UTILIZZO DI ALCAT TEST IN PAZIENTI CON PROBLEMI  GASTROINTESTINALI:    DATI PRELIMINARI.  L. Berardi, M. Castello, M. De A...
INTRODUZIONEIl nostro organismo reagisce ad alimenti e prodottichimici in modi differenti:• reazione allergica di tipo I o...
LE INTOLLERANZE• Le intolleranze si possono quindi definire comereazioni alimentari ritardate, dipendenti dallo stimolorip...
DIAGNOSI• Stimolazione sistemica orale dopo una dieta di  eliminazione: metodica lenta e complicata• Diete di eliminazione...
ALCAT TEST• Si esegue su sangue intero del paziente raccolto in  una provetta contenente citrato non tamponato come  antic...
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TERAPIA DIETETICA•  Di fronte ad una intolleranza verso un determinato   alimento dopo una dieta di eliminazione si impost...
LA NOSTRA ESPERIENZA• Ci siamo proposti di valutare il test ALCAT nella  diagnosi delle intolleranze alimentari e la dieta...
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LA NOSTRA ESPERIENZA• Abbiamo sottoposto i pazienti reclutati a prelievo ematico  raccolto in provette contenenti citrato ...
LA NOSTRA ESPERIENZA• Alla visita al tempo 2, dopo un mese abbiamo  valutato l’eventuale miglioramento dei sintomi e  cons...
RISULTATI• Abbiamo arruolato 33 pazienti affetti da disturbi  gastrointestinali con Prick test e/o RAST negativi.• Abbiamo...
RISULTATI     invariati       18%                   persi                             24%                                 ...
CONCLUSIONI• Esiste un grande interesse della popolazione generale  intorno alle intolleranze alimentari.• Esistono numero...
Risultati in pazienti affetti da patologie                      cutanee• Arruolati 20 pazienti affetti da manifestazioni c...
CONCLUSIONIAnche nei pazienti affetti da patologie cutanee, Alcattest ci ha permesso di impostare una terapia dietetica   ...
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Utilizzo di alcat test in pazienti con problemi gastrointenstinali

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Utilizzo di alcat test in pazienti con problemi gastrointenstinali

  1. 1. UTILIZZO DI ALCAT TEST IN PAZIENTI CON PROBLEMI GASTROINTESTINALI: DATI PRELIMINARI. L. Berardi, M. Castello, M. De Amici, M. Vignini, M. Mosca.
  2. 2. INTRODUZIONEIl nostro organismo reagisce ad alimenti e prodottichimici in modi differenti:• reazione allergica di tipo I o IgE mediata:reazione immediata scatenata dall’assunzione di undeterminato alimento che attiva il sistemaimmunitario.• reazione di intolleranza: é dovuta ad uno stimoloripetuto degli alimenti sui linfociti, quindi non éuna reazione immediata e si manifesta dopol’assunzione ripetuta di un determinato alimento.
  3. 3. LE INTOLLERANZE• Le intolleranze si possono quindi definire comereazioni alimentari ritardate, dipendenti dallo stimoloripetuto del cibo per 2-3 giorni consecutivi• I sintomi dell’intolleranza alimentare possono esseregli stessi delle allergie alimentari, o differenziarsi consintomi più sfumati che coinvolgono, attraverso unareazione infiammatoria cronica, qualsiasi organo oapparato dell’organismo.• Spesso l’identificazione dell’alimento, che creaintolleranza, è di difficile realizzazione sia da parte delpaziente che da parte del medico.
  4. 4. DIAGNOSI• Stimolazione sistemica orale dopo una dieta di eliminazione: metodica lenta e complicata• Diete di eliminazione con successiva reintroduzione degli alimenti: metodiche molto lente e faticose per il paziente.• Test citotossico: ricerca su prelievo di sangue le modificazioni nei globuli bianchi interessati dalla reazione all’alimento cui si è intolleranti.• Alcat test: effettuato su prelievo di sangue, oltre a ricercare modificazioni dei globuli bianchi, conta il numero dei globuli bianchi interessati da variazioni di dimensioni.
  5. 5. ALCAT TEST• Si esegue su sangue intero del paziente raccolto in una provetta contenente citrato non tamponato come anticoagulante.• Le singole sostanze vengono incubate con il sangue del paziente, analizzate individualmente e confrontate con il grafico di controllo per individuare un’eventuale reazione cellulare che induce una modificazione di volume e/o di numero delle cellule.• I risultati del Test Alcat possono essere alterati dall’assunzione di Warfarin, antistaminici e corticosteroidi sistemici.
  6. 6. REFERTOIl referto è composto da un elenco di alimenti testati suddiviso in 4 categorie abbinate a colori diversi:• Colore verde (neg): alimenti non reattivi.• Colore giallo (range 1+): alimenti con reazione moderata• Colore arancione (range 2+): alimenti con reazione grave• Colore rosso (range 3+): alimenti con reazione estrema• Colore verde: alimenti che si possono mangiare• Colore giallo: all’inizio non vengono considerati• Colore arancione: alimenti intolleranti da eliminare• Colore rosso: alimenti fortemente intolleranti da eliminare
  7. 7. INTERPRETAZIONE DEI RISULTATI l’ interpretazione dei risultati deve essere orientata verso l’identificazione del grande gruppo alimentare di riferimento e non verso il singolo alimento, quindi il paziente non dovrà eliminare dalla sua dieta solo il singolo alimento, ma l’intero gruppo di riferimento.Grandi gruppi alimentari di riferimento:• Frumento e cereali correlati (orzo, malto, farro, kamut, ecc)• Latte, prodotti lattiero caseari e di derivazione bovina (formaggi, yogurt ecc.)• Nichel, grassi idrogenati vegetali e prodotti a questi correlati (cacao, pomodoro, kiwi, prodotti in sacchetto dell’industria, grassi cotti)• Salicilati naturali
  8. 8. TERAPIA DIETETICA• Di fronte ad una intolleranza verso un determinato alimento dopo una dieta di eliminazione si imposta una reintroduzione in quantità minime, e poi gradualmente crescenti fino a due giorni alla settimana di alimentazione libera e si arriva a volte anche ad un solo giorno alla settimana di dieta alimentare.• L’obiettivo di una terapia dietetica:1. Favorire il recupero della tolleranza nei confronti dei cibi non tollerati2. Evitare diete di eliminazione utili in caso di allergia classica3. Permettere un’alimentazione varia, in quanto la ripetitività induce nuove ipersensibilità
  9. 9. LA NOSTRA ESPERIENZA• Ci siamo proposti di valutare il test ALCAT nella diagnosi delle intolleranze alimentari e la dieta che ne consegue in termini di miglioramento della sintomatologia in pazienti affetti da disturbi gastrointestinali.• I pazienti sono stati reclutati tra quelli afferenti alla Clinica Dermatologica dell’Università degli Studi di Pavia seguendo i seguenti criteri di inclusione ed esclusione.
  10. 10. CRITERI DI INCLUSIONE:1. Pazienti affetti da disturbi gastrointestinali (dispepsia, vomito, diarrea, meteorismo, dolori addominali, colon irritabile) di entrambi i sessi, di qualsiasi nazionalità ed età.CRITERI DI ESCLUSIONE:1. Pazienti con patologie gastrointestinali note gravi o con esami gastroenterologici positivi.2. Pazienti con positività ai test allergologici alimentari3. Pazienti che hanno sospeso corticosteroidi sistemici da meno di 15 giorni e antistaminici sistemici da meno di 7 giorni4. Pazienti in terapia con anticoagulanti
  11. 11. LA NOSTRA ESPERIENZA• Abbiamo sottoposto i pazienti reclutati a prelievo ematico raccolto in provette contenenti citrato non tamponato.• Alla visita al tempo 1 viene consegnato un referto al paziente che consiste di quattro colonne: rossa, arancione e gialla, che comprendono gli alimenti con gradi differenti di intolleranza, e la colonna verde, che comprende gli alimenti non reattivi. Quindi abbiamo consigliato di seguire una dieta di almeno un mese sulla base dei risultati ottenuti (Verde: alimenti che si possono mangiare, Giallo: alimenti che non vengono inizialmente presi in considerazione, Arancio: alimenti intolleranti da eliminare. Rosso: alimenti fortemente intolleranti da eliminare).
  12. 12. LA NOSTRA ESPERIENZA• Alla visita al tempo 2, dopo un mese abbiamo valutato l’eventuale miglioramento dei sintomi e consigliato al paziente una graduale reintroduzione degli alimenti uno alla volta ( un pasto libero a settimana, poi due pasti liberi a settimana, poi due giorni liberi a settimana).• Alla visita al tempo 3, dopo un altro mese abbiamo valutato se le reintroduzioni sono state tollerate: in caso di risposta positiva abbiamo consigliato di continuare a seguire lo schema terapeutico dietetico, in caso di risposta negativa si torna ad un regime alimentare più ristretto.
  13. 13. RISULTATI• Abbiamo arruolato 33 pazienti affetti da disturbi gastrointestinali con Prick test e/o RAST negativi.• Abbiamo perso 8 pazienti al follow-up• 19 (76%) pazienti hanno riferito miglioramento della sintomatologia intestinale.• 6 (24%) pazienti hanno riferito sintomatologia invariata
  14. 14. RISULTATI invariati 18% persi 24% persi migliorati invariatimigliorati 58%
  15. 15. CONCLUSIONI• Esiste un grande interesse della popolazione generale intorno alle intolleranze alimentari.• Esistono numerosi test per le intolleranze alimentari in commercio con metodiche di esecuzione differenti.• Sulla base dei nostri dati preliminari sembra che ALCAT test abbia una buona capacità nell’ individuare alimenti non tollerati da ciascun individuo con la conseguente possibilità di impostare una corretta dieta personale.Berardi L; De Amici M; Vignini A; Mantegna G; Mosca M. Alcat test identifies food intolerance inpatients with gastrointestinal symptoms. Allergy 2009; 64 (Suppl. 90): 490.
  16. 16. Risultati in pazienti affetti da patologie cutanee• Arruolati 20 pazienti affetti da manifestazioni cutanee (Orticaria cronica, Prurito, Dermatite) con tests allergologici negativi.• 6 pazienti persi al follow-up• 86% pazienti hanno riferimento miglioramento delle manifestazioni cutanee.• 14% hanno riferito sintomatologia invariata.Berardi L; De Amici M; Vignini A; Torre C; Mosca M. Food intolerance in patients withcutaneous diseases: diagnostic value of the Alcat Test. Allergy 2009; 64 (suppl. 90): 490.
  17. 17. CONCLUSIONIAnche nei pazienti affetti da patologie cutanee, Alcattest ci ha permesso di impostare una terapia dietetica che, nella maggior parte dei casi, ha indotto unmiglioramento della manifestazioni cutanee, anche se la casistica é ancora ristretta.
  18. 18. GRAZIE PER L’ATTENZIONE!

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