ISISS L. G.      AREA DI  PROGETTO 2011/2012CLASSE 3STA   GRUPPO DI LAVORO «AZZATE»
FINE
L’immagine in grande è un manifesto pubblicitario realizzato da MarcelloNizzoli che rappresenta l’autostrada dei laghi, la...
«In ogni suo punto la cittàoffre sorprese alla vista».
VACANZE                          ORIGINIECONOMIA   INTRODUZIONEANAGRAFE       «Il suo segreto è il modo in cui la vista sc...
Il pretorio è indubbiamente l’edificio più antico diAzzate: è particolarmente interessante sia per lasua struttura attuale...
Immersa nel verde dei campi e dei boschi, si può scorgere anche una chiesetta di non grandi pretesearchitettoniche, ma che...
I primi restauri tardarono un po ad arrivare, ma verso la fine dellOttocento ledificio fu salvato dalcrollo ormai imminent...
NEL CENTRO STORICO, LA VIA CHE PORTA AL LAGO CAMBIA PENDENZA, SIFORMA UNA STRETTOIA IN DISCESA E, FRA DUE MURI, SI APRE UN...
OGNI ORA DEL GIORNO DÀ UNA DIVERSA COLORAZIONE ALLEACQUE DEL LAGO, AL CIELO, ALLE MONTAGNE …
… I CAMPI E GLI ALBERI ASSUMONO SFUMATURE DIFFERENTI, MAÈ SOPRATTUTTO IL TRAMONTO DEL SOLE, CHE DA DIETRO ILPROFILO DELLE ...
…SOLE, CONDIZIONI METEO E STAGIONI CONTRIBUISCONOANCHESSI A TRASFORMARE IL PAESAGGIO DURANTETUTTO LANNO, QUASI A VOLER CON...
… FINO A LASCIARE ABBAGLIATI.«Ma la proprietà di questa è che chi vi arriva una sera di settembre, quando le giornate si a...
La Darsena è il piccolo porto di Azzate; in passato attività economichequali la pesca si svolgevano proprio grazie a quest...
Situato a meno di 200 m dal castello di Azzate questolavatoio fu edificato dalla contessa castellani la quale fececostruir...
Azzate è un antico borgo medievale che, sorgendo dalle acque del Lago di Varese (238 m.s.l.m. ) e salendo fino alla cima d...
«Gli antichi costruirono Valdrada sulle rive di un lago con casetutte verande una sopra l’altra e vie alte che affacciano ...
Il lago di Varese ha una superficiedi 14,9 km²; una profondità mediadi 10,7 m e massima di 26 m; unvolume dacqua di 162 mi...
Il Lago non è balneabile a causa dell’inquinamento delle sue acquedovuto agli scarti che le industrie vi buttarono negli a...
L’Università della Birra non è la vanagloriosa vanteria di un gestore di pub che si proponedi insegnare agli altri che cos...
Agli inizi della sua storia (stiamo parlando della fine degli anni ‘90), l’Università della Birra non erauna birreria aper...
Di provata realtà storica è invece il nobile Jan Primus, un cavaliere fiammingo del XIIIsecolo il cui nome fu corrotto in ...
PIANA DIVEGONNO   Oltre alla ciclopedonale del lago in   Azzate vi è un altro luogo dove tutti   possono gustare dei profu...
Anche se non si conosce l’anno di fondazione, ècerto che la chiesa è di origine antichissima.Grazie infatti alla testimoni...
Attualmente l’esterno della facciata, grazie alle aggiunte del 1800, presenta un aspetto a saliente; le decorazioni in cot...
Nella prima campata a sinistra troviamo un affresco del XVI secolo, staccato dalla parete della chiesa di San Rocco,raffig...
Ai due lati dell’altare troviamo a destra una pietra donata dal Papa alla parrocchia di Azzate, mentre a sinistra troviamo...
Gestito dai preti e dalle suore di Azzate d’estate arriva a raccogliere fino a 200ragazzi. La sua struttura principale, co...
Per molti secoli la storia di Azzate è legata alle vicende della nobile famiglia Bossi, feudatariadella Val Bossa. I Bossi...
Il primo documento in cui si ha traccia del nome di Azzate, risale al 1025,nel quale viene indicato “Aciate”.Nella trasfor...
VILLA BOSSI ZAMPOLLISituata nella frazione «Castello», secondo le usanze dell’epoca era costruitaall’esterno del paese cos...
La villa, nonostante i continui interventi, resta comunquecostruita attorno un unico asse che coincide con la strada diing...
Dopo aver aggirato il massiccio del Campo dei fiori e salito dal lago di Varese,Giuseppe Garibaldi arriva al confine di Az...
Dati Coinger su Azzate Anno Popolazione Totale prodotto (kg) Pro capite anno (kg) Indifferenziato (kg) Indifferenziato (%)...
Variazione rifiuti medi per abitante allanno                                                       600                    ...
• Entro il 31 dicembre, gli enti locali deliberano il bilancio di previsione per  l’anno successivo; esso deve rispettare ...
LA SOLIDARIETA’È rilevante l’importanza di cooperare per il bene comune; l’amore per ilbene comune viene inteso come impeg...
UN AMBIENTE    PER L’UOMOL’uomo ha il dovere di prolungare la creazione. Agli arbori il dominiodell’uomo sulla natura era ...
IL RAZZISMO?                     Meglio di noQuesto termine indica la teoria che afferma l’esistenza di razze umanesulla b...
Questa villa deve il suo nome alle varie famiglie cui è appartenuta lequali hanno ridipinto le varie sale, secondo la moda...
Si pensa che questa villetta in passato fosse usata comedeposito per le armi e gli attrezzi della caccia; pare inoltre che...
Questa    villa come molte altre in Azzate, fuun’abitazione della famiglia Bossi; passò poi aiBenizzi e dal 1844 per eredi...
Un saggio, eseguito sotto la parete del portico,ha portato alla luce alcune scritte gotiche. Ciòci permette di collocare p...
La sala del segretario comunale era invecenell’antichità probabilmente una stanza da letto,qui troviamo affrescate due fin...
La sala da ballo, ora sede del consiglio comunale, presenta un magnifico affresco sul soffitto, raffigurante il cielo ches...
Area di progetto             Ufficio segreteria e relazioni con il              «Varese e provincia»            Classe 3ST...
Comune di Azzate (VA)
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Area di progetto sviluppata da studenti della classe 3STA - a.s. 2011-2012

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Comune di Azzate (VA)

  1. 1. ISISS L. G. AREA DI PROGETTO 2011/2012CLASSE 3STA GRUPPO DI LAVORO «AZZATE»
  2. 2. FINE
  3. 3. L’immagine in grande è un manifesto pubblicitario realizzato da MarcelloNizzoli che rappresenta l’autostrada dei laghi, la prima autostrada al mondo!Questa collegava Milano a Varese e Como.Il suo percorso si sviluppa esclusivamente nel territorio della regioneLombardia; oggi si compone ufficialmente di tre autostrade: A8, A9 e A26.
  4. 4. «In ogni suo punto la cittàoffre sorprese alla vista».
  5. 5. VACANZE ORIGINIECONOMIA INTRODUZIONEANAGRAFE «Il suo segreto è il modo in cui la vista scorre su figure che si succedono come in una partitura musicale nella quale non si può cambiare o spostare una sola nota».
  6. 6. Il pretorio è indubbiamente l’edificio più antico diAzzate: è particolarmente interessante sia per lasua struttura attuale, sia per la presenza di pietre dichiara provenienza romana, forse tratte da opere didifesa già erette sul crinale dominante del lago edella Valbossa. Le caratteristiche architettonichesono romaniche: un grosso bugnato, listellato ailati in enormi conci granitici, muri massicci la cuifunzione va al di là di una semplice casa privata. Si pensa grazie alla sua struttura cheabbia svolto mansioni a carattere pubblico, come vuole una tradizione popolare che lochiama appunto PRETORIO, che significa residenza di un corpo di guardie . Al centrodella facciata, sulla parte superiore, troviamo una bifora in cotto, la cui colonna centrale èstata rimossa e sostituita da sassi e mattoni. A sinistra di questa troviamo una finestrarettangolare di stile romanico. A fianco del Pretorio troviamo una sala interamentedecorata a graffiti di scuola rinascimentale.
  7. 7. Immersa nel verde dei campi e dei boschi, si può scorgere anche una chiesetta di non grandi pretesearchitettoniche, ma che, quanto a popolarità, supera di gran lunga il nobile monastero cluniacensedella sponda opposta, quello di Voltorre: è la Madonnina del lago di Azzate. Gli studi portati atermine durante recenti lavori di consolidamento inducono a ritenere che in origine, come spessoaccade nel caso di edifici sorti per soddisfare esigenze strettamente locali, si trattava solo di unapiccola cappella eretta con pietre e mattoni che gli esperti daterebbero intorno al XV secolo.Notizie più sicure si hanno nel Settecento, quando il cosiddetto Catasto Teresiano, nella mappa dellazona di Azzate, registra la presenza delledificio sacro, annesso al Prato della Madonna, chiamandoloChiesa della Beata Vergine delle Case vecchie. Queste ultime erano, probabilmente, le cascine chetuttora costellano lampio declivio che da Azzate scende verso il lago, cioè le cascine denominateNovaglia, Prada, Galgino e Cassina. Verso la metà del secolo scorso un cronista locale descrisse lachiesetta come poco più di un rudere abbandonato, senza proprietario, anche se dotata di un affrescoraffigurante la Natività, per il quale la devozione degli azzatesi non si era mai spenta. Infatti, in tempi dicarestia o nelle stagioni particolarmente inclementi, essi erano soliti recarsi alla chiesetta, portandovilampade e altri ex voto.La fama del luogo sacro e soprattutto di quellaffresco era tale che molti miracoli venivano ritenutiopera loro, specialmente in occasione di malattie e nubifragi. Il microclima del lago e la sua stessaposizione nei confronti dei venti avevano spesso favorito in passato tremende sciagure naturali, cometempeste, gelate eccezionali ed esondazioni, contro le quali i poveri contadini e pescatori non potevanofare altro che pregare.
  8. 8. I primi restauri tardarono un po ad arrivare, ma verso la fine dellOttocento ledificio fu salvato dalcrollo ormai imminente: nelloccasione il vecchio corpo della chiesa fu ampliato e venne innalzatala grande cupola. Il portico aperto sul davanti, sproporzionato rispetto allintero complesso, dovevaservire anche come rifugio provvisorio, per uomini e animali sorpresi da improvvisi acquazzoni. Inbuone o cattive condizioni che fosse, la Madonnina del lago ha sempre attirato ogni sorta diviandanti, devoti o anche solo curiosi, come scrive un azzatese nel 1857: "La vecchierella fattagrave sotto il peso degli anni, e lo sventurato contadino (...) e lo storpiato (...) e linnocente verginerapita da misteri celesti, vi accorrono in folla nei dì festivi (...) né il miscredente tralascia divisitarla attrattovi dal concorso e dalla brama di vedervi le ninfe boscherecce".
  9. 9. NEL CENTRO STORICO, LA VIA CHE PORTA AL LAGO CAMBIA PENDENZA, SIFORMA UNA STRETTOIA IN DISCESA E, FRA DUE MURI, SI APRE UNCANNOCCHIALE PROSPETTICO DI RARA BELLEZZA CHE ANTICIPA IL PANORAMAPIÙ AMPIO CHE ATTENDE POCO PIÙ IN LÀ. DOPO QUALCHE METRO INFATTI, ILBALCONE PANORAMICO OFFERTO DALLA NUOVA PIAZZA GHIRINGELLI VEDEPROTAGONISTI A DESTRA LE PREALPI VARESINE CON IL MASSICCIO DEL CAMPODEI FIORI, IL SACRO MONTE, LA MARTICA, IL MONTE MONARCO E I PAESI CHE, AISUOI PIEDI, VANNO DALLA CITTÀ DI VARESE FINO A GAVIRATE. A SINISTRAECCO LA VAL GRANDE, IL SEMPIONE ED INFINE IL MASSICCIO DEL MONTE ROSA,GRANDE, MAESTOSO, PERENNEMENTE INNEVATO.
  10. 10. OGNI ORA DEL GIORNO DÀ UNA DIVERSA COLORAZIONE ALLEACQUE DEL LAGO, AL CIELO, ALLE MONTAGNE …
  11. 11. … I CAMPI E GLI ALBERI ASSUMONO SFUMATURE DIFFERENTI, MAÈ SOPRATTUTTO IL TRAMONTO DEL SOLE, CHE DA DIETRO ILPROFILO DELLE ALPI, PIANO PIANO, IRRADIA UN VENTAGLIO DIFASCI LUMINOSI CHE TINGONO DI ROSA LE NUVOLE FINO A POCOPRIMA BIANCHE E SPUMEGGIANTI ...
  12. 12. …SOLE, CONDIZIONI METEO E STAGIONI CONTRIBUISCONOANCHESSI A TRASFORMARE IL PAESAGGIO DURANTETUTTO LANNO, QUASI A VOLER CONTINUAMENTE ATTIRARELATTENZIONE E SODDISFARE LA CURIOSITÀ DI CHI SIFERMA A CONTEMPLARLO…
  13. 13. … FINO A LASCIARE ABBAGLIATI.«Ma la proprietà di questa è che chi vi arriva una sera di settembre, quando le giornate si accorciano e le lampademulticolori si accendono tutte insieme sulle porte delle friggitorie, e da una terrazza una voce di donna grida: uh!, viene dainvidiare quelli che ora pensano di aver già vissuto una sera uguale a questa e d’esser stati quella volta felici».
  14. 14. La Darsena è il piccolo porto di Azzate; in passato attività economichequali la pesca si svolgevano proprio grazie a questo. Oggi purtroppo èin disuso perché l’industrializzazione dei territori circostanti ha resole acque del lago troppo inquinate. Resta comunque un luogomagnifico dove trascorrere del tempo immersi nella natura e nei suoisuoni soprattutto dopo la ristrutturazione dei pontili e la bonifica deiprati attorno nel 2005 a opera degli «Amici della Darsena» e il comune.
  15. 15. Situato a meno di 200 m dal castello di Azzate questolavatoio fu edificato dalla contessa castellani la quale fececostruire una condotta da una fonte sul colle di San Quiricoche portasse l’acqua direttamente al suo castello; ella fuanche previdente verso i suoi cittadini creando una condottadi ritorno che portasse l’acqua qui. La targa sotto illustrata èdedicata in ringraziamento alla contessa.
  16. 16. Azzate è un antico borgo medievale che, sorgendo dalle acque del Lago di Varese (238 m.s.l.m. ) e salendo fino alla cima del colle di San Quirico (413 m.s.l.m.), copre un’area di 4,72 kmq. La collocazione geografica garantisce che il rischio di terremoti sia tra i più bassi di tutta la Lombardia.L’idrografia è caratterizzata dalla presenza di due corsi d’acqua principali: «Roggia Vecchia» che delimita il confine occidentale e la «Roggia Valciasca» che delimita il confine orientale; altri corsi d’acqua minori vi confluiscono in genere prima di immettersi nel Lago. L’ultima grande modifica geologica del territorio in esame si è avuta circa 17.000 anni fa quando il ghiacciaio del Verbano si ritirò definitivamente lasciando un ambiente morenico. In superficie il suolo è prevalentemente argilloso ; questo, insieme agli elementi sopra indicati , fa di Azzate lo spartiacque diben tre bacini acquiferi (Bacino di Cimbro-Daverio, verso sud fino alla valledell’Arno e verso nord nel Lago). La popolazione conta circa 4500 persone con una densità abitativa di quasi 960persone per kmq.
  17. 17. «Gli antichi costruirono Valdrada sulle rive di un lago con casetutte verande una sopra l’altra e vie alte che affacciano sull’acqua iparapetti a balaustra. Così il viaggiatore vede arrivando due città:una diritta sopra il lago e una riflessa capovolta».
  18. 18. Il lago di Varese ha una superficiedi 14,9 km²; una profondità mediadi 10,7 m e massima di 26 m; unvolume dacqua di 162 milioni dim³ e un bacino imbrifero di 112km². A nord-ovest la costa è alta ele acque profonde; altrove, esoprattutto a sud-est, la riva èpiatta e il canneto fitto e diffuso.
  19. 19. Il Lago non è balneabile a causa dell’inquinamento delle sue acquedovuto agli scarti che le industrie vi buttarono negli anni sessanta.Oggi c’è un miglior controllo in questa materia ma, anche se si èrisolto questo problema, se ne è creato un altro che è l’impiantofognario che porta i liquami dei paesi attorno al lago ad un unicodepuratore a Bardello; quando piove troppo le acque nere escono dallecondotte finendo nel lago. La SEL (Stato Ecologico dei Laghi) haanalizzato i parametri del lago da Biandronno (dati 2009) ottenendoche la visibilità media è di 1,1m, l’ossigeno disciolto è quasi assente inprofondità (0,7% di saturazione) ma abbastanza elevato in superficiefino ad un massimo di 90,3% saturazione, vi sono 20,4 ug/l diclorofilla e concentrazioni di fosforo che vanno da 69 ug/l a 551 ug/l.
  20. 20. L’Università della Birra non è la vanagloriosa vanteria di un gestore di pub che si proponedi insegnare agli altri che cosa sia la spumeggiante bevanda. Tutt’altro! Il locale dimescita aperto al pubblico, infatti, è successivo all’apertura dell’Università della Birraintesa come istituto di formazione professionale altamente specializzato e aperto con ilpatrocinio della Regione Lombardia.Correva l’anno 1997. Il 5 maggio cominciò il primo corso di formazione per gestori dibirrerie, tipologia di locale che andava per la maggiore ma purtroppo priva di scuolespecializzate capaci di insegnare il nuovo, affascinante mestiere. Subito giunsero gestorida ogni parte d’Italia, spesso seguiti dai responsabili di settore della birreria. Vi era unagran voglia di imparare che cosa fosse la birra, come andava conservata e spillata, quali equante fossero le svariatissime tipologie dell’universo birrario. La gestione del banco,della cantina, della cambusa e della birreria stessa non ebbero più segreti per chi volevarealmente imparare ad essere un vero, grande professionista della birra.Naturalmente ci furono le solite malelingue che insinuarono: “Facile fare della teoria, mala gestione concreta di un pub è tutta un’altra cosa!”. La risposta fu: “Noi metteremo inpratica ciò che insegniamo in aula”. Così è stato. L’Università della Birra di sera cambiapelle e diventa locale aperto al pubblico. I clienti ricevono lo stesso tipo di servizio e diattenzioni consigliati agli studenti durante le lezioni, gli straordinari e quasi introvabiliprodotti che fanno la felicità di ogni serio conoscitore di birra, gli abbinamenti col ciboconsigliati secondo regole studiate e non secondo l’estro del dilettante, un menù birrariodi base e un menù che ogni mese cambia tema e propone sapori tradizionali o particolari.Lasciate ogni speranza (di bere mai più qualcosa che non sia birra!), o voi ch’entrate…
  21. 21. Agli inizi della sua storia (stiamo parlando della fine degli anni ‘90), l’Università della Birra non erauna birreria aperta al pubblico, ma un circolo privato di amici animati dalla comune passione per laspumeggiante bevanda. Si trattava degli “Amici di Gambrinus”.Oggi, che il locale è finalmente aperto al pubblico ogni sera, il gruppo di birrofili Amici di Gambrinuscontinua a vivere come grande comunity, anche on line! Per chi ama la birra e la sua cultura, il nome diGambrinus non riesce nuovo. Quando però si tratta di entrare nei dettagli e di saperne di più,cominciano i punti interrogativi: c’è chi confessa candidamente di non saperne nulla, c’è chi si inventastorie puntando sulla presunta ignoranza del suo interlocutore e chi infine dà notizie abborracciateattinte da fonti non si sa quanto attendibili.Una cosa è chiara: Gambrinus è collegato alla birra così come Bacco lo è al vino. Ha poca importanzase sia santo protettore, divinità nordica o mitico mastrobirraio. L’importante è che Gambrinus, nellevarie immagini che lo ritraggono, brandisce sempre in mano un boccale di birra.Quando si parla di Gambrinus, storia e leggenda si mescolano, creando quell’alone di mistero che rendela mitica figura non solo interessante, ma anche affascinante.Un umanista, Johannes Turmais detto Aventinus, narra nei suoi “Annales Bajorum” che Gambrinusfosse il figlio di Marsus, un re germanico dell’era precristiana noto come un grande tracannatore dibirra. Gambrinus, che tra l’altro la leggenda vuole fondatore del porto fluviale di Amburgo, fu un reancor più illuminato di Marsus ma altrettanto strenuo sostenitore di brindisi birrari. Una leggenda recitache Gambrinus fosse addirittura il birrario della corte di Carlo Magno, quindi fa risalire la sua esistenzaal IX secolo, ma la storia non ne segnala tracce (anche se l’ipotesi che Carlo Magno fosse unammiratore della birra è estremamente suggestiva).
  22. 22. Di provata realtà storica è invece il nobile Jan Primus, un cavaliere fiammingo del XIIIsecolo il cui nome fu corrotto in Gambrinus. Costui fu non soltanto un brillante uomod’armi, ma anche politico d’eccezione se è vero che resse in qualità di presidente onorariola corporazione dei birrai di Bruxelles per decenni.Un altro Jan Primus, questa volta vissuto nel XVI secolo, è attestato storicamente con unruolo ancora più importante: re del Brabante e delle Fiandre. Egli fu ucciso in un duello daun cavaliere francese che così lo apostrofò: “Che succede? Combattete in due contro dime?”. Un tale stratagemma fece abbassare la guardia a Jan Primus, che si voltò per vederechi stava combattendo con lui. Il francese ne approfittò per colpirlo alla schiena eucciderlo. Mentre Jan Primus moriva, il suo avversario gli mormorò: “So che il vostrosecondo io era la birra che dà forza, bevuta da voi prima di affrontare il cimento. Avutanepaura, ho dovuto colpirvi alle spalle per avere qualche speranza di sopravvivere”. Unmartire laico nel segno della birra.Un’ultima, incredibile ma non per questo impossibile ipotesi, ci narra delle disavventureoccorse a un supposto nome originario, Gambrivius, trovato in un manoscritto e letto maleda uno stampatore di Anversa, che lo corresse in Gambrinus. Che il nome del dio dellabirra sia nato come un errore di stampa?
  23. 23. PIANA DIVEGONNO Oltre alla ciclopedonale del lago in Azzate vi è un altro luogo dove tutti possono gustare dei profumi, dei colori e dei suoni della campagna; questo luogo è «l’Anello di Vegonno». Meta per gli azzatesi di tutte le età è lungo circa 3 km.
  24. 24. Anche se non si conosce l’anno di fondazione, ècerto che la chiesa è di origine antichissima.Grazie infatti alla testimonianza di un documentoparrocchiale possiamo confermare questa ipotesidato che nel 1224 il rettore di questa chiesaesercitava tutti i diritti parrocchiali col titolo diArciprete. Originariamente la chiesa di santaMaria Nascente era costituita da una pianta a crocelatina. Altare e coro sono stati aggiunti nel 1600circa. Le due piccole navate laterali, con coperturaa botte, furono fatte aggiungere attraverso unosfondamento delle pareti laterali assieme aiconfessionali intagliati in legno raffiguranti lefigure . Sottostanti il pavimento c’erano i sepolcricon 24 celle e due porte per accedervi. dicissetteanni dopo, è stato aggiunto il magnifico campanileassieme alla bussola del portale maggiore. Lecampane che troviamo oggi però sono statesostituite.
  25. 25. Attualmente l’esterno della facciata, grazie alle aggiunte del 1800, presenta un aspetto a saliente; le decorazioni in cottosono neogotiche. Nelle lunette vi sono rilievi raffiguranti S. Lucia e San Apollonia, mentre nelle due nicchie S. Giuseppee S. Giovanni con l’aquila. Le tre statue sovrastanti rappresentano le tre virtù teologali : fede, speranza e carità. Nellaprima campata a destra è custodita una preziosa tela raffigurante La vergine con il bambino, Santa Caterina d’Alessandriaed il senatore conte Egidio Bossi. La terza campata, che corrisponde al braccio della primaria pianta a croce latina, è lacappella di San Carlo; sull’arco di quest’ultima sono rappresentati i 4 evangelisti . Nella nicchia centrale della cappella,al posto della statua in pietra di San Carlo, è custodito un prezioso crocefisso in avorio donato dalla contessa allaparrocchia.Statue rappresentanti le tre virtù teologiali : Fede, Carità e Crocifisso in avorio donato dallaSperanza. La statua della carità, secondo l’insegnamento di Contessa Castellani alla parrocchiaSan Paolo, sovrasta le altre due.
  26. 26. Nella prima campata a sinistra troviamo un affresco del XVI secolo, staccato dalla parete della chiesa di San Rocco,raffigurante la nascita della vergine. Sui pilastri centrali possiamo trovare due tavole in legno raffiguranti San Pietro eSan Paolo. Le volte a vela della navata centrale hanno tre medaglioni raffiguranti episodi della bibbia. Una volta salitiall’altare possiamo notare una copia della tela di Holbein raffigurante il Cristo morto ( viene rappresentato di profilo,con la faccia rivolta verso l’alto con perizoma e lenzuolo bianco).Affresco con la scena della Natività La tela del Cristo Morto:di Maria Staccato dalla parete della 1) Tela ricoperta di polvere ritrovata arrotolata dietro gli stalli del corochiesa di San Rocco e restaurato nel 2) Primo restauro risalente al 19431975. 3) Il quadro come ci appare oggi, dopo il restauro avvenuto nel 1992
  27. 27. Ai due lati dell’altare troviamo a destra una pietra donata dal Papa alla parrocchia di Azzate, mentre a sinistra troviamouna pietra di marmo di Candoglia (cima lago Maggiore) del duomo di Milano come gemellaggio con quest’ultimo. Suquesta pietra sono raffigurati San Gervasio e San Protasio. I pavoni, presenti in gran numero sugli affreschi del soffittodella chiesa, simboleggiano l’immortalità. Ciò è spiegato dal fatto che gli antichi credevano che fosse un animale senzaossa, ma solamente con la cartilagine. Nel 1964 iniziarono gli scavi sotto al portone principale per l’impianto diriscaldamento; Gli addetti al lavoro fecero la macabra scoperta di ossa umane risalenti al 1800; queste furono trasportatealla fossa comune del cimitero di Vegonno utilizzando ben 12 motocarri.Marmo del duomo di Milano Pietra donata dal Papa Resti di ossa umane ritrovate sotto la chiesa
  28. 28. Gestito dai preti e dalle suore di Azzate d’estate arriva a raccogliere fino a 200ragazzi. La sua struttura principale, comprendente le attuali aule e la cappellina, erapresente già nel 1909 quando fu usata come asilo (la parte delle aule) e come cinemasuperotto (la capellina). Nel 1963 avvennero molti mutamenti: con l’arrivodell’obbligo dell’istruzione fino alla terza media, lo stato si ritrovò privo di strutturenel quale effettivamente far insegnare; fu così che si rivolse alla chiesa chiedendolespazi coperti. Ad Azzate la richiesta venne accolta e lo stato affittò le auledell’oratorio. Nello stesso anno viene inaugurata la piscina e, nella stessa struttura deisuoi spogliatoi, furono allestiti laboratori adibiti a corsi di disegno meccanico.Sempre nel ‘63 la chiesa di Azzate vendette i territori attorno a via Rampada donatidalla contessa Castellani in punto di morte; con i soldi ottenuti poté costruire gliattuali cinema, palestra e sale semi-interrate. Nel 1965 vendendo altri terreni alpatrimonio ecclesiastico si aggiunse anche quello di Villa Mazzocchi. Il nome: «SanGiuseppe» è una conferma del motivo per cui è stato costruito: come Giuseppe educòGesù, così gli animatori si impegnano ad educare i bambini.
  29. 29. Per molti secoli la storia di Azzate è legata alle vicende della nobile famiglia Bossi, feudatariadella Val Bossa. I Bossi di Azzate e quelli milanesi sembra avessero la stessa origine. Etradizione che al ramo dei Bossi di Azzate appartenessero S. Benigno e Ansperto, arcivescovidi Milano. Insegna della famiglia era il bue bianco passante in campo rosso. Nel MedioevoAzzate fece parte del feudo di Varese e, come tipico esempio del borgo medievale, conservabei resti darte e darchitettura come losanghe bianche e nere e stemmi di casate locali.Con la vendita dei feudi (1538), Azzate fu smembrato da Varese e assegnato al SenatoreEgidio Bossi. Nel 1717 il marchese Fabrizio Benigno Bossi, feudatario della Val Bodia (checomprendeva Gazzada, Buguggiate, Brunello, Daverio, Galliate, Crosio e parte di Bodio)pretese di aver diritto anche ad Azzate, e nello stesso anno ottenne di cambiare il nome di ValBodia in Val Bossa per i meriti dei Bossi, antichi signori della zona.Dopo la dominazione austriaca, sotto la Repubblica Cisalpina Azzate fece parte deldipartimento del Verbano, con capoluogo Varese, che però, poco dopo, fu assorbito daldipartimento dellOlona e quindi (1801) da quello del Lario, con capoluogo Como.Nel 1927, ricostituita la provincia di Varese, Azzate ne tornò a far parte.«Seguendo con esattezza i calcoli degli astronomi, Perinzia fu edificata; genti diverse vennero a popolarla; la prima generazionedei nati a Perinzia prese a crescere tra le sue mura; e questi alla loro volta raggiunsero l’età di sposarsi e avere figli».
  30. 30. Il primo documento in cui si ha traccia del nome di Azzate, risale al 1025,nel quale viene indicato “Aciate”.Nella trasformazione della lingua italiana la “ci” normalmente si muta in“x”: infatti si trova che Aciate nel XIII sec. è già “Axiate”. Ma la “x”tende a rafforzarsi in “zz”: così nel XVI sec. Axiate si trasforma in“Azzà”. Il paese conserverà questo nome fino a quasi tutto lOttocento,quando si muterà definitivamente in “Azzate”.«Non di questo è fatta la città, ma di relazioni tra le misure del suo spazio e gli avvenimenti del suo passato».
  31. 31. VILLA BOSSI ZAMPOLLISituata nella frazione «Castello», secondo le usanze dell’epoca era costruitaall’esterno del paese così da permettere al signore di esercitare le proprie attività conpiù libertà, era la residenza dei signori di Azzate. Le prime fonti storiche riguardol’esistenza di questa struttura risalgono al XIV secolo; successivamente furono fattitalmente tanti interventi dalla famiglia Bossi che è difficile oggi determinare qualisiano le zone più o meno antiche. Le ultime modifiche risalgono comunque all’iniziodel XIX secolo.
  32. 32. La villa, nonostante i continui interventi, resta comunquecostruita attorno un unico asse che coincide con la strada diingresso che è perpendicolare alla riva del lago di Varese. Iproprietari sono di Milano e la usano poco; purtroppo ciòporta all’assenza della manutenzione di cui necessiterebbe.
  33. 33. Dopo aver aggirato il massiccio del Campo dei fiori e salito dal lago di Varese,Giuseppe Garibaldi arriva al confine di Azzate. Qui Il condottiero nota una villa diproprietà della famiglia Bossi, e pensando che l’avessero occupata gli austriaci,decide di deviare la sua avanzata verso Brunello e Gazzada fino ad arrivare aMorazzone ( questa convinzione del generale era data dal fatto che Daverio, unpaesino confinante con Azzate, aveva preparato una controffensiva all’armataaustriaca). L’esercito garibaldino arrivato stremato, viene colpito alle spalledall’esercito avversario che era stato allertato del suo arrivo da una spiamorazzonese. Colpito dal fattore sorpresa, dopo aver combattuto una battagliasanguinaria per le vie del paese, giunta la notte decide di procedere con una ritiratastrategica verso la Svizzera. Qui entrò in gioco un nuovo problema: nonconoscevano il territorio e non avevano il tempo necessario per la ricerca di unaguida. Ciò lo portò alla decisione affrettata di rapire il parroco per farsi condurrelontano dalle linee nemiche.
  34. 34. Dati Coinger su Azzate Anno Popolazione Totale prodotto (kg) Pro capite anno (kg) Indifferenziato (kg) Indifferenziato (%) Differenziato (kg) Differenziato (%) 2002 3861 2053541 531,87 1104180 53,77 949361 46,23 2003 3974 1813871 456,43 975732 53,79 838139 46,21 2004 4051 2060516 508,64 1021084 49,55 1039432 50,45 2005 4121 2137411 518,66 874485 40,91 1262926 59,09 2006 4242 2296313 541,33 879516 38,3 1416797 61,7 2007 4297 2220102 516,66 683,126 30,77 1536976 69,23 2008 4404 2237834 508,14 631,004 28,2 1606830 71,8 2009 4473 1875086 419,2 603065 32,16 1272021 67,84 2010 4520 1921060 425,01 606415 31,57 1314645 68,43 2011 4625 1962238 424,27 595,152 30,33 1367086 69,67Raccogliendo e smistando i rifiuti di ben 24 paesi tra cui Azzate la Coinger lavora su un’area di110,7 kmq. Coinger significa Consorzio Intercomunale Gestione Rifiuti. La struttura diriferimento è situata sul territorio del comune di Brunello e comprende l’area ecologica(discarica) e gli uffici; il suo tetto è interamente ricoperto di pannelli fotovoltaici che la rendonoa emissioni zero. Ogni anno pubblica il bilancio dei rifiuti raccolti per singolo paese; i dati suAzzate raccolti in tabelle mostrano come la raccolta differenziata sia arrivata oltre il 70% e comeil consumo di prodotti è variato negli ultimi 9 anni.
  35. 35. Variazione rifiuti medi per abitante allanno 600 500Rifiuti medi per abitante (kg) 400 300 200 100 0 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 Anno 80 % riciclaggio allanno % rifiuti riciclata (in verde) e non (in giallo) 70 60 50 40 30 20 10 0 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 Anno
  36. 36. • Entro il 31 dicembre, gli enti locali deliberano il bilancio di previsione per l’anno successivo; esso deve rispettare i principi di annualità, veridicità, attendibilità, pareggio finanziario…• Il bilancio comunale, o meglio il bilancio di previsione, è lo strumento di pianificazione e gestione economica e finanziaria dei comuni italiani. In esso vengono dettagliate tutte le entrate e le spese dellente divise in parte corrente e parte in conto capitale.• Nel corso di ciascun anno, che viene chiamato esercizio, ci sono passaggi precisi che hanno lo scopo di redigere il bilancio di previsione, di verificarlo durante lanno e di consolidarlo, o meglio assestarlo, ad esercizio completato.• Il bilancio è sempre materia di Consiglio Comunale. I contenuti, la sua struttura e il processo di stesura del bilancio sono normati per legge e sono di competenza del Ministero dellEconomia e delle Finanze (MEF).
  37. 37. LA SOLIDARIETA’È rilevante l’importanza di cooperare per il bene comune; l’amore per ilbene comune viene inteso come impegno per la giustizia,per lo sviluppo,la liberazione,la pace, la crescita civile, la tolleranza, la lottaall’emarginazione. È importante, inoltre, richiamare il valore dellacarità fraterna( gratuità di una relazione caratterizzata dacomprensione e solidarietà). Una delle colonne portanti della società è ilvolontariato perché qui si riafferma la centralità della persona umana,l’attenzione verso i più deboli e sofferenti, il rispetto degli altri,senso delservizio e la condivisione della propria esistenza con quella degli altri.
  38. 38. UN AMBIENTE PER L’UOMOL’uomo ha il dovere di prolungare la creazione. Agli arbori il dominiodell’uomo sulla natura era funzionale alla conservazione della specie,ma nel corso del tempo la logica dominatrice dell’uomo sull’ambienteha finito con il prevalere per se stessa. Nell’ultima metà del secoloscorso lo sviluppo delle nostre società sembra, per la prima volta, aversuperato le capacità del pianeta di fornirci risorse naturali a sufficienzaed assorbire ulteriori inquinamenti ed alterazioni.
  39. 39. IL RAZZISMO? Meglio di noQuesto termine indica la teoria che afferma l’esistenza di razze umanesulla base delle differenze biologiche, giustificando rapporti di dominio edi violenza. Questa teoria si è sviluppata a partire dalla seconda metàdell’Ottocento. Tutto questo fu smentito dalla scienza la falsità dellateoria razzistica, visto che non esistono diverse razze umane. Nella nostrasocietà il termine razzista è ormai associato alla xenofobia, cioè la pauraverso lo straniero. Questa paura viene sviluppata soprattutto dalla paurae dall’ignoranza; infatti lo straniero a causa della sua diversità è vissutocome minaccia e il diverso va fatto sparire.
  40. 40. Questa villa deve il suo nome alle varie famiglie cui è appartenuta lequali hanno ridipinto le varie sale, secondo la moda del tempo. Proprioper questo motivo nei punti in cui gli affreschi sono più danneggiati siintravedono gli strati di pittura sottostanti. Oggi è la struttura cheospita la sede comunale, ed è l’unica villa storica, in Azzate , aperta alpubblico.
  41. 41. Si pensa che questa villetta in passato fosse usata comedeposito per le armi e gli attrezzi della caccia; pare inoltre chenei mesi invernali più freddi la famiglia della villa vi sitrasferisse perché tenere calda la loro principale dimorasarebbe stato molto più costoso e difficoltoso. Oggi è una casaprivata ma viene comunque curata particolarmente neidettagli per mantener vive nella memoria le sue funzionioriginali.
  42. 42. Questa villa come molte altre in Azzate, fuun’abitazione della famiglia Bossi; passò poi aiBenizzi e dal 1844 per eredità ai castellani.L’ultima proprietaria della villa fu la contessaCastellani che donò la proprietà alla parrocchiacomprata poi dal comune, divenendo oggi la sedecomunale. Probabilmente quest’edificio è statocostruito sopra le casi forti della famiglia Bossi.Della villa sono state ritrovate solamente le pareti ele pitture, dell’interno non abbiamo più traccia; lostorico Azzatese Giancarlo Vettore ha cercato dicapire la corrispondenza tra i locali contemporaneidel comune e quelli degli antichi locali appartenentiai membri delle famiglie che hanno abitato questavilla. Un piccolo parco introduce l’entrata alla villache compare come un corpo di fabbrica ad L. Sullafacciata si notano medaglioni raffiguranti ipersonaggi della famiglia Bossi. Il portico, con unacopertura a volta, presenta archi a sesto ribassato,qui appaiono le prime pitture settecentesche.
  43. 43. Un saggio, eseguito sotto la parete del portico,ha portato alla luce alcune scritte gotiche. Ciòci permette di collocare parte dell’edificio alXV secolo. Un andito (corridoio),corrispondente alla campata settentrionale delportico, collega il cortile ad occidente con ilparco ad oriente. Uno scalone, longitudinale alportico, porta al piano nobile; qui su questoscalone possiamo notare decorazioni allepareti ed al soffitto, con una balaustra inmarmo rosso simile a quelli in stile baroccopresenti in altre ville del territorio. Tutte lesale del piano nobile hanno un’armoniosadecorazione e architettura. La sala dapranzo(ora ufficio anagrafe), presenta unsoffitto a cassettoni, di fattura raffinata, operadella scuola varesina dell’artista Magatti.Fasce ad affresco coronano il locale con alcunirifacimento ottocenteschi.
  44. 44. La sala del segretario comunale era invecenell’antichità probabilmente una stanza da letto,qui troviamo affrescate due finestre con lo scopodi ampliamento dello spazio, a queste siaggiungono vari dipinti di poemi cavallereschi.L’ufficio del sindaco stanza più piccola risalenteal 1800 , presenta vari dipinti in cui vengonorappresentati Sant’ Antonio, la Madonna con ilbambino e l’evangelista Marco. Vicino allestanze utilizzate oggigiorno dal Consorziosanitario, troviamo la cappella privata dellafamiglia Bossi , con il soffitto a botte sostenutoda quattro colonne; qui era conservato fino 1969uno stupendo crocefisso in avorio donato allaparrocchia dalla contessa. Vicino a quest’ultimatroviamo una sala a chiocciola che porta allatorretta della villa costruita agli inizi del 900.Questa torretta è stata costruita perché gliabitanti della villa volevano avere una visionedei monti e del lago di Varese, e ciò non gli erapermesso data la numerosa presenza di edificinelle vicinanze
  45. 45. La sala da ballo, ora sede del consiglio comunale, presenta un magnifico affresco sul soffitto, raffigurante il cielo chesembra voglia sfondare e ampliare l’edificio; in fondo al salone troviamo un monumentale camino in pietra molera; difianco a questo troviamo due diverse versioni del gonfalone del comune: Quello di sinistra è quello ufficiale: vi spicca uncastello attorniato da un cipresso e tre spighe di frumento che stanno a significare le antiche glorie dei Bossi ed ilcarattere essenzialmente agricolo delleconomia del paese. In quello di destra, opera del valente pittore azzatese GiuseppeTriacca, sono raffigurate altrecaratteristiche di Azzate: la cosiddetta Torre sul Colle di San Quirico; il bue che compare nello stemma dei Bossi (vasottolineato che gli Azzatesi sono detti "I boo da Za"); la palma e la corona del martirio che si riferisce probabilmente aSan Benigno o a San Lorenzo; la facciata della chiesa parrocchiale di Santa Maria.
  46. 46. Area di progetto Ufficio segreteria e relazioni con il «Varese e provincia» Classe 3STA pubblico ISISS Ludovico Geymonat «Le leggende del lago» Gruppo «Azzate» Ufficio Ragioneria Tesi di laurea con argomentazione l’economia di Azzate Ballerio Simone Ufficio cultura, sport, tempo libero e biblioteca Ricerche delle scuole azzatesi Boccalatte Matteo Ufficio tecnico Il Cronicus Colombo Alberto Ufficio anagrafe Sito dell’ARPA Questa è la presentazione Damiani Silvia ridotta; la ricerca ha Segretario comunale Informazioni dello storico Azzatese coinvolto molti più temi, Galbiati Alice ma è risultata troppo Il Sindaco Gianni dell’Acqua Lettera del sindaco di Morazzone difficile da caricare in Hamzè Shadi Matteo Bianchi rete; la versione completa il Sig. Giancarlo Vettore all’onorevole La Russa della ricerca è disponibile Premazzi Luca riguardante Giuseppe Garibaldi su DVD. Il personale dell’Università della Birra Salvalajo Tommaso Atti di nascita , morte e matrimonio Don Angelo, parroco di Azzate Cartografia software comunaleSi ringrazia per la disponibilità offerta: Personale degli uffici Coinger Le frasi guida sono tratte dal libro Fonti utilizzate: di Italo Calvino: «Le Città il personale del comune di Azzate: Invisibili» Sito web del comune di Azzate Tutti i diritti sono riservati Libri della biblioteca comunale: «vicende storico ecclesiastiche» Azzate, maggio 2012

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