Cantiere Italia 2013

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Costruire un fronte per la crescita
di Carlo Calenda, Andrea Romano e Nicola Rossi

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Cantiere Italia 2013

  1. 1.   Cantiere Italia 2013 Costruire un fronte per la crescita di Carlo Calenda, Andrea Romano e Nicola RossiLa crisi economica e finanziaria sta influendo sull’identità e l’agenda deipartiti politici in tutto l’Occidente. In Italia, per ora, questo processoriguarda soprattutto la sinistra. Nel campo opposto poco o nulla simuove, con il rischio che milioni di elettori si trovino senza un progettocredibile e una rappresentanza convincente in cui riconoscersi.Ma soprattutto è la nazione che rischia di ritrovarsi priva di un’offertapolitica che scommetta sul potenziale degli italiani e sulla liberazionedelle loro energie creative, culturali e produttive, condannandosi a unfuturo di difesa e rassegnazione e rinunciando alla partita globale dellacrescita e dello sviluppo.Mentre il governo sta svolgendo il suo difficile compito, è già oraindispensabile in vista delle elezioni del 2013 aprire un cantiere per lacostruzione di un fronte liberale e democratico intorno a pochi echiari obiettivi che abbiano la finalità fondamentale di rimettere il nostropaese su un percorso di crescita e benessere.***Il Partito Democratico ha riscoperto il valore di una prospettivasocialdemocratica ortodossa, dopo più di due decenni di flirtincostante e non di rado infedele con la vocazione liberale. Questoritorno al passato sembra non vedere quanto nel frattempo è accadutonei sistemi di welfare occidentali e nelle esperienze che hanno visto lasinistra europea più innovatrice governare economie complesse e aperteal mercato.È una svolta che si alimenta di sentimenti largamente diffusi nel nostropaese, dove il tradizionale pregiudizio verso il benessere comemisura del merito individuale si salda con la paura del futuro e con larichiesta di protezione dalle incognite scatenate dalla crisi. Ma è anchewww.italiafutura.it 1  
  2. 2.  un cambiamento di linea che radicalizza l’identità più tradizionale delcentrosinistra italiano, placandone almeno per ora i tormenti interiori.L’idea di fondo è la convinzione che l’Italia sia condannata un lungoperiodo di bassa crescita, determinato dalla globalizzazione liberista edagli eccessi del mercato. La difesa del sistema produttivo, dei posti dilavoro, dei diritti acquisiti, diventa allora prioritaria rispetto al giocod’attacco fondato sul dinamismo del sistema economico che si ritienenon abbia più concrete possibilità di successo.L’attenzione si è spostata dalla mobilità sociale alla giustiziasociale (con un forte accento redistributivo), dalla crescita alla difesadelle garanzie esistenti, dal pareggio di bilancio alla centralità dellaspesa pubblica, dalla diminuzione delle tasse su chi produce e lavora alritorno del ruolo dello Stato in economia attraverso il potenziamento deglistrumenti di politica industriale.Passata troppo repentinamente dal comunismo al liberalismo, la sinistraitaliana sta riscoprendo, con qualche decennio di ritardoun’adolescenza socialdemocratica mai vissuta. E se FrançoisHollande vincerà in Francia questo processo subirà un’accelerazione euna radicalizzazione notevole. La “nuova-vecchia” sinistra avràun’identità più marcata che renderà difficile la coesistenza dei dueschieramenti in esecutivi costituenti o istituzionali da formarsi dopo leprossime elezioni.***Il campo della politica italiana tornerà quindi a dividersi, e forseancor più nettamente di quanto accaduto nell’ultima stagione politica.Non più sui temi della legalità e della giustizia ma, com’è giusto che sia,sulle diverse visioni dell’economia e della società italiane e sulleproposte che ne derivano.Nel frattempo l’orizzonte di PdL, Terzo polo e Lega è limitato alla tatticapolitica e alle quotidiane dichiarazioni utili a marcare un territorio semprepiù ristretto. Piuttosto che costruire un’agenda per il paese sulla qualecercare il consenso dellelettorato che non si riconosce nei valori e nellewww.italiafutura.it 2  
  3. 3.  idee di una sinistra tornata al passato, si cerca di evitare l’implosioneo si rincorrono fumosi progetti di ricostituzione di partiti ormaiscomparsi da decenni.***Eppure il ritiro di Berlusconi, che libera il centrodestra dalla necessitàdi difendere le mille anomalie della sua leadership (ma che allo stessotempo lo rende orfano di una leadership carismatica) e la rinuncia delcentrosinistra a competere nel campo delle politiche diliberalizzazione e crescita, apre nuovamente il mercato politico italianoe fornisce enormi possibilità per ricomporre un ampio frontepolitico e culturale intorno a un progetto per il paese capace di darerappresentanza a milioni di cittadini che non credono che la risposta aiproblemi dell’Italia si trovi riesumando ricette vecchie e usurate.In quale agenda potrebbero riconoscersi queste forze? Il punto dipartenza deve essere necessariamente quello di un’idea chiarasull’evoluzione dello scenario internazionale. Manca in Italia una forzapolitica che abbia il coraggio di interpretare, e rivendicare, laglobalizzazione per quello che in effetti è: un grande progetto diespansione dei valori e delle economie dell’Occidente, con effettibenefici sul resto del mondo. Un processo che oltre ad aver liberatocentinaia di milioni di persone dal ricatto della povertà stimola lacostruzione di società aperte, promuove l’innovazione e aumental’interdipendenza dei sistemi politici ed economici.Un percorso lungo e complesso, pieno di rischi (ambientali e geopolitici),spesso non adeguatamente governato (come nel caso della finanza); macomunque un tornante della storia, alla fine del quale può aprirsiuna nuova stagione di crescita e prosperità. Ma soprattutto uninvestimento che dopo anni di sacrifici comincia a pagare, se guardiamoai risultati delle aziende che esportano e che può vedere l’Italia in primafila tra i paesi che possono ricavare maggior beneficio dal passaggiodelle economie dei paesi emergenti dalla produzione al consumo.Questa prospettiva di apertura alla globalizzazione e di scommessasulle potenzialità italiane per la crescita, capace di dare concretezzawww.italiafutura.it 3  
  4. 4.  a un orizzonte di benessere per gli italiani, è stata costantementetrascurata dal centrodestra, schiacciato tra i regionalismi leghisti e lepulsioni neo-stataliste e dirigiste di una parte del PdL. Il risultato è statotra l’altro il fallimento del messaggio del 1994, che molti italianiavevano letto come l’annuncio di una stagione di liberazione delleenergie e delle capacità migliori della nazione e che si è dissolto inun’azione di governo lunga ma incapace di trasformare l’Italia in chiavedinamica e liberale.***La costruzione di un nuovo fronte per la crescita implica mutamentisostanziali nel ragionamento su fisco e benessere. Se la prioritàdiventa quella di cogliere le opportunità che nascono dall’integrazionedelle economie internazionali è necessario riflettere sul fatto che il caricofiscale, non potendo essere, per il momento, diminuito in assoluto, deveessere orientato a beneficio della produzione. Il livello ormaiinsostenibile della tassazione sulle imprese, vicino al 68% in terminidi Total Tax Rate, sta provocando la distruzione della nostra baseproduttiva. Per questo l’abbassamento della pressione fiscale sulleimprese è l’obiettivo prioritario su cui indirizzare le risorse disponibili.Sostituire la battaglia per la diminuzione delle tasse su case,rendite e patrimoni con quella per un abbassamento delle tasse suchi produce e lavora è fondamentale per proporre una ricetta credibileper la crescita, guardando alla creazione della ricchezza piuttosto chealla conservazione del benessere accumulato (peraltro impossibile in unpaese fermo). Occorre dunque sostituire la retorica dei ristoranti pienicon quella delle linee di montaggio attive, dei prodotti esportati, dei nuoviposti di lavoro creati, della qualità della scolarizzazione raggiunta, dellaquantità di cultura prodotta e consumata.Questa impostazione investe in pieno il tema del welfare come motoredi mobilità sociale ascendente, che deve avere come obiettivoprioritario l’inclusione delle donne e dei giovani, piuttosto che ilmantenimento di una rete di protezione passiva, costosa e pocoefficiente.www.italiafutura.it 4  
  5. 5.  Mettere al centro la solidarietà, come priorità assoluta per la tenutasociale del paese, significa valutare l’efficacia strutturale e di lungoperiodo degli strumenti a disposizione del pubblico, che in molti casi(si pensi al ricorso eccessivo alla cassa integrazione straordinaria)assorbono risorse ingentissime che andrebbero destinate alla creazionedi nuove opportunità, piuttosto che alla difesa, comunque limitata neltempo, di posti di lavoro in aziende fallite o impianti chiusi. In questoquadro intervenire sulla mobilità in uscita è necessario per ricostruirequel contesto di certezze senza il quale nessun progetto di investimentoe di crescita è possibile.***Occorre poi riproporre con forza la questione di un radicaleridimensionamento del perimetro di azione dello Stato, opponendosiall’idea che le soluzioni alla bassa crescita si possano trovare operandoattraverso incentivi e agevolazioni che sono quasi sempre inefficienti egenerano intermediazione politica e corruzione.Uno slogan naturale del fronte per la crescita dovrebbe essere: “Uneuro in meno di incentivi contro un euro in meno di tasse”. Mentresul fronte delle dismissioni del patrimonio pubblico, su cui è inspiegabileil ritardo nell’iniziativa del Governo, occorre procedere rapidamente,centralizzando il processo e riducendo i trasferimenti agli enti locali chenon dovessero dimostrarsi propensi a percorrere questa strada.Occorre abbandonare definitivamente l’idea che uno Stato fortesignifichi uno Stato pervasivo e onnipresente. Dobbiamo concentraretutte le risorse sui cardini che costituiscono la missione fondamentaledello Stato (giustizia, welfare, difesa, sicurezza, istruzione, cultura,infrastrutture), tornando a considerare i cittadini come azionisti delloStato a cui occorre render conto dettagliatamente sull’utilizzo delle tassepagate. Anche per questa ragione è indispensabile instituire per leggeun vincolo di destinazione delle risorse reperite dalla lottaall’evasione per diminuire automaticamente il peso del fisco.Questi provvedimenti, insieme ad una vera politica per la concorrenzache non si trinceri dietro le authority o la rivisitazione delle piantewww.italiafutura.it 5  
  6. 6.  organiche, darebbero quella frustata all’economia da troppo tempoattesa.Un programma di ispirazione liberale in forte discontinuità rispettoa quello proposto, e soprattutto realizzato, da tutti i governi dellaSeconda Repubblica. Un programma che abbia al centro la culturanelle sue molte declinazioni: non solo come fondamentale motore dicrescita ma soprattutto come chiave dell’idea stessa di nazioneitaliana. Un settore non più vissuto come un pericoloso contropotere inagguato, ma come il principale veicolo di modernizzazione dell’Italia.***Il secondo elemento fondante del programma di un possibile fronte dellacrescita è nel rafforzamento dei processi democratici enell’attenzione alla questione del rinnovamento del rapporto trapolitica e cittadini. Un tema che sta diventando centrale in tutte ledemocrazie occidentali e che in Italia è soffocato da discussioni vecchie,governate dai partiti a proprio uso e consumo.Si deve invece partire dalla necessità di ridurre lo spread tra Stato ecittadini attraverso strumenti che coinvolgano gli elettori nelledecisioni e soprattutto nel controllo sulla trasparenza dei meccanismi dirappresentanza. Insieme all’obiettivo di aumentare l’efficienzanell’esercizio dell’azione di Governo e parlamento (lo snellimento delleprocedure parlamentari, la fine del bicameralismo perfetto, i maggioripoteri al premier e la riduzione di deputati e senatori), va aumentata lepossibilità di ricambio del sistema politico e potenziata la vigilanzasulle potenziali aree di conflitto d’interesse. Il referendum obbligatorioper ogni modifica alla legge elettorale e all’assetto istituzionale dellostato, l’introduzione del “recall” per richiamare i rappresentanti che nonsvolgono il proprio mandato, l’istituzione di un’authority sui conflitti diinteresse e una stringente regolamentazione dei partiti e delle loro fontidi finanziamento sono solo alcuni degli istituti che dovrebbero essereinclusi nel progetto di riforma istituzionale. Per quanto riguarda la leggeelettorale va invece tutelata l’alternanza, la scelta del propriorappresentante e l’indicazione del premier.www.italiafutura.it 6  
  7. 7.  Conquiste (forse le uniche) della seconda Repubblica, poi in larga parteperdute con il “Porcellum”, a cui gli italiani non possono rinunciare innome della convenienza tattica dei partiti.***Liberalismo in economia e rafforzamento dei processi democraticihanno un fondamento comune: la fiducia nei cittadini, nella lorocapacità d’azione e di giudizio, nella corrispondenza possibile tral’esercizio delle loro prerogative individuali in una sfera più ampia diquella attualmente concessa da norme, regolamenti e burocrazia, e ilprogresso culturale e materiale della nazione.Perché la fiducia nei cittadini è fiducia negli italiani come persone,ognuna dotata di un legittimo desiderio di benessere e di successoe ognuna in grado di contribuire agli enormi giacimenti di risorse civicheche rendono l’Italia un grande paese, anche in periodi difficili come quelliche stiamo vivendo.Giacimenti alimentati da cittadini che hanno capacità di ogni genere, daltempo alla conoscenza alle competenze professionali, dalle esperienzealle reti di relazioni, e che devono essere lasciati liberi di esprimerefino in fondo il proprio potenziale.È dunque urgente attivare risorse e pensiero contro la visionepenitenziale e declinista del nostro presente e del nostro futuro chesi va affermando in un paese dove da troppo tempo la politica hasmesso di mobilitare le passioni e le idee. Contro il pregiudizio,altrettanto triste e cupo, che vuole il nostro paese sia forte dei proprivizi più che delle proprie virtù. Contro l’idea che compito della politicasia raddrizzare “il legno storto” degli italiani invece dello Stato con le suemille anomalie.Per ricostruire un rapporto di reciproco rispetto tra Stato e cittadini, che èla premessa necessaria per ritrovare il coraggio, è indispensabilesmettere di subire le grandi correnti di cambiamento cheattraversano il mondo e riportare l’Italia finalmente a giocare inattacco.www.italiafutura.it 7  
  8. 8.  Questa è la sfida che attende le forze politiche e le associazionidella società civile che condividono l’idea che l’Italia non siacondannata solo a difendersi dalle incognite del futuro ma possa edebba valorizzare le proprie potenzialità tanto e più degli altri grandipaesi europei.Per proporre un progetto vincente e credibile, quelle forze dovrannocostruire, in un clima nuovo di reciproco rispetto e apertura, unmessaggio e un programma convincente, capace di raccogliereconsensi oltre gli steccati tradizionali degli schieramenti della secondaRepubblica e le nostalgie delle Prima.  www.italiafutura.it 8  

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