    16. 16. 16 Solo l’esperienza rappresenta tali limiti. In che modo ? Circoscrivendo il campo al cui interno la nostra mente può applicare i propri concetti. … ogni nostra conoscenza nasce dall’esperienza, che stimola i nostri sensi e muove l’attività dell’intelletto… il tutto in una sintesi di esperienza e concetti
    17. 17. 17 Kant parla con orgoglio della soluzione prospettata dal proprio sistema definito criticismo. “Criticare”, nel linguaggio kantiano, conformemente alla etimologia greca, significa infatti : • giudicare • distinguere • valutare • soppesare E’ una impresa che richiede un cambiamento: • sia di metodo • che di prospettiva
    18. 18. 18 Kant dice: …. la matematica e la fisica hanno imboccato la strada giusta. Sono ciò che sono, per effetto di una rivoluzione attuata tutta di un colpo. Riguardo ad esse basta domandarsi come siano possibili. … per la metafisica il discorso è diverso in quanto essa non ha ancora trovato il metodo corretto. Ecco la domanda: Come ritrovare anche per la metafisica quel cammino sicuro e spedito che, agli occhi del filosofo, caratterizza le scienze ?
    19. 19. 19 Ecco la risposta di Kant: …. Si prenda, ad esempio, la fisica e si veda in che cosa consiste il suo metodo, recentemente rivoluzionato da Copernico, Galileo, Bacone e Newton. Si ci accorge che questi studiosi non si limitano a rappresentare la natura in modo passivo, ma la interrogano costringendola a rispondere alle proprie domande cariche di ipotesi e di intuizioni; … tale deve essere il metodo da adottare in metafisica.
    20. 20. 20 Come nel caso della matematica e della fisica, bisogna adottare una “ rivoluzione copernicana ” anche per la metafisica: • far dipendere l’oggetto dal soggetto conoscente. Cosa vuol significare tale assunto ? Assumere l’ipotesi che possiamo conoscere con certezza le cose solo in quanto esse si presentano ad un soggetto che non è puro ricettore, ma attivo organizzatore dell’esperienza. E’ da tener presente che il soggetto e le sue facoltà intellettive condizionano il modo in cui gli oggetti vengono compresi. Il rapporto soggetto-oggetto concorre attivamente alla costituzione dell’esperienza conoscitiva
    21. 21. 21 Si sono create le premesse per un nuovo modo di affrontare i problemi della conoscenza. Da ora in poi il processo conoscitivo parte dall’esperienza sensibile.
    22. 22. 22 LA CRITICA DELLA RAGION PURA
    23. 23. 23 Le cose del mondo sono fuori di noi, per coglierle occorre la nostra percezione. Il modo con cui esse sono colte dipende dalla predisposizione del nostro intelletto. Cioè dalle condizioni innate “ a priori” Tali forme ”a priori” non appartengono al singolo individuo ma alla stessa natura umana
    24. 24. 24 In che cosa dunque consiste “ la rivoluzione copernicana” operata da Kant ? E’ un nuovo rapporto che si viene a configurare nel processo conoscitivo dove il soggetto gioca un ruolo attivo e propositivo. Si compie in tal modo il progetto della modernità già intuito da Bacone il quale aveva detto che l’uomo è il signore della natura e più precisamente … la sovranità dell’uomo sta nelle scienze.
    25. 25. 25 Tale progetto viene a precisarsi e a determinarsi in modo più chiaro poichè Kant specifica : … è l’uomo a dettare le sue leggi alla natura, ordinando e classificando i fenomeni grazie alle forme della propria sensibilità e del proprio intelletto.
    26. 26. 26 La riflessione kantiana riguarda quasi tutto il territorio della filosofia spaziando dal problema della conoscenza (gnoseologia) a quello del comportamento morale e sociale (etica e politica) a quello del bello (estetica) In ciascuno di questi campi Kant ha dato risposte epocali che hanno segnato una importante “ svolta culturale “.
    27. 27. 27 Le tre critiche : LA CRITICA DELLA RAGION PURA ovvero il problema della conoscenza; LA CRITICA DELLA RAGION PRATICA ovvero il problema morale; LA CRITICA DEL GIUDIZIO ovvero il problema estetico
    28. 28. 28 Il problema della conoscenza LA CRITICA DELLA RAGION PURA La prima delle tre critiche kantiane contiene nel titolo il riferimento “alla ragion pura”. Kant giudica necessario sottoporre a un’analisi critica (che ne valuti cioè la possibilità e i limiti) la “ ragione in quanto tale ”, ossia “ a priori ” prima ancora di ogni esperienza (tale è il significato di “ragion pura)
    29. 29. 29 Ecco l’interrogativo di fondo che Kant si pone di risolvere nella prima critica: Che cosa posso conoscere ? Per prima cosa è necessario interrogarci su come siano costruiti “ i giudizi della matematica e della fisica ” ossia del sapere scientifico
    30. 30. 30 Il sapere scientifico è certo e sicuro una volta capito ciò potremmo confrontarlo con quello della metafisica coglierne la differenza e capire dove si annida l’errore della metafisica
    31. 31. 31 La scienza è valida perché fondata su un metodo sicuro La metafisica è incerta perchè priva di metodo
    32. 32. 32 La matematica e la fisica Ecco la risposta di Kant : si avvalgono di giudizi sintetici a priori Le proposizioni della scienza sono dette giudizi perché costituite da un soggetto + predicato
    33. 33. 33 Tutto il sapere si costruisce in questo modo aggiungendo un predicato a un soggetto (giudizi) subito e poi di conseguenza i giudizi sono la trama essenziale del conoscere
    34. 34. 34 A questo punto il problema è : • ricercare una forma di giudizio in grado di collegare concetti ed esperienza Quali sono allora i giudizi offerti dalla tradizione logica che Kant ha a disposizione ? : • i giudizi analitici • i giudizi sintetici
    35. 35. 35 I giudizi analitici hanno il predicato compreso nel soggetto sono giudizi rigorosi ma “a priori” nel senso che il loro contenuto non deriva dall’esperienza sono dotati dei caratteri dell’universalità e della necessità ma sono privi di novità il predicato non aggiunge nulla di nuovo al concetto del soggetto
    36. 36. 36 I giudizi sintetici il predicato offre un contenuto informativo nuovo sono giudizi che dipendono direttamente dall’esperienza non sono dotati dei caratteri dell’universalità e della necessità estendono la conoscenzaessi sono “a posteriori”
    37. 37. 37 Sia i giudizi analitici “a priori “ che i giudizi sintetici “a posteriori “ sono entrambi unilaterali e di conseguenza non validi dal punto di vista scientifico
    38. 38. 38 Ecco che Kant ipotizza un terzo tipo di giudizio: i giudizi sintetici a priori Tali giudizi : • sono possibili • hanno il rigore matematico (necessità e universalità) • derivano dall’esperienza • estendono la conoscenza
    39. 39. 39 La domanda che ora Kanti si pone è : “ come sono possibili i giudizi i giudizi sintetici a priori ?” Questo interrogativo Kant lo definisce “trascendentale” …. chiamo trascendentale ogni conoscenza che si occupi in generale, non tanto di oggetti, quanto del nostro modo di conoscere gli oggetti nella misura in cui questo deve essere possibile “ a priori “ (Kant)
    40. 40. 40 Kant, ed è evidente, non tende in alcun modo ad ampliare il sapere scientifico né è interessato a studiare gli oggetti della scienza o della matematica o della fisica, ma conoscere come funziona il sapere scientifico quali sono le sue condizioni di possibilità a priori, e quindi procedere a una sua legittimazione trascendentale
    41. 41. 41 LA SENSIBILITA’ E LE SUE FORME
    42. 42. 42 Quali sono le facoltà conoscitive dell’uomo? la sensibilità Kant ne individua due l’intelletto e
    43. 43. 43 La sensibilità è trattata da Kant nell’ Estetica trascendentale non teoria del bello o del gusto Estetica ma teoria che attiene ai principi della conoscenza aίsthesis in greco significa appunto “sensibilità”
    44. 44. 44 Quali sono le caratteristiche della sensibilità ? La sensibilità ha una duplice fisionomia : passiva quando riceve dall’esperienza esteriore i dati percettivi attiva quando organizza il materiale che riceve dall’esterno attraverso due forme a priori: lo spazio e il tempo
    45. 45. 45 Che cosa sono lo spazio e il tempo ? • sono le forme a priori della conoscenza sensibile • non derivano dall’esperienza • ma sono le condizioni in virtù delle quali è possibile la conoscenza degli oggetti.
    46. 46. 46 Lo spazio è una rappresentazione necessaria a priori sta a fondamento di tutte le intuizioni delle cose esterne Senza la forma a priori dello spazio non è possibile alcuna rappresentazione è la condizione possibile dei fenomeni è la forma del senso esterno fonda la geometria
    47. 47. 47 Il tempo è una condizione a priori di ogni fenomeno generale è il fondamento su cui si basa l’aritmetica la nostra coscienza è la forma del senso interno perché solo in virtù di esso possiamo intuire il concetto di numero
    48. 48. 48 Colte le forme dello spazio e del tempo ne consegue che nella nostra conoscenza sensibile il materiale empirico deve apparirci o sotto la forma dello spazio o sotto la forma del tempo. Sia le rappresentazioni esterne che quelle interne ci sono date come fenomeni. Il fenomeno è ciò che appare gli oggetti sono “ fenomeni” ossia nostre rappresentazioni delle cose in sé
    49. 49. 49 Kant stabilisce una distinzione tra le cose come sono in sé (che non possiamo conoscere) e le cose come rappresentazioni. La rappresentazione delle cose è il fenomeno ossia l’apparire delle cose a noi (alla nostra soggettività umana) La cosa in sé è pensabile ma non conoscibile il pensabile è il noumeno (ossia la realtà pensabile)
    50. 50. 50 La cosa in sé non è conoscibile perchè ammetterla ? perché allora non sbarazzarsene ? (come faranno poi gli idealisti dopo Kant) La cosa in sé sta lì a segnalare il limite invalicabile della scienza: fuori ed indipendente dall’intelletto
    51. 51. 51 Tale limite ci segnala che la nostra rappresentazione non si identifica con la realtà assoluta né la può mai esaurire
    52. 52. 52 Nell’Analitica trascendentale Kant passa a studiare le caratteristiche dell’intelletto Se la sensibilità ci trasmette una molteplicità di sensazioni: • ottiche • acustiche • sensoriali in genere collegate tra loro grazie allo spazio e il tempo (le due forme a priori della sensibilità ) Come avviene la sintesi di ciò che percepiamo ? attraverso il concetto
    53. 53. 53 Che cosa è dunque il concetto ? È ciò che produce sintesi e determinatezza dando unità all’oggetto Ecco perché Kant dice che senza l’intelletto (cioè senza il concetto intellettuale), nessun oggetto potrebbe essere pensato Senza l’intelletto non c’è null’altro che il disordine delle sensazioni
    54. 54. 54 Ed ancora: l’intelletto non è a contatto diretto con la realtà, può agire solo sul materiale che gli viene dato dalla sensibilità ecco perché la sensibilità e l’intelletto costituiscono una coppia necessaria e indissociabile
    55. 55. 55 Ma quali sono le funzioni dell’intelletto ? Le categorie o concetti puri sono le funzioni di cui l’intelletto si serve per ordinare e unificare i fenomeni sotto una comune rappresentazione
    56. 56. 56 Già Aristotele aveva individuato dieci categorie: • sostanza • qualità • quantità • relazione • luogo • tempo • agire • patire • avere • giacere ( nel senso di essere in situazione)
    57. 57. 57 Kant ritiene che Aristotele abbia proceduto affrettatamente, inserendo nella sua tavola categoriale anche “ dei modi della sensibilità pura “, come ad esempio tempo : • tempo • luogo • situazione Sempre convinto della difettosità della tavola aristotelica, Kant procede a fondare siffatte categorie sulla tavola dei giudizi
    58. 58. 58 In altri termini: pensare non è altro che giudicare, ossia attribuire un predicato a un soggetto, per determinare le categorie basta riferirsi alla tavola dei giudizi. Infatti: quanti sono i modi di giudicare (ossia di pensare), tante saranno le tipologie o schemi delle categorie.
    59. 59. 59 Alla tavola dei giudizi corrisponderà, pertanto, la tavola delle categorie, come nello schema seguente: Tavola dei giudizi quantità singolari sarticolari universali qualità affermativi negativi infiniti relazione categorici ipotetici disgiuntivi modalità problematici assertori apodittici Tavola delle categorie quantità unità pluralità totalità qualità realtà negazione relazione Inerenza e sussistenza (sostanza e accidente) causalità e dipendenza (causa ed effetto) comunanza (azione reciproca tra agente e paziente) modalità possibilità – impossibilità esistenza – insistenza necessità - contigenza
    60. 60. 60 il quadro delle categorie ci offre tutto il repertorio possibile dei concetti puri di cui si serve l’intelletto nella sua attività conoscitiva
    61. 61. 61 Chiarite le funzioni della sensibilità e dell’intelletto con tutte le loro rispettive attività, Kant si pone ora il problema gnoseologico fondamentale Trovare il principio di unificazione della conoscenza il principio che sovrintende ogni passaggio tale principio è identificato nell’ IO PENSO
    62. 62. 62 L’ultimo tassello della teoria Kantiana della conoscenza è dunque l’IO PENSO ossia la suprema funzione di unificazione del sapere
    63. 63. 63 con l’IO PENSO Kant indica l’attività sintetizzatrice fondamentale della coscienza umana (oggi diremmo mente) in virtù della quale le molteplici rappresentazioni che ci sono date nell’intuizione sensibile e i concetti costruiti dall’intelletto sono ricondotti a unità e nel contempo sono fondati scientificamente
    64. 64. 64 L’Io penso è la garanzia suprema della scienza, l’unità fondatrice dell’oggettività della conoscenza
    65. 65. 65 L’Io penso è la soggettività umana ( universale e valida per tutti gli uomini )
    66. 66. 66 La tentazione della ragione umana andare oltre l’esperienza oltre l’esperienza vi è il campo incerto della metafisica
    67. 67. 67 La ragione non si accontenta del suo limite vuole concepire un ambizioso progetto
    68. 68. 68 raccogliere i dati del senso interno e unificarli sotto l’idea di anima Ecco l’ambizioso progetto: anima= totalità dei dati interiori
    69. 69. 69 raccogliere i dati del senso esterno e unificarli sotto l’idea di mondo l’idea del mondo = totalità dei fenomeni esterni
    70. 70. 70 unificare i dati del senso esterno e del senso interno sotto l’idea di DIO ossia la totalità assoluta
    71. 71. 71 Le tre idee ANIMA MONDO DIO COSTITUISCONO LA PARTE ESSENZIALE DELLA METAFISICA TRADIZIONALE
    72. 72. 72 Come l’uomo giudica queste idee ? non può dire che sono vere non può dire che sono false non le può conoscere
    73. 73. 73 però l’uomo sarà tentato di “ pensare ” che esista un Dio che esista un’anima immortale ma pensare non equivale a conoscere
    74. 74. 74 Dio – Anima – Mondo sono dunque le idee della ragione Esse sono forme “ a priori ” mediante le quali la ragione L’ ASSOLUTO e L’INCONDIZIONATO (la metafisica) cerca di cogliere
    75. 75. 75 Può la ragione umana “ conoscere la metafisica “ ? NO ANIMA – MONDO – DIO (intesi metafisicamente) non sono oggetto di esperienza Queste tre idee create dalla ragione sono false
    76. 76. 76 Kant critica la metafisica dell’anima o psicologia razionale sostenendo che essa è fondata su paralogismi ossia su falsi ragionamenti dunque “l’io penso” dei razionalisti (inteso come semplice attività pensante) non può in alcun modo identificarsi con l’anima intesa come sostanza semplice, libera, immortale che costituisce il substrato di tutti i fenomeni interni
    77. 77. 77 Kant critica la metafisica del “mondo” o cosmogonia razionale sostenendo che essa cada in contraddizioni insolubili quando pretende di conoscere il mondo, inteso, metafisicamente, come totalità
    78. 78. 78 Intorno al mondo, considerato nella sua totalità, sono possibili : • affermazioni opposte (tesi e antitesi). Tesi e Antitesi dette appunto ANTINOMIE sono quattro Il mondo è limitato nel tempo e nello spazio (tesi) Il mondo non ha alcun limite, e quindi è infinito nel tempo e nello spazio (antitesi) Il mondo consta di parti semplici e quindi non è divisibile all’infinito (tesi) Il mondo non è costituito di parti semplici e quindi è divisibile all’infinito (antitesi) Nel mondo c’è libertà (tesi) Nel mondo non c’è libertà (antitesi) Il mondo deriva da un ENTE NECESSARIO (tesi) Il mondo non deriva da alcun ENTE NECESSARIO (antitesi)
    79. 79. 79 Kant sostiene: Le antinomie contengono affermazioni opposte: ognuna di per se stessa è plausibile allora la pretesa della ragione di conoscere a priori la totalità dei fenomeni esterni senza che possa esservi un contenuto su cui la forma “ a priori “ si applichi è assurda
    80. 80. 80 In qual modo Kant critica l’esistenza di DIO ( teologia razionale )? Kant esamina tre dimostrazioni dell’esistenza di DIO formulate dalla teologia razionale : • l’argomento ontologico • l’argomento cosmologico • l’argomento teleologico o fisico teologico
    81. 81. 81 L’argomento ontologico: affermato da Sant’Anselmo e dal Razionalismo non ha alcuna validità dal concetto di DIO non si può dedurre la sua esistenza dalla deduzione si estrae il pensabile ma non il conoscibile
    82. 82. 82 L’argomento cosmologico: affermato dalla Scolastica non ha fondamento scientifico non si può dedurre l’esistenza di un ENTE NECESSARIO dall’esistenza di un MONDO perché il principio di causa (DIO) e di effetto (MONDO) su cui fonda tale affermazione è una categoria la categoria è una forma a priori ha validità solo nei limiti dell’esperienza in questo caso l’esperienza non è possibile: DIO non è oggetto di sensazione
    83. 83. 83 L’argomento teleologico o fisico teologico: affermato dalla Scolastica e dal Razionalismo va rifiutato l’ordine e la regolarità dei fenomeni della natura che sembrano tendere verso un fine ultimo tutt’al più potrebbero provare l’esistenza di un ORDINATORE della materiama non un DIO CREATORE però affermare l’esistenza di un ENTE creatore o di un ordinatore presupponendo l’ordine dell’universo occorre applicare la categoria di causa ad un contenuto che l’intuizione sensibile non può offrire
    84. 84. 84 Conclusione la metafisica è inconoscibile ma non inesistente le idee della ragione non potendosi applicarsi ad alcun contenuto sono forme vuote e quindi non costituiscono un giudizio e non ci fanno conoscere la metafisica svolgono nello stesso campo del conoscere una funzione regolativa
    85. 85. 85 ossia rappresentano una regola che spinge la mente umana a coordinare le conoscenze dell’intelletto per superare il frammentarismo delle conoscenze fenomeniche nel quadro di una esperienza sempre più completa
    86. 86. 86 Le idee della ragione corrispondono al bisogno ineliminabile che l’uomo ha della metafisica e dimostrano indirettamente che: ANIMA - MONDO – DIO non possono essere semplici fantasmi

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