Arch. frigerio

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Arch. frigerio

  1. 1. Cuneo • Palazzo della Provincia •8 Maggio 2014 ARREDO, DESIGN E CONTRACT Dal design (del prodotto) al retail (design) Nuovi scenari della produzione e della vendita gian luca frigerio• architetto
  2. 2. Con C O NTR A CT definiamo il sistema di rapporti commerciali, finanziari e produttivi che si instaurano in base alla domanda/offerta dei beni e dei servizi nell’ambito di un progetto. D E F I N I Z I O N E D I C O NTR A CT Il C O NTR A CT affronta in modo organico tutte le fasi che vanno dalla quantificazione in termini numerici e qualitativi dei prodotti fino alla posa compresi eventuali servizi post vendita (Es. Hilton BrandStandards– Design &Construction) La sequenza Design (progettazione), Arredo (prodotto) e Contract sono un “sistema circolare” nel senso che si auto supportano/alimentano. Esistono cioè progetti di produzione nati per essere messi a disposizione del mondo contract e viceversa necessità di forniture contract che danno luogo al design di prodotti specifici.
  3. 3. DESIGN E PRODOTTI CONTRACT Prodotti che hanno indirizzato l’azienda verso il mondo CONTRACT Serie di elementi dal design deciso e di semplice montaggio anche in prima installazione Elementi di forte personalità e fortemente riconoscibili
  4. 4. DESIGN E PRODOTTI CONTRACT Prodotti che hanno indirizzato le aziende verso il mondo CONTRACT Biocamini, dalla casa agli hotel, ai locali, alle SPA e i luoghi della ricettività Glocal Design, dalla trazione locale alla diffusione globale – Unità abitativa minima PARVA House
  5. 5. DESIGN E PRODOTTI CONTRACT Prodotti nati per necessità di forniture CONTRACT Tubolari e giunti industriali per fornire banchi lavoro e magazzini …diventano una serie di elementi componibili, scrivanie, librerie, contenitori e separé per allestire negozi e uffici low cost
  6. 6. QUAL’E’ LO “STRUMENTO” DI DIFFUSIONE DEI BENI / PRODOTTI SUL MMERCATO? FILIERA CHE VA DALLA PRODUZIONE ALLA VETRINA IL RETAIL
  7. 7. Con R E T A I L definiamo l’ambito in cui sistema prodotto, vero valore competitivo che rende inscindibile il prodotto con il servizio (servizio = sistema immateriale di relazioni atte a introdurre un bene nei processi di trasformazione e consumo) incontra il consumatore. D E F I N I Z I O N E D I R E T A I L La crescente pressione concorrenziale, la sovrabbondanza dell’offerta, l’intercambiabilità di beni e servizi, le tecnologie e il comportamento dei consumatori hanno determinato una forte trasformazione/evoluzione nell’ambito del R E T A I L . Il R E T A I L D E S I G N ha come obiettivo la definizione di nuovi linguaggi di comunicazione commerciale e nuove forme di coinvolgimento dei consumatori, attraverso non solo la definizione di nuovi spazi commerciali in senso fisico, ma anche di definire nuove forme di interrelazione tra prodotti e consumatori reinventando la funzione dei luoghi vendita.
  8. 8. In questo scenario tendenzialmente recessivo, con crescenti pressioni competitive assistiamo ad una IL RETAIL E LO SCENARIO ECONOMICO AMBIENTE TURBOLENTO EVOLUZIONE DEL CLIENTE MATURITA’ DI BUSINESS COSA FARE? IPERCOMPETITIVITA’ DEL BUSINESS frutto della miscela di fenomeni burrascosi
  9. 9. A IL RETAIL E LO SCENARIO ECONOMICO PUNTO VENDITA Cercare di portare il mix di vendita sui prodotti/clienti a margine più alto (scelta di marketing) B Gestire i costi e le risorse di struttura (non significa necessariamente risparmiare ma significa anche investire su)
  10. 10. I COMPORTAMENTI DEI CONSUMATORI Sono cambiati secondo alcune linee principali: •La ricerca di personalizzazione • La contaminazione dei prodotti e dei luoghi •Si passa della focalizzazione sul prodotto all’experience dello stesso
  11. 11. PERSONALIZZAZIONE Un prodotto che ho solo io (o una cerchia ristretta di persone) TEMPORARY SHOP / POP UP SHOP negozi a tempo con prodotti a tempo
  12. 12. (Case Story) TEMPORARY CORDIS® Attirano attenzione per la localizzazione e l’allestimento sfruttando leve di marketing particolari Genericamente propongono novità o edizioni limitate PREZZO INTERESANTE PERCHE’ PROMOZIONALE Allestimento temporary shop Durata dell’evento scandito dallo spegnimento lento della fiamma Limitato costo allestitivo e grande visibilità, abbatte i costi tipici del negozio
  13. 13. CONTAMINAZIONE DI PRODOTTI E LUOGHI Mix tra alto e basso, griffe e unbranded, doc e etnico. Mix tra il capo fast fashion e l’ accessorio firmato Il vino doc e le cucine etniche
  14. 14. EXPERIENCE Dall’uso del prodotto all’ ESPERIENZA del prodotto. Differenti categorie merceologiche che mixano ACQUISTO, CONSUMO, DEGUSTAZIONE, PROVE. Spazi trasformabili GIORNO / NOTTE Da Guido PESCHERIA / RISTORANTE (MI)
  15. 15. PAROLE D’ ORDINE DIVENTANO •CLIENTE / RELAZIONALE • RETE DI SOCIALIZZAZIONE • ESPERIENZA D’ ACQUISTO • EMOZIONALITA’ / SENSORIALITA’
  16. 16. Il R E T A I L è la maggiore leva competitiva che le imprese possono attivare come maggiore livello concorrenziale sia nazionale che internazionale. IL RETAIL E LO SCENARIO ECONOMICO Ciò è ancora più evidente oggi. Osserviamo come per differenziare e rendere i prodotti e i servizi fra gli altri, non sia più sufficiente agire sulle caratteristiche stesse del bene ma sia necessario elevare il grado emotivo di coinvolgimento fra imprese e consumatore Il passaggio della città industriale alla città post industriale è caratterizzato da una crescente pressione dei processi di consumo. I luoghi dello scambio hanno teso così a modellare gli spazi, gli stili di vita e i tempi stessi delle città.
  17. 17. Il luogo di consumo, l’evento (di lancio/promozione) e gli altri ambiti della comunicazione d’impresa assumono sempre più valenza relazionale con il proprio pubblico di riferimento. IL RETAIL E LO SCENARIO ECONOMICO Il vecchi negozio, mero spazio per l’acquisto e la vendita di un bene diviene luogo di svago, socializzazione, crescita e confronto culturale. È quindi in questo contesto che parliamo di emozionalità e sensorialità, di esperienza d’acquisto, di rito, di socializzazione (dei clienti che si relazionano tra di loro nel luogo d’acquisto) e viene così definito un nuovo utente del luogo di consumo: il CLIENTE RELAZIONALE.
  18. 18. Sempre più importanza ha quindi il valore dell’ INTERIOR DESIGN nella sua forma più specialistica appunto del R E T A I LD E S I GN , in grado di comunicare valori, quali BR A ND I D E NT I TY . Mediante un’ efficace ed efficiente presentazione dei prodotti (e dei servizi) rafforza l’immagine aziendale comunicando quei valori legati alla marca che vengono anche percepiti univocamente come valori di prodotto. VALENZE DEL RETAIL DESIGN Azioni pianificate negli spazi di consumo mediante progetti efficaci, rappresentano l’atto finale delle relazioni tra prodotto e consumatore che inizia (spesso) sui media e che sempre più si realizzano in questo spazio, sempre più luogo dove avviene la decisione d’acquisto.
  19. 19. (Case Story) DE MA sas. Agenzia di rappresentanze, nel 2006 durante la Giornata della Distribuzione viene identificata come case story internazionale, quale anello contemporaneo di congiunzione tra le aziende ed il mercato PUNTI FORTI: esposizione, formazione, eventi e meeting, anteprime agli operatori di settore di nuove produzioni Allestimento Capacità di essere trasformata con pochi spostamenti Sala meeting che diventa “classe” per fare formazione, presenza di supporti tecnologici
  20. 20. (Case Story) Tigullio Design. Showroom del settore porte, serramenti, sistemi oscuranti e Flag Sistemi RasoParete® PUNTI FORTI: qualifica professionale del personale, esposizione, formazione, eventi e meeting. Allestimento Chiarezza espositiva in spazi ridotti Forte personalità e grande riconoscibilità sul mercato
  21. 21. LA PERCEZIONE DEL VALORE DEL PRODOTTO E’ FORTEMENTE LEGATA AL CONTESTO ENTRO CUI QUESTO E’ INSERITO. Grazie per l’attenzione

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