Innovazione dal basso

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prodotto
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- FABBISOGNI +
NUOVI

A) 1 Il posizionamento dei prodotti servizi
attuali
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MARGINI

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Strategica

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2 Il portafoglio idee progettuali per sviluppo
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IDEE
IN STAND BAY

IDEE
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3 CONFIGURAZIONE DI MASSIMA DEL
PRODOTTO chi è il fruitore
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4 SPECIFICHE DEI PRODOTTI/SERVIZI

PRODOTTO/SERVIZIO

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SEMISTANDARD

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FRUITORE

FORNITORE
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5: Individuazione dei gap di prestazione
• TRA I MODELLI DEL FORNITORE (esplicito) E DEL FRUITORE (implicito), DA UN LATO,...
B) Format: Prestudio
1. Idea base e scenario

OBIETTIVI
DEL PROGETTO

Descrizione del
contesto e
del tipo
di servizio

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Valutare l’impatto organizzativo
•

Entità del cambiamento richiesto:
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Velocità del cambiamento:
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Prestudio
5. Costi dello studio di fattibilità

Risorse / Competenze
necessarie per il Progetto

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C) Organizzazione per progetti
Le fasi del ciclo di vita di un progetto
Momento di nascita e ideazione del progetto.
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I principi della gestione dei progetti
• Nei progetti vi sono tipicamente numerose
interdipendenze reciproche tra le fasi
...
DUE PRINCIPI DI GESTIONE DEI
PROGETTI

© Dipartimento di Ingegneria Gestionale

13
PRINCIPI DI GESTIONE DEI PROGETTI
1) RIDURRE L’INCERTEZZA

© Dipartimento di Ingegneria Gestionale

14
PRINCIPI DI GESTIONE DEI PROGETTI
2) RIDURRE T & COSTI DEGLI INTERVENTI CORRETTIVI

© Dipartimento di Ingegneria Gestional...
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Ldb Officina Musei_Campagna 01

  1. 1. Innovazione dal basso Dal portafoglio prodotti al progetto di sviluppo nuovo prodotto A. Configurazione di massima del prodotto servizio B. Format del pre-studio C. Elementi di project management LUIGI CAMPAGNA Foggia, Giugno 2013
  2. 2. - FABBISOGNI + NUOVI A) 1 Il posizionamento dei prodotti servizi attuali ? 2 VOLUMI MARGINI +
  3. 3. Strategica - RILEVANZA + 2 Il portafoglio idee progettuali per sviluppo nuovo prodotto IDEE IN STAND BAY IDEE PRIORITARI IDEE ABBANDONATE IDEE SECONDARIE - FATTIBILITÀ tecnico gestionale +
  4. 4. 3 CONFIGURAZIONE DI MASSIMA DEL PRODOTTO chi è il fruitore UNO UTENTE DIRETTO ALTRI INTERLOCUTORI: (COMMITTENTI) (NORMATORI, AUTORITHY) .... .... ENTI NORMATORI ENTE COMMITTENTE …… UTILIZZATORE FINALE • I fruitori che hanno attese specifiche rispetto al prodotto servizio sono diversi: – – – 4 l’utilizzatore diretto l’utilizzatore finale nel caso il prodotto/servizio sia rilavorato da un utilizzatore intermedio gli stakeholder che sono in grado di intervenire PIU’
  5. 5. 4 SPECIFICHE DEI PRODOTTI/SERVIZI PRODOTTO/SERVIZIO STANDARD SEMISTANDARD AD HOC 5 FRUITORE FORNITORE SPECIFICHE DEL FORNITORE SPECIFICHE PARZIALMENTE DEFINITE DAL FRUITORE SPECIFICHE CONCORDATE
  6. 6. 5: Individuazione dei gap di prestazione • TRA I MODELLI DEL FORNITORE (esplicito) E DEL FRUITORE (implicito), DA UN LATO, • TRA LE RISPETTIVE VALUTAZIONI RISPETTO ALL’EFFETTIVA FORNITURA / FRUIZIONE, DALL’ALTRO. QUALITÀ VISTA DAL FORNITORE RILEVANZA FATTORI MODELLO QUALITÀ VISTA DAL FRUITORE VALUTAZIONE VALUTAZIONE FORNITO PERCEPITO RILEVANZA MODELLO Tempo Usabilità Affidabilità Conformità Accessibilità PREZZO ……..  fornitore e fruitore hanno un proprio “modello” della qualità di un determinato prodotto/servizio, caratterizzato da un certo mix di indicatori (fattori) non necessariamente coincidenti, cui attribuiscono, più o meno esplicitamente, dei pesi diversi  Il modello indica la rilevanza o scala di priorità dei fattori/indicatori per ciascuna attore  la valutazione indica il giudizio sulla prestazione effettiva fornita espressa da fornitore o percepita dal fruitore 6
  7. 7. B) Format: Prestudio 1. Idea base e scenario OBIETTIVI DEL PROGETTO Descrizione del contesto e del tipo di servizio SCENARIO Innovazione che si intende proporre Impatti stimati sull sistema organizzativo attuale Finalità del Progetto ……………………………………………………………………………………………………… ……… ……………………………………………………………………………………………………… ……… ……………………………………………………………………………………………………… ……………………………………………………………………………………………………… ……………………………………………………………………………………………………… ……… ……………………………………………………………………………………………………… ……………………………………………………………………………………………………… ……………………………… Prodotto/Cliente Processo/Tecnol Attori Altro ogia ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… Risorse Organizzaz Gestione Altro ……………… ……………… ……………… ……………… Umane ione ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… Innovare Migliorare Mantenere Adeguare ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… ……………… 7 ……………… ……………… ……………… ………………
  8. 8. Valutare l’impatto organizzativo • Entità del cambiamento richiesto: – – – – • Velocità del cambiamento: – – • 9 Variazione del flusso delle attività Variazione della strutture organizzative Variazione delle competenze/professionalità Variazione nelle procedure e nelle modalità di controllo Tempo tra avvio progetto e introduzione cambiamento Durata implementazione Preparazione del management
  9. 9. Prestudio 5. Costi dello studio di fattibilità Risorse / Competenze necessarie per il Progetto ……………………………………………………………………………………………………………… ……………………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………………………………………………. Stima costo complessivo ………………………………………………………………………………………………………………………………………. ………………………………………………………………………………………………………………………………………. ………………………………………………………………………………………………………………………………………. Stima dei tempi di realizzazione ………………………………………………………………………………………………………………………………………. ………………………………………………………………………………………………………………………………………. Grado di difficoltà di realizzazione 1 2 3 4 (1= basso – 4 = alto) ………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………… 10 Pagina 6/1
  10. 10. C) Organizzazione per progetti Le fasi del ciclo di vita di un progetto Momento di nascita e ideazione del progetto. Si identifica quale potrebbe essere una risposta al problema/opportunità, si valuta la fattibilità e la convenienza economica e strategica. A valle si decide se attivare il progetto e i suoi vincoli e obiettivi strategici PROGETTO Architettura Criticità/ Concezione Definizione Non è un istante, ma una fase. L’output viene rilasciato per il funzionamento a “regime”. Questo richiede particolare cura nel passaggio di consegne tra chi ha gestito il progetto e chi ne dovrà gestire l’output. Si verifica il grado di raggiungimento degli obiettivi e si analizzano a posteriori i risultati Realizzazione Esecuzione e controllo Chiusura Risultato Opportunità Fase di definizione e pianificazione del progetto. Si identificano le attività di progetto, la struttura organizzativa e si formula il programma di lavoro in termini di tempi e costi Progettazione e realizzazione concreta dell’output. Momento di massimo impiego delle risorse e di tempo 11
  11. 11. I principi della gestione dei progetti • Nei progetti vi sono tipicamente numerose interdipendenze reciproche tra le fasi • Questo comporta la creazione di numerosi cicli di problem solving • Per gestire efficacemente tali cicli è necessario anticipare i vincoli oppure aumentare la flessibilità 12
  12. 12. DUE PRINCIPI DI GESTIONE DEI PROGETTI © Dipartimento di Ingegneria Gestionale 13
  13. 13. PRINCIPI DI GESTIONE DEI PROGETTI 1) RIDURRE L’INCERTEZZA © Dipartimento di Ingegneria Gestionale 14
  14. 14. PRINCIPI DI GESTIONE DEI PROGETTI 2) RIDURRE T & COSTI DEGLI INTERVENTI CORRETTIVI © Dipartimento di Ingegneria Gestionale 15

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