Comunicazione e potere<br />Manuel Castells (2009)<br />
1. IL POTERE NELLA SOCIETA’ IN RETE<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />
Una premessa<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Il potere è basato sul controllo della comunicazione e dell’...
Il potere<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />La società si definisce intorno a valori e istituzioni, e ciò c...
Meccanismi di formazione del potere<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Vari elementi interagiscono nel proce...
Stato e potere nell’era globale<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />“Il potere è relazionale, il dominio è is...
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Potere e contropotere nella società in rete<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Nella società in rete globale...
Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Quindi, la resistenza alla programmazione e la manomissione dei collegamenti p...
2. LA COMUNICAZIONE NELL’ERA DIGITALE<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />
Il processo di comunicazione<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />La comunicazione è la condivisione di signif...
Una rivoluzione della comunicazione?<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Due trasformazioni decisive:<br />Tr...
La convergenza tecnologica<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Un processo di convergenza tecnologica sta rim...
L’autocomunicazione di massa<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />L’autocomunicazione di massa è questa forma ...
Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Gli adolescenti non riescono neppure a capire il concetto di una televisione g...
Le reti aziendali multimediali globali<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Trasformazioni della struttura org...
Tendenze organizzative dei media globali<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />La rete delle global media organ...
Le politiche di regolamentazione<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />La configurazione del nuovo sistema mult...
Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Negli USA, successive misure legislative a partire dagli anni ’80  e fino all’...
Le nuove “recinzioni” di Internet<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Internet rappresenta uno spazio potenzi...
Verso un controllo verticale e unilaterale?<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Il sistema della comunicazion...
3. LE RETI DELLA MENTE E IL POTERE<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />
La mente<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />La mente è il processo di creazione e elaborazione di immagini m...
Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />La mente procede per (reti di) legami, associazioni, corrispondenze, collegame...
Il ruolo delle emozioni<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Le neuroscienze hanno dimostrato negli ultimi dec...
Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />La prima implicazione importante è che le emozioni entrano – e devono entrare ...
Emozioni e sentimenti<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Le emozioni sono percepite nel cervello come sentim...
Metafore e frame nel linguaggio<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Il nostro cervello pensa per metafore<br ...
Il framing della mente<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />I messaggi generati nel mondo della comunicazione ...
Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Il framing è un meccanismo fondamentale nell’attivazione della mente perché le...
Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Il framing è dunque un processo interpretativo che si svolge nella mente umana...
4. Intervenire sulle reti di comunicazione <br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />
La media politics<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Le relazioni di potere dipendono anche dalla capacità d...
Media e potere<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />I media non sono i detentori del potere, ma non sono neanc...
La pratica della politica mediatica<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Diversi compiti chiave svolti dalla p...
Elementi della politica mediatica<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Il monitoraggio dell’accesso<br />Acces...
Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />La campagne elettorali<br />Strategie e piattaforme comunicative delle campagn...
Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />La politica dell’aggressione<br />Oppositionresearch<br />La politica dello sc...
5. Riprogrammare le reti di comunicazione <br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />
Il cambiamento sociale<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Il cambiamento sociale è prodotto dall’interazione...
Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Gli attori del cambiamento sociale<br />Gli attori sociali che mirano al cambi...
Lo spazio pubblico<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />I movimenti sociali e la politica (“insorgenti” e non)...
Cambiamento sociale e riprogrammazione delle reti<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Nella società in rete, ...
Conclusioni<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Il potere è multidimensionale e si costituisce attorno a reti...
Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Metodologicamente, la ricerca su “chi detiene il potere” nella società in rete...
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  1. 1. Comunicazione e potere<br />Manuel Castells (2009)<br />
  2. 2. 1. IL POTERE NELLA SOCIETA’ IN RETE<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />
  3. 3. Una premessa<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Il potere è basato sul controllo della comunicazione e dell’informazione <br />sia che si tratti del macropotere dello stato o delle corporation dei media, o del micropotere di organizzazioni di ogni sorta<br />Il potere è più che comunicazione, e la comunicazione eccede il potere<br />Ma il potere, appunto, si fonda sul controllo della comunicazione <br />Il potere della comunicazione sta al cuore della struttura e della dinamica della società (pp. xix-xx)<br />Il potere nella società in rete (network society) è il potere di comunicare (p. 57)<br />
  4. 4. Il potere<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />La società si definisce intorno a valori e istituzioni, e ciò che è considerato di valore e istituzionalizzato è definito da relazioni di potere<br />Potere come processo fondamentale nella società<br />Il potere è la capacità relazionale che permette a un attore sociale di influenzare asimmetricamente le decisioni di altri attori sociali in modo tale da favorire la volontà, gli interessi e i valori dell’attore che esercita il potere<br />Le relazioni di potere sono inquadrate dal dominio, il potere strutturale insito nelle istituzioni della società<br />Istituzioni, organizzazioni e discorsi politici e sociali come “relazioni di potere cristallizzate” <br />
  5. 5. Meccanismi di formazione del potere<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Vari elementi interagiscono nel processo di produzione e riproduzione delle relazioni di potere<br />I due principali meccanismi di formazione del potere identificati dalle teorie del potere sono:<br />La coercizione<br />(possibilità del ricorso alla) forza, violenza, dominio istituzionalizzato <br /> sfera del potere politico<br />Il discorso<br />costruzione di significato condiviso, definizione di ciò che è “valore”, insieme di linguaggio, valori e cornici interpretative che inquadrano l’azione umana <br /> sfera della comunicazione<br />Ma c’è un rapporto di interazione e complementarietà tra capacità coercitiva e capacità discorsiva nelle relazioni di potere<br />La coercizione deve essere integrata da un discorso in grado di legittimarla <br />cfr. Weber e la “violenza legittima” dello Stato, Habermas e la legittimazione procedurale della democrazia, Foucault e i “discorsi disciplinari”<br />
  6. 6. Stato e potere nell’era globale<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />“Il potere è relazionale, il dominio è istituzionale”<br />Una forma particolarmente rilevante di dominio è rappresentata dallo stato<br />Ma lo stato è un’entità storica, e la quantità di potere che esso detiene dipende dal contesto storico e dalla struttura sociale complessiva in cui opera<br />Il nostro contesto storico è contrassegnato dai processi di globalizzazione e dall’emergere della società in rete (pp. 7-9) <br />Le relazioni di potere trascendono il livello nazionale<br />Si situano al contempo a un livello locale e globale <br />Lo stato-nazione non scompare, ma evolve verso lo “stato a rete”<br />
  7. 7. La teoria delle reti<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />La rete è un insieme di nodi interconnessi<br />Qualsiasi componente di una rete è un nodo, la cui funzione e il cui significato dipendono dai programmi della rete (e dalla sua interazione con altri nodi della rete)<br />Le reti (e gli insiemi di interessi e valori che incarnano) cooperano e competono tra loro<br />Cooperazione <br />è la capacità di comunicare tra reti, che dipende dai “protocolli di comunicazione” (codici, standard comunicativi) e dall’accesso a punti di connessione (commutatori, o switches)<br />Competizione<br />in termini di superiore efficienza performativa e/o capacità di cooperazione<br />ma anche di capacità di attacco ai switches di reti concorrenti o di interferenza nei loro protocolli di comunicazione <br />
  8. 8. La rete come forma di organizzazione sociale <br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Organizzazioni verticali/gerarchiche (stati, burocrazie, eserciti, apparati religiosi, ecc.) storicamente predominanti <br />Ma la forma-rete di organizzazione sociale, sempre esistita, diventa la forma organizzativa più efficiente grazie alle trasformazioni tecnologiche<br />Da energia, ferrovia, telegrafo fino alla rivoluzione microelettronica nelle tecnologie di informazione e comunicazione (l’Età dell’informazione)<br />L’efficienza delle reti dipende da 3 loro proprietà:<br />Flessibilità <br />capacità di auto-riconfigurarsi e adattarsi ai mutamenti ambientali<br />Scalabilità <br />capacità di espandere o ridurre le proprie dimensioni<br />Capacità di sopravvivenza <br />i codici della rete sono presenti in diversi nodi e quindi riproducibili<br />
  9. 9. Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Le reti sono dunque strutture di comunicazione complesse costruite intorno a un insieme di obiettivi che assicurano simultaneamente unità di scopo e flessibilità di esecuzione grazie alla loro adattabilità all’ambiente operativo. Sono allo stesso tempo programmate (obiettivi e procedure operative sono programmati da attori sociali) e autoconfigurabili (capacità di autoconfigurarsi nella ricerca continua di assetti di rete più efficienti) (p. 15) <br />
  10. 10. Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Le attività centrali della vita umana sono organizzate da reti:<br />Mercati finanziari; produzione e distribuzione di beni e servizi; scienza, tecnologia, istruzione universitaria; mass media; Internet; cultura, arte, spettacolo, sport; religione; economia criminale; istituzioni internazionali che gestiscono l’economia globale e le relazioni intergovernative; le ONG e i movimenti sociali (p. 20)<br />Tutte questi reti sono globali<br />Il grosso dell’esperienza umana è locale, ma la struttura sociale è globale, data dall’interconnessione di queste reti globali<br />
  11. 11. La società in rete globale <br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />La società in rete è una società la cui struttura sociale ruota intorno alle reti attivate da tecnologie dell’informazione e della comunicazione digitali<br />La società in rete è una società globale <br />Un’architettura globale di reti incessantemente programmate e riprogrammate, a seconda delle relazioni di potere specifiche a ciascuna di esse <br />Le reti operano in base a una logica binaria: inclusione/esclusione<br />L’esclusione dalle reti globali equivale all’emarginazione strutturale nella società globale in rete <br />Frammentazione della società in inclusi ed esclusi come carattere strutturale della società in rete globale<br />
  12. 12. Il valore nella società in rete<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />La società in rete globale è una struttura sociale multidimensionale in cui reti di diverso tipo hanno diverse logiche di creazione del valore<br />La definizione di ciò che costituisce valore dipende dalla specificità della rete e del suo programma<br />Accumulazione di capitale, potere militare, dominio politico, influenza culturale come possibili “valori supremi”<br />Il valore è un’espressione del potere: coloro che detengono il potere (che spesso non coincidono con coloro che sono al governo) decidono che cosa è di valore<br />Portata globale del fenomeno e importanza delle relazioni di dominio tra reti <br />Media come reti-chiave nel processo di creazione del valore, in quanto fonti primarie dei messaggi e delle immagini che raggiungono le menti degli individui<br />
  13. 13. Lo stato a rete<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Stato come insieme delle istituzioni del governo della società e loro agenzie istituzionalizzate di rappresentanza politica e di gestione e controllo della vita sociale<br />Lo stato mira ad affermare la propria sovranità<br />Lo stato definisce le condizioni della cittadinanza<br />I processi di globalizzazione (strutturazione delle relazioni nelle reti globali) hanno provocato una crisi dello stato-nazione come entità sovrana<br />Gli stati-nazione tuttavia non scompaiono, ma si trasformano adattandosi al nuovo contesto <br />Tre principali meccanismi di reazione:<br />
  14. 14. Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Si associano tra loro e formano reti di stati<br />A diversi livelli di funzionalità e “condivisione” della sovranità <br />Da UE a G20, da Nato a Nafta<br />Ricorrono a una rete sempre più fitta di istituzioni internazionali e organizzazioni sovranazionali per affrontare questioni globali<br />Da ONU a WTO, FMI, Banca Mondiale, Tribunale Penale Internazionale<br />Tendono a dare vita a un processo di devoluzione del potere ai governi regionali e ai governi locali<br />Con canali di partecipazione aperti a organizzazioni non governative<br />Forme di “governance” come risposta/effetto della crisi di legittimazione politica<br />
  15. 15. Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Lo stato a rete emergente è dunque caratterizzato dalla condivisione di sovranità e responsabilità tra diversi stati e livelli di governo, e dalla flessibilità delle procedure di governance<br />Possibili progressi in termini di efficienza, ma il sistema della rappresentanza politica diviene così più “oscuro” e distante dal controllo dei cittadini<br />Lo stato a rete si trova a affrontare crescenti problemi di coordinamento tra i vari livelli coinvolti nell’azione statale<br />Effetti contraddittori sulla legittimazione politica complessiva delle istituzioni stato-nazionali <br />
  16. 16. Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Di particolare rilevanza appare il problema geopolitico<br />Nella nuova rete di governance globale, gli stati-nazione continuano a perseguire principi politici tradizionali <br />Massimizzare interessi stato-nazione<br />Soddisfare interessi personali/politici/sociali degli attori politici stato-nazionali<br />Governance globale vista come un terreno di opportunità invece che come contesto per definizione di progetti condivisi<br />In un mondo globalmente interdipendente e oggettivamente multilaterale<br />Tendenza degli attori statali più potenti ad agire unilateralmente<br />Reviviscenza dei nazionalismi e dei tentativi di restaurazione della sovranità in risposta alle crisi/contraddizioni della globalizzazione<br />Effetti in termini di caos sistemico e impossibilità di un sistema di governance globale costituzionalmente fondata a rete<br />
  17. 17. Il potere nelle reti <br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Quattro forme distinte di potere nelle società in rete globale (anche pp. 534-6)<br />1. Networkingpower (potere “retificante”)<br />Capacità di far andare un medium o un messaggio in rete tramite procedure di gatekeeping<br />Forma di potere che opera per inclusione/esclusione nelle reti<br />Persistenza del potere di networking nelle mani dei gatekeeper, nonostante moltiplicazione dei punti di accesso in rete <br />2. Network power (potere “in rete”)<br />È dato dagli standard, o dai “protocolli di comunicazione”, che determinano le regole di inclusione in rete <br />Quelle che si devono accettare una volta entrati <br />Ex.: “Washington consensus” (o neo-liberismo) come principio-standard nell’economia di mercato globale anni ‘90-2000<br />
  18. 18. Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />3. Networkedpower (potere “reticolare”)<br />È la forma di potere esercitata da determinati nodi su altri nodi all’interno della rete programmando gli obiettivi della rete stessa<br />Questo potere è esercitato da una molteplicità di “programmatori” in ciascuna rete <br />Ex.: nella rete dei mercati finanziari globali: FMI, agenzie di rating, Wall Street, Dipartimento del Tesoro USA, FederalReserve, ecc.<br />Nel caso delle reti di comunicazione, si traduce nel potere di agenda, di direzione e di decisione editoriale<br />Ma sono i programmatori nel loro insieme a costituire una rete decisionale per stabilire e gestire i programmi della rete<br />Nel complesso, il potere reticolare dei programmatori nella comunicazione è finalizzato a “costituire i programmati”, vale a dire a richiamare pubblico<br />
  19. 19. Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />4. Network-makingpower (potere di creazione delle reti)<br />Il potere di creare reti come “forma suprema” di potere nella società in rete<br />È detenuto da quegli attori e da quelle reti di attori che, grazie alla loro posizione nella struttura sociale, sono in grado di creare, impiantare e programmare reti <br />I “meta-programmatori”, che – esempio della rete della comunicazione – sono i proprietari e i controllori delle aziende mediatiche (mercato o stato)<br />I meta-programmatori stessi sono reti aziendali, o “reti che creano reti”, che stabiliscono la “formula” (il valore) di una rete<br />Creazione di profitto, creazione di potere, creazione di cultura, o tutte e tre le cose<br />E di controllare il punto di connessione tra le varie reti strategiche <br />Commutatori (Switchers), che controllano la “commutazione reticolare”, cioè la gestione dell’interfaccia tra due o più reti<br />Ex.: Murdoch e la commutazione tra reti mediatiche, politiche, finanziarie e culturali<br />
  20. 20. Potere e contropotere nella società in rete<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Nella società in rete globale, la resistenza al potere si affida ai medesimi due meccanismi che costituiscono il potere: i programmi delle reti e le commutazioni tra reti<br />Riprogrammare le reti di comunicazione significa introdurre nuove istruzioni e nuovi codici nei programmi delle reti<br />Ex.: sostituzione del PIL con indicatori di crescita sostenibile, o di percezione di “felicità” (o di soddisfazione per la vita) da parte dei cittadini, ecc.<br />Esempi di “riprogrammazioni” più radicali sono quelle dei fondamentalismi religiosi: se il “volere di Dio” è il codice assoluto, le reti istituzionali che costituiscono il sistema giudiziario devono essere riprogrammate<br />L’altro meccanismo di contropotere consiste nel blocco dei commutatori di connessione tra reti<br />Ex.: bloccando il collegamento tra grandi aziende e sistema politico <br />Minacce più radicali si indirizzano ai commutatori materiali strategici della società in rete<br />Vedi gli attacchi terroristici (materiali o psicologici) a infrastrutture come trasporti aerei, reti di computer, sistemi di informazione, ecc.<br />
  21. 21. Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Quindi, la resistenza alla programmazione e la manomissione dei collegamenti per difendere valori e interessi alternativi sono le forme di contropotere attuate dai movimenti sociali e dalla società civile (p. 55)<br />Il problema è che le reti di potere sono di norma globali mentre la resistenza del contropotere è di norma locale<br />Come raggiungere il globale dal locale è la questione strategica chiave per i movimenti sociali della nostra epoca<br />Tuttavia, alcuni movimenti di contropotere sono essi stessi reti globali-locali (movimento antiglobalizzazione, movimento ecologista)<br />vedi anche l’organizzazione reticolare globale di Al Qaeda<br />La resistenza al potere programmato nelle reti si svolge anch’essa mediante le reti<br />
  22. 22. 2. LA COMUNICAZIONE NELL’ERA DIGITALE<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />
  23. 23. Il processo di comunicazione<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />La comunicazione è la condivisione di significato tramite lo scambio di informazione<br />Il processo di comunicazione è definito dalla tecnologia della comunicazione, dalle caratteristiche dei mittenti e dei destinatari dell’informazione, dai loro codici culturali di riferimento, e dalla portata dei processi di comunicazione <br />Il significato non può essere inteso che nel contesto delle relazioni sociali in cui informazioni e comunicazioni vengono elaborate<br />
  24. 24. Una rivoluzione della comunicazione?<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Due trasformazioni decisive:<br />Trasformazione tecnologica<br />La digitalizzazione della comunicazione <br />Trasformazione nella struttura organizzativa e istituzionale della comunicazione<br />Formazione di reti aziendali globali sotto forma di grandi conglomerati multimediali <br />L’esito è l’esistenza di un nuovo sistema di comunicazione digitale e multimediale globale <br />Implicazioni - anche contraddittorie - regolative e giuridiche, commerciali e finanziarie, sociali e culturali del sistema di comunicazione globale nell’era digitale<br />
  25. 25. La convergenza tecnologica<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Un processo di convergenza tecnologica sta rimescolando i confini tra i media<br />Convergenza tra reti di telecomunicazione, reti informatiche e reti di informazione grazie al networkingdigitale e alle nuove tecnologie (fibra ottica, banda larga, satellite, wireless …)<br />Saltano i confini tra comunicazione di massa, comunicazione interattiva, comunicazione interpersonale e altre forme di comunicazione <br />Mescolamento dei flussi di comunicazione verticali e orizzontali, unidirezionali e interattivi, one-to-many emany-to-many<br />Combinazione di tutte le forme di comunicazione in un ipertesto globale, multimodale e multicanale<br />
  26. 26. L’autocomunicazione di massa<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />L’autocomunicazione di massa è questa forma storicamente nuova di comunicazione<br />“Di massa” per la potenzialità di raggiungere un pubblico globale<br />Internet e reti p2p<br />“Autocomunicazione”<br />Autogenerata per contenuto, autodiretta per emissione e autoselezionata per ricezione da molti che comunicano con molti <br />L’autocomunicazione di massa e diversifica la produzione e moltiplica i punti di accesso nel processo comunicativo <br />Potenziale di autonomia senza precedenti per i soggetti comunicativi <br />
  27. 27. Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Gli adolescenti non riescono neppure a capire il concetto di una televisione guardata secondo la programmazione stabilita da qualcun altro (p. 72)<br />Per i teenager, ciò che importa non è avere quindici minuti, ma quindici megabyte di notorietà (p. 77)<br />Le comunità online stanno conoscendo un rapido sviluppo non come mondo virtuale ma come virtualità reale integrata con altre forme di interazione in una vita quotidiana sempre più ibridata dai media<br />La comunicazione wireless è diventata la piattaforma di distribuzione principale per molti generi di prodotti digitalizzati<br />Il carattere chiave della comunicazione wireless non è tanto la mobilità, quanto la connettività perpetua (p. 79)<br />
  28. 28. Le reti aziendali multimediali globali<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Trasformazioni della struttura organizzativa e istituzionale della comunicazione<br />Processi di globalizzazione, digitalizzazione, networking e deregulation<br />Formazione di reti globali di aziende multimediali globali interconnesse e organizzate intorno a partnership strategiche<br />Reti fondate intorno a nodi dominanti<br />Piccolo numero di megacorporation con capacità di connettersi ovunque a organizzazioni mediatiche focalizzate localmente e nazionalmente<br />Rimozione limiti all’espansione dei media privati, consolidamento del controllo oligopolistico da parte di poche aziende <br />Le “magnifiche sette” (o le “grandi sorelle”): Time Warner, Disney, News Corporation, Bertelsmann, NBC Universal, Viacom, CBS<br />Più le maggiori società diversificate di internet/computer: Google, Microsoft, Yahoo!, Apple<br />
  29. 29. Tendenze organizzative dei media globali<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />La rete delle global media organizationssi fonda su alcune tendenze organizzative tra loro correlate:<br />Concentrazione della proprietà<br />Graduale restringimento del numero di media dominanti<br />Diversificazione delle piattaforme<br />Integrazione verticale delle piattaforme (canali TV via cavo o etere, produzione cinematografica, piattaforme di social networking, ecc.) entro ogni grande corporation mediatica<br />Segmentazione e personalizzazione del pubblico <br />Frammentazione dei canali, narrowcasting, diversificazione e customizzazionedel prodotto, dai pubblici target al contenuto individualizzato <br />Economie di sinergia<br />Fusioni non di proprietà, ma di produzioni (partnership) , in una strategia organizzativa di retificazione globale<br />
  30. 30. Le politiche di regolamentazione<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />La configurazione del nuovo sistema multimediale globale è stata resa possibile dall’evoluzione delle politiche di regolamentazione nel mondo<br />I campi principali di regolamentazione della comunicazione:<br />Broadcasting televisivo, stampa, Internet, reti di telecomunicazione<br />Le aree di regolamentazione<br />Regolamentazione del contenuto; della proprietà; del servizio per operatori ed emittenti<br />Pluralità di regolatori istituzionali, anche a livello nazionale<br />Organi legislativi, commissioni governative,authoritiesgaranti delle comunicazioni, ministeri, ecc.<br />Difficoltà di una governance globale, ma tendenze nazionali univoche<br />
  31. 31. Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Negli USA, successive misure legislative a partire dagli anni ’80 e fino all’era dell’amministrazione Bush hanno drasticamente ridotto le restrizioni sulla concentrazione proprietaria nelle industrie mediatiche <br />Tendenza alla liberalizzazione, alla privatizzazione, alla deregulation<br />Annullamento delle restrizioni sulla proprietà incrociata dei media<br />Possibilità di integrazione verticale tra gestori, produttori e fornitori di contenuti<br />Modello di ri-regolamentazione favorevole alle grandi aziende nell’industria delle telecomunicazioni <br />In Europa, politica normativa orientata a graduale, ma limitato abbandono del controllo dei governi nazionali su radio e TV<br />Commercializzazione dei media e aggancio delle aziende mediatiche alle reti di business globale<br />
  32. 32. Le nuove “recinzioni” di Internet<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Internet rappresenta uno spazio potenziale di autonomia comunicativa e il vettore principale dell’autocomunicazione di massa<br />Tuttavia, la privatizzazione e la commercializzazione di internet sono uno degli scopi dei gruppi mediatici integrati in reti multimediali globali <br />Internet come risorsa per creazione di nuovi mercati e di nuove opportunità commerciali (logica di business dei media in rete)<br />Trasformazione dell’infrastruttura delle comunicazione in una serie di “aiuole recintate” gestite da operatori di rete <br />“Mentre noi eravamo occupati a proteggere la libera frontiera elettronica dall’intrusione del Grande Fratello (il governo), le Grandi Sorelle (gli operatori delle reti maggiori) […] sono divenute responsabili del restringimento del libero spazio virtuale” (p. 129)<br />
  33. 33. Verso un controllo verticale e unilaterale?<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Il sistema della comunicazione digitale globale, pur rispecchiando relazioni di potere, non è basato sulla diffusione dall’alto verso il basso di un’unica cultura dominante<br />Esso è diversificato e flessibile, aperto nel contenuto dei messaggi, dipendente da specifiche configurazioni di business, potere, cultura<br />La comunicazione delle multinazionali è diversificata e, in una certa misura, competitiva, lasciando spazio per scelte diverse di strategia di marketing<br />Emerge inoltre un’audience creativa che rimescola la molteplicità di messaggi e codici che riceve con i propri codici e progetti di comunicazione (e quindi reinterpreta attivamente e “negozia” i significati dei messaggi) (pp. 165-7)<br />
  34. 34. 3. LE RETI DELLA MENTE E IL POTERE<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />
  35. 35. La mente<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />La mente è il processo di creazione e elaborazione di immagini mentali (visive o meno) nel cervello<br />Le idee, ad esempio, sono configurazioni di immagini mentali<br />A loro volta, le immagini mentali si appoggiano su specifiche configurazioni di reti neurali<br />Connessioni di neuroni, o cellule nervose presenti a decine di miliardi nel cervello e capaci di interconnettersi in infinite combinazioni<br />La mente è quindi un processo, ma un processo materiale che si svolge entro un organo, il cervello, che a sua volta interagisce con il resto del corpo<br />Reti di associazioni consolidate nel tempo tra certe immagini, idee e sentimenti si strutturano in modelli neurali più stabili<br />
  36. 36. Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />La mente procede per (reti di) legami, associazioni, corrispondenze, collegamenti fra modelli neurali più o meno “incorporati” (o inscritti materialmente nei circuiti cerebrali) dall’esperienza personale e/o culturale e eventi del mondo fisico<br />Gli eventi reali sono dunque elaborati dall’individuo in base alle proprie mappe mentali, o reti di associazioni costituite tra modelli neurali nel cervello<br />Gran parte di questa attività di elaborazione è inconscia, ma la mente “conscia”, che richiede un livello superiore di manipolazione delle immagini, è in grado di modificare le corrispondenze tra eventi esterni e mappe interne<br />
  37. 37. Il ruolo delle emozioni<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Le neuroscienze hanno dimostrato negli ultimi decenni (da Damasio 1994) il ruolo preminente delle emozioni nel comportamento sociale e nelle decisioni degli individui<br />Emotions are distinctivepatternsofneural and chemicalresponses (p. 173)<br />Reazioni a uno stimolo (ECS, EmotionnallyCompetentStimulus) rappresentato dal contenuto di una data percezione<br />Emozioni basilari: paura, disgusto, sorpresa, tristezza, felicità, rabbia<br />A fronte di un evento “mappato” come negativo o positivo, il cervello attiva le relative vie emozionali (negativa o positiva) date da circuiti (neurotrasmettitori) convergenti entrambi verso l’area cerebrale che presiede ai processi decisionali<br />In questi circuiti – i marcatori somatici – si sedimenta l’esperienza delle emozioni vissute in collegamento a una data categoria di eventi<br />
  38. 38. Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />La prima implicazione importante è che le emozioni entrano – e devono entrare – in gioco nella produzione di ogni decisione quotidiana <br />Ogni processo decisionale individuale implica un processo cognitivo che coinvolge al contempo emozioni e ragionamenti <br />In assenza di emozioni – come negli individui con lesioni cerebrali specifiche – è impossibile prendere decisioni logiche o “razionali”, perché viene meno il supporto dell’esperienza emotiva passata, che ci permette ad esempio di gerarchizzare le nostre preferenze o priorità <br />
  39. 39. Emozioni e sentimenti<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Le emozioni sono percepite nel cervello come sentimenti<br />Un sentimento è la percezione di un certo stato del corpo accompagnato dalla percezione di un certo modo di pensare e di pensieri con determinati temi (Damasio)<br />Stimoli emotivamente intensi possono essere elaborati consciamente dal cervello come sentimenti<br />I sentimenti non si limitano a trascrivere, ma elaborano emozioni nel contesto della memoria<br />Comprendono quindi associazioni ad altri eventi, direttamente vissuti dall’individuo o trasmessi per via genetica o culturale<br />La mente “conscia” decide per capacità associativa, attivando le reti neurali che associano sentimenti (passati) ad eventi<br />Ciò è possibile, appunto, grazie alla capacità del cervello di apprendere ricordando emotivamente eventi e loro conseguenze<br />
  40. 40. Metafore e frame nel linguaggio<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Il nostro cervello pensa per metafore<br />“Strutture fisiche nel cervello” (Lakoff)<br />Fisicamente, le metafore sono sinapsi (congiunzioni) di neuroni che si attivano insieme, e che a forza di essere usati insieme si rafforzano in quanto sinapsi <br />Le metafore sono fondamentali nel collegare i circuiti cerebrali al linguaggio<br />Le parole, associate a campi semantici, attivano delle metafore, che a loro volta evocano (possono evocare) dei frame<br />In senso cognitivo, i frame sono reti neurali di associazioni (connessioni metaforiche) che strutturano narrazioni più ampie<br />Ma le strutture dei frame sono anch’esse basate sull’esperienza<br />Emergono dall’organizzazione sociale che definisce i ruoli sociali <br />Vengono fissati nei circuiti cerebrali nel corso della storia, tramite l’evoluzione biologica e l’esperienza culturale<br />Ex.: l’oggetto culturale “famiglia patriarcale” si fonda sui ruoli sociali del padre/patriarca e della madre/massaia (metafore), da cui emerge il frame morale del “padre autoritario”<br />
  41. 41. Il framing della mente<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />I messaggi generati nel mondo della comunicazione attivano i meccanismi individuali di elaborazione dell’informazione<br />Fra i quali quei meccanismi che mettono il contenuto e il formato dei messaggi in relazione con i frame (modelli di reti neurali) esistenti nella mente <br />Importanza della relazione tra produzione delle notizie nei media e modalità di selezione e interpretazione da parte del pubblico <br />Il framing della mente pubblica è effettuato in gran parte tramite processi che si svolgono nei media<br />Il framing è il processo con cui si selezionano e sottolineano alcuni aspetti o temi, e si stabiliscono tra loro connessioni in modo tale da promuovere una particolare interpretazione, valutazione e/o soluzione (Entman 2004)<br />
  42. 42. Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Il framing è un meccanismo fondamentale nell’attivazione della mente perché lega direttamente la struttura di una narrazione veicolata dai media alle reti neurali cerebrali <br />Fornisce infatti una connessione diretta tra il messaggio e il cervello ricevente<br />Solo quei frame che sono in grado di connettersi al messaggio di frame preesistenti sono efficaci nell’attivare una condotta<br />I frame che impiegano i termini culturalmente più consonanti (risonanza culturale) e che vengono ripetuti più spesso (magnitudine) hanno maggiori probabilità di evocare pensieri e sentimenti simili in un pubblico più vasto<br />
  43. 43. Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Il framing è dunque un processo interpretativo che si svolge nella mente umana in base a idee e sentimenti correlati immagazzinati nella memoria <br />I frame sono organizzati in reti di schemi abituali che provvedono all’applicazione di analogie<br />“i frame non sono esterni alla mente” ? (p. 196)<br />In assenza di contro-frame alle informazioni fornite dai media, il pubblico graviterà verso i frame gli vengono suggeriti<br />Per esercitare una scelta nell’interpretazione, i cittadini hanno bisogno di contro-frame <br />Ma il framing dei media è un processo stratificato che inizia con un negoziato tra attori politici chiave o gruppi d’interesse e i media prima di raggiungere la mente della cittadinanza<br />Cfr. Il modello di “attivazione a cascata” di Entman (2004)<br />Relazioni tra framing delle notizie, opinione pubblica e potere<br />
  44. 44. 4. Intervenire sulle reti di comunicazione <br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />
  45. 45. La media politics<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Le relazioni di potere dipendono anche dalla capacità di plasmare la mente umana mediante il trasferimento di senso attraverso la costruzione di immagini<br />Le idee sono immagini (visive o meno) nel nostro cervello<br />Per la società, la costruzione di immagini avviene nella sfera della comunicazione socializzata attraverso i media<br />La media politicsè la conduzione della politica sui media e con i media<br />Nel nostro contesto storico, la politica è in primo luogo politica mediatica <br />Messaggi, organizzazioni e leader che non hanno presenza sui media non esistono nella mente del pubblico<br />Logica binaria di inclusione/esclusione della rete <br />
  46. 46. Media e potere<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />I media non sono i detentori del potere, ma non sono neanche il Quarto Potere<br />“Sono molto più importanti: sono lo spazio dove si costruisce il potere”<br />Lo spazio in cui le relazioni di potere vengono decise tra attori politici e sociali in competizione<br />Gli attori e i messaggi devono passare per i media per poter conseguire i propri obiettivi<br />Devono quindi accettare le regole dell’intervento mediatico, il linguaggio dei media e gli interessi dei media <br />Gli attori mediatici non sono neutrali, ma costruiscono piattaforme di comunicazione e producono messaggi in linea con i lori specifici interessi organizzativi e professionali<br />Diversità degli attori mediatici e pluralità dei loro interessi commerciali e politici<br />Variabilità della relazione dei media con gli attori politici e con l’audience <br />
  47. 47. La pratica della politica mediatica<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Diversi compiti chiave svolti dalla pratica della politica mediatica<br />L’accesso ai media<br />L’elaborazione di messaggi e la produzione di immagini<br />La trasmissione del messaggio <br />Il finanziamento delle attività legate alla politica mediatica<br />La politica mediatica non si limita alle campagne elettorali<br />È il continuo processo di informazione e la diffusione di immagini politicamente rilevanti che conformano la mente del pubblico<br />La politica mediatica si diversifica in base alla specificità istituzionale e culturale di ciascun paese<br />Ma tendenza mondiale alla convergenza della politica verso la politica mediatica<br />Americanizzazione o globalizzazione?<br />
  48. 48. Elementi della politica mediatica<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Il monitoraggio dell’accesso<br />Accesso all’informazione e accesso a pagamento<br />Livelli del processo di gatekeeping<br />Dalla proprietà dei media alla logica d’attrazione del pubblico<br />Linguaggio dell’infotainment; sensazionalismo; personalizzazione e candidate-centeredpolitics; celebrity frame; politica come horse-race<br />Il doppio filtro del controllo governativo e del management editoriale <br />Lo spin del messaggio<br />Il messaggio è l’uomo politico<br />Ma formato e piattaforme del messaggio sono selezionati ad hoc<br />The messageis the medium<br />I think tank politici e la progettazione del messaggio<br />Marketing elettorale e profiling della cittadinanza<br />Costi e finanziamenti della campagne<br />“Politica informazionale” e manipolazione delle notizie<br />
  49. 49. Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />La campagne elettorali<br />Strategie e piattaforme comunicative delle campagne<br />Interazione tra media mainstream e internet<br />I dibattiti elettorali <br />La politica della personalità <br />Fattori che concorrono alla centralità della personalità percepita dei candidati <br />Low-informationrationality (Popkin)<br />Percezione di affidabilità e potenziale di leadership <br />Capacità relazionale e valutazione emozionale <br />Impatto della personalizzazione politica sui meccanismi di selezione dei candidati<br />
  50. 50. Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />La politica dell’aggressione<br />Oppositionresearch<br />La politica dello scandalo<br />Gli effetti “indeterminati” (p. 320) della politica scandalistica<br />Relazioni tra politica dello scandalo, politica mediatica e declino della fiducia pubblica (p. 366)<br />La crisi di legittimazione della politica<br />Pubblicità della corruzione/percezione della corruzione<br />Effetti non scontati della crisi di fiducia politica sulla partecipazione politica e elettorale<br />Forme nuove e/o alternative di mobilitazione dei cittadini<br />Fra crisi della democrazia e reinterpretazione della pratica democratica <br />
  51. 51. 5. Riprogrammare le reti di comunicazione <br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />
  52. 52. Il cambiamento sociale<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Il cambiamento sociale è prodotto dall’interazione tra mutamento culturale e cambiamento politico<br />Il mutamento culturale è il cambiamento di valori e credenze elaborato nella mente umana su una scala sufficientemente ampia da interessare la società nel suo insieme<br />Il cambiamento politico è l’adozione istituzionale dei nuovi valori che si diffondono attraverso la cultura di una società<br />Le istituzioni sono cristallizzazioni di pratiche sociali relative a momenti storici anteriori<br />Hanno le loro radici nelle relazioni di potere, perché risultano dai conflitti e dai compromessi tra attori sociali guidati dai rispettivi valori e interessi<br />Il cambiamento sociale è un processo graduale e multidimensionale, non istantaneo e generalizzato<br />
  53. 53. Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Gli attori del cambiamento sociale<br />Gli attori sociali che mirano al cambiamento sociale attraverso un mutamento di valori sono i movimenti sociali<br />Il processo che porta a un cambiamento politico istituzionalizzato, in discontinuità con le istituzioni politiche esistenti, può essere definitivo come “politica insorgente” (insurgentpolitics) <br />Gli esiti dei movimenti sociali e della politica insorgente sono valutabili in termini di trasformazione strutturale nei valori istituzionalizzati in una data società, in tempi successivi e differiti rispetto a quelli dell’azione collettiva<br />
  54. 54. Lo spazio pubblico<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />I movimenti sociali e la politica (“insorgenti” e non) nascono e vivono nello spazio pubblico<br />Lo spazio dell’interazione sociale di significato in cui le idee e i valori sono formati, trasmessi, sostenuti e respinti<br />Le reti di comunicazione multimodale costituiscono la gran parte dello spazio pubblico nella società in rete<br />Forme differenti di manipolazione e controllo dei messaggi e della comunicazione nello spazio pubblico sono il nucleo di formazione del potere<br />Ma lo spazio pubblico è anche un territorio conteso, in cui è possibile contestare le immagini create e proiettate dai poteri costituiti e rinnovare la “mente pubblica”<br />
  55. 55. Cambiamento sociale e riprogrammazione delle reti<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Nella società in rete, la battaglia delle immagini e dei frame, all’origine della “battaglia per le menti”, si svolge dunque entro le reti di comunicazione multimediali <br />Queste reti sono programmate in base alle relazioni di potere esistenti al loro interno<br />Esse costituiscono l’ambiente simbolico per la manipolazione delle immagini e l’elaborazione delle informazioni nelle nostre menti, determinanti ultimi delle pratiche individuali e collettive<br />Il processo del cambiamento sociale richiede quindi la riprogrammazione delle reti di comunicazione nei termini dei loro codici culturali e dei valori, e degli interessi sociali e politici impliciti che essi veicolano<br />Creazione di nuovi contenuti e nuove forme nelle reti che connettono le menti e il loro ambiente comunicazionale<br />Introduzione di messaggi che mettono in discussione valori e interessi dominanti nelle reti di comunicazione <br />Ristrutturazione dell’”impianto” delle nostre menti (reframing)<br />
  56. 56. Conclusioni<br />Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Il potere è multidimensionale e si costituisce attorno a reti programmate in vari campi dell’attività umana secondo gli interessi e i valori degli attori sociali<br />Tutte le reti di potere lo esercitano influenzando la mente umana prevalentemente (ma non esclusivamente) tramite le reti multimediali di comunicazione di massa<br />Le reti di comunicazione sono così le reti fondamentali di costituzione di potere nella società<br />La rete di potere costituita intorno allo stato e al sistema politico svolge un ruolo fondamentale nella retificazione complessiva del potere (p. 544) <br />
  57. 57. Analisi dell'opinione pubblica 2010/11<br />Metodologicamente, la ricerca su “chi detiene il potere” nella società in rete va condotta analizzando la specifica configurazione reticolare degli attori, interessi e valori che si dedicano alle strategie di creazione del potere<br />Specie connettendo le proprie reti di potere alle reti di comunicazione di massa, che sono appunto la fonte della costruzione di significato nella mente pubblica <br />Specificità nell’analisi delle relazioni di potere<br />Ricerca delle specifiche reti di attori che esercitano il potere nelle rispettive aree di influenza <br />Una pista di ricerca: <br />I detentori del potere vanno cercati nelle connessioni tra reti di comunicazione aziendali, reti finanziarie, reti dell’industria culturale, reti della tecnologia e reti della politica<br />Esaminando la loro retificazione globale e il loro funzionamento locale<br />Identificando i frame diffusi nelle reti che impongono uno schema alla nostra mente (pp. 548-51)<br />

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