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Teoria della cognizione ed efficacia della comunicazione tecnica

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Manuali di istruzioni su carta, help online e user assistance distribuiti via PC/mobile, realtà virtuale e aumentata sono strumenti a supporto del processo di apprendimento: servono al destinatario a memorizzare informazioni e procedura, a costruire la propria rappresentazione mentale del funzionamento di un oggetto, a trasferire il sapere a contesti nuovi, acquisendo la capacità di elaborare soluzioni creative.
Ma come funziona l’apprendimento? Quali elementi lo influenzano? Quali sono le buone pratiche che possiamo dedurre dalla teoria cognitiva per elaborare e distribuire in modo efficace unità didattiche, anche nell’ambito della comunicazione tecnica?
Report sull’interessante libro di Richard E. Mayer, Multimedia Learning, Cambridge University Press, 2a edizione, 2009

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Teoria della cognizione ed efficacia della comunicazione tecnica

  1. 1. Keas.r.l.| ViaStrà, 102 | 37042 Caldiero(VR) Tel.:+39 045 6152381 Web:www.keanet.it|E-mail:info@keanet.it 1 Teoria della cognizione ed efficacia della comunicazione tecnica | Settembre 2017 Teoria della cognizione ed efficacia della comunicazione tecnica Manuali di istruzioni su carta, help online e user assistance distribuiti via PC/mobile, realtà virtuale e aumentata sono strumenti a supporto del processo di apprendimento: servono al destinatario a memorizzare informazioni e procedura, a costruire la propria rappresentazione mentale del funzionamento di un oggetto, a trasferire il sapere a contesti nuovi, acquisendo la capacità di elaborare soluzioni creative. Ma come funziona l’apprendimento? Quali elementi lo influenzano? Quali sono le buone pratiche che possiamo dedurre dalla teoria cognitiva per elaborare e distribuire in modo efficace unità didattiche, anche nell’ambito della comunicazione tecnica? Report sull’interessante libro di Richard E. Mayer, Multimedia Learning, Cambridge University Press, 2a edizione, 2009 Sommario Che cosa vuol dire apprendere?.............................................................................................................. 2 Come funziona l’apprendimento?............................................................................................................ 2 Quali sono gli elementi che influenzanol’apprendimento?....................................................................... 3 Come evitare le attività “estranee” e supportare quelle “essenziali” e “generative” durante il processo di apprendimento...................................................................................................................................... 4 Come evitare le attività “estranee”...................................................................................................... 4 Come supportare le attività “essenziali”............................................................................................... 5 Come supportare le attività “generative”............................................................................................. 6 A quali media e dispositivi si applicanole buone pratiche di elaborazione dell’unità didattica?................... 6
  2. 2. Keas.r.l.| ViaStrà, 102 | 37042 Caldiero(VR) Tel.:+39 045 6152381 Web:www.keanet.it|E-mail:info@keanet.it 2 Teoria della cognizione ed efficacia della comunicazione tecnica | Settembre 2017 Che cosa vuol dire apprendere? Secondo la teoria cognitiva proposta da Richard Mayer, apprendere significa non solo memorizzare, ma anche e soprattuttoavere la capacità di usare quanto appreso per elaborare soluzioni creative in contesti diversi da quello di partenza. La memorizzazione riguarda: • Informazioni.Attraversounprocessodi selezione,il piùpossibile efficiente,lapersonaestrapola dai materiali didattici gli elementi che gli sembranoessenziali,memorizzandoli.Lamemorizzazione di frammenti di informazioni (“fattoidi”) risponde alladomanda“che cosa?” • Procedure.Il meccanismodi premi/punizionimiraarafforzare il nessofrastimoloe risposta positiva,conl’obiettivodi faracquisire allapersonainmodoefficiente unaroutine nell’esecuzione di procedure.La memorizzazione delle procedurerisponde alladomanda“come?”. La capacitàdi applicare efficacementeacontesti nuovi il sapere presupponeche lapersonaabbiacompiuto il proprio personale percorso di donazione di senso ai materiali didattici, attraverso un processo di selezione, organizzazione e integrazione delle informazioni (capacità di trasferimento). Ogni persona costruisce il senso in modo peculiare, influenzato dalla propria situazione (preconoscenze, esigenze, motivazione, ecc.) e dalla forma di presentazione di materiali. Costruire il senso significa elaborare la propria rappresentazione/mappa mentale di un argomento, cioè costruire un proprio modello basato sulla strutturazione di processi (nessi di causa ed effetto), confronti (matrici),generalizzazioni (passaggi dal particolareall’universale), classificazioni gerarchiche, elenchi, ecc. Come funziona l’apprendimento? Secondo la teoria della cognizione proposta da Mayer, l’apprendimento: 1. Coinvolge piùcanali di input(cioè piùsensi).L’essere umanodisponedi piùcanali di input(vista, udito,ecc.),attivabilicontemporaneamente.Daunlato,ogni canale veicolale informazioni in modopeculiare,dall’altrole informazioniprovenienti dai vari canali possonoessere integrate, rafforzandoil messaggioe,di conseguenza,l’apprendimento.Mayerraccomandaquindi di impiegare parole e immagini nelleunitàdidattiche,confezionando“narrazionianimate”oppure “immagini annotate”,inbase al mediumutilizzato–PC/mobile,VR(Virtual Reality,realtàvirtuale) o AR (AugmentedReality,realtàaumentata) oppure carta.Mayersottolineache le immagini,per essere efficaci,devonoessere di tipo“organizzativo”(mostrare il nessofragli elementi;mappe, diagrammi) o“esplicativo”(mostrare il funzionamentodi unacosa) 2. Deve tenere inconsiderazione il fattoche,percanale e unitàdi tempo,le capacità di elaborazione delle informazioni daparte dellapersonasonolimitate.Nellamemoriaabreve termine possiamo salvare appena5-7 elementiinformativi.Mayerraccomandadi veicolare le informazioni attraverso piùcanali per nonsovraccaricarne unoe sfruttare lanostra capacità di attivarne inricezione più d’unocontemporaneamente.Peresempio,unitàdidattiche distribuitesuPCo tramite applicazioni di VR possonoveicolare insieme informazioni visive(immagini/animazioni/video) e uditive (testo
  3. 3. Keas.r.l.| ViaStrà, 102 | 37042 Caldiero(VR) Tel.:+39 045 6152381 Web:www.keanet.it|E-mail:info@keanet.it 3 Teoria della cognizione ed efficacia della comunicazione tecnica | Settembre 2017 parlato).La VR puòaggiungere sensazionitattili e,inalcuni contesti (peresempionel casodella cura di fobie),anche olfattive 3. Richiede unatteggiamentoattivoda parte dellapersona,inparticolare se finalizzatoalla costruzione di sensoe allosviluppodellacapacitàdi applicare efficacementeacontesti nuovi quantoappreso.L’attivitàcognitivasi svolgelungose seguenti fasi: a. Selezione dal messaggio,cioè dall’unitàdidattica,di parole e immagini rilevanti.Ogni personavalutalarilevanzadi un’informazione inbase allasuasituazione,al suoprocesso personale di donazionedi sensoe allaguidafornitadallaformadi presentazionedei materiali.Viceversa,le informazioni selezionate influenzanolacostruzionedi senso,dando vitaal circoloermeneutico.Laselezione è unprocessoiterativo,che nonsi applicaa tuttoil messaggio,maai segmenti omogenei incui la personasuddivide mentalmente il messaggio.Lasegmentazione è funzionale aevitare il sovraccaricoinformativo b. Organizzazione delle informazioniselezionateinrappresentazione/mappe verbali e grafiche c. Integrazione fra il modelloverbale e quellografico,cioè fra le informazioniprovenientidai vari canali di input d. Integrazione di informazionie mappe salvate nellamemoriaabreve termine conle preconoscenze (informazioni e rappresentazioni mentali) presentinellamemoriaalungo termine. La fase di selezione è definitadaMayer “essenziale”(perchémiraacogliere l’essenza dell’unità didattica), mentre quella di organizzazione/integrazione è definita “generativa” (poiché mira a elaborare le informazioniperconferire lorounsensopersonalee sviluppare la capacità di trasferirle in contesti nuovi). Oltre alle fasi essenziale e generativa, Mayer sottolinea la potenziale presenza di una fase “estranea”. Causata dallapresenzadi informazioninonfunzionalial raggiungimentodegli obiettividell’unità didattica o dal designnonottimale dei materiali, la fase “estranea” obbliga la persona a elaborare e a scartare questi elementi non rilevanti, facendo consumare inutilmente parte dell’energia cognitiva. Dal momento che ogni persona ha un’energiacognitivalimitata, e che le tre fasi sono in competizione fra loro, secondo Mayer è necessario elaborare e distribuire le unità didattiche in modo tale da escludere attività “estranee”,daagevolare quelle “essenziali” e dafar arrivare la personaalla fase “generativa” con energie sufficienti a portarla a termine efficacemente. Mayer sottolineache l’attivitàche l’apprendimentorichiedeallapersonaè di tipocognitivo,non fisico: egli suggerisce quindi di valutare caso per caso, se le funzioni interattive, che implicano attività fisiche, supportano o meno quelle cognitive. Quali sono gli elementi che influenzano l’apprendimento? Le ricerche sperimentali condotte da Mayer nell’arco di un ventennio indicano che la preconoscenza è il fattore che maggiormente influisce sull’apprendimento. Minore è la preconoscenza, maggiore è l’energia cognitivanecessaria:ai fini del raggiungimentodegli obiettivi didattici diventa quindi strategico evitare le attività “estranee”, guidare quelle “essenziali” (di selezione) e incentivare l’attivazione di quelle
  4. 4. Keas.r.l.| ViaStrà, 102 | 37042 Caldiero(VR) Tel.:+39 045 6152381 Web:www.keanet.it|E-mail:info@keanet.it 4 Teoria della cognizione ed efficacia della comunicazione tecnica | Settembre 2017 “generative” (di organizzazione e integrazione, costruzione di senso e affinamento delle capacità di trasferimento del sapere). Altri fattori che influenzano l’apprendimento sono: • La motivazione dellapersonaadapprendereinmodopiùprofondo,cioè apassare dalla memorizzazione di fattoidi e procedure,allacapacitàdi dare un sensoe di mettere afruttoquanto appreso(peresempioperdecidere e agire incontesti anche diversi daquellodi partenza • Il fatto che la personasiao menomadrelingua • Eventuali diverse abilitàdellapersona • La complessitàdell’unitàdidatticae dei materiali inclusi • Il fatto che l’avanzamentodell’unitàdidattica siao menosotto il controllo dellapersona,e che essaabbiala possibilitàdi tornare indietro/procedere inbase alle sue esigenze. Come evitare le attività “estranee” e supportare quelle “essenziali” e “generative” durante il processo di apprendimento Come evitare le attività “estranee” In primo luogo, le attività “estranee” possono essere evitate, escludendo dall’unità didattica materiali, anche interessanti, non funzionali al raggiungimento degli obiettivi. I fattori da tenere in considerazione sono: • Rilevanza.Perevitare che la personasprechi energie cognitivenel tentativodi separare le informazionirilevanti daquelle nonrilevantiai fini didattici,è opportunoescludere del tuttosiai contenuti “seduttivi”(che nonaggiungonoinformazioni),siaquelli potenzialmente interessanti,ma nonstrettamente focalizzati sull’obiettivo • Evidenziazione.Evidenziare gli elementiche,come unfilorosso,possonoguidare lapersonalungo il suo personale percorsodi donazione di senso,rende piùefficienti edefficaci le attivitàdi selezione e organizzazionedelle informazioni.L’evidenziazione puòriguardare,peresempio,la gerarchia e la sequenzadelle informazioni all’internodell’unitàdidattica(particolarmente importanti nel contestodellafruizione di singoli topic/argomenti di helponline e applicazionidi user assistance,in cui la persona– rispettoalla fruizione su carta – fa piùfatica a cogliere il contesto dell’informazione e aorientarsi peraccedere a contenuti più generali / di approfondimento/ correlati),la struttura del singolosegmentoinformativo(topic/argomento),le parole/gli elementi chiave di un’immagine/animazione,ecc. • Non ridondanza.Per nonsovraccaricare il canale visivoe perevitare che lapersonasprechi energie cognitive nel tentativodi confrontare al voloparolaparlatae scritta,nel contestodelle “animazioni narrate”,cioè delle unitàdidatticheelaborate perladistribuzione suPC/mobilee VR/AR,Mayer suggerisce di affiancare alleimmagini/animazionilaparolaparlata,anziché il testoscritto.Le ricerche sperimentali condottedaMayerindicanoche questosuggerimentononsi applicase: o Parole chiave scritte sonousate perevidenziare parti essenziali del parlato(peresempio nel caso di didascalie o,meglioancora,di brevi testi inclusi neipunti chiave dell’immagine oppure inassenzadi immagini)
  5. 5. Keas.r.l.| ViaStrà, 102 | 37042 Caldiero(VR) Tel.:+39 045 6152381 Web:www.keanet.it|E-mail:info@keanet.it 5 Teoria della cognizione ed efficacia della comunicazione tecnica | Settembre 2017 o Testoscrittoe parlatonon sonopresentati simultaneamente (cioè,peresempio,se il testo scrittosegue quelloparlato) o Il procedere dell’unitàdidatticaè sottoil controllodel fruitore o Il fruitore nonè madrelingua. In secondoluogo,le attività“estranee”possonoessereevitate curandoinparticolare due aspetti deldesign del messaggio: • Contiguitàspaziale.Nel contestodelle“immagini annotate”,se immaginie testosonosinergiche allacomprensione delmessaggio,è necessarioche il testosiacollocatovicinoall’immagine oalla parte di immagine cui si riferisce.Brevi testi inclusi nei punti chiave dell’immagine sonopiù efficaci dell’inserimentonell’immagine di pallinature,spiegate dauna legendaa fianco o a piè dell’immagine.Lacontiguitàspaziale,che è unaformadi evidenziazione,riducelosforzocognitivo necessarioadassociare immagini e testi infase di selezionee organizzazione delleinformazioni selezionate • Contiguitàtemporale.Nel contestodelle“animazioni narrate”(PC/mobilee VR),vale dal puntodi vistadellacontemporaneità, quantoillustratoinprecedenzaapropositodellacontiguitàspaziale. Come supportare le attività “essenziali” Le attività di selezione, nonché di memorizzazione di fattoidi (che cosa) e procedure (come), possono essere supportate includendo i seguenti principi nell’elaborazione dell’unità didattica: • Segmentazione.Come giàsopraevidenziato,laselezione è unprocessoiterativo,che si applicanon al messaggionel suocomplesso,maasuoi sottoinsiemi omogenei(segmenti).Pre-segmentare l’unitàdidatticafarisparmiare tempoallapersonae le fornisceunaguidaallaselezione.Il segmentodi Mayer è paragonabile a un topic: nel caso della“animazione narrata” ogni segmento dovrebbe durare 8-10 secondi ed esporre 1-2 frasi (che illustrino,peresempio,unafase di una procedura) • Pre-training.Si tratta di un caso particolare di segmentazione.Soprattuttose l’unitàdidatticasi rivolge anon-esperti delsettore,è utile dividerlaindue parti:laprima(pre-training)dedicata all’illustrazionedei concetti chiave,al fine di incrementare laprecomprensione dellapersonaed evitare che le sue energie cognitivesi saturinonel tentativodi selezionarei contenuti rilevanti;la seconda(training) dedicataall’esposizione dei materiali didattici veri e propri. • Modalità bi-canale (omulti-canale).Come giàsopraevidenziato,il limite dellecapacitàcognitive umane puòessere espansoattivandopiùdi uncanale di inputcontemporaneamente.Il vantaggio dellamodalitàbi-/multi-canale nonstasolonellasimultaneità,maanche nel fattoche ogni canale veicolai contenuti inmodopeculiare,arricchendoil portatodi informazioni iningresso.La distribuzione di unitàdidattiche viaPC/mobile e VR/ARpermette di sfruttare al tempostesso quantomenovistae udito.Ecco perché Mayerconsigliadi abbinare immagini/animazioni e parlato. Mayer riporta di esperienze positive incui “animazioni narrate” sono state impiegate inhelp online e applicazioni di userassistance nel contesto dellaformazione all’usoe del troubleshootingdi macchine utensili.
  6. 6. Keas.r.l.| ViaStrà, 102 | 37042 Caldiero(VR) Tel.:+39 045 6152381 Web:www.keanet.it|E-mail:info@keanet.it 6 Teoria della cognizione ed efficacia della comunicazione tecnica | Settembre 2017 Come supportare le attività “generative” Le attività di organizzazione e integrazione, la costruzione di senso e l’elaborazione della capacità di trasferire in contesti nuovi il sapere, possono essere supportate includendo i seguenti principi nell’elaborazione dell’unità didattica: • Motivazione.La fase “generativa”è undi piùrispettoallamemorizzazione,che costaunosforzo che lapersonaè portatacompiere solose motivata • Multimedialità.Dal momentoche,nellamodalitàbi-/multi-canale,ogni canale veicolai contenuti inmodo peculiare,arricchendoil portatodi informazioni iningresso,lamultimedialitàrisultapiù coinvolgentee motivanteperil fruitore,predisponendoloanonfermarsi allafase di memorizzazione,maad avviare il personaleprocessodi donazione di senso • Voce e immagine del tutor. Una voce narrante che si rivolge allapersonainmododiretto,intono amichevole e colloquiale aiutaatrasformazionel’apprendimentoinuneventosociale,inuna conversazione fratutore discente,facendoscattare inquest’ultimol’istintoallacollaborazione,a “dare il megliodi sé”.Le ricerche sperimentalidi Mayernonhannofornitoindicazioniprecise sull’utilitàdellepresenzainvideodeltutor.Voce e immagine deltutorvannocomunque attentamente bilanciatepernontrasformarsi inelementi“estranei”che consumanoenergie cognitive inprocessi nonfinalizzati al raggiungimentodegli obiettivi didattici. A quali media e dispositivi si applicano le buone pratiche di elaborazione dell’unità didattica? Mayer ha distillato le buone pratiche nel corso di circa vent’anni di ricerche sperimentali condotte su materiali didattici distribuiti via carta, PC e applicazioni di VR. Secondole indicazioni di Mayer le buone pratiche si applicano indistintamente a tutti i media. Il metodo, non il medium è centrale nell’elaborazione di unità didattiche in grado di evitare attività “estranee” e supportare quelle“essenziali”e “generative”di memorizzazione, costruzione di senso e trasferimento del sapere. Tuttavia, sebbene Mayer affermi che non esiste un medium più adatto di altri a supportare il processo di apprendimento,PC/mobile,VRe ARsembranoavere “unamarcia inpiù” per il fatto che possono veicolare le informazioni attraverso più canali contemporaneamente, mentre la carta ha il vantaggio di porre strutturalmente sotto il controllo della persona l’avanzamento dell’unità didattica e di fornire maggiori informazionidi contesto.Controlloe contestosono dunque aspetti che le unità didattiche (compresi help online e user assistance) distribuite via PC/mobile, VR e AR devono supportare per unire il meglio dell’ambiente fisico e digitale. Autore: Petra Dal Santo – KEA S.r.l. (dalsanto@keanet.it)

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