•DSA: primi indicatori del
disturbo
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FONOLOGICA
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IMPORTANZA DELL’IDENTIFICAZIONE PRECOCE
CONCETTUALIZZAZIONE LINGUA SCRITTA E NUMERI
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 FAVORIRE L’INSTAURARSI DI ADEGUATE STRATEGIE
 EVITARE CHE AUMENTI IL DIVARIO TRA LE PRESTAZIONI DEL
BAMBINO IN DIFFICOL...
SCUOLA DELL’INFANZIA:
Perché?
CONCETTUALIZZAZIONE DELLA LINGUA
SCRITTA E DEI NUMERI
CONTINUITÀ NEGLI INTERVENTI
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INTERAGENDO CON L’AMBIENTE
IL BAMBINO COSTRUISCE
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DEL NUMERO
E DELL’ ”UNIVERSO MATEMATICO”
Nei bambini è presente fin dalla nascita una
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Bambini di 5-6 mesi possiedono
anche aspettative aritmetiche che
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CONOSCENZA NUMERICA
• PROCESSI LESSICALI: attribuzione di un nome ai
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LA LETTURA DI NUMERI
• Il riconoscimento della forma scritta dei
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• Inizialmente il bambino non attribuisce al
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LA SCRITTURA DEI NUMERI
• Dai 2 ai 7 anni il bambino è impegnato sia
nell’acquisizione del concetto di numero
sia nella co...
COME ESPRIME GRAFICAMENTE LE
QUANTITÀ IL BAMBINO PRESCOLARE?
4 CATEGORIE
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SVILUPPO ABILITÀ DI CALCOLO
I e II primaria
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• Conteggio verbale
• Deposito nella MLT dei fatti nume...
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LINGUA SCRITTA
• DIFFERENZIAZIONE DISEGNO
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SILLABICO NON CONVENZIONALE
SILLABICO-ALFABETICO
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 Sotto-area della consapevolezza
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ORDINE PRESENTAZIONE:
• Sillaba iniziale-sillaba finale-sillaba intermedia
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ESEMPI DI ATTIVITÀ FONOLOGICHEESEMPI DI ATTIVITÀ FONOLOGICHE
 RICONOSCERE E PRODURRE RIME
 RICONOSCERE PAROLE LUNGHE E P...
 ELIDERE O AGGIUNGERE SUONI A PAROLE
DATE (DITALE → DITA)
 TROVARE DIFFERENZE E UGUAGLIANZE TRA
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QUANDO?
 È CONSIGLIABILE OPERARE PER SVILUPPARE LA
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PRESCOLARE.
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PER LA RILEVAZIONE DI DIFFICOLTÀ
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METAFONOLOGICA:
CMF
(Marotta-Trasciani-Vicari)
CONSAPEVOLEZZA GLOBALE
(Marotta-Trasciani-Vicari )
 DISCRIMINAZIONE DI SUONI
• DISCRIMINAZIONE UDITIVA DI COPPIE MINIME
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CONSAPEVOLEZZA ANALITICA
(Marotta-Trasciani-Vicari)
 FUSIONE E SEGMENTAZIONE
• SINTESI E SEGMENTAZIONE FONEMICA
 MANIPOL...
MECCANISMI DEL PROCESSO DI
LETTURA
 MECCANISMO DI ANTICIPAZIONE:
il lettore immagina ciò che è scritto prima di decifrarl...
FASI DI APPRENDIMENTO DELLA LETTURA
E DELLA SCRITTURA
(Modello di Uta Frith)
1. STADIO LOGOGRAFICO: le parole scritte
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FONEMA/GRAFEMA
• IL FONEMA È UN’UNITÀ LA CUI FUNZIONE
FONDAMENTALE È DI DISTINGUERE UNA
PAROLA DA UN’ALTRA
• UN GRAFEMA PU...
DIFFICOLTÀ CHE SI POSSONO
RISCONTRARE ALLA SCUOLA
DELL’INFANZIA
 A QUATTRO ANNI DIFFICOLTÀ DI
LINGUAGGIO
 INADEGUATEZZA ...
 DIFFICOLTÀ A MEMORIZZARE NOMI DI OGGETTI
CONOSCIUTI ED UTILIZZATI SPESSO
 DIFFICOLTÀ DI ATTENZIONE
 INADEGUATA MANUALI...
INDICAZIONI DIDATTICHE
GENERALI
PRINCIPI DA RISPETTARE
• Partecipazione attiva di alunno e insegnante
• Il bambino è costr...
 ATTIVITÀ PER SVILUPPARE CONSAPEVOLEZZA:
- fonologica
- testuale
- pragmatica
 ATTIVITÀ DI LETTURA E RIPRODUZIONE DI RIT...
 STIMOLARE LA PERCEZIONE E LA DISCRIMINAZIONE UDITIVA
 GIOCHI DI MEMORIA VISIVA, UDITIVA E VERBALE
 ORGANIZZARE UN AMBI...
GRAZIE PER L’ATTENZIONE
E
BUON LAVORO!
BIBLIOGRAFIABIBLIOGRAFIA
Lucangeli- De Candia-Poli, L’intelligenza numerica, vol. 1, Erickson,
2003
Lucangeli, Ianniti, ...
ATTIVITÀ DEL CONTARE
Presuppone l’acquisizione di:
• Sequenza verbale ( ordine stabile)
- utilizzata come stringa di parol...
• Corrispondenza biunivoca tra parole-
numero ed elementi dell’insieme
- a due anni i bambini distribuiscono una
caramella...
• Cardinalità acquisita verso i 5 anni.
• Irrilevanza dell’ordine
• Principio di astrazione
INTEGRA COMPETENZE LESSICALI
E...
segmentazione
fusione
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scuola può aiutare i bambin...
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scuola può aiutare i bambini con disturbi specifi...
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PROVA DI RICOGNIZIONE DI RIME
(Marotta-Trasciani-Vicari Test CMF-Valutazione delle
competenze metafonologiche” Erickson)
RICONOSCIMENTO DELLA SILLABA INIZIALE DI UNA PAROLA
(Marotta-Trasciani-Vicari Test CMF-Valutazione delle competenze
metafo...
SPOONERISMOSPOONERISMO
AL BAMBINO VIENE CHIESTO DI
INVERTIRE IL FONEMA INIZIALE DI DUE
PAROLE PER FORMARE DUE NUOVE
PAROLE...
GIOCHIAMO CON I NOSTRI NOMI
• Inventiamo rime con i nostri nomi: Veronica suona
l’armonica, Michele va a gonfie vele, …
• ...
• Mettiamo nella scatola tutti i disegni che iniziano con
…
• Gioco del domino: RANA NAVE (svolto prima
con figurine e poi...
• Partire dal contesto, dalle esperienze
dei bambini
• Routine: basi per creare significati
condivisi
• Il proprio nome
• ...
Lo spazio per la lettura e scrittura nella
scuola dell’infanzia
“La scuola dell’infanzia dovrebbe permettere a
tutti i bam...
DISCRIMINAZIONE UDITIVA
•Discriminazione suono/silenzio
•Durata dei suoni
•Intensità dei suoni
•Suoni simili
•Giochi: tomb...
Roberto Medeghini (a cura di) “Perché è così difficile imparare? Come la scuola può
aiutare i bambini con disturbi specifi...
Roberto Medeghini (a cura di) “Perché è così difficile imparare? Come la scuola
può aiutare i bambini con disturbi pepcifi...
COME PARLARE DEI NUMERI?
• Già con i più piccoli parlarne associandoli alle
quantità (due occhi, una bocca, cinque dita; u...
• Introdurre il numero arabico con il richiamo alla
quantità associata
1 = 2 = ….
• Se presentata nel modo opportuno la qu...
Programma “L’intelligenza numerica”
Vol 1 Lucangeli – De Candia – Poli Erickson 2003
PROCESSI LESSICALI
PROCESSI SEMANTICI
PROCESSI SINTATTICI
Ob. Selezionare gli oggetti differenziandoli per attributi
L’intelligenza numerica” Vol 1 Lucangeli – De Candia – Poli Eri...
O. Distinguere un’unità dall’insieme di elementi che la costituiscono
L’intelligenza numerica” Vol 1 Lucangeli – De Candia...
Ob. Distinguere un’unità dall’insieme di elementi che la costituiscono
L’intelligenza numerica” Vol 1 Lucangeli – De Candi...
“Ascolta l’insegnante e disegna, quando è
possibile, per completare la frase che senti”
Una collana è formata da
tante
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infanzia primaria

  1. 1. •DSA: primi indicatori del disturbo •LA CONSAPEVOLEZZA FONOLOGICA Castegnato 27 gennaio 2010 MARIAGRAZIA GOZIO AID BRESCIA brescia@dislessia.it
  2. 2. IMPORTANZA DELL’IDENTIFICAZIONE PRECOCE CONCETTUALIZZAZIONE LINGUA SCRITTA E NUMERI PROCESSI DI LETTURA, SCRITTURA E NUMERICI CONSAPEVOLEZZA FONOLOGICA COSA FARE DI COSA PARLIAMO?
  3. 3.  FAVORIRE L’INSTAURARSI DI ADEGUATE STRATEGIE  EVITARE CHE AUMENTI IL DIVARIO TRA LE PRESTAZIONI DEL BAMBINO IN DIFFICOLTÀ E QUELLE DEL GRUPPO CLASSE  EVITARE LA PERDITA DI MOTIVAZIONE  ACQUISIRE UNA ADEGUATA AUTOSTIMA PERSONALE, EVITANDO CHE SI INSTAURINO SENSI DI INADEGUATEZZA ED INFERIORITÀ Scuola dell’infanzia e primi anni scuola primaria IDENTIFICAZIONE PRECOCE Segnali di rischio e difficoltà Intervenire: “risolvere” o “ridurre” quando? di per
  4. 4. SCUOLA DELL’INFANZIA: Perché? CONCETTUALIZZAZIONE DELLA LINGUA SCRITTA E DEI NUMERI CONTINUITÀ NEGLI INTERVENTI METALINGUISTICA
  5. 5. INTERAGENDO CON L’AMBIENTE IL BAMBINO COSTRUISCE UNA PROPRIA CONOSCENZA DEL NUMERO E DELL’ ”UNIVERSO MATEMATICO”
  6. 6. Nei bambini è presente fin dalla nascita una rappresentazione della numerosità (prima dei 6 anni risente di indici percettivi). Nel primo anno di vita, riescono a discriminare il numero di oggetti di insiemi presentati visivamente (punti neri, figure diverse, immagini in movimento, insiemi di azioni). UTILIZZATA TECNICA DELL’ABITUAZIONE-DISABITUAZIONE
  7. 7. Bambini di 5-6 mesi possiedono anche aspettative aritmetiche che riguardano cambiamenti di numerosità dovuti all’aggiunta/sottrazione di oggetti.
  8. 8. CONOSCENZA NUMERICA • PROCESSI LESSICALI: attribuzione di un nome ai numeri (dire la sequenza dei numeri, saperli leggere e scrivere) • PROCESSI SEMANTICI: capacità comprensione significato dei numeri (acquisizione corrispondenza numero-quantità) • PROCESSI SINTATTICI: relativi alle relazioni spaziali tra le cifre, individuare valore cifre • COUNTING: capacità di conteggio • CALCOLO A MENTE • CALCOLO SCRITTO PRINCIPALI PROCESSI COGNITIVI E METACOGNITIVI
  9. 9. •A UN ANNO E MEZZO CONOSCONO LA SEQUENZA DI ALCUNI NUMERI (Filastrocca dei numeri). •18/24 MESI ANNI APPLICANO IL CONTEGGIO A MATERIALE CONCRETO. •2 ANNI: COMPARE IL PRINCIPIO DELLA CORRISPONDENZA BIUNIVOCA •A QUATTRO ANNI ESPRIMONO GIUDIZI DI GRANDEZZA SUI NUMERI. •A 4 ANNI E MEZZO, NELL’ATTIVITÀ DI DISTRIBUZIONE, INFERISCONO (AL 50%) CHE DUE PERSONE HANNO RICEVUTO UNA STESSA QUANTITÀ. SVILUPPO ABILITÀ NUMERICHE 1
  10. 10. •A 4/5 ANNI LE TRASFORMAZIONI FISICHE POSSONO ANCORA MODIFICARE LA VALUTAZIONE NUMERICA: confrontando numerosità, la rapidità e l’accuratezza delle risposte possono ancora essere influenzate dalla disposizione degli oggetti. •4/5 ANNI RICONOSCONO IL VALORE CARDINALE DELLE PAROLE NUMERO PRONUNCIATE •ULTIMO ANNO SCUOLA DELL’INFANZIA: LEGGONO E SCRIVONO NUMERI, ESEGUONO SEMPLICI ADDIZIONI E SOTTRAZIONI SVILUPPO ABILITÀ NUMERICHE 2
  11. 11. LA LETTURA DI NUMERI • Il riconoscimento della forma scritta dei numeri (lettura) precede la capacità di riprodurli (scrittura) • Il riconoscimento del numero scritto non implica l’acquisizione di una corretta rappresentazione della quantità (aspetto semantico)
  12. 12. • Inizialmente il bambino non attribuisce al numero scritto il suo nome corretto; può confonderlo con lettere o altri numeri. • In seguito leggono i numeri più semplici e frequenti. • 5-6 anni riconoscono i numeri fino a 10 (possibilità di confusione 6 e 9: stessa forma grafica, ma diverso orientamento).
  13. 13. LA SCRITTURA DEI NUMERI • Dai 2 ai 7 anni il bambino è impegnato sia nell’acquisizione del concetto di numero sia nella costruzione dei segni convenzionali. • 5-7 anni accede al sistema simbolico “notazionale” - attività spontanee (es: inventa un sistema di notazione dei punti guadagnati in un gioco) - acquisizione dei sistemi notazionali della propria cultura
  14. 14. COME ESPRIME GRAFICAMENTE LE QUANTITÀ IL BAMBINO PRESCOLARE? 4 CATEGORIE • Idiosincratica 3-4 anni (utilizza notazioni incomprensibili ad un osservatore esterno). • Pittografica 3-4 anni (riproduce figurativamente gli oggetti) • Iconica 4-5 anni (segni grafici in corrispondenza biunivoca con gli oggetti) • Simbolica 5-6 anni (numeri arabici)
  15. 15. Lucangeli – Ianniti – Vettore, Lo sviluppo dell’intelligenza numerica” Carocci, 2007
  16. 16. SVILUPPO ABILITÀ DI CALCOLO I e II primaria • Conteggio sulle dita • Conteggio verbale • Deposito nella MLT dei fatti numerici • Inizio recupero fatti numerici Dalla III primaria • Conteggio sulle dita sempre meno frequente • Recupero via via più frequente fatti aritmetici • Utilizzo di strategie di scomposizione
  17. 17. PERCORSO DI COSTRUZIONE DELLA LINGUA SCRITTA • DIFFERENZIAZIONE DISEGNO SCRITTURA • LIVELLO PRESILLABICO • LIVELLO SILLABICO - non convenzionale - convenzionale • LIVELLO SILLABICO-ALFABETICO • LIVELLO ALFABETICO
  18. 18. ESEMPI DI SCRITTURE SPONTANEE (da Coruzzi-Ramazzotti) PRESILLABICO SILLABICO CONVENZIONALE
  19. 19. SILLABICO NON CONVENZIONALE SILLABICO-ALFABETICO
  20. 20. CONSAPEVOLEZZA FONOLOGICACONSAPEVOLEZZA FONOLOGICA  Sotto-area della consapevolezza metalinguistica.  Capacità di identificare le componenti fonologiche di una lingua e di saperle intenzionalmente manipolare.  In quanto capacità di fare una buona analisi dei suoni costituenti la parola, è considerata la più pertinente all’ acquisizione di lettura e scrittura, soprattutto nelle prime fasi dell’alfabetizzazione.
  21. 21. CONSAPEVOLEZZA FONOLOGICACONSAPEVOLEZZA FONOLOGICA Cosa implica?Cosa implica?  IDENTIFICAZIONE DI SILLABE, FONEMI, RAGGRUPPAMENTI DI SUONI ALL’INIZIO, ALLA FINE E NELLA PARTE CENTRALE DI UN TERMINE  RICONOSCIMENTO E PRODUZIONE DI RIME E ALLITTERAZIONI  MANIPOLAZIONE DI SUONI  FUSIONE E SEGMENTAZIONE DEI SUONI COSTITUENTI LA PAROLA
  22. 22. CONSAPEVOLEZZACONSAPEVOLEZZA FONOLOGICAFONOLOGICA GLOBALE, PRESENTE NEI BAMBINI PRESCOLARI ANALITICA, POCO PRESENTE PRIMA DELL’APPRENDIMENTO DELLA LINGUA SCRITTA
  23. 23. INDICAZIONI GENERALIINDICAZIONI GENERALI ORDINE PRESENTAZIONE: • Sillaba iniziale-sillaba finale-sillaba intermedia • Fonema iniziale-fonema finale-fonema intermedio PRIMA ATTIVITÀ DI FUSIONE E POI DI SEGMENTAZIONE
  24. 24. ESEMPI DI ATTIVITÀ FONOLOGICHEESEMPI DI ATTIVITÀ FONOLOGICHE  RICONOSCERE E PRODURRE RIME  RICONOSCERE PAROLE LUNGHE E PAROLE CORTE  “DIMMI UNA PAROLA CHE INIZIA CON …” “DIMMI UNA PAROLA CHE INIZIA COME …” - IL TRENINO DELLE PAROLE - IL CAPPELLO DEL MAGO - GIOCO DELL’ECO  IDENTIFICARE LA PAROLA SCANDITA DALL’INSEGNANTE (o da un compagno) NELLE SILLABE E NEI FONEMI COSTITUENTI  SEGMENTARE PAROLE IN SILLABE E FONEMI
  25. 25.  ELIDERE O AGGIUNGERE SUONI A PAROLE DATE (DITALE → DITA)  TROVARE DIFFERENZE E UGUAGLIANZE TRA PAROLE (ES. CANE – TANE; SOLE-SALE)  “QUALE PAROLA NON INIZIA CON LO STESSO SUONO TRA ...” (ES. PANE, PERA, TINO, POLLO)?  GIOCHIAMO CON LE PAROLE  
  26. 26. QUANDO?  È CONSIGLIABILE OPERARE PER SVILUPPARE LA CONSAPEVOLEZZA FONOLOGICA GIÀ IN ETÀ PRESCOLARE.  IL RICONOSCIMENTO DI SILLABE E LA DISCRIMINAZIONE DI PATTERN SONORI RICORRENTI FRA LE PAROLE (RIME, ALLITTERAZIONI, ASSONANZE) È POSSIBILE DAI 3-4 ANNI.  A 5 ANNI IL BAMBINO SEGMENTA LA PAROLA IN SILLABE. CON L’ALLENAMENTO ARRIVA POI AD ANALIZZARE TUTTI I SUONI DELLA PAROLA.  LA MANIPOLAZIONE È POCO PRESENTE PRIMA DEI 6-7 ANNI
  27. 27. PER LA RILEVAZIONE DI DIFFICOLTÀ NELLA COMPETENZA METAFONOLOGICA: CMF (Marotta-Trasciani-Vicari)
  28. 28. CONSAPEVOLEZZA GLOBALE (Marotta-Trasciani-Vicari )  DISCRIMINAZIONE DI SUONI • DISCRIMINAZIONE UDITIVA DI COPPIE MINIME  CLASSIFICAZIONE • RICONOSCIMENTO DI RIME • RICONOSCIMENTO DI SILLABE IN PAROLE DIVERSE  FUSIONE E SEGMENTAZIONE • SEGMENTAZIONE SILLABICA • SINTESI SILLABICA
  29. 29. CONSAPEVOLEZZA ANALITICA (Marotta-Trasciani-Vicari)  FUSIONE E SEGMENTAZIONE • SINTESI E SEGMENTAZIONE FONEMICA  MANIPOLAZIONE • DELEZIONE SILLABICA E CONSONANTICA • INVERSIONE DI INIZIALI (SPOONERISMO)  CLASSIFICAZIONE • RICOGNIZIONE DI RIME • PRODUZIONE DI RIME • FLUIDITÀ LESSICALE CON FACILITAZIONE FONEMICA
  30. 30. MECCANISMI DEL PROCESSO DI LETTURA  MECCANISMO DI ANTICIPAZIONE: il lettore immagina ciò che è scritto prima di decifrarlo interamente. Si basa su indici linguistici ed extralinguistici. Meccanismo cognitivo.  MECCANISMO DI DECIFRAZIONE: lo scritto viene analizzato nelle unità che lo compongono. Meccanismo percettivo Meccanismi presenti già nella lettura spontanea del bambino prescolare. Meccanismi ugualmente efficienti nel lettore esperto.
  31. 31. FASI DI APPRENDIMENTO DELLA LETTURA E DELLA SCRITTURA (Modello di Uta Frith) 1. STADIO LOGOGRAFICO: le parole scritte rappresentano gli oggetti. 2. STADIO ALFABETICO: le parole scritte rappresentano il linguaggio verbale. 3. STADIO ORTOGRAFICO: analisi della parola in unità ortografiche. 4. STADIO LESSICALE: formazione magazzino lessicale.
  32. 32. FONEMA/GRAFEMA • IL FONEMA È UN’UNITÀ LA CUI FUNZIONE FONDAMENTALE È DI DISTINGUERE UNA PAROLA DA UN’ALTRA • UN GRAFEMA PUÒ ESSERE DEFINITO COME UNA LETTERA O UN GRUPPO DI LETTERE CUI CORRISPONDE UN FONEMA (Orsolini, Fanari, Maronato 2005) Es. CHILO 5 lettere, 4 grafemi, 4 fonemi
  33. 33. DIFFICOLTÀ CHE SI POSSONO RISCONTRARE ALLA SCUOLA DELL’INFANZIA  A QUATTRO ANNI DIFFICOLTÀ DI LINGUAGGIO  INADEGUATEZZA NEI GIOCHI FONOLOGICI  DIFFICOLTÀ NELLA COPIA DA MODELLO E DISORDINE NELLO SPAZIO DEL FOGLIO  DIFFICOLTÀ AD IMPARARE FILASTROCCHE
  34. 34.  DIFFICOLTÀ A MEMORIZZARE NOMI DI OGGETTI CONOSCIUTI ED UTILIZZATI SPESSO  DIFFICOLTÀ DI ATTENZIONE  INADEGUATA MANUALITÀ FINE  GOFFAGGINE ACCENTUATA NEL VESTIRSI, ALLACCIARSI LE SCARPE, RIORDINARE  INADEGUATO RICONOSCIMENTO DELLA DESTRA E DELLA SINISTRA  DIFFICOLTÀ A RIPRODURRE RITMI E A MANTENERE IL RITMO PER UN TEMPO PROLUNGATO
  35. 35. INDICAZIONI DIDATTICHE GENERALI PRINCIPI DA RISPETTARE • Partecipazione attiva di alunno e insegnante • Il bambino è costruttore di consapevolezza e conoscenza • Consapevolezza del docente di essere guida negli apprendimenti • Attenzione a promuovere nel bambino la consapevolezza alle richieste del compito e l’apprendimento di strategie adeguate • Condurre il bambino a controllare e autoregolare il proprio processo d’apprendimento.
  36. 36.  ATTIVITÀ PER SVILUPPARE CONSAPEVOLEZZA: - fonologica - testuale - pragmatica  ATTIVITÀ DI LETTURA E RIPRODUZIONE DI RITMI  AFFINARE LA CONSAPEVOLOZZA DEI SUONI CHE SI POSSONO PRODURRE ATTRAVERSO LA VOCE  ATTIVITÀ DI SIMBOLIZZAZIONE  LEGGERE MOLTO AI BAMBINI  DARE LIBRI  COSTRUIRE LIBRI COSA FARE SCUOLA DELL’INFANZIA
  37. 37.  STIMOLARE LA PERCEZIONE E LA DISCRIMINAZIONE UDITIVA  GIOCHI DI MEMORIA VISIVA, UDITIVA E VERBALE  ORGANIZZARE UN AMBIENTE MOTIVANTE E STIMOLANTE VERSO L  SOSTENERE LO SVILUPPO DELLA CONOSCENZA NUMERICA  ESPORRE I NUMERI NELLE DIVERSE FORME IN CUI SI POSSONO PRESENTARE.  FILASTROCCHE DEI NUMERI  “SEGNALARE” ALLA FAMIGLIA E ALLA SCUOLA PRIMARIA  ATTIVITÀ DI SCREENING
  38. 38. GRAZIE PER L’ATTENZIONE E BUON LAVORO!
  39. 39. BIBLIOGRAFIABIBLIOGRAFIA Lucangeli- De Candia-Poli, L’intelligenza numerica, vol. 1, Erickson, 2003 Lucangeli, Ianniti, Vettore, Lo sviluppo dell’intelligenza numerica, Carocci, 2007 Marotta-Trasciani-Vicari, CMF Valutazione delle competenze metafonologiche, Erickson, 2004 Medeghini (a cura di), Perché è così difficile? Come la scuola può aiutare gli alunni con disturbi specifici di apprendimento, Vannini, 2005 Meloni-Sponza- Kvilekval- Valente-Bellantone, La dislessia raccontata agli insegnanti 1 , Libri Liberi, 2002 Meloni-Sponza-Kvilekval-Valente, La dislessia raccontata agli insegnanti 2 , Libri Liberi Firenze, 2003 Orsolini-Fanari-Maronato, Difficoltà di lettura nei bambini, Carocci, 2005 G. Pinto, Dal linguaggio orale alla lingua scritta: continuità e cambiamento, La Nuova Italia, 1993 G. Stella, Apprendere a leggere e a scrivere – Guida la lettura, Signum Scuola 1992
  40. 40. ATTIVITÀ DEL CONTARE Presuppone l’acquisizione di: • Sequenza verbale ( ordine stabile) - utilizzata come stringa di parole - distinzione tra parole-numero; sequenza unidirezionale partendo da uno - sequenza bidirezionale, partendo da un numero qualsiasi, ordinata in modo stabile
  41. 41. • Corrispondenza biunivoca tra parole- numero ed elementi dell’insieme - a due anni i bambini distribuiscono una caramella ad ogni bambino, … - fino a 4 anni non riescono ad inferire che il numero di caramelle è lo stesso per tutti, - a 5 anni corrispondenza biunivoca utilizzata nel conteggio correttamente La conta può essere influenzata da attenzione al compito, disposizione e caratteristiche degli oggetti
  42. 42. • Cardinalità acquisita verso i 5 anni. • Irrilevanza dell’ordine • Principio di astrazione INTEGRA COMPETENZE LESSICALI E SEMANTICHE
  43. 43. segmentazione fusione Roberto Medeghini (a cura di) “Perché è così difficile imparare? Come la scuola può aiutare i bambini con disturbi specifici di apprendimento” Vannini
  44. 44. Roberto Medeghini (a cura di) “Perché è così difficile imparare? Come la scuola può aiutare i bambini con disturbi specifici di apprendimento” Vannini
  45. 45. Roberto Medeghini (a cura di) “Perché è così difficile imparare? Come la scuola può aiutare i bambini con disturbi specifici di apprendimento” Vannini
  46. 46. Roberto Medeghini (a cura di) “Perché è così difficile imparare? Come la scuola può aiutare i bambini con disturbi specifici di apprendimento” Vannini
  47. 47. Roberto Medeghini (a cura di) “Perché è così difficile imparare? Come la scuola può aiutare i bambini con disturbi specifici di apprendimento” Vannini
  48. 48. Roberto Medeghini (a cura di) “Perché è così difficile imparare? Come la scuola può aiutare i bambini con disturbi specifici di apprendimento” Vannini
  49. 49. PROVA DI RICOGNIZIONE DI RIME (Marotta-Trasciani-Vicari Test CMF-Valutazione delle competenze metafonologiche” Erickson)
  50. 50. RICONOSCIMENTO DELLA SILLABA INIZIALE DI UNA PAROLA (Marotta-Trasciani-Vicari Test CMF-Valutazione delle competenze metafonologiche” Erickson)
  51. 51. SPOONERISMOSPOONERISMO AL BAMBINO VIENE CHIESTO DI INVERTIRE IL FONEMA INIZIALE DI DUE PAROLE PER FORMARE DUE NUOVE PAROLE Es. DUNA/LENTE ⇒ LUNA/DENTE VASCA/TELA ⇒ TASCA/VELA
  52. 52. GIOCHIAMO CON I NOSTRI NOMI • Inventiamo rime con i nostri nomi: Veronica suona l’armonica, Michele va a gonfie vele, … • Ricomponiamo il nostro nome spezzettato • Diciamo il nostro nome a pezzi • Cerchiamo parole che iniziano come il nostro nome • Si alzano tutti i bambini che hanno il nome che inizia con … • …
  53. 53. • Mettiamo nella scatola tutti i disegni che iniziano con … • Gioco del domino: RANA NAVE (svolto prima con figurine e poi senza)
  54. 54. • Partire dal contesto, dalle esperienze dei bambini • Routine: basi per creare significati condivisi • Il proprio nome • Cartelloni presenze, incarichi, … • Grafici
  55. 55. Lo spazio per la lettura e scrittura nella scuola dell’infanzia “La scuola dell’infanzia dovrebbe permettere a tutti i bambini • una sperimentazione libera sui segni della scrittura in un ambiente ricco di scritture diverse, • un ascolto della lettura ad alta voce, • di vedere gli adulti scrivere, • di cercare di leggere, • di giocare con il linguaggio per scoprire somiglianze e differenze sonore” (E. Ferreiro)
  56. 56. DISCRIMINAZIONE UDITIVA •Discriminazione suono/silenzio •Durata dei suoni •Intensità dei suoni •Suoni simili •Giochi: tombola sonora, indovina cosa, indovina chi
  57. 57. Roberto Medeghini (a cura di) “Perché è così difficile imparare? Come la scuola può aiutare i bambini con disturbi specifici di apprendimento” Vannini
  58. 58. Roberto Medeghini (a cura di) “Perché è così difficile imparare? Come la scuola può aiutare i bambini con disturbi pepcifici di apprendimento” Vannini
  59. 59. COME PARLARE DEI NUMERI? • Già con i più piccoli parlarne associandoli alle quantità (due occhi, una bocca, cinque dita; utilizzo di storie) • Giochi di confronto di numerosità (possono essere svolti anche senza che i bambini conoscano il nome dei numeri; domino, creazione di carte da gioco) • Far recuperare ai bambini conoscenze di tipo quantitativo e farle confrontare tra loro (sono più 4 ruote o 4 alberi?) portando la riflessione sull’invarianza della quantità pur variando le dimensioni fisiche
  60. 60. • Introdurre il numero arabico con il richiamo alla quantità associata 1 = 2 = …. • Se presentata nel modo opportuno la quantità “cinque” può essere immediatamente riconosciuta e facilitare così il conteggio • Attività di corrispondenza biunivoca (guidando la riflessione: perché una tazzina non ha il piattino?)
  61. 61. Programma “L’intelligenza numerica” Vol 1 Lucangeli – De Candia – Poli Erickson 2003 PROCESSI LESSICALI
  62. 62. PROCESSI SEMANTICI
  63. 63. PROCESSI SINTATTICI
  64. 64. Ob. Selezionare gli oggetti differenziandoli per attributi L’intelligenza numerica” Vol 1 Lucangeli – De Candia – Poli Erickson 2003
  65. 65. O. Distinguere un’unità dall’insieme di elementi che la costituiscono L’intelligenza numerica” Vol 1 Lucangeli – De Candia – Poli Erickson 2003
  66. 66. Ob. Distinguere un’unità dall’insieme di elementi che la costituiscono L’intelligenza numerica” Vol 1 Lucangeli – De Candia – Poli Erickson 2003
  67. 67. “Ascolta l’insegnante e disegna, quando è possibile, per completare la frase che senti” Una collana è formata da tante Un’ora è formata da tanti Una classe è formata da tanti Ob: Distinguere un’unità dall’insieme di elementi che la costituiscono
  68. 68. COUNTING

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