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Chiara Tuoni
•Internet revolution•Interactive media•“Extreme” marketing•Interaction design
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vedi iPad: “Apple                                                                          sold more than 15             ...
la Repubblica.it - Cronaca, 08 febbraio 2012IL CASO | Il marchio tatuato sul corpo in cambio dello scontoLultima frontiera...
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•Come nasce un marchio•Il potere e la genesi del logo•Restyling del logo•Il brand: naming e packaging
La marca, un misto di immaginario e realtà, parole banali ed evocative.Un nome che deve fare i conti con:• i suoi signific...
da “Il Sole 24 Ore” - Storia dei Marchi da “Il Sole 24 Ore” - Grandi marchi italiani
Questa è soloun’interpretazione…ma pensiamo aicolori scelti, alleforme (chiuse oaperte, spigolose orotonde), al logotipoch...
Spot Fiat 500 con restyling finale logo   Bob Noorda designer olandese
Evocativi: da dove vengono, per cosa sono fatti (prodotti)       Mulino Bianco                                            ...
Che cos’è il packaging?• “Nel prodotto tutto quanto non è prodotto”• “Venditore silenzioso”(Packard)Nel Marketing Mix (4 P...
“La definizione stessa di impresa del settore moda si è modificatasostanzialmente nel corso degli ultimi anni. In passato,...
I campi:•Progettazione (PM)•Comunicazione visiva•Alcune regole
Cosa ci ricorda questo               diagramma di Venn?               In Project Management               (PM) è il triang...
• Grafica  progettazione e realizzazione  di prodotti di Comunicazione visivaComprende settori specifici, di cui:• il gra...
• KISS principle - acronimo per “Keep It Simple, Stupid!”• Rasoio di Occam - tra le diverse spiegazioni di un fenomeno nat...
Le “6 C”:1.Coerenza2.Contesto3.Concept4.Content5.Carattere6.Colore
Ma anche un manifesto, un report, una presentazione, un elaborato…   Perché? Perché devo farlo io?• la comunicazione è il ...
Coerenza > lat. “essere unito insieme”, è una regolatrasversale nella costruzione del volantino, perché varispettata anche...
Cosa va “tessuto insieme” al volantino?• lo storico della comunicazione aziendale: anche quando si comunica  il cambiament...
È la regola più difficile, quella dell’idea originale e della visionaziendale. Prima di affrontarla è utile porsi delle do...
Non è detto che l’idea possa venire dall’elucubrazione, può venire anchedall’ispirazione, ma è un’idea giusta solo se otte...
• Il contenuto – il testo – dev’essere pronto prima della grafica,  in modo che possa essere limato fino all’essenzialità....
• Nel content si può prevedere la creazione o l’uso di slogan / pay off,  sempre che non risultino posticci, che siano par...
• Il carattere – o font – usato dev’essere coerente con il contenuto e con  il messaggio espresso: non posso usare Comic S...
•    Il colore è l’ultima cosa che va pensata, a meno che non si prendano le mosse da     un’immagine specifica, o non si ...
• I nativi digitali e il mito del multitasking - mostra DA ZERO  A CENTO (Triennale di Milano, 21 febbraio_1 aprile 2012) ...
Comunicazione e immagine - la Grafica
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Comunicazione e immagine - la Grafica

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What do images mean? And, above all, how, practically, can we use them? Here’s an interactive lecture, with many useful links and references, on how to deal with images in communication, organised in four sections.
First, a smart, original and critical overview of image use nowadays, in the www era and with foresights on the most advanced trends.
Second, the heart of visual communication: brands. What’s behind a brand? How is it drawn and named? How does it work?
Third, graphic design from a project management point of view, in the context of visual communication, with some rules to make no mistake when dealing with a graphic composition.
Last but not least, to put theory into practice, 6 key practical rules to create a smart leaflet, a work all of us may experience!

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Comunicazione e immagine - la Grafica

  1. 1. Chiara Tuoni
  2. 2. •Internet revolution•Interactive media•“Extreme” marketing•Interaction design
  3. 3. Egitto - foto Eduardo Castaldo † Mina DanielEgitto – foto/film Eduardo Castaldo Interessante il rapporto tra tipo di banda / censura web / diffusione connessioni e social e Paesi della “primavera araba”  vedi digital divide e wireless mesh networking
  4. 4. vedi iPad: “Apple sold more than 15 million iPads over the course of its first nine months, generating $9.5 billion in revenue and capturing more than 90% market share in the tablet computer segment”. “[…]non esiste un mercato dei tablet, ma solo dell’iPad”!il Fatto Quotidiano - Terza pagina, 15 novembre 2011Arriva il web-documentario, l’ultima frontiera del video su Internet“Da Le Monde a El Pais fino al Nyt, tutti i maggiori portali stanno sperimentando con successo questi prodotti che integrano linchiesta video con testi scritti e fotografie invitando il lettore a costruire percorsi nuovi e interattivi. Il genere sta muovendo i primi passi anche in Italia”… chi si ricorda il librogame?
  5. 5. la Repubblica.it - Cronaca, 08 febbraio 2012IL CASO | Il marchio tatuato sul corpo in cambio dello scontoLultima frontiera del marketing di una firma per giovani. Il corpo umano per gli spotsembra quasi un rito tribale che serve a una identificazione. Il simbolo può esserestampato ovunque, piccolo o grande. Ma deve essere soltanto uno. Liberiamoci dai nostri pregiudizi… ma, tolti quelli, di cosa parla questa pubblicità?
  6. 6. • Productivity Future Vision (2011) - Microsoft • The Social Web of Things (2011) - Ericsson • BlackBerry Enterprising Minds: Exceptional Customer Service (2011) - BlackBerry • The Future by Airbus (2011) - Airbus È questo il nostro futuro?Bret Victor A Brief Rant On The Future Of Interaction Designtradotto in italiano da Riccardo Mori Breve sfogo sul Futuro del Design dell’Interazione Video e approfondimenti da www.nuovoeutile.it
  7. 7. •Come nasce un marchio•Il potere e la genesi del logo•Restyling del logo•Il brand: naming e packaging
  8. 8. La marca, un misto di immaginario e realtà, parole banali ed evocative.Un nome che deve fare i conti con:• i suoi significati nelle diverse lingue  v. Ritmo, Jetta, Dedra, iPad• lesistenza di locuzioni simili• il rapporto con quello di prodotti dello stesso genere  v. Gingo/Panda• essere facile da memorizzare e pronunciare  v. Kentucky Fried Chicken/KFC• conquistare i consumatoriIl nome sarà uno dei fattori decisivi per la sopravvivenza di un marchionella giungla del mercato, decretandone il successo o il fallimento.Crearlo richiede lunghi e numerosi confronti fra account e creatividelle agenzie pubblicitarie e lazienda committente  v. BlackBerryLiberamente riadattato da “Il Sole 24 Ore”- Come nasce un marchio tra giochi di parole e di mercato
  9. 9. da “Il Sole 24 Ore” - Storia dei Marchi da “Il Sole 24 Ore” - Grandi marchi italiani
  10. 10. Questa è soloun’interpretazione…ma pensiamo aicolori scelti, alleforme (chiuse oaperte, spigolose orotonde), al logotipoche da solo basta aevocare impressioni,sensazioni, pulsioni v. neuromarketing
  11. 11. Spot Fiat 500 con restyling finale logo Bob Noorda designer olandese
  12. 12. Evocativi: da dove vengono, per cosa sono fatti (prodotti) Mulino Bianco Timberland IntimissimiFantastici: cosa trovo e come sono (prodotti in negozio) Calzedonia SchweppesOnomatopeici: “come fanno/suonano se…” (prodotti) Swiffer KitKat KinderTarget: a chi si rivolgono, come diventi se li usi (prodotti) VenusInventati: nuovi mondi, nuovi modi di dire, fun (azione) Google SwatchNumerici: rischiosissimi, devono essere unici! (prodotti) n. 5?... v. generatori automatici di brand: www.netsubstance.com - http://wordoid.com
  13. 13. Che cos’è il packaging?• “Nel prodotto tutto quanto non è prodotto”• “Venditore silenzioso”(Packard)Nel Marketing Mix (4 P) investe:• Product  la veste del prodotto• Promotion  forma di comunicazione verbale (label) e non verbale (pack)Prof Cristina Ziliani - Facoltà di Economia Università di Parma Corso di Marketing Operativo “Il Packaging”archivi foto packaging: www.packagingoftheworld.com - www.packagingdesignarchive.org
  14. 14. “La definizione stessa di impresa del settore moda si è modificatasostanzialmente nel corso degli ultimi anni. In passato, con questotermine, si faceva riferimento a realtà che principalmente creavano eproducevano beni di tendenza di alta fascia, rappresentati essenzialmenteda capi di abbigliamento. Ad oggi, invece, tali imprese realizzano un’ampiagamma di prodotti (profumi, home furnishing, occhiali, penne, accessori,borse, valige, talvolta anche development immobiliari) sotto un unicobrand e ispirati ad una filosofia comune. L’output non è tanto il manufattotangibile, quanto ciò che esso rappresenta sul piano emozionale. Il benetende a derogare parte della sua funzionalità per assurgere a contenitoredi un sistema di valori (potremmo utilizzare l’espressione life experience)associato ad un certo brand”.Prof Marco Fazzini - Facoltà di Economia Università degli Studi di Napoli “Parthenope”Simone Terzani - Ricercatore di Economia Università degli Studi di Perugia“Una proposta di balanced scorecard nelle imprese del sistema moda” (cerca così sul web)Elisabetta Baldini Brand Consultant Director Inarea
  15. 15. I campi:•Progettazione (PM)•Comunicazione visiva•Alcune regole
  16. 16. Cosa ci ricorda questo diagramma di Venn? In Project Management (PM) è il triangolo dei vincoli di progetto (tempi - costi - qualità) nella Gestione di Progetto, o i vincoli di prodotto se siamo nella Gestione di ProdottoColin Harman
  17. 17. • Grafica  progettazione e realizzazione di prodotti di Comunicazione visivaComprende settori specifici, di cui:• il graphic design (progettazione grafica) che oggi si assimila alla categoria di grafica• la grafica darte, orientata alla riproduzione di opere artistiche in limitata quantità
  18. 18. • KISS principle - acronimo per “Keep It Simple, Stupid!”• Rasoio di Occam - tra le diverse spiegazioni di un fenomeno naturale si preferisce quella che non moltiplica enti inutili• Chartjunk - “Grafico/diagramma-cianfrusaglia” indica gli elementi visuali che non risultano necessari alla comprensione o addirittura distraggono dall’informazione del grafico• Regola dei Terzi > Rapporto aureo: la composizione si estende secondo linee che suddividono il foglio in 2/3 e 1/3 (principalmente x verticalità)• Diagramma di Gutenberg: le informazioni seguono gli assi di orientamento del nostro sguardo, soffermandosi sulle aree ottiche forti• “Regola di Arlecchino”: quali sono i colori del costume di Arlecchino? Riusciamo a ricordarli facilmente?• “Regola dei dispari”: una composizione è meno statica se i suoi componenti sono dispari anziché pari• …
  19. 19. Le “6 C”:1.Coerenza2.Contesto3.Concept4.Content5.Carattere6.Colore
  20. 20. Ma anche un manifesto, un report, una presentazione, un elaborato… Perché? Perché devo farlo io?• la comunicazione è il primo comparto/settore che “salta” con la crisi,si preferisce investire in comunicazione in tempi di vacche grasse• in Italia la maggior parte delle aziende sono PMI (99,9%, di cui il 95%con meno di 10 unità - Confcommercio Venezia 2009) e non hanno néla cultura né le risorse per riconoscere alla com. un suo ruolo specifico• nel caso in cui l’azienda riconosca il valore della comunicazionedobbiamo essere in grado di trasmettere la nostra vision all’agenziao al grafico incaricato di realizzarla• perché in un momento in cui la disoccupazione giovanile è alle stelle(31% under 25|~ 20% under 30|meno di una donna su due lavora) fala differenza il modo in cui ci si presenta o si padroneggia una tecnica.
  21. 21. Coerenza > lat. “essere unito insieme”, è una regolatrasversale nella costruzione del volantino, perché varispettata anche nelle altre “C”.In particolare, la coerenza comprende  v. regole Grafica:• Chiarezza - il messaggio deve arrivare da ogni cosa• Utilità - tutto dev’essere funzionale al messaggio• Spazio - la composizione dev’essere armonica, ben strutturata, soprattutto se il messaggio è “di rottura”• Consequenzialità - colori, forme, ortografia, font…
  22. 22. Cosa va “tessuto insieme” al volantino?• lo storico della comunicazione aziendale: anche quando si comunica il cambiamento ci deve essere sempre un elemento di continuità/ di riconoscimento  “stato dell’arte” (archivio comunicazione)• la funzione specifica di quel volantino/elaborato: un report di crisis management non può essere realizzato come l’invito a una festa aziendale; la comunicazione di una cattiva notizia non può sembrare il promo di un nuovo prodotto  target• il committente/azienda del volantino deve emergere in tutta la sua unicità - pregi e difetti - anche per poterla riorientare: per fare un volantino è necessario conoscersi/conoscere chi siamo e chi vogliamo diventare, e ogni volta ridiscuterlo daccapo, riaddattandolo ai nuovi obiettivi aziendali  credibilità• il senso d’attualità in cui si opera, con un occhio al momento storico- politico ma anche al mercato e ai competitor diretti e indiretti, compresa la loro comunicazione. Ciò non significa esplicitarlo nel volantino, se non è questo il messaggio  aggiornamento
  23. 23. È la regola più difficile, quella dell’idea originale e della visionaziendale. Prima di affrontarla è utile porsi delle domande:- Qual è il messaggio che vogliamo dare?- Come vogliamo darlo?Nello studio del concept è fondamentale prendere un foglio ebuttare giù le prime idee.Se in azienda c’è la cultura e la possibilità per farlo, questo è ilmomento del brainstorming, a partire dalla contestualizzazionedel nostro lavoro. Altrimenti è necessario porre le domande alproprio datore di lavoro/committente/responsabile.Non sempre saranno in grado di rispondere, ma possono fornirespunti interessanti sulle proprie aspettative, che ci saranno utilinell’elaborare il progetto.
  24. 24. Non è detto che l’idea possa venire dall’elucubrazione, può venire anchedall’ispirazione, ma è un’idea giusta solo se ottempera alle premesse diCoerenza e di Contesto. L’ispirazione può giungere guardandosi intorno,“staccando” dal proprio lavoro, facendo altro, e aspettando la sinapsi… Come si formano le buone idee? - di Steven JohnsonNon ci s’innamora delle proprie idee, si possono però mettere alla prova,“stressare”, per giudicare obiettivamente se rispondono alle regole.E ancora, si possono comparare, provare a contrastare, persino imitare,l’importante è aggiungervi sempre un elemento di novità, una differenzarispetto a ciò che si copia.Una volta chiaro il percorso di contestualizzazione e la coerenza d’insieme,si possono cambiare le regole, tenendo ferma la tecnica.Nuovo e Utile: Rifare, ricombinare, riciclare è originale? - Creare è un po’ imitare
  25. 25. • Il contenuto – il testo – dev’essere pronto prima della grafica, in modo che possa essere limato fino all’essenzialità. Già in fase di progettazione sarà probabilmente riadattato per esigenze grafiche di spazio/coerenza, bisogna quindi che sia chiaro, semplice ed efficace.• È bene che il testo non prevalga sulla grafica, per evitare l’“effetto ciclostile”. In ogni caso, anche se il volantino è solo testo, è importante bilanciare testo e spazio. Lo spazio è l’evidenziatore naturale del testo. Lo spazio vuoto è elemento grafico a tutti gli effetti, e va previsto e calcolato come il testo.• Per testo s’intendono, ovviamente, anche le info che vanno ricontrollate più volte e “lucida-mente”. Inserirle alla fine può causare la rivisitazione dell’intero impianto grafico e/o refusi dovuti alla fretta.
  26. 26. • Nel content si può prevedere la creazione o l’uso di slogan / pay off, sempre che non risultino posticci, che siano parte dell’insieme e del Contesto.• La Coerenza ortografica nel content assume un significato importante, investendo il marketing: gli errori nel testo, infatti, fanno perdere credibilità al prodotto e, di conseguenza, all’azienda. Nel caso di un testo breve e d’impatto, come dev’essere il volantino, l’errore può determinare il disinteresse totale, può portare a deriderlo e, in ultima analisi, anche a cestinarlo. Vi è mai capitato?• La revisione del testo non si fa con i revisori automatici, e nemmeno a monitor, perché la lettura al computer è naturalmente veloce e quindi disattenta. Una vera revisione si fa stampando il file, rileggendolo attentamente e chiedendo conferma / facendo verifiche su tutto ciò di cui non si è sicuri al 100%.Giulia Zoli, Internazionale: Questione di credibilità - la sua rubrica settimanale Le correzioni
  27. 27. • Il carattere – o font – usato dev’essere coerente con il contenuto e con il messaggio espresso: non posso usare Comic Sans per comunicare una cattiva notizia, e nemmeno un Times New Roman per un prodotto innovativo.• Sul font ci vorrebbe una lezione apposta. Bisognerebbe tracciarne la storia da Gutenberg ad Aldo Manuzio fino alla Scuola tipografica olandese. Qui possiamo solo individuarne due prime grandi famiglie - i Serif e i Sans Serif - e iniziare a usarle consapevolmente, imparando a riconoscerne le caratteristiche.• Del font va approfondita l’impressione, la sensazione che dà, cercando quella che più si confà al nostro messaggio. v. archivi di font online: Fonts in use con tanti font usati nei prodotti di consumo v. siti di font gratuiti: controllare sempre se comprensivi di maiusc, caratteri accentati…
  28. 28. • Il colore è l’ultima cosa che va pensata, a meno che non si prendano le mosse da un’immagine specifica, o non si sappia con certezza il colore scelto per il prodotto da promuovere. Spesso l’unica cosa veramente certa da cui partire è il logo: dal logo si studia il colore, perché non può esserci incoerenza cromatica tra logo e composizione.• Online si trovano molti siti per lo studio del colore: - combinazioni di colori, palette cromatiche, pattern, texture, foto per colore e tendenze - generatori scientifici di colori a partire dallo spettro cromatico• È importante sapere che i colori si possono “estrarre” dai programmi di elaborazione grafica con lo strumento contagocce; che online esistono numerosi tools o estensioni per il riconoscimento del colore direttamente dalla pagina web; e che ogni colore è associato a un codice/nome/numero identificativo differente - ma convertibile - per il web, nei programmi di grafica, per la stampa.• Non dimentichiamoci che anche per il colore conta la sensazione e l’emozione che se ne trae, seppure vi siano numerosi studi in materia a iniziare da Goethe, unitamente al messaggio generale e all’armonia della composizione.Si ringrazia Annamaria Testa creativa, comunicatrice e docente per aver selezionato epostato sul suo sito nuovo e utile la maggior parte di questi link, aggiornati costantemente
  29. 29. • I nativi digitali e il mito del multitasking - mostra DA ZERO A CENTO (Triennale di Milano, 21 febbraio_1 aprile 2012) Chiara Tuoni www.ivasicomunicanti.net ivasicomunicanti@gmail.com

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