Partecipa.net: il processo e le regole di partecipazione

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La presentazione, a cura di Sabrina Franceschini - Regione Emilia-Romagna – definisce il quadro di riferimento e i metodi per la realizzazione di processi decisionali partecipati, a partire dall’esperienza del progetto di e-democracy Partecipa.net.

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Partecipa.net: il processo e le regole di partecipazione

  1. 1. Il processo e leregole dipartecipazioneQuadro di riferimento e metodi per la realizzazione diprocessi decisionali partecipatiSabrina FranceschiniReferente tecnico di Partecipa.net
  2. 2. Obiettivi• definire un quadro teorico comune di riferimento peri processi di partecipazione• definire delle linee di azione comuni• definire delle regole di partecipazione generali da“personalizzare” negli specifici contesti• condividere percorsi di partecipazione
  3. 3. La “sfera pubblica”Il modello teorico proposto da Habermas ci forniscealcune riflessioni e indicazioni che possono essereutili per inquadrare i processi.Con “sfera pubblica” si intende un ambito della societàcivile dove si hanno discussioni pubbliche su temi diinteresse pubblico e interazioni orientate a risolvere iproblemi.All’interno di questa arena di discussione i partecipanti( siano essi decisori o singoli cittadini) hanno egualidiritti di accesso, di intervento e di proposta.
  4. 4. 4 principiLa deliberazione fondata sul modello di “sferapubblica” poggia su quattro principi:1 Uguaglianza: chiunque sia “portatore di interesse”rispetto ad una decisione dovrebbe poter parteciparea pari condizioni2 Diversità: la discussione tra soggetti “diversi”produce novità ed apprendimento3 Reciprocità: chi partecipa si deve porre in ascoltoanche le altre posizioni4 Qualità della discussione: i partecipantidovrebbero considerare i propri interessi e valori nelcontesto più ampio
  5. 5. 6 linee di condottaPermettono la realizzazione di un processo dialogicoaderente ai principi enunciati:1 Autonomia: la discussione è guidata dagliinteressi dei cittadini2 Tematizzazione: le posizioni devono essereargomentate, le critiche costruttive3 Riflessività: predisposizione a mutare la propriaposizione in ragione di quelle altrui4 Immedesimazione: comprendere leargomentazioni degli altri5 Sincerità: uso corretto delle info, dichiarazionedelle fonti6 Inclusione e uguaglianza: il diritto di parola pertutti
  6. 6. 5 “minacce”I principali problemi legati ai processi dipartecipazione1 Demotivazione: il calo progressivo deipartecipanti2 Incompetenza: sia rispetto al processo che alcontenuto3 Eterno presente: difficoltà a proiettarsi nel futuro4 Dimensioni: meglio i gruppi piccoli5 Divide: il dislivello di conoscenze e di possibilità diaccesso tra i partecipanti
  7. 7. “sfera pubblica” ed e-democracyCome risponde il progetto alle 6 linee?1Autonomia: il web è un’arena “aperta”2 Tematizzazione: le argomentazioni sono scritte ese ne tiene memoria3 Riflessività: la discussione è asincrona4 Immedesimazione: il web è un media“confidenziale”, tende a polarizzare, ruolo delmoderatore5 Sincerità: la pal fornirà tutti gli elementi utili6 Inclusione e uguaglianza: le relazioni a distanzariducono alcuni dislivelli
  8. 8. ..e alle 5 “minacce”1 Demotivazione: l’interesse andrà alimentato conazioni di rinforzo anche off-line2 Incompetenza: le info dovranno avere un’otticain-formativa, la mediazione delle associazioni3 Eterno presente: ruolo del moderatore4 Dimensioni: il metodo delphi5 Divide: azioni mirate per i cittadini svantaggiati
  9. 9. Le regole della partecipazioneDovrebbero essere la base per definire il “patto” con icittadini. Hanno una valenza su entrambi i versanti:• gli impegni delle amministrazioni costruire lafiducia•gli impegni dei cittadini  condividere laresponsabilitàLe regole devono individuare in modo chiaro edunivoco quali sono gli obiettivi del processo e come sisvolgerà, quali i ruoli dei diversi attori coinvolti, quali irisultati attesi. Le regole devono essere comunicate inmodo esplicito e comprensibile a tutti coloro chehanno facoltà di partecipare.
  10. 10. Gli elementi “base”Le regole dovrebbero comprendere almenoindicazioni in merito a:• qual è l’obiettivo del processo ( ascolto,concertazione, deliberazione, ecc.)• a chi si rivolge ( delimitazioni territoriali, requisiti di“ammissione” dei cittadini per partecipare)• come si svolgerà il processo ( modi e tempi)• chi sono gli attori responsabili per la pal• quali impegni si assume la pal ( tempi di risposta,livello del possibile accoglimento delle proposte,valore dei sondaggi, ecc.)• forme di tutela della privacy e dell’anonimato
  11. 11. Le regole sul webLa quota-parte di processo che si svolgerà sul webrichiede delle attenzioni particolari, soprattutto perquanto attiene alla gestione e moderazione dei forum.In particolare, per quanto riguarda il lato utente, èopportuno definire degli “standard di comportamento”che garantiscano una discussione corretta eproduttiva.Le regole hanno l’obiettivo di promuovere unconfronto civile e l’efficacia del processo decisionaleattraverso il dialogo.
  12. 12. Il disegno dei processiE’ necessario partire dal dato di realtà: il numero dicittadini che partecipano è generalmente limitato, lapartecipazione ha un costo per i cittadini e perciò nonva data per scontata.Per cercare di limitare questo effetto è necessarioche:• i temi siano rilevanti per cittadini• le opinioni espresse vengano prese inconsiderazione• i modi e le forme per partecipare siano il più possibileaccessibili, gli strumenti non devono essere unulteriore ostacolo
  13. 13. Il tema e la rilevanzaLa politica di intervento del progetto è lapianificazione territoriale ed urbanistica.Le aree di riferimento sono state individuate ecircoscritte al livello maggiore di prossimità ( comuni eprovince) sia:• rispetto al problema• rispetto alla cultura• rispetto alle informazioniQuesti elementi costituiscono già degli incentivi fortisui quali far leva.
  14. 14. Gli impegni delle palAndranno definiti e comunicati a livello di singola pal.Non bisogna perdere di vista l’obiettivo di medio-lungoperiodo: le relazioni che si costruiscono su questiprocessi potranno essere facilmente spese in futurose risulteranno “significative” per i partecipanti.Diversamente un fallimento sul piano della relazione( prima ancora di quello dell’interazione e del dialogo)costituirebbe un ostacolo difficile da superare infuturo.
  15. 15. Integrazione dei processi: on-line ed off-lineAffinché la partecipazione ai processi non resti unapossibilità esclusiva per i cittadini più “evoluti”tecnologicamente, è opportuno prevedere delle forme dicontatto e consultazione “tradizionali”. In generale, findallo sviluppo del kit, si è posta particolare attenzione aminimizzare l’impatto delle NT per non creare ulterioriostacoli.L’integrazione ha una:•dimensione interna: i diversi settori delle pa coinvoltidovrebbero agire sinergicamente e tendere ad un obtvcomune•dimensione esterna: i diversi canali e strumenti attivatidovrebbero agire in coerenza e con pari “dignità”.
  16. 16. Integrazione internaE’ opportuno fin dal disegno del processo coinvolgeretutti gli attori che posso contribuire al suo successo ocreare ostacoli alla sua realizzazione.In questo senso è utile anche un coinvolgimento “amonte” delle associazioni del territorio che detengono orappresentano un interesse e agiscono sulla politica diriferimento.Il ruolo e l’impatto delle NT dovrebbe essere chiaroanche all’interno delle amministrazioni, è importante chese ne percepisca il valore trasversale e di innovazioneorganizzativa: le NT possono agevolare ilraggiungimento degli obtv di progetto, non sono essestesse il fine!
  17. 17. Integrazione esternaProcessi on line ed off-line dovrebbero procedere sia inparallelo che con una logica “dei vasi comunicanti”.L’interscambio deve essere costante per evitarescollamenti che potrebbero anche portare a risultatidiametralmente opposti, difficili poi da ricomporre altermine del processo.I processi off-line devono mirare in particolare alcoinvolgimento dei cittadini almeno potenzialmenteesclusi dall’uso delle NT. La riduzione del digital dividedovrebbe essere perseguita anche attraverso la messa adisposizione di opportunità ( tecnologiche, culturali, ecc.)per concorrere più in generale allo sviluppo della societàdell’informazione.
  18. 18. L’”esalogo” dell’e-democracy mettere al centro il processo, le Nt come fattore abilitantee di supporto i cittadini devono essere invogliati all’uso della rete dabenefici tangibili i processi sono incrementali con una forte dimensioneeducativa degli attori coinvolti anche la progettazione deve essere partecipata fare attenzione alle regole della partecipazione ruolo delle interfacce: l’attenzione deve essere sulprocesso partecipativo, lo strumento deve “quasi sparire” “Linee guida per la promozione della cittadinanza digitale: e-democracy”, Progetto Crc, febbraio 2004
  19. 19. Partecipano al progetto:Partner Regione Emilia-Romagna (coordinatore), AssembleaLegislativa Regionale dell’Emilia-Romagna, Comune Bologna,Comune Ferrara, Comune Modena, Provincia Ferrara, ProvinciaPiacenza, Associazione dei Comuni di Argenta, Portomaggiore,Ostellato, VoghieraIn collaborazione con Anci, Archivio Osvaldo Piacentini , Asphi,Camina, Cittadinanza Attiva, Orlando, Ordine Architetti Bologna,Uncem, UpiCon l’appoggio di Provincia Bologna, Provincia Forlì-Cesena,Provincia Modena, Provincia Parma, Provincia Ravenna, ProvinciaRimini, Comune Cesena, Comune Forlì, Comune Parma, Comune Il documento è diffuso con licenza Creative Commons con lePiacenza, Comune Reggio Emilia caratteristiche di “Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate”. http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa /2.5/deed.en

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