Il web3 - standard studi e logiche

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Il web3 - standard studi e logiche

  1. 1. Formazione aziendale il Web – parte 3
  2. 2. Il sito web - standard studi e logiche1. Gli standard nel web (W3C) Legge Stanca Concetto di accessibilità2. Gerarchia /architettura delle informazioni Concetto di usabilità3. Logiche di navigazione Siti web per la vendita - Diagramma di Gutenberg
  3. 3. 1. Gli standard nel web (W3C) Legge Stanca Esistono alcuni standard internazionali e alcune leggi nazionali che definiscono laccessibilità per i sistemi informatici. Le linee guida internazionalmente più utilizzate per quanto concerne il web sono le WCAG (Web Content Accessibility Guidelines) redatte dalla WAI (Web Accessibility Initiative). In Italia, per le nuove realizzazioni e le modifiche apportate dalla Pubblica Amministrazione ai propri siti web, si deve tenere conto (pena nullità dei contratti stipulati) della "Legge Stanca" (Legge 4 del 9 gennaio 2004), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 17 gennaio 2004), resa operativa col decreto attuativo di fine 2005. Il medesimo obbligo è in carico, come specificato nellart. 2 della legge, a:  pubbliche amministrazioni  enti pubblici economici  aziende private concessionarie di servizi pubblici  enti di assistenza e di riabilitazione pubblici  aziende di trasporto e di telecomunicazione a prevalente partecipazione di capitale pubblico  aziende municipalizzate regionali  aziende appaltatrici di servizi informatici Lobbligo della applicazione della legge sussiste esclusivamente per i siti pubblici (o di interesse pubblico) mentre, sempre nellambito pubblico, le disposizioni di legge non si applicano ai sistemi informatici destinati ad essere fruiti da gruppi di utenti dei quali, per disposizione di legge, non possono fare parte persone disabili.
  4. 4. Legge StancaLa legge contiene inoltre alcune definizioni:a) «accessibilità»: la capacità dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari;b) «tecnologie assistive»: gli strumenti e le soluzioni tecniche, hardware e software, che permettono alla persona disabile, superando o riducendo le condizioni di svantaggio, di accedere alle informazioni e ai servizi erogati dai sistemi informatici.c) La legge italiana - oggetto di accesi dibattiti sul suo reale peso nel favorire laccessibilità del web - si pone come obiettivo quello di dare attuazione al principio di uguaglianza previsto dallart. 3 della Costituzione Italiana e quindi garantire il diritto di accesso ai servizi informatici e telematici della pubblica amministrazione e ai servizi di pubblica utilità da parte delle persone disabili. Le disposizioni della legge si applicano oltre che ai siti web, anche, secondo quanto sancito dallart.5, al materiale formativo e didattico utilizzato nelle scuole di ogni ordine e grado.
  5. 5. Concetto di accessibilitàNel web, un sito web accessibile facilita laccesso a individui con ogni tipo di software, hardware e disabilità.Requisiti base: Utilizza un codice semanticamente corretto, logico e validato dai parametri del W3C Utilizza testi chiari, fluenti e facilmente comprensibili Utilizza testo alternativo (ALT TEXT) per ogni tipo di contenuto multimediale Sfrutta titoli e link che siano sensati anche al di fuori del loro contesto (evitando, ad esempio, link su locuzioni come "clicca qui") Ha una disposizione coerente e lineare di contenuti e dinterfaccia grafica Inoltre dovrebbe essere compatibile col maggior numero di configurazioni software e hardware e usare colori standard e ad alto contrasto* fra loro. *tenendo presenti le varie tipologie di disfunzioni visive (vedi daltonia, ipovedenti, etc.) confronto Comuni: Pisa - Livorno - Firenze
  6. 6. Concetto di accessibilità – Esempio di valutazione per le case editrici LEGENDA Aderenza agli standard:  1-3 non aderenza o mancata esplicitazione  3-6 da mancata esplicitazione a aderenza al W3C dichiarata per l’XHTML  6-9 da aderenza all’XHTML a aderenza al W3C dichiarata per i CSS più sito supportato da ogni browser Accorgimenti per disabili e loro esplicitazione:  1-3 da mancati accorgimenti a mancata esplicitazione  3-6 da mancata esplicitazione a link selezionabili da tastiera  6-9 da link selezionabili da tastiera a aderenza al W3C-WAI dichiarata per i vari livelli di accessibilità
  7. 7. 2. Gerarchia/Architettura informazioniDa dove nasce il bisogno di organizzare le informazioni? Dallallarmante sovraccarico di dati che sta rendendo sempre più difficile la ricerca di informazioni: lo testimonia una ricerca condotta allUniversità di Berkeley, secondo la quale in California, ogni anno si producono informazioni per un totale che va da 1 a 2 esabyte (1018 bytes), che corrispondono a 250 Mb per ogni abitante della terra e solo sul Web vengono pubblicate 7,3 milioni di pagine nuove al giorno. "Architect" significa progettista. Ma da dove deve partire lInformation Architect nella progettazione Web? Dalla conoscenza profonda dei due attori principali: clienti e utenti. Conoscere il cliente Si tratta di definire gli obiettivi del cliente, organizzati in macro e microobiettivi, obiettivi primari e secondari, a breve e lungo termine Conoscere gli utenti Significa individuare i target del sito e analizzarne i bisogni e le aspettative attraverso focus group, interviste dirette, questionari, indagini sullambiente di lavoro. "Information" si riferisce a informazioni e contenuti. LInformation Architect si occupa di organizzare e raggruppare i contenuti, progettare le macroaree del sito e i sistemi di navigazione in modo tale che: - siano coerenti con gli obiettivi dellazienda - corrispondano alle aspettative dellutente e ai suoi modelli mentali di organizzazione e navigazione di quegli argomenti
  8. 8. Gerarchia/Architettura informazioni – Esempio di modello mentaleChe cosè un modello mentale? È il modo in cui un utente si pone rispetto ai suoi compiti e ai suoi obiettivi, è normalmente definito nellambito di un sistema di interazioni (con lambiente esterno, la società, la famiglia, la scuola, lorganizzazione, ecc.)
  9. 9. Concetto di usabilità
  10. 10. Concetto di usabilità – Definizione La storiella di Jakob Nielsen e l’usabilità dei blog Lusabilità è definita dallISO (International Organisation for Standardisation), come lefficacia, lefficienza e la soddisfazione con le quali determinati utenti raggiungono determinati obiettivi in determinati contesti. In pratica definisce il grado di facilità e soddisfazione con cui linterazione uomo-strumento si compie. Il problema dellusabilità si pone quando il modello del progettista (ovvero le idee di questi riguardo al funzionamento del prodotto, che trasferisce al design del prodotto stesso) non coincide con il modello dellutente finale (ovvero lidea che lutente concepisce del prodotto e del suo funzionamento). Il grado di usabilità si innalza proporzionalmente allavvicinamento dei due modelli (modello del progettista, e modello dellutente).
  11. 11. Concetto di usabilità – CaratteristichePrincipali caratteristiche di un sistema usabile: Efficacia: accuratezza e completezza con cui certi utenti possono raggiungere certi obiettivi in ambienti particolari. Efficienza: le risorse spese in relazione allaccuratezza e completezza degli obiettivi raggiunti. Soddisfazione: il comfort e laccettabilità del sistema di lavoro per i suoi utenti e le altre persone influenzate dal suo uso. Facilità di apprendimento: lutente deve raggiungere buone prestazioni in tempi brevi. Facilità di ricordo: lutente deve poter interagire con uninterfaccia anche dopo un periodo di lungo inutilizzo, senza essere costretto a ricominciare da zero. Sicurezza e robustezza allerrore: limpatto dellerrore deve essere inversamente proporzionale alla probabilità derrore.
  12. 12. Concetto di usabilità – User Experience Lesperienza dellutente è un concetto di natura multidimensionale che descrive la complessa reazione dellutente di fronte allinterazione con strumenti interattivi. Le dimensioni che determinano lesperienza dellutente sono 3:  dimensione pragmatica: funzionalità e usabilità del sistema  dimensione estetica/edonistica: piacevolezza estetica, emotiva e ludica del sistema  dimensione simbolica: attributi sociali, forza del Brand, identificazione Lusabilità si determina rispondendo a domande quali:  che cosa vuole o deve ottenere lutente?  qual è il retroterra culturale e tecnico dellutente?  qual è il contesto in cui opera lutente?  che cosa deve essere demandato alla macchina e che cosa invece va lasciato allutente? Es. non-usabilità: il tasto back come unica navigazione
  13. 13. Concetto di usabilità – Esempio di valutazione per le case editrici LEGENDA Aggiornamento - Link funzionanti:  1-3 da nessuno dei due punti a uno soltanto  3-6 da un punto soltanto ai due ottemperati solo in parte  6-9 dai due ottemperati solo in parte ai due ottimali verificati periodicamente ed esplicitati Guide Indici Mappe del sito:  1-3 da nessun corollario a uno solo dei tre  3-6 da uno dei tre corollari a più di uno ma poco raggiungibile / revisionato  6-9 da più di uno ai tre pienamente raggiungibili e revisionati Soluzioni digitali e telematiche funzionali e reperibili:  1-3 da nessuna soluzione digitale e/o telematica a non funzionalità e/o reperibilità della stessa  3-6 da non funzionalità e/o reperibilità delle soluzioni alla ghettizzazione delle stesse  6-9 dalla ghettizzazione delle soluzioni a una scelta appropriata dichiarata e pienamente usabile delle stesse
  14. 14. 3. Logiche di navigazione La navigazione, anche detta menu è una sezione indispensabile di ogni sito, in quanto permette di accedere ai contenuti. La navigazione principale dovrebbe essere ben visibile, leggibile e distinguibile dai contenuti, e un buon sito internet dovrebbe poter consentire di accedere da ogni pagina a tutte le altre pagine senza troppi click e soprattutto senza luso dei tasti "indietro" e "avanti" del browser. È importante ricordare allutente dove si trova, evidenziando in qualche modo la pagina o sezione corrente. Per ogni area di contenuti del sito è possibile creare eventualmente una navigazione secondaria che si aggiunge o che sostituisce la prima. Per pagine con molte sezioni interne distinguibili, come ad esempio una reference, è consigliata ladozione di una navigazione interna, cioè una sorta di tabella dei contenuti. Per siti con molti link organizzati per aree, si può pensare di disporre la navigazione nella colonna dei contenuti. Infine, i link esterni al sito dovrebbero essere facilmente distinguibili, spazialmente e a livello di look and feel, dai link interni.
  15. 15. Siti web per la vendita Suggerimento subliminale Le immagini, i simboli ed i colori possono portare ad una maggiore e inconscia predisposizione verso alcune azioni (es. la propensione allacquisto): bisogna scegliere bene questi elementi affinché siano in linea con il servizio/prodotto e con lesperienza e la sensazione che si vuole comunicare. Prevenire la paralisi da scelta Scegliere è impegnativo e a volte può portare alla rinuncia o al rinvio, per questo bisogna evitare di creare nel visitatore il dubbio su quale prodotto/servizio è giusto per lui. Il suggerimento invita ad evidenziare e proporre agli utenti la soluzione più adatta, invece di metterle tutte sullo stesso piano. Mostrare il prodotto Esattamente come per i negozi fisici bisogna permettere al possibile cliente di vedere e analizzare il prodotto al quale è interessato: questo è fattibile anche online e per beni immateriali (es. software), purtroppo però molti non lo fanno oppure mostrano il tutto in maniera molto limitata. Una parte del giudizio e della scelta si basa sullaspetto in quanto parziale indicatore di qualità, di cura e di facilità duso: permetti ai visitatori di vedere nel dettaglio il tuo prodotto. Permetti alla gente di provare Nei casi dove questo è possibile (es. software o servizi) permetti alle persone di utilizzare una versione dimostrativa o un account di prova. Oltre a toccare con mano la qualità del prodotto stai offrendo loro un po di know-how che difficilmente vorranno considerare sprecato. Questo è un modello che funziona e ci sono molte case history sul web: non lasciar immaginare lesperienza, ma permetti di viverla in prima persona con alcune limitazioni. Lappetito vien mangiando! AIDA (Attenzione, Interesse, Desiderio, Azione) Questo modello ipotizza una serie di eventi che, in sequenza, possono portare ad una vendita. Prima bisogna catturare lattenzione della persona, poi generare un interesse mostrando e spiegando come il prodotto può aiutarla. Ora bisogna creare un desiderio, ad esempio riportando un caso reale in cui qualcuno ha ottenuto benefici tangibili (i benefici fanno vendere, non le funzionalità). Infine invitare la persona allazione di acquisto tramite una procedura semplice.
  16. 16. Siti web per la vendita Focalizzare lattenzione Creare un processo semplice che guidi lutente verso lazione, senza che ci si debba chiedere cosa fare. Bisogna quindi dar rilievo agli elementi importanti tramite appositi orpelli grafici e ancora impostare i menu o i link in maniera logica e sequenziale, così da riprodurre un flusso, un percorso. Fornire sempre lazione successiva Quando un visitatore è pronto per comprare non deve cercare il pulsante per farlo. Il pulsante deve già essere lì. E deve esserci solo dove serve. Ecco perché è importante che ogni pagina non sia un vicolo chiuso e che alla fine di unazione (es. lettura di un testo o compilazione di un modulo) ci sia sempre un invito a scegliere la strada da seguire. La regola di Gutenberg Il diagramma di Gutenberg descrive il concetto della "gravità della lettura". Con una croce sulla pagina la si divide in quattro riquadri uguali: seguendo la lettura occidentale (sinistra- destra, su-giù) si capisce che il primo riquadro in alto a sinistra ottiene sempre la massima attenzione che poi forzatamente finisce sul riquadro in basso a destra. Di conseguenza è bene posizionare i contenuti nei primi riquadri, a seconda dellimportanza, mentre il richiamo allazione in questultimo riguadro. www.dblog.it
  17. 17. Diagramma di Gutenberg
  18. 18. Motori di ricerca e indicizzazione1. Cos’è e come funziona un motore di ricerca2. Come si fa a indicizzare un sito
  19. 19. 1. Cos’è un motore di ricerca Un motore di ricerca (in inglese search engine) è un sistema automatico che analizza un insieme di dati, spesso da lui stesso raccolti tramite programmi detti spider o crawler o robot, e restituisce un indice dei contenuti disponibili classificandoli in base ad algoritmi (formule statistico- matematiche) che ne indichino il grado di rilevanza data una determinata chiave di ricerca. Uno dei campi in cui i motori di ricerca trovano maggiore utilizzo è quello dellInformation Retrieval e nel web. Esistono numerosi motori di ricerca attivi sul Web. Il più utilizzato, su scala mondiale (con un indice che supera gli 8 miliardi di pagine), è Google; molto usati anche Live e Bing (della Microsoft), Yahoo! , Ask. Da segnalare il tentativo di creare il primo motore di ricerca europeo, Quaero concorrente di Google con una iniziativa franco-germanica. Il progetto, stimato attorno ai 400 milioni di dollari, è stato abbandonato dopo pochi mesi per la rinuncia da parte della compagnia tedesca.
  20. 20. Cos’è un motore di ricercaMotori di ricerca più utilizzati Google (www.google.com), oltre a essere di gran lunga il più usato direttamente, è anche quello con il maggior numero di siti che ne utilizzano il database, anche a causa del programma di sponsorizzazione "AdSense per la ricerca" che appartiene al più vasto programma AdSense. Yahoo! (www.yahoo.it). Windows Live Search (www.live.com) (Live Search è il motore creato dalla Microsoft ed usato da Microsoft Network, meglio noto come MSN). Ixquick (http://ixquick.com/ita/) (Ixquick è lunico motore di ricerca al mondo a garantire la privacy, poiché non conserva né registra gli ip di chi effettua ricerche). Ask.com (www.ask.com), usato dalla versione italiana di Excite per un rapporto di partnership. FileByType è una raccolta di moduli di ricerca basati sulle categorie. www.searchswitzerland.ch Motore di ricerca per la Svizzera Spenki (www.spenki.it) Motore di ricerca italiano
  21. 21. Come funziona un motore di ricerca
  22. 22. Come funziona un motore di ricercaLe fasi di ricerca SE:Il lavoro dei motori di ricerca si divide principalmente in tre fasi: analisi del campo dazione (tramite luso di crawler appositi); catalogazione del materiale ottenuto; risposta alle richieste dellutente;Le query di ricerca utente - alcuni operatori booleani: NOT – negazione logica (x, ~, ¬, !) AND – congiunzione logica (&&, *, ^, BUT + NOT) OR – disgiunzione logica (+, OR, v, ||)Es.: "Ganimede AND satellite NOT coppiere" per cercare info su Ganimede inteso come pianeta e non come figura mitologica.
  23. 23. 2. Come si fa a indicizzare un sito - ottimizzazione delle pagine web - Gli Spider analizzano sia il contenuto del sito sia quelle parti del codice HTML chiamate meta informazioni: invisibili allutente ma non ai motori di ricerca. Per raggiungere il tuo scopo devi usare i META TAG, cioè dei TAG HTML speciali che vengono inseriti tra i marcatori <head> e </head>. I meta tag non sono comunque da tempo la principale soluzione per indicizzare un proprio sito sui motori. Le metainformazioni -meta tag- vanno inserite in ciascuna pagina del sito: - parole chiave - descrizione della pagina - lingua usata Altri tag importanti: - titolo - firma - Alt Text
  24. 24. Come si fa a indicizzare un sito – senza keywordsAlcuni motori di ricerca non considerano il meta tag keywords. Usano invece: Testi significativi (title, h1, img alt) Testi allinizio più importanti che testi alla fine Frequenza della parola nel testo Analisi lessicale Allinterno del TITLE e dell’ALT text si considerano circa i primi 70 caratteri.Un sito linkato raggiunge posizioni maggiori di un sito isolato: contano sia link in ingresso negli altri siti sia link interni al sito stesso (v. PageRank di Google)Un sito aggiornato più di frequente viene favorito su un sito statico e stantio.Non tentare di "spammare" il motore di ricerca usando keywords uguali e ripetute tante volte.Nessun motore di ricerca è ancora in grado di interpretare in modo soddisfacente e pari al contenuto testuale: Le animazioni Flash In generale il contenuto dei plug-in Le parole rappresentate in grafica (titoli in GIF e JPEG...) In genere tutto ciò che non è HTML puroNon tutti i motori di ricerca indicizzano tutte le pagine interne. Alcuni motori si fermano a un certo livello di profondità. Dunque posiziona le keyword principali nelle pagine più in vista.
  25. 25. Come si fa a indicizzare un sito – a pagamento o dal motore di ricerca Da tempo quasi tutti i principali motori di ricerca e portali hanno introdotto delle formule per offrire un servizio migliore a chi è disposto a pagare alcune somme di denaro. In alcuni casi si garantisce un miglior posizionamento, in altri si favorisce una frequenza di aggiornamento delle pagine più efficiente (vedi adwords.google.com) I tempi di indicizzazione di un sito internet possono variare da poche settimane ai tre mesi. Nel caso si utilizzi il servizio pay per inclusion lindicizzazione avviene dopo pochi giorni, versando una somma per ogni pagina che si intende far indicizzare. Con questo metodo linserimento della pagina è garantito. Quando il motore di ricerca termina la lunga operazione di scansione dei siti già presenti in archivio comincia a scansionare tutti i siti proposti dai webmaster tramite il servizio add url (segnala un sito) che si trova in tutti i motori di ricerca.
  26. 26. Grazie dell’attenzione Chiara Tuoni

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