Copertura mediatica de Terremoto in Abruzzo 2009 - Analisi critica

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Ricerca di osservazione dei media durante la giornata del terremoto in Abruzzo, il 6 aprile 2009, con lo scopo di tracciare il processo di trasformazione qualitativo e quantitativo delle informazioni nel Web e in televisione.

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  • Posso solo augurarti di essere sempre fedele a te stesso, ai tuoi principi, al tuo cuore e alle tue idee;

    personalmente (ho 41 anni), vedo ormai le cose in maniera forse un po' troppo disincantata e questo è male perchè 'l'occhietto' non mi brilla più e con esso l'entusiasmo è andato affievolendosi.

    Non ho smesso di credere alle cose giuste, ma mi accorgo di essere solo, un cane sciolto.

    Voglio raccontarti un aneddoto...
    Premetto ke nn ho mai avuto tessere di partito sebbene la politica mi abbia sempre affascinato dai tempi in cui ero leader studentesco;

    ho sempre avuto idee piuttosto chiare in politica e mi sn sempre mantenuto abbastanza fedele alle mie convinzioni di liberal con connotazioni rivolte al sociale;

    un giorno mi misi a frequentare le riunioni di un partito della cittadina in cui da qualke anno sn trapiantato con la mia famiglia, perché desideravo dare il mio apporto per migliorare la città e mi sentivo maturo per farlo;

    godevo di buona notorietà in ragione della professione ke svolgo, inoltre qualke anno prima x dare supporto ad un amico gli feci da spalla in una campagna provinciale;
    i miei risultati personali come candidato furono più ke lusinghieri, quindi il contributo alla squadra importante.

    Ora in una piccola città queste cose e mille altri pettegolezzi sn cose note, così come e parimenti era noto durante il tempo in cui frequentai la sede di quel partito, quanto fossi veemente, critico e polemico innanzitutto rispetto a noi stessi come gruppo: fondamentalmente una persona scomoda.

    Cosa accadde in sintesi:
    1- di programmi non ho mai sentito parlare (lo stesso mi risulta di altri gruppi partitici locali; la logica era evidentemente ke il programma serve ad imbonire e persuadere l'elettore al voto, piuttosto ke conquistarlo con dei programmi concreti rivolti alle esigenze reali ella comunità locale)

    2- l'aver partecipato attivamente ravvivando le riunioni con una critica costruttiva, anziché mettermi al centro dei potenziali candidati, anziché giovarmi mi ha poso ai margini

    3- al momento della stesura della lista candidati (per la veità piuttosto lunga), guarda caso il mio nome nn venne neppure considerato e nn venni neppure contattato (io per contro mi rifiutai di chiedere mai spiegazioni al riguardo, mi dispiacque): troppo scomodo?

    Credo si commenti da sè.

    Nel tempo mi sn convinto ke (almeno a livello locale), la politica abbia un livello medio davvero molto basso e gli interessi personali (economici o di carriera), sono prevalenti su ogni altra causa, senza parlare di nobile, voglio limitarmi all'utile alla collettività.

    Credo quindi ke questo fatto si rifletta poi sul livello medio di coloro ke approdano a Roma, ke spesso (in my opinion), nn sono certo i migliori ma solamente coloro ke hanno gli inciuci e gli sponsor più solidi (figurarsi adesso con la discrezionalità delle nomine delle segreterie...);

    in conclusione la questione è ke ad uno sponsor (sia esso pubblico o 'privato'), alla fine bisogna sempre rendere conto perché i debiti vanno onorati;
    questo gioco credo certo non garbi a tutti (in senso valoriale), purtroppo però a tanti altri fa gola!

    In bocca al lupo per tutto!
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  • Sono d'accordo con te... Credo che sia per molti una tendenza che comincia appena uno entra a far parte di un gruppo editoriale. Sin dal primo giorno il Mediatore comincia a uccidere l'individualità del lavoratore.

    Adesso sto lavorando in una campagna politica in cui si devono presentare alcune politiche pubbliche per giovare all'immagine di un candidato.

    Queste politiche pubbliche (PP) non verranno prese in considerazione sul serio dal mio team di comunicatori. Tutto quello che faremo è elaborare una serie di 'situazioni' per cui la gente creda che tali PP verranno davvero portate avanti dal candidato.

    Durante la nostra seconda riunione, ho cercato di proporre delle PP vere e non solo eventi con forte potere persuasivo ma una persona del mio team mi ha risposto: 'non è nostro compito aiutare nessuno, dobbiamo solo fare una bella campagna'.

    Secondo me si potrebbe fare una bella campagna e allo stesso tempo proporre delle politiche vere, in modo da vincolare un po di piu il politico a mantenere le promesse... Alla fine, l'unica cosa che posso fare adesso è cercare di dare idee che vadano in entrambe le direzioni e cercare di farle valere tra i miei colleghi ma se il team decide di non utilizzarla non potrò fare nulla!

    Secondo me è cosi che si uccide il talento di un professionista sin dall'inizio, questa è la mia prima campagna!

    Ne vedrò sicuramente di più belle in futuro!
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  • Preciso meglio il mio pensiero senza nulla togliere a ciò che secondo me tu hai espresso molto bene in merito a ipocrisia, retorica e direttrici delle istituzioni.

    Penso ke in fondo quando si entra in un gruppo (editoriale, industriale, ecc.), in fondo si abbraccia il suo intero sistema di valori;
    purtroppo mentre se da principio il nostro entusiasmo (ambizione) ci acciecano riguardo alla percezione dei limiti delle nostre azioni, quando poi entriamo nella fase di maturità e siamo affermati professionisti nel lavoro che svolgiamo, se davvero siamo pensanti, stiamo al gioco solo perché realmente accettiamo di stare 'nel gioco delle parti'.

    Penso allora che (parlo di giornalisti di media nazionali e non poveri operai con famiglie a carico), si è in condizione di decidere se sottostare o no a certe regole, ma rischiando così di essere corresponsabili del sistema, di un cattivo giornalismo, servile, poco fedele ecc....

    Per contro, è chiaro che il rischio di voler dire pensando troppo con la propria testa e mancando di fedeltà al sistema, è starne fuori...cani sciolti privi di notorietà, riconoscimenti e visibilità...., in fondo una posizione che accetteremmo in pochi.
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  • Grazie per gli spunti interesanti Franco,

    In effetti la mancanza di persone pensanti è un problema molto presente, principalmente tra le persone comuni che spesso non riescono ad avere una mentalità critica sui fatti e su come vengono raccontati
    .
    Per quanto riguarda la componente politica, purtroppo, essa è sempre presente. Trovo conferma di questa tesi adesso che sto facendo un master in comunicazione politica: è pazzesco il quanto l'arte dell'inganno e della rettorica siano profondamente presenti in qualunque istituzione di grande rilevanza sociale. Ci sono dei 'giochi' portati avanti dai media e dalla politica decisi quasi a tavolino.

    In questa logica, anche con molte teste pensanti all'interno delle istituzioni mediatiche riesce difficile fare del vero giornalismo e non fermarsi solo al 'giorna-legittimazioni'.

    Leonardo
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  • E' stato un lavoro interessante.
    Complimenti! Anche per la volontà di indagine e approfondimento.

    Non so se si tratti di un piano della proprietà di avallare un certo tipo di giornalismo, può darsi che questa componente politica esista ma personalmente non la credo la ragione fondante;
    piuttosto sono più convinto che 'a caldo', la mancanza di personalità di un giornalismo di persone 'poco pensanti' sia alla base di un allineamento alla tesi di pensiero più facile e prevalente (è più comodo pensare alla tecnologia come ente supremo, che credere alla 'mosca bianca', magari geniale ma fuori dal coro...).

    Grazie per la ricerca che mi ha dato spunti di riflessione.
    Franco
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Copertura mediatica de Terremoto in Abruzzo 2009 - Analisi critica

  1. 1. I media e la copertura giornalistica del terremoto in Abruzzo Leonardo Magalhaes Firmino Ricerca di osservazione dei media durante la giornata del terremoto in Abruzzo, il 6 aprile 2009, con lo scopo di tracciare il processo di trasformazione qualitativo e quantitativo delle informazioni nel Web e in televisione.
  2. 2. Parte che riguarda i risultati trovati tramite le ricerche su Google e sull'analisi tramite il servizio Insights for Search - In base alle prove che ho effettuato sulla ricerca di alcune parole chiave riguardanti il terremoto ho notato che Google non dava risultati molto soddisfacenti. Probabilmente non era ancora in grado di indicizzare automaticamente i contenuti più recenti sul caso. Le stringhe analizzate sono state: ➢ Terremoto; ➢ Abruzzo; ➢ Aquila; ➢ Donazione; ➢ Donation; ➢ Vittime; ➢ Earthquake italy; - Non compariva quasi nulla sul terremoto in Abruzzo. Infatti cercando la parola “vittime” (alle 15:20 del 6 aprile) compariva un unico risultato rilevante che riportava al sito LaStampa.it. Ciò è interessante da sottolineare perché il tema del bilancio delle vittime è molto presente in quasi tutte le notizie che ho incrociato in questa ricerca. - La stessa cosa, seppur in diverse misure, accadeva anche con le altre parole oggetto di studio.
  3. 3. Di seguito vengono riportate le statistiche sulle parole chiave utilizzando lo strumento Google Insights for Search.
  4. 4. I primi 3 risultati nel motore di ricerca Google relativi alle parole appena utilizzate con Insights for Search http://pierluigizanata.blog.lastampa.it/il_mio_weblog/2009/04/terremoto-cosi-i-media-internazionali.html http://newsblaze.com/story/2009040614230300004.pnw/topstory.html http://www.freep.com/apps/pbcs.dll/gallery?Avis=C4&Dato=20090406&Kategori=NEWS&Lopenr=904060805&Ref=PH
  5. 5. - Alle 17:58, cercando la parola “Terremoto” sul motore di ricerca, compare nella prima pagina dei risultati soltanto 2 link relativi a un terremoto davvero accaduto. Nello specifico, solo i risultati numero 1 e 5 parlano di Abruzzo. Tutti gli altri risultati divagano, mostrando cose che contengono la parole terremoto anche se non trattano direttamente il tema. - Ciò che mi ha colpito molto è che il sistema di priorità dei risultati sul motore di ricerca non riesce a coincidere con il sistema di priorità degli utenti stessi nella scelta dei risultati più importanti. - Infatti i risultati numeri 2 e 3 sono di wikipedia su “cos'è un terremoto”. Per cui c'è quasi un scelta “politica”. In cui il motore di ricerca ti mostra ciò che si è consolidato famoso (molto cliccato come istituzione web e non come link) nel tempo e non quello che è importante in quel momento. - Il risultato numero 1 riguarda i siti: www.tuttosport.com www.adnkronos.com - Il risultato numero 5 è di un video di Youtube.
  6. 6. - Cercando notizie che riguardavano il legame tra terremoto e social network ho trovato un articolo interessante sul sito di ANSA Italia: http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/italia/news/2009-04-06_10633889 - Come mostra il link, c'è una notizia pubblicata alle 13:54 dal titolo: “TERREMOTO: FACEBOOK ATTIVO SUBITO 'Aiutiamo l'Abruzzo', popolo di internet in azione” “Subito dopo il sisma, sui Social Network, e in particolare su Facebook, il popolo di internet si e' attivato per scambiarsi messaggi. Su Facebook e' nato fra gli altri il gruppo ''Aiutiamo l'Abruzzo'', per lo scambio di informazioni utili come numeri di telefono per l'emergenza, riferimenti per donare il sangue o segnalazioni per organizzare ''aiuti concreti'' per la popolazione sfollata. La rete ospita una novantina di gruppi ''Terremoto in Abruzzo'', creati per scambiarsi notizie.”
  7. 7. - (15:28) sono 92 le vittime secondo il programma Studio Aperto, Italia1. - (15:31) Sui social network Orkut e Hi5 non ci sono risultati riguardanti il terremoto malgrado la grande quantità di iscritti di origine latinoamericana residenti in Italia. Tale situazione rimarrà sempre inalterata anche nei giorni a venire. Ciò fa capire che la “comunità” latinoamericana non si sia interessata al caso del terremoto o che non usi i social network per parlare di eventi del genere. - In entrambi i social network prima citati non vi è nessuna informazione su alcun terremoto. HI5, in particolare, è molto usato dai latinoamericani di Genova e la comunità peruviana è molto ampia ma non c'è nessuna informazione sul catastrofico terremoto di Lima nel 2008. Ciò indica nello specifico che non è un Social Network non viene solitamente usato, almeno dai peruviani, per comunicare catastrofi o media event.
  8. 8. Incredibile mobilitazione: Osservando Facebook... - Alle 15:03 del 6 aprile ci sono già 158 gruppi su Facebook dedicati al terremoto. - Hanno principalmente un contenuto informativo non molto aggiornato e parlano per lo più di solidarietà, di donazione di denaro e di sangue. - Dei 158 gruppi, quelli più grandi hanno già: ● 28.227 membri ● 22.940 membri ● 2.212 membri ● 2.180 membri ● 1.197 membri ● 1.170 membri
  9. 9. Alle 15:18... - Effetuando una ricerca interna ho trovato 194 risultati sul terremoto: ● 2 sono pagine blog interne; ● 21 sono eventi; ● 165 sono gruppi; ● i rimanenti sono utenti che hanno creato un classico profilo utente sul terremoto;
  10. 10. Gli enti che hanno usato tempestivamente Facebook come forma di mobilitazione sono: ● AVIS ● Media Friends ● Nuova Italia Caserta ● Capi Scout ● PD - Già alle 15:45, Facebook mi segnala per la prima volta, sulla home page del mio profili, che uno dei miei amici ha abbracciato la causa del terremoto, anche se io non mi sono iscritto a nessun gruppo che tratti il tema in esame.
  11. 11. - Aggiornando la ricerca interna a Facebook alle 15:55, si vedono già 205 risultati per la striga “terremoto abruzzo”. - Osservando la mia home page alle 17:35 non si vedono più segnalazioni che riguardino il terremoto. Nel frattempo le notifiche che mi aggiornano su cosa fanno i miei amici hanno sovrascritto il poco che avevo ricevuto sul terremoto. - Tra gli inviti ricevuti per entrare nei diversi gruppi, Causes ed eventi, non c'era nulla riguardante il terremoto. - Aggiornando la ricerca interna a Facebook alle 17:45, si vedono già 275 risultati cercando la solita stringa “terremoto abruzzo”, di cui 234 sono gruppi.
  12. 12. Youtube è il mezzo auto aggiornabile studiato dove si è riscontrato migliori prestazioni per quanto riguarda: ● la velocità nell'avere informazioni aggiornate; ● la scelta automatica della rilevanza dei suoi Item interni (in questo caso video) da mostrare dopo la ricerca di una parola; ● la ricchezza di contenuti;
  13. 13. - Sono le 16:08 e sulla Home del sito non si vede nemmeno un video sul caso del terremoto mostrato in automatico senza effetuare una ricerca (Youtube ti ”consiglia” dei video attraverso la propria Home). - Cercando la parole “terremoto” solo i primi due risultati parlano di Abruzzo. - Ma cercando “terremoto abruzzo” compaiono già 235 risultati. (17:31) Nemmeno adesso si vedono video sul terremoto sulla Home di Youtube, anche se ormai il sito tiene in memoria le mie ricerche precedenti e potrebbe offrirmi risultati personalizzati come fa Google.
  14. 14. V.S. - Per quanto riguarda i contenuti dei video, oltre a illustrare di forma aggiornatissima le ultime scoperte, molti di essi parlano del fatto che un signore di Abruzzo aveva previsto il terremoto. - Quest'ultimo aspetto viene trattato di forma pluralista lasciando spazio alla versione dei grandi media e a opinioni alternative perché su Youtube chiunque può caricare dei video. - A differenza di Google, Youtube da priorità agli Item più recenti come risultati di ricerca. Questo lo rende più dinamico e coerente con il volere di diffondere informazioni.
  15. 15. V.S. - Inoltre il suo sistema di priorità dei risultati delle ricerche è più raffinato, basandosi anche sul voto, sulla quantità di commenti e sulla quantità di telespettatori di un video. - Osservando il come cambiavano la quantità e la qualità dei contenuti informativi sulla rete ho riscontrato che il sistema utilizzato da Youtube facilita molto più dei motori di ricerca la diffusione pluralista delle informazioni. Infatti, a differenza di Google, Youtube non fa scelte di tipo “politico”, assegnando maggiore priorità ad un organismo web più grande piuttosto che a un piccolo blog.
  16. 16. Cosa accade nelle quattro reti TV più importanti? - Sto guardando la TV dalle ore 13:00 per metterla a confronto con i mezzi disponibili su internet. Tutte le volte che la TV ha trattato il tema dell'evitabilità della tragedia per una previsione fatta da uno studioso abruzzese, ha sempre cercato di delegittimare le sue tesi senza esporle, dando al telespettatore la possibilità di ragionare. - Infatti, adesso sono le 16:25 e sembra che ormai da quasi mezz'ora il 70% dell'attenzione della TV si sia concentrata nel delegittimare tutti coloro che abbiano detto che uno studioso abruzzese ha previsto il terremoto. Infatti la frase più sentita è qualcosa del tipo: “gli esperti dicono che i terremoti non possono essere prevvisti e la protezione civile si è mossa tempestivamente dopo lo stato di emergenza”
  17. 17. - (17:28) La TV inizia a concentrarsi di più a singoli fatti di cronaca nello specifico, con interviste personali. - (17:37) RaiUno fa un servizio completo i diretta sulla questione della prevedibilità del terremoto de ha invitato solo esperti che sostengono che essi NON possono essere previsti in nessun caso, delegittimando con molta ferocia la tesi dello scienziato Giampaolo Giuliani. Inoltre non nominano mai la tecnica di prevenzione utilizzata dallo stesso e non spiegano le ragioni tecniche che lo hanno spinto a difendere la propria tesi.
  18. 18. Blog V.S. Grandi media - Come per le ricerche su Google, su Facebook e su Youtube, le notizie e i filmati che troviamo in rete riportano quasi sempre titoli contenenti le parole: “donazione, solidarietà e previsto”. - In Rete e in TV si vedono spesso notizie come: “lo scienziato Giampaolo Giuliani aveva detto: «Ci sarà un sisma disastroso». Ora ribadisce: «Loro sapevano»” - I blog sembrano gli unici a rispettare il sorgere naturale delle informazioni e delle perplessità che arrivano dal basso, non insistendo politicamente sul fatto che gli esperti dello Stato dicono che i terremoti non possono essere previsti. Infatti i blog lasciano sempre spazio a dubbi legittimi che ogni persona potrebbe avere, senza pregiudizi, senza marcate prese di posizione contro o a favore di Giuliani.
  19. 19. Blog V.S. Grandi media - I blogger, dopo poche ore dell'accaduto, hanno avuto la prontezza di scrivere interi articoli sul tema. Quasi tutte le notizie, sia sui blog che sulle testate online, hanno lo stesso contenuto: ● Solidarietà; ● Giampaolo Giuliani aveva previsto il terremoto; ● dati pratici tipo: ● Codice IBAN per le donazioni; ● Non andare in Abruzzo per aiutare perché si rischia di affollare la zona e intralciare gli aiuti; ● Donazione di sangue; - Rispetto alla TV, le testate online si sono concentrate molto meno a delegittimare Giuliani e si sono limitati a raccontare che c'è una persona che ha previsto il terremoto e che era stato denunciato giorni prima per essere andato con un megafono per la città a raccontare ciò che aveva scoperto.
  20. 20. Blog V.S. Grandi media - La TV raccontava spesso il caso Giuliani ma lo delegittimava. - Nei blog era solito trovare articoli che dicevano che forse sarebbe stato meglio ascoltare Giuliani e che avrebbero duvuto dare più importanza alla sua scoperta e alle scosse dei giorni precedenti. - La TV e i grandi media elettronici italiani non si sono mai permessi questo “lusso”, accanendosi sempre contro lo scienziato. Ciò denota una forzatura nel flusso naturale delle informazioni per motivi politici.
  21. 21. Blog V.S. Grandi media - C'è differenza tra ricerche in rete, mirate a trovare opinioni ben precise su un certo tema e ricerche più generiche, che possono metterci in contatto con tutto ciò che esiste su certo tema, indipendentemente delle opinioni espresse. Il tipo di ricerca che ho effettuato è stata quella più generica, per capire con che tipo di informazioni le persone entrano in contatto cercando di forma più “spensierata”. - Con tale metodo, l'unico sito che riporta un articolo completo sulla prevedibilità del terremoto parlando di Giampaolo Giuliani (facendo davvero informazione in modo molto distaccato ma investigativo) è stato Repubblica.it: http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/cronaca/terremoto-nor A eccezione dei video, questo è davvero l'unico perché per trovare tale contenuto è stato necessario fare ricerche molto mirate, spulciando vari siti.
  22. 22. Blog V.S. Grandi media - Se durante tutta la giornata del 6 aprile il contenuto dei blog era piuttosto omogeneo, dalle ore 17:00 in avanti si comincia a vedere più varietà informativa: - Infatti troviamo con più frequenza notizie più specifiche, che non seguono più quello schema generale di prima. Riporto un esempio: http://deamaltea.wordpress.com/2009/04/06/a-laquila-situazione
  23. 23. Blog V.S. Grandi media - Paragonando i blog ai grandi media italiani, ho notato una differenza sostanziale: i blog rendono più ricco il flusso d'informazione, lasciando spazio a diverse opinioni, mentre i grandi media si preoccupano principalmente a legittimare un tipo soltanto di opinione, scegliendo a monte QUALI informazioni trasmettere e COME trasmetterle. - Con tutti i giornalisti presenti nelle reti televisive come mai tutti trattano il caso allo stesso modo? Di certo, non è perché tutti la pensano uguale ma sono costretti a elaborare servizi che riportino il pensiero corporativo del mediatore per i quali lavorano, sopprimendo un vero giornalismo d'inchiesta. - Nei blog c'è più differenziale informativo e oppinionistico.
  24. 24. Grandi media elettronici e la televisione - BBC, Times, Le Mond, El Pais e CNN aggiornano di continuo il bilancio delle vittime e le ultime informazioni sulla catastrofe. El Pais sembra essere il media online più aggiornato e completo nei contenuti (anche più di quelli italiani). - Sto guardando la TV mentre faccio ricerche web e vedo che El Pais è alla pari rispetto ai canali televisivi italiani in materia di aggiornamenti, riuscendo inoltre a costruire molto bene un quadro generale della situazione con video e articolo scritto, divise per categorie interne all'articolo, che riportano sia pareri internazionale (pareri di capi dello stato) che notizie italiane.
  25. 25. Grandi media elettronici e la televisione - Invece la TV online di Sky.it fa un servizio a mio parere di bassa qualità, poco interessante, lento nel caricarsi delle pagine, disorganizzato e non raccolti in categorie e di difficile ritrovamento. Inoltre mischia notizie riguardante l'Abruzzo con notizie calcistiche, sulla Ferrari, sul Grande Fratello, gossip, abbonamento Sky e altro: http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2009/04/06/Terremoto_Abruzzo_M - A differenza degli altri media, El Pais è l'unico che ho potuto vedere che ha riportato il parere del ministro Maroni. Strano ma vero. - Alle 17:06, la TV si concentra principalmente nel mandare ancora in onda servizi che delegittimano la prevedibilità del terremoto. Inoltre da particolare peso a rendere noti il pareri del Papa, di Berlusconi e dei leader internazionali degli USA, Turkia, Russia e Israele. Guarda caso tutti alleati in politica estera.
  26. 26. Grandi media elettronici e la televisione - (17:28) La TV inizia a concentrarsi di più a singoli fatti di cronaca nello specifico, con interviste personali. - (17:37) Per esempio, RaiUno fa un servizio completo i diretta sulla questione della prevedibilità del terremoto de ha invitato solo esperti che sostengono che essi NON possono essere previsti in nessun caso, delegittimando con ancora più ferocia la tesi dello scienziato Giampaolo Giuliani. Inoltre non nominano mai la tecnica di prevenzione utilizzata dallo scienziato denunciato e non spiegano le sue tesi.
  27. 27. Conclusioni sulla ricerca - Ogni fonte di informazione è stata analizzata secondo le sue evoluzioni cronologiche. - Il lavoro è stato svolto osservando straniere e italiane: grandi testate giornalistiche, blog, social network e You Tube. Lo scopo è stato capire in che modo è evoluta la copertura giornalistica sul caso in esame nell'arco della giornata stessa del suo accadimento. Inoltre è stata fatta un'analisi sulla ricerca di alcuni termini sul motore de ricerca Google, la loro variazione nel tempo e la loro distribuzione nel mondo. L'analisi ha avuto anche lo scopo di paragonare e trovare il collegamento tra il contenuto e il metodo di comunicare utilizzati dalla TV e dai vari media presenti in Rete.

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