La gestione efficace dell'azienda non profit

1,817 views

Published on

Lezione di Giuliana Baldassarre in occasione di uno dei "sabati del volontariato" organizzati ad Ancona dal CSV delle Marche

Published in: Economy & Finance
0 Comments
0 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

No Downloads
Views
Total views
1,817
On SlideShare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
33
Actions
Shares
0
Downloads
46
Comments
0
Likes
0
Embeds 0
No embeds

No notes for slide

La gestione efficace dell'azienda non profit

  1. 1. La gestione efficace dell’azienda non profit Elementi disintivi Giuliana Baldassarre – CSV Ancona 2008
  2. 2. <ul><li>L’economia è scienza che si dedica al bene umano. </li></ul><ul><li>Certo essa è desiderabile anche quando riguarda una sola persona; ma è più bello e più divino se riguarda un popolo e una città. </li></ul><ul><li>Aristotele </li></ul>
  3. 3. Il concetto di azienda <ul><li>Identità aziendale e terzo settore </li></ul><ul><li>Dinamica reddituale e consenso sociale ( equilibrio tra economicità aziendale, utilità sociale ed interesse generale)‏ </li></ul><ul><li>Efficacia, efficienza ed economicità </li></ul><ul><li>Cultura aziendale e capitale sociale </li></ul>
  4. 4. Il terzo settore <ul><li>Compensa i fallimenti di Mercato e Stato </li></ul><ul><li>Risponde a ragioni ideali-ideologiche tra cui: </li></ul><ul><li>Esprime motivazioni delle persone (homo non solo oeconomicus)‏ </li></ul><ul><li>Rappresenta ed esprime le società post industriali </li></ul><ul><li>È terzo partners dello Stato (advocacy)‏ </li></ul><ul><li>Esprime il dilettantismo funzionale </li></ul>
  5. 5. Il terzo settore <ul><li>Composto da organizzazioni di volontariato, associazioni, fondazioni ( tradizionali, di partecipazione, bancarie), comitati, cooperative sociali, enti ecclesiastici, pro loco, associazioni sportive, ong..... </li></ul><ul><li>Ha dimensione di: istituto, azienda, impresa, organizzazione </li></ul><ul><li>Onlus ( D Legs 460/ 97) e imprese sociali ( D Legs 155/06, L118/05)‏ </li></ul>
  6. 6. I rischi di fallimento del terzo settore <ul><li>Localismo (punto di forza ma anche di debolezza)‏ </li></ul><ul><li>Piccole dimensioni (punto di forza ma anche di debolezza)‏ </li></ul><ul><li>Scarso peso politico </li></ul><ul><li>Arretratezza gestionale </li></ul><ul><li>Sottocapitalizzazione, ristrettezze finanziarie </li></ul><ul><li>Scarsa attitudine alla collaborazione </li></ul><ul><li>Radicalismo ideologico </li></ul><ul><li>Difficoltà di dimostrazione dei risultati che non sono di natura economica </li></ul>
  7. 7. Gli elementi distintivi dell’azienda non profit <ul><li>La finalità istituzionale (produce e scambia beni e servizi di utilità sociale; equilibrio)‏ </li></ul><ul><li>La natura multistakeholder (soddisfazione delle attese dei diversi portatori di interesse)‏ </li></ul><ul><li>Lo sviluppo organizzativo di tipo incrementale (differenti gradi di aziendalizzazione)‏ </li></ul>
  8. 8. Il ciclo di vita delle ANP Selezione, inserimento, formazione, Mbo Demotivazione, rischio burn out, resistenze culturali Adesione culturale, volontarismo entusiastico Risorse umane Marketing, P&C,integraz. gestione RU Assenti, conflitto Assenti, tutti fanno tutto Meccanismi operativi Adhocrazia complessa rischio burocrazia Anarchia, apatia Adhocratia semplice Struttura Ob. Sono pianificati e programmati Crisi della mission Ob. coincidono con operatività Strategia Maturità/ consolidamento Crescita/ crisi Primi anni di vita Fasi Modalità di gestione

×