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La tassazione resta un eccezionale dissuasore al consumo di                                                               ...
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“Generazione in fumo, strategie per non cominciare, strumenti per smettere” prodotto da www.i-Think-italia.it | Leggi il recap dell'evento Il fumo e i giovani: l’evento I-Think per trovare nuovi strumenti e soluzioni per combattere il tabagismo minorile.http://i-think-italia.it/il-fumo-e-i-giovani-levento-i-think-per-trovare-nuove-strumenti-e-soluzioni-per-combattere-il-tabagismo-minorile/

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  1. 1. GENERAZIONE IN FUMOSTRATEGIE PER NON COMINCIARESTRUMENTI PER SMETTERE 1 Generazione in fumo strategie per non cominciare strumenti per smettereExecutive summarysettembre 2012 www.i-think-italia.it
  2. 2. 2Generazione in fumo strategie per non cominciare strumenti per smettere
  3. 3. GENERAZIONE IN FUMO 3STRATEGIE PER NON COMINCIARE STRUMENTI PER SMETTERE Executive summary settembre 2012 Generazione in fumo strategie per non cominciare strumenti per smettere
  4. 4. 4Generazione in fumo strategie per non cominciare strumenti per smettere
  5. 5. Un miliardo di morti. Questo il bilancio previstodall’Organizzazione Mondiale della Sanità per una delle epidemie piùviolente e silenziose del XXI secolo: il tabagismo. Il fumo di tabaccouccide una persona ogni 6 secondi e, tra le vittime, tanti sono i nonfumatori. Nonostante nei Paesi industrializzati si riduca sempre più 5il numero di fumatori, resta allarmante il dato sui giovani, spessoconsumatori di tabacco sfuso. In tutto il mondo ogni giorno tra gli 80.000 e i 100.000 giovani iniziano a fumare.L’obiettivo di questa analisi, condotta sulle principali ricerchein Italia e nel mondo, è stato quello di individuare le ragioni che Generazione in fumo strategie per non cominciare strumenti per smettereportano un ragazzo a cominciare a fumare; capire di quali strumentisi dispone per smettere o per ridurre il danno; giungere ad unaproposta concreta di prevenzione.Gli approfondimenti della normativa europea, della legge e delmercato italiani, con un’attenzione all’impatto clinico e alle patologiecorrelate al tabagismo nel nostro Paese, offrono un quadro completo,per comprendere i diversi comportamenti della popolazione giovanee adulta, rispetto al consumo di sigarette.A partire dal 1960, la prevalenza del fumo nel nostro Paese haregistrato un costante decremento. Nel 2010 dichiara di esserefumatore il 20% delle donne e il 24% degli uomini adulti italiani,per un totale di 11 milioni di persone.Il fumo di tabacco è, dopo l’ipertensione arteriosa, la più importantecausa di morte, nell’ultima revisione della classificazioneinternazionale delle malattie. La mortalità attribuibile al fumoè il 15% dei 560.000 decessi registrati ogni anno in Italia, paria 70.000 decessi:- 40.000 per neoplasia polmonare e broncopneumopatia cronicaostruttiva (BPCO)- 10.000 per altri tumori legati al tabacco- 15-20.000 per malattie cardiovascolari- 5.000 per altre malattie
  6. 6. Una valutazione economica condotta secondo la prospettiva del Servizio Sanitario Nazionale ha stimato l’impatto economico del fumo di tabacco nel 2005 pari a 4,217 miliardi di euro (costi diretti sostenuti dal SSN). 6 La vita di un fumatore abituale è di circa 10 anni inferiore rispetto a quella di un non fumatore. Il danno da fumo è tanto più evidente quanto più precocemente si inizia a fumare: un quindicenne ha una probabilità di morire di cancro tre volte maggiore rispetto a chi inizia dieci anni più tardi. Nel 2005 l’introduzione della legge 3/2003 ha ulteriormente limitato il fumo negli spazi pubblici, contribuendo alla diminuzione della prevalenza del fumo, soprattutto tra le donne e i più giovani. Ma l’effetto non è durato a lungo: un’indagine del 2009 rileva un aumento del 5% della prevalenza in individui giovani. Nella fascia d’età tra i 15 e i 24 anni, fuma il 15,9% dei maschi e ilGenerazione in fumo strategie per non cominciare strumenti per smettere 21,8% delle femmine. Circa l’87% dei fumatori inizia entro i 20 anni. Il consumo medio è di 10 sigarette al giorno per i giovani e 14 sigarette per gli adulti. Nonostante rimanga ancora bassa la percentuale di utilizzo, la sigaretta “rollata”, realizzata con cartina e trinciato, è quella che negli ultimi anni ha avuto il maggior incremento tra la popolazione giovanile. A favorirne il consumo è la bassa tassazione, che contribuisce al dimezzamento del costo rispetto alle sigarette in pacchetto. I ragazzi di questo tempo non guardano avanti, sono proiettati nel presente. In questo contesto, una comunicazione in cui gli svantaggi del fumo sono definiti nel futuro, difficilmente potrà essere accolta. Inoltre si assiste ad una relativizzazione dei valori, in cui nessun comportamento è più o giusto o sbagliato e tutto può apparire lecito. Resta nei giovani un senso di giustizialismo collettivo verso un nemico esterno e lontano. Raccoglie quindi maggior consenso, nella comunicazione contro il fumo, l’incentivo a lottare contro l’industria del tabacco, piuttosto che contro la propria compulsione a fumare.
  7. 7. Infine il rischio, che assume la connotazione di valore positivoanche nella vita economico-sociale, finisce per favorire nei ragazzicomportamenti pericolosi. La fragile linea di demarcazione tra realee virtuale tende a far pensare che ogni comportamento possaessere revocabile e reversibile. 7Il rischio, letto come il coraggio di esporsi ad un pericolo, ammantal’atto del fumare di un alone eroico. Il prezzo da pagare non èimmediato e il costo beneficio sarà tanto più vantaggioso quantopiù il danno sarà sottolineato dalle autorità sanitarie e dai mezzidi comunicazione.L’iniziazione e lo sviluppo dell’abitudine al fumo tra i giovaniprogredisce secondo una sequenza solitamente composta di 5 fasi,che avviene in 3 anni:- sviluppo di credenze e attitudini relative al tabacco Generazione in fumo strategie per non cominciare strumenti per smettere- sperimentazione con finalità di prova- adozione del comportamento a breve termine- uso regolare- dipendenza.Le motivazioni che spingono i giovani a fumare dipendono da unprocesso complesso, che ha fattori di rischio ambientali, socio-demografici e comportamentali-individuali.L’adeguamento alle abitudini del gruppo (e non dei genitori)è la motivazione che riscuote più del 50% delle preferenze, mentreil “senso di emancipazione” e “sentirsi più grande” riguarda solopoco più del 2% delle scelte. Non va poi sottovalutata la percentualeelevata (27,6%) dei ragazzi che fuma perché attribuisce al tabaccouna funzione consolatoria.L’82% dei ragazzi delle Superiori e il 51% dei ragazzi delle scuoleMedie hanno visto i compagni fumare a scuola. In questa indagineemerge inoltre che l’88% degli studenti delle Superiori ammette difumare anche spinelli, contro il 28% delle Medie.Per quanto riguarda il comportamento degli insegnanti, il 77% deiprofessori delle Superiori e il 49% di quelli delle Medie sono stativisti fumare dai ragazzi nei luoghi più vari all’interno della scuola.Alcuni docenti fumano in classe (3% alle Superiori e 1% alle Medie).Agli studenti delle Superiori è capitato di veder fumare il Dirigente
  8. 8. Scolastico anche in presidenza, luogo dove solitamente si richiamano i ragazzi al rispetto delle norme. Sarebbe opportuno estendere i divieti di fumo a tutti gli ambienti della scuola, sia per scoraggiare ulteriormente chi fuma e per 8 proteggere dal fumo passivo i non fumatori, sia per prevenire il rischio di incendio. (S.8, “Disposizioni per la tutela della salute e per la prevenzione dei danni derivanti dal consumo dei prodotti del tabacco”, a firma dei senatori Ignazio Marino e Antonio Tomassini). STRUMENTI E STRATEGIE DI PREVENZIONE In Italia non sono ancora in atto strategie di prevenzioneGenerazione in fumo strategie per non cominciare strumenti per smettere adeguatamente ed efficacemente strutturate, e il sistema sanzionatorio previsto per gli adolescenti è largamente inapplicato. Una delle azioni di prevenzione più efficaci tende a promuovere negli studenti, attraverso l’azione di mentoring individuale, comportamenti prosociali e proattivi, tra cui anche la prevenzione della dipendenza da nicotina. Il mentoring è una relazione volontaria e disinteressata che può essere orientata allo sviluppo di conoscenze o di capacità, nella quale sono coinvolte due persone: il Mentore e il Mentee. Un recente progetto di mentoring ha portato, in un anno, ad una riduzione del gruppo dei fumatori abituali o occasionali, del 50%. La letteratura internazionale individua nella scuola uno dei contesti più appropriati alla prevenzione delle dipendenze, per il ruolo nei processi di sviluppo, l’accesso su larga scala, la possibilità di utilizzare infrastrutture esistenti e l’esperienza degli insegnanti. Si suggeriscono interventi basati su “la persona”, cioè su: ragazzi, insegnanti, genitori, facendo affidamento sulle qualità individuali. L’efficacia dell’intervento aumenta, inoltre, se è coinvolto tutto il contesto scolastico, le famiglie, la comunità e se utilizza tecniche didattiche interattive. È l’OMS negli anni ’90 a dichiarare che è importante superare l’ottica puramente informativa sulle dipendenze e lavorare sullo sviluppo delle capacità personali degli individui ossia sulle Life Skills,
  9. 9. abilità volte a un comportamento adattivo e positivo, che pongonol’individuo nelle condizioni di affrontare pressioni negative dei pari esituazioni di rischio. L’educazione tra pari, in particolare, deve la suaincisività con gli adolescenti all’utilizzo ed al potenziamento di duerisorse centrali nel processo di socializzazione dei giovani: il gruppo 9e l’influenza dei leader.Gli interventi che aiutano a smettere di fumare gli adolescenti,combinano una varietà di approcci e risultano promettenti, con unacerta continuità dell’astinenza. In particolare, sono utili quelliche includono elementi sensibili alla fase del cambiamento e cheutilizzano il rinforzo motivazionale in combinazione con la terapiacognitivo-comportamentale.I dati di questa meta-analisi sono particolarmente preoccupantima contengono spunti e indicazioni utili per un’azione efficacedi contrasto al fumo minorile. È infatti urgente aggiornare e Generazione in fumo strategie per non cominciare strumenti per smettereuniformare a livello europeo le normative relative ai prodottidel tabacco e condurre attività di ricerca, intensificando lacooperazione fra policy maker, industria, scienziati e società civile,per fare in modo che vengano emanate, monitorate e miglioratepolitiche davvero efficaci per il controllo del tabacco.Sono sostanzialmente due le strategie di lotta al consumo di tabacco.Da un lato il cosiddetto quit-or-die che si concentra esclusivamentesulla cessazione e sull’astinenza; dall’altro l’approccio che contemplaanche l’utilizzo di prodotti a rischio modificato, mirati ai fumatoriche non riescono ad interrompere la dipendenza dalla nicotina.In tal senso è ormai chiara l’importanza di regolamentaredispositivi quali le sigarette elettroniche o alternative come lo Snus,un tabacco umido in polvere per uso orale, autorizzato in Svezia,dove ha quasi soppiantato il consumo di sigarette. I Governi continuano a destinare risorse troppo limitate alle attività di controllo sul consumo del tabacco.Con le accise, globalmente, si raccolgono circa 133 miliardi di dollarima ne vengono investiti meno di uno nelle misure che possonodeterminare una riduzione del tabagismo.
  10. 10. La tassazione resta un eccezionale dissuasore al consumo di tabacco, specialmente fra i giovani e gli anziani. Si calcola che un aumento del 10% sul prezzo del tabacco ne diminuisce il consumo di circa il 4% nei paesi ad alto reddito e dell’8% nei paesi a basso 10 reddito. Tuttavia va considerato l’effetto che una tassazione non bilanciata avrebbe sull’aumento del contrabbando. L’assenza di controlli sulla qualità e sulla vendita dei prodotti ridimensionerebbe gli sforzi in tema di dissuasione del consumo di tabacco, soprattutto tra i giovani, solitamente provvisti di minore disponibilità economica. Sono quindi i numeri e i dati ricavati da studi scientifici e dalle esperienze di altri Paesi a indicarci le misure prioritarie: - stanziamento di fondi dedicati alla lotta al tabagismo - adozione di campagne di prevenzione dell’iniziazione al fumo, da adottare fin dai primi anni di età scolareGenerazione in fumo strategie per non cominciare strumenti per smettere - formazione ad hoc per adulti di riferimento impegnati in attività di formazione, informazione e prevenzione (insegnanti, genitori, pediatri, ecc.) - terapie di sostegno garantite dal Servizio sanitario nazionale per i fumatori che intendono smettere - informazioni più dettagliate e trasparenti sui prodotti in commercio - regolamentazione di nuovi prodotti a base di tabacco ma a rischio ridotto (es. Snus), in un’ottica di ampliamento dell’offerta delle nicotine replacement therapies (NRT) - aumento bilanciato della tassazione su tutti i prodotti a base di tabacco. Muovendoci da posizioni di mero proibizionismo (proposta del pacchetto generico) e fiscalità sproporzionata, la strada da percorrere potrebbe venire da un programma articolato di interventi congiunti, sostenuto con concreta e sincera convinzione dal Governo e da tutti gli stakeholder coinvolti. Ciò avrebbe particolare impatto sul consumo di tabacco tra i giovani.
  11. 11. Generazione in fumo strategie per non cominciare strumenti per smettere11
  12. 12. 12 Generazione in fumo strategie per non cominciare strumenti per smetterewww.i-think-italia.it

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