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Estel

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Estel Arredamento

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  1. 1. OPEN INNOVATION Ricerca sull’azienda ESTEL S.p.A.
  2. 2. I 5 SENSI DI “ ESTEL” PER UN INNOVAZIONE VINCENTE
  3. 3. DALLA CASA ALL’UFFICIO, L’ALTA QUALITA’ NELL’ARREDO Azienda veneta sinonimo di design di qualità nell'arredo made in Italy da ormai 70 anni, il Gruppo ESTEL detiene attualmente una posizione di leadership sia nel settore casa sia nel settore ufficio, vantando 700 dipendenti e un fatturato totale di 120 milioni di euro.
  4. 4. “ Estel e i 5 sensi dell’habitat” 5 sono le divisioni di attività dell’azienda… … ma anche una concezione evoluta di attenzione al cliente. MISSION:
  5. 5. IL MERCATO DELLE CONOSCENZE Open Innovation è trattare l’innovazione come fosse una semplice merce: vendere conoscenza ed innovazione può portare molti profitti; acquistare conoscenza ed innovazione può portare notevoli vantaggi competitivi.
  6. 6. QUESTION N.1
  7. 7. “ Che importanza assume oggi l’innovazione nel settore dell’arredamento?”
  8. 8. “ L’Innovazione è fondamentale per rispondere alle esigenze del mercato sempre nuove sempre diverse...”
  9. 9. ...architetti, clienti e competitors danno gli stimoli al settore...
  10. 12. “ Per stare al ritmo con i tempi ci vuole orecchio” “ I nostri progetti parlano da soli. Ma sanno ascoltare i vostri desideri.” From: www.estel.com
  11. 13. Il nostro obiettivo è di comprendere al meglio le tendenze sociali, economiche e organizzative, in modo di offrire soluzioni che soddisfino pienamente le esigenze e richieste del mercato.
  12. 14. QUESTION N.2
  13. 15. “ E’ presente, all’interno della vostra azienda, un settore di R&S ?” “ Se si, come è organizzato?”
  14. 16. “ Istituzionalmente esiste, è presente, addirittura non è un reparto formato da poche persone ma da uffici interi ...”
  15. 17. “ ... si sta andando verso la duplicazione di quelle che sono le risposte tecniche all’interno della nostra azienda, con una parte di personale dedicato all’implementazione dei prodotti del futuro o dei settori di mercato che si vogliono sviluppare in futuro ...”
  16. 18. “ ... e una parte che segue il day by day, le richieste quotidiane di personalizzazione piuttosto che di applicazione di nuovi materiali.”
  17. 19. QUESTION N.3
  18. 20. “ La V/s azienda ricorre anche a fonti esterne di know how per condurre operazioni di R&S o innovazione?”
  19. 21. Sicuramente si, nel senso che il continuo confronto sia con tutto l’indotto di fornitori, con i quali si collabora e si portano avanti progetti e migliorie applicazioni diverse...
  20. 22. ...mentre per quanto riguarda studi di progettazione esterni o aziende non proprio di settore ... ...ma con applicazioni che possono essere utili nel nostro campo, il confronto con l’esterno è sempre vivo.
  21. 23. QUESTION N.4
  22. 24. “ La V/s azienda condivide il proprio know how, la propria capacità innovativa, con aziende esterne? “
  23. 25. “… è di difficile applicazione ... ... può avvenire all’interno di mercati lontani dal nostro, nei quali noi siamo presenti, ma mediante attività abbastanza sporadiche...”
  24. 26. “ ...avviene sicuramente una nutrita e forte attività a livello commerciale, cioè uno scambio di prodotti, ma non di tecnologia o conoscenza del metodo di produzione...
  25. 27. “ ...comunque c’è poco da nascondere dato che le porte sono aperte e i processi produttivi nella fabbricazione dei mobili, di pareti e di sedie sono conosciuti...”
  26. 28. QUESTIONN.5
  27. 29. “ Con quali modalità la vostra azienda ricorre a fonti di innovazione esterna?”
  28. 30. “ Con dei contratti di consulenza con studi esterni… … oppure con contratti a progetto, nel caso in cui ci sia già un progetto da sviluppare.”
  29. 31. L’innovazione quindi è frutto dell’interazione con diverse parti sociali, anche esterne.
  30. 32. Il vantaggio competitivo dell’azienda deriva dalle sue capacità dinamiche di coordinamento di risorse interne ed esterne.
  31. 33. QUESTION N.6
  32. 34. “ Quali sono, oggi, i tempi per il ciclo di innovazione?”
  33. 35. “ I tempi medi di rimanenza di un prodotto sul mercato negli ultimi anni sono sempre meno…”
  34. 36. “ Il settore del design, e della moda, che si avvicina abbastanza al nostro, fa sì che se un prodotto nasce bene non ha un tempo di scadenza, nel senso che diventa un “cult” e può durare dai 15, ai 20, ai 40 anni anche …”
  35. 39. “ ...se 10 anni fa il ciclo di vita di un prodotto era di 10 anni, adesso siamo a 5-6 ”
  36. 40. L’innovazione di prodotto diventa elemento fondamentale per la competitività dell’azienda nel momento in cui il ciclo di vita dei prodotti subisce una forte accelerazione
  37. 41. Negli ultimi anni il tasso di innovazione sta crescendo notevolmente. Questo forte processo di accelerazione dell’innovazione comporta l’accorciamento del ciclo di vita medio di un prodotto. Il prodotto cambia rapidamente.
  38. 42. “ Ci piace ascoltare le nuove tendenze. È la melodia dell’avanguardia” From: www.estel.com
  39. 43. “ Esperienza e ricerca” “ Tecnologia avanzata del sistema produttivo” “ Informatizzazione dell’intero ciclo” “ Sono le garanzie che ci permettono di non ritenere mai acquisito uno standard produttivo, ma di operare sempre con lo scopo di migliorarsi.”
  40. 44. QUESTION N.7
  41. 45. “ In che modo l’azienda ha adottato una politica open?”
  42. 46. “ L’azienda sviluppa i propri brand, i propri marchi …”
  43. 48. “… però i prodotti sono riconducibili ai vari designer”
  44. 49. QUESTION N.8
  45. 50. “ Come vengono condivise le conoscenze?”
  46. 51. “ Designer = Mercenari”
  47. 53. “ Anche la condivisione dei fornitori comporta condivisione di conoscenza”
  48. 54. QUESTION N.9
  49. 55. “ Perché l’azienda non adotta il modello “closed”?”
  50. 56. “ Azienda mette il timbro sui propri prodotti, ma … ”
  51. 58. “… il designer è per definizione trasversale all’azienda.”
  52. 59. La sede attuale della Estel Spa di Thiene (VI)
  53. 60. ...see you soon...

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