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Risonanza magnetica e autismo una nuova linea di ricerca 2010-10-21

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Risonanza magnetica e autismo una nuova linea di ricerca 2010-10-21

  1. 1. Published on LElettronica Open Source (http://it.emcelettronica.com)Home > Blog > blog di Rossella De Marchi > ContenutoRisonanza magnetica e autismo: una nuova lineadi ricercaBy Rossella De MarchiCreated 21/10/2010 - 08:50La risonanza magnetica e l?autismo saranno sempre più connessi in futuro: alcuni ricercatoridell?Università dello Utah, infatti, hanno scoperto che la risonanza permette di valutare alcuneanomalie tipiche dei pazienti autistici. Le due metà del cervello sembrano comunicare in modoerrato proprio in punti importanti che regolano i movimenti e l?attenzione. La risonanza magneticapotrebbe aiutare a fare diagnosi precoci della malattia.La risonanza magnetica per diagnosi precociI ricercatori medici dell?Università dello Utah hanno fatto un passo importante nella diagnosidell?autismo attraverso luso della risonanza magnetica, un passo che alla fine potrebbe aiutare glioperatori sanitari a identificare il problema molto prima nei bambini e a portare ad un migliore trattamento ea migliori risultati per i bambini con il disturbo.In uno studio pubblicato il 15 ottobre 2010 su Cerebral Cortex, i ricercatori guidati dal neuroradiologoJeffery S. Anderson, MD, hanno usato la risonanza magnetica per identificare le aree in cui gli emisferidestro e sinistro del cervello delle persone con autismo non comunicano correttamente tra loro. Tali areesono in punti importanti, associati a funzioni quali abilità motorie, attenzione, riconoscimento facciale, efunzionamento sociale, comportamenti che sono anormali nellautismo. La risonanza magnetica di personesenza la malattia non ha mostrato gli stessi deficit."Sappiamo che i due emisferi devono lavorare insieme per molte funzioni cerebrali", spiega Anderson."Abbiamo utilizzato la risonanza magnetica per valutare la forza di queste connessioni da un lato allaltro inpazienti con autismo".A parte l?aumento delle dimensioni del cervello nei bambini piccoli con autismo, non ci sono grandidifferenze strutturali tra il cervello delle persone con autismo e quelle che non hanno il disordine chepossano aiutare a diagnosticare lautismo in un cervello con una risonanza magnetica di routine. Si ècreduto a lungo che le più profonde differenze possano essere scoperte studiando come le regionidel cervello comunicano tra loro. Lo studio fatto dai ricercatori dello Utah sta lavorando sull?imaging deltensore di diffusione (misurazione della microstruttura di sostanza bianca che collega le regioni delcervello), sta rivelando importanti informazioni sullautismo. Gli esami evidenziano la risonanza magneticacome un potenziale strumento diagnostico, per cui i pazienti possono essere sottoposti a screening inmodo oggettivo, veloce, e rapido.Un aiuto per capire meglio l?autismo"Noi ancora non sappiamo esattamente cosa succede nel cervello nellautismo", afferma Janet Lainhart,
  2. 2. MD, Università dello Utah, professore associato di psichiatria e pediatria e ricercatore principale dellostudio. "Questo lavoro aggiunge un pezzo importante di informazioni per il puzzle dell?autismo. Essoaggiunge una prova di compromissione funzionale della connettività cerebrale nellautismo e ci porta unpasso più vicini a una migliore comprensione di questo disturbo. Quando hai capito bene cosa succede alivello biologico, è possibile immaginare come la malattia si sviluppa, quali sono i fattori che la provocano,e come possiamo cambiare le cose".Un numero crescente di studi hanno mostrato alterazioni nella connettività nell?autismo, ma questo studio èuno dei primi nel suo genere a caratterizzare anomalie della connettività funzionale in tutto il cervello conrisonanza magnetica piuttosto che in un paio di percorsi specifici. La ricerca ha coinvolto circa 80 pazientiautistici di età compresa tra 10 e 35 anni e ha richiesto circa un anno e mezzo. risultati del lagame tra Iautismo e risonanza magnetica verranno aggiunti a uno studio dellautismo esistente. "I dati diimaging longitudinale raccolti costituiscono una risorsa unica che non esiste in nessunaltra parte delmondo", dice Lainhart.Oltre alla risonanza magnetica come strumento diagnostico per lautismo, i ricercatori sperano inoltre diutilizzare i dati per descrivere biologicamente diversi sottotipi di autismo [1]. "Questo è un disturbocomplesso che non rientra in una sola categoria", afferma Lainhart. "Ci auguriamo che le informazioni cipossano portare a caratterizzare i diversi tipi di autismo che possono avere sintomi diversi o prognosi checi permetteranno di individuare il miglior trattamento per ogni singolo paziente interessato". Elettromedicali & Radiologia autismo cervello risonanza magnetica EMCelettronica Srl - P.iva 06433601009Source URL: http://it.emcelettronica.com/risonanza-magnetica-e-autismo-nuova-linea-di-ricercaLinks:[1] http://www.physorg.com/news/2010-10-autism-mri-closer.html

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