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  1. 1. Dopo la diagnosi: abilitare, riabilitare, compensare La dislessia nella scuola secondaria Corso di formazione per insegnanti I.Magistrale e I.T.G. Mantova, 3 Marzo 2008 Laura Bertezzolo Logopedista Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza - Az. Ospedaliera “C.Poma” di Mantova
  2. 2. DSA: percorsi e strumenti Nella relazione si analizzeranno i percorsi riabilitativi nei DSA. Metteremo in risalto i principi metodologici utili nel delineare questi percorsi.
  3. 3. All’interno del nostro Servizio, nella pratica clinica, incontriamo bambini e ragazzi con DSA. Nonostante la stessa definizione diagnostica, si rilevano: • variabilità del profilo inter-individuale • variabilità del profilo intra-individuale ( cambia l’espressività del disturbo in funzione dell’età ) segue
  4. 4. …… L’équipe clinica, dopo aver posto la diagnosi nosografica, deve tenere conto di questa variabilità per individuare il tipo di presa in carico e gli idonei percorsi terapeutici. È comunque opportuna una “presa in carico”, cioè “un processo integrato e continuativo per garantire il governo coordinato degli interventi utili a ridurre il disturbo, favorire l’inserimento scolastico, sociale e lavorativo” (I° Conferenza Nazionale delle politiche dell’Handicap – 1999-Roma)
  5. 5. Il “lessico” della presa in carico dalle Linee Guida sulla Riabilitazione del Ministero della Sanità 1998 Riabilitazione: processo di soluzione dei problemi e di educazione nel corso del quale si porta una persona a raggiungere il migliore livello di vita sul piano fisico, funzionale, sociale ed emozionale, con la minor restrizione possibile delle scelte operative.
  6. 6. Intervento: azioni e modalità integrate e coordinate utili ad affrontare il disturbo e a modificarne la prognosi. Trattamento: l’insieme delle azioni dirette ad aumentare l’efficienza di un processo alterato. È gestito da un professionista sanitario, ha caratteristiche di specificità sia per gli obiettivi a cui si indirizza sia per le caratteristiche metodologiche e di erogazione.
  7. 7. Abilitazione: insieme degli interventi volti a favorire l’acquisizione ed il normale sviluppo e potenziamento di una funzione. Riferita ai disturbi di apprendimento può essere intesa sia come interventi clinici che pedagogici. Strumenti compensativi: strumenti che tendono a ristabilire un equilibrio funzionale
  8. 8. I criteri per la presa in carico e l’avvio di un progetto riabilitativo devono considerare: • L’età del soggetto / la gravità del disturbo specifico •La comorbilità, cioè la contemporanea o concomitante presenza di più disturbi in assenza di una relazione di tipo causale. Sia altri disturbi specifici ( disortografia, discalculia,…) sia altre patologie ( disturbo della coordinazione motoria, ADHD, psicopatologia,…) • grado di impairment, cioè l’impatto che il disturbo ha sull’andamento del soggetto nel contesto scolastico e sulle attività quotidiane
  9. 9. Nel progetto riabilitativo si definiscono gli interventi necessari ad affrontare il disturbo ed a modificare in senso positivo la prognosi Nel caso del DSA fra gli interventi possibili c’è quello riabilitativo e, spesso, si tratta di un intervento logopedico
  10. 10. Il progetto riabilitativo • Definisce: le aree e le modalità dell’intervento (trattamento diretto, indiretto attraverso la famiglia, la scuola, il doposcuola/tutor,…) • Individua: - obiettivi generali del trattamento ( abilitare una funzione, aumentare l’efficienza di una funzione, compensare una funzione deficitaria) - obiettivi specifici del trattamento ( es. aumentare la velocità di lettura, diminuire il numero degli errori ortografici)
  11. 11. PROGETTO RIABILITATIVO INTERVENTO AMBULATORIALE INTERVENTO IN FAMIGLIA Trattamento Ad es. training al tachistoscopio per aumentare velocità di lettura Trattamento Ad es. training visuo-percettivo Per migliorare discriminazione b / d Ad es. aumentare il numero di letture effettuate dal genitore ed ascoltate dal ragazzo Ad es. adozione di una strategia di studio efficace
  12. 12. È una questione solo lessicale? NO Non si deve confondere il metodo di trattamento con la metodologia dell’intervento. Il DSA è un disturbo complesso in cui la scelta di un trattamento ( X Y ) non è da sola condizione di garanzia per il raggiungimento del risultato complessivo
  13. 13. Caratteristiche del trattamento - Basato su un modello teorico esplicito - Basato su evidenze scientifiche che dimostrino l’efficacia - Il miglioramento dato dal trattamento deve essere maggiore alla evoluzione naturale - Precoce - Basato sul profilo funzionale emerso dalla valutazione del soggetto - Va monitorato, va verificato l’outcome
  14. 14. I principi su cui fondare le scelte riabilitative: interventi e trattamenti - Le Linee Guide sulla Riabilitazione del Ministero della Sanità del 1998: principi generali - Linee Guida della Consensus Conference del 2006: indicazioni specifiche per il DSA
  15. 15. Consensus conference Raccomandazioni per la pratica clinica definite con il metodo della consensus conference Milano, 26-1-2007 (Pag. 19) Abilitazione L’abilitazione è l’insieme degli interventi volti a favorire l’acquisizione ed il normale sviluppo e potenziamento di una funzione. Riferita ai disturbi di apprendimento (difficoltà di lettura, scrittura e calcolo) può essere intesa sia come un insieme di interventi di carattere clinico che pedagogico in senso lato.
  16. 16. Consensus conference Raccomandazioni per la pratica clinica definite con il metodo della consensus conference Milano, 26-1-2007 ( pag.22) Strumenti compensativi Fanno parte dell’abilitazione. Sulla base della diagnosi, della presa in carico e del progetto riabilitativo si decideranno quando e come usare gli strumenti compensativi
  17. 17. Scopi dell’intervento Dipendono da qual è il problema considerato e da come lo si vuole affrontare 1) Eliminare il problema soggiacente per portare il ragazzo al normale apprendimento Scopo spesso poco realistico perché il disturbo non è rimediabile
  18. 18. Scopi dell’intervento (segue) 2) Modificare il disordine, migliorando specifici aspetti della funzione e insegnando specifici comportamenti. La funzione diventa più efficiente
  19. 19. Scopi dell’intervento (segue) 3) Insegnare strategie di compenso Dotare di strumenti che permettano di funzionare meglio nonostante il deficit
  20. 20. Scopi dell’intervento (segue) 4) Cambiare o modificare l’ambiente, che diventa il focus dell’intervento stesso. Si ottimizzano le potenzialità di utilizzo. Spesso questo scopo si combina con uno o più degli altri tre.
  21. 21. DIDATTICA ABILITAZIONE sinergia ma distinzione Obiettivi diversi Raggiungere gli obiettivi Aumentare l’efficienza dei curricolari possibili adottando processi di lettura e delle le opportune strategie funzioni cognitive correlate, didattiche e adottando finalizzandole al miglior uso strumenti compensativi comunicativo e sociale Contesti diversi in classe individuale o piccolo gruppo
  22. 22. La scelta dei contenuti dell’intervento L’intervento e il/i trattamenti tengono conto del profilo emerso dalla valutazione diagnostica (soprattutto di quella funzionale) Il profilo ci dice quali sono i punti di forza e di debolezza per: FUNZIONI IMPLICATE: - Lettura: velocità, correttezza, comprensione - Scrittura: ortografia, grafia - Calcolo: sistema del numero, calcolo segue
  23. 23. …… ABILITA’ SOTTOCOMPONENTI E CORRELATE - Linguistiche - Percettive - Prassiche - Visuo-motorie - Mnestiche - Attentive segue
  24. 24. …… FATTORI AMBIENTALI, EMOTIVI E RELAZIONALI - La Scuola - La Famiglia - I Coetanei
  25. 25. E la motivazione? La voglia di imparare e la curiosità si riducono precocemente di fronte alle difficoltà e alla fatica nell’apprendere la lettura. Si crea molto presto uno sfasamento tra le potenzialità del soggetto/piacere funzionale/fatica e tempi lunghi nell’acquisire e mantenere la strumentalità necessaria.
  26. 26. Più della metà dei soggetti con DSA sviluppa un problema emotivo. Per molti di essi è chiaramente di tipo reattivo, si manifesta solo rispetto alle richieste scolastiche e si riduce spontaneamente al ridursi del DSA ( Penge 2006 )
  27. 27. Considerando che, come già definito, il disturbo specifico di apprendimento ha a che vedere con le cose che acquisiamo in maniera esplicita nel contesto scolastico: leggere, scrivere eseguire calcoli, ecc., paradossalmente si deve considerare che la dislessia è una “malattia scolastica” (E. Adorno- Dirigente Scolastico della Regione Veneto) Ma …..per affrontarla è necessario agire in modo sinergico SCUOLA SANITA’ FAMIGLIA
  28. 28. Scuola L’insegnante può essere la prima persona che si accorge del problema, per la discrepanza tra potenzialità intellettive adeguate e notevoli difficoltà nella letto-scrittura L’insegnante indirizza i genitori ad un corretto iter diagnostico • adattare opportune strategie didattiche • valorizzare le capacità integre • armonizzare il lavoro didattico con quello riabilitativo • una competenza deficitaria deve essere comunque finalizzata al suo massimo uso sociale • evitare che un problema settoriale influisca negativamente sugli altri apprendimenti, sulla motivazione e sull’autostima
  29. 29. Il ragazzo che fatica ad imparare non è un ragazzo che non vuole: è un ragazzo che non può La Didattica deve modificarsi di fronte ad un ragazzo che non può Come la Didattica si deve modificare è una sfida che coinvolge e richiede lo sforzo comune di scuola, famiglia e sanità Nell’ambiente educativo non è giusto dare a tutti la stessa cosa, ma dare ad ognuno ciò di cui ha bisogno
  30. 30. La dislessia evolutiva dopo la scuola primaria: perché tanti problemi? L’evoluzione del ragazzo con dislessia sembra paradossale: la lettura migliora ma i problemi scolastici aumentano: -perché con il procedere della scolarizzazione la lettura è sempre più importante per fissare i contenuti delle varie discipline -Perché le modalità di verifica adattate dalla scuola implicano maggiormente la lettura
  31. 31. Dislessia “compensata” (caratteristiche neuropsicologiche) -E’ in grado di leggere con discreta fluenza (> 2,5 sill/sec) che permette, pur con fatica, la comprensione autonoma - legge stimoli significativi senza commettere errori ( compenso lessicale) - gli errori compaiono negli stimoli a bassa frequenza (non parole, lessici specialistici, ecc.) -Permane deficit di automatizzazione (prontezza nella risposta) segue
  32. 32. Dislessia “compensata” (conseguenze funzionali) - affaticabilità in tutti i compiti che richiedono lettura - difficoltà di comprensione e di studio - difficoltà con la lettura delle lingue straniere - difficoltà nelle prove a tempo - difficoltà con le prove con risposte a scelta multipla - bassa autostima segue
  33. 33. ….. A proposito della comprensione Nella dislessia la comprensione della lettura: • non è compromessa in modo primario • dipende in parte dall’abilità di decodifica • ( l’eccessiva lentezza influisce ) • dipende in parte dalle abilità linguistiche e metalinguistiche • varia con l’età
  34. 34. Dislessia “persistente” - lettura molto stentata, lenta ( < 2 sill/sec) - lettura scorretta inaccurata ( -2 ds) - impossibilità di studiare senza aiuto - rifiuto della scolarizzazione - disturbi emotivi e di socializzazione
  35. 35. Lo studio del dislessico Tendenza a leggere solo una volta Utilizzo quasi esclusivo della via lessicale Tendenza a “riparare” le incongruenze senza ricorrere alle verifiche attraverso la rilettura Difficoltà a sviluppare tecniche di analisi testuale ( parole-chiave, sintesi,..)
  36. 36. “Ingredienti” minimi per l’integrazione - Flessibilità e individualizzazione delle fasi di apprendimento - Integrazione fra didattica e rieducazione (diretta e indiretta) - Accessibilità agli strumenti di conoscenza - Clima relazionale
  37. 37. …….gli strumenti devono essere accessibili cioè…..sul banco! - PC per la scrittura dei testi (utilizzo di facilitatori per il successo nella scrittura: predizione ortografica, correzione ortografica) - PC per utilizzo di strumenti di facilitazione per la lettura e per lo studio (power-point, ecc.)
  38. 38. Compito in classe con il PC sul banco
  39. 39. Circolare MIUR Ufficio IV prot. N 4099/A/4 del 05.10.2004 La SCUOLA ha a disposizione questa Circolare che, oltre a definire il disturbo e le sue manifestazioni, indica una serie di strumenti Compensativi e Dispensativi che i docenti utilizzino al fine di offrire risposte positive al diritto allo studio e all’apprendimento dei soggetti con DSA segue
  40. 40. Oltre questa Circolare, molte altre Note Ministeriali offrono indicazioni, ne citiamo una recente circa gli Esami di Stato: Con la C.M. 46711 MPI, oltre a sottolineare l’importanza delle misure compensative già raccomandate nella nota 5-10-2004 n° 4099/A/4 e nell’O.M. per l’esame di Stato n° 26 del 17-03-2007, vuole richiamare particolarmente l’attenzione sulle prove orali come misure compensative dovute nei confronti delle corrispondenti prove scritte effettuate nelle lingue non native sia moderne che antiche.
  41. 41. …..ma nella Scuola Secondaria i ragazzi come vivono il loro DSA e l’uso degli strumenti compensativi……
  42. 42. Iacopo, II Istituto Tecnico Che strategia usi per compensare il DSA? Nulla…. La calcolatrice? Solo in fisica, lì è obbligatoria, in matematica non si può A casa la usi? No, preferisco fare i calcoli a mano La videoscrittura? Si, in laboratorio di informatica, li sono bravo E per la lettura come fai? Tipo? Studiare storia, scienze, italiano…. Sto attento in classe e vado benissimo, non ho bisogno di leggere Biancardi, 2007
  43. 43. Lucia, I Socio Pedagogico Che strategia usi per compensare il DSA? In inglese uso il P.C., guardo i libri delle medie per trovare le parole. In matematica faccio esercizi aggiuntivi Qualcuno ti aiuta a studiare nell’extra scolastico? No. I miei genitori volevano qualcuno, ma io ho rifiutato, non ne ho bisogno Biancardi, 2007
  44. 44. Sara, I Istituto Alberghiero Che strategie usi per compensare il DSA? Ripetere molto a casa le materie da studiare. A scuola uso la calcolatrice. Anche gli altri la usano. Nelle verifiche loro non possono e io si, siamo d’accordo che faccio finta di non farmi vedere dalla Prof. La Prof. quando ho bisogno di studiare mi fa al PC o cassette audio i riassunti delle pagine. Le interrogazioni sono programmate a me sempre, per gli altri a volte. E’ la Prof. a dirmelo in privato, gli altri compagni non lo sanno Biancardi, 2007
  45. 45. Giulia, I Liceo Linguistico Che strategie usi per compensare il DSA? C’è una persona che legge al posto mio, ci metterei troppo tempo e poi continuo a sbagliare le parole e non capisco niente. A casa uso la calcolatrice, ma a scuola il Prof. non la vuole; quando faccio radici cubiche non riesco La Prof. di Italiano mi interroga anche chiamandomi fuori e fa interrogazioni programmate. Poi nessuno mi fa leggere ad alta voce in classe, ma niente altro. Qualcuno ti aiuta a studiare nell’extrascolastico? Non a studiare, ma a leggere. Solo mi leggono a voce alta, poi gli schemi li faccio io, come mi ha insegnato Francesca ( Tutor ) e poi ripato con li schemi davanti Biancardi, 2007
  46. 46. STRUMENTI COMPENSATIVI ESSENZIALI Tabella dei mesi, tabella dell’alfabeto e dei vari caratteri tavola pitagorica tabella delle misure, tabella delle forme geometriche calcolatrice registratore computer con programmi di video-scrittura con correttore ortografico e sintesi vocale
  47. 47. STRUMENTI DISPENSATIVI Dispensa dalla lettura ad alta voce, scrittura veloce sotto dettatura, uso del vocabolario, studio mnemonico delle tabelline Eventuale dispensa ove necessario dello studio della lingua straniera in forma scritta. Programmazione i tempi più lunghi per prove scritte e per lo studio a casa. Organizzazione di interrogazioni programmate Valutazione delle prove scritte e orali con modalità che tengano conto del contenuto e non della forma.
  48. 48. A cosa servono gli strumenti compensativi e/o dispensativi - Migliorano motivazione e sicurezza - Personalizzano l’apprendimento - Forniscono un feed-back immediato - Formano un ambiente di apprendimento attivo - Registrano i progressi - Rafforzano i punti deboli - Facilitano il lavoro scritto - Aiutano la pianificazione e l’organizzazione del lavoro - Consentono di differenziare senza discriminare
  49. 49. NODI CRITICI per l’utilizzo degli strumenti compensativi di natura Teorico/applicativa Di natura Emotivo/ambientale 1 2
  50. 50. in particolare, per i testi in sintesi vocale e/o per i libri parlati Le informazioni in input (via ascolto) possono essere controllate e revisionate come avviene per le informazioni scritte? Ci sono delle differenze: 1 Traccia grafica Canale visivo Permanente il testo è più facilmente “sezionabile” Ruolo della spaziatura e della punteggiatura Traccia acustica Canale uditivo Degradabile Il testo è un continuum Ruolo delle pause e dell’intonazione
  51. 51. Focalizzare/ evidenziare la singola parola o il paragrafo ha la stessa efficacia? Ci sono modi per rendere meno laborioso il procedimento di predisposizione del testo scritto alla sintesi vocale? SONO QUESITI APERTI
  52. 52. Molto spesso la scuola fa fatica a modificare schemi consolidati e ad adottare strategie nuove e maggiormente flessibili Molto spesso i ragazzi dislessici rifiutano le opportunità compensative e dispensative. “ E’ meglio passare per somari che per dislessici” (G. Stella-convegno AID Assisi 2006) 2
  53. 53. tendenza all’isolamento strategie di difesa IL RAGAZZO DISLESSICO Evitamento (cerco di non farlo) Aggiramento (lo fa qualcuno al posto mio) Resistenza passiva
  54. 54. Cosa è importante per il ragazzo APPROCCIO INTEGRATO ALL’INTERNO DELL’EQUIPE CHE HA IN CARICO IL RAGAZZO Conoscere esattamente la natura del suo problema Sapere che il disturbo è indipendente dalla sua volontà Promuovere stili attribuzionali che accrescano la motivazione intrinseca all’apprendimento
  55. 55. Cosa è importante: per la Scuola (insegnanti-compagni) per la Famiglia Informare e sensibilizzare sulla natura del problema: esperienze-laboratorio a scuola per far sperimentare difficoltà e soluzioni e creare alleanze terapeutiche • favorire la relazione con i compagni • apprendimento cooperativo • opportunità extrascolastiche • promuovere l’utilizzo di strumenti compensativi
  56. 56. Soprattutto quando c’è qualche difficoltà diventa importante creare e mantenere la motivazione alla lettura ascolto di testi letti dai familiari ( lettura “gratuita” – D.Pennac) frequenza alla biblioteca spedizione e lettura di cartoline, e-mail agli amici, uso dei post-it, ricerca su Internet (familiarizzare con il P.C. e cercare sul Web) ascolto e lettura di libri parlati (un esempio) lettura di testi adattati
  57. 57. Ascolto e lettura in parallelo Studi di efficacia della lettura accompagnata dall’ascolto registrato del testo (Leij e van Daal ’87 , Conte e Humphreys ’89) Fasi: 1) ascolto del brano una o due volte 2) ascolto seguendo il testo 3) ascolto leggendo il testo 4)lettura autonoma L’ascolto del brano offre facilitazione nel recupero delle corrispondenze fonologiche delle informazioni date dai grafemi.
  58. 58. IN FASE DI STABILIZZAZIONE DEL DISTURBO  Automatizzare il processo di decodifica  Favorire i meccanismi di accesso al significato: implementare la capacità di fare ipotesi su “ciò che leggerò” aumentando la capacità di utilizzo di tutti gli indici disponibili : il titolo mi orienta sull’argomento, le immagini mi aiutano nel reperimento lessicale  Insegnare strategie di autocorrezione degli errori: nella lettura attenzione alle incongruenze semantiche e sintattiche, nella scrittura utilizzo del conflitto cognitivo, tecnica del “gambero”…  Pianificare la scrittura della frase e del testo
  59. 59. IN FASE DI STABILIZZAZIONE DEL DISTURBO Oltre all’importanza di comunicare al ragazzo la natura del suo problema è necessario condividere il progetto riabilitativo con lui e la sua famiglia. UN DISTURBO CONDIVISIBILE E’ MENO PERICOLOSO DI UN DISTURBO INNOMINABILE
  60. 60. Introdurre e implementare l’uso di strumenti compensativi/dispensativi - con il computer: migliorare e velocizzare l’uso della tastiera (spesso la lentezza d’uso diventa motivo di abbandono dello strumento) - uso della correzione automatica – correttore ortografico - uso del T9 (previo allenamento con compiti di decisione ortografica) ……….
  61. 61. …...e ancora Mantenere la motivazione alla lettura/scrittura:  libri parlati  testi adattati (anche quelli in commercio)  e-mail, cartoline e lettere, uso di internet  incoraggiare l’imitazione di un modello “appetibile”, ad esempio un compagno  ed anche i compagni possono predisporre delle cose per lui
  62. 62. IN FASE AVANZATA- DISTURBO STABILIZZATO  Riduzione dell’interferenza della decodifica sul controllo dei contenuti  Strategie di comprensione del testo  Strategie di programmazione del testo scritto  Strategie di studio ( le mappe concettuali )  Potenziamento ed uso autonomo degli strumenti compensativi e dispensativi ( utilizzo dei dispositivi di sintesi vocale per facilitare lo studio disciplinare, uso del registratore o mp3 o predisposizione di Audio-libri)
  63. 63. LA RICERCA DELL’EQUILIBRIO Va ricercato e mantenuto un buon equilibrio fra l’aumento dell’efficienza della funzione ( ad es. di decodifica) e livelli accettabili di motivazione da parte del bambino o del ragazzo . LA LETTURA SODDISFA UN PIACERE DI TIPO COGNITIVO Nell’intervento vanno considerate le istanze di tipo comunicativo, cioè la possibilità di utilizzare al massimo le competenze disponibili per le esigenze della vita quotidiana
  64. 64. ….. Quindi: in fase avanzata del disturbo stabilizzato E’ indispensabile mantenere la motivazione alla lettura/scrittura, usare libri parlati, uso di dispositivi di transcodifica con sintesi vocale (es.Carlo nelle varie versioni, Surpermappe,…), e-mail, frequentazione di siti blog , uso di internet, T9 , studio ed esame orale per il patentino  Riduzione dell’impairment  Riduzione del rischio cognitivo lo studio disciplinare viene effettuato quasi esclusivamente attraverso la lettura  Prevenzione del rischio psicopatologico e sociale . Fattori di rischio: gravità segnalazione tardiva discontinuità o settorialità nella presa in carico terapeutica peso e ruolo del DSA nelle interazioni familiari e sociali
  65. 65. STRUMENTI COMPENSATIVI Non più marcatori di diversità ma… opportunità qualcosa che nasce e si diffonde per aiutare una minoranza di persone con difficoltà ha migliorato la qualità della vita di tutti perché ci ha fatto scoprire nuove possibilità
  66. 66. La precocità dell’inserimento di misure compensative induce familiarità ( nel ragazzo, nella classe) e promuove cambiamenti socio-ambientali funzionali. Alcuni cambiamenti riguardano tutti i ragazzi Uso diffuso dell’informatica sembra cambiare la modalità dei meccanismi automatici di percezione: più sintetica, immediata e intuitivi. Le strategie di memorizzazione visiva vengono maggiormente utilizzate Visual Thinking-cognizione visiva
  67. 67. Vademecum DSA
  68. 68. DISTURBI SPECIFICI EVOLUTIVI DI APPRENDIMENTO • LETTURA DISLESSIA E DEFICIT DI DECODIFICA • SCRITTURA DISORTOGRAFIA: DEFICIT DI CIFRATURA DI NATURA LINGUISTICA DISGRAFIA: DEFICIT NELLA REALIZZAZIONE GRAFICA DI NATURA MOTORIA • CALCOLO PROCEDURE ESECUTIVE: LETTURA, SCRITTURA, INCOLONNAMENTO DEI NUMERI COGNIZIONE NUMERICA: SUBITIZING, MECCANISMI DI QUANTIFICAZIONE, COMPARAZIONE, SERIAZIONE CALCOLO: RECUPERO DEI FATTI NUMERICI, ALGORITMI DEL CALCOLO SCRITTO
  69. 69. LETTURA LENTA E SCORRETTA – COMPRENSIONE DEL TESTO • EVITARE DI FAR LEGGERE A VOCE ALTA • EVITARE L’USO DEL CORSIVO E SUA LETTURA • INCENTIVARE L’UTILIZZO DEL COMPUTER CON SINTESI VOCALE,DI TESTI REGISTRATI, DI DIZIONARI DIGITALIZZATI • SINTETIZZARE I CONCETTI CON L’USO DI MAPPE CONCETTUALI • LEGGERE LE CONSEGNE E/O FORNIRE SUPPORTO DIGITALIZZATO • RIDURRE IL NUMERO DEGLI ESERCIZI, SENZA MODIFICARE GLI OBIETTIVI • PRIVILEGIARE LE VERIFICHE ORALI CONSENTENDO L’USO DELLE MAPPE CONCETTUALI
  70. 70. DIFFICOLTA’ NEI PROCESSI DI AUTOMATIZZAZIONE: • EVITARE DI FAR PRENDERE APPUNTI, RICOPIARE TESTI O ESPRESSIONI MATEMATICHE • FORNIRE APPUNTI SU SUPPORTO DIGITALIZZATO • CONSENTIRE L’USO DEL MP3 PER REGISTRARE LE SPIEGAZIONI • EVITARE LA SCRITTURA SOTTO DETTATURA • INCENTIVARE LE PROVE ORALI PER LE LINGUE STRANIERE
  71. 71. DIFFICOLTA’ NEL RICORDARE LE CATEGORIZZAZZIONI, I NOMI DEI TEMPI VERBALI, DELLE STRUTTURE GRAMMATICALI ITALIANE E STRANIERE, DEI COMPLEMENTI ( PROCESSI DI AUTOMATIZZAZIONE) • FAVORIRE L’USO DI SCHEMI • PRIVILEGIARE L’USO CONCRETO DELLE FORME GRAMMATICALI • NON UTILIZZARE LE DOMANDE A SCELTA MULTIPLA PER LE VERIFICHE ( V-F, INTEGRAZIONE ORALE )
  72. 72. DISCALCULIA, DIFFICOLTA’ NEL MEMORIZZARE TAV. PITAGORICA, FORMULE, SEQUENZE E PROCEDURE ( ES. FORME GRAMMATICALI E LEL RECUPERARE RAPIDAMENTE NELLA MEMORIA NOZIONI GIA’ ACQUISITE E COMPRESE) DIFFICOLTA’ E LENTEZZA NELLE INTERROGAZIONI • INCENTIVARE L’UTILIZZO DI MAPPE SCHEMI DURANTE L’INTERROGAZIONE, ANCHE DIGITALIZZATI. QUESTE INDICAZIONI SONO PREVISTE ANCHE PER L’ESAME DI STATO, IL CANDIDATO HA L’OPPORTUNITA’ DI RECUPERARE LE INFORMAZIONI (LESSICO SPECIALISTICO) • EVITARE LA RICHIESTA DI STUDIO MNEMONICO E NOZIONISTICO IN GENERE PER LE DIFFICOLTA’ NEL RICORGARE NOMI, TERMINI TECNICI E DEFINIZIONI ( ES.MATERIE SCENTIFICHE, DIRITTO, …) • CONSENTIRE L’USO DI CALCOLATRICE, TAVOLE – TABELLE – FORMULARI DELLE VARIE DISCIPLINE SCIENTIFICHE DURANTE LE VERIFICHE, PROVE ORALI PER L’INTERROGAZIONI
  73. 73. DIFFICOLTA’ NELL’ESPRESSIONE DELLA LINGUA SCRITTA DISORTIGRAFIA E DISGRAFIA • FAVORIRE L’USO DI SCHEMI TESTUALI • FAVORIRE L’USO DI PROGRAMMI DI VIDEO-SCRITTURA CON CORRETTORE ORTOGRAFICO PER L’ITALIANO E LE LINGUE STRANIERE
  74. 74. SCARSA RESISTENZA E LUNGHEZZA DEI TEMPI DI RECUPERO • FISSARE INTERROGAZIONI E COMPITI PROGRAMMATI, NON SPOSTARE LE DATE • EVITARE LA SOVRAPPOSIZIONE DI COMPITI E DI INTERROGAZIONI DELLE VARIE DISCIPLINE • FLESSIBILITA’ NELLA RICHIESTA DEI COMPITI A CASA • INSTAURARE PRODUTTIVO RAPPORTO SCUOLA-FAMIGLIA-TUTOR • CONTROLLO DELLA GESTIONE DEL DIARIO DIFFICOLTA’ NELLE LINGUE STRANIERE • PRIVILEGIARE LA FORMA ORALE
  75. 75. Mappe concettuali Rappresentazione grafica di concetti espressi in forma sintetica parole-concetti all’interno di una forma geometrica nodo collegati tra loro da linee frecce che esplicitano la relazione attraverso parole- legame
  76. 76. Un grazie ai…. nostri giovani lettori e scrittori

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