Progetto ANTARES       Analisi delle lesioni midollari Non Traumatiche: Assistenza,                         Regole, Equipe...
Obiettivi del progetto• Conoscere i principali dati epidemiologici (incidenza e prevalenza) dellepersone che hanno subito ...
Metodologia Istituzione Comitato indirizzo; Ricerca desk: analisi letteratura nazionale e internazionale; Ricerca field...
Comitato di indirizzo
Le riflessioni di partenza
L’aumento recente delle lesioni midollari non traumatiche:                     nuove cause?  Possibili nuovi fattori di ri...
“Nuove” specialità mediche19 scienze di base (es. anatomia, epidemiologia, farmacologia...)15 discipline internistiche (es...
La Neuro-Urologia, un ponte di sintesi tra 2 specialitàNuova professionalità nata dalla fusione di due Specialità:-Neurolo...
RisultatiRicerca Desk
Il punto di partenza: l’analisi della letteraturaPoca letteratura disponibile, con dati non confrontabiliClassificazione c...
I dati italiani, dal 2000 al 2010, una casistica in aumento         Origine lesioni midollari                             ...
I percorsi di cura rilevati in letteratura                       Nel 2009 il 45% delle lesioni midollari non traumatiche n...
Le complicanze dei pazienti con lesione midollare                   Medical complication              Traumatic SCI (%)   ...
Risultati  L’indagine quantitativa:il questionario di indagine
Gli elementi indagati:-DESTINATARI COINVOLTI nello studio italiano: Unità Spinali, Unità Operativedi Neuro-Urologia, Unità...
I centri coinvolti: rispondenza 66%     Questionario inviato a 29 strutture, di cui 19 rispondenti:                      •...
Hanno aderito allo studio le Unità Spinali, i centri più esperti                    nella cura delle lesioni midollari    ...
I numeri confermano l’aumento delle LMNT             - 2009: 407 lesioni midollari non traumatiche             - 2010: 482...
Le cause delle lesioni midollari non traumatiche         Altro   Iatrogenia Siringomielia   Ernia discoStenosi canale     ...
Epidemiologia delle persone con LMNTOrigine LMNT                                            Età media   Prevalenza sessoDe...
I percorsi di cura                   PROVENIENZALesioni acute: Neurochirurgia (45%), Neurologia (25%)          Lesioni cro...
L’indagine qualitativa:la parola ai professionisti
Lo scenario di cure emerso                         Meno definito rispetto alle lesioni midollari traumatiche e soggetto a ...
La fase più cruciale: la diagnosi Identificazione delle lesione midollare non traumatica più complessa e lunga rispetto ad...
La riabilitazione: in Unità Spinale?                                      CENTRO RIABILITAZIONE       UNITA’ SPINALE      ...
Oltre all’aumento dei casi di LMNT…Maggiori difficoltà nell’individuazione della lesione“La fase critica nelle lesioni mi...
Spunti di riflessioneÈ sostenibile la riabilitazione delle LMNT nelle UnitàSpinali?Come le Unità Spinali si debbono ri-o...
Percorsi diversi per lesioni midollari diverse?               La Spina Bifida
12 Centri Spina Bifida coinvoltiNord Italia•Torino, Centro Regionale Spina Bifida, OspedaleRegina Margherita e CTO•Genova,...
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Le esigenze degli adulti:                 la sessualità, servono più competenze   • Ambito poco trattato“L’aspetto sessual...
La maggior parte delle persone con Spina Bifida ha la                vescica neurologica                            Compli...
Le criticità per i professionisti• Riorganizzazione dei team          - Turnover dei Responsabili;          - Mancata prog...
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L’Urologo è la figura medica di maggior riferimento                             Figure mediche di riferimento             ...
Passaggio di cure tra 16-24 anni…                               Età "transitional care"                             50%   ...
Gestione vescico-sfinterica                     6%              13%                                                     Ca...
Il raggiungimento dell’autodeterminazione:                      l’autocateterismotra 5-18 anni                       Autoc...
Spunti di riflessioneQual è il futuro dei Centri Spina Bifida? Quali modelli organizzativi per rispondere alleesigenze d...
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Presentazione Progetto Antares

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Presentazione finale del Progetto ANTARES: Analisi delle lesioni midollari Non Traumatiche: Assistenza, Regole, Equipé, Statistiche

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Presentazione Progetto Antares

  1. 1. Progetto ANTARES Analisi delle lesioni midollari Non Traumatiche: Assistenza, Regole, Equipe, Statistiche “La composizione dell’offerta socio-sanitaria per le persone con lesione midollare di origine non traumatica: censimento delle strutture, delle professioni e delle tipologie assistenziali esistenti in Italia ”Imola,XV Congresso Nazionale SOMIPAR 22 marzo 2012
  2. 2. Obiettivi del progetto• Conoscere i principali dati epidemiologici (incidenza e prevalenza) dellepersone che hanno subito una lesione midollare di origine non traumatica inItalia.• Ricostruirne i possibili percorsi• Potenziare un gruppo cooperativo per la neuro-urologia come fulcro per lacura delle persone con lesione midollare atraumatica• Effettuare un Focus sulla Spina Bifida dal punto di vista epidemiologico egestionale in Italia.
  3. 3. Metodologia Istituzione Comitato indirizzo; Ricerca desk: analisi letteratura nazionale e internazionale; Ricerca field lesioni midollari non traumatiche: indagine quali-quantitativaattraverso un questionario ed interviste in presenza a referenti medici epersone con Lesione Midollare Non Traumatica (LMNT); Ricerca field Spina Bifida: indagine qualitativa attraverso interviste inpresenza a referenti medici e persone con Spina Bifida (SB); Realizzazione report finale.
  4. 4. Comitato di indirizzo
  5. 5. Le riflessioni di partenza
  6. 6. L’aumento recente delle lesioni midollari non traumatiche: nuove cause? Possibili nuovi fattori di rischio: - la sedentarietà nello stile di vita - l’innalzamento dell’età media - la sedentarietà nel lavoro - nuove contaminazioni virali (Guillain Barrè) -… Sono in corso efficaci campagne di prevenzione per le lesioni midollari da trauma (sicurezza stradale, sicurezza sul lavoro…). Quali politiche precauzionali per le silenti lesioni midollari non traumatiche?
  7. 7. “Nuove” specialità mediche19 scienze di base (es. anatomia, epidemiologia, farmacologia...)15 discipline internistiche (es. cardiologia, ematologia, neurologia…) 9 discipline di laboratorio (es. anatomia patologica, microbiologia…)21 altre discipline non chirurgiche (es. anestesia, medicina riabilitativa..)17 discipline chirurgiche (es. cardiochirurgia, urologia, ortopedia…)64 discipline di perfezionamento: Si aumentaEs.Cure palliative, nella verticalizzazione delleNeurochirurgia spinale, competenzePsiconcologia, E nel numero di disciplineAndrologiaAnno Accademico 2010/2011: 54 specializzazioni di area medica Sengen J, Concise Dictionary of Modern Medicine, 2006 New York, Mc Graw Hill
  8. 8. La Neuro-Urologia, un ponte di sintesi tra 2 specialitàNuova professionalità nata dalla fusione di due Specialità:-Neurologia Servono entrambe le competenze per la-Urologia riabilitazione completa dell’intera area sacrale della persona con lesione midollare.Nello studio ANTARES, le Unità Operative di Neuro-Urologiaoccasione per intercettare le persone con LMNT che non transitanonelle US.Dove sono presenti tali competenze?
  9. 9. RisultatiRicerca Desk
  10. 10. Il punto di partenza: l’analisi della letteraturaPoca letteratura disponibile, con dati non confrontabiliClassificazione cause ancora non univoca: McKinley et New P.W. et alii, Chester H. et Cosar SNS et GISEM, ORIGINE LMNT alii, 1998 2005 alii, 2007 alii, 2010 2004 USA, studio Australia, studio USA, studio Turchia, studio Italia, studio multicentrico monocentrico, multicentrico monocentrico multicentrico, 70 pz 165 pz 248 pz Neoplastica 25% 32,5% 25% 28,9% 25,1% Vascolare 7% 14,3% 25% 15,8% 25,1% Infiammatoria 12% 10% 19,5% 18,4% 19,5% Degenerativa 53% 25,7% n.p. n.p. 18,6% Altre cause 3% 14,3% 18,6% 36,8% 11,8% CARATTERISTICHE Kirshblum S.C. et New P.W. Guilcher Cosar SNS et GISEM, DEMOGRAFICHE alii, 2002 et alii, 2005 SJT et alii, alii, 2010 2004 LMNT 2010 USA, studio Australia, Canada, Turchia, Italia, studio multicentrico, studio 2465 pz studio multicentrico, 94 pz monocentrico, dell’area monocentrico 248 pz 70 pz Ontario 165 pz Età (anni) 78% sopra i 40 69 61,6 53,97 55,2 Rapporto F:54,3% F:47,8% F:44,7% Femmine/Maschi n.p. M:45,7% M:52,2% M:55,3% M:F=1,7:1
  11. 11. I dati italiani, dal 2000 al 2010, una casistica in aumento Origine lesioni midollari 200 LMNT su 608 32 centri 33% Traumatica Non Traumatica 67% Studio GISEM 2000 Origine lesioni midollari 688 LMNT su 1531 59 centri 45% Traumatica 55% Non Traumatica INAIL- Fondazione ISTUD 2010
  12. 12. I percorsi di cura rilevati in letteratura Nel 2009 il 45% delle lesioni midollari non traumatiche non è stato curato presso Unità Spinali (Fondazione ISTUD) ma in centri di Riabilitazione. GISEM,PERCORSO DI CURA LMNT New P.W. et alii, 2005 Cosar SNS et alii, 2010 2004Durata media ricoveri (giorni) 55.8 57.89 73.5 GISEM,PERCORSO DI CURA LMNT Shonherr MC et alii, 1996 McKinley WO et alii, 2001 2004Destinazione alla dimissione: domicilio 78,8% 90% 73%
  13. 13. Le complicanze dei pazienti con lesione midollare Medical complication Traumatic SCI (%) Non Traumatic SCI (%) Urinary tract infection 65 50 Pressure ulcers 27,6 7,9 Neuropathic pain 19,6 26,3 Spasticity 17,3 7,9 DVT 6,3 5,3Tab.3 - Cosar SNS et alii, “Demographic characteristics after traumatic and non traumatic spinal cord injury: a retrospective comparison study”-Spinal Cord 48, 2010
  14. 14. Risultati L’indagine quantitativa:il questionario di indagine
  15. 15. Gli elementi indagati:-DESTINATARI COINVOLTI nello studio italiano: Unità Spinali, Unità Operativedi Neuro-Urologia, Unità Operative di Urologia Funzionale-DIMENSIONE DEL FENOMENO:dati struttura (tipologia, n.posti letto dedicati, casi specifici trattati);dati epidemiologici (LMNT acute/croniche, n.casi 2009-2010, origine, età media,sesso);-PERCORSI DI CURA: provenienza, complicanze, gestione vescico-sfinterica,durata ricoveri, destinazione alla dimissione;-U.O. NEURO-UROLOGIA: neuro-urologo, consulenze richieste, aspettisessuologici, criticità.
  16. 16. I centri coinvolti: rispondenza 66% Questionario inviato a 29 strutture, di cui 19 rispondenti: •USU CTO Maria Adelaide, Torino •US Presidio Ospedaliero Borsalino, Alessandria •USU Azienda Ospedaliera S.Corona, Pietra Ligure (SV) •USU Azienda Ospedaliera Niguarda, Milano •USU Azienda Ospedaliera Morelli, Sondalo (SO) •US Azienda Ospedaliera Fornaroli, Magenta (MI)•U.S.C. Medicina Fisica e Riabilitazione Azienda Ospedaliera Riuniti, Bergamo •U.O. Urologia Azienda Ospedaliera di Dolo (VE) •US Azienda Ospedaliera S.Bortolo, Vicenza •US Azienda Ospedaliera Sacro Cuore, Negrar (VR) •IRCCS San Camillo, Venezia •USU Azienda Ospedaliera Careggi, Firenze •USU Azienda Ospedaliera Silvestrini, Perugia •USU CTO Alesini, Roma •US CPO, Ostia •US Clinica S.Raffaele, Sulmona (AQ) •U.O.Urologia Ospedale Dei Pellegrini, Napoli •US Clinica Maugeri, Cassano delle Murge (BA) •USU Azienda Ospedaliera Marino, Cagliari
  17. 17. Hanno aderito allo studio le Unità Spinali, i centri più esperti nella cura delle lesioni midollari Tipologia centri rispondenti U.O. Neuro-Urologia 11% afferenti a Unità Spinali 11% U.O.Urologia/Neuro- Urologia afferenti ad altre strutture Centri di Riabilitazione 78% Distribuzione geografica centri rispondentiMaggiore 19%concentrazione nel NordNord Italia Centro 19% 62% Sud
  18. 18. I numeri confermano l’aumento delle LMNT - 2009: 407 lesioni midollari non traumatiche - 2010: 482 lesioni midollari non traumatiche600500400 60% Croniche Maggiori ricoveri per lesioni300 61% Acute croniche (= ricoveri multipli200 dall’insorgenza della lesione midollare)100 40% 39% 0 2009 2010600500400 27% 27% Tetraplegie300200 Paraplegie Prevalenza paraplegie 73% 73%100 0 2009 2010600500400 35% Complete300 34% Incomplete Prevalenza lesioni incomplete200 65% 66%100 0 2009 2010
  19. 19. Le cause delle lesioni midollari non traumatiche Altro Iatrogenia Siringomielia Ernia discoStenosi canale 2009 Congenite 2010Infiammatorie Vascolari Neoplastiche Degenerative 0 50 100 150 200 1-INFIAMMATORIE distribuzione 2-VASCOLARI variabile tra i centri 3-NEOPLASTICHE
  20. 20. Epidemiologia delle persone con LMNTOrigine LMNT Età media Prevalenza sessoDegenerativa 65 M 63%Neoplastica 56 M 56%Vascolare 58 M 68%Infiammatoria 56 M 60%Congenita 33 F 56%Conseguente a Stenosi del Canale 64 M 68%Conseguente a Ernia del Disco 57 M 56%Siringomielia 54 F 56%Iatrogenia 45 F 52%Altro: infettiva, Morbo di Pott, ematoma spontaneo 51 M 87% 54 anni 59% (mediana=56) prevalenza M
  21. 21. I percorsi di cura PROVENIENZALesioni acute: Neurochirurgia (45%), Neurologia (25%) Lesioni croniche: domicilio (74%) TEMPI RICOVERO Lesioni acute: 43-198 giorni. Ricoveri più prolungati ma meno frequenti Lesioni croniche: 20-108 giorni. Ricoveri più brevi ma più frequenti DESTINAZIONE ALLA DIMISSIONE Domicilio
  22. 22. L’indagine qualitativa:la parola ai professionisti
  23. 23. Lo scenario di cure emerso Meno definito rispetto alle lesioni midollari traumatiche e soggetto a molte variabili.Percorso di cura Provenienza dai reparti per acuti (Neurologia e Neurochirurgia), CdR o domicilio.Tempestività di I tempi sono più lunghi per le persone che non provengono dai reparti per acuti edintervento extra-regione. Prognosi complessa e lunga. Spesso si interviene in II fase. Ricovero, Ambulatorio (attraverso il quale si intercettano le persone che non transitanoModalità assistenziali per le US), Day Hospital - Aumento casi di LMNT - Età mediamente alta delle persone con LMNT. - Molte persone con LMNT non transitano nelle US. - Le persone che non arrivano in US si rivolgono a centri di riabilitazione non specializzatiCriticità in Neuro-Urologia, dove fanno una riabilitazione esclusivamente motoria; la riabilitazione urologica viene fatta secondariamente a complicanze. - Scarsa cultura della neuro-urologia. - Valutazioni del quadro clinico più difficoltose. - Manca una vera e propria rete territoriale. Assenza di collegamenti formalizzati con altre strutture sanitarie.Rete Rapporti con UO interne all’ospedale di appartenenza.
  24. 24. La fase più cruciale: la diagnosi Identificazione delle lesione midollare non traumatica più complessa e lunga rispetto ad una traumatica. Tempi non prevedibili e variabili in relazione all’origine, al Reparto ospedaliero e al territorio di appartenenza.Le voci dei pazienti“si pensava che la mia stanchezza anomala fosse causata dal periodo stressante che stavovivendo”“si pensava ad una Lombosciatalgia”“all’inizio mi hanno fatto degli esami al cuore”“il medico si era messo in testa che si trattasse di tumore”“al Pronto Soccorso pensavano di risolvere tutto con una puntura”“pensavo che i dolori fossero causati dal nervo sciatico”“il mio medico di famiglia mi diceva che i miei dolori alle gambe erano problemi dianzianità”
  25. 25. La riabilitazione: in Unità Spinale? CENTRO RIABILITAZIONE UNITA’ SPINALE II LIVELLO Non si riscontrano significative RIABILITAZIONE NONdifferenze con le lesioni midollari COMPLETA, solitamente soloda trauma (eccezione: neoplasie). motoria RIABILITAZIONE COMPLETA (motoria + vescico-sfinterica) Dimissioni al domicilio Dimissioni al domicilio Complicanze urologiche NEURO-UROLOGIA
  26. 26. Oltre all’aumento dei casi di LMNT…Maggiori difficoltà nell’individuazione della lesione“La fase critica nelle lesioni midollari non traumatiche è la diagnosi, soprattutto quando lepersone vengono ricoverate in Reparti ospedalieri non specializzati, o non adeguatamenteattrezzati, presso i quali viene fatta una valutazione superficiale e non si ricerca unadiagnosi completa”Frequenti inappropriatezze di ricovero“La criticità maggiore è per le persone che non arrivano qui in Unità Spinale e quasi semprefiniscono in centri di riabilitazione non specializzati, dove mancano le competenze e lamultidisciplinarietà; siccome spesso presso questi centri non viene eseguita la riabilitazioneurologica, vediamo poi i pazienti in un secondo momento, quando si rivolgono a noi perl’insorgenza di complicanze”.Innalzamento età media pazienti“Si tratta generalmente di persone in età media avanzata, che riportano delle lesioni almidollo spinale incomplete che poi di fatto restano croniche”.Difficoltà gestione lesioni neoplasticheCarenza figure esperte in Neuro-Urologia“ci sono in Italia solo 3-4 posti molto validi che trattano la Neuro-Urologia e che sono unriferimento su tutto il territorio nazionale”.
  27. 27. Spunti di riflessioneÈ sostenibile la riabilitazione delle LMNT nelle UnitàSpinali?Come le Unità Spinali si debbono ri-organizzare peraccogliere numeri più crescenti di lesioni midollari nontraumatiche?Quali considerazioni in merito alle cause delle LMNT? E’ necessario un cambiamento culturale da parte delprofessionista? (non solo cultura del trauma center maanche gestione delle cronicità)
  28. 28. Percorsi diversi per lesioni midollari diverse? La Spina Bifida
  29. 29. 12 Centri Spina Bifida coinvoltiNord Italia•Torino, Centro Regionale Spina Bifida, OspedaleRegina Margherita e CTO•Genova, Centro Multidisciplinare per lo studio ela cura dei bambini con patologia spinale,Ospedale Gaslini•Milano, Centro Spina Bifida, Ospedale Niguarda•Parma, Centro Spina Bifida•Vicenza, U.O.Chirurgia Pediatrica•Padova, Centro Spina BifidaCentro Italia•Firenze, Centro Spina Bifida, Ospedale Meyer•Roma, Centro Spina Bifida, Ospedale BambinoGesù•Roma, Centro Spina Bifida, Policlinico GemelliSud Italia•S.Giovanni Rotondo, U.O.Urologia, Casa Sollievodella Sofferenza•Cagliari, U.O.Urodinamica Pediatrica, OspedaleBrotzu Redemption 81%•Caltanissetta, Centro Spina Bifida RSA
  30. 30. U 0 2 4 6 8 10 12 14 Or rol Ne t o og ur p e o o c di hi co ru Ne r ur Fis go op ia sic Chi tra chirurgici; hia rur tra go En PeInf do di . cr atr in a della Spina Bifida; Di olog et o ol O c o go Ps u ico P lis Ch e -S sico ta iru ssu log rg o l o o og P A l las oTe ler t ic ra g o pi An olo st Fis dr go a o Oc iote log cu ra o Ne pa pis ur zio t o r na a Ne ad le ur io o lo Ne fisio go Team Spina Bifida on log a G i tol o ne og In c o fe olo tt i g vo o Ge log n o Ne etis fr ta A s Inf olog sis erm o N te ie G a eur nte re st o-U So ro c Caratteristiche dei Centri Spina Bifida en rolo . te go r Se olo gr go Ne et a De ur ria • Team: multidisciplinare e integrato, non unicamente dedicato alla cura r m o lo a t go ol • Regime assistenziale: ambulatoriale e DH; ricovero limitato agli interventi og o
  31. 31. Il passaggio dall’età pediatrica a quella adulta: come organizzarsi? Diverse soluzioni organizzative, in fase di definizione Adulti 30-60% pazienti 20% 30% 50% Collegamento conAmbulatorio Centro pediatrico che Unità Spinali ospecifico per adulti continua a seguire i pazienti altre strutture maggiorenni per mancanza per adulti di riferimenti territoriali
  32. 32. Le esigenze degli adulti: la sessualità, servono più competenze • Ambito poco trattato“L’aspetto sessuale è poco trattato. Di solito se ne occupa l’Urologo ma effettivamentesiamo carenti” Figure non specializzate; impreparazione a rispondere ai bisogni psico- sessuali dell’adulto“Come team siamo ancora inesperti ad affrontare le tematiche psico-sessuali, al di là dellesingole professionalità, anche per il fatto che spesso le esigenze non sono proprie né dell’etàpediatrica né di quella adulta”“Mancano figure professionali specifiche e dedicate alla sessualità delle persone con spinabifida” • Difficoltà ad affrontare il tema con i ragazzi e le famiglie: i ragazzi ne parlano poco e le famiglie sono molto protettive“Aspettiamo che sia la famiglia a richiedere una consulenza specifica e spesso questoavviene molto in ritardo”
  33. 33. La maggior parte delle persone con Spina Bifida ha la vescica neurologica Complicanze vescico-sfinteriche26% 19% 13% 13% 13% 10% 6% Stipsi Ampliamento Infezioni vescicali Reflussi Incontinenza Insufficienza Calcoli vescicale renale Addestramento al cateterismo intermittente e all’autocateterismo
  34. 34. Le criticità per i professionisti• Riorganizzazione dei team - Turnover dei Responsabili; - Mancata programmazione per passaggio di competenze; - Mancato riconoscimento organizzativo;• Servizi di cura basati sulla passione dei singoli e mancato riconoscimentoorganizzativo -Rischio “maternage”• Gestione dell’età adulta: nuove esigenze, nuove competenze richieste,ingresso nuova fase “transitional care” - Limiti amministrativi - Aspetti sessuali
  35. 35. La parola alle persone con Spina Bifida e alle famiglie
  36. 36. 45 interviste Età persone con Spina Bifida incluse nellindagine 30% 23% 20% 14% 9%4%0-5 6-10 11-15 16-20 21-25 26-… Soggetti intervistati 16% Interviste più frequenti ai Persona con Spina Bifida genitori! Genitore 84%
  37. 37. 55 viaggi…il percorso di cura In media 2 (39%) – 3 (26%) centri consultati (per consulenze o per assistenza su specifico aspetto) lungo il percorso di cura: Centri Spina Bifida (42%) e Ospedali (34%) Trasferimenti extra-regione 27% Si No 73%“Il centro non è vicino a casa nostra ma preferiamo fare molti km perchéqualitativamente ne vale la pena. Vieni al mattino e alla sera hai risolto i problemi,mentre sul nostro territorio le procedure burocratiche sono troppo lunghe”
  38. 38. L’Urologo è la figura medica di maggior riferimento Figure mediche di riferimento 30% 16% 17% 10% 6% 6% 2% 2% 1% 2% 1% 1% 1% 1% 1% 1% fe go F i ere go o go a Pe go G ps rico Ps sta ra D ta a at a ta co pe log ot iatr Em log M tr r lis at is lo lo o di i ru ia ti M rm ol at ap o ro di ro cu En ope ie o h as hi rg rin di ic ic eu U er O c iru oc rt ro In N O roeu d si o eu FiN N ChIl medico è solitamente il riferimento per la rete di conoscenze di tutte le altrestrutture sanitarie, comprese quelle della fase adulta
  39. 39. Passaggio di cure tra 16-24 anni… Età "transitional care" 50% 50% …-15 16-18 19-24 25-… …ma non è la modalità di gestione più adottata.Solo il 22% dei ragazzi cambia completamente i riferimenti Riferimenti medici delletà adulta 45% 33% 22%Stessi delletà pediatrica Nuovi Stesso centro nuovi riferimenti
  40. 40. Gestione vescico-sfinterica 6% 13% Cateterismo intermittente Irrigazione intestinale 10% Clistere Urofarmaci 4% 67% RiabilitazioneCATETERISMOINTERMITTENTE Complicazioni urologiche 8% Ampliamento 20% vescicale 16% Reni lesionati 4% Infezioni Reflusso 52% Calcoli INFEZIONI
  41. 41. Il raggiungimento dell’autodeterminazione: l’autocateterismotra 5-18 anni Autocateterismo Si Non possibile Non ancora 31% 57% dai 10 anni in su 12%
  42. 42. Spunti di riflessioneQual è il futuro dei Centri Spina Bifida? Quali modelli organizzativi per rispondere alleesigenze delle persone con Spina Bifida in etàadulta? Distribuzione omogenea sul territorio ocentri di eccellenza specifici? Quali competenze sviluppare e mettere incampo? Quali servizi?

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