Cammino verso la Costituzione

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Il lavoro della classe seconda della scuola secondaria di primo grado S. Giuseppe. Tre momenti significativi dell'evolversi della concezione del potere.

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Cammino verso la Costituzione

  1. 1. Ricerca In cammino verso la Costituzione In cammino verso la Costituzione Il Bill Of Rights La Magna Charta La Rivoluzione Americana
  2. 2. Il Bill of rights
  3. 3. <ul><li>L’Inghilterra del ‘600 fu caratterizzata dallo scontro tra i sovrani della dinastia Stuart ed il Parlamento: i primi mirano a conquistare un potere assoluto, così come era già accaduto con successo in Francia, mentre il secondo rivendicava la propria autonomia nei confronti del potere del re. Proprio per l’esistenza ormai da secoli della Magna Charta, il Parlamento inglese era consapevole dei propri diritti. </li></ul>
  4. 4. Immagini <ul><li>relative al bill of rights </li></ul>
  5. 5. <ul><li>Nel 1642 iniziò la prima rivoluzione che fu segnata da una lunga serie di battaglie tra le truppe regie e le armate del Parlamento. Questo scontro si concluse con la vittoria schiacciante del Parlamento, la decapitazione di Carlo I Stuart nel 1649 e la proclamazione della repubblica guidata da Cromwell. </li></ul><ul><li>Crollata in breve la repubblica la controversia riesplose con i sovrani successivi. In particolare le pretese di Giacomo II Stuart di sospendere l’applicazione delle disposizioni del Parlamento, portarono nel 1689 alla cosiddetta “rivoluzione gloriosa” o “seconda rivoluzione”, che si concluse con la fuga in Francia del re. Il Parlamento allora impose una condizione per la salita al trono della figlia Mary e di suo marito Gugliemo d’Orange: il giuramento della “Bill of Rights”, una dichiarazione con la quale il Parlamento inglese imponeva ai due nuovi sovrani il rispetto di alcune sue fondamentali prerogative. </li></ul>
  6. 6. Immagini <ul><li>relative al bill of rights </li></ul>
  7. 7. In esso possiamo leggere dei passaggi molto significativi: <ul><li>“ I Lords Spirituali e Temporali (cioè i membri della Camera dei Lords) e i Comuni dichiarano: </li></ul><ul><li>Che il preteso potere di sospendere le leggi, o l'esecuzione delle leggi, per autorità regia, senza il consenso del Parlamento, è illegale. </li></ul><ul><li>Che imporre tributi in favore o ad uso della Corona, per pretese prerogative, senza l'approvazione del Parlamento, per un periodo più lungo o in altra maniera che lo stesso Parlamento non ha e non avrà concesso, è illegale. </li></ul><ul><li>Che riunire e mantenere nel Regno in tempo di pace un esercito stabile, se non vi è il consenso del Parlamento, è contro la legge. </li></ul><ul><li>Che l'elezione dei membri del Parlamento deve essere libera. </li></ul><ul><li>Che la libertà di parola e di discussione o di stampa in Parlamento non deve essere impedita o contestata in nessuna corte o luogo fuori del Parlamento. </li></ul><ul><li>Ed essi chiedono e domandano, con insistenza l'osservanza di tutti e ciascuno dei predetti punti come loro indubbi diritti e libertà.. </li></ul><ul><li>I detti Lords Spirituali e temporali e i Comuni riuniti a Westminster stabiliscono che Guglielmo e Maria, Principe e Principessa di Orange, sono e sono dichiarati Re e Regina di Inghilterra Francia e Irlanda e dei domini ad essa appartenenti”. </li></ul>
  8. 8. Immagini <ul><li>relative al bill of rights </li></ul>
  9. 9. <ul><li>Il Bill of Rights del 1689 costituisce, insieme alla Magna Charta (ed altri documenti) il fondamento costituzionale inglese. Esso segna una svolta nella mentalità giuridica occidentale, poiché si fa risalire proprio al Bill of Rights il superamento (almeno parziale) della concezione del principe come &quot;legibus solutus&quot;(sciolto, cioè non vincolato, dalla legge) e, quindi, dotato di un potere assoluto (dal latino ab solutus, ovvero sciolto da ogni vincolo). </li></ul><ul><li>Il Bill of Rights, inoltre, evidenzia forti cambiamenti nell'ambito del diritto: Lords e rappresentanti dei Comuni non &quot;presentano umilmente&quot; le loro proteste, ma sono essi stessi, a stabilire che Guglielmo d'Orange e Maria siano dichiarati re e regina d'Inghilterra. </li></ul><ul><li>Con la “rivoluzione gloriosa” lo stato inglese diventa definitivamente una monarchia costituzionale controllata dal parlamento, ma non diventa una vera e propria democrazia, poiché solo una piccola parte della popolazione (nobili e borghesi) aveva il diritto di votare per eleggere i propri rappresentanti. </li></ul>
  10. 10. Immagini <ul><li>relative al bill of rights </li></ul>
  11. 11. Immagini <ul><li>relative al bill of rights </li></ul>
  12. 12. Immagini <ul><li>relative al bill of rights </li></ul>
  13. 13. TORNA AL MENU PRINCIPALE CLICCANDO QUI
  14. 14. LA MAGNA CHARTA
  15. 15. Che cosa È? <ul><li>La Magna Charta è un documento, scritto in latino , che il re inglese Giovanni Senzaterra fu costretto a concedere ai baroni del Regno, propri feudatari diretti, presso Runnymede , il 15 giugno 1215 . </li></ul>
  16. 16. La sua storia <ul><li>Quando Enrico II d’Inghilterra morì il 6 luglio 1189, gli succedette il figlio Riccardo Cuor Di Leone. Alla sua morte salì al trono il fratello minore Giovanni Senzaterra. Per difendere e poi riconquistare i possedimenti dei Plantageneti in Francia, dovette ingaggiare una guerra con il regno di Francia, finanziata tramite una forte tassazione dei suoi baroni, che ne denunciarono pubblicamente l'arbitrarietà. A causa dell'esito negativo della spedizione francese (le truppe inglesi, alleate a quelle dell'imperatore tedesco Ottone IV, vennero sconfitte a Bouvines nel 1214) e della successiva rivolta dei baroni, che il 5 maggio 1215 rifiutarono la fedeltà al re, Giovanni Senzaterra, durante l'incontro con i ribelli avvenuto il 15 giugno nella brughiera di Runnymede, si vide costretto, in cambio della rinnovata obbedienza, a una serie di concessioni che costituiscono il contenuto principale della Magna Charta. </li></ul>
  17. 17. ALCUNI ARTICOLI <ul><li>Tra i suoi articoli ricordiamo: </li></ul><ul><li>il divieto per il sovrano di imporre nuove tasse ai suoi vassalli diretti senza il previo consenso del &quot;commune consilium regni&quot; (consiglio comune del regno, formato da arcivescovi, abati, conti e i maggiori tra i baroni, da convocarsi con un preavviso di almeno quaranta giorni e deliberante a maggioranza dei presenti (articoli 12 e 14) </li></ul><ul><li>la garanzia, valida per tutti gli uomini di condizione libera, di non poter essere imprigionati senza prima aver sostenuto un regolare processo , da parte di una corte di pari, se la la norma era incerta o il tribunale non competente, o secondo la &quot;legge del regno&quot; (articolo 39, in cui si ribadisce il principio del &quot;habeas corpus integrum&quot;) </li></ul><ul><li>la proporzionalità della pena rispetto al reato (articolo 20) </li></ul><ul><li>l'istituzione di una commissione di venticinque baroni, che, nel caso in cui il re avesse infranto i suoi solenni impegni, doveva fargli guerra, chiedendo la partecipazione di tutti i sudditi (articolo 61, in cui si manifesta il futuro principio della legittima resistenza all'oppressione di un governo ingiusto) </li></ul><ul><li>l'integrità e libertà della Chiesa inglese (articolo 1), precedentemente messa in discussione sia dalla disputa tra Enrico II , padre di Giovanni, e l'arcivescovo di Canterbury Thomas Becket sulla giurisdizione regia nelle cause criminali contro gli ecclesiastici, sia dall'iniziale mancato riconoscimento (compiuto solo dopo la scomunica da parte del papa Innocenzo III ) dell'arcivescovo Stephen Langton (tra i maggiori ispiratori della Charta) da parte del re Giovanni </li></ul>
  18. 18. TORNA AL MENU PRINCIPALE CLICCANDO QUI
  19. 19. La rivoluzione americana <ul><li>Tra il 1756 e il 1763 venne combattuta una guerra (la “guerra dei sette anni”) con cui la Gran Bretagna rafforzò notevolmente il proprio impero coloniale, estromettendo completamente la Francia dal Nord America. Benché vincitore lo stato inglese, tuttavia, si ritrovò in serie difficoltà economiche e fu costretto ad aumentare le tasse non solo nella madre patria, ma anche nelle sue colonie americane. </li></ul>
  20. 20. “ Il governo non può imporre nuove tasse contro la volontà dai contribuenti” <ul><li>I coloni, abituati solo a pagare i tributi locali, si ribellano, invocando uno dei principi fondamentali delle libertà inglesi fissati fin dai tempi della Magna Carta: il governo non può imporre nuove tasse contro la volontà dei contribuenti. </li></ul><ul><li>Il conflitto tra Corona inglese e coloni si trasformò in guerra aperta nel 1775; a capo delle armate americane fu posto G. Washington, che poi divenne il primo presidente degli Stati Uniti. L'anno seguente i rappresentanti delle colonie, nel Congresso di Filadelfia, votarono la dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti. </li></ul>
  21. 21. “ Essa entrò in vigore nel 1789, divenendo un modello per le costituzioni di altri paesi” <ul><li>La guerra si concluse nel 1783 con il trattato di Parigi, con il quale il Regno Unito riconosceva formalmente l’indipendenza delle sue ex colonie e la creazione di un nuovo stato: gli Stati Uniti d’America. </li></ul><ul><li>Negli anni immediatamente successivi venne preparata la Costituzione, cioè, come è detto in essa “la legge suprema dello stato”. Completata nel 1787, venne ratificata da tutti i tredici stati ed entrò in vigore nel 1789, divenendo un modello per le costituzioni di altri paesi. Essa consta di alcuni articoli, in cui è fissata l’organizzazione dei poteri fondamentali dello stato (potere legislativo, esecutivo e giudiziario) e di una Dichiarazione dei diritti , che garantisce alcune fondamentali libertà dei cittadini. </li></ul>
  22. 22. La dichiarazione d'indipendenza
  23. 23. La dichiarazione di indipendenza <ul><li>Rispetto alla Costituzione è, però, la Dichiarazione di indipendenza , di cui Thomas Jefferson fu il principale redattore, a proporre gli aspetti più interessanti ed innovativi. In particolare, la sua prima parte contiene una dichiarazione dei principi relativi ai diritti dell’uomo. In questo testo possiamo leggere alcune affermazioni, tra cui: “Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sonocreati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e il perseguimento della Felicità; che per garantire questi diritti sono istituiti tra gli uomini governi che derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qualvolta una qualsiasi forma di governo tende a negare questi fini, il popolo ha diritto di mutarla o abolirla e di istituire un nuovo governo fondato su tali principi e di organizzarne i poteri nella forma che sembri al popolo meglio adatta a procurare la sua Sicurezza e la sua Felicità………quando una lunga serie di abusi e di malversazioni, volti invariabilmente a perseguirelo stesso obiettivo, rivela il disegno di ridurre gli uomini all'assolutismo, allora è lorodiritto, è loro dovere rovesciare un siffatto governo e provvedere nuove garanzie alla loro sicurezza per l'avvenire” </li></ul>
  24. 24. <ul><li>Nel testo leggiamo chiaramente la giustificazione del rifiuto del potere del sovrano inglese, considerato ormai un vero e proprio tiranno, e della creazione di un nuovo stato, ma, soprattutto, l’affermazione che ora il sovrano (il governo) ha un unico scopo, quello di tutelare e garantire i diritti delle persone. Questi diritti sono preesistenti allo stato - quindi non sono più un “gentile concessione” del sovrano - e non possono essere ridotti o limitati da nessuno, neppure da un re. Appare qui un'altra grande differenza rispetto alle precedenti carte costituzionali: nella Dichiarazione i diritti sono riferiti ai singoli individui , ora considerati tutti uguali , mentre in tutti i documenti costituzionali inglesi precedenti non si parlava mai di “diritti individuali”, ma solo di privilegi e di libertà di corpi istituzionali o di gruppi di persone, come, ad esempio, i baroni o i vescovi al tempo della Magna Carta </li></ul>
  25. 25. TORNA AL MENU PRINCIPALE CLICCANDO QUI

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