Bocciatura Piano Veneto della COMMISSIONE EIUROPEA interrogazione con comunicato stampa 4 5 06

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Piano Aria Prot 1777 29 4 2009 La Commissione ispettiva SENZA Relazione conclusiva per prolungata Assenza per Malattia di Uno dei Suoi Componenti e per dimissioni Assessore Interlandi pro tempore, Assessore Interlandi istituisce la commissione di verifica del Piano Regione Sicilia qualità aria e ambiente nota 5672 22 novembre 2007 Piano adottato con D.A. 176/GAB 9.8.07
FASCICOLO FONTI DEL COPIATO DEL PIANO ARIA REGIONE SICILIA TUTELA QUALITA ARIA AMBIENTE APPR CON D.A. 176GAB 9 8 07

A CURA DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA di Isola delle Femmine

http://tutelaariaregionesicilia.blogspot.it/
http://lapiazzaisolana.wordpress.com/

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Bocciatura Piano Veneto della COMMISSIONE EIUROPEA interrogazione con comunicato stampa 4 5 06

  1. 1. Bocciato dall'Europa il Piano Regolatore Regionale dell'Aria MARTEDÌ 2 MAGGIO 2006 Interrogazione regionale dei Verdi per la riscrittura dei contenuti mancanti e per l'adozione di un metodo condiviso che individui azioni, priorità e finanziamenti. da Olol La bocciatura, qualche giorno fa, da parte della Commissione Europea del "Piano regionale di tutela e risanamento dell'aria" dimostra, purtroppo, quanto fossero giuste e motivate le critiche espresse dai Verdi ma anche da province e comuni che lamentavano la mancanza di progetti operativi, tempi precisi di realizzazione, di strumenti e di finanziamenti adeguati. Ciò dimostra come la Giunta regionale abbia prestato scarsa attenzione a questa problematica limitandosi a svolgere il compito assegnatogli puramente sul piano descrittivo formale senza assumerne la guida, il coordinamento, l'impegno concreto per contrastare l'inquinamento atmosferico che segna gravemente questa regione. Con la bocciatura di questi giorni riemerge l'assurdità dei continui impegni presi solo sulla carta dall'esecutivo regionale - ultimo il protocollo sottoscritto con tutte le regioni e province autonome della pianura padana per contrastare l'inquinamento da smog - in assenza di passi concreti. "Il Piano era giunto in Consiglio già in grave ritardo - la prima stesura poi rivista risale al 2000 - incompleto e inadeguato. Un testo vuoto, che si limita a segnalare le situazioni di inquinamento, ma che non fornisce indicazioni precise, manca di finanziamenti ed è indeterminato sul piano delle competenze e delle sanzioni. Un Piano volto ad esonerare la Regione da qualsiasi ruolo di responsabilità e di coordinamento." commenta il consigliere regionale verde Gianfranco Bettin. "Il sottrarsi della Regione ai compiti concreti necessari per contrastare l'inquinamento atmosferico ha portato ad una situazione incredibile." continua Paolo De Marchi presidente regionale dei Verdi "Di fronte ad una evidente emergenza come quella dell'inquinamento da PM10 (e non solo) si continua a procedere con interventi occasionali e solo a macchia di leopardo, con Comuni che non sottostanno alle indicazioni delle Province chiamate a coordinare azioni senza avere strumenti sanzionatori adeguati, competenze precise e soprattutto senza quattrini". Aree a rischio atmosferico riconosciute dallo stesso Piano, come quella dei cementifici di Este- Monselice, sono ancora in attesa dell'avvio di un piano ARPAV di monitoraggio quando invece si dovrebbe essere impegnati da tempo in interventi strutturali operativi, mentre i Comuni dell'area si permettono di decidere l'uno in difformità dell'altro cosa fare o, meglio, non fare. Un'altra area a rischio come quella del Delta del Po, vede la Giunta impegnata a consentire alla centrale ENEL, riconosciuta come una delle cause principali dell'inquinamento atmosferico, la riconversione a carbone garantendone nel frattempo la produzione attraverso l'uso di olio combustibile. Idem per le grandi aree urbane, a partire da quella di Mestre, gravata dai gas soffocanti emessi dalla tangenziale che si cumulano a quelli rilasciati dal polo industriale di Marghera. "Un Piano incoerente insomma" conclude Gianfranco Bettin "che non fornisce soluzioni di alcun tipo. Nell'ultimo bilancio regionale avevamo proposto una serie di emendamenti proprio per implementare finanziariamente il Piano: tutti bocciati dalla Giunta e dalla maggioranza di centro destra. Per la riscrittura del Piano la Giunta deve aprire un confronto con il Consiglio, con le Province e i Comuni. L'interrogazione che presentiamo intende appunto sollecitare la Giunta in questo senso al fine di dare risposte positive alle sollecitazioni europee e alle
  2. 2. emergenze ambientali e sanitarie regionali". Gruppo Consiliare regionale Verdi Veneto 29 aprile 2006 Interrogazione bocciatura Piano aria Word - 60 Kb
  3. 3. CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO SETTIMA LEGISLATURA INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA “COME VOLEVASI DIMOSTRARE: BOCCIATO DALL’EUROPA IL PIANO REGIONALE DI TUTELA E RISANAMENTO DELL’ATMOSFERA” Presentata il 2 maggio 2006 dal Consigliere Gianfranco Bettin Premesso che: • la Commissione Europea ha bocciato il Piano Regionale di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera, confermando di fatto le critiche espresse a suo tempo da Verdi, Province e Comuni; Considerato che: • le critiche sottolineavano la mancanza di progetti operativi e tempi precisi di realizzazione; Considerato inoltre che: • Il Piano, giunto al dibattito in Consiglio in grave ritardo, pur segnalando le situazioni di inquinamento, risulta privo di indicazioni precise, ed è indeterminato sul piano delle competenze e delle sanzioni. Visto che: • Il testo appare un documento puramente formale e descrittivo (motivo della stessa bocciatura in sede comunitaria), attraverso il
  4. 4. quale la Regione sembra abdicare al proprio ruolo di guida e coordinamento delle azioni necessarie non assumendo così alcun impegno concreto per contrastare le cause rilevate dell’inquinamento atmosferico; Considerato inoltre che: • La Commissione Europea ha inoltrato ''pareri motivati, di cui uno per la mancata adozione di misure per il rispetto dei limiti previsti per alcuni inquinanti atmosferici in numerose parti d'Italia''. Considerato infine che: • Il commissario all'ambiente Dimas ha sottolineato che ''violare la normativa ambientale della Ue significa ridurre la protezione della salute dei cittadini italiani e dell' ambiente. E' necessario - ha aggiunto lo stesso Dimas - che le autorita' italiane si affrettino a rettificare la situazione''; interroga la Giunta per chiedere: • Se non ritenga di dover adottare, come metodo per adeguare il Piano alle indicazioni comunitarie, quello della consultazione e collaborazione con il Consiglio Regionale, con le Province e con i Comuni, per giungere alla stesura delle parti mancanti. Gianfranco Bettin Venezia 2 maggio 2006

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