Ldb Stress Da Terzo Settore_Pruneti-Agostinelli stress e coping

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Ldb Stress Da Terzo Settore_Pruneti-Agostinelli stress e coping

  1. 1. Stress e coping: dalla valutazione all’intervento
  2. 2. Lo STRESS
  3. 3. Lo STRESS: storia della teoria Le definizioni e le teorie sullo stress si sono evolute storicamente attraverso diverse fasi. A partire dalle prime elaborazioni teoriche che enfatizzavano il ruolo dell’ambiente esterno e le caratteristiche oggettive dello stimolo (approccio basato sullo stimolo), i modelli successivi si focalizzarono sul ruolo dei fattori interni all’individuo nel determinare la risposta di stress (approccio basato sulla risposta), fino alla elaborazione del modello transazionale, basato sull’interazione fra l’individuo e l’ambiente, secondo uno scambio dinamico e reciproco (Zani e
  4. 4. Lo STRESS: una definizione Una definizione articolata ed esaustiva dello stress, che sintetizza in un’unica formulazione i contributi teorici di diversi autori (Selye, Mason e Lazarus), è stata proposta da Pancheri (1979):
  5. 5. Lo STRESS: una definizione “Lo stress è una risposta emessa dall’organismo conseguentemente ad uno stimolo che ne altera l’equilibrio omeostatico. Tale risposta si manifesta sia a livello fisiologico che a livello comportamentale ed è mediata da un’attivazione emozionale indotta da una valutazione cognitiva del significato dello stimolo. Essa è relativamente aspecifica, nel senso che un’ampia gamma di stimoli può innescarla, ma è personalizzata in rapporto al significato dello stimolo per il singolo individuo e alle sue modalità di reazione psicofisica. Continua
  6. 6. Lo STRESS: una definizione Lo stress è di per sè una reazione adattiva, che può tuttavia assumere un significato patogenetico quando è prodotta in modo troppo intenso o per lunghi periodi di tempo o quando è ostacolata nel suo normale svolgimento”.
  7. 7. La risposta di stress Le modificazioni fisiologiche caratteristiche della reazione di stress sono mediate prevalentemente dal sistema nervoso autonomo e dall’asse ipotalamo-ipofisi-surrene. I sistemi coinvolti determinano complessivamente un aumento del rilascio di adrenalina, noradrenalina, glucocorticoidi (tra cui il cortisolo, riconosciuto come ormone dello stress per eccellenza), mineralcorticoidi e modificazioni nei livelli di altri ormoni e neurotrasmettitori, tra i quali la prolattina, il GH (ormone della crescita), gli oppioidi endogeni, l’acetilcolina, la dopamina, ecc.
  8. 8. EFFETTI SOMATICI Stimoli Valutazione Cognitiva Attivazione emozionale Aumento delle CATECOLAMINE + PA + FC + gettata cardiaca + glicogenolisi + lipolisi + dilatazione bronchiale - Attività intestinale EFFETTI COMPORTAMENTALI . Attivazione EEG . Migliori prestazioni . Aumento dell’attenzione . Potenziamento della ritenzione mnestica L’attivazione fisiologica, mediata prevalentemente dal sistema catecolaminergico ha una valenza adattiva importantissima in quanto predispone l’organismo alla risposta di attacco-fuga rispetto al pericolo-
  9. 9. Fig. tratta e modificata da Pancheri (1979) Influenze genetiche e socio-ambientali STRESSOR Stimoli fisici Stimoli psicosociali Rinforzi Valutazione cognitiva Stimoli biologici Attivazione emozionale Programma psicobiologico Programma comportamentale Reazioni aspecifiche Malattia somatica Reazioni specifiche Reazioni aspecifiche Reazioni specifiche Comportamento deviante Rinforzi • La valenza stressogena di uno stimolo non è una caratteristica intrinseca dello stesso, ma dipende da come l’individuo lo valuta e reagisce ad esso. • Lo stress è il risultato di una transazione influenzata e dall’individuo e dall’ambiente. Il soggetto non è semplicemente vittima dello stress, ma attore con ruolo attivo. • La valenza e la nocività di uno stimolo stressante non dipendono pertanto solo dalla intensità e durata della stimolazione, ma anche da fattori individuali e socio-ambientali, come la valutazione cognitiva, i tratti di personalità, le condizioni psicofisiche attuali, la resistenza allo stress, le risorse e i meccanismi di coping utilizzati e dai condizionamenti di tipo ambientale e familiare
  10. 10. Il Coping: stili, strategie, risorse
  11. 11. COPING: che cos’è? • "Coping" significa, letteralmente, "far fronte a, tener testa (con successo)". • Modalità di risposta tendenzialmente impiegata dal soggetto per fronteggiare i problemi. • Il coping può essere descritto come un insieme di pensieri e di comportamenti che l’individuo mette in atto conseguentemente ad un evento stressante per cercare di fronteggiarlo.
  12. 12. COPING: una definizione “gli sforzi della persona, sul piano cognitivo e comportamentale, per gestire (ridurre, attenuare, dominare o tollerare) le richieste interne ed esterne poste da quelle interrelazioni persona-ambiente che vengono valutate come estenuanti o eccessive rispetto alle risorse possedute” Lazarus e Folkman
  13. 13. COPING: caratteristiche Caratteristiche del coping • valutazione cognitiva: prerequisito • sforzo • comportamenti overt e covert • esito non necessariamente positivo • risorse di coping: ruolo cardine nell’attivazione, svolgimento ed esito della risposta-processo di coping Schwarzer e Schwarzer
  14. 14. Stress e Coping: ruolo della valutazione dello stimolo Modello transazionale dello stress e del coping di Lazarus e Folkman (1984) positivo EVENTO/STIMOLO Minaccia/pericolo sfida Valutazione primaria irrilevante Inadeguate Valutazione delle risorse e capacità di far fronte alla minaccia Risposta di stress Risposta di coping Valutazione secondaria ESITO
  15. 15. COPING: modelli Lazarus e Folkman distinsero due stili fondamentali di coping 1. Coping focalizzato sul problema o strumentale finalizzato a gestire o risolvere la situazione problematica 2. Coping centrato sull’emozione o palliativo volto a ridurre le emozioni negative associate all’esperienza di stress
  16. 16. COPING: modelli Altri autori successivamente distinsero un’ulteriore strategia di coping: COPING orientato all’evitamento, che consiste nel mettere in atto comportamenti sostitutivi o attività distraenti rispetto alla situazione stressante
  17. 17. COPING: modelli Strategie centrate sul problema (ricerca d’informazioni, presa di decisione, azione diretta, ecc.) Eventi percepiti come controllabili e modificabili Strategie centrate sull’emozione e sull’evitamento (accettazione, compromesso, distacco mentale e/o comportamentale negazione, ecc.) Eventi percepiti come immodificabili, al di fuori del proprio controllo
  18. 18. Strategie di coping centrate sull’emozione Secondo Likewise e Aldwin (1994), le strategie di coping centrate sulle emozioni sono più efficaci in situazioni di perdita o danno morale, mentre le abilità centrate sul problema risultano più funzionali in caso di situazioni stressanti attese/previste.
  19. 19. COPING: il ruolo della negazione • strategia orientata all’evitamento: mantenere il distacco, razionalizzare, illudersi, ecc. • negazione: totale o parziale • ci sono situazioni in cui la risposta di fronteggiamento più adattiva è non fare nulla • potenziale valore adattivo della negazione rispetto a situazioni in cui non è possibile esercitare alcun controllo • negazione valenza autoprotettiva: favorisce l’esposizione graduale agli eventi ed evita al soggetto di sentirsi sopraffatto, preserva la speranza e l’autostima • disadattiva se permane nel tempo, diviene la strategia d’elezione di fronteggiamento, procastina la soluzione del problema (Lazarus,
  20. 20. COPING: modelli La Canadian Mental Health Association individua tre stili di coping come caratteristiche tendenzialmente stabili: • task-oriented: caratteristico dei soggetti che tendono ad analizzare la situazione e ad affrontarla in maniera diretta; • emotion-oriented: caratteristico dei soggetti che affrontano, invece della situazione, le proprie reazioni emotive e cercano un supporto sociale; • distraction-oriented: è propria di coloro che si (Schwarzer e Schwarzer,
  21. 21. COPING: modelli Brandstädter (1992) distinse il coping in • coping "assimilative" (assimilativo): strategie di fronteggiamento finalizzate al cambiamento dell’ambiente per adattarlo a se stessi • coping "accomodative" (accomodativo): strategie di fronteggiamento finalizzate al cambiamento di noi stessi per adattarci all’ambiente . (Schwarzer e Schwarzer,
  22. 22. COPING: modelli Klauer e coll (1989), in riferimento a malattie croniche, ipotizzano una struttura multidimensionale alla base del coping rappresentata: • dal fuoco dell’attenzione, se cioè l’attenzione è diretta alla malattia o ad altro; • dalla socievolezza, se cioè il soggetto è eterodiretto o socialmente isolato; • dal livello di risposta che descrive se il coping si esprime attraverso un comportamento overt o covert. Dalla diversa combinazione di queste dimensioni derivano otto possibili strategie di coping. (Schwarzer e Schwarzer,
  23. 23. COPING: modelli Krohne (1993) ha elaborato un modello multidimensionale di tipo gerarchico del coping: Strategie caratterizzate da un’accentuata ricezione ed Vigilanza(vigilance elaborazione di informazioni ) minacciose Superstrategie L’evitamento cognitivo Strategie caratterizzate (cognitive avoidance) dall’allontanamento da situazioni di possibile minaccia Strategie di coping Azioni e reazioni specifiche Due dimensioni ortogonali dell’attenzione orientata, tratti stabili (Schwarzer e Schwarzer,
  24. 24. COPING: modelli Beehr e McGrath (1996) hanno distinto il coping in funzione della dimensione temporale, individuando 5 livelli in rapporto al fatto che venga messo in atto prima che l’evento stressante si realizzi, quando si verifica e dopo che si è verificato: • preventivo, agito molto prima che l’evento stressante si verifichi o si possa verificare • anticipatorio, agito quando l’evento è prossimo a verificarsi • dinamico, agito mentre l’evento si verifica • reattivo, agito dopo che l’evento si è verificato • residuale, agito a distanza di tempo dal verificarsi dell’evento per contrastare gli effetti (Schwarzer e Schwarzer, a lungo termine
  25. 25. COPING: risposte e risorse Occorre distinguere le risposte di coping dalle risorse di coping. Quest’ultime possono essere interne o personali oppure esterne o ambientali.
  26. 26. coping orientato al problema RISPOSTE di coping coping orientato alle emozioni strategie di evitamento RISORSE di coping interne o personali esterne o ambientali
  27. 27. Risorse di coping Importanza delle risorse sia reali che percepite A parità di risorse e di evento stressante una percezione negativa delle proprie risorse si associa ad una maggiore vulnerabilità allo stress, mentre una percezione positiva rappresenta un fattore prognosticamente favorevole.
  28. 28. Risorse di coping Le risorse interne comprendono: 1. risorse individuali quali lo stato di salute ed il livello d’energia; 2. particolari configurazioni e tratti di personalità: propensione all’ottimismo, hardiness (impegnocontrollo-cambiamento), ecc.; 3. Believes, schemi cognitivi: autostima, autoefficacia, percezione di controllo, ecc.; 4. competenze e abilità (capacità di problem solving e abilità sociali).
  29. 29. Risorse di coping Le risorse esterne comprendono: risorse materiali e socio-ambientali (disponibilità economica, sostegno sociale, ecc.)
  30. 30. COPING: problemi inerenti la concettualizzazione, valutazione e misurazione del • STABILITÀ costrutto • GENERALITÀ • Coping: stato o tratto? • Coping e Personalità • Dimensioni del coping: quante e quali? • Diversi modelli teorici  diversi strumenti di valutazione • Esistono strategie più efficaci in specifiche esituazioni? (Schwarzer Schwarzer,
  31. 31. COPING: problemi inerenti la concettualizzazione, valutazione e misurazione del costrutto • Strategie di coping: predisposizioni innate, abilità apprese? Prospettiva interazionista Le differenze interindividuali nei comportamenti di coping sono spiegate dalla simultanea azione di fattori genetici e ambientali (Busjahn et al., 1999). (Schwarzer e Schwarzer,
  32. 32. COPING: specificità e flessibilità Non esiste un rapporto biunivoco tra le diverse strategie di coping e il risultato in termini di adattamento. L’efficacia ai fini dell’adattamento delle diverse strategie di coping dipende dalla natura dell’evento, dal momento nel tempo, dal contesto e dalle caratteristiche individuali. Non esistono, modalità di gestione dello stress intrinsecamente funzionali/disfunzionali. Rapporto complesso e circolare fra stress, strategie di coping ed esito. Ai fini dell’adattamento è importante disporre di un repertorio
  33. 33. COPING: specificità e flessibilità Le strategie basate sull’evitamento, tuttavia, come la negazione e il disimpegno, il prendere le distanze o la fuga, sebbene possano essere utili, in alcune circostanze, nelle fasi precoci dell’adattamento a eventi traumatici, se utilizzate sistematicamente, diventano disadattive
  34. 34. Coping e personalità • La scelta della strategia di coping situazione-specifica, tra quelle disponibili nel repertorio del soggetto, è funzione della valutazione dell’evento, mentre le strategie di coping disponibili, la predispozione e la probabilità di selezionarne ed impiegarne talune rispetto ad altre dipendono, oltre che dalla storia di apprendimenti, anche da determinati tratti e/o configurazioni di personalità. • Studi sui gemelli hanno evidenziato relazioni significative tra le strategie di coping e tratti di personalità come nevroticismo ed estroversione, con un 20% della varianza del coping spiegato dalla personalità. Busjahn, Faulhaber, Freier, Luft (1999).
  35. 35. Coping e personalità • Le persone ottimiste tendono ad usare strategie di coping centrate sul problema quando la situazione è controllabile, mentre fanno uso dell’accettazione (strategia centrata sull’emozione) quando la situazione è percepita come incontrollabile (Todranik, Heth, Somerb, 2002). • I soggetti caratterizzati da alti valori di nevroticismo tendono ad impiegare strategie di coping inadeguate che perpetuano ed incrementano i livelli di stress; mostrano bassi livelli di problem solving e alti livelli di evitamento. In generale, la loro instabilità emotiva, con prevalenza di emozioni negative interferisce con l’abilità di selezionare appropriate strategie di coping. Tali difficoltà sono maggiori in presenza di eventi stressanti di natura interpersonale che coinvolgono altri significativi e relazioni intime (Delongis, Holtzman, 2005). • Le correlazioni tra coping e personalità non sono necessariamente unidirezionali e il coping può, a sua volta, esercitare influenze sullo sviluppo della personalità (Busjahn, Faulhaber, Freier, Luft, 1999).
  36. 36. Coping:valutazione La valutazione degli stili e delle risorse di coping è un momento importante dell’assessment ai fini della definizione del problema e della programmazione dell’intervento psicologico e/o psicoterapeutico. Valutazione multimodale (da diversi punti di vista): impiego di diversi strumenti, procedure, metodiche di raccolta delle informazioni tra cui l’osservazione, il colloquio, test
  37. 37. Coping:valutazione Perché è importante una valutazione degli stili e delle risorse di coping? • Stili e risorse di coping come obiettivi dell’intervento • Stili e risorse di coping come prerequisiti per programmare l’intervento I meccanismi di sono processi • Diagnosi multiassialedifesa (o stili difensivi)di fronte dei psicologici DSM-IV TR: analisi all’ansia e alla automatici che proteggono l’individuo consapevolezza meccanismi di difesa di pericoli o fattori stressanti interni o esterni. Le persone spesso non si accorgono del funzionamento di questi processi. I meccanismi di difesa mediano le reazioni dell’individuo nei confronti dei conflitti emozionali e dei fattori stressanti
  38. 38. Coping: stili e risorse di coping come obiettivi dell’intervento • Stili di coping rigidi, poco flessibili, deficit nelle strategie e abilità di coping, risorse (reali o percepite) come inadeguate possono rappresentare un ostacolo al cambiamento, possono rientrare tra le cause che mantengono il problema. • Intervento:  potenziamento delle risorse e delle strategie adattive,  cambiamento degli stili disadattivi,
  39. 39. Coping: stili e risorse di coping come prerequisiti per la programmazione dell’intervento • Gli stili di coping influenzano sia l’aderenza al trattamento che l’illness behaviour (comportamento di malattia). • L’impostazione dell’intervento, dunque, non può prescindere dalla valutazione delle strategie di coping prevalenti (coping esteriorizzante-coping interiorizzante; coping orientato al problema, all’emozione o all’evitamento). Soggetti interiorizzanti  interventi cognitivi Pruneti (2004)
  40. 40. Coping: strumenti di valutazione 1. Miller Behavioral Style Scale (MBSS) . Di Suzanne M. Miller (1987). . Valutazione del coping secondo due dimensioni distinte sulla base dello stile attentivo: monitoring  stile attentivo vigilante blunting  stile evitante . Prende in considerazione quattro situazioni ipotetiche, due riferite al pericolo fisico e due a quello psichico. . Per ogni situazione di possibile pericolo presentata (ad esempio: "Immaginiamo che lei abbia paura di volare e che debba andare da qualche parte in aereo") sono previste otto opzioni di coping, quattro che riflettono lo stile attentivo vigilante (nel caso specifico, una delle risposte è: "Leggerei attentamente le istruzioni sui sistemi di sicurezza dell’aereo") e quattro quello evitante (ed in questo caso una delle risposte è: "Guarderei il film che proiettano a bordo anche se lo avessi già visto"). . Composta da 32 item, 16 per ciascun tipo di coping. . Il totale è dato dalla somma degli item specifici per ciascun tipo di coping. . La scala si è mostrata utile e valida nel distinguere le due dimensioni esaminate. . Limite: applicabile solo in situazioni che suscitano ansia, no situazioni di conflitto, ecc. Conti (2006)
  41. 41. Coping: strumenti di valutazione 2. Mainz Coping Inventory - MCI . Di Krohne et al. (2000). . Valutazione del coping secondo due "superstrategie", la vigilanza e l’evitamento cognitivo . Composto di otto ipotetiche situazioni di minaccia (quattro fisiche e quattro psichiche) ritenute capaci di indurre ansia (ad esempio, per il pericolo fisico viene chiesto di immaginare "di essere seduto sul sedile anteriore di una macchina guidata da un autista chiaramente inesperto in una strada in cattivo stato per la neve ed il ghiaccio", mentre per quello psichico viene chiesto di immaginare "di dover sostenere un esame molto importante tre settimane dopo"). . Per ogni situazione sono previste 18 risposte di coping che riflettono, per metà la vigilanza e per l’altra metà l’evitamento cognitivo. . La somma dei punteggi viene fatta separatamente per ogni tipo di situazione e di coping per cui si ottengono quattro subscale: • vigilanza nelle situazioni di minaccia psicologica, • evitamento cognitivo nelle situazioni di minaccia psicologica, • vigilanza nelle situazioni di minaccia fisica, • evitamento cognitivo nelle situazioni di minaccia fisica. . Anche questa scala, come la precedente, è applicabile solo per situazioni di minaccia, di Conti (2006)
  42. 42. Coping: strumenti di valutazione 3. Ways of Coping Questionnaire - WCQ . Di Folkman e Lazarus (1988) . Composto da 50 item valutati su una scala a 4 punti (da 0 = strategia non usata, a 3 = strategia usata moltissimo) che vanno a costituire otto fattori: • Confrontive Coping: comprende 6 item e descrive gli sforzi energici per modificare la situazione e comprende anche un certo grado di ostilità e di rischio (es.: "Resto nella mia posizione e lotto per ciò che io voglio"). • Distancing: comprende 6 item e descrive gli sforzi per distaccarsi da se stesso e per minimizzare il significato della situazione (es.: "Passo oltre come se non fosse successo niente"). • Self-Controlling: composto da 7 item, descrive gli sforzi per controllare le proprie sensazioni ed azioni (es.: "Mi sforzo di tenere per me le mie sensazioni"). • Seeking Social Support: descrive gli sforzi per cercare un supporto informativo, concreto ed emotivo (es.: "Parlo con qualcuno per saperne di più circa la situazione"): è composto da 6 item. • Accepting Responsibility: comprende 4 item che fanno riferimento al riconoscimento del proprio ruolo nel problema con un concomitante sforzo volto a cercare di aggiustare le cose Conti (2006) (es.: "Sono autocritico con me stesso").
  43. 43. Coping: strumenti di valutazione 3. Ways of Coping Questionnaire – WCQ 6. Escape-Avoidance: questo fattore descrive, in 8 item, il desiderio e gli sforzi per sfuggire o evitare il problema (es.: "Spero che accada un miracolo"). 7. Planful Problem Solving: composto da 6 item, descrive gli sforzi centrati sul problema, mirati a modificare la situazione, associati ad un approccio analitico alla risoluzione del problema (es.: "Faccio un piano d’azione e lo seguo"). 8. Positive Reappraisal: comprende 7 item e descrive gli sforzi per creare atteggiamenti positivi mirati alla crescita personale (es.: "Cerco di cambiare o di crescere come persona nella giusta direzione"), compresa anche una dimensione religiosa. . Bassa correlazione tra i fattori (o subscale), relativamente indipendenti . No standardizzazione italiana Conti (2006)
  44. 44. Coping: strumenti di valutazione 4. Coping Strategy Indicator – CSI, di Amirkhan (1990) .costruito su base empirica . composto di 33 item . tre subscale: problem solving, seeking support e avoidance . proprietà psicometriche non soddisfacenti 5. Life Situation Inventory – LSI, di Feifel e Strack (1989) . costruito su base empirica . tre strategie di coping: risoluzione dei problemi, evitamento e rinuncia . campione normativo: soggetti anziani . composto di 28 item . fa riferimento a situazioni reali piuttosto che a scenari ipotetici Conti (2006)
  45. 45. Coping: strumenti di valutazione 6. Proactive Coping Inventory - PCI di Greenglass et al. (1999) . approccio multidimensionale alla valutazione del coping proattivo . è composto da 55 item valutati su una scala a quattro punti (da 1 = assolutamente non vero a 4 = assolutamente vero) che vanno a comporre 7 subscale: 1. coping proattivo: (14 item di cui 3 con punteggio invertito) combina la messa a punto 2. 3. 4. 5. 6. di obiettivi autonomi con l’autoregolazione cognitiva e comportamentale del raggiungimento dello scopo coping riflessivo: (11 item) descrive la simulazione mentale e la valutazione delle diverse alternative comportamentali, l’analisi dei problemi e delle risorse, ipotizza piani d’azione; pianificazione strategica: (4 item) si riferisce al processo di generare dei piani d’azione orientati alla soluzione del problema; coping preventivo: (10 item) si riferisce all’anticipazione di potenziali eventi stressanti ed alla loro prevenzione prima che l’evento si realizzi completamente; ricerca del supporto strumentale: (8 item) è orientata verso l’ottenimento, dalle persone del proprio gruppo sociale, di notizie, informazioni e feedback per affrontare gli eventi stressanti; ricerca del supporto emotivo: (5 item) mira alla regolazione degli stress emotivi Conti (2006) attraverso l’apertura ai sentimenti degli altri e cercando supporti nel proprio gruppo
  46. 46. Coping: strumenti di valutazione 7. Coping Inventory for Stressfull Situations (CISS) . di Endler e Parker (1990) . è composto da 48 item . sistema di risposta scala likert relativa alla frequenza di emissione di un dato comportamento di fronteggiamentoin situazioni di stress . tre strategie di coping indagate da altrettante subscale di 16 item ciascuna: 1. coping orientato al problema 2. coping orientato alle emozioni 3. strategie di evitamento: suddivisa in strategie di distrazione e strategie orientate al supporto social . 5 punteggi: 3 scale + 2 subscale della scala di evitamento . Versione italiana a cura di Pedrabissi e Santiniello (1994) . Soggetti con ansia di tratto elevata, minor benessere, maggior esaurimento emotivo, e scarso controllo personale sono risultati utilizzare maggiormente le strategie orientate alle emozioni e in misura minore quelle orientate al problema. . Non sono state evidenziate differenze significative nell’uso di strategie di Sanavio e Sica (1999)
  47. 47. 8. Coping Orientations to the Problems Experienced (COPE)
  48. 48. Coping Orientations to the Problems Experienced (COPE) • Di Carver, Scheier e Weintraub (1989) • Versione italiana a cura di Sica e coll (1997) • Questionario di autovalutazione • Somministrazione individuale o collettiva • Tempo richiesto per la compilazione: 5-10 minuti • Valutazione delle modalità di coping tendenzialmente impiegate • 60 item, 4 per ciascuna delle 15 scale che compongono il test • Valutazione della frequenza con la quale il soggetto mette in atto, in situazioni problematiche/stressanti, una determinata modalità di coping • Modalità di risposta: scala likert da 1 (di solito non lo faccio) a 4 (lo faccio quasi sempre)
  49. 49. Coping Orientations to the Problems Experienced (COPE) Il questionario valuta 15 diversi tipi di coping: 1. ATTIVITÀ: intrapendere un’azione per eliminare lo stress o attutirne gli effetti 2. PIANIFICAZIONE: riflettere, pianificare, elaborare strategie per superare il problema c of e get art S i 3. SOPPRESSIONE DI ATTIVITÀ COMPETITIVE: mettere da parte ogni altra attività, evitare distrazioni per poter affrontare più efficacemente il problema 4. CONTENIMENTO: aspettare l’occasione opportuna per affrontare lo stress, trattenendosi dall’agire impulsivamente 5. RICERCA DI INFORMAZIONI: chiedere consigli, assistenza, informazioni
  50. 50. Coping Orientations to the Problems Experienced (COPE) 6. RICERCA DI COMPRENSIONE: ottenere supporto morale, rassicurazioni, comprensione 7. SFOGO EMOTIVO: esprimere emozioni, dare sfogo ai propri sentimenti 8. REINTERPRETAZIONE POSITIVA E CRESCITA: elaborare l’esperienza critica in termini positivi e/o di crescita 9. ACCETTAZIONE: accettazione della situazione e/o della propria incapacità nell’affrontarla i get art S 10.DEDICARSI ALLA RELIGIONE: cercare aiuto o conforto in un credo religioso 11.UMORISMO: prendersi gioco della situazione, riderci e scherzarci sopra.
  51. 51. Coping Orientations to the Problems Experienced (COPE) ev tt a dasi d i 12. NEGAZIONE: rifiutare l’esistenza della situazione critica, tentando di reagire come se lo stress non esistesse 13. DISTACCO COMPORTAMENTALE: corrisponde a una situazione di helplessness, si riducono gli sforzi per fronteggiare la situazione problematica, si abbandonano I tentativi di risoluzione, aspettandosi scarsi risultati dai propri tentativi di fronteggiamento i g et ar t S 14. DISTACCO MENTALE: è il contrario della soppressione delle attività competitive, implica distrarsi, sognare ad occchi aperti, dormire più a lungo, ecc. 15. USO DI DROGHE O ALCOL: uso di sostanze per tollerare lo stress
  52. 52. Coping Orientations to the Problems Experienced (COPE) • In genere modalità di coping focalizzate sul problema correlano positivamente con ottimismo, autostima, resistenza e comportamento di tipo A. • Mentre si associano negativamente con l’ansia di tratto • Anche la scala di reinterpretazione positiva e crescita presenta analoghe associazioni • Le scale di negazione e distacco comportamentale , invece, correlano negativamente con ottimismo, autostima, resistenza, tipo A e positivamentw con l’ansia di tratto
  53. 53. Coping Orientations to the Problems Experienced (COPE) Per la versione italiana gli autori (Sica e coll, 1997) consigliano di fare riferimento ai 5 fattori derivanti dall’analisi fattoriale di secondo ordine eseguita sul campione italiano, data l’insoddisfacente consistenza interna di alcune scale del questionario. Per analisi approfondite è comunque possibile ricorrere alle singole scale del COPE: SUPPORTO SOCIALE: ricerca di informazioni (5) + ricerca di comprensione (6) + sfogo emotivo (7) 2. EVITAMENTO: umorismo (11) + negazione (12) + distacco comportamentale (13) + distacco mentale (14) + uso di droghe o alcol (15) 3. ATTITUDINE POSITIVA: contenimento (4) + reinterpretazione positiva e crescita (8) + accettazione (9) 4. AF 5 1. ATTIVITÀ: attività (1) + pianificazione (2) + soppressione di attività competitive (3) 5. RELIGIONE: dedicarsi alla religione (10)
  54. 54. Coping Orientations to the Problems Experienced (COPE) Scoring: il COPE è composto di 60 item raggruppabili in 17 scale fattoriali 1. ATTIVITÀ: 5+25+47+58 2. PIANIFICAZIONE: 19+32+39+56 3. SOPPRESSIONE DI ATTIVITÀ COMPETITIVE: 15+33+42+55 4. CONTENIMENTO: 10+22+41+49 5. RICERCA DI INFORMAZIONI: 4+14+30+45 6. RICERCA DI COMPRENSIONE: 11+23+34+52 7. SFOGO EMOZIONALE: 3+17+28+46 8. REINTERPRETAZIONE POSITIVA E CRESCITA: 1+29+38+59
  55. 55. Coping Orientations to the Problems Experienced (COPE) 9. ACCETTAZIONE: 13+21+44+54 10. DEDICARSI ALLA RELIGIONE: 7+18+48+60 11. UMORISMO: 8+20+36+50 12. NEGAZIONE: 6+27+40+57 13. DISTACCO COMPORTAMENTALE: 9+24+37+51 14. DISTACCO MENTALE: 2+16+31+43 15. USO DI DROGHE E ALCOL: 12+26+35+53 16. SUPPORTO SOCIALE: 4+11+14+23+30+34+45+52 17. STRATEGIE FOCALIZZATE SUL PROBLEMA: 5+19+25+32+39+56+58
  56. 56. Coping Orientations to the Problems Experienced (COPE) INTERPRETAZIONE: • IL PUNTEGGIO ALLE SCALE DEL COPE AUMENTA AL CRESCERE DELLE ABILIT À RIFERITE DAL SOGGETTO, PER CUI A PIÙ ALTI PUNTEGGI CORRISPONDONO PI Ù ADEGUATE ABILITÀ DI COPING • NON È PREVISTO UN PUNTEGGIO TOTALE DI ABILITÀ DI COPING • PER L’INTERPRETAZIONE DELLE SINGOLE SCALE E DEI 5 FATTORI VEDI DESCRIZIONI PRECEDENTI • PARTICOLARE ATTENZIONE VA RIVOLTA A PUNTEGGI ELEVATI NELLE SCALE DI EVITAMENTO, RELIGIONE E SUPPORTO SOCIALE. A SECONDA DEI CASI, INFATTI, L’USO PROLUNGATO DI TALI STRATEGIE POTREBBE COMPORTARE SCARSO BENESSERE, SCARSO SENSO DI EFFICACIA PERSONALE, FATALISMO E COMPROMISSIONE DELLA QUALITÀ DELLA VITA • AL CONTRARIO ELEVATI PUNTEGGI ALLE SCALE ATTITUDINE POSITIVA, E ORIENTAMENTO AL PROBLEMA IN GENERE RAPPRESENTANO MODALITÀ FUNZIONALI ED ADATTIVE
  57. 57. Stress Inoculation Training-SIT Meichenbaum (1977)
  58. 58. Stress Inoculation Training-SIT • concezione transazionale dello stress e del coping • focus sul contesto cognitivo-interpersonale • gestione dello stress inteso come processo • obiettivo: no eliminazione dello stress (ineliminabile), sviluppo e potenziamento di abilità e risorse per affrontare efficacemente lo stress e viverlo come una sfida, senza esserne soppraffatti. (Meichenbaum, 1990)
  59. 59. Stress Inoculation Training-SIT • analogia con la vaccinazione: anticorpi  coping skills; richiami, ecc. • approccio sia preventivo che terapeutico • destinatari: applicabile a popolazioni cliniche e non (atleti, operatori sanitari, insegnanti, vittime di violenza, ecc.) • intervento sul singolo, di coppia, di gruppo • durata: variabile. Nella maggior parte dei casi prevede 12- 15 sedute, più quelle supplementari e di estensione, che vengono progressivamente in un arco (Meichenbaum, 1990)
  60. 60. Stress Inoculation Training-SIT • Assessment e intervento: processi circolari e continui • Clinico: atteggiamento socratico, modello. • si articola in tre fasi interdipendenti, parzialmente sovrapponibili, no sequenza rigida: 1. CONCETTUALIZZAZIONE 2. ACQUISIZIONE DELLE ABILITÀ E REHEARSAL 3. APPLICAZIONE E RICHIAMO (Meichenbaum, 1990)
  61. 61. 1. FASE DELLA CONCETTUALIZZAZIONE • 1/3-1/6 del training • Obiettivi: 1. Buona relazione, collaborazione 2. Raccolta d’informazioni per la definizione e comprensione del problema: colloquio, valutazione basata sull’immaginazione, automonitoraggio, assessment comportamentale, test standardizzati. 3. Valutazione delle aspettative sul training 4. Definizione obiettivi a breve e lungo termine 5. Intervento psicoeducativo orientato alla riconcettualizzazione dello stress. Proposta di un modello alternativo specifico in funzione del problema o del destinatario. Natura transazionale dello stress e del coping. Ruolo delle cognizioni. Soggetto non vittima ma protagonista. Normalizzazione del condizione di stress. Percezione di controllo (Meichenbaum, 6. Anticipazione di possibili resistenze e ricadute: inoculazione del fallimento1990)
  62. 62. 2. FASE DELL’ACQUISIZIONE DELLE ABILITÀ DI COPING • Obiettivo: acquisizione di un repertorio di coping flessibile e integrato, potenziando abilità già presenti, correggendo stili disadattivi, sviluppando nuove strategie di coping • Intervento multidimensionale:  training di rilassamento  Interventi più cognitivi: ristrutturazione cognitiva e training al problem solving, training all’autoistruzione o autodialogo giudato (Meichenbaum, 1990)
  63. 63. 3. FASE DELL’APPLICAZIONE DELLE ABILITÀ DI COPING E COMPLETAMENTO • Obiettivo: DEL TRAINING generalizzazione ed implemento delle abilità acqusite prevenzione e gestione delle ricadute e dei fallimenti • Tecniche d’intervento:  rehearsal immaginativo e comportamentale, role playing, modeling, esposizione graduale • Richiami e follow-up (Meichenbaum, 1990)
  64. 64. Progetto di ricerca “Andamento sintomatologico periopearatorio, stili di coping e tratti di personalità in un campione di donne sottoposte ad interventi chirurgici ginecologici”
  65. 65. SCOPO Considerata la grande variabilità interindividuale nel vissuto soggettivo e nel decorso clinico in riferimento ad interventi chirurgici ginecologici, conservativi e non, il seguente studio si propone di verificare l’esistenza di possibili correlazioni: • tra gli stili di coping e l’andamento sintomatologico perioperatorio • tra i tratti di personalità e le strategie di coping prevalenti
  66. 66. CAMPIONE I soggetti (N= 58) sono stati consecutivamente reclutati presso l’U.O. di Ostetricia-Ginecologia dell’Ospedale di Carpi, al momento dalla visita precedente all’intervento, 15-10 giorni prima del ricovero
  67. 67. CAMPIONE N° soggetti 58 àt E RANGE MEDIA (DS) CONSERVATIVI 28-58 41,86 (± 8,68) Freq. 30 (%) (51,7) a go op T i l i ot nevr et n’ d i NON Freq. CONSERVATIVI (%) ISTERECTOMIA Totale/subtotale Interventi senza asportazione dell’utero 28 (48.3) Freq. (%) 23 (39,7) Freq. (%) 35 (60,3) Criteri d’inclusione: • nazionalità italiana • età compresa tra i 28 e i 60 anni • livello d’istruzione non inferiore alla licenza elementare • sia in età fertile che in menopausa • interventi ginecologici conservativi e non per patologie uterine ed annessiali benigne e prolassi • modalità dell’intervento: laparotomia, laparoscopia e per via vaginale Criteri d’esclusione: • interventi chirurgici ginecologici per neoplasie, esami di cavità, sterilizzazione e complicazioni postpartum
  68. 68. MATERIALI e METODI Valutazione dell’andamento sintomatologico perioperatorio Symptom Questionnaire (SQ) di Fava e Kellner test di stato, composto di 92 item a risposta dicotomica, 4 scale principali (ANSIA, DEPRESSIONE, SINTOMI SOMATICI E OSTILITÀ) e 8 sottoscale somministrato in tre diversi momenti: 15 giorni prima dell’intervento, forma settimanale (SQ1), il giorno prima (SQ2) ), forma giornaliera al momento della dimissione (SQ3), forma giornaliera
  69. 69. MATERIALI e METODI Valutazione dei tratti stabili di personalità Sixteen Personality Factors Questionnaire – 5a edizione (16 PF-5) di Cattel (2000) composto di 185 item a scelta obbligata con tre alternative di risposta misura 16 dimensioni o tratti stabili di personalità (fattori primari), bipolari e relativamente indipendenti + 5 fattori globali somministrato 15 giorni prima dell’intervento
  70. 70. FATTORE A ESPANSIVITÀ B RAGIONAMENTO C STABILITÀ EMOZIONALE E DOMINANZA F VIVACITÀ G COSCIENZIOSITÀ H AUDACIA SOCIALE I SENSIBILITÀ L VIGILANZA M ASTRATTEZZA N PRUDENZA O APPRENSIVITÀ Q1 APERTURA AL CAMBIAMENTO Q2 FIDUCIA IN SÈ Q3 PERFEZIONISMO Q4 TENSIONE Punteggi da 1 a 3 sten riservato, impersonale, distaccato concreto reattivo, instabile, emozionalmente mutevole remissivo, cooperativo, evita i conflitti serio, misurato, accurato opportunista, non rispetta le regole timido, pavido, timoroso utilitarista, non sentimentale, materialista fiducioso, non sospettoso, accettante pratico, aderente alla realtà, realista, orientato alla soluzione sincero, schietto, franco, genuino sicuro di sè, soddisfatto, tranquillo tradizionalista, conservatore dipendente dal gruppo, affiliativo tollerante il disordine, approssimativo, flessibile rilassato, placido, paziente Punteggi da 8 a 10 sten espansivo, disinvolto, attento agli altri astratto emozionalmente stabile, maturo, adattabile dominante, energico, assertivo vivace, esuberante, spontaneo coscienzioso, ligio al dovere socialmente audace, intraprendere, temerario, sfrontato, avventuroso sensibile, esteta, sentimentale, romantico vigile, sospettoso, scettico, circospetto astratto, fantasioso, ideativo, orientato verso le idee prudente, discreto, guardingo, chiuso apprensivo, insicuro, preoccupato aperto al cambiamento, sperimentatore fiducioso di sè, solitario, individualista perfezionista, autodisciplinato, organizzato teso, energico, impaziente, motivato
  71. 71. FATTORE Punteggio da 1 a 3 sten Punteggio da 8 a 10 sten EX estroversione introverso, socialmente inibito estroverso, socialmente participativo AX ansietà imperturbabile, bassa ansietà ansioso, alta ansietà TM durezza ricettivo, aperto, intuitivo duro, risoluto, bassa empatia IN indipendenza acconidiscendente, piacevole, altruista indipendente, persuasivo, volitivo SC autocontrollo impulsivo, segue gli istinti Controllato, inibisce gli istinti
  72. 72. MATERIALI e METODI Valutazione degli stili di coping prevalenti Coping Orientations to the Problems Experienced (COPE) di Carver, Scheier e Weintraub (1989) Valutazione di 15 strategie di coping distinte in strategie focalizzate sul problema, sull’emozione e potenzialmente disadattive + 5 fattori principali composto di 60 item, 4 per ciascuna delle 15 scale e 5 fattori principali Modalità di risposta scala likert sulla frequenza somministrato 15 giorni prima dell’intervento
  73. 73. Valore soglia Andamento sintomatologico: SQmediane 12 10 8 6 4 2 0 SQ1 ansia SQ2 depressione sintomi somatici SQ3 ostilità
  74. 74. Profilo medio di personalità: 16 PF5mediane
  75. 75. at tiv i pi t à so an i co ppr f n t ess en i ri m ri c c in co f m sf pr re o go in t ac erp ce ta um r z e o r li g n e is ga m o di z i o st n e di co m st p al m e co n l- t dr o Stili di coping prevalenti: COPEmediane 15 13 11 9 7 5 3 1
  76. 76. STRATEGIE FOCALIZZATE SUL PROBLEMA Risultati: correlazioni non parametriche “ rho di Spearman” P < 0.05* P< COPE e SQ + depressione-SQ3* ATTIVITÀ 0.01** + sintomi somatici-SQ3* + assenza di benessere fisico/affaticamentoSQ3* + sintomi somatici-SQ3* PIANIFICAZIONE + lamentela somatica-SQ3* + assenza di benessere fisico/affaticamentoSQ3* + ansia e ansietà–SQ1* + incapacità ad essere contento-SQ1** SOPPRESSIONE ATTIVITÀ COMPETITIVE - mancanza di buona disposizione verso gli altriSQ2* + depressione-SQ2* e SQ3* + sintomatologia depressiva-SQ3* + assenza di benessere fisico/affaticamento-
  77. 77. STRATEGIE FOCALIZZATE SUL PROBLEMA Risultati: correlazioni non parametriche “ rho di Spearman” P < 0.05* COPE e SQ P< 0.01** - ostilità-SQ2** CONTENIMENTO - mancanza di buona disposizione verso gli altriSQ2* + depressione, lamentela depressiva e incapacità ad essere contento -SQ3* - ostilità e sintomi d’irritabilità–SQ1* RICERCA D’INFORMAZIONI + depressione-SQ2* + sintomi somatici-SQ3* + assenza di benessere fisico/affaticamentoSQ3*
  78. 78. STRATEGIE FOCALIZZATE SULL’EMOZIONE Risultati: correlazioni non parametriche “ rho di Spearman” P < 0.05* COPE e SQ P< 0.01** RICERCA DI COMPRENSIONE + depressione** e sintomi depressivi* -SQ2 + sintomi somatici e lamentela organica-SQ2** + ansia-SQ1* *, ansia (A-a)-SQ2**, ansia (a)SQ3* + depressione (D-d)-SQ1** e SQ2** e sintomi depressivi-SQ3* SFOGO + incapacità a rilassarsi- SQ1e SQ2** + incapacità ad essere contento- SQ1** + ostilità (O-o)- SQ2** + sintomi somatici (S-s)-SQ2* + mancanza di buona disposizione verso gli altriSQ2**
  79. 79. STRATEGIE FOCALIZZATE SULL’EMOZIONE Risultati: correlazioni non parametriche “ rho di Spearman” P < 0.05* P< COPE e SQ 0.01** REINTERPRETA ZIONE POSITIVA E CRESCITA - Mancanza di buona disposizione verso gli altriSQ2* e SQ3** - ostilità-SQ3** + assenza di benessere fisico-SQ3* + depressione-SQ1* ACCETTAZIONE + incapacità ad essere contento- SQ1** - sintomi somatici-SQ3* UMORISMO - Mancanza di buona disposizione verso gli altriSQ1*
  80. 80. Risultati: correlazioni non parametriche “ rho di Spearman” P < 0.05* P< COPE e SQ 0.01** STRATEGIE POTENZIALMENTE DISADATTIVE NEGAZIONE - Lamentela somatica (S e s)-SQ1** + depressione (D** e d*)-SQ1 DISTACCO COMPORTAMENTALE + sintomi somatici (S e s)-SQ1** + assenza di benessere fisico/affaticamentoSQ1* DISTACCO MENTALE - mancanza di buona disposizione verso gli altriSQ1* e SQ3* + lamentela somatica (S e s)-SQ2* + sintomi depressivi-SQ2* - ostilità (O** e o)-SQ3 USO DI ALCOL/DROGHE + ansia (A e a)-SQ1* + lamentela somatica (s)-SQ1*
  81. 81. Risultati: correlazioni non parametriche “ rho di Spearman” P < 0.05* P< COPE e SQ 0.01** + depressione -SQ1* FATTORI PRINCIPALI SUPPORTO SOCIALE + ansia e incapacità a rilassarsi-SQ2* + depressione (D e d)-SQ2** + lamentela somatica (S* e s**)-SQ2 + depressione (D e d)-SQ1* EVITAMENTO + ansietà- SQ1* + sintomi somatici (S e s)-SQ1** + assenza di benessere fisico/affaticamentoSQ1* ATTITUDINE POSITIVA + ostilità-SQ2* - mancanza di buona disposizione verso gli altriSQ2* + depressione (D e d)-SQ3*
  82. 82. Risultati: correlazioni non parametriche 16PF-5 e COPE A - ESPANSIVITÀ B - RAGIONAMENTO + Reinterpretazione* + Distacco comportamentale* - Negazione* - Distacco comportamentale* C – STABILITÀ EMOZIONALE - Distacco comportamentale* F – VIVACITÀ - contenimento* P < 0.05* P< 0.01**
  83. 83. Risultati: correlazioni non parametriche 16PF-5 e COPE + contenimento* + ricerca d’informazioni* G - COSCIENZIOSITÀ + religione* - distacco comportamentale* + attitudine positiva* H - AUDACIA SOCIALE - contenimento* + contenimento* N – PRUDENZA - ricerca di comprensione* - sfogo** - supporto sociale** P < 0.05* P< 0.01**
  84. 84. Risultati: correlazioni non parametriche 16PF-5 e COPE L - VIGILANZA + negazione** + evitamento* + distacco comportamentale** M - ASTRATTEZZA + alcol-droghe* + evitamento** Q2 – FIDUCIA IN SE’ + negazione** + distacco comportamentale* P < 0.05* P< 0.01**
  85. 85. Risultati: correlazioni non parametriche 16PF-5 e COPE Q3 PERFEZIONISMO + contenimento* - distacco ricerca d’informazioni* Q4- TENSIONE + negazione* + distacco comportamentale* + evitamento* P < 0.05* P< 0.01**
  86. 86. Discussione  Si sono evidenziate associazioni significative tra: • tratti stabili di personalità e stili di coping • stili di coping e sintomatologia riferita prima e dopo l’intervento  Piano correlazionale: no relazioni di causa-effetto, semplici covariazioni  Si è evidenziato come determinati tratti di personalità si associno a stili di coping prevalenti  Si è evidenziato come l’impiego di determinate strategie di coping correli con la sintomatologia riferita nel periodo perioperatorio
  87. 87. Bibliografia • Amirkhan, J.H. (1990). A factor analitically derived measure of coping: The Coping Strategy Indicator. Journal of Personality and Social Psychology, 59, 1066-1071 • Brandtstädter, J. (1992). Personal control over development: Implications of selfefficacy. In R. Schwarzer R (Ed.), Self-efficacy: Thought Control of Action. Washington: Hemisphere. • Busjahn, A., Faulhaber, H., Freier, K., & Luft, F. C. (1999). Genetic and environmental influences of coping styles: a twin study. Psychosomatic Medicine, 61, 469-475. • Conti, L. (2006). Repertorio delle scale di valutazione in psichiatria (Ed). Fierenze: SEE. • DeLongis, A. & Holtzman, S. (2005). Coping in context: the role of stress, social support, and personality in coping. Journal of Personality, 73 (6), 1633-1656. • Endler, N.S., Parker, J.D.A. (1990). Multidimensional assessment of coping: A critical evaluation. Journal of Personality and Social Psychology, 58, 844-854. • Feifel, H., Strack, S. (1989). Coping with conflict situations: Middle-aged and elderly men. Psychol Aging, 4, 26-36
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