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(istologia, grading, analisi genetica) e quella nuova o antropo-centrica, vale a dire fondata sullacomprensione della biol...
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Pnei: il network dei sistemi biologici nello stato di malattia

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Project Work dei partecipanti al Programma Scienziati in Azienda ISTUD sulla Psiconeuroendocrinoimmunologia

Published in: Health & Medicine
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Pnei: il network dei sistemi biologici nello stato di malattia

  1. 1. PSICONEUROENDOCRINOIMMUNOLOGIA: il network dei sistemi biologici nello stato di malattiaAbstractFin dall’antichità l’uomo ha dovuto affrontare un conflitto contro l’inspiegabile e il “non- visibile”; questabattaglia si fa ancora più vivace se l’ignoto è rappresentato non da un qualche fenomeno naturale, ma da sestesso, da quell’Io non visibile e biologicamente non identificato.Se nell’antichità medici e filosofi hanno spesso lavorato assieme o addirittura erano rappresentati daun’unica persona, nel corso della storia si è potuto osservare una graduale separazione delle 2 componentiessenziali nell’uomo: il corpo e l’anima. Grazie alle nuove Scienze nate nel ‘700 (Psicologia, Psichiatria,Psicoanalisi) si rifiutò di ridurre il corpo in “solo organismo biologico”, ma è ovvio che non possiamoescludere totalmente la complessità biologica che costituisce il nostro organismo. Per poter conciliare i duediversi corpi potremmo pensare a figure ambivalenti che, a secondo della percezione, possano essere viste ocome un vaso o come l’immagine di due profili.La Psiconeuroendocrinoimmunologia, PNEI, si inserisce come collegamento tra medicina e psicologia, conun modello mente-corpo che comprende la globalità dei processi fisiologici, emotivi, psicologici,comportamentali e sociali intesi come un sistema organico e unitario: un network dei sistemi biologici.La nascita di PNEI risale al 1981 con la prima edizione di Psychoneuroimmunology a cura di Robert Aderche già nel 1975 aveva dimostrato come la psiche fosse in grado di influenzare il sistema immunitario. Inrealtà non è stato un solo studio ad avviare questa disciplina, ma piuttosto il convergersi di diversi studi checonfermavano le interazioni tra il cervello e il sistema immunitario. La psiconeuroendocrinoimmunologia èla scienza che studia il rapporto tra mente, emozioni, sistema endocrino, sistema immunitario e stati dicoscienza e le loro mediazioni chimiche, al fine di dimostrare la loro interdipendenza psico-chimica.Secondo il Professor Paolo Lisssoni, pioniere di PNEI in Italia, tumori ed autoimmunopatie dovrebberoessere considerate quali conseguenze di un’ alterata modulazione psiconeuroendocrina, espressione a suavolta del vissuto psicologico e spirituale della persona malata, nonché della risposta immunitaria.Una delle principali minacce che può colpire qualsiasi individuo, modificandone l’equilibrio psicologico equindi quello biologico, è sicuramente lo “stress”, uno stato di attivazione di alcuni sistemi fisiologici(endocrino, cardiocircolatorio, respiratorio, immunitario e digestivo) in risposta a stimoli, detti stressori. Lostress può essere acuto, il più comune e facile da superare, che, se ripetuto nel tempo, può portare oltre adirritabilità e ansia, anche a problemi di tensione muscolare, cefalee, disturbi gastrointestinali e anomaliecardiache, oppure cronico, in cui l’individuo non vede una via di uscita e può portare ad ansia, depressione,disturbi del sonno, problemi nella digestione o nel rapporto col cibo, con aumento o diminuzione del pesocorporeo, malattie della pelle e spiccata suscettibilità alle infezioni. Numerosi studi hanno dimostrato che lostato di depressione è provocato da un insieme di fattori, ereditari-genetici, ambientali e psicologici, con ilcoinvolgimento di numerosi neurotrasmettitori; di particolare importanza risulta essere l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, cioè l’asse ormonale che mette in comunicazione le strutture limbiche, l’ipotalamo, e l’ipofisicon il surrene.E’ risaputo come il cancro, con il suo significato di importante stress emozionale, sia in grado di produrre,nei diversi individui, una serie di reazioni psicologiche che si esprimono sotto forma di fenomeni diattivazione biologica, di vissuti soggettivi e di reazioni comportamentali. E’ importante, da questo punto divista, valutare il coping del paziente. Il Coping viene definito come la modalità cognitivo-comportamentalecon la quale un individuo affronta la malattia e, più in generale, la capacità di affrontare i problemi e le loroconseguenze sul piano emozionale. In ambito oncologico lo stile di coping del paziente è un parametro digrande rilevanza per le sue molteplici implicazioni che si rispecchiano sulla modalità di reazione psicologicae sull’adattamento psicosociale alla malattia, sulle possibili complicanze psicopatologiche, sulla qualità dellavita successiva alla diagnosi di neoplasia, sulla compliance ai trattamenti antineoplastici, sul decorsobiologico e sulla prognosi stessa della malattia. Secondo il professor Paolo Lissoni esistono ormai dueOncologie: quella antica o tumoro-centrica, fondata cioè sullo studio delle sole caratteristiche del tumore
  2. 2. (istologia, grading, analisi genetica) e quella nuova o antropo-centrica, vale a dire fondata sullacomprensione della biologia immunobioendocrina del paziente, ricercando in essa le cause della diminuitaresistenza naturale contro le neoplasie. La ghiandola pineale produce e secerne melatonina, che regola ilritmo circadiano; lalterazione di tale ritmo circadiano con conseguente alterazione delle concentrazioniematiche di melatonina, è prodromico allinstaurasi di una grave condizione patologica. In patologie moltogravi quali tumore metastatico, depressione, schizofrenia cronica, ischemia cerebrale sono stati riscontratealterazione della secrezione della melatonina. Dal punto di vista sperimentale è stato possibile osservare chela rimozione chirurgica della ghiandola pineale in animali di laboratorio comportava un incremento dellafrequenza delle neoplasie e nel caso il tumore fosse già preesistente ad un incremento dellametastatizzazione. Ma si è anche osservato che condizioni che predispongono al tumore quali ad esempio lostress, la depressione e lesposizione ai campi magnetici vanno ad influenzare la funzione della ghiandolapineale. E necessario quindi valutare lo stato funzionale della ghiandola per prevenire i tumori. Sempre ilProfessor Lissoni ha messo in evidenza l’importanza di 2 diversi sistemi nella neurochimica cerebrale: ilsistema endocannabinoide e il sistema oppioide che producono sostanze dal punto di vista chimico simili aglioppiacei e ai cannabinoidi.Molto importante è anche l’azione del cortisolo che segue anch’esso un ritmo circadiano. Stati di ansia estress prolungati portano allattivazione del sistema neurovegetativo e del sistema neuroendocrino coniperproduzione e ipersecrezione di ormoni quali ladrenocorticotropo, il cortisolo e le catecolamine chesvolgono un ruolo nella patogenesi delle malattie organiche e psicologiche. Una serie di condizioni di tipopsicologico di stress, provato per lungo periodo e con elevata intensità, possono portare non solo amodificazioni della concentrazione ematica di ormoni stress-correlati, ma addirittura possono interferire coni meccanismi di riparazione al danno nel DNA, quindi riflettersi nelle meccaniche della cellula conconseguenze gravi, quale unincrementata suscettibilità ai tumori.Il professor Lissoni ha elaborato un progetto diagnostico e terapeutico: la progressione della malattianeoplastica si accompagna ad una serie di alterazioni organiche che colpiscono in ultima istanza il sistemaimmunitario: alterazioni psico-neuro-endocrine con calo della produzione di melatononia, aumento del tonooppioide e calo del tono cannabinoide. Il calo della produzione della melatonina comporta la scomparsa delritmo circadiano luce e buio e diviene sempre più grave con il progredire della malattia tumorale.A tutto ciò si associa una serie di alterazioni di tipo immunitario fra cui linfocitopenia, associata a prognosipeggiore e dal punto di vista di risposta ai trattamenti e di sopravvivenza.Dal punto di vista biologico è importante valutare non solo listologia e lestensione del tumore, ma anche ilsuo stato endocrinologico ed immunologico, con dei semplici esami di laboratorio che mettano in evidenza:il ritmo circadiano della melatonina, del cortisolo, determinare la prolattinemia, la concentrazione ematica diIL-2, IL-12, IL-6, IL-10, il numero totale di linfociti e il rapporto linfociti T helper/linfociti T regulator. Perquanto riguarda la sfera psicologica, bisogna indagare la dimensione del piacere e della sessualità,effettuando un test di Rorschach e, dal punto di vista spirituale, valutare la fede spirituale tramite un appositotest clinico.In questottica viene modulata anche la terapia del paziente, in quanto la Bioterapia del Tumore è volta acorreggere le principali alterazioni immunologiche ed endocrine del paziente oncologico, quindisomministrandogli delle sostanze che possano ristabilire, in primo luogo, il suo stato immunobiologico. Inparticolare è possibile somministrare sostanze ad azione principalmente antiproliferativa quali lAloe, laMirra, la Curcumina, la Graviola, lEchinacea, lIssopo, i funghi ad azione immunomodulante dei generiAgaricus, Lentinus e Cordyceps. Lapproccio PNEI, secondo il professor Lissoni, si dovrebbe esplicare oltrealla considerazione integrata della sfera psicologica, spirituale e fisica del paziente, dal punto di vistaimmunologico con la somministrazione della IL-2 a basse dosi, sottocutanea, unica citochina in grado distimolare il linfociti T, essendo loro fattore di crescita e in grado di indurre variazione loboratoristichequantizzabili del numero dei linfoci. Oltre al supporto psicologico, viene segnalata la grande importanza chepossono assumere anche la musicoterapia e lo yoga.Nella psiconcologia particolarmente famoso è il metodo Sidmonton, che punta a fornire un sostegnopsicologico, affiancato ai trattamenti farmaceutici e medici tradizionali, nella cura e nel miglioramento dellaqualità della vita. Il programma del metodo Simonton si propone di potenziare le naturali forze diautoguarigione e migliorare la qualità della vita dei malati e dei loro familiari. La durata della terapia èbreve,trattandosi di tecniche che tendono a favorire lautonomia del paziente mediante luso dellautoipnosi,
  3. 3. della focalizzazione dellattenzione sui pensieri positivi individuati. Queste tecniche sono rivolte a tutti ipazienti che abbiano patologie neoplastiche, croniche, degenerative e che abbiano la motivazione ad iniziareun percorso di individuazione poiché è indispensabile che ci sia un coinvolgimento emozionale.Altre tecniche utilizzate sui malati oncologici sono la mindfullness, con lo scopo di accettare la realtà anchese allinizio la giudichiamo sgradevole e attraverso questo procedimento ne prendiamo le distanze facendoleperdere importanza, e l’ipnosi, che in uno stadio molto precoce della malattia, aiuta a modificarel’atteggiamento di passività insistendo sulla visualizzazione metaforica di difese naturali aggressive, efficaci,potenti, per aumentare la fiducia in se stesso del paziente, aiutarlo ad affrontare e lottare contro la malattia,farlo sentire supportato continuamente con importante è con un effetto di sollievo verso eventuali effetticollaterali della necessaria terapia. Erickson ci insegna che una terapia con ipnosi, che utilizzi un linguaggiometaforico, costruito sui ricordi e sulla storia di vita della persona, che porti sensazioni di calma edistensione ed immagini piacevoli, può trasmettere una speranza in pazienti che sembrano ormaicompletamente svuotati e persi in un mondo di dolore psico-fisico e di disperazioneLa tecnica Reiki, di origine giapponese, si è dimostrata efficace nella terapia del dolore di tutti i tipi:reumatico, osteoarticolare, muscolare, viscerale, compreso quello oncologico, nelle cefalee, nel mal di denti,come coadiuvante nella terapia con oppioidi nel malato terminale, nella assistenza pre e postoperatoria, nellariepitelizzazione delle ferite, durante i trattamenti di radioterapia, nelle allergie, nellalleviamento dei sintominei malati gravemente compromessi o terminali, nel sollievo del prurito nei malati affetti da psioriasi,nellalcolismo, in diverse psicopatologie. Nel malato oncologico si è dimostrato utile come trattamentopalliativo anche durante i cicli di chemioterapia, radioterapia e nel controllo dei rispettivi sintomi collaterali(dispnea, nausea, vomito, dolori addominali, diarrea).Riflessioni sul costo/beneficio portato da un approccio PNEI, effettuate dopo l’intervista con la psicologaDr.ssa Messina e l’ incontro con l’ oncologo Dr. Lissoni, dimostrano che questa pratica potrebbe essereutilizzata negli ospedali quotidianamente, senza un costo eccessivo per la sanità pubblica. Questa pratica èormai abbandonata in Italia, ma crediamo possa essere interessante riprenderla ed effettuare studi piùapprofonditi per avere maggiori prove scientifiche della sua validità, senza mai mettere in discussione gliimportanti successi ottenuti dalla cosiddetta “medicina tradizionale”.“Il primo millennio appartenne allo spirito, il secondo millennio appartenne alla materia, il terzo millennio apparterrà in egual modo ad entrambi, apparterrà alla fusione fra spirito e materia quale alchemico sposalizio fra chimica e spiritualità.” Professor Paolo LissoniA cura dei partecipanti alla XIII edizione del Programma Scienziati in Azienda: • Paolo Caferra • Maria De Maglie • Libera Lerusce • Serena Manni • Paola MolinaPer informazioni sul Programma Scienziati in Azienda: http://www.istud.it/scienziati

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